{"id":18895,"date":"2013-07-22T09:44:42","date_gmt":"2013-07-22T09:44:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=18895"},"modified":"2013-07-22T09:45:12","modified_gmt":"2013-07-22T09:45:12","slug":"lecce-deve-diventare-zona-franca-urbana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2013\/07\/22\/lecce-deve-diventare-zona-franca-urbana\/","title":{"rendered":"Lecce deve diventare zona franca urbana"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left\" align=\"center\"><strong>Zona a burocrazia zero purch\u00e9 si sbrighi. Dalla prossima settimana una serie d\u2019iniziative dello \u201cSportello dei Diritti\u201d per far attivare Comune e Regione<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>La scorsa settimana si \u00e8 assistito ad un grottesco scaricabarile mediatico tra enti circa una questione per la quale \u00e8 un\u2019intera classe politica che dovrebbe fare ammenda e trarne le dovute conclusioni: il rischio per Lecce citt\u00e0 di perdere la possibilit\u00e0 di divenire Zona Franca Urbana (ZFU) ma anche Zona a Burocrazia Zero (ZBZ).<\/p>\n<p>In un momento di cos\u00ec grave crisi per un\u2019intera collettivit\u00e0, \u00e8 gravissimo che amministratori seppur di diverso colore politico si affannino a scaricare le colpe tra di loro ed invece non si attivino sin da subito. Perch\u00e9 i cittadini e le imprese, per l\u2019incapacit\u00e0 dimostrata sinora dai nostri rappresentanti locali, rischiano di perdere la possibilit\u00e0 di beneficiare delle opportunit\u00e0 sia dell\u2019interessante meccanismo di esenzione da imposte sui redditi, Irap, imposta sugli immobili, nonch\u00e9 l\u2018esonero dai contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente previsto dall\u2019art. 37 del Governo Monti come ZFU, ma allo stesso tempo delle semplificazioni di carattere amministrativo per le imprese ribadite dal Decreto legge &#8220;Del Fare&#8221; del 21 giugno 2013 (peraltro gi\u00e0 consentite dal Decreto Monti) come ZBZ.<\/p>\n<p>Per tali ragioni, Giovanni D\u2019Agata presidente e fondatore dello \u201c<a href=\"http:\/\/www.sportellodeidiritti.org\/\">Sportello dei Diritti<\/a>\u201d, comunica che l\u2019associazione avvier\u00e0 una serie d\u2019iniziative tra e per la cittadinanza, per far si che s\u2019interrompa l\u2019inattivit\u00e0 da parte del Comune di Lecce e\u00a0 Regione Puglia, a partire da una raccolta firme anche per protestare contro l\u2019inerzia dei due enti.<\/p>\n<p>Con un\u2019interessante<em> excursus<\/em> del perch\u00e9 \u00e8 importante che non si perda pi\u00f9 tempo ad attuare queste due possibilit\u00e0 concesse sia dal governo Monti che da quello in carica, gli avvocati Maurizio Villani e Iolanda Pansardi spiegano in dettaglio alla cittadinanza il perch\u00e9 non bisogna pi\u00f9 perdere tempo e quali vantaggi rischiano di perdere i leccesi se non verranno utilizzate le gi\u00e0 scarse risorse disponibili.<\/p>\n<p>Lecce, 21 luglio 2013<\/p>\n<p><strong><em>Giovanni D\u2019Agata<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Lecce deve diventare zona franca urbana o zona a burocrazia zero purch\u00e9 si sbrighi <\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Lecce sta perdendo la possibilit\u00e0, sino al 2013, di diventare non solo zona franca urbana ma anche zona a burocrazia zero e di conseguenza, sfruttarne i relativi vantaggi. E\u2019 questo l\u2019assurdo in un momento di grave crisi economica per colpa di una classe politica nostrana disattenta ed incapace di cogliere le opportunit\u00e0 previste sia dal Decreto Crescita del Governo Monti n. 179\/2012 e sia dal Decreto Del Fare del Governo Letta n. 69\/2013. Cerchiamo di capirne il perch\u00e9 mettendo a fuoco quelle che sono le caratteristiche predominanti delle due agevolazioni e soprattutto l\u2019evoluzione storica legislativa.<\/p>\n<p>Innanzitutto le <strong>Zone Franche Urbane<\/strong> sono aree infra-comunali di dimensione minima prestabilita dove si concentrano programmi di defiscalizzazione per la creazione di piccole e micro-imprese. Obiettivo prioritario delle ZFU \u00e8 favorire lo sviluppo economico e sociale di quartieri e aree urbane caratterizzate da disagio sociale, economico e occupazionale, e con potenzialit\u00e0 di sviluppo inespresse.<\/p>\n<p>Le <strong>zone a burocrazia zero<\/strong>, invece, dovrebbero puntare a uno snellimento burocratico nello start up di un\u2019impresa.<\/p>\n<p>Con l\u2019art. <strong>37 del D.l. n. 179\/2012 del 18 Ottobre 2012<\/strong> l\u2019esecutivo Monti, per dare un aiuto all\u2019economia di alcune zone d\u2019Italia, ha inteso riprogrammare\u00a0 le agevolazioni fiscali e contributive previste dalla legge 296 del 2006 (legge finanziaria 2007) &#8211; prevedendo a favore delle piccole e micro imprese localizzate nelle Regioni Convergenza (tutte meridionali) l&#8217;esenzione dal pagamento delle imposte sui redditi, dell\u2019Irap, dell\u2019IMU e dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente. Tra le \u201czone franche\u201d anche Lecce. <strong>Il 19 marzo 2013<\/strong>, il Ministro dello Sviluppo Economico ha approvato il <strong>Decreto attuativo delle Zone Franche Urbane<\/strong>, pari complessivamente a 44, individuate tutte nelle Regioni meridionali: Campania, Puglia (Andria, Lecce, Taranto, Barletta, Foggia, Lucera, Manduria, Manfredonia, Molfetta, San Severo, Santeramo in Colle), Calabria, Sicilia pi\u00f9 (in via sperimentale) i Comuni della Provincia Sarda di Carbonia-Iglesias. I finanziamenti provengono dalla riprogrammazione dei fondi europei del periodo 2007-2013, dalle risorse regionali e dalla terza fase della riprogrammazione del Piano di azione e coesione che ha gi\u00e0 liberato a fine 2012 ben 377 milioni di euro\u201d. Per rendere attuativo il decreto \u00e8 necessario individuare al pi\u00f9 presto le risorse necessarie a finanziare i bandi. La dotazione complessiva \u00e8 di 377 milioni e per questo, \u00e8 stato presentato un ordine del giorno bipartisan che sar\u00e0 discusso nella prossima seduta del consiglio regionale e che impegna il presidente del Consiglio e la Giunta ad avviare tutte le iniziative presso il Consiglio dei Ministri ed il Parlamento per ottenere i fondi necessari a rendere operative le Zone franche pugliesi.<\/p>\n<p>Nel frattempo, per\u00f2, Il Ministro dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministro dell\u2019Economia e delle finanze, con <strong>Decreto firmato lo scorso 10 aprile 2013<\/strong> e in via di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, ha definito le condizioni, i limiti, le modalit\u00e0 e i termini di decorrenza delle agevolazioni fiscali e contributive per le imprese delle Zone Franche Urbane (ZFU) del Mezzogiorno.<\/p>\n<p>Nello specifico, si tratta di 33 Zone delle regioni Calabria, Campania e Sicilia, e in via sperimentale, del territorio dei comuni della provincia di Carbonia-Iglesias nell\u2019ambito dei programmi di sviluppo e degli interventi compresi nell\u2019accordo di programma \u201cPiano Sulcis\u201d. (Puglia non compresa).<\/p>\n<p>Nel provvedimento, emanato in attuazione dell\u2019articolo 37 del D.L. 18 ottobre 2012, n. 179 (Decreto Sviluppo-bis), sono riportate le disposizioni attuative cui seguiranno i bandi per la presentazione delle domande.<\/p>\n<p>Le risorse disponibili, come si legge nel comunicato dello scorso 5 luglio del Ministero dello Sviluppo Economico, ammontano a complessive 303 milioni di euro, integrabili con fondi messi a disposizione dalle Regioni interessate. Per i comuni della provincia di Carbonia-Iglesias la dotazione finanziaria sar\u00e0 individuata con un successivo decreto interministeriale, a valere sulle somme destinate all\u2019attuazione del \u201cPiano Sulcis\u201d.<\/p>\n<p>E\u2019 bene ricordare che le Zone Franche Urbane (ZFU), introdotte con la Finanziaria 2007 (Legge n. 296 del 2006), ispirandosi al modello attuato in Francia, intendevano favorire lo sviluppo economico e sociale, anche tramite interventi di recupero urbano, di aree e quartieri degradati nelle citt\u00e0 del Mezzogiorno.<\/p>\n<p>Furono individuate 22 citt\u00e0, di cui in Puglia, Lecce, insieme a Taranto ed Andria.<\/p>\n<p>Ma operativamente le Z.F.U. non sono mai \u201cdecollate\u201d, forse per esigenze di gettito, nonostante l\u2019allora Ministro dello Sviluppo Economico, in data 28 ottobre 2009, arriv\u00f2 ad avviare anche la stipula dei &#8220;contratti di zona franca urbana&#8221; con i sindaci dei Comuni interessati (impegni reciproci assunti dal Ministero e dai singoli Comuni per accompagnare e rafforzare l&#8217;azione di sviluppo nelle ZFU).<\/p>\n<p>Successivamente, con <strong>l\u2019art. 43 del D.L. n. 78\/2010<\/strong>, le suddette ZFU sono state integralmente sostituite dalle c.d. Zone a Burocrazia Zero (ZBZ), estese a tutta l\u2019Italia con l\u2019ultima legge di stabilit\u00e0 (Legge n. 183\/2011), in via sperimentale fino al 31 dicembre 2013. Diciamo subito che, dal punto di vista fiscale, le misure recate dalla legge di stabilit\u00e0 per il 2012 (art. 14) non incidono su agevolazioni che sostanzialmente erano gi\u00e0 state riconvertite con l&#8217;art. 43, lett. b), del D.L. n. 78\/2010, provvedimento che aveva sostituito l&#8217;interessante meccanismo di esenzione da IRES, IRAP, ICI, e di esonero dai contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente, con un sistema basato sulla concessione di contributi diretti da parte del Sindaco.<\/p>\n<p>Di conseguenza, per le nuove iniziative produttive costituite dopo il 1\u00b0 gennaio 2012, <strong>i vantaggi<\/strong> erano i seguenti:<\/p>\n<p>&#8211; i provvedimenti conclusivi dei procedimenti amministrativi di qualsiasi natura ed oggetto avviati su istanza di parte, fatta eccezione per quelli di natura tributaria, di pubblica sicurezza e di incolumit\u00e0 pubblica, sono adottati in via esclusiva dall\u2019ufficio locale del Governo che vi provvede, ove occorrente, previe apposite conferenze di servizi;<\/p>\n<p>&#8211; i provvedimenti conclusivi di tali procedimenti si intendono senz\u2019altro positivamente adottati entro 30 giorni dall\u2019avvio del procedimento, se un provvedimento espresso non \u00e8 adottato entro tale termine;<\/p>\n<p>&#8211; per i procedimenti amministrativi avviati d\u2019ufficio, fatta eccezione per quelli di natura tributaria, di pubblica sicurezza e di incolumit\u00e0 pubblica, le amministrazioni che li promuovono o li istruiscono trasmettono all\u2019ufficio locale del Governo i dati ed i documenti occorrenti per l\u2019adozione dei relativi provvedimenti conclusivi;<\/p>\n<p>&#8211; sul fronte fiscale, ove la zona a burocrazia zero (ZBZ) nelle regioni meridionali coincida con una delle zone franche urbane (ZFU), come Lecce (delibera CIPE dell\u201908 maggio 2009 n. 14), le risorse finanziarie per queste ultime sono utilizzate dal Sindaco per la concessione di contributi diretti alle nuove iniziative produttive avviate nelle zone a burocrazia zero.<\/p>\n<p>Ecco che l\u2019iter procedimentale appena delineato si blocca e grazie al decreto Monti si torna a parlare di zone franche urbane di cui all\u2019art. 37 e di zone a burocrazia zero di cui all\u2019art. 37 bis, laddove l\u2019art. 43 del D.L. n. 78\/2010 \u00e8 espressamente abrogato e le zone a burocrazia zero non prevedono pi\u00f9 l&#8217;accentramento di tutte le competenze in capo al commissario di Governo, limitandosi a una semplificazione pi\u00f9 blanda.<\/p>\n<p>Tra gli <strong>incentivi<\/strong> di cui all\u2019art. 37 del D.l. n. 179\/2012 il provvedimento Economia-Sviluppo, definisce condizioni, limiti, modalit\u00e0 e termini di decorrenza delle agevolazioni che saranno concesse secondo il regime &#8220;de minimis&#8221; (tetto di 200mila euro in tre anni).<\/p>\n<p>\u00c8 prevista l&#8217;esenzione dalle imposte sui redditi fino a 100mila euro per periodo di imposta, limite maggiorabile di 5mila euro per ogni nuovo dipendente assunto a tempo indeterminato. Lo sgravio \u00e8 discendente, dal 100 al 20%, nell&#8217;arco di quattordici periodi di imposta. Esenzione anche dall&#8217;Irap, in questo caso quinquennale, con esclusione di plusvalenze e minusvalenze dal calcolo del valore della produzione netta. Per i soli immobili collocati nella Zfu e utilizzati per l&#8217;esercizio dell&#8217;attivit\u00e0 economica, scatta inoltre l&#8217;esenzione dall&#8217;Imu per quattro anni. Infine, per i soli contratti a tempo indeterminato oppure che non abbiano una durata inferiore a 12 mesi (e a condizione che almeno il 30% degli occupati risieda nell\u2019area della Zfu), \u00e8 riconosciuto l\u2019esonero al versamento dei contributi, anche in questo caso a scalare, dal 100 al 20%, fino a quattordici anni.<\/p>\n<p>Tra i <strong>requisiti <\/strong>di cui all\u2019art. 37 del decreto Crescita<strong>,<\/strong> le agevolazioni sono aperte a micro e piccole imprese, gi\u00e0 costituite alla data di presentazione dell&#8217;istanza, che svolgono la loro attivit\u00e0 all&#8217;interno della Zfu e che non sono in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali. Tra le condizioni per l&#8217;accesso agli incentivi, le aziende \u00abche svolgono attivit\u00e0 non sedentaria\u00bb dovranno dimostrare di avere almeno un lavoratore dipendente a tempo pieno o parziale che svolga nella sede collocata nella Zfu la totalit\u00e0 delle ore e di realizzarvi non meno del 25% del volume d&#8217;affari complessivo.<\/p>\n<p>Per fruire delle agevolazioni, le aziende in possesso dei requisiti dovranno presentare domanda nei termini che saranno indicati nel bando del ministero dello Sviluppo economico. Nella domanda, dovranno essere indicati l&#8217;importo delle agevolazioni richiesto e le eventuali.<\/p>\n<p>Con l\u2019art. <strong>37 bis<\/strong> <strong>del D.l. n. 179\/2012,<\/strong> di poi, <strong>al comma 3<\/strong> viene evidenziato che: &lt;&lt; Per le aree ubicate nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, ove la <strong>zona a burocrazia zero <\/strong>coincida con una delle zone franche urbane di cui all&#8217;articolo 37, le risorse previste per tali zone franche urbane, ai sensi dell&#8217;articolo 1, comma 340, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, sono utilizzate dal sindaco territorialmente competente per la concessione di contributi diretti alle nuove iniziative produttive avviate nelle zone a burocrazia zero&gt;&gt;. Nell&#8217;ambito delle attivit\u00e0 di sperimentazione &#8211; di cui all&#8217;articolo 12, comma 1, del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 35- le zone a burocrazia zero sono una specie di zone franche del territorio nazionale le quali sono state espressamente sottratte (addirittura) a ogni \u00abvincolo paesaggistico-territoriale o del patrimonio storico-artistico\u00bb (cos\u00ec l&#8217;articolo 37-bis, comma 1, del decreto legge n. 179 del 2012, convertito dalla legge n. 221 del 2012) e dove il rilascio delle autorizzazioni sono sostituite da una comunicazione che l&#8217;interessato deposita presso lo sportello unico delle attivit\u00e0 produttive.<\/p>\n<p>Di recente, la disposizione sulle \u201cZone a burocrazia zero\u201d \u00e8 rafforzata dal \u201cDecreto Del Fare\u201d del Governo Letta <strong>(Dl 69\/2013, articolo 37)<\/strong> laddove ai fini di facilitare la vita burocratica delle imprese propone un rilancio delle forme di semplificazione gi\u00e0 adottate di cui all\u2019art. 37 bis accennato sopra.<\/p>\n<p>Si tratta, in particolare, degli accordi sperimentali tra amministrazioni e associazioni di categoria, lanciati dal Governo Monti con l&#8217;articolo 12 del decreto legge n. 5 del 2012, convertito in legge n. 35 del 2012 (e poi ulteriormente disciplinate con successiva decretazione d&#8217;urgenza), ossia di convenzioni che possono essere stipulate tra le amministrazioni competenti e le varie associazioni di categoria \u00abper attivare percorsi sperimentali di semplificazione amministrativa per gli impianti produttivi e le iniziative e attivit\u00e0 delle imprese sul territorio, in ambiti delimitati e a partecipazione volontaria, anche mediante deroghe alle procedure e ai termini per l&#8217;esercizio delle competenze facenti esclusivamente capo ai soggetti partecipanti, dandone preventiva e adeguata informazione pubblica\u00bb (cos\u00ec la definizione offerta dall&#8217;art. 12, comma 1, del decreto legge n. 5 del 2012).<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo rimane quello di semplificazione basato, sostanzialmente, su accordi che derogano alle vigenti norme di legge, al fine di snellire le procedure e abbreviare i termini dei procedimenti amministrativi; ci\u00f2, alla condizione che venga data adeguata pubblicit\u00e0 preventiva (informazione pubblica) a tali iniziative.<\/p>\n<p>Le novit\u00e0 adesso inserite dal decreto legge &#8220;del fare&#8221; consistono nell&#8217;estensione a tutto il territorio nazionale di queste sperimentazioni, anche al fine di creare un sistema integrato di dati telematici tra le varie amministrazioni coinvolte e di permetterne un monitoraggio complessivo che \u00e8 affidato al ministero dello sviluppo economico.<\/p>\n<p>Uniche limitazioni alle attivit\u00e0 economiche cos\u00ec liberalizzate, la tutela dei \u00abprincipi fondamentali della Costituzione, la sicurezza, la libert\u00e0 e la dignit\u00e0 dell&#8217;uomo e l&#8217;utilit\u00e0 sociale, il rispetto della salute, dell&#8217;ambiente, del paesaggio e del patrimonio artistico e culturale\u00bb (cos\u00ec adesso dispone il comma 5 dell&#8217;art. 37 qui in esame).<\/p>\n<p><strong>CONCLUSIONI <\/strong><\/p>\n<p>Alla luce di quanto detto a proposito del decreto attuativo delle ZFU del 19 marzo 2013 che prevede anche Lecce ma il cui progetto \u00e8 ancora in fase di completamento e definizione, ed a proposito del decreto del 10 aprile 2013 gi\u00e0 andato a buon fine che ha definito le condizioni, i limiti, le modalit\u00e0 e i termini di decorrenza per accedere ai contributi per l\u2019attuazione delle 33 zone franche urbane, tra cui Lecce non compare, \u00e8 il caso che la classe politica leccese si attivi nel pi\u00f9 breve tempo possibile per beneficiare delle opportunit\u00e0 sia dell\u2019interessante meccanismo di esenzione da imposte sui redditi, Irap, imposta sugli immobili nonch\u00e9 l\u2018esonero dai contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente previsto dall\u2019art. 37 del Governo Monti come zfu, ma allo stesso tempo delle semplificazioni di carattere amministrativo per le imprese ribadite dal Decreto legge &#8220;Del Fare&#8221; del 21 giugno 2013 (peraltro gi\u00e0 consentite dal Decreto Monti) come zbz e, pertanto, si sbrighi ad utilizzare le limitate risorse ancora disponibili.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0 <em>Avv. Maurizio Villani\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0Avv. Iolanda Pansardi<\/em><\/strong><\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2013\/07\/22\/lecce-deve-diventare-zona-franca-urbana\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2013\/07\/22\/lecce-deve-diventare-zona-franca-urbana\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Zona a burocrazia zero purch\u00e9 si sbrighi. 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