{"id":182332,"date":"2021-04-27T13:44:27","date_gmt":"2021-04-27T11:44:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=182332"},"modified":"2021-04-27T13:53:56","modified_gmt":"2021-04-27T11:53:56","slug":"lintervento-la-scuola-ai-tempi-della-pandemia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2021\/04\/27\/lintervento-la-scuola-ai-tempi-della-pandemia\/","title":{"rendered":"L&#8217;INTERVENTO \/ LA SCUOLA AI TEMPI DELLA PANDEMIA"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-182309\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/154479208_2737305259933619_2106132946226974828_n.jpg\" alt=\"\" width=\"974\" height=\"982\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/154479208_2737305259933619_2106132946226974828_n.jpg 974w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/154479208_2737305259933619_2106132946226974828_n-298x300.jpg 298w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/154479208_2737305259933619_2106132946226974828_n-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/154479208_2737305259933619_2106132946226974828_n-768x774.jpg 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/154479208_2737305259933619_2106132946226974828_n-60x60.jpg 60w\" sizes=\"(max-width: 974px) 100vw, 974px\" \/>di <strong>Giusy Agros\u00ec<\/strong> * (docente di lingua inglese nella Scuola Primaria)______<\/p>\n<p>Nessuno avrebbe mai potuto prevedere un evento catastrofico di cotanta portata come quello conseguente alla diffusione del COVID-19.<\/p>\n<p>Quella che sembrava essere gi\u00e0 una malattia virale a forte trasmissibilit\u00e0 si \u00e8 rivelata una vera ecatombe, anche a causa delle sue nuove varianti che sembrano invalidare la sperimentazione vaccinale a cui la popolazione \u00e8 sottoposta da qualche mese.\u00a0Migliaia di morti silenziose hanno svuotato intere citt\u00e0 e reso necessario in alcuni Paesi il ricorso a fosse comuni per accogliere i corpi di chi ha avuto la sventura di scontrarsi con questo terribile morbo; in Italia si \u00e8 ricorso alla cremazione.<\/p>\n<p>I frequenti ricoveri in terapia intensiva sono stati oggetto di speculazioni giornalistiche che hanno riempito i palinsesti televisivi e radiofonici, diffondendo il panico e aumentando le preoccupazioni dell&#8217;intera collettivit\u00e0.<\/p>\n<p>I governi hanno rivelato grandi falle nella gestione pandemica, sia per ci\u00f2 che concerne gli aspetti sanitari che per quelli sociali.<\/p>\n<p>La mancanza di lungimiranza nella stesura di un adeguato piano per la gestione della medicina di emergenza (attualmente oggetto di indagine da parte della magistratura) ha rivelato la grande miopia della politica che negli ultimi decenni ha svuotato la sanit\u00e0 pubblica ad esclusivo vantaggio della sanit\u00e0 privata, limitando o rendendo di fatto inesistente o inefficace la medicina territoriale.<\/p>\n<p>La divisione del territorio italiano in zone assoggettate a crescenti limitazioni di movimento degli individui e le chiusure non sempre condivisibili di determinate attivit\u00e0 produttive hanno peggiorato la percezione sociale della pandemia e della sua gestione.<\/p>\n<p>Cos\u00ec le forti incertezze hanno minato non solo la salute fisica, ma anche quella psichica di ognuno di noi. Anche i pi\u00f9 piccoli hanno finito col risentire di questo clima di reclusione forzata e di astensione dalla vita di comunit\u00e0.<\/p>\n<p>L&#8217;emergenza sanitaria si \u00e8 ben presto trasformata in emergenza economica e soprattutto sociale, conseguentemente alla perdita di reddito di numerose famiglie.<\/p>\n<p>Il governo italiano, ben lungi dall&#8217;approntare in maniera tempestiva ed efficace le misure di contenimento della pandemia, si \u00e8 barcamenato in innumerevoli tentativi per contenere la diffusione del contagio, prendendo decisioni niente affatto comprensibili anche in relazione all&#8217;apertura delle scuole e alla gestione della frequenza degli alunni.<\/p>\n<p>Ogni giorno nugoli di esperti o pseudo tali affollano i salotti televisivi per pontificare sulla necessit\u00e0 di tenere le \u201cscuole aperte\u201d, anzi no meglio \u201cscuole chiuse\u201d , forse meglio ancora \u201cmezze aperte e mezze chiuse\u201d.<\/p>\n<p>Si sono affastellate le idee pi\u00f9 strambe nella babele comunicativa degli esponenti di governo e dei giornalisti chiamati a diffondere il nuovo Verbo della Pseudoscienza.<\/p>\n<p>Stranamente a gestire il mondo della Scuola sono stati e sono ancora personaggi che della Scuola hanno forse solo sentito parlare. A volte si tratta di medici, di sociologi, di ministri, di blogger, comunque di non addetti ai lavori.<\/p>\n<p>Mai e sottolineiamo mai si \u00e8 chiesto il contributo di chi la Scuola la vive e la conosce perch\u00e9 ci lavora da una vita.<\/p>\n<p>La Scuola \u00e8 stata oggetto di invettiva da parte di chi non era affatto titolato a parlarne, scambiandola alternativamente come luogo di parcheggio per i pi\u00f9 piccoli o vessillo di efficientismo politico, raramente riconosciuta come istituzione garante della partecipazione attiva della cittadinanza.<\/p>\n<p>Cos\u00ec i docenti sono divenuti molto spesso nell&#8217;opinione pubblica dei bersagli su cui riversare la rabbia e l&#8217;ansia per la difficile gestione della propria esistenza.<\/p>\n<p>Gli organi di stampa e soprattutto i social hanno alimentato un&#8217;aberrante lotta fra coloro che in qualit\u00e0 di dipendenti statali sembrano essere maggiormente tutelati e coloro che vengono identificati come il popolo delle partite Iva.<\/p>\n<p>In questa diatriba infeconda e scellerata ci si dimentica di come la Scuola e tutti i suoi componenti, ma soprattutto attraverso il lavoro dei docenti, abbia saputo con solerzia rispondere alla chiamata alle armi, adeguando metodi e strumenti per rispondere pienamente alla propria missione.<\/p>\n<p>Tutti i docenti, indistintamente, hanno dovuto cimentarsi con l&#8217;utilizzo delle nuove tecnologie, sobbarcandosi ore e ore di lavoro straordinario non riconosciuto per seguire i corsi ad acta e per l&#8217;auto-aggiornamento, sottraendo tempo e risorse alla propria vita e alle proprie famiglie. Anche i docenti alle soglie della pensione non si sono sottratti alle richieste addivenienti dalla situazione che appariva inizialmente contingente e che invece qualcuno vorrebbe strumentalizzare per modificare definitivamente l&#8217;organizzazione scolastica, imponendo ritmi e modalit\u00e0 che francamente sviliscono il senso del \u201cfare scuola\u201d.<\/p>\n<p>In Puglia le pressioni di alcuni genitori sul governatore Emiliano e il ricorso al Tar di alcune associazioni hanno reso il lavoro dei docenti schizofrenico soprattutto nella scuola Primaria con un continuo tira e molla sulla presenza obbligatoria o sull&#8217;astensione dalla frequenza, peggiorando di fatto la gestione della DAD e della DID.<\/p>\n<p>Si sono create evidenti disparit\u00e0 fra le classi frequentate totalmente in presenza e quelle in cui gli alunni seguivano le lezioni da casa.<\/p>\n<p>Ma la gestione pi\u00f9 acrobatica \u00e8 stata quella delle classi con alunni in parte frequentanti e in parte in DAD, per le evidenti difficolt\u00e0 legate alla connessione e alle \u201cstrategie di sopravvivenza\u201d di pargoli poco avvezzi al lavoro o che ritengono la dad una quasi vacanza.<\/p>\n<p>E&#8217; necessario sottolineare che fra il diritto allo studio e quello alla salute, quest&#8217;ultimo pare sicuramente prioritario, ma una pi\u00f9 avveduta gestione della frequenza in presenza avrebbe reso l&#8217;intero periodo di pandemia meno carico di tensioni.<\/p>\n<p>Ma tant&#8217;\u00e8!<\/p>\n<p>Come sappiamo si \u00e8 lasciato ampio margine di discrezionalit\u00e0 alle famiglie per non dover ammettere le falle di un sistema che ha nel tempo depauperato le risorse professionali, limitando di fatto il numero dei docenti e realizzando classi pollaio nelle quali appare difficile il rispetto delle norme di sicurezza che il fantasioso Comitato Tecnico Scientifico annuncia\u00a0puntualmente con le innumerevoli variazioni sul tema.<\/p>\n<p>Di fatto gli insegnanti sono stati lasciati da soli a combattere di fronte ad un nemico che pare girare per le strade solo dopo le 18:00, amare i ristoranti piuttosto che i locali della movida, disdegnando, sempre secondo gli esperti, le aule sovraffollate.<\/p>\n<p>Agli insegnanti \u00e8 stato richiesto di dispensare ad ogni alunno del gel disinfettante all&#8217;ingresso dell&#8217;aula e di distribuire le mascherine prima delle lezioni, di provvedere alla disinfezione della postazione di lavoro ad ogni cambio d&#8217;ora, dovendosi inoltre fidare della misurazione della temperatura del bambino da parte dei genitori. Un&#8217;operazione che nessuno pu\u00f2 garantire come realmente avvenuta.<\/p>\n<p>La conduzione delle lezioni prevede la condivisione del proprio computer e il controllo della linea wi-fi, oltre che la gestione delle \u201cesuberanze informatiche\u201d di piccoli e adulti che molto spesso smanettano sovraccaricando la piattaforma con la duplicazione di account o delle miracolose sparizioni durante le interrogazioni. E che dire di risposte che risentono di \u201cvoci estranee\u201d? Sopravvivere a questi episodi mina gravemente la propria autostima e ci costringe a riflettere sul rapporto con la componente genitoriale che a volte svirgola dal patto di corresponsabilit\u00e0 che pure ad ogni anno i genitori sono chiamati a sottoscrivere.<\/p>\n<p>Per fortuna possiamo contare ancora sulla collaborazione proficua di molte famiglie consapevoli del ruolo importantissimo che la Scuola svolge nella formazione del futuro cittadino. In tutte le scuole d&#8217;Italia si sono verificati casi di contagio o falsi allarmi che hanno costretto ripetutamente i docenti al tampone, per verificare la propria situazione.<\/p>\n<p>A questi docenti \u00e8 stato\u00a0richiesto nei fatti di mantenere i nervi saldi, continuando ad assecondare richieste non sempre legittime sulle proprie prestazioni nella situazione contingente.<\/p>\n<p>Di noi docenti si continua ad ignorare l&#8217;abnegazione e lo spirito di servizio che ha consentito al sistema paese di non collassare completamente.<\/p>\n<p>Dei sentimenti dei piccoli pochissimi si sono realmente preoccupati. L&#8217;unico pensiero pare essere conciliare la loro presenza a casa con il telelavoro degli adulti.<\/p>\n<p>Alcuni insulsi sociologi continuano ad auspicare per tutte le professioni il lavoro da remoto, minando di fatto la socialit\u00e0 umana e alienando l&#8217;individuo nel rapporto esclusivo con la macchina.<\/p>\n<p>La Scuola non pu\u00f2 essere quella che \u00e8 stata disegnata in questi lunghissimi mesi di contorsionismo organizzativo.<\/p>\n<p>La flessibilit\u00e0 non autorizza il perdurare di misure deleterie per l&#8217;apprendimento e ancor prima per lo sviluppo delle competenze affettive e sociali dei pi\u00f9 piccoli.<\/p>\n<p>Noi docenti non possiamo pi\u00f9 accettare sommessamente che ci venga scippata la bellezza di questa professione atipica. Una professione che non potr\u00e0 mai essere paragonata a quella dei lavoratori addetti alla catena di montaggio, piuttosto che a quella di promotori di prodotti e servizi.<\/p>\n<p>E che a nessuno venga pi\u00f9 in mente di intendere l&#8217;eccessiva disponibilit\u00e0 come dabbenaggine o ancor peggio come complicit\u00e0.<\/p>\n<p>Non vogliamo essere complici di questo svilimento della missione della Scuola. Non siamo semplici intrattenitori di pargoli come qualcuno vorrebbe, salvo poi sottoporci alle prove sulla produttivit\u00e0 e sull&#8217;efficienza dell&#8217;insegnamento attraverso prove standardizzate. Noi docenti continuiamo ad auspicare una scuola in presenza.<\/p>\n<p>Del nostro lavoro amiamo la socialit\u00e0, l&#8217;empatia, l&#8217;affetto, la spontaneit\u00e0, la condivisione &#8230; Dei nostri cuccioli d&#8217;Uomo intercettiamo pensieri, emozioni e desideri &#8230;<\/p>\n<p>Lo stare insieme in un clima di rispetto e di reciprocit\u00e0 \u00e8 la condizione necessaria a realizzare il complesso e delicato processo dell&#8217;apprendimento-insegnamento; l&#8217;azione educativa si nutre della relazione.<\/p>\n<p>Questo anno di pandemia ci ha reso affettivamente fragili.<\/p>\n<p>Certo, moltissimi hanno dimostrato di essere tenaci nello studio, impegnandosi con la solita solerzia, ma alcuni sembrano disorientati.<\/p>\n<p>Eh no, non \u00e8 solo colpa della DAD ! L&#8217;uso della tecnologia ha costituito una scelta obbligata per difendere il diritto alla salute nei periodi di maggiore recrudescenza. Ma la relazione affettiva \u00e8 stata minata da elementi estranei che hanno finito col rendere pi\u00f9 insicuri i piccoli. Viviamo con spirito di adattamento questa grande prova, augurandoci di poterci ritrovare negli abbracci e nelle parole calde e sincere sussurrate a distanza ravvicinata; vogliamo rivivere il senso della relazione docente-discente.<\/p>\n<p>&#8220;<em> Maestra, mi aiuti ?&#8221;<\/em><\/p>\n<p><em>&#8221; Dai, vieni qui accanto a me!&#8221;<\/em><\/p>\n<p><em>&#8221; Maestra, ti piace?&#8221;<\/em><\/p>\n<p><em>&#8221; Maestraaa! Ci sono riuscita! &#8220;<\/em><\/p>\n<p><em>&#8221; Siete stati davvero bravissimi! Vi voglio bene!&#8221;<\/em><\/p>\n<p><em>&#8221; Maestra, questo fiore \u00e8 per te! Aprirlo!&#8221;<\/em><\/p>\n<p><em>&#8221; Ma \u00e8 bellissimo! Grazie!&#8221;<\/em><\/p>\n<p><em>&#8221; Lo abbiamo fatto insieme noi due&#8230;Grazie, Maestra!&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Non ci sono per noi compensi economici capaci di ripagarci degli sforzi profusi per aiutare i bambini a crescere, promuovendo i loro talenti e le loro capacit\u00e0.<\/p>\n<p>Ma che a nessuno venga in mente di abusare della disponibilit\u00e0 che questo mestiere richiede per trasformarci in ciechi esecutori di politiche sterili, che continuano a minare ulteriormente l&#8217;approccio antropologico che ha da sempre caratterizzato la Scuola Italiana.<\/p>\n<p>Ridateci la Scuola!<\/p>\n<p>Quella vera!<\/p>\n<p>In presenza e in sicurezza!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2021\/04\/27\/lintervento-la-scuola-ai-tempi-della-pandemia\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2021\/04\/27\/lintervento-la-scuola-ai-tempi-della-pandemia\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Giusy Agros\u00ec * (docente di lingua inglese nella Scuola Primaria)______ Nessuno avrebbe mai potuto prevedere un evento catastrofico di cotanta portata come quello conseguente alla diffusione del COVID-19. 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