{"id":1860,"date":"2012-06-11T07:51:17","date_gmt":"2012-06-11T07:51:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=1860"},"modified":"2012-11-15T17:14:26","modified_gmt":"2012-11-15T17:14:26","slug":"a-spasso-per-il-salento-tra-tradizione-ed-identita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2012\/06\/11\/a-spasso-per-il-salento-tra-tradizione-ed-identita\/","title":{"rendered":"Viaggio nel Salento tra Tradizione ed Identit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2012\/06\/11\/a-spasso-per-il-salento-tra-tradizione-ed-identita\/ulivo-del-salento\/\" rel=\"attachment wp-att-1861\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/ulivo-del-salento.jpg\" alt=\"\" title=\"A spasso per il Salento tra Tradizione ed Identit\u00e0\" width=\"667\" height=\"1000\" class=\"alignnone size-full wp-image-1861\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/ulivo-del-salento.jpg 667w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/ulivo-del-salento-200x300.jpg 200w\" sizes=\"(max-width: 667px) 100vw, 667px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Sono appena tornato a Lecce dopo trent&#8217;anni di nord, ho bisogno di &#8220;respirare&#8221; l&#8217;aria di casa mia, chiedo a Valerio di accompagnarmi in giro per il Salento, lascio decidere a lui il percorso.<\/p>\n<p>Il giorno dopo armato di macchina fotografica, il mio compagno di viaggio, passa a prelevarmi da casa e mi comunica quello che sar\u00e0 il nostro percorso: partenza dalle Cesine per poi proseguire lungo tutta la litoranea passando dalle pi\u00f9 importanti localit\u00e0 costiere e facendo di tanto in tanto delle puntatine all&#8217;interno.<\/p>\n<p>La pianta che vedete riprodotto in alto fa parte dell&#8217;album delle \u00a0foto scattate in quei tre giorni, un ulivo millenario, una delle tante opere d&#8217;arte che la natura ha regalato al nostro meraviglioso territorio, e che ancora noi salentini non abbiamo saputo valorizzare adeguatamente.<\/p>\n<p>Prossimamente vi proporremo il nostro percorso, la nostra tre giorni, fatta di scatti fotografici e di commenti.<\/p>\n<p>Giuseppe<\/p>\n<h2>Viaggio nel Salento tra Tradizione ed Identit\u00e0<\/h2>\n<p>Un giro nel Salento, un giro di un giorno e mezzo nel grande Salento, dove stanno le mie radici, piantate ben solide, floride e fertili, come quelle degli ulivi, in questa provincia difficile, che la natura ha posto all\u2019estremo lembo della Patria italiana, all\u2019estremo Sud, all\u2019estremo limite delle terre stesse, protese in profondit\u00e0 nel mare aperto, fra l\u2019Adriatico e lo Jonio del Mediterraneo, il Mare Nostrum.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019atavico isolamento geografico \u00e8 stato rotto, superato per un verso o per l\u2019altro, soltanto da poco, in vari modi, ma tutti decisivi.<\/p>\n<p>Ecco i voli a basso costo della Rayan air, che fa scalo in un\u2019 aeroporto a venti minuti di auto e con la possibilit\u00e0 di fare il \u201ccheck in\u201d anche all\u2019entrata di Lecce citt\u00e0; ma pure il raddoppio della linea ferroviaria e l\u2019ammodernamento del tragitto sempre da\u00a0 Bari, all\u2019uscita dell\u2019autostrada.<\/p>\n<p>Ecco l\u2019esplosione del turismo di massa, che ha scoperto una citt\u00e0 nel frattempo sapientemente restaurata con i fondi della Comunit\u00e0 europea e pure uniformemente interessata da una evidente opera di modernizzazione, sotto i due mandati amministrativi del sindaco Adriana Poli Bortone che le hanno fatto compiere un vero e proprio salto di qualit\u00e0.<\/p>\n<p>Ecco le\u00a0 strutture ricettive di avviata consistenza, frutto di una mentalit\u00e0 finalmente capace di porsi correttamente, anche con tante iniziative parallele di promozione.<\/p>\n<p>Ecco poi l\u2019avvento e la diffusione di internet.<\/p>\n<p>Cos\u00ec Lecce \u00e8 oggi una citt\u00e0 del mondo; il Salento, una meta di benessere psico &#8211;\u00a0 fisico, perch\u00e9 anche di arte e cultura.<\/p>\n<p>La notte della Taranta, Gallipoli come Otranto, Santa Croce e gli altri capolavori del Barocco leccese unico al mondo, le spiagge, le grotte, il Negroamaro ( il vino, non il gruppo musicale ) e il Rosato, l\u2019olio nettare degli dei, sono oggi patrimonio dell\u2019umanit\u00e0, ma non nel senso abusato e oramai insignificante dell\u2019espressione corrente, bens\u00ec nel significato di benessere psico \u2013 fisico, accessibili a tutti e sempre pi\u00f9 e sempre meglio conosciuti e apprezzati in tutto il mondo: ecco, un vero e proprio Sud Sound System ( il sistema socio \u2013 economico, non il gruppo musicale ) sapientemente in equilibrio fra Tradizione e Modernit\u00e0.<\/p>\n<p>La Tradizione va rispettata ed attualizzata; la modernit\u00e0 va affrontata e creata: come hanno saputo fare Lecce e il Salento.<\/p>\n<p>Una terra da mare. Una terra da amare.<\/p>\n<p>Ma c\u2019\u00e8 un Salento ancora pi\u00f9 affascinante, di suggestioni ancora pi\u00f9 dirompenti, perch\u00e9 ancora ampiamente insondate, che continua a sfuggire alla conoscenza uniforme e generalizzata, sia degli itinerari turistici, sia dei percorsi divulgativi.<\/p>\n<p>E\u2019 in questo territorio pressoch\u00e9 inesplorato che abbiamo viaggiato per tre giorni: io con la mia penna e il mio taccuino; Valerio Melcore con la sua macchina fotografica e i suoi obiettivi; e tutti e due con i nostri pensieri.<\/p>\n<p>Quello che segue \u00e8 il racconto dei nostri pensieri fatti in un viaggio compiuto cogli occhi e col cuore, il 23, il 24 e il 25 settembre scorso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le foto, \u00a0fra le centinaia scattate le ha scelte Valerio, con un criterio tutto suo che a volte era quello estetico altre quello della documentazione visiva.<\/p>\n<p>I pensieri, li ho scelti io, con un criterio complicatissimo: quelli che venivano dalla partecipazione accorata, dal pathos antico e dalla sofferenza, perch\u00e9 soltanto chi ha molto provato e ha molto sofferto pu\u00f2 amare tanto, pu\u00f2 amare davvero.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2012\/06\/17\/in-giro-nel-salento-tra-tradizione-e-identita\/1-acaya-x-web-3\/\" rel=\"attachment wp-att-2086\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/1-acaya-x-web2-300x128.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"128\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2012\/06\/17\/in-giro-nel-salento-tra-tradizione-e-identita\/castello-acaya-interno-x-web\/\" rel=\"attachment wp-att-2084\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/castello-acaya-interno-x-web-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" \/><\/a><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/acaya-affresco-x-web-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il villaggio di Acaya sta a pochi chilometri dalla costa adriatica e pure dal capoluogo, verso sud \u2013 est.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Da un punto di vista amministrativo \u00e8 una frazione, del comune di Vernole; storicamente era il feudo della famiglia baronale da cui prende il nome.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Fra la strada stretta, le casette basse e i campi incolti, all\u2019improvviso, come in una fiaba, con tutto il suo incanto, incombe per\u00f2 alla vista, maestoso, imponente, massiccio, un castello.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lo riscopriamo di pomeriggio di un giorno umido, col cielo velato di nuvole basse e leggere, spostate dal vento ancora gradevole.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Proprio in questa presenza corposa, quanto improvvisa, inaspettata, imprevedibile,\u00a0\u00a0 sta l\u2019effetto di fascino e di mistero.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tozzo, ma solido, un quadrilatero arricchito dai torrioni sugli angoli, il castello di Acaya evoca scenari inquietanti, di difesa dalle offese dei tanti nemici, delle tante guerre, che l\u2019Italia degli Spagnoli continuava impotente a subire: per quanto presenza potenzialmente rassicurante, lascia invece una sensazione di impotenza quale difesa dalle offese della vita.<\/p>\n<p>Sempre storicamente, porta il marchio, il prestigio di Carlo V, che nel Salento e nella stessa Lecce \u2013 citt\u00e0 tanto ha lasciato di s\u00e9; ma pare evidentemente edificato su una struttura pre-esistente, legata al villaggio antico di Segine, a tre-quattro secoli prima, quindi, ai secoli del basso Medioevo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ne restano tracce sensibili, quali gli scheletri di uomini morti in battaglia rinvenuti nei lavori di restauro avviati da pochi anni, da quando il castello di Acaya \u00e8 stato rilevato dall\u2019Amministrazione provinciale; o quale l\u2019affresco mirabile che raffigura una trecentesca Madonna che dorme, dissepolto fra un\u2019intercapedine e l\u2019altra\u00a0 nell\u2019interno. Restauro, beninteso, di quanto \u00e8 stato possibile restaurare dall\u2019incuria del tempo e degli uomini.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Fuori, rimane il soffio del vento che viene dal mare e porta lamenti antichi, abbattendosi sulle mura di pietra gialla, di tufo al tempo stesso solido e malleabile: \u201cla pietra leccese\u201d, insomma, con cui fra Cinquecento e Seicento furono edificati soprattutto in citt\u00e0 i capolavori di un Barocco al tempo stesso severo ed esuberante, unico al mondo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2012\/06\/17\/in-giro-nel-salento-tra-tradizione-e-identita\/vanze-x-web\/\" rel=\"attachment wp-att-2087\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/vanze-x-web-199x300.jpg\" alt=\"\" width=\"199\" height=\"300\" \/><\/a><\/p>\n<p>Cosa \u00e8?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E\u2019 un sorpresa, questa del tutto inimmaginabile: del tutto insondata, misconosciuta e non considerata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La si trova a poche centinaia di metri della strada ( la vedete alle mie spalle ) che lascia Acaya, in una localit\u00e0 che la toponomastica amministrativa chiama Vanze.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E\u2019 uno dei megaliti che si trovano sparpagliati per tutto il Salento: una grande pietra, e chi ha fatto il Classico sa che significa l\u2019aggettivo \u201cmega\u201d che accorda con \u201clitos\u201d\u2026Viaggiando per il Salento comunque il greco antico bisogna impararlo, perch\u00e9 qui \u00e8 di casa, \u00e8 proprio il caso di dirlo e quello dei Bizantini \u00e8 rimasto ancora in una certa area ancora ben vivo e operante nel dialetto quotidiano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Coi megaliti, detti anche menhir ( e con i dolmen, le costruzioni composte da pi\u00f9 pietre, che pure qui abbondano ) siamo in ambito del neolitico, quindi in piena preistoria.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel Salento, come in poche altre zone del mondo, ce ne sono alcuni di tutta presenza scenica e di tutta evidenza, fra un numero quantitativamente elevato: per esempio a Martano, uno dei paesi della Grec\u00eca salentina, nel bel mezzo dell\u2019abitato, c\u2019\u00e8 il menhir pi\u00f9 alto d\u2019Italia, il \u201cmenhir te lu santu Totaru\u201d, cio\u00e8 di San Sotero.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma questo di Vanze \u00e8 il pi\u00f9 affascinante, proprio perch\u00e9 ti prende all\u2019improvviso, completamente alla sprovvista.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sta alla fine di un giardinetto recintato e viene fuori alla vista con una inquietante sembianza fallica, vanamente addolcita da una corona di palme che gli sta appesa alla sommit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>S\u00ec, palme, proprio palme, come appurato empiricamente da Valerio, ancora a fine settembre, dall\u2019inizio della primavera: perch\u00e9, come abbiamo scoperto in seguito, dopo una breve indagine, a Vanze c\u2019\u00e8 l\u2019usanza di finire al menhir la processione della Domenica della Palme, e tutto quindi quadra, nel voler ricoprire di sovrastrutture del tutto estranee, ma comprensibili, presenze originarie che la modernit\u00e0 non sa spiegare.<\/p>\n<p>Una commistione impossibile dell\u2019oggi ancora cattolico, che copre, ricopre letteralmente, la religione primitiva della terra, delle energie della natura, degli elementi primordiali, dell\u2019universo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Perch\u00e9 questi erano i megaliti: indicatori di presenze di energia positiva, come sempre Valerio coglie pensando nella fattispecie alla fertilit\u00e0, invocata dalle femmine, ma pure, in misura uguale e contraria, dai maschi per la loro potenza: e per tutti la fertilit\u00e0 della terra, dal basso, come pure quella del cosmo, dall\u2019alto, di cui i menhir erano i catalizzatori.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gli uomini antichi, senza conoscenze scientifiche, n\u00e9 tecnologiche, avevano per\u00f2 il potere di \u201csentire\u201d, di saper riconoscere e dunque poi opportunamente utilizzare la forza, la potenza, le energie positive degli elementi primordiali, l\u2019acqua, la terra, l\u2019aria, il fuoco, che non per caso uno dei primi filosofi, Talete, individu\u00f2 come origine e fondamento dell\u2019universo stesso. Una capacit\u00e0 che gli uomini contemporanei non hanno pi\u00f9, che essi han perduto per sempre.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A Vanze c\u2019\u00e8 ancora oggi un segnale di potenza, di fertilit\u00e0, delle capacit\u00e0 di quei figli delle stelle &#8211; perch\u00e9 aveva ragione quell\u2019altro filosofo che qualche anno fa cantava \u201cnoi siamo figli delle stelle\u201d &#8211; che vi abitarono tanti millenni fa: e con quel simbolo fallico centravano il punto di ricevimento e di raccolta delle energie positive del cosmo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2012\/06\/17\/in-giro-nel-salento-tra-tradizione-e-identita\/attachment\/5\/\" rel=\"attachment wp-att-2088\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/5-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" \/><\/a><\/p>\n<h1><\/h1>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ed eccola, la terra, minuta, rossa, arsa, sitibonda, cos\u00ec fragile, quasi inconsistente, da far gridare al miracolo, per ogni pezzo strappato alla roccia, agli scogli, ancora affioranti di calcare, retaggio dei millenni (ma nella fattispecie non bastano neppure i millenni, in verit\u00e0, a calcolare le et\u00e0 del passato) antichi, in cui tutto il Salento era coperto da quel mare, da cui adesso &#8211; categoria recente, se commisurata alla preistoria &#8211; affiora solido e in cui baldanzoso si protente.<\/p>\n<p>La terra di uno dei tanti uliveti che, andando per strade secondarie, si incrociano tornando dalle frazioni di Vernole, verso Cavallino.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gli ulivi, che sono le piante caratteristiche, insieme alle viti, del Salento, le coltivazioni tutte e due portate dai Greci, quelli antichi della Magna Grecia, tutte e due fiorite come per miracolo fra la terra minuta, rossa, arsa, sitibonda.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nei tronchi portano incise le sofferenze del passato, di chi ha dovuto combattere ogni cosa, per poter sopravvivere e al meglio prosperare, come i vecchi portano incise nei volti le rughe dei secoli.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sono ampi, corposi, massicci, ma pure, a volte, a tratti, scheletrici, variamente intrecciati in s\u00e9 stessi, come a riannodare le fila di un discorso di patimenti e lente, a volte effimere, ma trepide e sapide conquiste vitali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sono le piante fatte a immagine e somiglianza dei loro coltivatori, ne hanno assorbito e ne manifestano i volti esteriori e le caratteristiche interiori.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il resto del viaggio , ne prossimi giorni&#8230;..<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2012\/06\/11\/a-spasso-per-il-salento-tra-tradizione-ed-identita\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2012\/06\/11\/a-spasso-per-il-salento-tra-tradizione-ed-identita\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono appena tornato a Lecce dopo trent&#8217;anni di nord, ho bisogno di &#8220;respirare&#8221; l&#8217;aria di casa mia, chiedo a Valerio di accompagnarmi in giro per il Salento, lascio decidere a lui il percorso. 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