{"id":195291,"date":"2022-02-20T00:02:37","date_gmt":"2022-02-19T23:02:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=195291"},"modified":"2022-02-17T22:17:59","modified_gmt":"2022-02-17T21:17:59","slug":"artisti-salentini-gli-elmo-serafino-il-padre-e-marianna-la-figlia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2022\/02\/20\/artisti-salentini-gli-elmo-serafino-il-padre-e-marianna-la-figlia\/","title":{"rendered":"ARTISTI SALENTINI \/ GLI ELMO: SERAFINO IL PADRE E MARIANNA LA FIGLIA, DAL SETTECENTO AI GIORNI NOSTRI"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-195292\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/marianna.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"476\" \/><\/p>\n<p>di <strong>Raffaele Polo<\/strong>\u00a0______<\/p>\n<p>Questa volta procediamo al contrario: partiamo dalla figlia, da Marianna, per arrivare, poi, al padre Serafino.<\/p>\n<p>Gli Elmo sono squisitamente leccesi, appartengono a quel Settecento cos\u00ec prodigo di artisti nella nostra terra: Marianna, in particolare, \u00e8 stata completamente dimenticata e pochi, pochissimi conoscono il suo particolare modo di fare arte.<\/p>\n<p>Di arte, in effetti, si tratta, anche se molti critici storcono la bocca e si limitano a dire che &#8216;ricamava&#8217;.\u00a0 In realt\u00e0, la figlia del pittore salentino Serafino Elmo, utilizzava la tecnica della broderie \u00e0 fils coll\u00e9s (ricamo a fili incollati): realizzava cio\u00e8 le immagini e i paesaggi, incollando fili di seta policromi sopra un supporto cartonato, coperto da uno strato di cera vergine.<\/p>\n<p>Traduceva in fili colorati i dipinti di suo padre e di famosi pittori del Seicento e del Settecento ed \u00e8 considerata la capofila della scuola dei ricamatori leccesi: la sua fama raggiunse Napoli.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L&#8217;opera di Marianna Elmo \u00e8 stata riproposta in alcune mostre, tra cui Marianna Elmo e l&#8217;arte del ricamo in Italia meridionale nella prima met\u00e0 del Settecento (Bari, Pinacoteca Provinciale, 2003-2004), curata da Clara Gelao e L&#8217;Arte delle Donne, dal Rinascimento al Surrealismo (Milano, Palazzo Reale, 2007-2008).<\/p>\n<p>Conosciamo la data di due sue opere, poich\u00e9 da lei stessa scritta col filo: la Fuga in Egitto, al Museo di San Martino a Napoli, \u00e8 del 1752 e il Cofanetto reliquiario, del monastero di Santa Maria di Banzi (Potenza), \u00e8 del 1754.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La Galleria dell&#8217;Accademia di Napoli \u00a0possiede il ricamo di Marianna Elmo che rappresenta Sant&#8217;Emidio. Con questi ricami, fatti con i fili dai delicati colori pastello, si potevano realizzare i paesaggi e gli abiti &#8211; che apparivano come se fossero disegnati dal tratto continuo di una matita colorata &#8211; ma gli incarnati erano dipinti a tempera, sopra ritagli di seta.<\/p>\n<p>I soggetti venivano presi da stampe, oppure direttamente da opere in pittura di epoca barocca: la luminosit\u00e0 del filo in seta dava particolare incanto al ricamo. Questa tecnica preziosa decadde nell&#8217;Ottocento e, di conseguenza, fu dimenticata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Miglior fortuna per le opere di Serafino Elmo, nato a Lecce nel 1696 e scomparso nel 1777. Attraverso l&#8217;esame dei numerosi suoi dipinti, tutti di carattere religioso e presenti in numerose chiese di Lecce e del Salento si nota la capacit\u00e0 dell&#8217;artista nel comporre le scene ed un&#8217;attenzione nella resa dei dettagli.<\/p>\n<p>Serafino si serv\u00ec di copie e modelli che circolavano per tutto il territorio, in continuo contatto con le botteghe romane pi\u00f9 importanti: era molto ricercato perch\u00e9 offriva la sicurezza di una composizione pi\u00f9 che dignitosa a fronte di un accessibile costo per la realizzazione: anche a quei tempi, questo aspetto era pi\u00f9 che considerato&#8230;<\/p>\n<p>Certamente il suo dipinto pi\u00f9 conosciuto \u00e8 <em>Sant<\/em>&#8216;<em>Oronzo <\/em>che<em>\u00a0<\/em>riceve da Cristo il mandato di proteggere la Citt\u00e0 di Lecce dalla peste, conservato al Museo di Arte Sacra del capoluogo.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-195293 size-full\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/Museo_01.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/Museo_01.jpg 600w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/Museo_01-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2022\/02\/20\/artisti-salentini-gli-elmo-serafino-il-padre-e-marianna-la-figlia\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2022\/02\/20\/artisti-salentini-gli-elmo-serafino-il-padre-e-marianna-la-figlia\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Raffaele Polo\u00a0______ Questa volta procediamo al contrario: partiamo dalla figlia, da Marianna, per arrivare, poi, al padre Serafino. 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