{"id":179397,"date":"2021-02-24T09:53:23","date_gmt":"2021-02-24T08:53:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=179397"},"modified":"2021-02-24T11:57:56","modified_gmt":"2021-02-24T10:57:56","slug":"la-missione-archeologica-dellunisalento-in-iran","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2021\/02\/24\/la-missione-archeologica-dellunisalento-in-iran\/","title":{"rendered":"LA MISSIONE ARCHEOLOGICA DELL&#8217;UNISALENTO IN IRAN"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-179398\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Fig1.jpg\" alt=\"\" width=\"1772\" height=\"1181\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Fig1.jpg 1772w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Fig1-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Fig1-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Fig1-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Fig1-1536x1024.jpg 1536w\" sizes=\"(max-width: 1772px) 100vw, 1772px\" \/>Riceviamo e volentieri pubblichiamo. L&#8217; Universit\u00e0 del Salento ci manda il seguente comunicato______<\/p>\n<p>\u201cSCAVI E RICERCHE A SHAHR-I SOKHTA\u201d: PRESENTATI A UNISALENTO I RISULTATI DEGLI SCAVI ARCHEOLOGICI NEL SITO IRANIANO CONSIDERATO LA \u201cPOMPEI D\u2019ORIENTE\u201d<br \/>\nImpegnati nella Missione archeologica italo-iraniana quattro Laboratori del Dipartimento di Beni culturali dell\u2019Universit\u00e0 del Salento: Topografia antica e fotogrammetria, Antropologia fisica, Paleobotanica e paleoecologia, Archeozoologia<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sono stati presentati questa mattina, nel corso di una conferenza internazionale online organizzata dall\u2019Universit\u00e0\u00a0del Salento, i pi\u00f9 recenti risultati delle indagini della Missione a\u00a0Shahr-i Sokhta, eldorado archeologico che sorge nella provincia dell\u2019Iran orientale Sistan-va-Baluchistan iscritto nella lista World Heritage dell\u2019UNESCO, considerato la \u201cPompei d\u2019Oriente\u201d. Il sito \u00e8 oggetto dal 2016 di interventi di ricerca e scavo da parte di una Missione internazionale cui partecipa il\u00a0Dipartimento di Beni Culturali\u00a0dell\u2019Ateneo salentino con le attivit\u00e0 dei Laboratori di \u201cTopografia antica e fotogrammetria\u201d, \u201cAntropologia fisica\u201d, \u201cPaleobotanica e paleoecologia\u201d e \u201cArcheozoologia\u201d.<\/p>\n<p>Alla presenza del Rettore UniSalento\u00a0Fabio Pollice, dell\u2019Ambasciatore italiano nella Repubblica Islamica dell\u2019Iran\u00a0Giuseppe Perrone, dell\u2019Ambasciatore della Repubblica Islamica dell\u2019Iran in Italia\u00a0Hamid Bayat, del Direttore dell\u2019Iranian Cultural Institute\u00a0Taghi Amini, del Direttore della Scuola di specializzazione in Beni archeologici \u201cDinu Adamesteanu\u201d dell\u2019Universit\u00e0 del Salento\u00a0Gianluca Tagliamonte\u00a0e del Direttore del Dipartimento di Beni culturali UniSalento\u00a0Raffaele Casciaro, sono stati illustrati i risultati delle ricerche raccolti nel volume \u201cScavi e ricerche a Shahr-i Sokhta\u201d (Studies and publications Institute, Pishin Pajouh, Tehran), curato dal Direttore del progetto MAIPS\u00a0Enrico Ascalone\u00a0dell\u2019Universit\u00e0 di G\u00f6ttingen e da\u00a0Seyyed Mansur Seyyed Sajjadi\u00a0dell\u2019Iranian Center for Archaeological Research, direttore del progetto archeologico di Shahr-i Sokhta e Dahan-ye Qolaman dal 1997.<\/p>\n<p>Nel 2016 il Dipartimento di Beni Culturali dell\u2019Universit\u00e0 del Salento ha avviato il progetto multidisciplinare MAIPS &#8211; Multidisciplinary Archaeological Italian Project at Shahr-i Soktha per lo studio del sito e dei materiali in corso di scavo da parte della Missione archeologica a Shahr-i Soktha. Finanziato dal Dipartimento di Beni Culturali dell\u2019Universit\u00e0 del Salento, dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e da enti e istituzioni private, il progetto MAIPS \u00e8 coordinato dal professor\u00a0Giuseppe Ceraudo\u00a0e, nei prossimi anni, mira principalmente a restituire un quadro pi\u00f9 completo sulle organizzazioni proto-statali dell\u2019altopiano iranico del III millennio a.C.<br \/>\nLe attivit\u00e0 di ricerca dei Laboratori del Dipartimento di Beni culturali dell\u2019Universit\u00e0 del Salento sono stati illustrati dai rispettivi Direttori:\u00a0Giuseppe Ceraudo\u00a0(Topografia antica e fotogrammetria),\u00a0Pier Francesco Fabbri\u00a0(Antropologia fisica),\u00a0Girolamo Fiorentino\u00a0(Paleobotanica e paleoecologia) e\u00a0Claudia Minniti\u00a0(Archeozoologia).<\/p>\n<p>\u00abLa collaborazione internazionale \u00e8 fondamentale per la valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale\u00bb, ha sottolineato il Rettore dell\u2019Universit\u00e0 del Salento\u00a0Fabio Pollice, \u00abe lo diventa ancor di pi\u00f9 quando questo patrimonio \u00e8 riconosciuto come eredit\u00e0 dell\u2019intero genere umano. Di qui il nostro impegno nella Repubblica Islamica dell\u2019Iran, teso a restituire a quel Paese e all\u2019umanit\u00e0 intera la storia di un territorio che \u00e8 stata la culla di una delle pi\u00f9 grandi civilt\u00e0 del passato\u00bb.<\/p>\n<p>L\u2019importanza del sito<\/p>\n<p>Il sito di Shahr-i Sokhta, che sorge tra l\u2019inospitale deserto del Lut e le alture del Baluchistan, rappresenta uno dei centri pi\u00f9 ambiti per l\u2019indagine archeologica, sia per essere perfettamente conservato a causa di concrezioni saline presenti su tutta la superficie che hanno sigillato reperti e strutture del sottosuolo, sia per essere stato spesso associato, dalla letteratura archeologica, alla mitologica Aratta che, localizzata dai testi mesopotamici \u201cdove sorge il sole\u201d, rivaleggi\u00f2 con i sovrani della I Dinastia di Uruk (tra cui si ricorda Gilgamesh), padroni del Sumer e depositari della regalit\u00e0 dopo il Diluvio. Proprio il Diluvio avrebbe messo fine a una serie di dinastie dall\u2019irreale longevit\u00e0 per permettere, successivamente, che la regalit\u00e0 potesse \u201cscendere dal cielo\u201d prima nella citt\u00e0 di Kish, e poi, appunto, in quella di Uruk. Il Diluvio sumerico, i cui racconti hanno ispirato i redattori del racconto biblico, quindi, \u00e8 inteso come elemento di separazione tra un tempo mitico e quello storico; un tempo, quello post-diluviano, in cui la storia viene fatta da re, che l\u2019indagine archeologica ha in parte riconosciuto, e da citt\u00e0, che il progetto sta indagando.<br \/>\nIn particolare, Aratta, citata nei maggiori poemi sumerici (tra cui \u201cEnmerkar e il signore di Aratta\u201d, \u201cEnmerkar ed Ensuhkeshdanna\u201d, \u201cLugalbanda e l\u2019uccello Anzu\u201d, e nello stesso poema di Gilgamesh), \u00e8 presentata come un posto lontano e difficile da raggiungere, favolosamente ricco, pieno di oro, argento, lapislazzuli e numerosi altri materiali preziosi. La citt\u00e0 \u00e8 anche presentata come la sede della dea Inanna, alla quale fu dedicato un tempio completamente costruito di lapislazzuli; le vicissitudini della citt\u00e0 con i re sumerici indurranno la dea a scegliere Uruk, centro della Mesopotamia meridionale, come propria residenza, consegnando la regalit\u00e0 al Sumer e alla dinastia fondata da Enmerkar e continuata con Lugalbanda e il mitologico Gilgamesh. Il ricordo della citt\u00e0 rimarr\u00e0 vivo nella letteratura mesopotamica tanto da essere ricordata nei poemi di Shulgi, re di Ur, e in altri testi paleobabilonesi approssimativamente datati al XIX secolo a.C.<br \/>\nIn attesa di trovare conferme sull\u2019identificazione del sito, i rinvenimenti effettuati negli ultimi 23 anni dalla missione iraniana di Mansur Sajjadi e dal nuovo progetto di Enrico Ascalone nella cosiddetta \u201cPompei d\u2019Oriente\u201d hanno confermato l\u2019eccezionalit\u00e0 di Shahr-i Sokhta che, sebbene depositaria di un percorso autonomo di crescita, sorge a cavallo tra le quattro grandi civilt\u00e0 fluviali (Oxus, Indo, Tigri-Eufrate e Halil) dell\u2019Asia Media, Centrale e Meridionale: quella sumerica, i cui legami letterari confluiscono nella mitologia; quella di Jiroft, culla di una nuova e dimenticata civilt\u00e0 fino al 2003; quella dei grandi centri dell\u2019Asia Centrale; quella dei grandi insediamenti di Harappa e Mohenjo-daro, con cui Shahr-i Sokhta intrattenne rapporti a vario livello.<br \/>\nShahr-i Sokhta, la cui estensione \u00e8 di circa 200 ettari, da una parte ha mostrato processi di crescita locale ben radicati nel tessuto culturale del Sistan iraniano e, dall\u2019altra, tra il secondo quarto del III e l\u2019inizio del II millennio a.C. ha restituito straordinarie evidenze di un \u2018long-distance trade\u2019 tra i principali centri del Vicino Oriente. In particolare, le evidenze di attivit\u00e0 manifatturiere nell\u2019insediamento e la scoperta di ingenti quantitativi di pietre non lavorate semi-preziose come lapislazzuli, turchese, alabastro e altro hanno permesso di riconoscere, nel centro del Sistan, un\u2019area di approdo, stoccaggio, lavorazione e redistribuzione del materiale destinato per un fabbisogno interno e per un domanda esterna da riconoscersi nelle oasi dell\u2019Oxus, nelle fertili valli dello Halil (Jiroft), nelle pianure della valle dell\u2019Indo e nelle aree alluvionali mesopotamiche, le cui evidenze archeologiche provenienti dai maggiori centri del sud (Ur), della Diyala (Khafaja), del medio corso dell\u2019Eufrate (Mari) e dell\u2019Alta Mesopotamia (Tepe Gawra), assieme a quelle della Siria Interna (Ebla), risultano decisive per confermare la presenza di due maggiori itinerari commerciali che sfruttarono, a nord, la via del Khorasan (ben conosciuta dai pi\u00f9 tardi testi dei geografi arabi) e, a sud, la via marittima del Golfo Persico che, a partire dalla seconda met\u00e0 del III millennio a.C., gradualmente sostituir\u00e0 l\u2019arteria settentrionale.<br \/>\nCon la fine del III millennio a.C. la floridit\u00e0 del maggiore centro del Sistan dovette scomparire progressivamente e improvvisamente, per cause perlopi\u00f9 misteriose che coinvolsero i maggiori centri di tutta l\u2019Asia Media. Shahr-i Sokhta, come i maggiori centri della civilt\u00e0 Harappana, cesser\u00e0 la propria esistenza colpita da una crisi che la ricerca archeologica tende a spiegare, non senza incertezza, con un radicale e repentino cambiamento climatico che avrebbe colpito quei centri, la cui sussistenza risiedeva principalmente nelle risorse idriche della regione.<\/p>\n<p>Le scoperte pi\u00f9 recenti<\/p>\n<p>I pi\u00f9 recenti studi hanno raccolto dati che cambiano la cronologia del centro di Shahr-i Sokhta, restituendogli una nuova sequenza stratigrafica e cronologica che \u2018alza\u2019 la vita dell\u2019abitato di circa 3\/4 secoli. Significative evidenze fanno pensare che il sito si comportasse come un centro dalla struttura eterarchica: gruppi clanici di origini tribali dissimili convissero in uno stato di equilibrio sociale in cui gli aspetti gerarchici furono destinati solo all\u2019interno di ogni singolo gruppo, in un regime di equilibrio economico dettato verosimilmente dalla prosperit\u00e0 che il centro dovette avere durante la prima met\u00e0 del III millennio a.C. Questa eterogeneit\u00e0, basata su un complessivo equilibrio sociale interno al clan e tra gruppi, imped\u00ec la centralizzazione delle risorse dell\u2019insediamento e con esse il sorgere di una classe dominante sul sito e nella sua regione; un passaggio mancato che non produsse una centralizzazione amministrativa e la standardizzazione degli strumenti generalmente usati per il controllo delle realt\u00e0 economiche su larga scala. Anche le recenti straordinarie scoperte di centinaia di proto-tavolette in argilla, usate per la registrazione contabile all\u2019interno di singoli edifici, devono essere considerate forme di contabilit\u00e0 amministrativa di matrice famigliare, destinate al calcolo e alla gestione del surplus economico prodotto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2021\/02\/24\/la-missione-archeologica-dellunisalento-in-iran\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2021\/02\/24\/la-missione-archeologica-dellunisalento-in-iran\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riceviamo e volentieri pubblichiamo. 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