{"id":184761,"date":"2021-06-19T13:11:17","date_gmt":"2021-06-19T11:11:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=184761"},"modified":"2021-06-19T14:12:19","modified_gmt":"2021-06-19T12:12:19","slug":"il-porto-sepolto-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2021\/06\/19\/il-porto-sepolto-2\/","title":{"rendered":"IL PORTO  SEPOLTO"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-184762 size-full\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Cesine_01.jpg\" alt=\"\" width=\"2000\" height=\"1500\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Cesine_01.jpg 2000w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Cesine_01-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Cesine_01-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Cesine_01-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Cesine_01-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Cesine_01-400x300.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 2000px) 100vw, 2000px\" \/>Riceviamo e volentieri pubblichiamo. L&#8217;ufficio comunicazione dell&#8217;Universit\u00e0 del Salento ci manda il seguente comunicato, con relativa documentazione fotografica______<\/p>\n<p>Indagini archeologiche nel comprensorio della Riserva naturale statale &#8211; Oasi WWF Le Cesine: primi risultati<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sono stati presentati questa mattina,\u00a0nell\u2019Auditorium del Museo Castromediano a Lecce nell\u2019ambito delle Giornate Europee dell\u2019Archeologia, i primi risultati delle indagini archeologiche non invasive condotte dal\u00a0Dipartimento di Beni Culturali\u00a0dell\u2019Universit\u00e0 del Salento\u00a0nel comprensorio della Riserva naturale statale &#8211; Oasi WWF Le Cesine (Vernole, provincia di Lecce), a terra e a mare.<\/p>\n<p>Le ricerche, dirette da\u00a0Rita Auriemma, sono tra le attivit\u00e0 del progetto di cooperazione transfrontaliera \u2013 programma Italia Croazia 2014-2020 UnderwaterMuse, di cui \u00e8 partner la Regione Puglia, e del Centro Euromediterraneo per l\u2019Archeologia dei paesaggi costieri e subacquei, che vede tra gli attori coinvolti anche la Soprintendenza Nazionale per il Patrimonio Culturale Subacqueo.<\/p>\n<p>Le indagini, avviate con un breve intervento lo scorso ottobre, proseguono quest\u2019anno con un programma denso di operazioni e di contributi rilevanti; in particolare, prospezioni con droni, posizionatori subacquei e ROV (robot subacquei muniti di telecamera) di ultima generazione sono stati usati con metodologie innovative da un gruppo di docenti e ricercatori di due Dipartimenti del Politecnico di Torino, che ha realizzato il rilievo fotogrammetrico delle evidenze.<\/p>\n<p>Le attivit\u00e0, tuttora in corso, godono del supporto della ditta Angelo Colucci, della Direzione della Riserva Le Cesine, del Corpo Forestale dello Stato e dell\u2019Ufficio Ufficio Locale Marittimo \u2013 Guardia Costiera di San Cataldo di Lecce. Altra documentazione video e foto con drone \u00e8 stata realizzata da Roberto Perrone.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-184763 size-full\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Cesine_02.jpg\" alt=\"\" width=\"2000\" height=\"1500\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Cesine_02.jpg 2000w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Cesine_02-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Cesine_02-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Cesine_02-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Cesine_02-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Cesine_02-400x300.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 2000px) 100vw, 2000px\" \/><\/p>\n<p>Come illustrato dalla professoressa Auriemma, in localit\u00e0 \u201cPosto San Giovanni\u201d, nelle immediate vicinanze dell\u2019Edificio Idrovoro della Riforma Agraria, sono presenti strutture, in gran parte di et\u00e0 romana, che restituiscono una visione ben pi\u00f9 complessa dell\u2019antico scalo portuale di Lupiae.<\/p>\n<p>Alcune evidenze, gi\u00e0 indagate e documentate negli anni Novanta, possono adesso essere messe in relazione con la nuova scoperta: la fondazione di un imponente molo realizzato nella tecnica tipica delle strutture di approdo dell\u2019Adriatico, in grandi blocchi parallelepipedi di pietra locale, largo circa 8 m, che si sviluppa con orientamento est\/nord-est per un centinaio di metri. In alcuni punti si conservano due o pi\u00f9 filari sovrapposti, ma all\u2019esterno del tracciato della struttura si nota l\u2019ampia dispersione dei blocchi in crollo, a causa dell\u2019energia ambientale e alla posizione esposta ai venti dominanti.<\/p>\n<div id=\"attachment_184764\" style=\"width: 2010px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-184764\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-184764 size-full\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Cesine_03.jpg\" alt=\"\" width=\"2000\" height=\"1500\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Cesine_03.jpg 2000w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Cesine_03-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Cesine_03-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Cesine_03-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Cesine_03-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Cesine_03-400x300.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 2000px) 100vw, 2000px\" \/><p id=\"caption-attachment-184764\" class=\"wp-caption-text\">DCIM102MEDIADJI_0017.JPG<\/p><\/div>\n<p>Nella parte terminale si notano, anch\u2019essi rimossi e riversi dalla forza del moto ondoso, tratti di canaletta scavata in lunghi blocchi di calcarenite, e lungo il fianco meridionale giganteschi blocchi sagomati, forse con funzione di bitte di ormeggio.<\/p>\n<p>Un\u2019area\u00a0oggi\u00a0completamente coperta da sabbia per il forte apporto di sedimenti separa questa struttura dall\u2019altra, sempre a blocchi, gi\u00e0 documentata da Giuseppe Ceraudo e Francesco Esposito, che potrebbe essere una sua terminazione o appendice.<\/p>\n<p>Infine, va precisato il nesso con la cosiddetta \u201cChiesa sommersa\u201d, un\u2019altra struttura intagliata su una prominenza del banco roccioso in modo da ricavarvi tre grandi ambienti rettangolari, che affiora sulla superficie del mare. Occorre segnalare anche la persistenza di un tracciato viario che da Lecce punta direttamente all\u2019area del molo.<\/p>\n<p>In ogni caso, la presenza del grande molo di San Giovanni configura un complesso portuale importante, la cui articolazione o geometria complessiva \u00e8 ancora da precisare, cos\u00ec come la cronologia; potrebbe addirittura essere pi\u00f9 antico del molo adrianeo a nord dell\u2019ampia baia di San Cataldo, a cui \u00e8 simile per la tecnica edilizia e l\u2019imponente sviluppo. Le fonti ricordano lo sbarco di Ottaviano da Apollonia al porto di Lupiae, che doveva quindi godere di una certa considerazione tra la fine dell\u2019et\u00e0 repubblicana e la prima et\u00e0 imperiale, ed essere forse gi\u00e0 munito di alcune infrastrutture: possiamo riconoscere queste nei resti sommersi di San Giovanni?<\/p>\n<p>Solo lo scavo vero e proprio potr\u00e0 darci una risposta decisiva.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-184765 size-full\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Cesine_04.jpg\" alt=\"\" width=\"1500\" height=\"2000\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Cesine_04.jpg 1500w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Cesine_04-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Cesine_04-768x1024.jpg 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Cesine_04-1152x1536.jpg 1152w\" sizes=\"(max-width: 1500px) 100vw, 1500px\" \/><br \/>\nMa San Giovanni \u00e8 un tassello nell\u2019attivit\u00e0 di ricerca e rilettura del comprensorio di San Cataldo, che l\u2019Universit\u00e0 del Salento conduce da alcuni anni; un intervento diretto da Giuseppe Ceraudo e Carla Amici nel 2014 ha riguardato proprio il molo di Adriano; in quell\u2019occasione, il gruppo di Archeologia Subacquea individu\u00f2 alcuni grossi pali che testimoniavano, grazie alle datazioni con il metodo del radiocarbonio effettuate dal Centro di datazione e diagnostica \u2013 CEDAD, l\u2019intervento quattrocentesco di ricostruzione del porto voluto da Maria d\u2019Enghien; lo stesso gruppo negli anni ha documentato una serie di relitti spiaggiati di et\u00e0 antica e moderna nelle marine di Lecce (a Torre Chianca, Torre Rinalda, Spiaggiabella, Faro di San Cataldo) e lungo la costa delle Cesine, segni inequivocabili del passaggio incessante di navi e della fitta trama di rotte che toccavano queste rive.<\/p>\n<p>Sia le strutture che i relitti sono peraltro anche indicatori di profonde modificazioni del paesaggio e ci aiutano a ridisegnare l\u2019evoluzione di questo profilo costiero e le forme della presenza dell\u2019uomo nei secoli.<\/p>\n<p>\u00abFare archeologia dei paesaggi nel comprensorio San Cataldo-Cesine, dove si recuperano anche insediamenti importanti dell\u2019et\u00e0 del Bronzo, significa fare archeologia pubblica, per restituire alle comunit\u00e0 locali un patrimonio di eccezionale interesse\u00bb, conclude Auriemma, \u00ab\u00c8 da questo capitale culturale che occorre ripartire per immaginare e progettare la rigenerazione, la valorizzazione e una fruizione nuova del paesaggio dimenticato di un\u00a0waterfront\u00a0denso di storia\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2021\/06\/19\/il-porto-sepolto-2\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2021\/06\/19\/il-porto-sepolto-2\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riceviamo e volentieri pubblichiamo. 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