{"id":180910,"date":"2021-03-28T00:05:02","date_gmt":"2021-03-27T23:05:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=180910"},"modified":"2021-03-27T10:08:12","modified_gmt":"2021-03-27T09:08:12","slug":"la-storia-se-lamore-fa-perdere-il-baricentro-e-brucia-con-le-fiamme-negli-occhi-dei-coma_cose","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2021\/03\/28\/la-storia-se-lamore-fa-perdere-il-baricentro-e-brucia-con-le-fiamme-negli-occhi-dei-coma_cose\/","title":{"rendered":"LA STORIA \/ SE L&#8217;AMORE FA PERDERE IL BARICENTRO, E BRUCIA, CON LE &#8220;Fiamme negli occhi&#8221; DEI Coma_Cose"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-180911\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Le-fiamme-negli-occhi_-2.jpg\" alt=\"\" width=\"995\" height=\"540\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Le-fiamme-negli-occhi_-2.jpg 995w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Le-fiamme-negli-occhi_-2-300x163.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Le-fiamme-negli-occhi_-2-768x417.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 995px) 100vw, 995px\" \/>di <strong>Mariangela Rosato<\/strong>______<\/p>\n<p>Se mi guardi mi bruci. Mi bruci, con tutto ci\u00f2 che puoi trasmettermi e che non fai. Mi bruci, con la tua insistenza che spesso si trasforma in una simpatia irritante, o finanche cos\u00ec nera che non so se riuscirei a resistere ancora.<\/p>\n<p>Mi bruci, perch\u00e9 solo il tuo sguardo, la mano che glissi tra le guance, tra gli occhi, sul petto annebbia il respiro facendolo diventare affannoso e pieno di singhiozzi, a volte arruffati a volte nitidi che vorrebbero prenderti per la nuca ed urlarti tutto ci\u00f2 che non mi hai detto e che avrei voluto sentirti dire.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mi bruci e non soltanto gli occhi, ma tutto ci\u00f2 che \u00e8 dentro di me, tutta la mia forza, tutta la mia arroganza si trasforma in volutt\u00e0 bistrattata. E mi implori, mi scongiuri, mi perturbi dicendomi di smetterla di asfissiarti perch\u00e9 non ce la fai pi\u00f9. Mi ammonisci accusandoti di averti fatto ci\u00f2 che nessun\u2019altra ti ha mai fatto prima, eppure, credimi Francesco, se ti dicessi che non erano i miei intenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mi bruci, e non riesci neanche a smettere di pensare che forse io potrei essere come tu lo vorresti se solo sfregassi pi\u00f9 a fondo, togliessi le membrane che ti si sono incollate sugli occhi appiccicaticci. Riusciresti a vedere ci\u00f2 che vedevi prima?<\/p>\n<p>Mi dico che sarebbe possibile e mi sdraio per terra attaccandomi a quei pantaloni che io stessa ho lavato, che io stessa ho stirato e messo ad asciugare sullo stendino. Ma cosa dovrei dirti allora io? Che spesso ho pensato di andare via alla ricerca di qualche illusione senza nessuna importanza, ma in fondo non c\u2019\u00e8 neanche alcun bisogno che mi nasconda. Te l\u2019ho detto tante di quelle volte! Le nostre litigate farebbero tremolare i muri e, oddio, le urla non hanno voglia di frenarsi neanche quest\u2019oggi. Riflettendoci bene i toni non sono mai stati pacati tra di noi, persino il giorno prima dello sposalizio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Continua cos\u00ec, bravo, bravo, fai come sempre. S\u00ec, prendimi in giro, disgraziato! Ancora non l\u2019hai capito che questo tuo comportamento mi irrita santo cielo! Mi irrita e tu continui imperterrito a dire che no, non c\u2019\u00e8 niente di niente e che, come sempre, mi sto inventando tutto. Bravo, mi invento tutto eh. Cosa mi dici allora del tuo distacco? E certo, avrei dovuto gi\u00e0 immaginarmi quale sarebbe stata la tua replica. Mi sto inventando tutto anche in questo caso? E cosa mi starei inventando? Voglio proprio sentire cosa mi rispondi ora, disgraziato che non avrei mai dovuto incontrare, accidenti a me!<\/p>\n<p>Non rispondi\u2026 solo questo sai fare, voltarti.<\/p>\n<p>Mi bruci ed ondeggio ancora come quando incrociammo lo sguardo quel giorno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non ricordo neanche pi\u00f9 quante volte ci fossi passata da l\u00ec e perch\u00e9 mai mi era venuta voglia di entrarci, eppure quella sera percepivo qualcosa di nuovo, un elemento sovrumano si impossessava del mio corpo? Probabile, ma di certo non dimostrabile. Ci entrai e la forza che mi spingeva era un\u2019inerzia che insulsa mi poneva ad avanzare un passo dopo l\u2019altro e dopo l\u2019altro, fino ad arrivare di fronte al portone e varcarlo con un fare pi\u00f9 deciso che mai. Mi sarei gi\u00e0 fatta prendere dal panico l\u00ec su due piedi e me ne sarei andata senza troppe domande, se non fosse stato per quella curiosit\u00e0 a tratti stantia, spesso priva di logica, che mi contraddistingue dai tempi del pianto da nascituro, quando, ancora non si capisce il motivo, davo rogne per nascere aspettando che scattasse l\u2019esatto minuto del giorno seguente e definendomi, da quel momento in poi, come l\u2019esatta contraddizione dei segni di gemini e cancro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Salii le scale facendo attenzione ad aggrapparmi alla ringhiera sui lati e mi trovai di fronte ad una statua di minimo tre volte pi\u00f9 grande\u00a0 di me. Ma che voleva con quel mondo nella mano sinistra? Forse il segno che il mio animo sarebbe andato a finire dall\u2019altra parte del globo? Anche qui, non si pu\u00f2 dire. Mi voltai trovandomi, questa volta, dinanzi ad una scala a chiocciola. Arrivai in cima ed appoggiai la mano sulla porta di legno.<\/p>\n<p>Cos\u2019era per me quella porta? Chi ero io per lei? Cessavo di essere la persona che conoscevo, mi ponevo in una direzione dove, in ballo a tutti gli istinti carnali, non ci saresti stato che tu. Perch\u00e9 la porta si trovava l\u00ec e non altrove? \u00a0Marta, Marta, come ci sei finita l\u00ec? Non lo so e non lo so sapr\u00f2 mai. Quel disgraziato che continua a bruciarmi piano dentro, che mi porto mentalmente con me in qualsiasi luogo io vada, il profumo, le fossette, i due punti violacei sull\u2019anulare sinistro: tutto ero dietro la porta. Maledetti puntini\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mi facesti perdere il mio baricentro con la testa che mi urlava di andare via perch\u00e9 la cosa mi puzzava di bruciato. Via Marta, via, scappa! Lascia stare questa porta di legno, togli la mano da l\u00ec. Toglila! Se solo potessi parlare alla mia pancia le ordinerei di tacere una volta per tutte. Lei non soltanto diventa ingestibile, ma parecchio antipatica e non se ne pu\u00f2 pi\u00f9. Taci!<\/p>\n<p>Troppo tardi, la voce era gi\u00e0 entrata nelle mie orecchie. Ecco, \u00e8 fatta Marta. Te l\u2019avevo detto io! Ti eri ripromessa una volta per tutte che basta non volevi pi\u00f9 sentir parlare di loro e delle richieste che, messa l\u2019impronta,\u00a0 si fanno sempre pi\u00f9 antipatiche. Marta, certo che sei stata sempre coerente tu eh! Una cosa avresti dovuto fare, scansarli una volta per tutte rifugiandoti in qualche luogo da eremita. E invece, che cos\u2019hai fatto? Brava Marta! Quella sera fosti tu stessa ad avvicinarti, non riuscivi proprio a trattenerti eh. Ti avvicinasti anche quando era stato lui a fare dei passi indietro. Si rendeva conto che forse sarebbe stato meglio non avere a che fare con te? Troppo tardi. Neanche il freddo e il tremolio fermavano il potere della porta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Hai le fiamme negli occhi mentre mi parli dicendomi di non sapere cosa vuoi, che forse sarebbe meglio finirla qui cos\u00ec com\u2019\u00e8 incominciata tanti anni orsono. Saranno dieci, venti, venticinque anni dallo sposalizio: non ricordo quasi pi\u00f9, eppure i puntini sull\u2019anulare sinistro, la giacca di quella sera, il tremolio che mi prendeva a causa del freddo non riuscirei per nessuna ragione a nasconderli. Mi ritornano in un loop ossessivo di immagini che una dopo l\u2019altra si ripetono. Il tuo battito accelera pi\u00f9 del mio, o forse vanno all\u2019unisono, si chiedono: come, quando, perch\u00e9? Marta, smettila con questa tua melodrammaticit\u00e0! Il rimbombo ritorna indietro, mi dice di continuare. Marta, continua Marta, continua!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Resta qui, ancora un minuto nonostante sia consapevole che il mio baricentro andr\u00e0 a farsi benedire. Ma cosa sarei altrimenti? Sarei un io a cui mancherebbe il suono. Cosa sarei altrimenti? Sarei un unico che si esaurisce in s\u00e9 stesso.<\/p>\n<p>Resta qui, anche se le fiamme che hai negli occhi mi bruciano. Lo sbattere delle stoviglie sul pavimento, le blasfemie mentre si incrociano con il Din Don della campana della Chiesa dello sposalizio. Resta qui, perch\u00e9 la voce rimbomba nelle orecchie che non si chiudono e non ce la farebbero neanche se le pregassi pronunciando tutte le preghiere delle pi\u00f9 lontane divinit\u00e0 Inca. I pugni sulla scrivania prima, i libri sbattuti e strappati poi, le camicie svolazzate ovunque sulle sedie di legno.<\/p>\n<p>Resta qui, perch\u00e9 la tua mente brucia allo stesso modo della mia e le fiamme negli occhi che mi inceneriscono sono solo le tue. I corpi che si avvicinano, gli occhi che si fissano, le braccia e le mani che si sfiorano.<\/p>\n<p>Restiamo qui ancora con le mani sulla porta di legno, mentre ogni parte ora si unisce.<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2021\/03\/28\/la-storia-se-lamore-fa-perdere-il-baricentro-e-brucia-con-le-fiamme-negli-occhi-dei-coma_cose\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2021\/03\/28\/la-storia-se-lamore-fa-perdere-il-baricentro-e-brucia-con-le-fiamme-negli-occhi-dei-coma_cose\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Mariangela Rosato______ Se mi guardi mi bruci. Mi bruci, con tutto ci\u00f2 che puoi trasmettermi e che non fai. 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