{"id":177612,"date":"2021-01-17T00:03:09","date_gmt":"2021-01-16T23:03:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=177612"},"modified":"2021-01-17T12:39:11","modified_gmt":"2021-01-17T11:39:11","slug":"la-distopia-la-visione-di-una-realta-immaginaria-del-futuro-prevista-come-negativa-in-considerazione-di-quanto-sta-avvenendo-e-il-tema-conduttore-dellalbum-homo-distopiens-d","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2021\/01\/17\/la-distopia-la-visione-di-una-realta-immaginaria-del-futuro-prevista-come-negativa-in-considerazione-di-quanto-sta-avvenendo-e-il-tema-conduttore-dellalbum-homo-distopiens-d\/","title":{"rendered":"LA DISTOPIA, LA VISIONE DI UNA REALTA&#8217; IMMAGINARIA DEL FUTURO PREVISTA COME NEGATIVA  IN BASE A QUANTO STA ACCADENDO: E&#8217; IL TEMA CONDUTTORE DELL&#8217;ALBUM \u201cHomo Distopiens\u201d DI FABRIZIO TAVERNELLI"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-177613\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/taver-3.jpg\" alt=\"\" width=\"2048\" height=\"1360\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/taver-3.jpg 2048w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/taver-3-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/taver-3-1024x680.jpg 1024w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/taver-3-768x510.jpg 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/taver-3-1536x1020.jpg 1536w\" sizes=\"(max-width: 2048px) 100vw, 2048px\" \/>di <strong>Roberto Molle<\/strong>______<\/p>\n<p>Ho in mano il cd dell\u2019ultimo album di <strong>Fabrizio Tavernelli <\/strong>(Taver per gli amici e fan di vecchia data), il quinto del suo percorso solistico, forse quello dal titolo pi\u00f9 inquietante: <strong>\u201cHomo Distopiens\u201d<\/strong>. La prima cosa che salta agli occhi \u00e8 l\u2019immagine in copertina: lui legato a un\u2019asse, lo sguardo spento e rassegnato, i colori saturi come in un affresco del Caravaggio.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-177614\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Fabrizio-Tavernelli-cover-H.-Distopiens.jpg\" alt=\"\" width=\"1600\" height=\"1440\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Fabrizio-Tavernelli-cover-H.-Distopiens.jpg 1600w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Fabrizio-Tavernelli-cover-H.-Distopiens-300x270.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Fabrizio-Tavernelli-cover-H.-Distopiens-1024x922.jpg 1024w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Fabrizio-Tavernelli-cover-H.-Distopiens-768x691.jpg 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Fabrizio-Tavernelli-cover-H.-Distopiens-1536x1382.jpg 1536w\" sizes=\"(max-width: 1600px) 100vw, 1600px\" \/><\/p>\n<p>Uscito poco meno di un anno fa, quando la pandemia iniziava a serpeggiare, \u201cHomo Distopiens\u201d custodisce scenari inquietanti e originali trame sonore. Tranne un primo ascolto (durante un viaggio) ho aspettato a lungo prima di immergermi nelle atmosfere dell\u2019album, che gi\u00e0 sapevo mi avrebbero turbato nel bene e nel male.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Inserisco il dischetto nel lettore e ho un flash che mi riporta indietro di una ventina d\u2019anni e mi fa ricordare perch\u00e9 io consideri il suo autore uno dei migliori musicisti (ma forse sarebbe pi\u00f9 giusto dire songwriter) italiani.<\/p>\n<p>All\u2019epoca era il front-man degli AFA (Acid Folk Alleanza), che tra le tante esperienze \u00e8 stata per Taver quella pi\u00f9 importante; \u201cNomade Psichico\u201d, loro penultimo album pubblicato nel 1996, \u00e8 considerato uno dei pi\u00f9 innovativi degli ultimi trent\u2019anni nel panorama italiano, per l\u2019uso di suoni manipolati e l\u2019elevata intensit\u00e0 poetica dei testi. Nel tour di presentazione di \u201cArmonico\u201d \u2013 ultima uscita discografica per gli AFA \u2013 fu inclusa una tappa a due passi da casa mia. Ci andai, la location del concerto era una piccola piazza e il suo svolgersi era stato possibile grazie ad alcuni ragazzi illuminati di Melissano. Alla fine del concerto raggiunsi il backstage e scambiai quattro chiacchiere con Taver, si parl\u00f2 della splendida esperienza del Consorzio Produttori Indipendenti arrivata oramai al capolinea.<\/p>\n<p>Il C.P.I. era una sorta di factory creata da Giovanni Lindo Ferretti e Massimo Zamboni (entrambi CCCP prima e CSI poi) e Gianni Maroccolo (ex Litfiba poi con CSI e PGR) che ha dato la possibilit\u00e0 a tanti gruppi e singoli musicisti di realizzare i propri dischi; oltre agli AFA: Ustmam\u00f2, Estasia, Marlene Kuntz, Yo Yo Mundi, Marco Parente, Santo Niente, Andrea Chimenti e tanti altri. Fabrizio mi regal\u00f2 una copia del disco e mi raccont\u00f2 che dovevano sbrigarsi a raccogliere tutto e ripartire al pi\u00f9 presto per Correggio, la mattina dopo alcuni di loro dovevano andare a lavorare. La cosa mi colp\u00ec molto, ricordo che mi sembr\u00f2 assurdo il fatto che musicisti relativamente conosciuti e responsabili di uno dei dischi pi\u00f9 originali e apprezzati del periodo, non potessero vivere della loro musica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tornando a \u201cHomo Distopiens\u201d e al suo ascolto, forse l\u2019ho rimandato il pi\u00f9 a lungo possibile nella speranza di poter tenerlo come antidoto, ultima spiaggia del pensiero di fronte a una realt\u00e0 distopica che (dominata da un virus che in poco tempo ha mietuto centinaia di migliaia di vittime) avanza inesorabilmente a fagocitare ogni forma di utopia immaginata.<\/p>\n<p>Questo quinto album di Fabrizio Tavernelli \u00e8 stato realizzato come i precedenti, grazie a un crowdfunding; libero e indipendente da ogni costrizione di mercato o di classifica. Un concept-album coraggioso che affronta tematiche affascinanti e terribili, che si interroga su questioni ancestrali e urgenze attuali: il clima, l\u2019ecosistema, l\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Nelle note alla presentazione al crowdfunding Fabrizio scrive: \u201c<em>Nei secoli abbiamo immaginato societ\u00e0 distopiche, sorte dopo disastri ambientali e guerre nucleari, o abbiamo descritto regimi autoritari, oppressivi, sorti per reprimere le libert\u00e0 individuali, le espressioni artistiche, la speranza di un futuro.<br \/>\nOggi questo immaginario negativo si \u00e8 affacciato sulla nostra realt\u00e0\u00a0e in un certo modo stiamo vivendo in tempo reale la nostra distopia tra politiche e tendenze sociali pericolose, tra foreste che bruciano, tra scioglimento di ghiacciai e riscaldamento globale.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Viviamo la possibile fine del\u00a0pianeta. Il terrore e il fascino si mescolano e vanno a permeare ogni settore della cultura, dai saggi filosofici alle serie televisive. La dittatura tecnocratica si \u00e8 trasformata in un incubo irrazionale dove l&#8217;alta finanza \u00e8 ormai una delirante setta religiosa e la tecnologia della rete ci ha mostrato una nuova era oscura. Viviamo in un perenne stato ansioso, in tensione per qualcosa che potrebbe arrivare: un asteroide che colpisce la terra, una invasione aliena o il cataclisma definitivo. Intanto una el\u00ecte sta facendo progetti per lasciare il pianeta. In un certo modo siamo intenti a scrivere, sceneggiare, comporre la contemporaneit\u00e0 mentre si dissolve.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Dopo l&#8217;Antropocene rimarranno solo\u00a0specie capaci di sopravvivere in condizioni di vita estreme, ci saranno mutazioni, ritorneranno virus rimasti congelati per millenni, forse rimarranno solo le macchine, i robot che gi\u00e0 stanno sostituendo gli umani in un mondo governato dagli algoritmi.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;<strong>Homo Sapiens<\/strong><strong>\u00a0<\/strong>ha manipolato il mondo attraverso la scienza, la filosofia, la mitologia e la religione. L&#8217;era dell&#8217;Homo Sapiens \u00e8 alle nostre spalle, davanti potrebbe esserci il nulla.<br \/>\nL&#8217;<strong>Homo Distopiens<\/strong><strong>\u00a0<\/strong>osserva in alta definizione\u00a0lo spettacolo della sua stessa sparizione.<\/em>\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Scenari\u00a0e previsioni devastanti, futuri terribilmente incerti, individui in dissoluzione. Non c\u2019\u00e8 dubbio, quello che sconvolge \u00e8 il sentire tutto questo cos\u00ec vicino, l\u2019essere a un passo dalla catastrofe totale e osservare tutto quasi con distacco, come se la fine fosse inevitabile.<\/p>\n<p>Si diceva del fatto che \u201cHomo Distopiens\u201d potrebbe turbare\u2026 nel bene e nel male. Nel male per la chiara consapevolezza (semmai ce ne fosse ancora bisogno) verso cui inevitabilmente spinge, nel bene perch\u00e9 \u00e8 fatto di suoni e di voci che scuotono e mettono in circolo barlumi di pragmatismo e danno la stura a grumi di sentimento addensati nelle cavit\u00e0 ostruite del cuore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un album che \u00e8 si, presa d\u2019atto dello stato di salute di un pianeta-ecosistema che rischia di implodere ancor prima di esplodere, ma anche, della possibile salvezza legata al fatto che niente, in fondo, \u00e8 del tutto perduto.<\/p>\n<p>L\u2019Homo Sapiens pu\u00f2 ancora fare in tempo a combattere la distopia con l\u2019ultimo anelito di utopia? Un primo segnale pu\u00f2 arrivare da un dischetto di plastica, ma i prossimi dovranno venire dalle regole che l\u2019umanit\u00e0 dovr\u00e0 darsi.<\/p>\n<p>In apertura di album c\u2019\u00e8 \u2018Cose sull\u2019orlo\u2019, uno j\u2019accuse senza sconti all\u2019inquinamento crescente causato dall\u2019uomo nei confronti dell\u2019ambiente, alla quantit\u00e0 di plastica riversata negli oceani alla deforestazione, agli uccelli soffocati dalle ceneri che si levano dai roghi dolosi dell\u2019Amazzonia.<\/p>\n<p>A seguire \u2018Distopia muscolare\u2019, una ballata venata di oscurit\u00e0 dove la natura torna a riprendersi la supremazia e a vendicarsi ineluttabilmente dell\u2019uomo. Dopo, niente sar\u00e0 pi\u00f9 come prima: l\u2019umanit\u00e0 sar\u00e0 costretta a cercare altri mondi possibili per poter sopravvivere.<\/p>\n<p>\u2018Tormentoni e tormenti\u2019 s\u2019insinua su una base di synth e si distende su atmosfere new wave. Il testo si concentra sulla massificazione venuta a crearsi intorno alla musica e a tutte le implicazioni che il suo consumo produce. Strereotipi, tendenze e tormentoni estivi che contribuiscono a omologare usi, consumi e comportamenti.<\/p>\n<p>Se c\u2019\u00e8 una Wuhan ipotizzata prima che il virus cominciasse a diffondersi, mi piace immaginarla come il posto descritto in \u2018Lune cinesi\u2019, uno dei brani pi\u00f9 toccanti di \u201cHomo Distopiens\u201d. Oscurit\u00e0 e mistero si intrecciano nella narrazione; il freddo dell\u2019intro nella voce di Taver si addolcisce fino a trasmutare in melodia, capace di sciogliere acredini e far ripartire il cuore.<\/p>\n<p>I brani seguono e scivolano via senza caduta di tono, uno pi\u00f9 bello dell\u2019altro. Da \u2018Spire\u2019, soffice ballad con rimandi a dimensioni prog fino a \u2018Oumuamua\u2019 (introdotto dal coro della Cappella Musicale San Francesco da Paola di Reggio Emilia), mistica invocazione alla ricerca disperata di un segnale, un punto fermo a cui aggrapparsi in tempi di grandi incertezze. Chi siamo, da che mondo proveniamo e, soprattutto, cosa rester\u00e0 quando non ci saremo pi\u00f9, \u00e8 il gioco di parole intrecciato a flebili sonorit\u00e0 intimiste ne \u2018Il mondo senza noi\u2019.<\/p>\n<p>Le sfumature agrodolci della voce di Taver rincorrono la viola di Osvaldo Loi in \u201cSecondo fine\u2019 e la poesia esplode, onirica, nelle liriche de \u2018L\u2019uccello giardiniere\u2019. Di tanto in tanto riecheggiano passaggi di brani lontani legati da un <em>fil rouge<\/em> che tiene insieme schegge del corposo songbook che va dalla primordiale esperienza degli \u201cEn Manque D\u2019Autre\u201d (prima band di Fabrizio Tavernelli) fino agli AFA, passando per le altre esperienze minori ma non meno importanti (da \u201cGroove Safari\u201d a \u201cDuozero\u201d, \u201cAjello\u201d e \u201cBabel\u201d).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il trittico finale del disco \u00e8 costituito dalla ipnotica \u2018Pessimismo co(s)mico\u2019, dalla criptica \u2018Ruscarola\u2019 cantata in dialetto emiliano e, a chiudere, \u2018Bargigli e pappagorge\u2019. Dai toni elegiagici il brano, dolente, scivola su un tappeto fatto di sonorit\u00e0 psico-noise che si perpetuano inquietanti fino all\u2019ultimo solco dopo aver sbaragliato le parole.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cHomo Distopiens\u201d \u00e8 un disco che cresce ad ogni ascolto e proietta istantanee che trasudano emotivit\u00e0 e tensione, specchio reale del mondo che stiamo vivendo; a tal proposito mi tornano in mente le parole di Giovanni Lindo Ferretti pronunciate un po\u2019 di anni fa in occasione dell\u2019uscita dell\u2019album \u2018Linea gotica\u2019: \u201cIn molti mi dicono che il disco \u00e8 oscuro, la musica \u00e8 cupa e le parole sono come carta vetrata scivolata nella gola\u2026 mi sento di rispondere che non ci posso fare niente, i tempi che stiamo vivendo offrono questo, e questo gli artisti tirano fuori\u201d.<\/p>\n<p>I musicisti che suonano in \u201cHomo Distopiens\u201d sono quelli che accompagnano Fabrizio Tavernelli (voce e chitarra) fin dall\u2019inizio della sua carriera solistica: Marco Santarello (chitarra); Alessandro De Nito (Tastiere, piano); Marco Tirelli (basso); Lorenzo Lusvardi (batteria, percussioni, synth drum). In \u201cHomo Distopiens\u201d compaiono anche Osvaldo Loi (viola); Antonio Tonietti (cubin elah, field recordings, treatments).______<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A questi link l\u2019ascolto di alcuni brani di \u201cHomo Distopiens\u201d<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=BxySzVnxS_Q&amp;ab_channel=FabrizioTavernelli-Topic\">https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=BxySzVnxS_Q&amp;ab_channel=FabrizioTavernelli-Topic<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=I-7yZbk5fnY&amp;ab_channel=FabrizioTavernelli-Topic\">https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=I-7yZbk5fnY&amp;ab_channel=FabrizioTavernelli-Topic<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=pBFJDf5XjBE&amp;ab_channel=FabrizioTavernelli-Topic\">https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=pBFJDf5XjBE&amp;ab_channel=FabrizioTavernelli-Topic<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>______<\/p>\n<p>Per saperne di pi\u00f9 su Fabrizio Tavernelli, l\u2019articolo di leccecronaca.it del 8\/4\/2018.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2018\/04\/08\/potranno-i-nostri-figli-avere-la-nostra-stessa-fortuna-di-non-incontrare-mai-la-guerra-esce-infanti-il-nuovo-disco-di-fabrizio-tavernelli\/\">https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2018\/04\/08\/potranno-i-nostri-figli-avere-la-nostra-stessa-fortuna-di-non-incontrare-mai-la-guerra-esce-infanti-il-nuovo-disco-di-fabrizio-tavernelli\/<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2021\/01\/17\/la-distopia-la-visione-di-una-realta-immaginaria-del-futuro-prevista-come-negativa-in-considerazione-di-quanto-sta-avvenendo-e-il-tema-conduttore-dellalbum-homo-distopiens-d\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2021\/01\/17\/la-distopia-la-visione-di-una-realta-immaginaria-del-futuro-prevista-come-negativa-in-considerazione-di-quanto-sta-avvenendo-e-il-tema-conduttore-dellalbum-homo-distopiens-d\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Roberto Molle______ Ho in mano il cd dell\u2019ultimo album di Fabrizio Tavernelli (Taver per gli amici e fan di vecchia data), il quinto del suo percorso solistico, forse quello dal titolo pi\u00f9 inquietante: \u201cHomo Distopiens\u201d. 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