{"id":181851,"date":"2021-04-16T20:42:11","date_gmt":"2021-04-16T18:42:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=181851"},"modified":"2021-04-16T20:44:49","modified_gmt":"2021-04-16T18:44:49","slug":"inaugurato-il-nuovo-anno-accademico-il-discorso-del-rettore-universita-postpandemica-le-prospettive-dellateneom-salentino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2021\/04\/16\/inaugurato-il-nuovo-anno-accademico-il-discorso-del-rettore-universita-postpandemica-le-prospettive-dellateneom-salentino\/","title":{"rendered":"INAUGURATO QUESTA MATTINA IL NUOVO ANNO ACCADEMICO, IL DISCORSO DEL RETTORE \/ &#8220;Universit\u00e0 postpandemica: le prospettive dell&#8217;ateneo salentino&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-181853\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/P1010599.jpg\" alt=\"\" width=\"1837\" height=\"1379\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/P1010599.jpg 1837w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/P1010599-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/P1010599-1024x769.jpg 1024w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/P1010599-768x577.jpg 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/P1010599-1536x1153.jpg 1536w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/P1010599-400x300.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 1837px) 100vw, 1837px\" \/>di\u00a0<strong>Fabio Pollice * Rettore dell\u2019Universit\u00e0 del Salento<\/strong>______<\/p>\n<p>Saluto quanti hanno raccolto il nostro invito e sono oggi collegati per seguire l\u2019inaugurazione dell\u2019anno accademico 2020-2021. Saluto le autorita\u0300 civili, militari e religiose, la comunita\u0300 accademica, simbolicamente rappresentata, qui in presenza, dai Direttori delle strutture piu\u0300 rappresentative dell\u2019Ateneo e saluto con particolare affetto le comunita\u0300 locali della Terra d\u2019Otranto, sia perche\u0301 mai come quest\u2019anno le abbiamo sentite cosi\u0300 vicine e ci siamo sentiti cosi\u0300 vicini ad esse, sia perche\u0301 conoscendo le difficolta\u0300 determinate dalla pandemia, ritengo sia opportuno fare giungere loro un messaggio di fiducia: noi ci siamo e vi supporteremo nella ripresa, impiegando tutte le nostre energie, certi che se e\u0300 vero che il cammino che ci attende e\u0300 denso di difficolta\u0300, insieme saremo in grado di superarle e riappropriarci del nostro futuro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Una inaugurazione tardiva<\/p>\n<p>Piu\u0300 volte abbiamo rinviato l\u2019inaugurazione un po\u2019 con la speranza di poterla organizzare in presenza, sia pure nel rispetto delle limitazioni poste dalle misure restrittive vigenti, in parte perche\u0301 avremmo voluto disporre di un quadro meno certo del futuro, in modo da non limitarci solo a tracciare un bilancio dell\u2019anno appena trascorso, ma spingerci anche a prefigurare quello che sarebbe stato l\u2019anno accademico che avevamo dinanzi. Ci siamo pero\u0300 resi conto con il passare delle settimane che il quadro non si faceva piu\u0300 certo e che la situazione epidemiologica andava addirittura peggiorando, rendendo di fatto impossibile, oltre che inopportuna, l\u2019organizzazione di un evento in presenza. In realta\u0300 due sentimenti si contrapponevano in me, come credo in larga parte della nostra comunita\u0300 accademica: da un lato, l\u2019esigenza di proiettarsi nel futuro, lasciandosi alle spalle un anno davvero difficile; dall\u2019altro, l\u2019esigenza di sobrieta\u0300 dettata non solo dal dramma di molte famiglie che hanno perso i propri cari a causa del virus, ma anche dalle difficolta\u0300 di un tessuto sociale duramente provato dalla crisi economica innescata dalla pandemia.<\/p>\n<p>Alla fine, si e\u0300 deciso di dare luogo all\u2019evento inaugurale, proprio per ribadire la volonta\u0300 della comunita\u0300 accademica di superare le difficolta\u0300 del presente e puntare in maniera determinata verso nuovi orizzonti, per fare dell\u2019inaugurazione un momento di svolta che delinei la strada da percorrere, al fine di restituire all\u2019Universita\u0300 il suo ruolo di faro culturale e farne il motore dello sviluppo territoriale, portando la formazione ad essere un asse strategico non soltanto della ripresa economica, ma anche di una rinascita culturale, condizione ineludibile se si vuole davvero realizzare una transizione ecologica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Bilancio di un anno pandemico<\/p>\n<p>Il precedente anno accademico era iniziato sotto i migliori auspici. Avevamo dato impulso tanto alla ridefinizione della strategia di Ateneo che avremmo voluto presentare prima dell\u2019estate scorsa, quanto ad un progetto riorganizzativo volto \u201ca migliorare il benessere lavorativo e a rendere piu\u0300 efficiente e rispondente agli obiettivi istituzionali la struttura organizzativa\u201d; un progetto, quest\u2019ultimo, che avrebbe dovuto concludersi all\u2019inizio dell\u2019anno in corso. Entrambi questi progetti hanno subito un forte rallentamento a causa della pandemia. Nel primo caso siamo stati costretti a ridefinire gli obiettivi: non tanto quelli di natura strategica, giacche\u0301 relativi ad un orizzonte di lungo periodo e a una visione della missione universitaria che non e\u0300 stata scalfita dall\u2019emergenza pandemica, quanto agli obiettivi di performance legati alla ripartizione della quota premiale del finanziamento ordinario da cui discende la stabilita\u0300 finanziaria dell\u2019Ateneo.<\/p>\n<p>A fronte del perdurare di una situazione di incertezza sull\u2019evoluzione del quadro normativo e, piu\u0300 in generale, del contesto entro il quale muove il sistema universitario, si e\u0300 deciso di varare il Piano Strategico che e\u0300 stato approvato dagli Organi di Ateneo e presentato alla comunita\u0300 accademica con oltre sei mesi di ritardo, ma con il vantaggio di presentare un\u2019architettura che tiene conto delle modifiche intervenute nel sistema dell\u2019offerta universitaria a seguito della pandemia. Ancor piu\u0300 pervasive sono state le conseguenze che si sono registrate sul piano dell\u2019avanzamento del progetto riorganizzativo: non poteva essere diversamente visto il trasferimento in smart working della quasi totalita\u0300 della pianta organica nella fase di lockdown e il mantenimento in questa modalita\u0300 di lavoro di oltre il 50% del personale nelle fasi ad essa successive. Il progetto riorganizzativo da qualche mese e\u0300 ripartito, ma lo scenario e\u0300 profondamente cambiato e si tratta di un cambiamento che influenzera\u0300 profondamente non solo gli assetti organizzativi delle strutture pubbliche e private, ma lo stesso modo di concepire il lavoro. Eppure, anche su questo piano, possiamo dirci soddisfatti dei risultati sin qui conseguiti. L\u2019organizzazione ha reagito bene e, grazie all\u2019impegno di tutto il personale in servizio, l\u2019Universita\u0300 ha continuato ad erogare larga parte dei propri servizi, a partire dai corsi che sono passati in appena una settimana in teledidattica con una rapidita\u0300 e un\u2019efficienza che si e\u0300 registrata in pochi altri Atenei in Italia. Merito anche di una ripartizione tecnica e tecnologica particolarmente efficiente. In questo stesso periodo si e\u0300 sviluppato \u2013 prima \u2013 e varato \u2013 poi \u2013 il piano per lo smart working creando i presupposti perche\u0301 questo strumento possa diventare in futuro funzionale allo sviluppo del nostro Ateneo. In realta\u0300 a guardarci indietro possiamo dire con soddisfazione che siamo riusciti a fare \u201cdi necessita\u0300 virtu\u0300\u201d e, qui come in altri Atenei, ad utilizzare la crisi che ci siamo trovati a fronteggiare come leva per un radicale cambiamento della nostra strategia, per tornare a volare alto.<\/p>\n<p>Le Universita\u0300 sono state le prime a reagire e a testare le proprie capacita\u0300 di reazione ma \u2013 fin da subito \u2013 hanno non soltanto cercato di adattarsi alle mutate condizioni di contesto, trasferendo tutte le attivita\u0300 in remoto o utilizzando il telelavoro e il lavoro agile per garantire il funzionamento della macchina amministrativa o l\u2019operativita\u0300 dei propri servizi; hanno anche cercato di dare risposte alla collettivita\u0300, di lavorare a idee, soluzioni, progetti che gettassero le basi per costruire un nuovo futuro. La ricerca si e\u0300 riaccesa e il Paese e\u0300 tornato a guardare all\u2019Universita\u0300 come ad un motore di cambiamento, capace di indicare la rotta da seguire, le azioni da intraprendere. Ma le Universita\u0300, come accaduto nel Salento, hanno anche recuperato la loro funzione di connettore tra la scala globale e quella locale, e proprio nel locale hanno lavorato per riconnettere il tessuto territoriale, costruendo reti di collaborazione. Cosi\u0300 nel nostro Ateneo sono nati i progetti di collaborazione con le imprese per la progettazione e realizzazione di DPI, le collaborazioni con le ASL per sviluppare iniziative di monitoraggio e contenimento del contagio, le analisi di siero prevalenza, gli sportelli per il supporto psicologico. Cosi\u0300 hanno preso forma la collaborazione con la Camera di Commercio di Lecce, Confindustria Brindisi e Lecce per sostenere l\u2019imprenditoria locale e accompagnarla verso la ripresa o, ancora, i progetti di collaborazione con il mondo della cultura e con il settore turistico, tra i piu\u0300 duramente colpiti dalle restrizioni determinate dall\u2019emergenza sanitaria. L\u2019Universita\u0300 in questo frangente ha svolto pienamente e con successo la propria funzione di faro culturale, indicando la rotta da seguire, i comportamenti da porre in essere, continuando a svolgere la propria funzione didattica, alimentando la riflessione scientifica, supportando l\u2019azione politica, dialogando con le comunita\u0300 territoriali che sono tornate a guardare con fiducia a questa istituzione che per troppo tempo e\u0300 apparsa avulsa dal proprio contesto, ripiegata su stessa, sui propri saperi, autoreferenziale.<\/p>\n<p>Nella ricostruzione del rapporto con la comunita\u0300 territoriale e\u0300 stato fondamentale il ruolo dell\u2019area comunicazione che e\u0300 stata in grado di realizzare progetti significativi e qualificanti che hanno contribuito a rafforzare l\u2019immagine dell\u2019Ateneo. Come non citare a riguardo il quarto d\u2019ora accademico che ci ha dolcemente accompagnato durante il lockdown e le piu\u0300 recenti iniziative di placetelling. La comunicazione deve tornare ad essere un\u2019area di investimento, anche per sfruttare al meglio i nuovi canali che l\u2019 innovazione tecnologica ha reso sempre piu\u0300 strategici.<\/p>\n<p>Proprio in considerazione delle difficolta\u0300 economiche determinate dalla crisi pandemica abbiamo ritenuto che fosse ancor piu\u0300 necessario dare nuovo impulso al nostro piano di investimenti immobiliari e cosi\u0300, con il fondamentale supporto della nostra ripartizione tecnica, siamo entrati nella fase attuativa con l\u2019appalto delle progettazioni esecutive e contiamo di aprire, entro quest\u2019anno, i primi cantieri. A fine mese presenteremo alla comunita\u0300 locale il piano degli investimenti: oltre 50 milioni di euro tesi alla ristrutturazione di larga parte del patrimonio urbano, gia\u0300 profondamente rinnovato negli ultimi anni, e dei plessi di Ecotekne. E proprio all\u2019interno del campus saranno realizzati due nuove edifici: un nuovo plesso dedicato ai laboratori e un plesso polifunzionale che costituira\u0300 un esempio unico di applicazione dei principi della sostenibilita\u0300 all\u2019edilizia. Questi interventi, oltre alle evidenti ricadute economiche dirette e indirette (effetto moltiplicatorio), contribuiranno a migliorare il paesaggio urbano e metropolitano \u2013 unitamente alla riqualificazione degli spazi verdi pertinenziali \u2013 e ad incidere sull\u2019attrattivita\u0300 dell\u2019Ateneo e sul benessere di chi vi opera, a partire naturalmente dalla popolazione studentesca. Sempre sul piano degli interventi urbanistici e con l\u2019obiettivo di contribuire alla costruzione di una vera citta\u0300 universitaria, stiamo continuando a lavorare alla proposta di un grande parco universitario urbano nell\u2019area compresa tra il Parco di Belloluogo e Porta Napoli, sperando che il Comune accolga le nostre richieste, soprattutto ora che abbiamo completato, mantenendo fede ai nostri impegni, gli interventi di ristrutturazione e riqualificazione dei plessi e delle aree verdi pertinenziali. Sempre in questi mesi, venendo incontro alle esigenze degli studenti, abbiamo tracciato il percorso ciclabile che in sicurezza dovrebbe portare gli studenti da Lecce sino ad Ecotekne, riconnettendosi alla pista ciclabile che da Monteroni giunge proprio al campus. Anche qui speriamo che il Comune possa presto contribuire alla messa in sicurezza di questo percorso, ricollegandolo ai tracciati urbani in via di completamento. In collaborazione con l\u2019Autorita\u0300 comunale stiamo peraltro realizzando un\u2019importante iniziativa che rafforzera\u0300 la cooperazione tra le due istituzioni: la realizzazione di un punto di orienteering a beneficio di studenti e turisti sull\u2019asse principale del centro storico, cosi\u0300 che l\u2019Universita\u0300 con la sua offerta culturale possa divenire essa stessa un attrattore turistico. Va infine ricordato che sempre in quest\u2019anno, a seguito di un\u2019articolata serie di incontri con le istituzioni locali, si e\u0300 rafforzata la nostra presenza sul territorio brindisino con la riapertura di una sede di rappresentanza nel Palazzo Nervegna che \u2013 una volta superate le restrizioni dovute all\u2019emergenza sanitaria \u2013 speriamo possa divenire operativa e costituire un punto di riferimento per la comunita\u0300 brindisina.<\/p>\n<p>Assolutamente non soddisfacente e\u0300 stato il piano di reclutamento, rallentato piu\u0300 che da fattori esogeni, da fattori endogeni, riconducibili tanto alle scarse disponibilita\u0300 finanziarie dell\u2019Ateneo, quanto a difficolta\u0300 connesse all\u2019individuazione di criteri condivisi. L\u2019attuazione del piano straordinario per le progressioni dei ricercatori a tempo indeterminato abilitati, unitamente all\u2019attivazione del piano ordinario, una volta risolta la questione del ricorso attualmente pendente, dovrebbe consentire di dare una risposta a larga parte dei colleghi che attendono la progressione in seconda fascia. Occorre contestualmente trovare le risorse per assicurare un numero congruo di progressioni annuali in prima fascia, giacche\u0301 il numero degli abilitati e\u0300 andato costantemente crescendo nel corso degli ultimi anni, creando aspettative che, se continuassero ad essere disattese, potrebbero spingere i docenti che ne avessero la possibilita\u0300 a trasferirsi in altri Atenei, con gravi ripercussioni sulla qualita\u0300 della didattica e della ricerca, a discapito degli studenti e del territorio. Sembra opportuno sottolineare in questa sede che e\u0300 stato anche per la disponibilita\u0300 dei colleghi e delle colleghe in attesa di progressione che si e\u0300 riusciti ad arricchire ed ulteriormente qualificare la nostra offerta didattica in aree che il Piano Strategico ha individuato come assolutamente prioritarie, in quanto legate alla costruzione di un polo universitario incentrato sul benessere sostenibile. E\u0300 grazie, infatti, a questa disponibilita\u0300 che siamo riusciti ad attivare nel 2019-2020: il Corso di Laurea triennale in Ingegneria Biomedica che ha raccolto quasi duecento iscritti; il Corso di Diritto e Management dello Sport con una capacita\u0300 di attrazione che ha travalicato i confini regionali; e, sia pure con altro indirizzo, il Corso di Laurea Magistrale in Progettazione dell\u2019audiovisivo a completare la triennale in DAMS. Ed e\u0300 ancora grazie alla disponibilita\u0300 e all\u2019impegno di tutte le forze che operano nell\u2019Ateneo e il sostegno di altre istituzioni che operano nel territorio e al di fuori di esso \u2013 a partire dall\u2019impegno finanziario della Regione che non posso mancare di ringraziare in questa sede \u2013 che quest\u2019anno siamo riusciti a presentare ben quattro nuove proposte formative, attualmente ancora in fase di valutazione da parte dell\u2019ANVUR, ma che possono trasformare questo Ateneo e rafforzarne il posizionamento in ambito nazionale ed internazionale, cosi\u0300 come il ruolo trainante per l\u2019economia locale. Va in primo luogo ricordato il progetto MEDTEC, un Corso di Laurea Magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia che integra il percorso di studi con discipline di area ingegneristica cosi\u0300 da formare un medico che sia in grado di dominare la tecnologia e non esserne dominato, rispondendo ad una domanda di professionalita\u0300 che e\u0300 in costante espansione. Una risposta formativa che al momento trova riscontro solo nel capoluogo lombardo. A rafforzare gli investimenti formativi sul benessere sostenibile, la Laurea magistrale in \u201cScienze e Tecniche delle attivita\u0300 motorie preventive e adattate\u201d che va a completare il ciclo di studio in Scienze Motorie e il Corso di Laurea triennale in Sviluppo Sostenibile e Cambiamenti Climatici che intende rispondere alla domanda di professionalita\u0300 connesse alla gestione della transizione ecologica e va a rafforzare l\u2019offerta formativa su Brindisi, andandosi peraltro a localizzare nel luogo in cui a breve sara\u0300 creato il Centro per la decarbonizzazione e lo sviluppo sostenibile. Infine, un progetto di Laurea magistrale in Scienze per la Cooperazione internazionale allo sviluppo, anche questo con sede a Brindisi. A rendere unico questo corso nel panorama della formazione universitaria del nostro Paese, la circostanza che il progetto nasce dalla collaborazione con le basi logistiche delle Nazioni Unite presenti in questo territorio e sotto l\u2019egida dello stesso organismo internazionale. Una condizione, quest\u2019ultima, che rafforza la proiezione internazionale del nostro Ateneo. Una proiezione internazionale che si sta arricchendo di nuove iniziative come Unisalento4Talents che mira ad attrarre studenti talentuosi da altri Paesi e, in particolare, da quelli in ritardo di sviluppo con un progetto che mira a sostenerne il reinserimento professionale e imprenditoriale nei Paesi di origine.<\/p>\n<p>Le trasformazioni indotte o accelerate dalla pandemia \u2013 La crisi sanitaria determinata dal Covid-19 ha avuto ripercussioni significative tanto sulla domanda quanto sull\u2019offerta culturale ed altrettanto significative sono state le conseguenze economiche e, ad oggi, ne\u0301 le prime, ne\u0301 tantomeno le seconde possono dirsi esaurite in ragione, da un lato, del permanere dell\u2019emergenza sanitaria e, dall\u2019altro, del protrarsi delle condizioni di instabilita\u0300 dei mercati. Dei cambiamenti in atto molti non sembrano avere natura strutturale, ossia, una volta terminato lo stato perturbativo, tenderanno ad essere riassorbiti dalla ripresa del trend di lungo periodo. Tuttavia, e\u0300 altresi\u0300 evidente che se lo stato perturbativo dovesse ulteriormente prolungarsi anche questi potrebbero assumere natura strutturale, andandosi ad aggiungere a quelli che hanno gia\u0300 palesato questa natura, determinando profonde modificazioni negli stili di vita, nei comportamenti individuali e collettivi e, di conseguenza, incidendo tanto sulla domanda quanto sull\u2019offerta di beni e servizi. Anche la domanda di formazione universitaria e\u0300 profondamente mutata e mutera\u0300 ancor piu\u0300 profondamente nei prossimi anni, cosi\u0300 come cambiera\u0300 l\u2019offerta delle Universita\u0300, entrambe per effetto delle modificazioni intervenute nel contesto economico e sociale a scala nazionale ed internazionale, ma anche per l\u2019accelerazione di processi tendenziali gia\u0300 in corso e legati al riposizionamento degli Atenei e dei saperi universitari in genere. Del resto per essere positivamente reattive le Universita\u0300 devono sviluppare meccanismi di risposta piu\u0300 rapidi che, in considerazione della rigidita\u0300 che caratterizza la propria offerta \u2013 i saperi non possono essere semplicemente ricombinati, vanno integrati ed arricchiti \u2013 vuol dire che devono anticipare i cambiamenti in atto, sviluppando una capacita\u0300 predittiva in grado di affrontare il presente e proiettarsi nel futuro, assumendo peraltro un ruolo performante nei confronti della stessa realta\u0300 in cui si trovano ad operare. Non basta cioe\u0300 prefigurare il futuro, occorre fare in modo che quella visione divenga patrimonio condiviso e contribuisca ad orientare l\u2019azione collettiva, ad informare la politica, determinandone le scelte. In una fase di crisi come quella che stiamo attraversando, non ci si puo\u0300 limitare a prevedere il futuro, bisogna contribuire a costruirlo e a sfruttare la crisi per cambiare il mondo. Cambiare il mondo non e\u0300 un obiettivo utopico, e\u0300 l\u2019obiettivo che oggi si deve porre il sapere scientifico, e\u0300 l\u2019obiettivo che oggi devono porsi le istituzioni universitarie. Da sempre le Universita\u0300 hanno svolto questo ruolo ed oggi piu\u0300 che mai e\u0300 indispensabile che tornino ad assumere questa funzione di faro culturale. Non dobbiamo occuparci soltanto di trasferire conoscenze, di costruire competenze funzionali allo sviluppo capitalistico \u2013 non e\u0300 infrequente imbattersi nell\u2019idea che la funzione fondamentale degli Atenei sia quella di rispondere alla domanda delle imprese \u2013, dobbiamo invece costruire coscienze che siano in grado di interpretare le esigenze della collettivita\u0300 e fornire risposte adeguate. In questa direzione va letto il processo che ci ha portato ad elaborare il bilancio di genere o a costituire un osservatorio contro i linguaggi di odio in rete. Dobbiamo portare le giovani generazioni a sviluppare un pensiero critico e creativo, piu\u0300 ancora che renderle esperte di saperi parcellizzati che se, da un lato, li rendono perfettamente funzionali alle esigenze del sistema economico, dall\u2019altro, li rendono incapaci di concorrere alla trasformazione migliorativa di quel mondo di cui sono parte. Con l\u2019automazione dei processi produttivi, ritenevamo di aver vinto i rischi dell\u2019alienazione, di aver liberato l\u2019uomo dall\u2019asservimento alla tecnologia, ma di fatto ci siamo trovati a convivere con una forma molto piu\u0300 subdola e pervasiva di alienazione, derivante dall\u2019iperspecializzazione dei saperi che, accompagnata all\u2019omologazione culturale, porta l\u2019individuo a chiudersi in se stesso, a ricercare il proprio interesse in luogo di quello collettivo di cui non ha contezza, a vivere la dimensione sociale sempre piu\u0300 come momento ricreativo e sempre meno come momento politico. Il distanziamento sociale di questi mesi ha avuto un effetto drammatico, rafforzando lo scollamento tra un se\u0301 individuale, sempre piu\u0300 ipertrofico, e un se\u0301 collettivo, poco piu\u0300 di un riflesso, incapace di costruire un\u2019azione sociale e meno che mai un\u2019azione politica.<\/p>\n<p>Gli effetti sulla domanda di formazione universitaria sono sempre piu\u0300 evidenti e pervasivi, creando distorsioni che rischiano di divenire irreversibili. Lo spettro di una competizione sempre piu\u0300 intensa sul mercato del lavoro, tanto in ambito nazionale quanto in ambito internazionale, spinge gli studenti piu\u0300 abbienti ad iscriversi agli Atenei piu\u0300 performanti e cosi\u0300 i divari economici generano divari formativi e il principio dell\u2019eguaglianza sostanziale, sancito dall\u2019art.3 della nostra Costituzione, viene completamente disatteso, volutamente ignorato. Fortunatamente le performance degli Atenei non misurano la qualita\u0300 della didattica, ma le asimmetrie territoriali e chi resta nel proprio territorio, come nel caso degli studenti salentini, puo\u0300 ancora beneficiare di una formazione di eccellenza, nonostante le difficolta\u0300 determinate dalle politiche sperequative che hanno caratterizzato gli ultimi decenni.<\/p>\n<p>Da anni la politica di finanziamento del sistema universitario si fonda su criteri distributivi che premiano le Universita\u0300 piu\u0300 virtuose, contribuendo ad acuire i divari all\u2019 interno del sistema universitario; divari che \u2013 e\u0300 bene sottolinearlo \u2013 sono l\u2019effetto di asimmetrie competitive determinate da fattori economico-territoriali e non dalla qualita\u0300 della didattica e della ricerca, giacche\u0301 le performance degli Atenei meridionali sono correlate alle performance economiche dei relativi contesti territoriali. L\u2019aver innescato e sostenuto la competizione interuniversitaria, a fronte di una costante riduzione delle risorse destinate all\u2019Universita\u0300 e alla Ricerca, rischia di condurre allo smantellamento dell\u2019infrastrutturazione universitaria delle regioni economicamente piu\u0300 deboli, facendo crescere i gap formativi, soprattutto relativamente alle fasce piu\u0300 deboli della popolazione; contribuendo altresi\u0300 ad alimentare consistenti flussi migratori di giovani studenti universitari tra le regioni meridionali e quelle settentrionali; un drenaggio di risorse umane che nel lungo periodo minaccia di avere effetti devastanti sullo sviluppo del Mezzogiorno. Il rischio \u2013 che diventera\u0300 a breve una certezza, se non si interverra\u0300 in maniera tempestiva \u2013 e\u0300 che la crisi possa acuire questi divari. Come sottolineato in un rapporto dell\u2019anno scorso (Osservatorio Talents Venture, 2020), \u00aba farne le spese potrebbero essere principalmente gli studenti provenienti da contesti socio-economici piu\u0300 fragili, andando ad aumentare ancor di piu\u0300 le disuguaglianze gia\u0300 presenti\u00bb. Per evitare che la crisi economica determinata dalla pandemia possa ripercuotersi sulla formazione universitaria, occorre dunque investire sulle Universita\u0300 e garantire, attraverso idonei interventi finanziari, il diritto allo studio. Il precedente Governo e\u0300 sembrato muoversi in questa direzione ma, nella speranza che quello in carica possa proseguire nella medesima direzione, occorre che il Paese prenda atto dell\u2019assoluta inderogabilita\u0300 di questi interventi e dell\u2019importanza che la formazione universitaria riveste per il futuro dell\u2019Italia e \u2013 mi sembra doveroso precisarlo \u2013 per la riduzione dei divari economici che ancora caratterizzano il nostro Paese.<\/p>\n<p>Gli impegni della comunita\u0300 accademica per il futuro \u2013 Mai come in questo momento abbiamo bisogno di dare a questa inaugurazione un valore prospettico, di superare la crisi pandemica e proiettarci nel futuro; abbiamo bisogno di una visione che ci restituisca entusiasmo, ma anche ci impegni reciprocamente verso un obiettivo comune e condiviso: lo sviluppo del nostro Ateneo, lo sviluppo del nostro territorio. In quest\u2019ottica rafforzeremo i nostri sforzi per fare dell\u2019Universita\u0300 un grande hub di ricerca sul tema del benessere sostenibile, facendo rete con gli altri attori territoriali e con quanti riusciremo ad attrarre da altri contesti nazionali ed internazionali. Attorno al Corso di laurea in Medicina e Chirurgia \u2013 che ci auguriamo possa superare con successo l\u2019ultima fase valutativa dell\u2019ANVUR \u2013 costruiremo un polo di ricerca su \u201cSalute &amp; Benessere\u201d di livello internazionale, mettendo in valore quanto gia\u0300 presente nel nostro territorio ed attraendo, attraverso iniziative mirate, come la creazione di un acceleratore dedicato, nuove iniziative produttive che vadano ad integrare e rafforzare il polo di ricerca, facendone volano di sviluppo di produzioni avanzate in area sanitaria. Confidiamo che questa azione possa concretamente contribuire a migliorare la qualita\u0300 dell\u2019assistenza sanitaria, peraltro gia\u0300 caratterizzato da aree di eccellenza, e, attraendo nuove professionalita\u0300, nuove tecnologie, invertire gli attuali flussi migratori. Il mese prossimo inaugureremo a Cavallino nella splendida cornice del Convento dei Domenicani il centro di coordinamento del Salento Biomedical District. Una scelta localizzativa che ha un preciso valore simbolico: includere nel nostro progetto tutta l\u2019area metropolitana e in prospettiva l\u2019intera Terra d\u2019Otranto, facendo leva sul potenziale di sviluppo delle singole realta\u0300 territoriali. Di qui l\u2019impegno a rafforzare la nostra presenza a Brindisi, supportando tanto il progetto del riposizionamento della Cittadella della Ricerca, quanto quello relativo alla valorizzazione del capoluogo stesso. Ma anche l\u2019impegno a collaborare con gli Atenei pugliesi per fare di Taranto e del suo intorno geografico un esempio di rinascita economica e sociale incentrata sui principi della sostenibilita\u0300, cosi\u0300 che questa rinascita possa fare scuola in tutta la regione mediterranea. Questa azione territoriale si inserisce in un piu\u0300 ampio progetto che il nostro Ateneo in collaborazione con i tre Comuni capoluogo e le tre Province sta portando avanti in questi mesi: il Masterplan della Terra d\u2019Otranto. Molte altre iniziative caratterizzano i prossimi mesi e avranno riflessi sulle dinamiche di sviluppo del nostro territorio, quali: il Centro per il Restauro che stiamo realizzando in collaborazione con altri attori pubblici e privati a Cavallino; un progetto di cooperazione internazionale nell\u2019area della formazione per lo sviluppo; una piattaforma informatica che ci consentira\u0300 di accrescere le interazioni tra ricerca pubblica e privata e favorire i processi traslazionali. Ma il novero dei progetti per essere esaustivo prenderebbe l\u2019intera mattinata.<\/p>\n<p>Perche\u0301 l\u2019Universita\u0300 possa continuare a svolgere la propria funzione scientifica, formativa, culturale e di motore dello sviluppo sostenibile del nostro territorio, occorre parallelamente lavorare sulla sua efficienza, sul miglioramento del benessere delle persone che vi lavorano e vi studiano. Come potrebbe un Ateneo che vuole fare del benessere sostenibile il proprio obiettivo strategico, disattendere questo obiettivo al proprio interno?<\/p>\n<p>Un obiettivo prioritario e\u0300 sicuramente quello di migliorare il benessere attuale e prospettico dei nostri studenti, lavorando tanto sull\u2019adeguamento delle infrastrutture, quanto sui percorsi formativi. Sul piano delle infrastrutture, oltre agli interventi gia\u0300 richiamati che contribuiranno ad ampliare le aree studio, abbiamo finanziato la realizzazione di aree studio all\u2019aperto \u2013 venendo incontro alle esigenze manifestate dagli stessi studenti \u2013 una nuova grande biblioteca allo Studium 2000, in aggiunta all\u2019apertura della community library ad Ecotekne. Sul piano formativo, dopo il successo dell\u2019iniziativa Unisalento+ che mira a sviluppare percorsi interdisciplinari, lanceremo nel mese prossimo un vasto progetto formativo sulle soft skills, in quanto competenze fondamentali per l\u2019inserimento professionale \u2013 prima \u2013 e l\u2019affermazione lavorativa \u2013 poi \u2013 dei nostri studenti. Ad Ecotekne in collaborazione con l\u2019ASL stiamo inoltre costituendo un ambulatorio a supporto della popolazione studentesca e di quanti lavorano nel campus, mentre continuera\u0300 l\u2019impegno per assicurare un supporto psicologico agli studenti. Sul piano del placement nelle prossime settimane verra\u0300 attivato lo Smart Stage Open Lab per supportare i nostri studenti nella realizzazione di tirocini a distanza con imprese ed enti ubicati al di fuori dei confini regionali. Obiettivo prioritario e\u0300 naturalmente l\u2019ampliamento del numero e della qualita\u0300 delle imprese convenzionate, allargando nel contempo l\u2019orizzonte geografico delle collaborazioni. Di qui il coinvolgimento di imprese ed enti di livello nazionale e internazionale nella costruzione e nell\u2019aggiornamento dei percorsi formativi e, soprattutto, nello sviluppo di azioni di placement.<\/p>\n<p>Altrettanto significative sono le iniziative rivolte al personale interno. Anche qui si agira\u0300 sulla leva della formazione per adeguare il livello di professionalizzazione dettato dalle modifiche intervenute nell\u2019organizzazione del lavoro e negli indirizzi strategici, ma anche per motivare e coinvolgere il personale nel progetto di sviluppo dell\u2019Ateneo. Del resto, il progetto riorganizzativo rende imprescindibile la realizzazione di un piano formativo coerente e articolato. Il progetto delle soft skills verra\u0300 indirizzato anche al personale interno. Nei prossimi mesi partiranno numerosi concorsi volti ad adeguare in termini dimensionali e tipologici la pianta organica alle esigenze della struttura, ma anche ad aumentare le opportunita\u0300 di progressione verticale, anch\u2019esse indispensabili per rafforzare l\u2019impegno di chi gia\u0300 opera all\u2019interno della nostra organizzazione. L\u2019obiettivo e\u0300 quello di destinare ulteriori risorse per questa finalita\u0300 nel corso di questo stesso anno accademico, pur nella certezza che i perduranti vincoli di bilancio ci impediscono al momento di operare nella direzione di un effettivo e concreto ampliamento della pianta organica. Anche in questo caso abbiamo lavorato e continueremo a lavorare nella direzione di un miglioramento degli ambienti di lavoro, consci che anche questi incidono significativamente sul benessere dei lavoratori.<\/p>\n<p>Analoghe considerazioni possono svilupparsi in merito al personale docente. Nei prossimi mesi confidiamo di poter dare notevole impulso alle progressioni di molti ricercatori abilitati in seconda fascia e ad un piano di reclutamento che, in virtu\u0300 delle risorse ministeriali che ci sono state assegnate, dovrebbe portarci all\u2019assunzione di una sessantina circa di nuovi ricercatori; un risultato che, oltre a determinare una riduzione del precariato, ci consentira\u0300 \u2013 al netto dei pensionamenti \u2013 di mantenere e in alcuni casi addirittura ampliare l\u2019offerta formativa. A tutto cio\u0300 si aggiungono naturalmente le oltre sessanta procedure concorsuali che dovremo attivare nei prossimi anni su fondi regionali per sostenere il Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia. Al di la\u0300 delle politiche di progressione e reclutamento del personale docente, molto si dovra\u0300 fare in quest\u2019anno per sostenere la ricerca sia direttamente, allocando fondi specifici che vadano a premiare le linee di ricerca piu\u0300 promettenti, sia indirettamente, contribuendo anche economicamente allo sviluppo di progetti su bandi competitivi che sono ormai divenuti il canale prevalente di finanziamento della ricerca. Con il Presidio di Qualita\u0300 e il Delegato alla Ricerca stiamo lavorando per individuare nuove modalita\u0300 di sostegno alla ricerca e al miglioramento della qualita\u0300 della stessa, espressa in termini di produzione scientifica.<\/p>\n<p>La disponibilita\u0300 di fondi di ricerca, di opportunita\u0300 di progressione sono indispensabili se si vuole fare crescere l\u2019Ateneo, ancor di piu\u0300 quando ci si muove in un sistema estremamente competitivo come quello universitario. Le asimmetrie competitive che si registrano all\u2019interno di questo sistema non determinano infatti solo una migrazione degli studenti verso gli Atenei che insistono su territori economicamente piu\u0300 sviluppati, ma anche una migrazione di ricercatori, attratti da migliori opportunita\u0300 di carriera e da una ben piu\u0300 ampia disponibilita\u0300 di fondi, frutto non soltanto delle politiche premiali poste in essere dal Ministero, ma anche delle risorse provenienti dal settore privato che in quei territori e\u0300 assai piu\u0300 sviluppato. Se a livello governativo si volesse davvero lavorare ad una riduzione dei divari territoriali \u2013 considerato il ruolo trainante degli Atenei e, piu\u0300 in generale, di tutti gli enti di ricerca \u2013 , dovrebbe attuarsi una politica perequativa proprio su questo piano, andando a rafforzare il supporto finanziario alle attivita\u0300 di ricerca che vengono sviluppate nelle aree economicamente piu\u0300 deboli. Anche se ritengo alquanto improbabile che il Governo possa recepire questa linea d\u2019indirizzo, nei prossimi mesi e nel corso di tutto il mio mandato mi impegnero\u0300 perche\u0301 questo accada e perche\u0301 il Salento, come tutto il Mezzogiorno, possa tornare su una traiettoria di sviluppo e vincere il divario economico che lo separa dal resto del Paese.<\/p>\n<p>Sono orgoglioso di quello che siamo, sono orgoglioso di questo territorio, della collaborazione che si e\u0300 instaurata con le istituzioni locali, con le imprese, della fiducia che questi attori territoriali nutrono nei confronti dell\u2019Ateneo e ancor di piu\u0300 dell\u2019affetto che ci lega alla comunita\u0300 locale. Eccellente altresi\u0300 e\u0300 il rapporto con gli altri Atenei pugliesi e stiamo lavorando per costruire un sistema universitario integrato che riesca non solo ad attrarre studenti da altri territori, ma anche ad espandere la propria influenza al di la\u0300 dei confini nazionali, nella regione mediterranea. In evidente espansione sono anche le collaborazioni con enti, imprese e istituzioni di livello nazionale ed internazionale e questo non puo\u0300 che rafforzarci.<\/p>\n<p>La speranza e\u0300 che questa rete collaborativa si sviluppi e si consolidi divenendo una nota caratterizzante e qualificante, portando nel tempo ad una piena valorizzazione del potenziale di sviluppo del nostro territorio. Come sottolineato in apertura, il nostro comune obiettivo non deve tuttavia limitarsi al superamento della crisi determinata dall\u2019emergenza sanitaria ma occorre guardare oltre e sfruttare questa occasione per lavorare insieme ad un progetto ambizioso: fare dei nostri territori un laboratorio di sostenibilita\u0300. L\u2019Universita\u0300 del Salento, come molti altri Atenei italiani, e\u0300 pronta a fare la sua parte, mettendo le proprie competenze a disposizione di tutti gli attori che operano sul territorio ed in esso si riconoscono. Coraggio e determinazione non mancano e sono certo che oggi, tutti insieme, abbiamo la possibilita\u0300 di ridisegnare il futuro del nostro Paese.<\/p>\n<p>Ed e\u0300 con questo impegno e auspicio che<\/p>\n<p>DICHIARO APERTO L\u2019ANNO ACCADEMICO 2020 &#8211; 2021!<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2021\/04\/16\/inaugurato-il-nuovo-anno-accademico-il-discorso-del-rettore-universita-postpandemica-le-prospettive-dellateneom-salentino\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2021\/04\/16\/inaugurato-il-nuovo-anno-accademico-il-discorso-del-rettore-universita-postpandemica-le-prospettive-dellateneom-salentino\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di\u00a0Fabio Pollice * Rettore dell\u2019Universit\u00e0 del Salento______ Saluto quanti hanno raccolto il nostro invito e sono oggi collegati per seguire l\u2019inaugurazione dell\u2019anno accademico 2020-2021. 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