{"id":176032,"date":"2020-12-14T11:18:31","date_gmt":"2020-12-14T10:18:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=176032"},"modified":"2020-12-14T11:25:48","modified_gmt":"2020-12-14T10:25:48","slug":"il-governo-si-accinge-a-introdurre-gli-organismi-geneticamente-modificati-in-italia-ma-ce-chi-dice-no","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2020\/12\/14\/il-governo-si-accinge-a-introdurre-gli-organismi-geneticamente-modificati-in-italia-ma-ce-chi-dice-no\/","title":{"rendered":"&#8220;Il governo si accinge a introdurre gli organismi geneticamente modificati in Italia&#8221;. MA C&#8217;E&#8217; CHI DICE NO"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-176033\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/ogm.jpg\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"597\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/ogm.jpg 900w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/ogm-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/ogm-768x509.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/>Riceviamo e volentieri pubblichiamo. Pier Luigi Ciolli, per conto di numerose associazioni di consumatori e di tutela dell&#8217;ambiente, ci manda il seguente comunicato______<\/p>\n<p>Vi inviamo l\u2019appello di \u00a0European Consumers continua la lotta contro l&#8217;apertura governativa agli OGM inviando alle Autorit\u00e0 nuovi documenti integrativi \u2013 \u00a0che \u00e8 lungo da leggere ma importantissimo perch\u00e9 riguarda il futuro della salute pubblica.<\/p>\n<p>Il problema \u00e8 che, di fatto, vi \u00e8 il tentativo di introdurre la coltivazione degli OGM in Italia, senza dibattito, senza confronti e approfondimenti con la collettivit\u00e0, ignorando le ragioni di chi con prove sperimentali e scientifiche ha dimostrato la pericolosit\u00e0 degli OGM per la salute umana ed animale e per l\u2019integrit\u00e0 e la salubrit\u00e0 dell\u2019ambiente.<\/p>\n<p>Per quanto sopra invitano il Parlamento:<\/p>\n<p>1.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ad esprimere un parere negativo su tutti e quattro i D.lgs. per quel che riguarda la disciplina degli OGM;<\/p>\n<p>2.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 a considerare la materia OGM un settore omogeneo da regolare con distinto provvedimento;<\/p>\n<p>3.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ad attendere, fino al 30 aprile 2021, l\u2019acquisizione degli studi sollecitati a tutti gli Stati membri UE sugli OGM e sui nuovi NBT dal Consiglio con Decisione UE 2019\/1904, dell\u20198 novembre 2019.<\/p>\n<p>A voi e al Governo intervenire rispondendo a marcotiberti@europeanconsumers.it e agli italiani<\/p>\n<p>A leggervi, Pier Luigi Ciolli<\/p>\n<p>info@nuovedirezioni.it<\/p>\n<p>328 8169174 \u2013 055 2469343<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>10 dicembre 2020<\/p>\n<p>European Consumers continua la lotta contro l\u2019apertura governativa agli OGM<\/p>\n<p>inviando alle Autorit\u00e0 nuovi documenti integrativi<\/p>\n<p>Approfittando della generale disattenzione il Governo \u00e8 in procinto di emanare quattro decreti legislativi che, di fatto, introducono la coltivazione degli OGM in Italia contro il volere della generalit\u00e0 dei cittadini, senza dibattito, senza confronti e approfondimenti con la collettivit\u00e0, ignorando le ragioni di chi con prove sperimentali e scientifiche ha dimostrato la pericolosit\u00e0 degli OGM per la salute umana ed animale e per l\u2019integrit\u00e0 e la salubrit\u00e0 dell\u2019ambiente. Allertati abbiamo inviato alla Commissione agricoltura della Camera un primo documento di denuncia (sottoscritto da Gruppo Unitario Foreste Italiane, da Isde-Italia Medici per l\u2019Ambiente e Navdanya international) relativo ai decreti legislativi in discussione (Atti Governo n. 208, 209, 211e 212, che di fatto aprono le porte alla coltivazione degli OGM in Italia). Tutti questi decreti contengono disposizioni che, direttamente o indirettamente, disciplinano gli OGM e la loro coltivazione e produzione e considerano tali attivit\u00e0 ammesse e lecite, nonostante la presenza, tutt\u2019ora operante, di norme che ne vietano la coltivazione in Italia. Il 9 dicembre, grazie all\u2019attivit\u00e0 dei propri consulenti, European Consumers ha inviato ulteriori integrazioni concernenti aspetti tecnici e valutazioni giuridiche sui decreti in discussione. Nel documento si mettono in evidenza le basi scientifiche degli attuali divieti e i pericoli per la salute ambientale e umana che deriverebbero da una loro soppressione e dalla diffusione generalizzata di organismi geneticamente modificati. Si ricorda che \u00e8 vincolante il dettato della sentenza della Corte del Lussemburgo del 25 luglio 2018 che implicitamente conferma legittimo il divieto di 21 Stati UE (compresa l\u2019Italia) di coltivare OGM e nuovi NBT sul proprio territorio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sulla base di tale sentenza vincolante, la Commissione UE ha interpellato gli Stati membri perch\u00e9 si pronuncino in merito alla coltivazione dei nuovi NBT (parificati agli OGM) entro il 30 aprile 2021.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ne deriva che \u00e8 inammissibile l\u2019approvazione di qualsivoglia disciplina sugli OGM e sui nuovi NBT prima che la Commissione UE decida e si pronunci sul punto, una volta acquisiti i pareri richiesti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Infine, passando alla fase propositiva, si invita il Parlamento:<\/p>\n<p>1.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ad esprimere un parere negativo su tutti e quattro i D.lgs. per quel che riguarda la disciplina degli OGM;<\/p>\n<p>2.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 a considerare la materia OGM un settore omogeneo da regolare con distinto provvedimento;<\/p>\n<p>3.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ad attendere, fino al 30 aprile 2021, l\u2019acquisizione degli studi sollecitati a tutti gli Stati membri UE sugli OGM e sui nuovi NBT dal Consiglio con Decisione UE 2019\/1904, dell\u20198 novembre 2019;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In data odierna i documenti sono stati mandati anche alla Conferenza Stato-Regioni, a tutti i Presidenti delle Regioni e ai relativi Assessori.<\/p>\n<p>\u00c8 stata inoltre inoltrata una lettera con i relativi allegati anche al Presidente della Repubblica.<\/p>\n<p>Le Autorit\u00e0 sono cos\u00ec state poste di fronte all\u2019alternativa di continuare a favorire gli interessi privati delle multinazionali o quelli della popolazione e della biodiversit\u00e0 italiana.<\/p>\n<p>Si invitano:<\/p>\n<p>\u00b7\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 il Governo a ritirare i decreti legislativi in parola redatti, per quanto riguarda gli OGM, in assenza di delega legislativa;<\/p>\n<p>\u00b7\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il Parlamento ad intervenire con legge nazionale per impedire l\u2019introduzione degli OGM in Italia ovvero per promuovere, sempre con legge, un referendum consultivo nazionale sul tema;<\/p>\n<p>\u00b7\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il Presidente della Repubblica a non sottoscrivere i citati decreti legislativi per l\u2019evidente superamento dei limiti della delega e, dunque, per l\u2019illegittimit\u00e0 degli stessi;<\/p>\n<p>\u00b7\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 le Regioni, ove i richiamati decreti entrassero in vigore, ad impugnarli davanti alla Corte Costituzionale;<\/p>\n<p>\u00b7\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 i Cittadini ad attivarsi per impedire che vengano espropriati illecitamente del godimento sano dei beni posseduti e, nel contempo, privati di un vivere salutare e sereno<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Di seguito il testo integrativo inviato alle Autorit\u00e0 competenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>OSSERVAZIONI AI QUATTRO DECRETI LEGISLATIVI CONTENENTI TESTI UNICI<\/p>\n<p>IN MATERIA DI SEMENTI E VEGETALI, PIANTE DA FRUTTO E ORTIVE,<\/p>\n<p>VITI E PROTEZIONE FITOSANITARIA DELLE PIANTE<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Parlamento \u00e8 chiamato a pronunciarsi, con un parere non vincolante, sul testo di quattro decreti legislativi del Governo contenenti Testi Unici di tutte le norme vigenti in materia di sementi, di materiale di moltiplicazione delle piante da frutto e delle ortive, dei materiali di moltiplicazione della vite,\u00a0divisi per settori omogenei,\u00a0coordinandole con le disposizioni del Reg. UE 2016\/2031, relativo alle\u00a0misure di protezione contro gli organismi nocivi per le piante, in base alla delega contenuta nell\u2019articolo 11, comma 1, della legge 117 del 2019.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per il terzo comma di tale art. 11, il Governo \u00e8 tenuto a seguire, nell\u2019esercizio della delega, oltre ai principi e ai\u00a0criteri generali\u00a0(di cui all\u2019art. 32 della legge 234 del 2012) anche i principi e i\u00a0criteri specifici, ossia, tra gli altri:<\/p>\n<p>1.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Adeguamento e semplificazione delle norme vigenti sulla base delle attuali conoscenze tecnico-scientifiche di settore;<\/p>\n<p>2.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 coordinamento delle disposizioni vigenti in materia, apportando le modifiche necessarie per garantirne la coerenza giuridica, logica e sistematica e per adeguare, aggiornare e semplificare il linguaggio normativo;<\/p>\n<p>3.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 risoluzione di eventuali incongruenze e antinomie tenendo conto degli orientamenti giurisprudenziali consolidati;<\/p>\n<p>4.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ricognizione ed abrogazione espressa delle disposizioni nazionali oggetto di abrogazione tacita o implicita,\u00a0nonch\u00e9 di quelle che siano prive di effettivo contenuto normativo o comunque obsolete.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gli atti del Governo sottoposti al parere parlamentare sono indicati con i n. 208, 209, 211 e 212<\/p>\n<p>\u00b7\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il\u00a0primo (208):\u00a0\u00e8 relativo alla produzione e alla commercializzazione dei materiali di moltiplicazione e delle piante da frutto e delle ortive;<\/p>\n<p>\u00b7\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il\u00a0secondo (209):\u00a0riguarda la protezione delle piante dagli organismi nocivi;<\/p>\n<p>\u00b7\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il\u00a0terzo (211):\u00a0disciplina la produzione a scopo di commercializzazione e la commercializzazione di prodotti sementieri;<\/p>\n<p>\u00b7\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Infine, il\u00a0quarto (212): contiene norme per la produzione e commercializzazione di materiale di moltiplicazione della vite.<\/p>\n<p>Tutti questi decreti contengono disposizioni che, direttamente o indirettamente, disciplinano gli OGM e la loro coltivazione e produzione e che, dunque, di fatto vengono considerate, a certe condizioni, attivit\u00e0 ammesse e lecite, nonostante la presenza, tutt\u2019ora operante, di norme che ne vietano la coltivazione in Italia.<\/p>\n<p>Divieti ignorati e mai posti nella dovuta evidenza nel corpo delle citate normative che si presentano come Testi Unici contenenti, in sintesi, tutta la legislazione relativa alle materie in parola.<\/p>\n<p>Peraltro, anche a livello parlamentare si espongono lunghe ed elaborate analisi scientifiche per sostenere l\u2019utilit\u00e0 di determinati OGM (vedi ad esempio, la Risoluzione, sul tema, approvata dal Senato della Repubblica, in Commissione Agricoltura, il 28 luglio 2020), ma si ignora totalmente il problema pi\u00f9 importante, quello dell\u2019inquinamento irreversibile che gli OGM provocano dei terreni, la cui soluzione dovrebbe precedere ogni altra decisione non seguirla, perch\u00e9, una volta introdotti in agricoltura e nell\u2019ambiente gli OGM non sar\u00e0 pi\u00f9 possibile coltivare, su questi fondi, prodotti vegetali convenzionali e biologici. Esistono studi, finanziati dallo stesso MIPAAF, che hanno dimostrato questo inquinamento irreversibile del suolo. In merito ad esso, la stessa 9\u00aa Commissione Agricoltura del Senato, nella seduta del 3 giugno 2003, n. 154, \u00e8 stata informata dal Prof. Sequi e dalla Dr.ssa Benedetti, dell\u2019Istituto Sperimentale per la Nutrizione delle Piante (ora CREA), dei rischi che l\u2019introduzione degli OGM fa correre all\u2019agricoltura e all\u2019ambiente in generale, inaccettabili per un territorio, come quello italiano, nella sua gran parte insulare, peninsulare e confinato.<\/p>\n<p>In particolare, nell\u2019illustrare i risultati del progetto \u201cMetodi innovativi per la sicurezza alimentare (MISA)\u201d, finanziato, si ripete, dal MIPAAF, si \u00e8 fatto rilevare che i dati forniti dalla sperimentazione hanno posto in evidenza il \u201ctrasferimento genico orizzontale\u201d (TGO) che consiste nel trasferimento di geni di DNA attraverso la veicolazione generata dai processi di lisi realizzati da taluni tipi di batteri.<\/p>\n<p>Gli organismi geneticamente modificati (OGM) sono apparsi rilasciare quantit\u00e0 molto forti di DNA. I risultati ottenuti da questa sperimentazione, hanno dimostrato, nel concreto, che il mais non transgenico (oggetto della citata sperimentazione)\u00a0pu\u00f2 essere modificato dal precedente rilascio di piante GM coltivate nel medesimo terreno (piante dominanti), sottolineando che tale trasmissione di geni non interviene solo tra piante della stessa specie, in quanto pu\u00f2 restare latente nel suolo per un tempo indeterminato.<\/p>\n<p>N\u00e9 il cosiddetto disinquinamento genico \u00e8 praticabile perch\u00e9 il DNA gm pu\u00f2 essere eliminato solo ad alte temperature che comporterebbero la distruzione di tutto il patrimonio biologico presente nel terreno, rendendolo sterile.<\/p>\n<p>Non solo sono emerse le evidenze sopra indicate, ma lo stesso Governo, tramite il MIPAAF, ha sollecitato e finanziato una ricerca all\u2019INRAN (Istituto nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione, ora assorbito dal CREA), sul mais GM Mon 810, dalla quale risulta che la tossina contenuta in esso appare dannosa per il sistema immunitario, sia intestinale che periferico, dei topi e che l\u2019analisi proteomica pone in evidenza la modifica di ben 43 proteine del mais GM rispetto al mais convenzionale.<\/p>\n<p>\u00c8 emerso, altres\u00ec, che il gene inserito in tale variet\u00e0 GM ha spezzato un gene importante presente nella pianta e portato alla formazione di proteine anomale con effetti sconosciuti sulla salute.<\/p>\n<p>Nell\u2019aprile del 2009 la Germania ha proibito la coltivazione di tale mais GM.<\/p>\n<p>Il 3 marzo 2016 la Commissione, con Decisione esecutiva UE 2016\/321, ha confermato il divieto di coltivazione di questo mais GM Mon 810 deliberato da 21 Stati membri UE (Italia compresa), confortando le conclusioni della sopra menzionata ricerca.<\/p>\n<p>Su questa pericolosit\u00e0 e su questo inquinamento irreversibile mette in guardia la stessa Direttiva 2001\/18\u00a7\/CE quando:<\/p>\n<p>\u00b7\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Al 4 considerando, dispone: \u201dGli organismi viventi immessi nell\u2019ambiente in grandi o piccole quantit\u00e0 per scopi sperimentali o come prodotti commerciali possono riprodursi e diffondersi oltre le frontiere nazionali, interessando cos\u00ec altri Stati membri; gli effetti di tali emissioni possono essere irreversibili\u201d;<\/p>\n<p>\u00b7\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Prosegue il 5 considerando di tale Direttiva \u201cLa tutela della salute umana e dell\u2019ambiente richiede che venga prestata la debita attenzione al controllo di rischi derivanti dall\u2019immissione deliberata nell\u2019ambiente di organismi geneticamente modificati (OGM)\u201d;<\/p>\n<p>\u00b7\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il 6 considerando, sempre di tale Direttiva, precisa: \u201cIn base al trattato, l\u2019azione della Comunit\u00e0 per la tutela dell\u2019ambiente dovrebbe essere basata sul principio dell\u2019azione preventiva\u201d;<\/p>\n<p>\u00b7\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Infine, l\u20198 considerando, della Direttiva in esame, chiarisce che \u201cNell\u2019elaborazione della presente direttiva \u00e8 stato tenuto conto del\u00a0principio precauzionale\u00a0e di esso va tenuto conto nell\u2019attuazione della stessa.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ora di tutto ci\u00f2 ha preso atto la medesima sentenza della Corte di Giustizia del Lussemburgo del 25 luglio 2018, quando ha richiamato questi principi nella premessa ed ha ritenuto legittimo, implicitamente, il divieto di 21 Stati membri UE di coltivare OGM sul proprio territorio (Italia compresa), parificando, nel contempo, i\u00a0nuovi NBT\u00a0agli OGM per i metodi utilizzati di trasformazione dei vegetali (tramite l\u2019uso di virus) estremamente pericolosi perch\u00e9 ottengono\u00a0modifiche casuali,\u00a0instabili,\u00a0non sicure\u00a0che potrebbero risultare letali per la salute umana, animale e per l\u2019ambiente.<\/p>\n<p>Se, poi, si vuole insistere nel considerare obsoleti questi studi e queste risultanze, prima di decidere in una materia cos\u00ec grave ed importante per il futuro dell\u2019agricoltura italiana, sarebbe opportuno acquisire il parere degli studiosi che con le loro ricerche hanno convinto i giudici della Corte di Giustizia del Lussemburgo a deliberare in tal senso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma il Parlamento dovrebbe anche consultare, sul tema, nostri ricercatori e scienziati indipendenti, come, ad esempio, il Prof. Pietro Perrino, gi\u00e0 dirigente e ricercatore del CNR, che sul trasferimento genico orizzontale (TGO) pu\u00f2 molto chiarire e precisare. In particolare, nelle conclusioni del suo intervento al Convegno sulla \u201cTask force per un\u2019Italia libera da OGM\u201d, svoltosi all\u2019Auditorium Ara Pacis di Roma, il 20 luglio 2010, cos\u00ec si esprimeva: \u201cLa letteratura esistente sul TGO \u00e8 sufficiente a dimostrare che la coesistenza di piante transgeniche con piante non transgeniche \u00e8 impossibile. La coesistenza significa, in modo certo, contaminazione anche di piante e microrganismi appartenenti a specie molto diverse e lontane. In definitiva, le piante transgeniche non solo non servono e non risolvono i problemi della fame nel mondo, ma sono anche nocive per la salute, l\u2019ambiente e la biodiversit\u00e0. Non si comprende perch\u00e9, nonostante le evidenze, il TGO \u00e8 completamente ignorato dalle istituzioni pubbliche deputate a salvaguardare la salute dell\u2019uomo. Se il TGO ricevesse la dovuta attenzione, gli OGM sarebbero ormai solo un ricordo. Il vero flagello dell\u2019ingegneria genetica \u00e8 il DNA transgenico, un DNA instabile e facile alla ricombinazione. L\u2019ingegneria genetica non funziona: gli OGM non risolvono i problemi della fame nel mondo e sono nocivi per la salute.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Qualunque Governo bene informato non dovrebbe consentire l\u2019introduzione, la coltivazione e l\u2019uso di piante transgeniche, sia per usi alimentari che non alimentari\u201d. Aggiungasi a tutto ci\u00f2 quanto la Corte di Giustizia del Lussemburgo citata ha precisato (n. 48): \u201cI rischi legati all\u2019impiego di nuove tecniche o nuovi metodi di mutagenesi (NBT) potrebbero essere simili a quelli risultanti dalla produzione e dalla diffusione di OGM tramite transgenesi. Pertanto, emerge che, da un lato, la modifica diretta del materiale genetico di un organismo tramite mutagenesi consente di ottenere i medesimi effetti dell\u2019introduzione di un gene estraneo in detto organismo e, dall\u2019altro, che lo sviluppo di tali nuove tecniche o nuovi metodi consente di produrre variet\u00e0 geneticamente modificate ad un ritmo e in quantit\u00e0 non paragonabili a quelli risultanti dall\u2019applicazione di metodi tradizionali di mutagenesi casuale\u201d.<\/p>\n<p>Sicch\u00e9 (sempre per la Corte citata), considerati tali rischi comuni, escludere, dall\u2019ambito di applicazione della Direttiva gli organismi ottenuti mediante le nuove tecniche di mutagenesi pregiudicherebbe l\u2019obiettivo della Direttiva stessa consistente nell\u2019evitare gli effetti negativi sulla salute umana e sull\u2019ambiente e violerebbe il principio di precauzione che la Direttiva mira ad attuare. Ne consegue che tale Direttiva 2001\/18\/CE si applica anche agli organismi ottenuti mediante tecniche di mutagenesi emerse successivamente alla sua adozione (vedi la sent. cit. e nn. 48, 49, 51, 52, 53, e 54).<\/p>\n<p>Peraltro, senza la necessit\u00e0 di dover ricorrere all\u2019esperienza di questo o quel ricercatore, nazionale o meno, un esempio di quello che ci aspetta, sull\u2019inquinamento citato, lo abbiamo gi\u00e0 in casa, con l\u2019introduzione in agricoltura, avvenuta nel 2006, del riso Clearfield ottenuto mediante\u00a0mutagenesi.<\/p>\n<p>Quando fu introdotto, per la coltivazione, si disse che si trattava di una variet\u00e0 che nulla aveva a che fare con gli OGM.<\/p>\n<p>Il suo utilizzo in campo ha svelato, poi, la sua instabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Ci si riferisce al fatto che tale vegetale trovava una protezione \u201cinnocua\u201d dalle erbe infestanti, come il riso crodo, tramite l\u2019erbicida Beyond.<\/p>\n<p>Ma con il tempo ci si \u00e8 accorti che l\u2019infestante crodo aveva modificato i suoi caratteri di protezione divenendo anch\u2019esso resistente all\u2019erbicida, dimostrando, con ci\u00f2, che la modifica genetica indotta dall\u2019uomo risultava in tutto e per tutto simile a quella degli OGM.<\/p>\n<p>Ora si cerca una ulteriore protezione con il nuovo diserbante\u00a0Imazamox\u00a0che distrugge il riso crodo, ma non si \u00e8 sicuri che questa resistenza all\u2019Imazamox\u00a0non si trasferisca di nuovo al riso crodo che si vuole estirpare.<\/p>\n<p>In concreto, i terreni sono inquinati e non si sa come venirne fuori se non moltiplicando gli erbicidi e gli esperimenti sempre a scapito del prodotto vegetale del suolo e della loro salubrit\u00e0.<\/p>\n<p>Significativo, in proposito, il lamento di un risicoltore piemontese di fronte a tanto scempio che cosi si esprime: \u00abLo scorso settembre ho compiuto 60 anni, se devo riassumere il tempo vissuto di cui ho coscienza devo dire che nel territorio risicolo siamo passati da un giardino pieno di vita a un quasi deserto, \u00e8 questo che mi spinge a resistere ai risi Clearfield, visto anche che fino ad oggi, mettendo a confronto variet\u00e0 equivalenti, la produzione \u00e8 maggiore con i risi tradizionali. Inoltre io penso che un agricoltore vero deve mangiare quello che produce e non produrre qualcosa per farla mangiare agli altri a loro insaputa, come avviene per i Clearfield che sono commercializzati mescolati con le nostre vecchie variet\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>Ora dopo tutte queste verifiche e ricerche conosciute, si ripete, dal legislatore e sollecitate e finanziate dallo Governo con i risultati descritti, il Parlamento si accinge a liberalizzare la coltivazione degli OGM sull\u2019intero territorio nazionale, ignorando i pericoli e i rischi per l\u2019agricoltura, l\u2019ambiente e la salute umana, quasi si trattassero di variet\u00e0 vegetali naturali, da disciplinare come tali, salvo il rispetto di alcuni protocolli, che appariranno sempre pi\u00f9 formali, una volta introdotti gli OGM nell\u2019ambiente, quando gradualmente, ma inesorabilmente, andranno a sostituire la totalit\u00e0 dei vegetali tradizionali e biologici.<\/p>\n<p>Nocivit\u00e0, invero, che, con ogni evidenza, non si pu\u00f2 considerare limitata alla sola variet\u00e0 di mais GM Mon 810 ma a tutti gli OGM, per i metodi di trasformazione utilizzati, come bene ha messo in evidenza la Corte di Giustizia del Lussemburgo pi\u00f9 volte richiamata. Aggiungasi, ancora, che, al presente, stanno emergendo OGM di ultima generazione la cui individuazione si dichiara impossibile.<\/p>\n<p>Questi nuovi OGM verrebbero immessi sul mercato con la pretesa di essere naturali. In altre parole questa nuova tecnica (Gene Drive),\u00a0non lasciando tracce, sfuggirebbe ai controlli, sicch\u00e9 l\u2019organismo modificato non rintracciabile dovrebbe essere considerato un vegetale convenzionale e come tale iscrivibile nel catalogo delle variet\u00e0 nazionali.<\/p>\n<p>\u00c8 chiaro che questi ultimi sviluppi dimostrano solo una cosa: il fallimento degli OGM che il Governo, con poca avvedutezza, si accinge ora a liberalizzare.<\/p>\n<p>Le multinazionali di turno, rilevato questo fallimento delle colture GM, da associare al Roundup (glifosato) per controllare le erbe infestanti, si trovano ora ad affrontare concretamente il problema ingestibile dei superparassiti e dei superinfestanti, con ulteriore massiccio inquinamento del suolo e dei vegetali e aumento dei rischi per l\u2019alimentazione umana e animale.<\/p>\n<p>Ad ogni buon conto, tutto quanto sopra esplicitato sulla non rintracciabilit\u00e0 degli OGM, di ultima generazione, viene superato da una recente scoperta, resa nota il 7 settembre 2020, che permette di rintracciare e rilevare, con puntualit\u00e0, anche la presenza di questi OGM di ultima generazione\u00a0(vedasi \u201cNuovi OGM in agricoltura\u201d Navdanya International, novembre 2020).<\/p>\n<p>Si \u00e8 gi\u00e0 evidenziato, in premessa, il contenuto della delega rivolta al Governo inserita nell\u2019art. 11, comma 1, della legge n. 117 del 2019, di formulare Testi Unici tramite decreti legislativi (da sottoporre al parere non vincolante della Conferenza Stato-Regioni e del Parlamento\u00a0entro il 12 dicembre 2020) di tutte le norme vigenti in materia di sementi, di piante da frutto e delle ortive e di materiali di moltiplicazione della vite,\u00a0divisi per settori omogenei, coordinandole con misure di protezione contro gli organismi nocivi delle piante seguendo\u00a0principi e criteri generali\u00a0e principi e\u00a0criteri specifici.<\/p>\n<p>Ora, considerando quanto sopra espresso, la problematica fitosanitaria agricola ed ambientale che gli OGM provocano, nonch\u00e9 il divieto tutt\u2019ora vigente di coltivare un particolare tipo di mais GM, Mon 810, unitamente alla Decisione UE 2019\/1904 del Consiglio, dell\u20198 novembre 2019, sulla necessit\u00e0 di approfondire tutti questi temi entro il 30 aprile 2021, alla luce di quanto contenuto nella sentenza vincolante della Corte di Giustizia del Lussemburgo citata, che, implicitamente, conferma la legittimit\u00e0 di ogni Stato membro UE di vietare la coltivazione degli OGM sul proprio territorio, in aderenza al principio di precauzione (di cui alla Direttiva 2001\/18\/CE), e a quanto contenuto nell\u2019articolo 26 quater del D.lgs. n. 224 del 2003 per motivi di:<\/p>\n<p>politica ambientale,<\/p>\n<p>pianificazione territoriale,<\/p>\n<p>uso del suolo,<\/p>\n<p>impatti socio economici,<\/p>\n<p>politica agricola (anche a protezione della biodiversit\u00e0),<\/p>\n<p>ordine pubblico,<\/p>\n<p>esigenza di evitare la presenza di OGM in altri prodotti,<\/p>\n<p>non si comprende come tutto ci\u00f2 possa collimare e rientrare nella delega di cui al citato art. 11 che, tra l\u2019altro, vincola il Governo a: tener conto delle attuali conoscenze tecnico-scientifiche di settore, della coerenza giuridica logica e sistematica, degli orientamenti giurisprudenziali\u00a0e ad\u00a0abrogare espressamente le disposizioni nazionali oggetto di abrogazione tacita o implicita.<\/p>\n<p>Come facilmente si potr\u00e0 rilevare dai D.lgs. in esame, posti all\u2019attenzione del Parlamento, nessuna norma nazionale in materia di OGM, che ne stabilisce il divieto di coltivazione, \u00e8 stata abrogata espressamente e che, dunque, tali norme continuano ad operare anche in presenza di questi Testi Unici, i quali, evidentemente, disattendono la delega in parola per l\u2019incoerenza giuridica che ne deriva, per quanto contenuto nella sentenza della Corte di Giustizia del Lussemburgo richiamata, per la materia che in un simile contesto non pu\u00f2 formare oggetto della delega stessa.<\/p>\n<p>Peraltro, anche volendo ignorare tutte queste notazioni e ritenere esercitabile sugli OGM la richiamata delega, dovendo il Governo disciplinare le diverse materie per settori omogenei\u00a0non si comprende come la disciplina degli OGM, complessa e dibattuta, possa essere regolata in maniera tanto disomogenea, disarticolata e sparsa in quattro D.lgs., per cui alcune incombenze si rilevano in un D.lgs. ma non in un altro (come, ad esempio, la coesistenza tra OGM e non OGM) facendo, con ci\u00f2, cadere la coerenza giuridica, logica e sistematica, come le finalit\u00e0 della formazione di Testi Unici, ossia quelle di semplificare e di chiarire le discipline relative.<\/p>\n<p>Quanto ai D.lgs., qui esaminati, bisogna far notare, in via preliminare, sul D.lgs. contenuto nell\u2019atto n. 208, che la delega al Governo, ai sensi dell\u2019art. 11, comma 1, della legge 117 del 2019, \u00a0non riguarda, come recita il titolo della bozza D.lgs. in parola: \u00ab\u2026. norme per la produzione e la commercializzazione dei materiali di moltiplicazione\u00a0e\u00a0delle piante da frutto e delle ortive \u2026..\u00bb, ma \u00abnorme vigenti in materia \u2026. di materiali di moltiplicazione delle piante da frutto, delle ortive e \u2026.\u00bb.<\/p>\n<p>Venendo meno la e cambia il contenuto della delega da esercitare.<\/p>\n<p>Nel merito, il D.lgs., di questo atto n. 208, tratta degli OGM, direttamente o indirettamente, agli articoli:<\/p>\n<p>7 \u00a0\u00a0(registro delle variet\u00e0),<\/p>\n<p>9 \u00a0\u00a0(domanda di registrazione di una variet\u00e0),<\/p>\n<p>10 (requisiti di registrazione),<\/p>\n<p>14 (periodo di validit\u00e0 della registrazione),<\/p>\n<p>23 (requisiti di accettazione),<\/p>\n<p>56 (coesistenza tra OGM e non OGM ed immissione sul mercato),<\/p>\n<p>62 (coesistenza tra OGM e non OGM e loro commercializzazione),<\/p>\n<p>64 (etichettatura),<\/p>\n<p>82, n. 31, 32 (sanzioni),<\/p>\n<p>47, 48, 5 \u00a0sui materiali CAC (Conformitas Agraria Communitatis).<\/p>\n<p>Orbene, al di l\u00e0 del problema delle autorizzazioni e delle certificazioni, gli articoli 56 e 62, nel citare (disattendendo, si ripete, la stessa finalit\u00e0 di fondo di un Testo Unico, quella di semplificare e chiarire), rinvia, per la coesistenza, alla disciplina \u201cvigente\u201d, ovvero alla legge n. 5 del 2005 (indicata nel preambolo)\u00a0che \u00e8 stata dichiarata incostituzionale dalla Corte Costituzionale con sentenza n. 116 del 2006. Se, poi, si vuol ritenere operante, in merito, la\u00a0Raccomandazione della Commissione 2003\/556\/CE, (specifica per gli OGM) essa ha natura di raccomandazione non vincolante, presa in considerazione sia dal Governo dell\u2019epoca, con tale legge n. 5 del 2005 (che riteneva di doverla attuare) sia dalla Corte Costituzionale con la sentenza 116 citata che di tale problematica si \u00e8 fatta carico.<\/p>\n<p>Sicch\u00e9, sul punto, manca qualsivoglia disciplina, non potendosi applicare ai vegetali OGM le distanze stabilite per i vegetali convenzionali, al fine di impedire le contaminazioni varietali.<\/p>\n<p>Circa, poi, alle sanzioni previste per chi infranga, sempre sugli OGM, le regole di coltivazione e commercializzazione, di cui all\u2019art. 82, appare incongruo ed illogico che le stesse si limitino a sanzioni amministrative, pari, nel massimo, ad euro 6.000 (nn. 31 e 32) ovvero ad euro 12.000 (n. 21), quando l\u2019art. 32, della legge 24 dicembre 2012, n. 234, sui principi e criteri generali di delega, prevede anche l\u2019ammenda fino a 150.000 euro e l\u2019arresto fino a tre anni ovvero la\u00a0confisca obbligatoria delle cose destinate a commettere l\u2019illecito amministrativo o il reato (da prevedere con i medesimi decreti legislativi) quando si ledano e si espongano a pericolo interessi costituzionalmente protetti (art. 9, art. 32, Cost.) come l\u2019inquinamento irreversibile del suolo e il danno alla salute umana che gli OGM provocano.<\/p>\n<p>Problemi analoghi, sulle sanzioni, per chi coltiva gli OGM contro legge, si rilevano anche nel D.lgs. relativo ala protezione delle piante dagli organismi nocivi (atto n. 209) che, all\u2019apparenza, sembra non rivolto agli OGM, ma che, in realt\u00e0, debbono essere considerati organismi nocivi al pari di altri organismi, per la loro capacit\u00e0 di destabilizzare le aree agricole, inquinare l\u2019ambiente e il territorio e danneggiare i vegetali.<\/p>\n<p>Resta, comunque, il\u00a0problema del coordinamento con il potere delle Regioni in materia produttiva (anche agricola) che per gli OGM non appare risolto dato che diverse regioni, con legge regionale, si sono dichiarate OGM free.<\/p>\n<p>Quanto al\u00a0D.lgs. sulla produzione e commercializzazione dei prodotti sementieri\u00a0(atto n. 211) lo si deve respingere nella sua totalit\u00e0, perch\u00e9 gli OGM vengono trattati come se gli stessi fossero innocui e coltivabili, a certe condizioni, e, quindi, parificati ad un\u2019altra qualsiasi variet\u00e0 convenzionale, come tali iscrivibili nel registro delle variet\u00e0 nazionali.<\/p>\n<p>Equivalenza che non esiste e n\u00e9 pu\u00f2 esistere per le ragioni evidenziate che non possono essere ignorate, n\u00e9 eluse.<\/p>\n<p>Ad ogni buon conto, non risulta chiaro, per le variet\u00e0 geneticamente modificate, se all\u2019operatore che si trovi nella posizione indicata nell\u2019art. 11, comma 2, possa bastare, per l\u2019iscrizione nel registro nazionale delle variet\u00e0 OGM, solo l\u2019autorizzazione rilasciata dalla Commissione europea e\/o da uno Stato membro, lett. a) e b), magari dopo un rifiuto a tale immissione espresso da una autorit\u00e0 nazionale competente, lett. b) e c). Il comma 2, infatti, recita: \u201cUna variet\u00e0 geneticamente modificata pu\u00f2 essere iscritta nel registro nazionale solo se in possesso di\u00a0uno\u00a0dei seguenti provvedimenti\u00a0\u2026.\u201d. Sicch\u00e9, stando alla lettera del testo, una autorit\u00e0 di un Paese UE con problemi ed interessi di produzione e commercializzazione di OGM diversi da quelli italiani, andrebbe a prevalere sull\u2019autorit\u00e0 nazionale potendo interpretare la norma comunitaria in consonanza con questi suoi interessi e con questi suoi problemi.<\/p>\n<p>Del tutto inaccettabile risulta, altres\u00ec, il D.lgs. sulla produzione e commercializzazione di materiali di moltiplicazione della vite (atto n. 212) che, introducendo le viti OGM (art. 20), decreta la fine della viticoltura italiana, non pi\u00f9 in grado di spendere all\u2019estero la propria credibilit\u00e0, la propria immagine, la qualit\u00e0 superiore del proprio prodotto.<\/p>\n<p>Qui la presenza dei motivi elencati nell\u2019art. 26 quater del D.lgs. n. 224 del 2003, per introdurre il divieto di coltivazione delle viti GM, ossia quelli di:\u00a0politica agricola\u00a0(anche a difesa della biodiversit\u00e0),\u00a0pianificazione territoriale,\u00a0impatto socio economico,\u00a0difesa del proprio prodotto e della sua qualit\u00e0,\u00a0risulta di evidenza solare\u00a0che non richiede particolari giustificazioni, stante la posizione privilegiata, nel mondo, della viticoltura italiana, che gli OGM andrebbero sicuramente a distruggere.<\/p>\n<p>Insomma, non si riesce a comprendere tanta fretta nel regolare una simile materia, addirittura producendo Testi Unici che per la loro stesura poco chiara, superficiale e contraddittoria fanno rimpiangere le norme che si vorrebbero semplificare e chiarire, procedendo addirittura alla loro abrogazione, creando, in tal modo, un vuoto normativo difficilmente sanabile.<\/p>\n<p>Meglio, allora, non toccare nulla, per non suscitare il sospetto che si voglia approfittare del momento presente solo per introdurre surrettiziamente gli OGM in Italia, respinti dalla collettivit\u00e0 nazionale che di simili riforme sembra proprio non aver bisogno se costantemente, negli anni, le ha sempre rifiutate.<\/p>\n<p>In concreto, ci si troverebbe di fronte ad un gravissimo caso di rappresentanza infedele degli eletti dal popolo, con perdita di credibilit\u00e0 non solo del Governo, ma dell\u2019intero Parlamento, come di tutte le Istituzioni al pi\u00f9 alto livello, compreso il Presidente della Repubblica, se questi decreti dovesse firmare.<\/p>\n<p>Un caso di gravit\u00e0 simile si verific\u00f2 negli anni 80 quando appariva fondamentale introdurre diffusamente le centrali nucleari per produrre energia.<\/p>\n<p>L\u2019Italia, interpellata con referendum, rifiut\u00f2 la loro costruzione, con grande scandalo del mondo industriale e scientifico dell\u2019epoca.<\/p>\n<p>Ora, a quarant\u2019anni e pi\u00f9 di distanza, la scelta \u00e8 risultata provvidenziale, se la stessa Germania ha deciso di chiudere decine e decine di tali centrali nucleari con una spesa che rasenta il costo della loro costruzione.<\/p>\n<p>Il caso degli OGM \u00e8 analogo, ma, purtroppo, molto pi\u00f9 serio, perch\u00e9 la terra inquinata non la si potr\u00e0 rottamare o smaltire come rifiuto, ce la dovremo tenere cos\u00ec come sar\u00e0 ridotta, magari ricorrendo, per il cibo, alle provviste dei Paesi che saggiamente hanno rifiutato gli OGM.<\/p>\n<p>In conclusione, si invita il Parlamento:<\/p>\n<p>1.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 a esprimere un parere negativo su tutti e quattro i D.lgs. posti alla sua attenzione, per quel che riguarda la disciplina degli OGM, essendo mancato il rispetto della delega legislativa da parte del Governo e, in ragione di ci\u00f2, a stralciare dagli stessi la materia degli OGM;<\/p>\n<p>2.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 a considerare, comunque, tale materia sugli OGM\u00a0un settore omogeneo a parte,\u00a0da regolare con distinto provvedimento;<\/p>\n<p>3.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ad attendere, in ogni caso,\u00a0fino al 30 aprile 2021, l\u2019acquisizione degli studi sollecitati a tutti gli Stati membri UE sugli OGM e sui nuovi NBT dal Consiglio con Decisione UE 2019\/1904, dell\u20198 novembre 2019;<\/p>\n<p>4.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 a vietare, all\u2019occorrenza, in Italia la coltivazione e l\u2019utilizzazione degli OGM e di prodotti analoghi, proponendo in sede comunitaria le motivazioni di cui all\u2019art. 26 quater, del D.Lgs n. 224 del 2003, ossia d :politica ambientale,\u00a0pianificazione territoriale,\u00a0uso del suolo,\u00a0impatto socio economico,\u00a0politica agricola\u00a0(anche a protezione della biodiversit\u00e0 e dei vegetali convenzionali e biologici),\u00a0ordine pubblico,\u00a0esigenza di vietare la presenza di OGM in altri prodotti;<\/p>\n<p>5.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 a interpellare sul tema, in ultima istanza, la volont\u00e0 popolare, regolando con legge l\u2019indizione di un\u00a0referendum consultivo nazionale, anche in aderenza al protocollo di Cartagena entrato nel nostro ordinamento con la legge 15 gennaio 2004, n. 27 che, all\u2019art. 23, comma 2, dispone: \u00abLe parti conformemente alle loro rispettive leggi e regolamenti consultano il pubblico nel momento dell\u2019adozione di decisioni relative agli organismi viventi modificati\u00bb.\u00a0Tale protocollo, inoltre, risulta \u201ccomunitarizzato\u201d dall\u2019art. 32 della stessa Direttiva 2001\/18\/CE.\u00a0Pertanto \u00e8 \u201ccomunitariamente\u201d\u00a0obbligatorio il previo interpello dei cittadini.<\/p>\n<p>6.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 In presenza di vincoli comunitari che si sostenessero, da parte di interessati, ineludibili in senso opposto, a utilizzare\u00a0il potere legislativo nazionale tenendo conto che: \u00abl\u2019obbligo comunitario nella materia prevale sul limite costituzionale interno solo quando non tocca principi e diritti fondamentali previsti dalla nostra Costituzione (come il diritto alla salute, art. 32 Cost., e il diritto all\u2019integrit\u00e0 dell\u2019ambiente, art. 9 Cost.) intangibili, in quanto tali, anche ad opera di prescrizioni comunitarie, non avendo l\u2019Italia, con il Trattato di Roma, rinunciato a tutta la sua sovranit\u00e0 ma solo a parte di essa\u00bb.&#8221;____&#8211;<\/p>\n<p>LA RICERCA nel nostro articolo del 7 dicembre scorso<\/p>\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"G6W4DiVMGB\"><p><a href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2020\/12\/07\/il-governo-prepara-quattro-decreti-per-favorire-ogm-e-chimica-da-impiegare-nellagricoltura-italiana\/\">IL GOVERNO PREPARA QUATTRO DECRETI PER FAVORIRE OGM E CHIMICA DA IMPIEGARE NELL&#8217;AGRICOLTURA<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p><iframe class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; clip: rect(1px, 1px, 1px, 1px);\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2020\/12\/07\/il-governo-prepara-quattro-decreti-per-favorire-ogm-e-chimica-da-impiegare-nellagricoltura-italiana\/embed\/#?secret=G6W4DiVMGB\" data-secret=\"G6W4DiVMGB\" width=\"500\" height=\"282\" title=\"&#8220;IL GOVERNO PREPARA QUATTRO DECRETI PER FAVORIRE OGM E CHIMICA DA IMPIEGARE NELL&#8217;AGRICOLTURA&#8221; &#8212; LecceCronaca.it\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2020\/12\/14\/il-governo-si-accinge-a-introdurre-gli-organismi-geneticamente-modificati-in-italia-ma-ce-chi-dice-no\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2020\/12\/14\/il-governo-si-accinge-a-introdurre-gli-organismi-geneticamente-modificati-in-italia-ma-ce-chi-dice-no\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riceviamo e volentieri pubblichiamo. Pier Luigi Ciolli, per conto di numerose associazioni di consumatori e di tutela dell&#8217;ambiente, ci manda il seguente comunicato______ Vi inviamo l\u2019appello di \u00a0European Consumers continua la lotta contro l&#8217;apertura governativa agli OGM inviando alle Autorit\u00e0 nuovi documenti integrativi \u2013 \u00a0che \u00e8 lungo da leggere ma importantissimo perch\u00e9 riguarda il futuro [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":176033,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[69,76,36],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/176032"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=176032"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/176032\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":176035,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/176032\/revisions\/176035"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/176033"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=176032"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=176032"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=176032"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}