{"id":181662,"date":"2021-04-14T00:02:45","date_gmt":"2021-04-13T22:02:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=181662"},"modified":"2021-04-13T19:43:11","modified_gmt":"2021-04-13T17:43:11","slug":"te-canuscu-piru-te-intra-li-piri-caprini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2021\/04\/14\/te-canuscu-piru-te-intra-li-piri-caprini\/","title":{"rendered":"TE CANUSCU PIRU TE INTRA LI PIRI CAPRINI&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-181668\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/pero-selvatico-macchia-mediterranea-melcore.jpg\" alt=\"\" width=\"2000\" height=\"1500\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/pero-selvatico-macchia-mediterranea-melcore.jpg 2000w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/pero-selvatico-macchia-mediterranea-melcore-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/pero-selvatico-macchia-mediterranea-melcore-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/pero-selvatico-macchia-mediterranea-melcore-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/pero-selvatico-macchia-mediterranea-melcore-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/pero-selvatico-macchia-mediterranea-melcore-400x300.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 2000px) 100vw, 2000px\" \/>vm______Il proverbio \u00a0programmato per oggi era\u00a0<strong>AMORE E CERASE CHIUI NDE MINTI E CHIUI NDE TRASE.<\/strong><br \/>\nAmore e ciliegie pi\u00f9 ne metti e di pi\u00f9 ne entrano.<br \/>\nQuando si fa l&#8217;amore e quando si mangiano ciliegie non \u00e8 facile saziarsi.<br \/>\nIl proverbio lo avevamo leggermente cambiato per non incorrere nei rigori di quanti sono l\u00ec sempre col ditino alzato pronto a bacchettare \u00a0e mettere al pubblico ludibrio quanti non si piegano alla cultura del politicamente corretto.<\/p>\n<p>Oggi nel mio girovagare, per motivi di lavoro (la precisazione \u00e8 d&#8217;obbligo) \u00a0ho notato gi\u00e0 da diversi giorni come le campagne intorno a Lecce siano piene di peri selvatici imbiancati dai fiori.<br \/>\nPer cui mi \u00e8 venuto in mente un proverbio, un modo di dire, un racconto se preferite, che nella periferia del capoluogo salentino un tempo era citato molto spesso.<\/p>\n<p>Quando di qualcuno si voleva dire che lo si conosceva molto bene, si poteva dire &#8220;te tie canuscu vita, morte e meraculi&#8221;, oppure, il proverbio che oggi vi proponiamo.<br \/>\n&#8221;\u00a0<strong><em>Te canuscu piru te intra li Piri Caprini&#8230;.<\/em><\/strong>&#8221; a volte ci si fermava qui, oppure la litania continuava con:&#8221; <em><strong>eri pirazzu e te nnestai \u00a0a piru buenu e mancu pire facisti e moi ca si Santu uei faci meraculi?&#8221;<\/strong><\/em>.<br \/>\nPer chi non conosce il salentino traduciamo il tutto.<br \/>\n<em><strong>&#8220;Ti conosco pero sin da quando eri in una campagna di nome Peri Caprini&#8230;eri pero selvatico e ti innestai a pero buono ma neppure allora hai prodotto delle pere e adesso che sei Santo vorresti fare miracoli?<br \/>\n<\/strong><\/em>Anche tradotto\u00a0il tutto resta incomprensibile se non si conosce la storia che mi appresto a narrarvi.<br \/>\nI vecchi sostenevano che fosse un fatto realmente accaduto.<br \/>\nLa storia \u00e8 questa: un contadino era proprietario di una campagna alla periferia di Lecce, denominata Piri Caprini, il nome trae origine \u00a0dalle innumerevoli piante di pero selvatico che infestavano quella zona, \u00a0cos\u00ec fitte da ricordare il pelo della capra, da cui Piri dato che si trattava di alberi di pero, seppur selvatico, e caprini in virt\u00f9 nel numero elevato di questi arbusti infestanti.<\/p>\n<p>Il contadino con grande fatica estirp\u00f2 tutta la macchia mediterranea che infestava la campagna compresi i peri selvatici (li pirazzi), ne lasci\u00f2 solo uno che era un albero particolarmente grande e decise di innestarlo con delle qualit\u00e0 di pero da frutta di ottima qualit\u00e0.<br \/>\nLasci\u00f2 passare qualche tempo ma questi innesti non diedero mai del frutto, dopo qualche anno il contadino decise di estirparlo visto che non produceva frutto, consolandosi pensando che lo avrebbe utilizzato come legna da mettere al camino per scaldare la famiglia e, come si usava all&#8217;epoca, cucinare il cibo.<br \/>\nNei pressi della campagna del nostro contadino sorgeva una cappella dedicata ad un Santo il cui nome mi sfugge, resta il fatto che il contadino tutte le mattine che ci passava davanti si toglieva il cappello e si faceva il segno della croce.<br \/>\nIl Vescovo di Lecce su richiesta di alcuni fedeli decise di dotare la cappella con una statua lignea che raffigurasse il Santo e diede incarico ad uno scultore.<br \/>\nQuest&#8217;ultimo andando a prendere visione della cappella che doveva contenere la statua passando davanti alla campagna del nostro contadino vede il tronco dell&#8217;albero del pirazzu e pensa di utilizzarlo, risparmiando cos\u00ec tempo e denaro visto che quel materiale era ha portata di mano.<br \/>\nPer cui il giorno dopo si reca sul posto e chiede la contadino quanto denaro vuole per dargli quel tronco, il contadino incuriosito gli chiede cosa debba farne di quel legno e saputo che lo scultore voleva utilizzarlo che fare la figura del Santo glielo regala.<\/p>\n<p>La statua fu realizzata ed era venuta proprio bella. Tutte le mattine il contadino si fermava un attimo ad ammirare come quel troncone brutto del \u00a0&#8220;pirazzu&#8221; era stato trasformato in una splendida statua ed in qualche modo si sentiva pure lui orgoglioso di quel tronco che aveva aiutato a crescere e a diventare un albero.<br \/>\nUn bel giorno l&#8217;unica figlia del contadino si ammal\u00f2 e lui poverino, quando tornava a casa la sera dopo una dura giornata di lavoro, si fermava nella cappella a pregare il santo affinch\u00e9 gli salvasse la figlia.<br \/>\nTutti i giorni il pover&#8217;uomo con fiducia si rivolgeva al &#8220;suo&#8221; santo convinto che avrebbe salvato la vita della figliola.<br \/>\nPassati due mesi dall&#8217;inizio della malattia la ragazza mor\u00ec.<\/p>\n<p>Il giorno dopo si rec\u00f2 presso la cappella, arrivo sul posto mentre il parroco recitava una funzione religiosa, entro e cominci\u00f2 a gridare fra lo stupore di tutti:&#8221;\u00a0<strong><em>Te canuscu piru te intra li Piri Caprini,\u00a0<\/em><\/strong><em><strong>eri pirazzu e te nnestai \u00a0a piru buneu e mancu pire facisti e moi ca si Santu uei faci meraculi?&#8221;<\/strong><\/em>.<br \/>\nDa allora i contadini del posto quando hanno anche fare con qualcuno che conoscono bene per la sua inconcludenza, il loro pensiero va <em>allu piru te li piri caprini.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2021\/04\/14\/te-canuscu-piru-te-intra-li-piri-caprini\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2021\/04\/14\/te-canuscu-piru-te-intra-li-piri-caprini\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>vm______Il proverbio \u00a0programmato per oggi era\u00a0AMORE E CERASE CHIUI NDE MINTI E CHIUI NDE TRASE. 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