{"id":174440,"date":"2020-11-08T11:59:17","date_gmt":"2020-11-08T10:59:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=174440"},"modified":"2020-11-08T12:14:54","modified_gmt":"2020-11-08T11:14:54","slug":"alla-scoperta-della-shakespeare-co-la-mitica-libreria-di-parigi-che-fu-lombelico-del-mondo-culturale-internazionale-adesso-cento-anni-dopo-lotta-per-sopravvivere-e-chiede-aiu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2020\/11\/08\/alla-scoperta-della-shakespeare-co-la-mitica-libreria-di-parigi-che-fu-lombelico-del-mondo-culturale-internazionale-adesso-cento-anni-dopo-lotta-per-sopravvivere-e-chiede-aiu\/","title":{"rendered":"ALLA SCOPERTA DELLA \u201cShakespeare &#038;Co\u201d, LA MITICA LIBRERIA DI PARIGI CHE FU L&#8217;OMBELICO DEL MONDO CULTURALE. ADESSO, CENTO ANNI DOPO, LOTTA PER SOPRAVVIVERE, E CHIEDE AIUTO: \u201cTemps difficiles\u201d"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-174442\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/s1buna.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"533\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/s1buna.jpg 800w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/s1buna-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/s1buna-768x512.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>di <strong>Mariangela Rosato<\/strong>______<\/p>\n<p>Sono arrivata a Parigi da due giorni o tre, non ricordo pi\u00f9, e gi\u00e0 girovago per le vie del centro a trovare un posto dove andare e in preda ad un sentimento di onnipotenza. Un semplice abbruciamento che ha contaminato la vista e si esaspera con le voci degli altri che mi ruotano intorno.<\/p>\n<p>Avanzo girando la testa in tutte le direzioni in maniera a tratti convulsa &#8211; tralasciare anche solo il minimo dettaglio recherebbe disagio ai ricordi &#8211; e non mi preoccupo dei minuti che scorrono e della pioggia che inizia a cadere a piccole gocce.<\/p>\n<p>Neanche gli altri sembrano prestarci troppa attenzione. Continuo a camminare e gli occhi si dilatano, restano immobili.<\/p>\n<p>Gli altri attraversano la strada tutti in branco anche se qualcuno si ferma ai tavoli dei bar, guarda l\u2019orologio e sbuffa. L\u2019ora di pranzo \u00e8 ben che andata. Qualcuno si avvicina alle bancarelle dei bouquinistes, prende un libro pieno di polvere e lo sfoglia una pagina dopo l\u2019altra come con la testa mangiata dalle parole all\u2019interno.<\/p>\n<p><em>\u201cVenez, venez, on va par ici\u201d<\/em>. Un gruppo di ragazzi mi grida alla destra come un suono di eccitazione e si intrufola in una via quasi deserta.<\/p>\n<p>Mi dico: \u201cchiss\u00e0 cosa ci sar\u00e0 al di l\u00e0 della strada.\u201d La curiosit\u00e0 inizia a montarmi nel petto. Aspetto che si incamminino e poi- non pensando a nulla &#8211; li seguo. Non so dove i miei passi mi porteranno, ma non importa. Il mio passo \u00e9 deciso. \u201cBrrrrrr\u201d I denti mi tremolano, metto le mani nella tasca del cappotto. Il freddo \u00e8 tagliente e anche le labbra iniziano a sentirne le conseguenze spaccandosi ai lati. \u201cBrrrrr\u201d. Il mio passo \u00e9 ancora deciso. I ragazzi che mi avevano aperto la via non li vedo pi\u00f9, si saranno dispersi di nuovo nel branco della gente. \u201cAh no, eccoli l\u00ec. Ma dove vanno?\u201d.<\/p>\n<p>La gente \u00e8 tutta ammucchiata, ha nelle mani bicchieri di vino, sorride. Sono arrivata alla fine della strada e voglio vedere cosa sia questo fracasso. Di fronte a me c\u2019\u00e9 Notre Dame pullulante di bandierine sventolate da guide turistiche e di cartine aperte per capirci qualcosa di tutte quelle viuzze. Io non uso cartine, preferisco perdermi. Mi avvicino al branco di gente, anche i ragazzi di prima sono l\u00ec.<\/p>\n<p>Riesco a vedere un\u2019insegna <strong>\u201cShakespeare &amp;Co\u201d<\/strong> tutta di color giallo ocra con le lettere maiuscole marcate in nero e con la \u201cS\u201d di Shakespeare impregnata di rosso vivo ben visibile. E\u2019 una piccola casetta verde, con due finestrelle aperte verso la piazza e con centinaia di libri attaccati uno accanto all\u2019altro, da poter farmi cadere in un\u2019overdose letteraria.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-174444\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/s-2.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"805\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/s-2.jpg 600w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/s-2-224x300.jpg 224w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/p>\n<p>\u201cPardon\u201d, tutti sono con i libri in mano. <em>\u201cD\u00e9sol\u00e9e, pardon\u201d<\/em>, mischiano l\u2019inglese al francese in un gioco continuo e divertente di allusioni scabrose.<\/p>\n<p>\u201cSorry, sorry\u201d, mi faccio piccola e prendo spazio tra la calca. \u201cFinalmente\u201d penso e varco il confine. I libri sono ovunque, di tutti i colori, di tutte le taglie.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I corridoi stretti, le poltrone colorate mi fanno ritornare bambina con gli occhi che si spalancano tutti e due soli e non riescono a chiudersi. Mi muovo a piccoli passi, con fare lento. E vorrei quasi prendere tra le braccia tutti quei libri che mi circondano e divorarli uno ad uno. Metto avanti prima un passo e poi l\u2019altro, il capo levato, lo sguardo fisso: non posso permettermi di perdermi niente di quello che vedo.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-174443\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/s-3.jpg\" alt=\"\" width=\"512\" height=\"336\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/s-3.jpg 512w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/s-3-300x197.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 512px) 100vw, 512px\" \/><\/p>\n<p><em>\u201cBe not inhospitable to strangers lest they be angels in disguise\u201d. <\/em>La frase che leggo scritta su un<em>\u00a0 di <\/em>foglio di carta attaccato al muro, sopra un ritratto dell&#8217;epoca di Ezra Pound, mi prende il petto: sembra parlare di me.<\/p>\n<p>Continuo a camminare un passo dopo l\u2019altro e poi l\u2019altro con la testa dispersa ed \u00e8 l\u00ec che il piede ferma il suo andare. Abbasso gli occhi, c\u2019\u00e8 un materasso steso per terra con quattro ragazzi seduti, le scarpe ai lati del letto, fogli di carta sparsi sulla coperta. Hanno tutti un libro, un quaderno accanto, una penna o una matita tra i denti. Uno di loro mi rivolge lo sguardo e poi si rigetta nelle pagine. Mi volto, eppure quello che fanno mi incuriosisce. Lascio il libro di Shakespeare che avevo tra le mani e mi dirigo verso l\u2019altra pi\u00e8ce. Prendo un libro a caso.<\/p>\n<p>Le stanze della libreria si riempiono ed un coro forte si leva all\u2019improvviso. <em>\u201cLet\u2019s go with us\u201d<\/em>, una ragazza mi dice mentre lascia il libro sul tavolino e si avvia verso la calca a cantare. Annuisco e continuo a camminare con fare lento cercando di leggere quanti pi\u00f9 titoli possibile. Scaffali e scaffali di libri circondano me e tutti quelli che nella stanza continuano a sfogliare le pagine.<\/p>\n<p>Non \u00e8 il coro a tratti stonato a distrarmi, ma piuttosto un foglio \u201cAbout becoming a Tumbleweeds\u201d e una lavagnetta con una grande scritta di gesso rosso e bianco \u201cSylvia Beach 1887-1962, founder of the first Shakespeare &amp;Co 1919-1941. Half bookstore and half lending library\u201d<\/p>\n<p>In basso si legge che tra i clienti del posto ci sono stati Ezra Pound, Ernest Hemingway, Gertrude Stein, Jannet Flanner, F.Scott Fitzgerald, T.S Eliot, autori per i quali la libreria\u00a0 \u00e8 stata una banca, un ufficio postale, un ritrovo di amici.<\/p>\n<p>Continua ancora dicendo che Silvia Beach \u00e8 stata la prima a pubblicare nel 1922 l\u2019Ulisse di James Joyce, scoperto da Ezra Pound, quando nessun altro avevo osato farlo. E ancora che Sylvia Beach, riunendo scrittori francesi, inglesi, americani, irlandesi \u00e8 riuscita a fare pi\u00f9 di quattro ambassadors messi insieme.<\/p>\n<p>Non riesco a staccarmi da quella lavagnetta e contemplo con occhi spalancati la scritta \u201cTumbleweeds\u201d di cui voglio saperne di pi\u00f9. \u201cDo you want some information?\u201d Sono troppo assorta tra i pensieri per rispondere su due piedi, avevo cos\u00ec tante cose in mente mischiate una sull\u2019altra che sembrava non ne avessi nessuna.<\/p>\n<p>Il signore era alto e anziano, una giacca con ghirigori colorati ed un libro di Shakespeare in mano- avrei voluto tanto sapere cosa fosse. Prende lui per primo la parola e mi racconta che i Tumbleweeds sono scrittori ospitati dal proprietario della libreria e che passano giornate intere oppure anche solo una nottata tra gli scaffali dei libri, stesi sui letti sparsi a sfogliare le pagine e a scrivere le loro biografie.<\/p>\n<p>Mi sembra cos\u00ec surreale che le domande escono fuori una dopo l\u2019altra. Mi racconta che quella \u00e8 l\u2019erede della libreria di Sylvia Beach costretta a chiudere nel 1941, anno dell\u2019occupazione nazista di Parigi. Mi dice poi, che nel 1951 un certo George Whitman, all\u2019et\u00e0 di 37 anni, apr\u00ec la sua libreria proprio l\u00ec, di fronte a Notre Dame al 37 Rue de la Bucherie. Quel George era chiamato il \u201cDon Quixote of the Latin Quarter\u201d e aveva scelto per la sua libreria un vecchio edificio, prima un monastero: da qui il nome Le Ministral, diverso da tutti quei grandi palazzi stile Hausmann che si trovavano al centro di Parigi. E l\u2019aveva scelto per la sua natura minuta e i soffitti alti come un tempo in citt\u00e0.<\/p>\n<p>\u201cPerch\u00e9 la libreria ha cambiato nome?\u201d- il suo modo di fare era buffo, il suo stile cos\u00ec eccentrico. Mi racconta che Sylvia Beach frequentava spesso quella libreria e che invit\u00f2, nel giorno del quattrocentesimo anniversario di Shakespeare, quel George bizzarro, che cos\u00ec pazzo accett\u00f2, a riprendere il nome di Shakespeare &amp; Co. E da allora gli scrittori anglofoni continuano a frequentare la libreria, le biografie dei Tumbleweeds a scriversi, i libri ad occupare gli scaffali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Due giovani vengono nella stanza e interrompono il suo racconto: <em>\u201cOh George, you are here! Come<\/em> <em>to sing with us\u201d<\/em>. L\u2019uomo inclina la testa, fa un sorriso buffo, mi tende la mano porgendomi il libro di Romeo e Giulietta di Shakespeare e mi dice: <em>\u201cHi, I\u2019m George Whitman, nice to meet you new Tumbleweed! Benvenuta nella tua nuova casa!\u201d .<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><br \/>\nRipasso ora dal 37 rue de la Bucherie, ma non c\u2019\u00e8 nessuno che fa la fila per entrare. La porta \u00e8 chiusa e i libri restano impolverati sui loro scaffali perch\u00e9 nessuno li apre pi\u00f9. Non si sente la musica del pianoforte. Le persone che mischiano il francese con l\u2019inglese sono sparite. La piazza di Notre Dame \u00e8 deserta.<\/p>\n<p>Il ricordo ritorna a quelle giornate quando conobbi George, al mio soggiorno tra i libri e a quando la libreria era un luogo di ritrovo per molti. Ma la malattia ha colpito anche loro e quello che rimane in questi giorni \u00e8 solo un biglietto attaccato alla porta per chiedere aiuto intitolato <strong>\u201cTemps<\/strong> <strong>difficiles\u201d<\/strong> e con su scritto:<\/p>\n<p><strong><em>\u201cGrazie mille a tutti voi che vi siete fatti avanti chiedendoci come potete aiutare la libreria. Stiamo cercando di trovare un modo per andare avanti nonostante le nostre perdite siano dell\u201980% da marzo. Shakespeare &amp;Co \u00e8 una comunit\u00e0 (una comune) di cui tutti voi fate parte. Siamo qui oggi, quasi settant\u2019anni dopo grazie a te. Con gratitudine, Shakesepare &amp;co.\u201d\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2020\/11\/08\/alla-scoperta-della-shakespeare-co-la-mitica-libreria-di-parigi-che-fu-lombelico-del-mondo-culturale-internazionale-adesso-cento-anni-dopo-lotta-per-sopravvivere-e-chiede-aiu\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2020\/11\/08\/alla-scoperta-della-shakespeare-co-la-mitica-libreria-di-parigi-che-fu-lombelico-del-mondo-culturale-internazionale-adesso-cento-anni-dopo-lotta-per-sopravvivere-e-chiede-aiu\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Mariangela Rosato______ Sono arrivata a Parigi da due giorni o tre, non ricordo pi\u00f9, e gi\u00e0 girovago per le vie del centro a trovare un posto dove andare e in preda ad un sentimento di onnipotenza. 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