{"id":180254,"date":"2021-03-13T14:42:20","date_gmt":"2021-03-13T13:42:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=180254"},"modified":"2021-03-13T16:05:56","modified_gmt":"2021-03-13T15:05:56","slug":"il-sen-paragone-a-lecce-presenta-il-movimento-politico-italexit-intervista-di-valerio-melcore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2021\/03\/13\/il-sen-paragone-a-lecce-presenta-il-movimento-politico-italexit-intervista-di-valerio-melcore\/","title":{"rendered":"IL SEN. PARAGONE A LECCE PRESENTA IL MOVIMENTO POLITICO ITALEXIT &#8211; Nel video l&#8217;intervista di Valerio Melcore"},"content":{"rendered":"<p><strong>PER VEDERE IL VIDEO CLICCARE SULLA FOTO<\/strong>_______<br \/>\nIeri sera presso l&#8217;Hotel Hilton il senatore Paragone ha presentato il Movimento Politico Italexit davanti una folta platea nel pieno rispetto delle distanze di sicurezza..<br \/>\nFinita la conferenza ha risposto alle domande che i giornalisti gli hanno posto.<br \/>\nPer Leccecronaca.it i lavori sono stati seguiti da Valerio Melcore il quale gli ha chiesto come sia possibile fare certe battaglie in un paese come l&#8217;Italia dove i media sono asserviti ai vecchi partiti o all&#8217;alta finanza. Nell&#8217;intervista la risposta del Senatore Gianluigi Paragone gi\u00e0 giornalista e conduttore della nota trasmissione televisiva la Gabbia.<br \/>\nQui in basso una sintesi di quello che \u00e8 il programma politico.<br \/>\nNo Europa per l\u2019Italia \u2013 Italexit con Paragone \u00e8 il partito di chi vuole liberare il nostro Paese dalla gabbia dell\u2019Unione europea e della moneta unica.<br \/>\nGli italiani si meritano un\u2019Italia forte, libera e indipendente, che recuperi la propria sovranit\u00e0 e sia di nuovo capace di autodeterminarsi. Di fronte al fallimento del neoliberismo e della globalizzazione sfrenata, ora pi\u00f9 che mai \u00e8 necessario un radicale cambio di paradigma. C\u2019\u00e8 da cancellare gli effetti nefasti degli ultimi trent\u2019anni di politiche antipopolari e ricostruire una societ\u00e0 all\u2019insegna dei diritti e dei valori della nostra Costituzione. Queste sono le nostre parole d\u2019ordine per un\u2019Italia che si desti dal torpore e sappia affrontare le sfide dei tempi a venire. Sar\u00e0 una strada dura, ma con l\u2019aiuto di tutti ce la faremo. Riprendiamoci l\u2019Italia!<\/p>\n<p><b>RECUPERARE LA SOVRANIT\u00c0 MONETARIA\u00a0<\/b><\/p>\n<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n<div class=\"elementor-row\">\n<div class=\"elementor-element elementor-element-66c7f46d elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column\" data-id=\"66c7f46d\" data-element_type=\"column\">\n<div class=\"elementor-column-wrap elementor-element-populated\">\n<div class=\"elementor-widget-wrap\">\n<div class=\"elementor-element elementor-element-5befb09a elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"5befb09a\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n<div class=\"elementor-widget-container\">\n<div class=\"elementor-text-editor elementor-clearfix\">\n<h4>La sovranit\u00e0 monetaria \u00e8 la base dell\u2019indipendenza di una nazione: un Paese che sceglie di rinunciarvi sceglie di mettere il proprio futuro nelle mani dei \u201cmercati\u201d, cio\u00e8 dei grandi potentati finanziari. Come dimostra la crisi profondissima in cui versa il Paese da anni, senza sovranit\u00e0 monetaria l\u2019Italia non sar\u00e0 mai in grado di rimettersi in piedi. Al recupero della sovranit\u00e0 monetaria si deve aggiungere una rivoluzione copernicana nel concepire la finanza pubblica. Questa non pu\u00f2 pi\u00f9 essere asservita a vincoli arbitrari stabiliti da entit\u00e0 sovranazionali prive di legittimit\u00e0 democratica, bens\u00ec deve porsi una serie di obiettivi concreti da raggiungere. Solo con una politica monetaria e fiscale al servizio delle esigenze della societ\u00e0 italiana, la spesa e gli investimenti pubblici diventano funzionali a una prospettiva di crescita e sviluppo. Nella consapevolezza che un Paese in possesso della sovranit\u00e0 monetaria non deve preoccuparsi della carenza di denaro ma soltanto di impiegare al meglio tutti i fattori produttivi, \u00e8 essenziale, perch\u00e9 lo Stato possa farsi realmente strumento per la realizzazione dei bisogni e delle ambizioni del nostro popolo, sia lasciarsi alle spalle una fiscalit\u00e0 opprimente e invasiva, sia perseguire con nettezza le forme peggiori di evasione e ricostruire la progressivit\u00e0 dell\u2019imposizione fiscale.<\/h4>\n<ul>\n<li><b>RESTITUIRE AGLI ITALIANI CI\u00d2 CHE \u00c8 LORO\u00a0<\/b><\/li>\n<\/ul>\n<h4>A fare la fortuna dell\u2019Italia nel secondo dopoguerra fu il connubio della piccola e media impresa con le banche pubbliche, la grande industria di Stato e la pubblica amministrazione (istruzione, trasporti, sanit\u00e0 ecc.). Negli ultimi decenni tutte queste realt\u00e0 faticosamente costruite con soldi pubblici \u2013 cio\u00e8 con la ricchezza di tutti \u2013 sono state progressivamente privatizzate. Persino dei monopoli naturali come la rete autostradale e le reti energetiche sono stati smembrati e consegnati nelle mani di spregiudicati \u201cprenditori\u201d, che ne hanno ricavato rendite e profitti a scapito della qualit\u00e0 e dei costi dei servizi, dunque a scapito di tutta la collettivit\u00e0. \u00c8 ora di restituire al popolo ci\u00f2 che \u00e8 suo, riportando questi settori sotto il controllo pubblico.<\/h4>\n<ul>\n<li><b>UN PIANO DI RINASCITA INDUSTRIALE\u00a0<\/b><\/li>\n<\/ul>\n<h4>Il nostro Paese deve tornare a essere un\u2019orgogliosa potenza industriale, che scommetta su qualit\u00e0 e innovazione per competere efficacemente sul piano internazionale. Allo Stato spetta un ruolo da protagonista in questo processo, non soltanto attraverso partecipazioni dirette al nuovo tessuto produttivo ma anche sostenendo adeguatamente il sistema della ricerca che traina l\u2019innovazione tecnologica. \u00c8 importante chiarire che l\u2019espansione dell\u2019industria pubblica \u00e8 anche il presupposto di un settore privato dinamico e competitivo: non \u00e8 un caso che storicamente sia stata la politica industriale a determinare un significativo indotto \u201ca cascata\u201d sulle piccole e medie imprese, facendo da volano anche agli investimenti privati. A questo scopo \u00e8 inoltre necessario snellire gli oneri burocratici a carico delle aziende e dei professionisti, mettendo a disposizione delle imprese un sistema efficace che si lasci alle spalle inefficienze e cavillosit\u00e0 amministrative. Pi\u00f9 in generale, bisogna ripartire dalla consapevolezza per cui il tessuto produttivo di un Paese pu\u00f2 fiorire solo laddove lo Stato intervenga per creare un circolo economico virtuoso, anche attraverso la promozione della piena e buona occupazione e il sostegno alla domanda interna.<\/h4>\n<ul>\n<li><b>PER LA SOVRANIT\u00c0 ALIMENTARE\u00a0<\/b><\/li>\n<\/ul>\n<h4>Proporre un modello alternativo alla globalizzazione sfrenata significa innanzitutto contrastare la logica mercantilista che distrugge la domanda interna e impone alle nostre aziende di rivolgersi al mercato estero. Questo fenomeno \u00e8 particolarmente evidente nel settore primario: le eccellenze enogastronomiche che il mondo ci invidia sono diventate negli anni sempre meno ordinarie sulle tavole degli italiani. Sono state rimpiazzate da prodotti di bassa qualit\u00e0 e materie prime importate che, non dovendo sottostare a regolamenti e controlli, strozzano gli agricoltori e gli allevatori nostrani e li costringono a una competizione al ribasso che non si pu\u00f2 e non si deve sostenere. Un\u2019Italia che voglia davvero dirsi sovrana deve essere in grado di garantirsi la sovranit\u00e0 alimentare. Cosa che naturalmente non significa rifugiarsi in un\u2019anacronistica autarchia, bens\u00ec sostenere le imprese del settore e far s\u00ec che gli italiani siano i primi a poter beneficiare dei frutti della propria terra.<\/h4>\n<ul>\n<li><b>LAVORO PER TUTTI\u00a0\u00a0<\/b><\/li>\n<\/ul>\n<h4>Impossibile? Solo se si crede che il lavoro sia solo quello creato dal settore privato. Ovviamente quest\u2019ultimo ha un ruolo cruciale da giocare in un\u2019economia dinamica, ma i processi di automazione e di robotizzazione implicano che saranno sempre meno i lavori che il settore privato sar\u00e0 in grado di offrire. Dobbiamo dunque rassegnarci alla disoccupazione o al massimo a ricevere un reddito di sussistenza dallo Stato? Assolutamente no. Infatti non solo siamo drammaticamente a corto di organico nei tradizionali settori pubblici, in particolare sanit\u00e0 e istruzione, ma esistono un\u2019infinit\u00e0 di lavori potenziali \u2013 e assolutamente necessari \u2013 da creare nei campi della riconversione ecologica, dell\u2019urbanistica, delle infrastrutture, dell\u2019assistenza sociale oltre che nei nuovi distretti industriali da lanciare. Va da s\u00e9 che molti di questi lavori, poich\u00e9 richiedono cospicui investimenti che non garantiscono utili monetari nell\u2019immediato ma offrono grandi \u201cutili sociali\u201d, pu\u00f2 crearli solo lo Stato. Una buona e piena occupazione \u00e8 possibile ed \u00e8 necessaria allo scopo di rilanciare la domanda interna, ripristinando il circolo virtuoso fra pubblico e privato che \u00e8 stato distrutto dall\u2019ideologia neoliberista.<\/h4>\n<ul>\n<li><b>I CONFINI NAZIONALI, BALUARDO DELL\u2019AUTODETERMINAZIONE\u00a0<\/b><\/li>\n<\/ul>\n<h4>I confini nazionali sono qualcosa di imprescindibile per la definizione stessa di Stato: averne un controllo capillare non pu\u00f2 che essere una priorit\u00e0 per una politica degna di questo nome. La regolazione dei flussi migratori \u00e8 necessaria innanzitutto per tutelare la coesione sociale di un Paese. Se \u00e8 vero che nei momenti di crescita un\u2019immigrazione \u2013 ben modulata \u2013 costituisce una risorsa preziosa, non c\u2019\u00e8 dubbio che durante le contrazioni del ciclo economico questa possa innescare drammatiche conseguenze sociali. Vale poi la pena soffermarsi su una riflessione: sebbene uno Stato d\u2019arrivo che disponga della sovranit\u00e0 monetaria abbia tutti gli strumenti per garantire la piena occupazione e possa trarre il massimo profitto dal processo migratorio, gli Stati di partenza rimangono comunque piagati dal dramma dell\u2019emigrazione di massa. Questi Paesi, perlopi\u00f9 vittime del giogo neocoloniale, vengono in questo modo depauperati dell\u2019unica ricchezza rimasta a loro disposizione: i giovani. Oggi la lotta per l\u2019autodeterminazione dei popoli passa proprio attraverso il controllo dei confini, esercitato nei confronti di merci, persone e capitali. Gestirli accuratamente non significa solo salvaguardare le identit\u00e0 e le culture nazionali, ma vuol dire soprattutto difendere l\u2019insindacabile diritto di tutti gli uomini di poter vivere nel proprio Paese. Al controllo dei confini deve accompagnarsi l\u2019impegno per la massima integrazione possibile degli stranieri che lavorano nel nostro Paese, a tutela sia degli immigrati che della costruzione di un mercato del lavoro trasparente e non duale, coerente con l\u2019obiettivo della piena occupazione.<\/h4>\n<ul>\n<li><b>SULLA SALUTE NON SI LUCRA\u00a0<\/b><\/li>\n<\/ul>\n<h4>\u00c8 prioritario invertire la rotta del processo ventennale di smantellamento del Servizio sanitario nazionale (SSN). Bisogna dire basta a esternalizzazioni, privatizzazioni e sovvenzioni alla sanit\u00e0 privata per rilanciare con vigore quella pubblica. Va ripristinato il diritto a cure gratuite di alta qualit\u00e0 per tutti i cittadini su tutto il territorio nazionale, non solo come sacrosanto principio etico e costituzionale ma anche come necessit\u00e0 di sicurezza nazionale. \u00c8 proprio di fronte alle emergenze infatti che si manifesta tutta l\u2019importanza di un sistema di salute pubblica, vera spina dorsale su cui si regge l\u2019intera societ\u00e0. A tutto questo si deve affiancare una riflessione pi\u00f9 ampia circa gli innumerevoli impatti sulla salute di un sistema che ha messo per troppi anni il profitto davanti a ogni altro valore. Fra le tante scelte figlie di questa logica che rischiano di rivelarsi nocive per l\u2019interesse comune, ne \u00e8 emersa soprattutto una negli ultimi anni: l\u2019adozione acritica da parte del nostro Paese delle infrastrutture telecomunicative 5G. Una scelta sconsiderata e imprudente che fa scempio di qualsivoglia principio precauzionale sia in termini di salute pubblica che di collocazione geostrategica. Altra questione cruciale e volutamente esclusa dal dibattito politico \u00e8 quella dell\u2019obbligatoriet\u00e0 vaccinale: temi di questo calibro non possono essere risolti solo attraverso le imposizioni di uno scientismo ideologico e totalitario, dietro al quale spesso e volentieri si nascondono grandi interessi economici. Su questo cos\u00ec come su altri temi delicati bisogna rilanciare una sana dialettica che sappia coinvolgere l\u2019opinione pubblica in una riflessione aperta sugli aspetti scientifici, giuridici ed etici di queste tematiche.<\/h4>\n<ul>\n<li><b>UN APPROCCIO RADICALE ALLA CRISI AMBIENTALE\u00a0<\/b><\/li>\n<\/ul>\n<h4>La crisi ambientale che stiamo affrontando a livello planetario \u00e8 una delle conseguenze pi\u00f9 disastrose della globalizzazione sfrenata. Per uscirne occorre adottare nuovi paradigmi che scalzino il dogma economicista e riportino al centro il benessere collettivo, prestando particolare attenzione alla salvaguardia di tutto il patrimonio naturale, da quello paesaggistico a quello boschivo, in modo da poterlo tramandare alle future generazioni. Coniugare le esigenze ecologiste a tutela dell\u2019ambiente con quelle sociali a tutela del lavoro \u00e8 una sfida complessa che pu\u00f2 essere affrontata soltanto da uno Stato che disponga della sovranit\u00e0 monetaria. Serve quindi sviluppare una visione strategica lungimirante e pianificare una politica industriale che porti alla costruzione di un innovativo tessuto produttivo che sia realmente ecosostenibile. Mentre oggi il costo dell\u2019improrogabile transizione ecologica viene regolarmente scaricato sulle spalle delle fasce pi\u00f9 fragili della popolazione, occorre acquisire la consapevolezza che questo rinnovamento in chiave verde pu\u00f2 rappresentare, anche attraverso un vero e proprio piano del lavoro ambientale, il volano per rilanciare uno sviluppo finalmente sostenibile che traini la crescita e migliori davvero le condizioni di vita di tutti i cittadini.<\/h4>\n<ul>\n<li><b>OLTRE LA UE, PER UNA REALE COLLABORAZIONE EUROPEA\u00a0<\/b><\/li>\n<\/ul>\n<h4>\u00c8 ormai sotto gli occhi di tutti come il processo di integrazione economica europea, lungi dal promuovere \u00abun\u2019unione sempre pi\u00f9 stretta tra i popoli dell\u2019Europa\u00bb, abbia enormemente acuito le divergenze intraeuropee, causando una diffusa devastazione sociale e fomentando sentimenti di rivalit\u00e0 tra Stati che non si vedevano dai tempi della seconda guerra mondiale. Questo rappresenta un ostacolo alla cooperazione multilaterale tra Paesi europei su temi cruciali quali la geopolitica, la gestione dei fenomeni migratori e la questione climatica. Abbandonare la moneta unica non comprometterebbe questo tipo di cooperazione; al contrario, mettere i singoli Stati nelle condizioni di poter tornare a operare nell\u2019interesse dei cittadini rappresenta la <em>conditio sine qua non<\/em> per il rinnovamento del progetto europeo su basi radicalmente diverse, cio\u00e8 sulla libera cooperazione tra i popoli d\u2019Europa fondata sul rispetto delle prerogative sovrane e democratiche di ciascun Paese. Solo in quest\u2019ottica \u00e8 possibile reimmaginare l\u2019Europa come uno spazio di pace, di cooperazione e di democrazia, ma anche di rispetto della pluralit\u00e0 e della diversit\u00e0 delle varie comunit\u00e0 nazionali e dei vari sistemi economici e produttivi.<\/h4>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2021\/03\/13\/il-sen-paragone-a-lecce-presenta-il-movimento-politico-italexit-intervista-di-valerio-melcore\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2021\/03\/13\/il-sen-paragone-a-lecce-presenta-il-movimento-politico-italexit-intervista-di-valerio-melcore\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PER VEDERE IL VIDEO CLICCARE SULLA FOTO_______ Ieri sera presso l&#8217;Hotel Hilton il senatore Paragone ha presentato il Movimento Politico Italexit davanti una folta platea nel pieno rispetto delle distanze di sicurezza.. 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