{"id":190887,"date":"2021-11-12T00:02:53","date_gmt":"2021-11-11T23:02:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=190887"},"modified":"2021-11-13T14:59:22","modified_gmt":"2021-11-13T13:59:22","slug":"quel-12-novembre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2021\/11\/12\/quel-12-novembre\/","title":{"rendered":"QUEL 12 NOVEMBRE"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-190888\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/SKM_C554e21111212340.jpg\" alt=\"\" width=\"452\" height=\"741\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/SKM_C554e21111212340.jpg 452w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/SKM_C554e21111212340-183x300.jpg 183w\" sizes=\"(max-width: 452px) 100vw, 452px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>di <strong>Giuseppe Puppo<\/strong>______<\/p>\n<p>Ripensare il passato, specie quello prossimo, \u00e8 sempre un esercizio meritorio: per quanto possa scendere un velo di tristezza sui bilanci che non quadrano mai, consente di aguzzare l\u2019ingegno, storicizzare le esperienze, sperimentare la maturit\u00e0 che nel frattempo dovrebbe essere sopravvenuta.<br \/>\nNella fattispecie, poi, mi sembra che gli avvenimenti leccesi rispecchino alla perfezione il senso di quelli nazionali e permettano dunque una chiave di lettura emblematica di un intero fenomeno generazionale.<\/p>\n<p>I sogni &#8211; di alternativa, come si diceva allora &#8211; erano quelli dei ragazzi di vent\u2019anni, che credevano di poter cambiare il mondo, sia pur da opposti schieramenti e pi\u00f9 o meno direttamente, o indirettamente, coinvolti in un clima di violenza parcellizzata sul territorio, comunque di tensione continua &#8211; il destino in comune condiviso dalla mia generazione &#8211; perch\u00e9 portati, direi costretti quasi a scannarsi, dal \u201csistema\u201d, che ne sfruttava cos\u00ec l\u2019entusiasmo, per sopravvivere a s\u00e9 stesso, rafforzarsi, rigenerarsi e perpetuarsi.<\/p>\n<p>TRA I &#8216;FASCISTI&#8217; a Lecce c&#8217;erano\u201cAvanguardia nazionale\u201d e \u201cOrdine nuovo\u201d, \u201cEuropa Occidente\u201d, per esempio, si chiamava il gruppuscolo di <strong>Amedeo Calogiuri<\/strong>. Fas, \u201cFronte anticomunista studentesco\u201d, i ragazzi (come <strong>Gianfranco Morciano<\/strong>, trasferito al Sud dai genitori, dopo essere stato gravemente ferito a Monza) che aveva raccolto intorno a s\u00e9 <strong>Antonio Cremonesini<\/strong>, i quali poi fondarono il Mas, \u201cMovimento Autonomia Sociale\u201d; fra di essi si trovarono e si misero in luce per le capacit\u00e0 organizzative <strong>Valerio Melcore<\/strong> e per l\u2019attivismo esasperato <strong>Angelo Scardia<\/strong>.<br \/>\nPoi, coltivato dagli universitari reduci dalle esperienze fatte a Perugia, coi gruppi \u201cEzra Pound\u201d e a Chieti e Pescara, col professor Giacinto Auriti e le sue teorie economiche, in primo luogo da <strong>Gianni<\/strong> <strong>Rizzo<\/strong>, c\u2019era \u201cImpegno studentesco\u201d, che seppe conquistarsi un buon seguito nei due licei classici e nei due licei scientifici.<br \/>\nRicordo <strong>Alfredo Mantovano<\/strong> \u2013 ebbene s\u00ec: c\u2019\u00e8 un\u2019organizzazione extraparlamentare anche nel suo passato! E sorrido&#8230; \u2013 lamentarsi perch\u00e9 \u201ci compagni\u201d ogni mattina gli strappavano i manifesti che metteva davanti alla sua scuola e tentavano di picchiarlo.<br \/>\nRicordo <strong>Antonello Gustapane<\/strong> \u2013 in seguito attivissimo pubblico ministero della procura di Bologna, e sorrido di nuovo \u2013 sfrecciare, rey-ban d\u2019ordinanza, col suo motorino da questa a quella scuola, da una riunione all\u2019altra.<\/p>\n<p>La citt\u00e0, manco fosse la Berlino di allora, pur senza muri era divisa a zone e gli uni non potevano andare in quella degli altri, se non a costo dell\u2019incolumit\u00e0 fisica. Quella &#8216;fascista&#8217;, era piazza Sant\u2019Oronzo, davanti e di fronte all\u2019Alvino, dove c\u2019era sempre qualcuno, a qualsiasi ora del giorno e della notte, a cominciare dai pi\u00f9 adulti e vaccinati <strong>Giandomenico Casalino<\/strong>, <strong>Enrico Gabellone<\/strong>, <strong>Franco D\u2019Amore<\/strong>, <strong>Ernesto Ciminiello<\/strong>, <strong>Massimo Stefani<\/strong>, <strong>Claudio Danisi<\/strong>, <strong>Elio Taurino,<\/strong> <strong>Giancarlo Magari,<\/strong> <strong>Fabio Campobasso<\/strong>, <strong>Gino Ratano<\/strong> e tanti altri, dei quali adesso mi sfugge il nome.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Anche TRA I &#8216;COMUNISTI&#8217; a Lecce c&#8217;erano tante sigle, gruppi e gruppuscoli.\u00a0La loro zona, piazza Mazzini e Palazzo Casto.<\/p>\n<p>Molti ex liceali, prima extraparlamentari, erano entrati nel Pci, ma non per questo si erano calmati, anzi, erano quelli che aizzavano il fuoco, che tiravano il sasso e poi nascondevano la mano: mentre gli extraparlamentari non solo metaforicamente tiravano pietre, biglie d\u2019acciaio e poi bottiglie molotov, spalleggiati da certi settori di originaria provenienza cattolica, che per farsi accettare, vai a capire, alla faccia del Vangelo, sparavano pi\u00f9 degli altri.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nei giorni seguenti ai gravi incidenti del 3 giugno 1977, durante il comizio di Pino Rauti in piazza Sant&#8217;Oronzo, con scontri e sparatorie in tutta la citt\u00e0, anche per effetto del mutato e favorevole clima nazionale, a Lecce si decise di serrare le fila: tutti dentro al partito, grandi e piccoli, giovani, meno giovani e vecchi, chi ne era uscito e chi stava un po\u2019 dentro e un po\u2019 fuori, ora tutti dentro il Msi. Su disposizione di Giorgio Almirante, <strong>Mario De Cristofaro<\/strong> decise di ricostituire il \u201cFronte della giovent\u00f9\u201d e ne affid\u00f2 la guida a Valerio Melcore.<br \/>\nIn pochi mesi divent\u00f2 il Fronte della giovent\u00f9 pi\u00f9 bello d\u2019Italia.<br \/>\nGianfranco Fini lo additava ad esempio a quelli delle altre province italiane e venne personalmente almeno tre volte, la prima appena nominato segretario nazionale giovanile, a condividerne le iniziative.<br \/>\nFu un\u2019esperienza breve, un paio di anni trepidi, ma intensa, per qualit\u00e0, quantit\u00e0, entusiasmo, intelligenza e spirito di comunit\u00e0 umana e militanza politica. Aperto ai pi\u00f9 grandi, che ci frequentavano portando la loro esperienza.<br \/>\nAperto alle donne \u2013 beh, allora una novit\u00e0 per i nostri ambienti maschilisti \u2013 belle quanto brave e ricordo la mitica <strong>Ronzina De Leo<\/strong>; ma pure la <strong>Magda<\/strong>, la <strong>Fiorella<\/strong>, <strong>Valeria Falco<\/strong>, <strong>Annamaria <\/strong>e<strong> Cristina Calvi<\/strong>, la mascotte.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Aperto a tutti. Al gruppo stanziale all&#8217;Alvino, si univa spesso, allora ancora in abiti maschili, ma gi\u00e0 dichiaratamente decisa nei suoi orientamenti sessuali, quella che da l\u00e0 a pochi anni sarebbe diventata la mitica <strong>Carlotta Paiano<\/strong>, accolta, anzi affettuosamente coccolata, da tutti quanti.<\/p>\n<p>Oh quanti nomi! Solo alcuni di quelli di Lecce: <strong>\u201cPoppi\u201d Massimo Ruggio<\/strong>, <strong>Rudi Russo<\/strong>, <strong>Donato Danisi<\/strong>, <strong>Maurizio Ancora<\/strong>, <strong>Toti Cal\u00f2<\/strong>, <strong>Giuseppe Ripa<\/strong>, che veniva in compagnia di <strong>Gianfranco Papadia<\/strong>. E ometto in pieno quelli che arrivavano della provincia, come <strong>Graziano De<\/strong> <strong>Tuglie<\/strong> di Nard\u00f2, ch\u00e9\u00a0 l&#8217;elenco sarebbe lunghissimo.<br \/>\nMa soprattutto aperto alle sfide dell\u2019attualit\u00e0.<\/p>\n<p>La realt\u00e0 era fatta di iniziative politiche d\u2019avanguardia (il gi\u00e0 conquistato voto ai diciottenni; l\u2019 abolizione della leva militare; la partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese; la lotta alla corruzione e alle inefficienze; la giustizia sociale) che facevano breccia e attiravano consenso.<\/p>\n<p>Poi, beh, \u00e8 chiaro, il personale era politico.<br \/>\nC\u2019erano le feste, le letture collettive di libri (gi\u00e0, meglio riempirsi le teste, che spaccarsele, pensava Valerio), le audizioni di musica, pure le sedute spiritiche, a opera di un artista, del quale non so se posso fare il nome, che era pure medium straordinario.<br \/>\nUna vecchia, scassatissima \u201c124\u201d gialla, comprata con una colletta, serviva quale mezzo di trasporto operativo quando, dal partito, da qualche iscritto, arrivavano i soldi della benzina; con un ciclostile difettoso e un megafono gracchiante, erano i potenti mezzi messici a disposizione.<\/p>\n<p>Questi ragazzi di vent\u2019anni, che facevano le discoteche e i cineforum, leggevano i libri, diffondevano le riviste impegnate, attaccavano i manifesti sui muri e distribuivano i volantini e non ne potevano pi\u00f9 di un regime bloccato da trent\u2019anni sulla corruzione politica, erano \u201ci fascisti\u201d.<\/p>\n<p>In particolare, per impedire una mostra editoriale e grafica, fissata per il 12 novembre 1977, che fra l\u2019altro aveva per argomento il dissenso nell\u2019allora Urss, per effetto di quei meccanismi prima evocati,\u00a0 la sinistra parlamentare ed extraparlamentare si mobilit\u00f2 tutta quanta.<\/p>\n<p>Il meccanismo era rodato, a colpi di comunicati e dichiarazioni: \u201cI fascisti non devono parlare\u201d, \u201cun pericolo per la democrazia\u201d e robe simili; seguivano le minacce: bisogna impedire con la forza il raduno fascista; e quindi il questore e il prefetto prendevano atto della tensione montata ad arte e vietavano la manifestazione \u201cper motivi di ordine pubblico\u201d.<br \/>\nAnd\u00f2 su per gi\u00f9 allo stesso modo anche nell\u2019imminenza di \u201cquel 12 novembre\u201d.<strong> 1977<\/strong>, il punto pi\u00f9 alto toccato a Lecce dalla violenza politica negli anni di piombo.<\/p>\n<p><strong><em>\u201cQuel 12 novembre\u201d<\/em><\/strong> \u00e8 pure il titolo di un saggio che\u00a0 usc\u00ec mesi dopo, per i tipi della \u201cTribuna del Salento e per la penna di Lino De Matteis: a parte la tesi politica di fondo, sfacciatamente di parte\u00a0(ma tutto era di parte allora, anche le scarpe che mettevi ai piedi) e completamente sballata, era per\u00f2 \u2013 me lo ricordo \u2013 un bell\u2019esempio di giornalismo, un \u201cinstant book\u201d, come si chiamerebbe adesso nel gergo editoriale.<\/p>\n<p>Pochi mesi prima, dal Fronte della Giovent\u00f9 era stato ciclostilato &#8211; nemmeno stampato, ciclostilato &#8211; un dossier di contro informazione, che si intitolava\u00a0\u00a0<strong><em>\u201cChi vuole la violenza a Lecce<b>?<\/b>\u201d<\/em><\/strong>e che ebbe una diffusione straordinaria.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Comunque i fatti, al netto di propaganda e retorica, quel 12 novembre a Lecce andarono cos\u00ec.<\/p>\n<p>Nel corso di un\u2019affollatissima e tesissima assemblea del nostro \u201cFronte della giovent\u00f9, su al partito, il pomeriggio prima, fu deciso che, a differenza delle altre volte, quella volta non si doveva subire passivamente e che avremmo dunque tenuto la nostra manifestazione lo stesso, anche contro i divieti della Polizia e le minacce dei comunisti; pure, si badi bene, nonostante gli inviti alla calma del Partito stesso: ma il \u201cFronte\u201d aveva per statuto la propria autonomia e ne andava orgoglioso.<\/p>\n<p>Decisione quasi unanime: unico parere contrario, il mio, del tutto inutile e buono solamente ad attirarmi le solite accuse, che gi\u00e0 sapevo, di moderatismo.<br \/>\nMa era facile prevedere che all\u2019indomani sarebbero successi casini di proporzioni bibliche, e cos\u00ec fu.<\/p>\n<p>Faceva caldo, s\u00ec, un sole ancora estivo, pieno, arzillo, prepotente, quel 12 novembre del 1977.<\/p>\n<p>In piazza Sant\u2019Oronzo fallirono tutti i tentativi di mediazione e i poliziotti impedirono con la forza l\u2019esposizione dei cartelloni della mostra. Sollevarono di peso quelli che si erano seduti per terra e che reggevano per protesta il giornale del Fronte di allora, che si chiamava \u201cDissenso\u201d. Cercarono di disperdere in maniera tutto sommato accettabile i numerosissimi presenti.<\/p>\n<p>Ad un certo punto, senza un vero motivo concreto, tanto per fare qualcosa, quasi come una valvola di sfogo della tensione, ci mettemmo in corteo su viale Cavallotti. Prima che arrivassimo in piazza Mazzini, anche per evitare che fossimo assaliti in blocco come eravamo dai comunisti, la Polizia caric\u00f2 il nostro corteo, naturalmente non autorizzato, disperdendolo alla meglio.<\/p>\n<p>Da altre parti della citt\u00e0, infatti, la Celere si scontr\u00f2 a pi\u00f9 riprese con gli autonomi e brigatisti di sinistra, che nel frattempo erano usciti in forze da palazzo Casto e cercavano di raggiungerci, con le loro bottiglie molotov e le loro P38. Ci furono scene di inaudita e, almeno per Lecce, inedita violenza. La sede del sindacato Cisnal in piazzetta Castromediano fu data alle fiamme a colpi di molotov, alcune auto furono incendiate e vi fu uno scontro a fuoco tra comunisti e Polizia.<\/p>\n<p>Fra i fascisti, arrestarono, senza ragione &#8211; almeno per quella volta, non c\u2019entrava proprio nulla, visto che era l\u00ec in tutta tranquillit\u00e0, da dirigente del partito che sorvegliava i ragazzi del Fronte &#8211; Mario De Cristofaro, e <strong>Manolo Russo<\/strong>, che era accanto a lui, perch\u00e9 cerc\u00f2 di difenderlo.<\/p>\n<p>Valerio Melcore \u2013 e non solo lui&#8230;e sorrido, sorrido&#8230;\u2013 pass\u00f2 qualche notte da latitante, in attesa di un mandato di cattura che invece poi non arriv\u00f2: fu denunciato a piede libero e li us\u00f2 tutti e due per nascondersi.<\/p>\n<p>Non mi ricordo altro, se non due immagini, che sono poi le immagini emblematiche, la icastica rappresentazione del mio \u201877.<\/p>\n<p>Valerio Melcore paonazzo che discute con un terreo in volto commissario Pasquale Lacquaniti: un dialogo surreale quanto concitato, un teatro dell\u2019assurdo di Jonesco, ora nella mia mente comico, mentre fu in quel momento drammaticissimo.<\/p>\n<p>Poi, la corsa dalle parti di piazza Mazzini, a piccoli gruppi, verso la Federazione, cio\u00e8 la salvezza, sia dai poliziotti con i lacrimogeni e i manganelli, sia dai comunisti, con le molotov e le P38: dopo il mercato coperto, Angelo Scardia dritto in mezzo al viale, che, all\u2019arrivo di corsa di questo o quell\u2019altro gruppetto, interrompeva il traffico, ad ampi gesti, faceva passare i fuggiaschi che si mettevano cos\u00ec in salvo, poi faceva ripartire le macchine, e cos\u00ec via, manco fosse un vigile urbano, calmo, serafico, tranquillo e se qualche automobilista osava chiedere informazioni su che stesse accadendo, o pure timidamente protestare, gli bastavano uno sguardo per zittirlo e poche parole: <em>\u201c&#8230;L\u2019ira te Diu osce&#8230; Hannu zeccatu lu Mariu\u201d<\/em>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-190889\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/389979_2351923241450_718810468_n.jpg\" alt=\"\" width=\"424\" height=\"651\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/389979_2351923241450_718810468_n.jpg 424w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/389979_2351923241450_718810468_n-195x300.jpg 195w\" sizes=\"(max-width: 424px) 100vw, 424px\" \/><\/p>\n<p>______<\/p>\n<p>L&#8217;APPROFONDIMENTO nel nostro articolo del giorno dopo<\/p>\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"Cl7CChDTwS\"><p><a href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2021\/11\/13\/quel-12-novembre-del-1977-lettera-al-direttore\/\">LA VIOLENZA COMUNISTA QUANDO ERA DI MODA &#8211; QUEL 12 NOVEMBRE DEL 1977. Lettera al Direttore<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p><iframe class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; clip: rect(1px, 1px, 1px, 1px);\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2021\/11\/13\/quel-12-novembre-del-1977-lettera-al-direttore\/embed\/#?secret=Cl7CChDTwS\" data-secret=\"Cl7CChDTwS\" width=\"500\" height=\"282\" title=\"&#8220;LA VIOLENZA COMUNISTA QUANDO ERA DI MODA &#8211; QUEL 12 NOVEMBRE DEL 1977. 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