{"id":177034,"date":"2021-01-03T00:03:23","date_gmt":"2021-01-02T23:03:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=177034"},"modified":"2021-01-13T13:48:49","modified_gmt":"2021-01-13T12:48:49","slug":"io-le-mie-riviste-le-mie-passioni-a-leccecronaca-it-federico-guglielimi-parla-degli-artisti-musicali-italiani-e-internazionali-che-hanno-fatto-la-storia-della-musica-e-dei-critici-severi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2021\/01\/03\/io-le-mie-riviste-le-mie-passioni-a-leccecronaca-it-federico-guglielimi-parla-degli-artisti-musicali-italiani-e-internazionali-che-hanno-fatto-la-storia-della-musica-e-dei-critici-severi\/","title":{"rendered":"IO, LE MIE RIVISTE, LE MIE PASSIONI"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-177035\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Federico-Guglielmi.jpg\" alt=\"\" width=\"781\" height=\"587\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Federico-Guglielmi.jpg 781w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Federico-Guglielmi-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Federico-Guglielmi-768x577.jpg 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Federico-Guglielmi-400x300.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 781px) 100vw, 781px\" \/><strong>A leccecronaca.it FEDERICO GUGLIELMI PARLA DEGLI ARTISTI MUSICALI ITALIANI E INTERNAZIONALI CHE HANNO FATTO LA STORIA DELLA MUSICA. E DEI &#8220;CRITICI SEVERI&#8221;<\/strong><\/p>\n<p>di <strong>Roberto Molle<\/strong>______<\/p>\n<p>Il piacere e l\u2019onore s\u2019incontrano raramente quando si tratta di fare informazione, credo non sia un mistero il fatto che spesso ci si trovi a dover scrivere articoli, preparare interviste, recensire libri, dischi o manifestazioni di vario genere, perch\u00e9 dettato da agende legate a esigenze meramente editoriali e non alla pura curiosit\u00e0 e all&#8217; interesse del giornalista.<\/p>\n<p>Ci pensavo da un paio di mesi all\u2019idea di intervistare per <strong>leccecronaca.it<\/strong> uno dei nomi di punta del giornalismo musicale italiano; uno il cui nome mi risulta familiare da circa una quarantina d\u2019anni e che ha contribuito alla mia formazione di fruitore di musica.<\/p>\n<p>Leggo quello che scrive da tantissimo tempo, conosco molto della sua vita professionale, ma non trovavo \u2013 forse un po\u2019 per soggezione &#8211; le parole per formulare le domande. Poi desisto, meccanicamente faccio un giro sul web, digito quel nome e trovo decine di interviste dove gli chiedono di tutto; praticamente ogni curiosit\u00e0, anche quella allo stato pi\u00f9 embrionale, bruciata sul tempo da qualcuna che se l\u2019\u00e8 posta per tempo prima di me.<\/p>\n<p>Il pensiero dell\u2019intervista per\u00f2 ha continuato a tormentarmi, fino a quando ho dovuto liberarmene. Rischiando di essere retorico ho messo insieme interrogativi ancestrali e qualche curiosit\u00e0 da gossip, e mi sono buttato.<\/p>\n<p>Ho contattato l\u2019uomo e lui ha risposto: disponibile, gentile, chiarificatore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lui si chiama <span style=\"color: #003300;\"><strong>Federico Guglielmi<\/strong><\/span>\u00a0(nella foto di copertina), \u00e8 un critico musicale, scrittore, produttore discografico e conduttore radiofonico dai microfoni di Radio Rai. Firma prestigiosa negli anni di Rockerilla, Velvet e Mucchio Selvaggio (mensili specializzati di musica, ndr.) e, per tutto il tempo che \u00e8 stato pubblicato, direttore del prestigioso trimestrale Mucchio Extra. \u00c8 uno dei massimi esperti di Punk in Italia, ha pubblicato una trentina di libri (l\u2019ultimo, dedicato a Iggy Pop, uscito a ridosso di questa intervista), alcuni dedicati a musicisti italiani: da Carmen Consoli a Manuel Agnelli, ai Litfiba, i Baustelle; pi\u00f9 d\u2019uno proprio al punk.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Domanda: \u00c8 da poco uscito il tuo libro: \u201cNO CONTROL storie di hardcore punk californiano 1980-2000\u201d, un\u2019imponente raccolta di articoli, recensioni e interviste a oltre duecento band che hanno dato vita a uno dei sottogeneri rock pi\u00f9 dinamici ed eccitanti di sempre. Dai seminali Germs e Dead Kennedys ai portabandiera Bad Religion e Offspring, fino a Social Distorsion, Green Day e cos\u00ec via. La cronaca di vent\u2019anni di musica poco convenzionale raccontata da dove tutto \u00e8 iniziato e come si \u00e8 svolto, spesso in presa diretta. Quali sono le differenze sostanziali tra il movimento punk inglese e quello americano?<\/p>\n<p>Risposta: <span style=\"color: #003300;\"><strong><em>Sotto il profilo stilistico, ogni discorso sarebbe generico: al di l\u00e0 degli elementi e delle radici in comune, ogni band ha sviluppato una propria formula. Sempre parlando in senso lato, la differenza principale e pi\u00f9 interessante, secondo me, \u00e8 di attitudine: mentre in Gran Bretagna il punk \u00e8 finito immediatamente sotto i riflettori dei media ed \u00e8 stato \u201cadottato\u201d da varie etichette anche medie e grandi, divenendo subito un fenomeno ufficiale e facendo parlare di s\u00e9 in tutto il mondo, negli Stati Uniti \u00e8 rimasto relegato nelle scene locali, rimanendo di fatto pi\u00f9 puro. Eccetto i Ramones, i Dead Boys e pochi altri, gli esponenti della prima ondata americana &#8211; quella della seconda met\u00e0 degli anni \u201970 &#8211; non sono quasi mai usciti dalla loro citt\u00e0 o Stato, pubblicavano dischi &#8211; se li pubblicavano &#8211; per microetichette o producendoseli da soli, non coltivavano chiss\u00e0 quali ambizioni di successo\u2026 e questo li ha tenuti al riparo dalle tentazioni che inevitabilmente orientavano il comportamento di molti britannici. <\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #003300;\"><strong><em>Direi anche che, mentre in UK tutto il movimento tendeva a omologarsi su alcuni modelli precisi (sostanzialmente, Sex Pistols, Clash, Damned e Buzzcocks), negli USA si cercava maggiormente di esaltare le proprie peculiarit\u00e0, le proprie personalit\u00e0.<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-177036\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/IL-MUCCHIO.jpg\" alt=\"\" width=\"690\" height=\"918\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/IL-MUCCHIO.jpg 690w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/IL-MUCCHIO-225x300.jpg 225w\" sizes=\"(max-width: 690px) 100vw, 690px\" \/><\/p>\n<p>Domanda: Federico, sei uno dei massimi esperti di punk in Italia e la tua competenza riguarda tutto il mondo del rock e le sue sfaccettature. Sei anche un gran conoscitore della scena italica, ricordo un periodo quando sul Mucchio (Mucchio Selvaggio, ndr.) recensivi buona parte dei dischi in uscita, poi anche tante interviste ai musicisti. All\u2019epoca, la sensazione era che tu trattassi i musicisti italiani con una certa indulgenza; sembrava dessi qualche stella in pi\u00f9 rispetto al reale merito a dischi non proprio eccelsi. Un\u2019altra memoria che mi torna \u00e8 quella relativa a una discussione tra amici (e vecchi lettori del Mucchio) sul fatto di un tuo presunto \u201cbuonismo\u201d nei confronti della scena musicale di allora (fine \u201990 inizio 2000).<\/p>\n<p>Risposta: <span style=\"color: #003300;\"><strong><em>Nei primi anni \u201980, quando il nuovo rock italiano era totalmente underground e snobbato come \u201cprovinciale\u201d e \u201cderivativo\u201d da parte del suo potenziale pubblico, cercavo in effetti di \u201cspingerlo\u201d oltre le sue effettive qualit\u00e0: se mi fossi messo a fare il rigoroso, chi mai dei miei lettori se lo sarebbe filato? Diciamo che ogni mio commento sulla nuova musica fatta qui da noi sottintendeva una relativit\u00e0, un \u201cconsiderando che siamo in una nazione con tradizioni differenti e con strutture inadeguate alla diffusione di certa musica\u2026\u201d; questo valeva per\u00f2 soprattutto per le band minori, perch\u00e9 \u201cSick Soundtrack\u201d dei Gaznevada era e rimane un disco formidabile\u2026 come, pi\u00f9 avanti, \u201cSiberia\u201d dei Diaframma, \u201cAffinit\u00e0-Divergenze\u201d dei CCCP Fedeli alla linea, \u201cBarricada Rumble Beat\u201d dei Gang o \u201c17 re\u201d dei Litfiba, per citare i primi che mi vengono in mente. <\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #003300;\"><strong><em>Nella ben pi\u00f9 popolare ondata degli anni \u201890\/2000, invece, non avevo alcuna \u201cstrategia\u201d, ero solo ammirato ed entusiasmato da quello che vedevo accadere attorno. <\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #003300;\"><strong><em>Forse questo mi avr\u00e0 portato a essere pi\u00f9 benevolo nei confronti di qualcuno, non posso escluderlo, ma non rinnego nulla.<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-177037\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/rivista-VELVET.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"302\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/rivista-VELVET.jpg 400w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/rivista-VELVET-300x227.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/p>\n<p>Domanda: Un giorno entro in edicola (\u00e8 il 1988) e nella sezione riviste musicali trovo il primo numero di Velvet, lo prendo, lo pago e lo porto via. Scoprir\u00f2 trattarsi di una nuova rivista di musica, diretta da te e realizzata insieme ad altri che solo un mese prima, avevano firmato articoli sul Mucchio. A parte lo smarrimento iniziale la rivista mi \u00e8 piaciuta da subito: il taglio, l\u2019impaginazione, gli articoli, le interviste, le recensioni\u2026 tutto sembrava speculare al Mucchio ma con qualcosa di diverso. Sar\u00e0 stato per l\u2019entusiasmo e l\u2019incoscienza, per la vostra la voglia di fare di pi\u00f9, fatto \u00e8 che, ho preso tutti i numeri di Velvet fino alla fine della sua uscita in edicola; per me il Mucchio e Velvet potevano coesistere tranquillamente (per la verit\u00e0, quello \u00e8 stato il periodo pi\u00f9 opaco del Mucchio). Puoi raccontare per i lettori di leccecronaca.it la genesi e l\u2019evoluzione di quell\u2019avventura? Lo so che l\u2019avrai raccontata tante volte, ma in fondo \u00e8 una storia di coraggio d\u2019altri tempi che credo meriti di essere conosciuta.<\/p>\n<p>Risposta: <span style=\"color: #003300;\"><strong><em>Dopo essere andato via dal Mucchio, alla fine del 1987, non pensavo affatto a fondare una mia rivista: mi andava benissimo lavorare da freelance. <\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #003300;\"><strong><em>Furono Eddy Cil\u00eca e Maurizio Bianchini, che stavano ancora al Mucchio ma che chiss\u00e0 come mai malsopportavano il direttore\/editore, a coinvolgermi. <\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #003300;\"><strong><em>Cos\u00ec, a ventotto anni, grazie al sostegno economico di mio zio, divenni amministratore di una casa editrice della quale ero socio al 40%, nonch\u00e9 responsabile di un mensile di musica (e altro) chiamato appunto Velvet nel quale confluirono i tre quarti dello staff del Mucchio. <\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #003300;\"><strong><em>Avevamo grande entusiasmo e sicuramente buone idee e tanta voglia, ma commettemmo anche qualche errore di valutazione. Il primo, e probabilmente il pi\u00f9 grave, sopravvalutare, oltre a noi stessi, i nostri lettori: eravamo sinceramente convinti che quasi tutti avrebbero seguito noi lasciando il Mucchio, cosa che per\u00f2 avvenne solo in parte. <\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #003300;\"><strong><em>Scoprimmo con stupore che un sacco di acquirenti del Mucchio non si erano accorti della rivoluzione, o che se n\u2019erano accorti ma continuavano a comprarlo per affetto o inerzia. Insomma, noi confidavamo in vendite non di troppo inferiori a quelle del Mucchio, ma le previsioni si rivelarono troppo ottimistiche e ci trovammo lentamente a erodere il capitale sociale. <\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #003300;\"><strong><em>Poi Bianchini si disinteress\u00f2 di Velvet, i soldi stavano finendo perch\u00e9 le vendite non crescevano anche a causa della tiratura minore impostaci dalle difficolt\u00e0 economiche, si sarebbe dovuto finanziare la<\/em><\/strong> <strong><em>societ\u00e0 ma nessuno poteva o voleva impegnarsi ulteriormente. Cos\u00ec cedemmo la maggior parte delle quote a terze persone che, tramite agganci politici con il Partito Socialista, avrebbero tentato un rilancio; anche l\u00ec non funzion\u00f2 proprio come sperato dai nuovi proprietari &#8211; io mi ero tenuto un 10%, ma non avevo voce in capitolo sulle scelte &#8211; e dopo un anno e mezzo, passando attraverso un paio di cambiamenti pi\u00f9 o meno radicali della linea editoriale, la rivista chiuse per sempre. <\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #003300;\"><strong><em>Nonostante la brutta fine, almeno per me \u00e8 stata una splendida esperienza, dalla quale ho imparato tantissimo; potessi tornare indietro, la rifarei, magari con qualche rettifica che ci permetterebbe di giocarci le nostre carte in maniera pi\u00f9 proficua.<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Domanda: A parte l\u2019esperienza con Mucchio Selvaggio, nel tempo hai collaborato (e collabori) tuttora con le migliori riviste specializzate di musica; tanto per citarne qualcuna: Rockerilla, Rumore, Blow Up, Fare Musica, Audio Review, Suono, Rockstar e Ciao 2001, senza scendere troppo nello specifico vorrei chiederti se \u00e8 stato facile rapportarsi con tante testate, alcune cos\u00ec diverse tra loro. Hai dovuto in qualche modo mediare tra il tuo metodo di recensire e la loro linea editoriale?<\/p>\n<p>Risposta:<span style=\"color: #003300;\"><strong><em> &#8220;Recensire&#8221; \u00e8 da sempre solo una parte del mio lavoro, e non capir\u00f2 mai perch\u00e9 in tanti associno la mia professione solo allo \u201cscrivere cosa si pensa dei dischi\u201d, che oltretutto non \u00e8 esattamente quello che faccio dato che c\u2019\u00e8 modo e modo di recensire. <\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #003300;\"><strong><em>In ogni caso, non ho avuto mai problemi reali. Nessuno mi ha mai imposto alcunch\u00e9 sul piano dei giudizi e le sole difficolt\u00e0 &#8211; minime, sia chiaro &#8211; sono state quelle relative alle lunghezze delle recensioni, degli articoli e delle interviste. Per mia fortuna, so adattarmi con estrema facilit\u00e0 sia alle diverse estensioni dei pezzi, sia allo stile; \u201cstile\u201d nel senso che, pur rimanendo nella sostanza quello che sono, opero piccoli aggiustamenti a seconda di chi \u00e8 il committente. <\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #003300;\"><strong><em>\u00c8 ovvio che se scrivo su Blow Up posso dare per scontato che il lettore conosca i Godspeed You Black Emperor o sappia cosa sia il power pop, mentre se lo faccio per un giornale non di nicchia \u00e8 meglio usare citazioni e termini meno da iniziati.<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-177038\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/il-mucchio-extra.jpg\" alt=\"\" width=\"636\" height=\"801\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/il-mucchio-extra.jpg 636w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/il-mucchio-extra-238x300.jpg 238w\" sizes=\"(max-width: 636px) 100vw, 636px\" \/><\/p>\n<p>Domanda: Il Mucchio Extra \u00e8 stata una rivista di approfondimento che usciva a cadenza trimestrale (il fatto che sotto il titolo, oltre all\u2019anno di pubblicazione c\u2019era scritto Autunno, Inverno e cos\u00ec via, fu una bella invenzione\u2026 come dire, un giornale per tutte le stagioni) costola del Mucchio Selvaggio, da te ideato e diretto dalla primavera del 2001 fino all\u2019inverno del 2012 che in pratica, viveva di vita propria, al punto di essere intesa una rivista quasi indipendente dal Mucchio.<\/p>\n<p>Continuare in quel percorso anche al di fuori della Stemax (la cooperativa editrice di Mucchio Selvaggio, Mucchio Extra, e negli anni, di altre riviste che si occupavano di musica, cinema e strumenti musicali, ndr.) magari con un altro editore e un nome diverso, era quello che molti lettori storici si sarebbero aspettati da te. Avevi pensato a questa opportunit\u00e0? Se s\u00ec, il motivo per cui non \u00e8 successo \u00e8 ascrivibile a motivi di finanziamento o ad altro?<\/p>\n<p>Risposta: <span style=\"color: #003300;\"><strong><em>Ci ho pensato, s\u00ec. Andandomene dal Mucchio ho anche provato a chiedere di lasciarmi Extra, ma per farlo pretendevano soldi che non avevo e che comunque non avrei mai dato, per questione di principio. <\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #003300;\"><strong><em>Un\u2019altra rivista del tutto nuova, sempre trimestrale, sarebbe stata una buona cosa e prima di andarmene avevo pensato anche a quello, ma dopo mi \u00e8 mancata la voglia: perch\u00e9 mi ero gi\u00e0 impegnato a collaborare con Blow Up, perch\u00e9 l\u2019editoria cartacea era in forte crisi, perch\u00e9 non avevo soldi e non avrei mai bussato alla porta di un altro editore che sarebbe stato per forza proprietario della testata e avrebbe potuto \u201cfregarmi\u201d come accaduto con Extra, perch\u00e9 ero amareggiato, perch\u00e9 tutti i componenti del \u201cmio\u201d staff erano amareggiati come me. Sono un sacco di valide ragioni, no?<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Domanda: Cosa pensi della trap? Qualcuno dice che in fondo le tematiche (soldi, successo e droga; tutto e ora) sono le stesse che hanno poi portato alla morte prematura di tante rockstar: da Jimi Hendrix a Janis Joplin, da Tim Buckley a Kurt Cobain e cos\u00ec via.<\/p>\n<p>Risposta:<span style=\"color: #003300;\"><strong><em> Per mia fortuna non sono pi\u00f9 \u201ccostretto\u201d a seguire tutta la musica italiana come facevo un tempo, e quindi non \u00e8 che abbia dedicato alla trap grande attenzione o \u201cstudi\u201d. In tutto quello che ho avuto modo di ascoltare, nell\u2019ambito in questione, non ho trovato nulla che mi colpisse sul piano emotivo o musicale, nulla che mi interessasse a un livello diverso da quello per cos\u00ec dire \u201cantropologico\u201d. <\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #003300;\"><strong><em>Al di l\u00e0 di questo, credo per\u00f2 che demonizzare la trap per via dei testi sia una sciocchezza; dirlo suona retorico, lo so, penso che semmai bisognerebbe porsi il problema delle storture di una societ\u00e0 che si rispecchia in certi ideali o non ideali. Non generalizziamo, non banalizziamo\u2026Tim Buckley, Jimi Hendrix, Janis Joplin e Kurt Cobain appartenevano ad altri mondi diversissimi da questo, e comunque il pensiero di vederli nella stessa frase con Sferaebbasta mi fa rabbrividire.<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Domanda: Torno ancora sulla scena musicale italiana, quella mainstream mi sembra ormai abbia imboccato una strada senza ritorno cercando il consenso commerciale a tutti i costi, anche a quello di delegare l\u2019autotune a oggetto miracoloso che pu\u00f2 aggiustare ogni cosa, e non sembra che l\u2019indie se la passi meglio. Dal tuo osservatorio di provetto navigatore nel mare magnum del rock cosa scorgi all\u2019orizzonte?<\/p>\n<p>Risposta: <span style=\"color: #003300;\"><strong><em>Se si parla di grande mercato, quello che scorgo &#8211; per agganciarmi alla metafora nautica &#8211; \u00e8 un\u2019isola di plastica tipo quella del Pacifico, che mi risulta essere stata ridotta ma che un paio di anni fa aveva un\u2019estensione pari a, se ben ricordo, il doppio della Germania. Se invece mi addentro nei canali dell\u2019underground vengono fuori tante cose \u201cper pochi\u201d ma di qualit\u00e0; bisogna per\u00f2 aver voglia di cercare, schivando l\u2019immane quantit\u00e0 di proposte nemmeno male, ma fondamentalmente inutili, che si rinvengono anche in quelle acque.<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Domanda: Vorrei chiederti cosa ne pensi di Manuel Agnelli versione X Factor; cinque anni fa gli dedicasti anche un libro (\u201cManuel Agnelli \u2013 Senza appartenere a niente mai\u201d ediz. Vololibero). Per carit\u00e0, nessun sussulto per il suo pseudo-nudo in tv, era gi\u00e0 apparso molto pi\u00f9 os\u00e8 su una copertina del Mucchio di un po\u2019 di anni fa, ma qual \u00e8 il polso della situazione secondo te? Voglio dire, per chi mastica rock se Iggy Pop se ne va in giro a torso nudo \u00e8 la normalit\u00e0 ma se lo fa Agnelli cos\u2019\u00e8?<\/p>\n<p>Risposta: <span style=\"color: #003300;\"><strong><em>Saranno venticinque anni che vedo Manuel a torso nudo, e se il fatto che esibisca il suo invidiabile fisico in TV \u00e8 una cosa che \u201cfa notizia\u201d siamo ridotti malino, eh&#8230;Manuel \u00e8 Manuel: un artista molto dotato e una persona di notevole intelligenza che ha scelto un\u2019alternativa alla sua attivit\u00e0 di rocker per esprimersi, acquisire una fama che pu\u00f2 rivelarsi utile non solo per lui, guadagnare. Non solo non lo biasimo, ma approvo ogni sua scelta. E ammiro la sua capacit\u00e0 di gestire una situazione difficile come quella del Grande Circo Televisivo: io non ce la farei mai, non sarei in grado di seguire un copione finalizzato alla conquista dell\u2019attenzione dell\u2019audience di massa. Ma io mi ritengo un operatore culturale, non ho mai avuto vocazioni da rockstar e da esibizionista.<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Domanda: Per\u00f2 da pochissimo hai pubblicato un disco nel quale canti: con lo pseudonimo di Freddie Williams e insieme ai Plutonium Baby hai realizzato l\u2019EP \u201cYou Said I\u2019d Never Make It\u201d con quattro cover di brani punk californiano degli anni \u201870.<\/p>\n<p>Risposta:<span style=\"color: #003300;\"><strong><em> \u00c8 stato il mio auto-regalo per i 60 anni, che ho compiuto lo scorso 18 aprile. In vita mia non avevo mai cantato e non sapevo se ne sarei stato capace, ma ho voluto provarci. Cos\u00ec ho chiesto ai Plutonium Baby, che conoscevo bene da prima ancora che fondassero la band, se avessero voluto appoggiarmi in questa bizzarra idea, e loro ne sono stati subito entusiasti. <\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #003300;\"><strong><em>Avevo scelto i quattro pezzi pi\u00f9 di trent\u2019anni fa, il progetto girava nella mia mente dal 1987 e in precedenza ne avevo gi\u00e0 parlato con altri gruppi, ma non mi decidevo mai perch\u00e9\u2026 boh, pudore, paura di fare una schifezza, preoccupazione per eventuali critiche a me pi\u00f9 che ai risultati musicali. Poi, dopo aver compiuto cinquantanove anni, ho pensato che le sessanta candeline fossero l\u2019occasione giusta per metter su l\u2019operazione, e siamo partiti. Il 45 giri, tirato in 250 copie ed edito da Area Pirata, \u00e8 piaciuto ed \u00e8 ormai quasi esaurito. \u00c8 stato un gioco, ma un gioco serissimo e mi sono divertito come mai avrei creduto possibile. Peccato che non abbia potuto presentarlo dal vivo, ma prima o poi questa fottuta pandemia finir\u00e0 e allora, forse\u2026<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Domanda: Non so se te l\u2019ha chiesto mai nessuno, ma sarei curioso di conoscere il tuo parere su due nomi storici del giornalismo musicale, il primo \u00e8 italiano e risponde al nome di Riccardo Bertoncelli.<\/p>\n<p>Risposta:<span style=\"color: #003300;\"> <em><strong>Riccardo \u00e8 stato il mio principale ispiratore per il giornalismo musicale, cos\u00ec come Carlo Massarini lo \u00e8 stato per la mia carriera in radio, che porto avanti &#8211; un po\u2019 pi\u00f9 a singhiozzo, per\u00f2: dipende dalle chiamate da parte della RAI &#8211; in parallelo a quella nel campo della scrittura. Ho sempre ammirato le sue capacit\u00e0 narrative e certi suoi slanci, e il fatto che i nostri gusti collimino solo in parte non \u00e8 mai stato un problema. <\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #003300;\"><em><strong>Lavoro \u201cper lui\u201d nel mondo dell\u2019editoria libraria da trent\u2019anni, lui ha lavorato (e lavora tuttora) in riviste da me curate come Il Mucchio, Extra e AudioReview; \u00e8 un amico, ma lo considero da sempre una sorta di fratello maggiore.<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Domanda: Il secondo, americano, se n\u2019\u00e8 andato a soli 34 anni nel 1982, ma ha fatto in tempo a far s\u00ec che il suo nome restasse scolpito nella memoria di tantissimi appassionati di rock. Il riferimento \u00e8 a Lester Bangs, turbolento e geniale critico musicale nonch\u00e9 cantante di diverse band. Cosa mi dici di lui, che oltretutto &#8211; come te &#8211; fece anche un disco, anzi due?<\/p>\n<p>Risposta: <span style=\"color: #003300;\"><strong><em>Adoro leggere le sue purtroppo vecchie cose, era straordinariamente fuori dalle righe, visionario, efficace; sprecato per la critica musicale, avrebbe dovuto cimentarsi in altro. Per\u00f2 in effetti lo faceva, quest\u2019altro, anche se attraverso commenti a dischi e artisti. Secondo me ha capito brillantissimamente alcune cose e ne ha interpretate altre in modo sballatissimo, ma non vuol dire nulla: era uno che faceva storia a s\u00e9 e che purtroppo ha generato una quantit\u00e0 folle di pessimi imitatori. Grandissima ammirazione, ma non \u00e8 mai stato un mio modello: come lui ci si nasce e io sono nato diverso, pi\u00f9 lineare, meno pirotecnico, pi\u00f9 cronista e \u201cstorico\u201d.<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Domanda: Per finire, vorrei farti la domanda delle cento pistole: c\u2019\u00e8 qualche remota possibilit\u00e0 che tu possa tornare a dirigere una rivista musicale?<\/p>\n<p>Risposta: <strong><span style=\"color: #003300;\"><em>Chiss\u00e0 quanto ancora resisteranno, le riviste musicali\u2026 Seriamente: ho imparato che dalla vita ci si pu\u00f2 aspettare davvero di tutto, ma non credo proprio di avere pi\u00f9 la forza e la voglia di occuparmi di un mensile, con tutto ci\u00f2 che comporterebbe in termini di attenzione alle novit\u00e0 e gestione dei rapporti con i collaboratori e con etichette e management. <\/em><\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #003300;\"><em>La sola cosa che potrebbe piacermi \u00e8 un trimestrale di approfondimento tipo Extra, ma con un taglio differente perch\u00e9 rifarlo uguale sarebbe sciocco. Ci vorrebbe qualcuno \u201cdi peso\u201d che lo finanziasse &#8211; io di tasca mia ho gi\u00e0 dato &#8211; e che mi lasciasse carta bianca; nel caso piuttosto improbabile, se ne potrebbe parlare, perch\u00e9 no?<\/em><\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2021\/01\/03\/io-le-mie-riviste-le-mie-passioni-a-leccecronaca-it-federico-guglielimi-parla-degli-artisti-musicali-italiani-e-internazionali-che-hanno-fatto-la-storia-della-musica-e-dei-critici-severi\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2021\/01\/03\/io-le-mie-riviste-le-mie-passioni-a-leccecronaca-it-federico-guglielimi-parla-degli-artisti-musicali-italiani-e-internazionali-che-hanno-fatto-la-storia-della-musica-e-dei-critici-severi\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A leccecronaca.it FEDERICO GUGLIELMI PARLA DEGLI ARTISTI MUSICALI ITALIANI E INTERNAZIONALI CHE HANNO FATTO LA STORIA DELLA MUSICA. 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