{"id":179460,"date":"2021-02-25T10:23:54","date_gmt":"2021-02-25T09:23:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=179460"},"modified":"2021-02-25T14:22:04","modified_gmt":"2021-02-25T13:22:04","slug":"la-provincia-di-lecce-monitorata-dalla-direzione-investigativa-antimafia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2021\/02\/25\/la-provincia-di-lecce-monitorata-dalla-direzione-investigativa-antimafia\/","title":{"rendered":"LA PROVINCIA DI LECCE MONITORATA DALLA DIREZIONE INVESTIGATIVA ANTIMAFIA AL PRIMO SEMESTRE 2020"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-179461\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/banner2.png\" alt=\"\" width=\"951\" height=\"187\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/banner2.png 951w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/banner2-300x59.png 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/banner2-768x151.png 768w\" sizes=\"(max-width: 951px) 100vw, 951px\" \/>(Rdl)______La Direzione Investigativa Antimafia ha reso noto questa mattina la relazione semestrale al Parlamento riguardante il primo semestre del 2020.<\/p>\n<p>Pubblichiamo qui di seguito la parte dedicata alla provincia di Lecce______<\/p>\n<p>Nel semestre lo scenario criminale della provincia di Lecce \u00e8 stato incisivamente segnato<br \/>\ndagli esiti giudiziari dell\u2019inchiesta \u201cFinal Blow\u201d167 che ha scompaginato i saldi assetti raggiunti<br \/>\nnegli ultimi anni tra i clan PEPE168 e BRIGANTI, consorterie dominanti del capoluogo la cui<br \/>\nintesa criminale \u00e8 appoggiata dai TORNESE di Monteroni di Lecce169. L\u2019indagine, conclusa<br \/>\nil 26 febbraio 2020 dalla Polizia di Stato con l\u2019esecuzione di un provvedimento restrittivo<br \/>\nnei confronti di n.72 soggetti, ha ripercorso i recenti sviluppi della criminalit\u00e0 organizzata<br \/>\nnel territorio leccese certificando il ridimensionamento del clan BRIGANTI e l\u2019egemonia<br \/>\ndel sodalizio mafioso PEPE nel capoluogo salentino, \u201cmediante l\u2019esercizio di una supremazia<br \/>\nriconosciuta anche da gruppi operanti nelle province limitrofe\u201d. La ricostruzione degli equilibri<br \/>\ncriminali nel Salento ha messo in luce gli accordi intercorsi tra i reggenti dei sodalizi PEPE e<br \/>\nBRIGANTI, altri clan operanti nella provincia di Lecce \u2013 come i DE PAOLA di Acquarica del<br \/>\nCapo \u2013 nonch\u00e9 la compagine brindisina dei MARTENA che \u201csiglavano il nuovo statuto della<br \/>\nscu\u201d. Le risultanze investigative, infatti, hanno consentito di acquisire chiari elementi relativi<br \/>\nal consolidato rapporto con le organizzazioni criminali brindisine che hanno individuato<br \/>\nnel reggente del sodalizio leccese dei PEPE e nei suoi affiliati i principali interlocutori per<br \/>\nla gestione delle relazioni criminali tra le due province. L\u2019elevata forza di intimidazione<br \/>\nesercitata dai PEPE si realizzava anche attraverso summit appositamente organizzati, al fine<br \/>\ndi delineare le strategie operative compresa quella di preservare in tutti i territori &#8211; incluse<br \/>\nle zone non direttamente soggette al controllo del clan &#8211; la cd. pax mafiosa volta a garantire<br \/>\nai diversi gruppi l\u2019esercizio pacifico delle attivit\u00e0 illecite nei rispettivi territori di competenza<br \/>\nmediante l\u2019integrazione tra i capi di nuova generazione e gli esponenti della \u201cvecchia guardia<br \/>\ndella sacra corona unita\u201d.<\/p>\n<p>Significativa in proposito, come rilevato dal Procuratore Distrettuale della Repubblica di<br \/>\nLecce, Leonardo Leone De Castris170, \u201c\u2026la quotidiana opera di personaggi\u2026\u201d di spicco \u201c\u2026volta a<br \/>\nrimuovere i contrasti sul territorio tra le varie fazioni al fine di assicurare il migliore andamento degli\u00a0affari illeciti. La presenza e la piena operativit\u00e0 sul territorio di tali soggetti rappresenta la continuit\u00e0\u00a0nel tempo dell\u2019organizzazione mafiosa e tenta in qualche modo di limitare &#8211; sinora con apprezzabile\u00a0successo &#8211; quelle che sono le spinte dei componenti pi\u00f9 giovani dell\u2019organizzazione, troppo spesso portati\u00a0a emulare modelli resi famosi anche grazie ai successi di serie televisive aventi ad oggetto fenomeni\u00a0criminali imperanti su altri territori\u2026\u201d.___<\/p>\n<p><em>167 OCCC n.9621\/2017 RGNR-88\/2017 DDA-8125\/2018 GIP, emessa dal GIP del Tribunale di Lecce nei confronti di n.\u00a072 soggetti accusati, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso finalizzata al traffico di stupefacenti, estorsione,\u00a0violazione delle leggi sulle armi, danneggiamenti ed esercizio aggravato del gioco d\u2019azzardo.<\/em><br \/>\n<em>168 Attivo nei comuni di Cavallino, Lizzanello, Melendugno, Merine, Vernole, Caprarica, Calimera, Martano, Surbo.<\/em><br \/>\n<em>169 Il clan TORNESE \u00e8, nel panorama leccese, uno dei pi\u00f9 strutturati, presente in molti territori della provincia salentina<\/em><br \/>\n<em>come Guagnano, Carmiano, Veglie, Leverano, Arnesano, Porto Cesareo e Sant\u2019Isidoro prevalentemente nel traffico<\/em><br \/>\n<em>delle sostanze stupefacenti e nelle estorsioni. Oggetto delle mire espansionistiche del clan \u00e8 anche il territorio di\u00a0Gallipoli, un tempo area criminale ad appannaggio esclusivo del clan Padovano, colpito da numerose inchieste giudiziarie e da lotte fratricide.<\/em><br \/>\n<em>170 Cos\u00ec come da indicazioni informalmente assunte.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le articolate investigazioni hanno messo in luce \u201clo svolgimento continuativo e perdurante delle<br \/>\npi\u00f9 tradizionali attivit\u00e0 illecite: dalla pi\u00f9 antica costituita dalle estorsioni171, alla pi\u00f9 remunerativa,<br \/>\nil traffico di droga, per finire alla pi\u00f9 recente, le scommesse clandestine\u201d. Dalle mire egemoniche<br \/>\ndel clan non era sfuggito l\u2019interesse verso vari settori commerciali e imprenditoriali leciti in<br \/>\ncui venivano reimpiegati i proventi illegalmente acquisiti. Ci\u00f2 a ulteriore riprova di come le<br \/>\ncompagini strutturate si stiano evolvendo verso la gestione delle attivit\u00e0 criminali in forma<br \/>\n\u201cimprenditoriale\u201d funzionale al processo di infiltrazione del tessuto economico. L\u2019assunto ha<br \/>\ntrovato conferma in alcune interdittive antimafia adottate, tra i mesi di marzo e aprile 2020,<br \/>\na seguito degli importanti esiti dell\u2019inchiesta \u201cFinal Blow\u201d che ha acclarato cointeressenze<br \/>\ncriminali fra esponenti di vertice del clan PEPE con amministratori e rappresentanti legali di<br \/>\nalcune societ\u00e0 salentine attive nella gestione finanziaria e nel marketing, nel settore pubblicitario<br \/>\ne in quello della vigilanza. Le attivit\u00e0 investigative hanno fatto luce sull\u2019azione intimidatrice<br \/>\nposta in essere da elementi vicini al clan PEPE nei confronti del titolare di una societ\u00e0 che,<br \/>\nper scongiurare il pericolo di ulteriori attentati dinamitardi, aveva stretto un accordo con il<br \/>\nsodalizio allo scopo di mitigare il prezzo della richiesta estorsiva.<br \/>\nLa disarticolazione dei vertici dei clan e dell\u2019intera filiera criminale coinvolta nell\u2019indagine,<br \/>\ncompresi diversi familiari, ha determinato un improvviso vuoto nel sodalizio le cui<br \/>\nconseguenze, complice il lockdown, al momento non sono ancora compiutamente valutabili.<br \/>\nL\u2019inchiesta ha inciso in modo rilevante non solo sugli equilibri del capoluogo ma anche su<br \/>\nquelli di quasi tutti i comuni del nord Salento e delle marine di Melendugno, fino alla zona<br \/>\nneretina e gallipolina, dove il clan legato ai PEPE aveva ormai da tempo allungato il proprio<br \/>\ncontrollo sia per le piazze di spaccio che per alcuni servizi connessi con la movida e il turismo,<br \/>\ncome quello di security e guardiania.<br \/>\nSi riconferma, quindi e ancora una volta, quanto gi\u00e0 emerso in passato tanto dalle attivit\u00e0 di<br \/>\nanalisi quanto da indagini, cio\u00e8 la spiccata vocazione della sacra corona unita leccese verso il<br \/>\nsettore imprenditoriale, testimoniata dalle intuizioni affaristiche di alcuni giovani luogotenenti,<br \/>\ndagli investimenti dei proventi accumulati con la compravendita di droga ed estorsioni, dal<br \/>\ncontrollo delle attivit\u00e0 di security nei locali di intrattenimento, soprattutto nell\u2019area di Gallipoli,<br \/>\ne, infine, dalla gestione del settore ittico al controllo del gaming.<br \/>\nProprio il business dei giochi rappresenta uno dei settori prediletti anche per i clan della<br \/>\nprovincia, come ad esempio quello dei COLUCCIA di Noha di Galatina172 che, sebbene pi\u00f9___<\/p>\n<p><em>171 Ne \u00e8 recente conferma l\u2019esecuzione, ad opera della Polizia di Stato, il 24 Febbraio 2020, di un decreto di fermo di\u00a0indiziato di delitto (p.p. n. 7022\/2019 RGNR, emesso dalla DDA di Lecce) nei confronti di sette soggetti responsabili,\u00a0a vario titolo, dei reati di detenzione e vendita di sostanze stupefacenti del tipo cocaina e marijuana, estorsione in\u00a0concorso, furto aggravato. Tra gli arrestati spicca il nome di uno degli indagati dell\u2019inchiesta \u201cFinal Blow\u201d, ritenuto\u00a0attuale reggente del clan PEPE, accusato di estorsione in concorso, per avere agevolato la restituzione con il sistema<\/em><br \/>\n<em>del cd. \u201ccavallo di ritorno\u201d di un gommone rubato dai suoi sodali.<\/em><br \/>\n<em>172 Attivo nei comuni di Noha di Galatina, Aradeo, Cutrofiano, Neviano e Sogliano Cavour. L\u2019operazione \u201cOff side\u201d\u00a0(2018) ne ha evidenziato la capacit\u00e0 criminale non solo nel lucroso settore degli stupefacenti ma anche nella commissione dei reati di frode sportiva avendo garantito la promozione nel campionato regionale della locale squadra di\u00a0calcio \u201cPro Italia Galatina\u201d. Significativi, al riguardo, gli esiti dell\u2019inchiesta che hanno portato all\u2019emissione dell\u2019interdittiva antimafia nei confronti di un\u2019associazione sportiva, di recente costituzione ma comunque condizionata dal\u00a0predetto clan nella gestione della squadra e del tifo organizzato.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>volte scompaginato dalle inchieste degli ultimi anni e in ultimo indebolito dalla collaborazione<br \/>\ncon la giustizia di un suo noto esponente, si \u00e8 mostrato particolarmente interessato a infiltrare<br \/>\nl\u2019economia legale. \u00c8 del 22 gennaio 2020 l\u2019inchiesta \u201cDirty slot\u201d173, conclusa dalla Guardia di<br \/>\nfinanza di Lecce, che ha individuato un sistema economico illecito dei gaming avente a oggetto<br \/>\nl\u2019organizzazione e la gestione del gioco d\u2019azzardo anche a distanza. Secondo quanto emerso<br \/>\ndall\u2019operazione, il sodalizio, legato non solo ai COLUCCIA ma anche ad alcune frange brindisine<br \/>\ndella sacra corona unita174, gestiva un enorme giro d\u2019affari nel settore delle slot e nella raccolta<br \/>\ndi scommesse di eventi sportivi fatte confluire sulle piattaforme informatiche di bookmaker<br \/>\nesteri privi di concessione statale. Nel dettaglio, il sodalizio di Noha di Galatina \u00e8 \u201crisultato<br \/>\navere una cointeressenza nelle imprese \u2026 partecipando agli utili economici da esse prodotti nel mercato\u00a0del gaming\u201d. \u00c8 emerso che gli indagati esercitavano il gioco d\u2019azzardo consumando reati di<br \/>\nfrode informatica con il contributo dei titolari di esercizi commerciali presso i quali venivano<br \/>\ninstallati i dispositivi elettronici, nonch\u00e9 attraverso la costituzione di aziende \u201csatellite\u201d<br \/>\nintestate a prestanome ai quali imputavano le eventuali contestazioni amministrative e penali<br \/>\ndissimulando il loro diretto coinvolgimento. Dalle evidenze investigative acquisite, inoltre, \u00e8<br \/>\nrisultato il trasferimento del denaro provento dell\u2019attivit\u00e0 illecita presso conti correnti accesi in<br \/>\nalcune banche della Repubblica di San Marino. Sulla base delle indagini espletate, che hanno<br \/>\nportato al sequestro preventivo di beni per un valore di oltre 7 milioni di euro, il Prefetto di<br \/>\nLecce ha emesso numerose interdittive antimafia a carico di societ\u00e0 e ditte operative nelle<br \/>\nattivit\u00e0 di video-giochi e scommesse.175<\/p>\n<p>In tale contesto, rilevano le riflessioni del Questore di Lecce, Andrea Valentino176: \u201c\u2026\u00c8 importante,<br \/>\nin prospettiva, porre attenzione in modo costante all\u2019ambito aziendale e commerciale della provincia,\u00a0ovviamente interessato dalle ripercussioni determinate dall\u2019adozione dei provvedimenti governativi per\u00a0fronteggiare l\u2019emergenza Covid-19. \u00c8 fondamentale monitorare continuamente la situazione, non solo\u00a0sviluppando al massimo l\u2019attivit\u00e0 informativa, soprattutto tenendo contatti con le associazioni di categoria,\u00a0ma anche elaborando ogni possibile notizia che dovesse emergere dalle abituali attivit\u00e0 investigative, in\u00a0modo da poter cogliere immediatamente quei cambiamenti o altri alert che possono celare interventi della\u00a0criminalit\u00e0 organizzata pronta a cogliere le difficolt\u00e0 del momento di imprenditori e commercianti\u2026\u201d.<br \/>\nNella strategica ricerca di pi\u00f9 ampi margini di consenso, la criminalit\u00e0 organizzata salentina<br \/>\nestende i propri tentacoli del malaffare non solo nel tessuto socio economico ma anche in quello___<\/p>\n<p><em>173 OCCC n. 6447\/17 RGNR-59\/17 RG DDA, emessa il 17 gennaio 2020 nei confronti di n. 6 soggetti e alla sottoposizione agli obblighi di PG di ulteriori 42 per i reati di cui all\u2019articolo 416 bis c.p., nonch\u00e9 per reati inerenti all\u2019esercizio\u00a0abusivo del gioco d\u2019azzardo.<\/em><br \/>\n<em>174 Fra gli indagati anche un elemento affiliato al clan CAMPANA di Mesagne (BR).<\/em><br \/>\n<em>175 La consolidata capacit\u00e0 imprenditoriale del sodalizio COLUCCIA era gi\u00e0 emersa anche dagli esiti giudiziari dell\u2019inchiesta \u201cLabirinto\u201d (luglio 2018) nei confronti di n. 33 soggetti, tra i quali n. 5 albanesi, accusati a vario titolo di associazione di tipo mafioso, traffico e spaccio di stupefacenti, estorsione, rapina, detenzione illegale di armi, favoreggiamento, intimidazioni nei confronti di commercianti ed imprenditori, condotta dai Carabinieri. Nel documentare<\/em><br \/>\n<em>l\u2019operativit\u00e0 criminale dei RIZZO e dei POLITI, appartenenti al clan TORNESE, l\u2019inchiesta acclarava la posizione\u00a0concorrenziale nell\u2019ambito dei giochi illeciti, di due gruppi imprenditoriali, quello dei DE LORENZIS, \u201cespressione\u00a0del clan PADOVANO di Gallipoli (LE)\u201d, e quello dei MARRA, vicino al clan COLUCCIA. Quest\u2019ultimo, in particolare,\u00a0per l\u2019installazione delle macchinette da gioco, era costretto al pagamento del c.d \u201cpensiero di Pasqua\u201d alla frangia del\u00a0clan TORNESE, facente capo ai RIZZO.<\/em><br \/>\n<em>176 Cos\u00ec come da indicazioni informalmente assunte.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>della pubblica amministrazione. A tal proposito, \u00e8 lo stesso Procuratore Distrettuale di Lecce177, a<br \/>\nevidenziare come, da un lato, i sodalizi ricorrano ad \u201c\u2026affiliazioni e rituali verso gli strati pi\u00f9 umili e\u00a0giovani della popolazione, dall\u2019altro stringono accordi con il mondo dell\u2019imprenditoria, della politica e delle\u00a0professioni venendo ricambiati dalla parte meno sana di tali ambienti, facilmente affascinati, al di l\u00e0 di un\u00a0diffuso atteggiamento culturale di indulgenza, dalla possibilit\u00e0 di avvalersi dei servizi dell\u2019organizzazione\u00a0mafiosa per resistere alla forte crisi economica indotta da ragioni di mercato, da catastrofi naturali (vedi\u00a0epidemia di xilella) e oggi dalla pandemia da Covid 19; il complesso di queste circostanze \u00e8 oggi in grado\u00a0di portare ad un pericoloso ampliamento della cd. \u201czona grigia\u201d. E ancora, \u00e8 \u201c\u2026fonte di preoccupazione e\u00a0di costante attenzione investigativa la constatata diffusione sul territorio di iniziative di vari candidati ad\u00a0elezioni amministrative volte a contattare i locali esponenti della criminalit\u00e0 organizzata per ottenere dagli\u00a0stessi sostegno elettorale; invero tale pratica, che costituisce certamente un vulnus ai principi costituzionali<br \/>\ndi diritto e partecipazione del cittadino alla vita democratica, \u00e8 purtroppo risultata talmente diffusa, in capo\u00a0ad alcuni candidati nelle passate tornate elettorali, da non risultare neppure pienamente compresa nel suo\u00a0pieno disvalore morale oltre che penale\u2026\u201d<\/p>\n<p>Su questo piano, l\u2019interesse criminale nei confronti della cosa pubblica \u00e8 confermato dallo<br \/>\nscioglimento del Comune di Scorrano, avvenuto con DPR del 20 gennaio 2020, essendo<br \/>\nemerse forme di ingerenze da parte del clan AMATO178 riconducibile al clan TORNESE di<br \/>\nMonteroni di Lecce, che hanno compromesso il buon andamento e l\u2019imparzialit\u00e0 dell\u2019attivit\u00e0<br \/>\ncomunale, come rilevato dall\u2019inchiesta \u201cTornado\u201d 179 coordinata dalla DDA di Lecce e conclusa<br \/>\ndai Carabinieri il 24 giugno 2019. Il quadro investigativo ha evidenziato, altres\u00ec, la presenza<br \/>\ntra i dipendenti comunali di un elemento vicino al clan COLUCCIA, per i cui comportamenti<br \/>\nriottosi il dirigente dell\u2019Amministrazione comunale di Scorrano aveva espresso il preciso<br \/>\nintento di risolvere \u201cil problema attraverso il canale della criminalit\u00e0 organizzata e non, come tra<br \/>\nl\u2019altro sarebbe auspicabile da parte di un esponente delle istituzioni pubbliche, attraverso quello della\u00a0giustizia\u201d.<\/p>\n<p>Nello stesso contesto si inseriscono alcuni provvedimenti interdittivi del Prefetto di<br \/>\nLecce nei confronti di imprese ritenute infiltrate dalla criminalit\u00e0 organizzata.<br \/>\nPer quanto attiene al restante territorio provinciale, a Nard\u00f2 e Galatone operano alcuni<br \/>\npluripregiudicati epigoni di boss ergastolani della frangia neretina della sacra corona unita, che<br \/>\ncontrollano il mercato delle sostanze stupefacenti e il racket estorsivo, in particolare, sulle<br \/>\n\u201cmarine\u201d dove si avverte l\u2019influenza dei clan del capoluogo.___<\/p>\n<p><em>177 Sempre come informalmente dichiarato.<\/em><br \/>\n<em>178 Inserito \u201cnon solo nel contesto sociale ma anche in quello politico del Comune di Scorrano\u201d, come emerso dagli esiti dell\u2019inchiesta \u201cTornado\u201d, di seguito ricordata. \u00c8 attivo anche a Maglie, Otranto, Sanarica, San Cassiano, Poggiardo e Santa\u00a0Cesarea Terme, nel traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, estorsioni ed il recupero crediti con metodi violenti<\/em><br \/>\n<em>mediante l\u2019utilizzo di armi ed esplosivo. Il 10 giugno 2020 il GUP del Tribunale di Lecce ha condannato, con rito\u00a0abbreviato, alla pena di anni 19 e mesi 4 di reclusione, un pregiudicato responsabile dell\u2019omicidio, avvenuto il 25\u00a0aprile 2019, di un elemento del clan AMATO.<\/em><br \/>\n<em>179 Eseguita nel giugno 2019 dai Carabinieri nei confronti di n. 36 soggetti, accusati, a vario titolo, di aver fatto parte di\u00a0un\u2019associazione di tipo mafioso finalizzata al traffico e allo spaccio di stupefacenti, estorsione, sequestro di persona,\u00a0minacce, danneggiamento a seguito d\u2019incendio e detenzione abusiva di armi, munizioni ed esplosivi.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nell\u2019area di Casarano, dopo alcuni recenti fatti di sangue180, l\u2019attivit\u00e0 criminale si \u00e8 frammentata<br \/>\ntra pi\u00f9 gruppi composti da ex appartenenti al clan POTENZA-MONTEDORO tuttora in lotta<br \/>\ntra loro per l\u2019egemonia sul territorio.<br \/>\nIl territorio di Parabita, la cui Amministrazione \u00e8 stata sciolta nel 2017 per infiltrazione<br \/>\nmafiosa181 a seguito delle risultanze dell\u2019operazione \u201cColtura\u201d (2015) contro il clan GIANNELLI,<br \/>\nnon sembra subire l\u2019operativit\u00e0 di alcuna alleanza criminale.<br \/>\nCon riferimento al comune di Taurisano, da sempre feudo della famiglia SCARLINO, una<br \/>\nrecente interdittiva antimafia emessa dal Prefetto di Lecce ha interessato un\u2019azienda attiva<br \/>\nnell\u2019assistenza socio sanitaria riconducibile a soggetti contigui al clan predetto.<br \/>\nIl mercato delle sostanze stupefacenti182, oltre alle attivit\u00e0 estorsive, continua ad essere il core<br \/>\nbusiness delle organizzazioni criminali anche in concorso con narcotrafficanti albanesi.<br \/>\nNel panorama criminale leccese, inoltre, riscontri investigativi del semestre hanno accertato<br \/>\nl\u2019ingente disponibilit\u00e0 di armi delle consorterie locali. L\u2019inchiesta \u201cEfesto\u201d183, ad esempio,<br \/>\navviata a seguito di un controllo amministrativo finalizzato a verificare la regolare detenzione<br \/>\ndelle armi, ha evidenziato le responsabilit\u00e0 di due degli indagati che avevano dolosamente<br \/>\nimmesso nel circuito clandestino n.18 armi da fuoco complete di munizionamento.<br \/>\nNella provincia si sono registrati attentati incendiari e danneggiamenti in danno di beni<br \/>\nmobili e immobili nella disponibilit\u00e0 di imprenditori, artigiani e amministratori pubblici184.<br \/>\nParticolarmente colpito risulta il Comune di Cavallino, dove si sono verificati, gi\u00e0 dalla fine<br \/>\ndel 2019, numerosi atti intimidatori perpetrati con l\u2019uso di ordigni ad alto potenziale e colpi<br \/>\ndi kalashnikov in pregiudizio di attivit\u00e0 commerciali. Tutti segnali che portano ad ipotizzare<br \/>\nuna recrudescenza dell\u2019attivit\u00e0 estorsiva che, almeno inizialmente, sembrerebbe aver trovato<br \/>\nforme di resistenza nel tessuto socio-economico.<br \/>\nLa costa leccese continua ad essere interessata dall\u2019immigrazione clandestina185 nel cui ambito<br \/>\nresta sostanzialmente immutato il modus operandi utilizzato dalle organizzazioni criminali<br \/>\ntransnazionali, per trasportare, prevalentemente dai litorali greci e turchi con potenti gommoni<br \/>\ne imbarcazioni a vela, i migranti nel territorio italiano attraverso il Canale d\u2019Otranto. Il luogo<br \/>\ndi approdo d\u2019elezione degli scafisti \u00e8 la costa del basso Adriatico, segnatamente il litorale che<br \/>\nda San Cataldo si estende fino Santa Maria di Leuca con saltuari sbarchi sulle coste Joniche.<\/p>\n<p><em>180 Nell\u2019 ottobre 2019 i Carabinieri di Casarano hanno eseguito un decreto di fermo emesso dalla DDA di Lecce nei confronti di un pregiudicato del clan MONTEDORO, ritenuto autore materiale di un tentato omicidio, nonch\u00e9 responsabile di altri episodi di sangue delittuosi verificatisi nel 2016, quali l\u2019omicidio e il tentato omicidio, rispettivamente,\u00a0di un boss del clan POTENZA (ottobre 2016) e di un suo affiliato (novembre 2016).<\/em><br \/>\n<em>181 Con DPR del 16 febbraio 2017.<\/em><br \/>\n182 Numerosi sono stati gli arresti, in flagranza di reato, per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti, con contestuali<br \/>\nsequestri, talvolta, di ingenti quantitativi. Da rilevare che tra gli arrestati figurano anche soggetti albanesi accusati di<br \/>\ndetenzione e traffico internazionale di sostanze stupefacenti.<br \/>\n183 Il 10 febbraio 2020 la Polizia di Stato ha eseguito l\u2019OCCC n. 7811\/2018 RGNR-78\/20 RG GIP-15\/20 RMCP, emessa<br \/>\nil 3 febbraio 2020 dal GIP del Tribunale di Lecce nei confronti di n. 6 soggetti responsabili di traffico clandestino di<br \/>\narmi da fuoco e relativo munizionamento, danneggiamento ed estorsione.<br \/>\n184 Come avvenuto il 1\u00b0 febbraio 2020, con l\u2019esplosione di un ordigno nei pressi di un immobile di propriet\u00e0 del Sindaco<br \/>\ndi un comune in provincia di Lecce.<br \/>\n185 Nel corso di distinte operazioni di polizia, sono stati rintracciati numerosi migranti, tra cui diversi minori, anche non<br \/>\naccompagnati, prevalentemente di etnia pakistana ma anche curdi, iracheni, iraniani e siriani. Sono stati individuati anche alcuni scafisti<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2021\/02\/25\/la-provincia-di-lecce-monitorata-dalla-direzione-investigativa-antimafia\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2021\/02\/25\/la-provincia-di-lecce-monitorata-dalla-direzione-investigativa-antimafia\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Rdl)______La Direzione Investigativa Antimafia ha reso noto questa mattina la relazione semestrale al Parlamento riguardante il primo semestre del 2020. 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