{"id":180418,"date":"2021-03-17T00:03:24","date_gmt":"2021-03-16T23:03:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=180418"},"modified":"2021-03-16T19:05:58","modified_gmt":"2021-03-16T18:05:58","slug":"pietre-miliari-del-rock-riascoltando-lalbum-2-del-1999-del-gruppo-californiano-the-black-heart-procession","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2021\/03\/17\/pietre-miliari-del-rock-riascoltando-lalbum-2-del-1999-del-gruppo-californiano-the-black-heart-procession\/","title":{"rendered":"PIETRE  MILIARI DEL ROCK \/ RIASCOLTANDO &#8220;2&#8221;  DEL 1999, DEL GRUPPO CALIFORNIANO The Black Heart Procession"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-180419\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/bhp-1.jpg\" alt=\"\" width=\"970\" height=\"412\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/bhp-1.jpg 970w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/bhp-1-300x127.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/bhp-1-768x326.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 970px) 100vw, 970px\" \/>di <strong>Roberto Molle<\/strong>______<\/p>\n<p>Guardarsi dentro, nel profondo, pu\u00f2 essere un\u2019esperienza affascinante e dolorosa allo stesso tempo. Mettersi a nudo comporta un sacrificio enorme, vuol dire liberarsi dagli inganni del quotidiano e dalle menzogne che soffocano la verit\u00e0.<\/p>\n<p>La musica pu\u00f2 essere d\u2019aiuto in questo viaggio introspettivo. Il suo essere eterea e non palpabile le permette di modellarsi attorno agli stati d\u2019animo. La musica s\u2019insinua nel pensiero, tra i sentimenti, fornendo uno sfondo dove poter distendere le malinconie.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ci sono dischi (e non sono tanti nella storia del rock) capaci di assorbire ogni spettro dell\u2019energia emanata dal proprio autore e rilasciarla all\u2019ascoltatore catapultato dentro una sorta di camera anecoica emozionale.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-180420\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/bhp-vinile.jpg\" alt=\"\" width=\"1280\" height=\"1280\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/bhp-vinile.jpg 1280w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/bhp-vinile-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/bhp-vinile-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/bhp-vinile-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/bhp-vinile-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/bhp-vinile-60x60.jpg 60w\" sizes=\"(max-width: 1280px) 100vw, 1280px\" \/><\/p>\n<p>Uno di questi si chiama semplicemente \u201c<strong>2<\/strong>\u201d, pubblicato nel 1999 da una delle band pi\u00f9 interessanti della scena alt-rock di San Diego (California):\u00a0<strong>The Black Heart Procession<\/strong>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-180421\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Bhp2.jpg\" alt=\"\" width=\"2056\" height=\"700\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Bhp2.jpg 2056w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Bhp2-300x102.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Bhp2-1024x349.jpg 1024w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Bhp2-768x261.jpg 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Bhp2-1536x523.jpg 1536w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Bhp2-2048x697.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 2056px) 100vw, 2056px\" \/><\/p>\n<p>Il suo mood \u00e8 commovente, elegiaco e allo stesso tempo di una bellezza disarmante.<\/p>\n<p>Undici brani di straordinario intimismo, capaci di proiettare l\u2019ascoltatore in una dimensione quasi autistica, dove il mondo circostante si eclissa al cospetto di un sole nero.<\/p>\n<p>Sonorit\u00e0 che affondano le radici dentro anni di country, folk, blues, elettronica, legati da un gusto per gli arrangiamenti di grande eleganza. Quello che avviene per i Black Heart Procession \u00e8 una sorta di sperimentazione ludica, cercando di tirar fuori suoni nuovi da strumenti \u2018vecchi\u2019.<\/p>\n<p>Cronologicamente (The Black Heart Procession), sono collocabili nella grande esperienza del rock &#8220;intellettuale&#8221; degli anni novanta, ma la loro musica sfugge a una definizione netta, precisa. E questo la dice lunga sulla qualit\u00e0 del gruppo, capace di coniare un linguaggio originale, perfettamente distinguibile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>The Black Heart Procession si costituiscono nel 1997 come progetto parallelo di due membri dei \u201cThree Mile Pilot\u201d (altra storica band di San Diego): il cantante Pall Jenkins e il tastierista Tobias Nathaniel. Di l\u00ec a poco entrer\u00e0 in formazione Mario Rubalcaba alla batteria e il gruppo nel 1998, dar\u00e0 alle stampe il primo album (ispirato al songwriting noir) dal titolo &#8220;1&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Chii scrive si \u00e8 invaghito prima del terzo album dei Black Heart Procession (quel \u201c3\u201d pubblicato nel 2000 che segner\u00e0 la fine degli album col titolo cronologico, arriveranno poi \u201cAmore del tropico\u201d, \u201cThe Spell\u201d, \u201cSix\u201d, pi\u00f9 altri EP), per poi innamorarsi di \u201c2\u201d perdutamente.<\/p>\n<p>Inserire il cd nel lettore e inforcare le cuffie aiuta a rievocare sensazioni cristallizzate per pi\u00f9 di vent\u2019anni. Parte il primo brano, \u201cThe Waiter #2\u201d, e la magia si materializza: un vento cosmico spira tra ululati lontanissimi e frammenti elettronici disintegrati, poi rintocchi leggeri di piano prendono la scena, scanditi da battiti che riecheggiano nella notte. Il groove \u00e8 dolente, la musica scheletrica, essenziale, oscura; un\u2019atmosfera gelida avvolge tutto. Dentro un paesaggio in bianco e nero del negativo di uno scatto fotografico risuona la voce abulica di Pall Jenkins che declama lentamente parole pregne di un pathos che regala fitte al cuore. Tutto si consuma in quattro minuti, il brano si spegne con la stessa rarefatta eleganza con cui era iniziato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il silenzio tra i solchi conduce a \u201cBlue Tears\u201d, una processione che avanza tra suoni di strumenti cos\u00ec lontani dalle atmosfere umbratili del disco: un accordion, un organetto e una tromba, allineati in un valzer onirico che si fa epico e struggente, capace di far ridere e piangere. Impossibile restare indifferenti a quella che si presenta come una ballata spettrale, si resta sospesi nel dubbio di essere al cospetto di un elogio funebre o a una dichiarazione d\u2019amore. \u201cA light So Dim\u201d entra in sordina, annunciata da rintocchi destrutturati. Un trip-hop acustico accompagnato da possenti note di pianoforte diluito lungo sette minuti che scorrono senza pesare, tanta \u00e8 la dolcezza che ne scaturisce. Un flusso che culla come una risacca marina e si dissolve inquietante tra nebulose elettroniche.<\/p>\n<p>Quindi \u00e8 la volta di \u201cYour Church Is Red\u201d, un organo crepuscolare accompagna il sussurro di Jenkins ricamato da scintille di chitarra. Poi, una pallida luna eclissa un sole al tramonto in \u201cWhen We Reach The Hill\u201d. Solo il freddo suono di un moog e un giro scarno di chitarra acustica ad accompagnare la desolata voce di Pal Jenkins che si muove nell\u2019oscurit\u00e0 come un bardo esiliato.<\/p>\n<p>Un vento di gelida elettronica spira tra le scarne trame di un brano che fa dell\u2019essenzialit\u00e0 il suo punto di forza. Se la solitudine potesse suonare, suonerebbe cos\u00ec.<\/p>\n<p>Dopo tanta oscurit\u00e0 arriva \u201cOutside The Glass\u201d, tastiere calde e riverberi ancestrali che trasmutano in una insolita ninna nanna. Ma dura poco, \u00e8 ancora inquietudine. In \u201cGently Of The Edge\u201d, una tromba ubriaca soffia su accordi subliminali creati da tasti elettronici. Ma tutto si gioca su un\u2019armonica distribuzione di ogni cosa, non c\u2019\u00e8 niente di pi\u00f9 e niente di meno.<\/p>\n<p>Tutto \u00e8 dosato, essenziale, evocativo.<\/p>\n<p>Il ritmo, ricompare nuovamente in &#8220;It&#8217;s A Crime I Never Told You About The Diamonds In Your Eyes&#8221;, titolo dolcissimo e chilometrico, per il pezzo forse pi\u00f9 energico di tutto il disco. \u00c8 sempre il piano ad aprire le danze, questa volta per\u00f2 con pi\u00f9 convinzione, stesso proposito seguito dalla batteria, quasi sferzante nel suo incedere. Jenkins si esprime sempre nel solito lamento, ma stavolta dalle sue invocazioni pare trasparire quasi un sentimento di rabbia, una pi\u00f9 ferma convinzione.<\/p>\n<p>Come in un gioco di chiaro-scuri i Black Heart Procession sembrano quasi divertirsi nell&#8217;accostare in successione brani dal diverso umore.<\/p>\n<p>Intendiamoci, le atmosfere si dipanano sempre fra tramonto e notte, il sole nella loro San Diego non albeggia mai, ma questo leggero contrasto contribuisce a rendere meno monotono il lavoro. Esempio di ci\u00f2 \u00e8 il ritorno al blu profondo di &#8220;My Heart Might Be Stop&#8221;, contraltare perfetto del brano precedente. Sono ancora i tasti del pianoforte a scuotere il cuore, questa volta picchiati con una forza che incute quasi timore.<\/p>\n<p>Segue il pezzo pi\u00f9 sperimentale del disco, la sporca indefinibilit\u00e0 di &#8220;Beneath The Ground&#8221;, tra percussioni sintetiche e note ipnotiche di tastiere. La stessa voce di Jenkins \u00e8 trattata come mai lo era stata in precedenza, ridotta a elemento di disturbo, impersonale, avvolta da una spirale onirica.<\/p>\n<p>Il viaggio termina da dove era iniziato, e cio\u00e8 con &#8220;The Waiter #3&#8221;, una reprise del primo brano con un groove leggermente pi\u00f9 accentuato e con Jenkins che pare pi\u00f9 stanco, come provato dall&#8217;esperienza del dolore. Questa scelta evidenzia la caratteristica \u2018circolare\u2019 del disco, e ne fa quasi un\u00a0concept\u00a0sulla delusione e la speranza.<\/p>\n<p>La &#8220;processione dei cuori neri&#8221; \u00e8 terminata, ma il suo lascito rimarr\u00e0 per sempre come uno dei momenti pi\u00f9 alti di tutti gli anni Novanta, un angolo buio di tutto il post-rock.<\/p>\n<p>Brani da \u201c2\u201d (The Black Heart Procession)<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/BfethkLK--4?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" width=\"500\" height=\"375\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/5EbarNtpttU?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" width=\"500\" height=\"375\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/rK6DuXCm37g?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2021\/03\/17\/pietre-miliari-del-rock-riascoltando-lalbum-2-del-1999-del-gruppo-californiano-the-black-heart-procession\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2021\/03\/17\/pietre-miliari-del-rock-riascoltando-lalbum-2-del-1999-del-gruppo-californiano-the-black-heart-procession\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Roberto Molle______ Guardarsi dentro, nel profondo, pu\u00f2 essere un\u2019esperienza affascinante e dolorosa allo stesso tempo. 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