{"id":186218,"date":"2021-07-23T17:55:58","date_gmt":"2021-07-23T15:55:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=186218"},"modified":"2021-07-29T18:15:42","modified_gmt":"2021-07-29T16:15:42","slug":"la-polemica-al-consigliere-regionale-paolo-pagliaro-salta-la-xylella-al-naso-e-se-la-piglia-con-il-professor-marco-scortichini-la-serena-e-circostanziata-risposta-del-ricercatore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2021\/07\/23\/la-polemica-al-consigliere-regionale-paolo-pagliaro-salta-la-xylella-al-naso-e-se-la-piglia-con-il-professor-marco-scortichini-la-serena-e-circostanziata-risposta-del-ricercatore\/","title":{"rendered":"LA POLEMICA \/ AL CONSIGLIERE REGIONALE PAOLO PAGLIARO SALTA LA XYLELLA AL NASO"},"content":{"rendered":"<div dir=\"auto\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-186224\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PPBUBA.jpg\" alt=\"\" width=\"720\" height=\"785\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PPBUBA.jpg 720w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PPBUBA-275x300.jpg 275w\" sizes=\"(max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><\/div>\n<div dir=\"auto\"><strong>SE LA PIGLIA CON IL PROFESSOR MARCO SCORTICHINI. LA SERENA E CIRCOSTANZIATA RISPOSTA DEL RICERCATORE<\/strong><\/div>\n<div dir=\"auto\"><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div dir=\"auto\">(Rdl)______Il consigliere regionale<span style=\"color: #000080;\"><strong> Paolo Pagliaro<\/strong><\/span> (nella foto di copertina), capogruppo\u00a0 di La Puglia\u00a0<a class=\"matchTooltip\">Domani<\/a>\u00a0e presidente del Movimento Regione Salento, aveva diffuso ieri una nota, eccola:<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\"><strong><span style=\"color: #000080;\"><em>\u201cUna cura fallimentare, pagata dalla Regione, che ha prodotto un ennesimo danno all\u2019olivicoltura salentina messa al tappeto dalla Xylella fastidiosa. <\/em><\/span><\/strong><\/div>\n<div dir=\"auto\"><strong><span style=\"color: #000080;\"><em>La cosiddetta cura Scortichini si \u00e8 rivelata un danno in termini di tempo e risorse sprecate, che si sarebbero potute indirizzare invece verso la rigenerazione agricola di un territorio desertificato e spettrale, ormai irriconoscibile.<\/em><\/span><\/strong><\/div>\n<div dir=\"auto\"><strong><span style=\"color: #000080;\"><em>Le piante dei campi sperimentali, come quelli di Cannole, Galatone, Galatina e Veglie, appaiono\u00a0<a class=\"matchTooltip\">oggi<\/a>\u00a0pi\u00f9 rinsecchite e avvizzite che mai. A nulla sono servite le ripetute nebulizzazioni del composto miracoloso a base di zinco, rame e acido citrico che avrebbe dovuto salvarle, contenendo la diffusione del batterio negli alberi gi\u00e0 infetti.\u00a0<\/em><\/span><\/strong><\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\"><strong><span style=\"color: #000080;\"><em>Di questa sperimentazione \u2013 dai costi alla rendicontazione fino agli esiti effettivi \u2013 chiedo conto in un\u2019interrogazione urgente che ho presentato all\u2019assessore all\u2019agricoltura Pentassuglia.<\/em><\/span><\/strong><\/div>\n<div dir=\"auto\"><strong><span style=\"color: #000080;\"><em>\u00c8 il momento di tracciare un bilancio di un tentativo non riuscito e ormai da archiviare, che ha bombardato le chiome dei poveri ulivi infetti per mesi, senza ottenere il minimo giovamento. Perseverare con questo protocollo non \u00e8 solo inutile ma anche nocivo, ed \u00e8 bene che ci si concentri sui reimpianti di specie resistenti alla Xylella, che possano portare frutto in tempi rapidi e soprattutto contribuire alla necessaria ricostruzione di terreni agricoli ridotti a cimiteri di alberi disseccati e a tabula rasa.<\/em><\/span><\/strong><\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\"><strong><span style=\"color: #000080;\"><em>\u00c8 evidente che l\u2019annunciata e attesa riduzione della densit\u00e0 cellulare del batterio nelle foglie degli alberi trattati, dopo anni di sperimentazione, non si \u00e8 verificato. Allo stato attuale le piante appaiono irrimediabilmente compromesse, ed \u00e8 giunta l\u2019ora di mettere un punto fermo a questi test, tirando le somme di quanto si \u00e8 fatto e di quanto si \u00e8 speso\u201d.<\/em><\/span><\/strong><\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-186225\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/marco-scortichini.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"419\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/marco-scortichini.jpg 640w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/marco-scortichini-300x196.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">Oggi il professor <span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Marco Scortichini<\/strong><\/span>\u00a0(foto sopra) ha diffuso la sua risposta, eccola:<\/div>\n<div dir=\"auto\">\n<p><strong><span style=\"color: #ff0000;\"><em>&#8220;Trovo sorprendente che il protocollo di convivenza verso Xylella fastidiosa, messo a punto nell\u2019ambito di un accordo tra pubbliche amministrazioni, si \u00e8 attestato su oltre 700 ettari di oliveti salentini venga nuovamente messo in discussione.<\/em><\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li><strong><span style=\"color: #ff0000;\"><em>In cosa \u00e8 consistito l\u2019accordo ?<\/em><\/span><\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p><strong><span style=\"color: #ff0000;\"><em>L\u2019accordo tra pubbliche amministrazioni (articolo 15, legge 241\/1990), stabilisce che le amministrazioni pubbliche possono stipulare tra loro un accordo per lo svolgimento in collaborazione di attivit\u00e0. Nel caso specifico \u00e8 stato formulato un accordo tra Regione Puglia, CREA, Universit\u00e0 del Salento e Universit\u00e0 di Bologna, per la durata di 24 mesi, su \u201cStrategie di controllo integrato per il contenimento di Xylella fastidiosa ed analisi epidemiologiche del complesso del disseccamento rapido dell\u2019olivo \/CoDiRO)\u201d. <\/em><\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff0000;\"><em>E\u2019 bene precisare che tali accordi non sono progetti, dove vengono erogati fondi che il ricevente spende secondo le proprie esigenze, ma \u201crimborsi spesa\u201d per le attivit\u00e0 sostenute ai fine dello svolgimento dell\u2019accordo stesso. La somma stabilita per l\u2019accordo \u00e8 stata di 200.000 euro per il biennio e per tutte le Istituzioni coinvolte. Le spese complessive non hanno raggiunto la soglia massima dell\u2019accordo.<\/em><\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li><strong><span style=\"color: #ff0000;\"><em>Cosa ha prodotto l\u2019accordo ?<\/em><\/span><\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p><strong><span style=\"color: #ff0000;\"><em>L\u2019accordo ha prodotto, con la partecipazione di pi\u00f9 di 20 autori, ben 11 pubblicazioni scientifiche pubblicate su riviste internazionali dei settori della patologia vegetale, agronomia, fisiologia vegetale, biosicurezza e sostenibilit\u00e0 ambientale, tutte caratterizzate da fattore d\u2019impatto.<\/em><\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li><strong><span style=\"color: #ff0000;\"><em>Ci sono state anche ricadute applicative ?<\/em><\/span><\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p><strong><span style=\"color: #ff0000;\"><em>Certo. Come accennato precedentemente, al momento, ci sono oltre 700 ettari di oliveti delle province di Lecce, Brindisi e Taranto che applicano da diversi anni il protocollo messo a punto nell\u2019ambito dell\u2019accordo di cui sopra. Tra queste alcune presentano notevole dimensioni (decine di ettari) e producono olio di elevata qualit\u00e0. Tutte queste aziende rappresentano un valido esempio di chi vuole salvaguardare l\u2019immenso valore dell\u2019agroecosistema olivicolo salentino. In questo ambito, Slow Food ha istituito due comunit\u00e0 di agricoltori impegnati, con tecniche ecosostenibili, a mantenere le tradizionali variet\u00e0 del territorio, Ogliarola salentina e Cellina di Nard\u00f2, caratterizzate dall\u2019elevata qualit\u00e0 organolettica.<\/em><\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff0000;\"><em>Inoltre, si vuole evidenziare che, proprio grazie alle attivit\u00e0 svolte nell\u2019ambito dell\u2019accordo ed alle relative pubblicazioni scientifiche, l\u2019azienda di ricerca statunitense, Invaio che fa parte dello stesso gruppo di aziende cui fa riferimento anche Moderna, l\u2019azienda che produce il noto vaccino per il Covid, sta effettuando, da oltre un anno, nel territorio salentino, un\u2019ampia sperimentazione per verificare l possibilit\u00e0 di curare gli oliveti colpiti da Xylella mediante endoterapia, utilizzando il rpodotto a base di zinco-rame-acido citrico che \u00e8 stato sperimentato nell\u2019ambito dell\u2019accordo. E\u2019 evidente che se non ci fossero solide basi scientifiche per l\u2019applicazione di una tecnica innovativa, tale azienda non si sarebbe impegnata.<\/em><\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li><strong><span style=\"color: #ff0000;\"><em>Nell\u2019interrogazione si fa riferimento ad alcune aziende esperimentali che sembrano versare in cattivo stato.<\/em><\/span><\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p><strong><span style=\"color: #ff0000;\"><em>E\u2019 l\u2019ennesima volta che fornisco le medesime spiegazioni. Le aziende di Galatone e Galatina, negli anni 2015 e 2016, hanno ospitato prove di potatura severa per verificare se, come nel caso di Xylella fastidiosa che colpisce gli agrumi in Brasile, a seguito dei forti tagli si poteva ridurre la presenza del batterio anche nell\u2019olivo. Le prove hanno dimostrato, con estrema chiarezza, che i grossi tagli di potatura sono fortemente dannosi per la vitalit\u00e0 dell\u2019albero che, solitamente, muore qualche mese dopo la sbrancatura. Di tali risultati si \u00e8 anche scritto nella prima pubblicazione. Entrambe le aziende, quindi, sono state abbandonate fin dal 2016. L\u2019azienda di Veglie ha ospitato, fino al settembre 2018, la sperimentazione preliminare triennale per la messa a punto del protocollo. Il proprietario ha, da anni, in atto nella propria azienda una riconversione colturale con l\u2019utilizzo di colture di pi\u00f9 alto reddito rispetto all\u2019olivo (melograno, ortive, vite). Per far terminare la prova, tuttavia, ha consentito di portare a termine le sperimentazioni. L\u2019azienda di Cannole \u00e8 viva e vegeta e il proprietario utilizza il protocollo di difesa anche su altre aziende per un totale di oltre 15 ettari, a testimoniare che chi effettua regolarmente le indicazioni del protocollo riesce a produrre anche in territorio fortemente infetto.<\/em><\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li><strong><span style=\"color: #ff0000;\"><em>Esistono altri finanziamenti volti a mitigare gli effetti di Xylella fastidiosa in Puglia ?<\/em><\/span><\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p><strong><span style=\"color: #ff0000;\"><em>Certo, esistono molti finanziamenti regionali, nazionali ed internazionali. Ad esempio la Regione Puglia \u00e8 responsabile di una misura di 5.000.000 di euro, stanziata dal Mipaaf, per un \u201cPiano straordinario di rigenerazione olivicola\u201d che si basa sulla pratica dell\u2019innesto con variet\u00e0 non autoctone, soprattutto per esemplari secolari. Tale misura, tuttavia, non \u00e8 supportata da alcuna evidenza scientifica che dimostri come una pianta infetta reinnestata sopravviva nel tempo e non sviluppi pi\u00f9 sintomi di deperimento. Inoltre, non ci sono prove che gli alberi infetti capitozzati e reinnestati possano riprendere le loro normali attivit\u00e0 fisiologiche. Esistono solamente alcune osservazioni empiriche che, tra l\u2019altro, non sembrano molto incoraggianti. Eppure si finanzia il tutto per molti milioni di euro e nessuno interroga.<\/em><\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li><strong><span style=\"color: #ff0000;\"><em>Cosa dire delle variet\u00e0 resistenti ?<\/em><\/span><\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p><strong><span style=\"color: #ff0000;\"><em>Va subito detto che le cosiddette variet\u00e0 resistenti Leccino e Favolosa non sono autoctone, cio\u00e8 non appartengono, alla tradizione olivicola salentina e, quindi, comportano una forte privazione dell\u2019identit\u00e0 del territorio. Paesaggio olivicolo tradizionale che sarebbe sconvolto dagli impianti intensivi e superintensivi fortemente esigenti in termini di risorse idriche e gestionali. Inoltre, per anni ci \u00e8 stato detto che Leccino e Favolosa erano resistenti e che costituivano la sola risposta scientifica efficace per ridurre l\u2019avanzata del batterio nel Salento. Recentemente, per stessa ammissione di chi le aveva proposte, tali variet\u00e0 non sono pi\u00f9 ritenute resistenti, in quanto si ammalano, dopo qualche anno, come quelle locali Ogliarola e Cellina. Eppure anche qui si \u00e8 finanziato per molti milioni di euro e nessuno interroga.<\/em><\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li><strong><span style=\"color: #ff0000;\"><em>Cosa si pu\u00f2 concludere ?<\/em><\/span><\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p><strong><span style=\"color: #ff0000;\"><em>Si pu\u00f2 concludere che dopo 8 anni dalla prima segnalazione ufficiale di Xylella fastidiosa nel Salento sono stati commessi molti errori. Il pi\u00f9 grave di tutti \u00e8 stato quello di propagandare a tutti che \u201cla xylella non si cura\u201d. Danno ancora pi\u00f9 grave quando non si dispone di misure di controllo alternative veramente efficaci. Il danno \u201cpsicologico\u201d perpetuato da tale dogma ha provocato disillusione e scoramento negli agricoltori che hanno abbandonato gli oliveti a se stessi, facili preda del patogeno e delle sue concause, Al contrario, si sarebbero dovute mettere in campo tutte le forze per arginare, in modo sinergico, la malattia come \u00e8 prassi comune nelle emergenze fitosanitarie. Ormai \u00e8 tardi e gran parte del territorio salentino \u00e8 irrimediabilmente compromesso. Forse su questo ci si dovrebbe interrogare&#8221;.<\/em><\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">APPENDICE DI FOTO E COMMENTI ALLEGATI DA MARCO SCORTICHINI<\/span><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-186220\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Figura-1.jpg\" alt=\"\" width=\"1512\" height=\"2016\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Figura-1.jpg 1512w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Figura-1-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Figura-1-768x1024.jpg 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Figura-1-1152x1536.jpg 1152w\" sizes=\"(max-width: 1512px) 100vw, 1512px\" \/><\/p>\n<ul>\n<li>Figura 1. Olivo secolare in Piazza sant\u2019Oronzo a Lecce. Gli innesti sull\u2019albero malato non hanno attecchito e la pianta cerca di reagire con l\u2019emissione di polloni e succhioni.<\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n<p>______<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-186221\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Figura-2.jpg\" alt=\"\" width=\"3000\" height=\"4000\" \/><\/p>\n<div dir=\"auto\">\n<ul>\n<li>Figura 2. Tentativi di reinnesto di cultivar locali con esito negativo.<\/li>\n<\/ul>\n<p>_____-<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-186222\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Figura-3.jpg\" alt=\"\" width=\"4000\" height=\"3000\" \/><\/p>\n<ul>\n<li>Figura 3. Reimpianto fallito. Da notare come, l\u2019anno successivo al reimpianto, l\u2019agricoltore ha mosso il terreno lungo la fila delle piante per favorire l\u2019accumulo di acqua nel terreno. La carenza idrica nel Salento limita fortemente tale pratica.<\/li>\n<\/ul>\n<p>______<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-186223\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Figura-4.jpg\" alt=\"\" width=\"4000\" height=\"3000\" \/><\/p>\n<ul>\n<li>Figura 4. Impianti di Leccino colpiti da Xylella fastidiosa.<\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2021\/07\/23\/la-polemica-al-consigliere-regionale-paolo-pagliaro-salta-la-xylella-al-naso-e-se-la-piglia-con-il-professor-marco-scortichini-la-serena-e-circostanziata-risposta-del-ricercatore\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2021\/07\/23\/la-polemica-al-consigliere-regionale-paolo-pagliaro-salta-la-xylella-al-naso-e-se-la-piglia-con-il-professor-marco-scortichini-la-serena-e-circostanziata-risposta-del-ricercatore\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SE LA PIGLIA CON IL PROFESSOR MARCO SCORTICHINI. 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