{"id":175926,"date":"2020-12-13T00:03:04","date_gmt":"2020-12-12T23:03:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=175926"},"modified":"2020-12-13T11:02:35","modified_gmt":"2020-12-13T10:02:35","slug":"quaranta-anni-dallideazione-del-progetto-alla-realizzazione-e-appena-uscito-cut-the-tongue-memorabile-concept-album-di-progressive-rock-ve-ne-raccontiamo-antefatto-fatto-e","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2020\/12\/13\/quaranta-anni-dallideazione-del-progetto-alla-realizzazione-e-appena-uscito-cut-the-tongue-memorabile-concept-album-di-progressive-rock-ve-ne-raccontiamo-antefatto-fatto-e\/","title":{"rendered":"QUARANTA ANNI, DALL&#8217;IDEAZIONE DEL PROGETTO, ALLA REALIZZAZIONE. E&#8217; APPENA USCITO \u201cCut the tongue\u201d, MEMORABILE CONCEPT ALBUM DI PROGRESSIVE ROCK. VE NE RACCONTIAMO ANTEFATTO, FATTO E ASCOLTO COMPLETO"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-175927\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Julius-Project.jpg\" alt=\"\" width=\"660\" height=\"440\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Julius-Project.jpg 660w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Julius-Project-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 660px) 100vw, 660px\" \/><\/p>\n<p>di <strong>Roberto Molle______<\/strong><\/p>\n<p>ANTEFATTO<\/p>\n<p>Il <strong>Progressive<\/strong> \u00e8 stato per gli adolescenti degli anni settanta una sorta di disneyland dei suoni. Avevo undici anni quando i Genesis pubblicarono \u201cFoxtrot\u201d, e solo due in pi\u00f9 quando con il doppio album \u201cThe lamb lies down on Broadway\u201d, Peter Gabriel decise di tracciare un solco profondo tra quel genere che cominciava a farsi farraginoso (e autoreferenziale) e un nuovo inizio che partisse dall\u2019elaborazione delle radici del ritmo e facesse dell\u2019essenziale l\u2019uso di strumenti musicali.<\/p>\n<p>A quell\u2019et\u00e0 andavo ad ascoltare musica a casa di un cugino pi\u00f9 grande che vestiva come un hippy, l\u2019unico che avesse un giradischi e album di artisti che mi incuriosivano molto. Dal Battisti de \u201cIl mio canto libero\u201d e \u201cAnima latina\u201d al monumentale doppio live \u201cMade in Japan\u201d dei Deep Purple, fino a quelli con le copertine pi\u00f9 strane dei Jethro Tull, degli Yes, dei Genesis, dei Caravan e degli Emerson Lake e Palmer.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Prog-rock come veniva confidenzialmente chiamato, fu un mare in piena. Un universo sonoro che travolgeva tutte le influenze che trovava sulla sua strada e le fagocitava. Quel tipo di rock \u00e8 stata definito in tanti modi: sinfonico, melodico, barocco, e cos\u00ec via senza soluzione di continuit\u00e0. Di solito si componeva di lunghe suite e prendeva la denominazione di concept-album.<\/p>\n<p>Facendola breve il prog mi ha accompagnato per molto tempo, deliziandomi con mille suggestioni ed effetti speciali sparati da sintetizzatori che via via (negli anni) si facevano sempre pi\u00f9 sofisticati e sempre pi\u00f9 assurgevano a strumento predominante nella composizione dei musicisti. Emblematico \u00e8 il caso di Rick Wakeman, tastierista degli Yes che lasci\u00f2 il gruppo per una carriera solistica \u2018barricandosi\u2019 dietro montagne di tastiere e sintetizzatori e realizzando dischi (qualcuno memorabile, altri che rasentavano il kitch) colmi di suoni sintetici.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Poi arriv\u00f2 il Punk, anche se un po\u2019 tardi per me. Era il 1980 e Clash, Ramones, Joy Division, The Sound e molteplici altre sconosciute realt\u00e0 soniche aprirono altri mondi, nuovi orizzonti. Il Progressive per come lo si era inteso non esisteva pi\u00f9. Oramai quasi un fardello per i musicisti che lo avevano creato e alimentato per tanto tempo, tracciava un\u2019aura di vetust\u00e0 anche intorno a loro. In molti deposero le armi, alcuni diversificarono reinventandosi dignitosamente, altri sfiorando il ridicolo.<\/p>\n<p>Ho comunque sempre custodito nella mia discoteca essenziale alcuni dischi di quel periodo (dai Jethro Tull ai Genesis, qualcosa dei Pink Floyd, dei Soft Machine, King Crimson, etc.), perch\u00e9 va detto: nel mare magnum del prog ci sono stati album miliari che sono considerati da pi\u00f9 parti fondamentali per l\u2019evoluzione del rock. Un titolo su tutti: \u201cRock Bottom\u201d di Robert Wyatt (gi\u00e0 cantante e musicista polistrumentista di Soft Machine e Machting Mole).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tre anni fa ho assistito a un concerto all\u2019interno del teatro Ducale di Cavallino.<\/p>\n<p>Ci ero andato perch\u00e9 avevo saputo di un gruppo di musicisti salentini che in passato si erano mossi in ambito prog ed erano riusciti a coinvolgere a suonare con loro una leggende del progressive mondiale: sir Richard Sinclair (musicista inglese tra i pi\u00f9 importanti della scena di Canterbury, fondatore di \u2018Wild Flowers\u2019, \u2018Hatfiled and the North\u2019 e \u2018Caravan\u2019, uno dei gruppi progressive attivi in Inghilterra gi\u00e0 verso la fine degli anni Sessanta, nella foto sotto) che da un po\u2019 di anni si \u00e8 stabilito a vivere in Puglia nelle campagne della valle d\u2019Itria.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-175930\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/RichardSinclair.jpg\" alt=\"\" width=\"681\" height=\"428\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/RichardSinclair.jpg 681w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/RichardSinclair-300x189.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 681px) 100vw, 681px\" \/><\/p>\n<p>Il concerto non fu altro che una riproposizione di buona parte dell\u2019album \u201cThe dark side of the moon\u201d dei Pink Floyd\u201d e l\u2019esecuzione di alcuni brani presentati in anteprima che sarebbero diventati parte integrante di un nuovo progetto chiamato Julius.<\/p>\n<p>In quel concerto, al di l\u00e0 dell\u2019esibizione dell\u2019immenso Sinclair e la bravura dei musicisti (tutti professionisti impegnati a vario titolo in progetti internazionali), mi colp\u00ec l\u2019emozione che visibilmente traspariva dal volto di uno di loro che, tra l\u2019altro, avevo conosciuto per un\u2019intervista telefonica qualche giorno prima; rispondeva al nome di <strong>Giuseppe Chiriatti<\/strong> (\u00e8 lui il Julius titolare del progetto, nella foto sotto) ed era anche l\u2019artefice di \u201cProg On\u201d, una bella iniziativa che sopravvive ancora oggi coinvolgendo musicisti e appassionati di musica, proponendo organizzazioni di eventi, concerti e attivit\u00e0 legate alla loro diffusione.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-175928\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/julius.jpg\" alt=\"\" width=\"960\" height=\"720\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/julius.jpg 960w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/julius-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/julius-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/julius-400x300.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In alcuni brani del progetto Julius il canto era affidato a una giovane donna che sembrava divertirsi molto e a proprio agio nel bel mezzo di quelle lunga e articolata session tra musicisti professionisti. La ragazza in questione si chiama <strong>Bianca <\/strong>(nella foto sotto), \u00e8 figlia dello stesso Chiriatti e sembra accompagnare spesso il padre nelle sue scorribande sonore incastonate tra gli impegni lavorativi di entrambi: lui \u00e8 avvocato, lei giornalista.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-175929\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/bianca.jpg\" alt=\"\" width=\"1440\" height=\"1079\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/bianca.jpg 1440w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/bianca-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/bianca-1024x767.jpg 1024w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/bianca-768x575.jpg 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/bianca-400x300.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 1440px) 100vw, 1440px\" \/><\/p>\n<p>Ricordo un paio di anni fa, ero a un concerto dei Negramaro allo stadio di Via del Mare, dovevo fare una recensione per leccecronaca.it e in tribuna stampa a poco da me ho riconosciuto Bianca Chiriatti che era l\u00ec per la Gazzetta del Mezzogiorno. Vero che i Negramaro non sono un gruppo proprio nelle mie corde, per cui stancamente mi limitavo ad annotare appunti su un taccuino e che, probabilmente, lei sar\u00e0 una fan del gruppo e per quello digitava compulsivamente sul cellulare quello che gli passava per la testa mandando direttamente online sul sito del giornale, ma ho riconosciuto subito quel mood. Stesso piglio di quella sera al concerto: leggerezza, curiosit\u00e0, divertimento e un viso acqua e sapone che non guasta mai.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FATTO<\/strong><\/p>\n<p>Da un paio di settimane erano cominciate a girare voci sui social poi confermate da mail arrivate in redazione, dell\u2019imminente pubblicazione di un disco progressive: un concept-album dal titolo <strong><em>\u201cCut<\/em> <em>the tongue\u201d<\/em><\/strong> a firma di <strong>Julius project.<\/strong><\/p>\n<p>Un flash e due conti: Julius (alias Giuseppe Chiriatti) dopo tre anni aveva completato quel lavoro anticipato da qualche brano quella sera al concerto di Cavallino. A quel punto la curiosit\u00e0 ha preso il sopravvento, la necessit\u00e0 di capire come ci si pu\u00f2 imbarcare in un progetto del genere fuori tempo massimo mi ha spinto a conoscere la genesi di \u201cCut the toungue\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per la verit\u00e0 \u00e8 lo stesso Julius a raccontare lo sviluppo dell\u2019intero progetto con delle note all\u2019interno della copertina del cd.<\/p>\n<p>Era il 1978, in una casa nella campagna leccese il giovane musicista a contatto con la natura vive un particolare stato di ispirazione e compone alcuni brani che, insieme ad altri, scritti nell\u2019arco di tre anni rimarranno nel cassetto. La parabola discendente del Progressive \u00e8 un fatto ormai incontrovertibile.<\/p>\n<p>Sono i primi anni Ottanta e post-punk e new wave rappresentano l\u2019alternativa a quella musica complessa e tecnicamente perfetta ma che negli anni si \u00e8 caricata di arrangiamenti pomposi e si \u00e8 fatta barocca. Julius desiste dal dare a quelle canzoni che ha scritto una forma compiuta di album.<\/p>\n<p>Passano ventiquattro anni e quel cassetto viene riaperto proprio da Bianca che rinvenendo i testi delle canzoni si rende conto che tra le pieghe delle parole e delle note composte dal padre c\u2019\u00e8 un racconto che ha il diritto di venire alla luce.<\/p>\n<p>Come nella migliore tradizione progressive la storia si snoda attraverso tutti i brani e racconta di un ragazzo che attraverso un percorso di crescita interiore non privo di esperienze dolorose, arriver\u00e0 a maturare e ad accettare la solitudine come via per ritrovare se stesso.<\/p>\n<p>Non ci vuole molto per Julius a rendersi conto che i tempi sono adatti per rimettere mano a quelle composizioni e farne un disco. Agli sgoccioli della seconda decade del nuovo millennio l\u2019approccio degli appassionati di musica \u00e8 cambiato. Esiste oramai una diversa percezione che non cataloga pi\u00f9 la musica tra vecchia e nuova, piuttosto si \u00e8 fatta strada la tendenza a rispettare ogni genere musicale e travalicare le mode.<\/p>\n<p>E cos\u00ec, quasi allo scadere di un anno funesto che ha penalizzato tutto e tutti, dove qualsiasi segno di speranza \u00e8 il benvenuto, ecco che arriva questo disco a risvegliare emozioni tenute in incubazione troppo a lungo e a dimostrare che niente va lasciato non detto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>ASCOLTO.<\/p>\n<p>\u201cCut the toungue\u201d esce a quarant\u2019anni di distanza dalla posa della sua \u2018prima pietra\u2019, e probabilmente la composizione risente in qualche modo dello scorrere del tempo.<\/p>\n<p>Ho ascoltato questo disco pi\u00f9 e pi\u00f9 volte, lo ammetto. Perch\u00e9? Semplicemente per il fatto che mi \u00e8 piaciuto molto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sulle prime ho pensato si trattasse dell\u2019ennesima operazione nostalgica di musicisti frustrati col rammarico di non aver inciso un disco almeno una volta nella vita. Poi, entrando in quel mood fatto di diciotto brani legati tra loro da un filo sottile che li rendeva una suite unica, si \u00e8 fatto tutto pi\u00f9 chiaro e ho capito di avere a che fare con un\u2019opera rock (certo la definizione \u00e8 un po\u2019 desueta ma pu\u00f2 dare il senso).<\/p>\n<p>Un\u2019opera rock con attori e personaggi di ottimo livello.<\/p>\n<p>Julius \u00e8 autore di testi e musiche e canta in un paio di brani. La sorpresa pi\u00f9 grande \u00e8 stata ascoltare Bianca (per l\u2019occasione diventata Bianca Berry) che prende le parti di Boy (il ragazzo protagonista) e canta con una voce forse lontana dai canoni prog e pi\u00f9 vicina a certe atmosfere da musical ma, paradossalmente, il suo apporto vocale \u00e8 \u2018l\u2019invenzione\u2019 che d\u00e0 all\u2019album quel tocco di freschezza e leggerezza che aiuta a svernare il concetto di progressive. E poi, quante donne si sono mai cimentate con questo genere ritenuto prevalentemente territorio di maschi? Mi vengono solo pochi nomi: Sophia Baccini (Osanna, Delirium), Barbara Gaskin (Egg, Spirogyra e National Healt), Donella Del Monaco (Opus Avantra).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il disco si apre con \u201cThe fog\u201d e subito il cuore comincia a battere forte, \u00e8 come vivere un d\u00e9j\u00e0-vu a occhi aperti. La musica proietta ologrammi su uno schermo immaginario e, una ad una le sagome si materializzano: il Peter Gabriel di \u201cSilent sun\u201d con il flauto dorato e quasi scalpato avanza sulla scena, Tony Banks circondato di tastiere intona \u201cFirth of fifth\u201d, Steve Hackett si concentra in un riff di chitarra celestiale.<\/p>\n<p>Via via che i brani si snodano sul filo del concept, ecco materializzarsi altre figure liberate dalle suggestioni che la musica regala. Dai Pink Floyd di The dark side alla Premiata Forneria Marconi della luna nuova, dal Joe Jackson di \u201cBlaze of glory\u201d ai Deep Purple ingentiliti sulla via del Giappone, fino a certi echi di folk celtico incrociato al miglior jazz-rock di timbro Weather Report.<\/p>\n<p>A certificare la bellezza e le migliori intenzioni di \u201cCut the toungue\u201d si materializza in carne e ossa Richard Sinclair che regala al progetto uno splendido cameo cantando nella title-track.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cCut the toungue\u201d \u00e8 un disco che toglie il fiato, riporta indietro nel tempo e libera dalle nostalgie. Tocca ogni corda che si sia ammutinata e aiuta a ricucire strappi emozionali che attendevano da molto di essere rimarginati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Hanno suonato e cantato in \u201cCut the toungue\u201d:<\/p>\n<p>Julius: tastiere (organo Hammond, voce solista); Bianca Berry (voce, cori); Filippo Dolfini (batteria e percussioni); Marco Croci (Basso); Dario Guidotti (flauto, voce solista); Francesco Marra (chitarra solista, classica e 12 corde); Mario Manfreda (chitarra solista e 12 corde); Paolo Dolfini (tastiere, minimoog, pianoforte). Ospiti: Richard Sinclair (voce solista); Martina Chiriatti (voce); Egidio Presicce (sax tenore); Daniele Bianchini (chitarre); Flavio Scansani (chitarra solista e 12 corde).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La prewiew di \u201cCut the toungue\u201d<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/-L_9-kOAYAc?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2020\/12\/13\/quaranta-anni-dallideazione-del-progetto-alla-realizzazione-e-appena-uscito-cut-the-tongue-memorabile-concept-album-di-progressive-rock-ve-ne-raccontiamo-antefatto-fatto-e\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2020\/12\/13\/quaranta-anni-dallideazione-del-progetto-alla-realizzazione-e-appena-uscito-cut-the-tongue-memorabile-concept-album-di-progressive-rock-ve-ne-raccontiamo-antefatto-fatto-e\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Roberto Molle______ ANTEFATTO Il Progressive \u00e8 stato per gli adolescenti degli anni settanta una sorta di disneyland dei suoni. 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