{"id":1993,"date":"2012-06-14T18:11:23","date_gmt":"2012-06-14T18:11:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=1993"},"modified":"2012-11-15T17:14:26","modified_gmt":"2012-11-15T17:14:26","slug":"ora-provo-a-spiegare-io-che-cosa-e-davvero-linflazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2012\/06\/14\/ora-provo-a-spiegare-io-che-cosa-e-davvero-linflazione\/","title":{"rendered":"Provo a spiegare io che cos&#8217;\u00e8 davvero l&#8217;inflazione"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2012\/06\/14\/ora-provo-a-spiegare-io-che-cosa-e-davvero-linflazione\/inflazione-1\/\" rel=\"attachment wp-att-2004\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/Inflazione-1-300x191.png\" alt=\"\" title=\"Inflazione 1\" width=\"300\" height=\"191\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2004\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/Inflazione-1-300x191.png 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/Inflazione-1.png 860w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>CAPIRE L&#8217;INFLAZIONE<\/p>\n<p>Andrea Cavalleri10 Giugno 2012<\/p>\n<p>Nello scrivere questo articolo, il mio principale desiderio \u00e8 quello che possa essere compreso dal maggior numero possibile di persone. Per questa ragione ho profuso molto impegno per illustrare ogni concetto nel modo pi\u00f9 semplice possibile, corredandolo di esempi leggibili da tutti. La ragione di questo impegno \u00e8 che l\u2019inflazione \u00e8 un termine che ritorna spessissimo nei discorsi dei politici e dei banchieri istituzionali e viene costantemente agitato come uno spauracchio: cos\u00ec, \u00abper scongiurare l\u2019inflazione\u00bb il governo della moneta viene affidato in mani private (le sole imparziali e competenti, secondo quanto ci raccontano) e alla collettivit\u00e0 vengono imposti sacrifici. Quindi solo una consapevolezza generalizzata di cosa sia realmente l\u2019inflazione, pu\u00f2 portare a liberarsi dalla paura di questo problema, paura che genera una vera e propria schiavit\u00f9 finanziaria. Il modo pi\u00f9 comune di descrivere l\u2019inflazione \u00e8 il seguente: la signora Rosa possiede un piccolo bar in una localit\u00e0 montuosa ed \u00e8 in grado di servire 100 caff\u00e8 al giorno agli avventori a 1 \u20ac l\u2019uno. Arrivano cento avventori che hanno a disposizione 1 \u20ac ciascuno, ognuno acquista il suo caff\u00e8 e questa \u00e8 la situazione ideale di equilibrio, per cui tutti i soldi a disposizione sono stati spesi e tutti i prodotti sono stati venduti. Se invece si presentassero centodieci avventori, sempre dotati di 1 \u20ac a testa, poich\u00e9 la signora Rosa non riesce a servire pi\u00f9 di 100 caff\u00e8, per la legge della domanda e dell&#8217;offerta il prezzo si alzerebbe a 1,1 \u20ac e le 100 tazzine di caff\u00e8 verrebbero vendute esaurendo i soldi disponibili. Questa ipotesi dell\u2019aumento del prezzo, si realizza se, idealmente, si scatena un\u2019asta per il caff\u00e8, per cui, in media, viene a costare un poco di pi\u00f9. Gi\u00e0 questo punto di partenza non \u00e8 esatto, perch\u00e9, come ci ha insegnato Trilussa, la media \u00e8 fatta da qualcuno che il caff\u00e8 lo beve tutto e qualcun altro che resta a bocca asciutta, da novanta persone che lo pagano 1 \u20ac e gli ultimi dieci che lo pagano doppio pur di non restare senza. Ma prendiamo per buona la media e osserviamo la conclusione: se i soldi disponibili per gli acquisti superano il valore delle merci in vendita, non servono a nulla e producono solo un aumento dei prezzi: questa \u00e8 l\u2019inflazione. Per comprendere bene il discorso generale, occorre descrivere anche la situazione opposta, che si chiama deflazione. Se la signora Rosa ha preparato i suoi cento caff\u00e8, ma nel bar arrivano soltanto novanta persone, pur di venderli abbassa il prezzo a 0,90 e cos\u00ec tutto il denaro disponibile (90 \u20ac) viene speso per comprare tutti e 100 i caff\u00e8. Anche in questo caso la legge della domanda e dell\u2019offerta ha pareggiato i soldi alle merci, causando una diminuzione dei prezzi. Esiste un terzo caso significativo, che si \u00e8 realizzato varie volte nella storia, e che si chiama stagflazione; consiste nel fatto che l\u2019economia decresce, ma i prezzi aumentano lo stesso. Possiamo descriverlo cos\u00ec: dopo alcuni giorni di deflazione (quindi di cattivi affari) la signora Rosa si trova a corto di soldi, perci\u00f2, quando va a fare la spesa, compra il pacchetto piccolo di miscela, con cui potr\u00e0 preparare solo 50 caff\u00e8. Al posto delle consuete cento persone, arrivano ottanta avventori nel suo bar, quindi ci sono disponibili meno soldi del solito, ma il prezzo aumenta comunque. A partire da queste definizioni e da queste osservazioni, gli economisti classici hanno frettolosamente dedotto una sorta di legge dell\u2019inflazione che si riassume in questa idea: pi\u00f9 soldi si immettono nel mercato e pi\u00f9 aumenta l\u2019inflazione, pi\u00f9 soldi si tolgono dal mercato e pi\u00f9 l\u2019inflazione diminuisce. L\u2019ipotesi dunque \u00e8 che esista una proporzionalit\u00e0 diretta tra la quantit\u00e0 di soldi che circolano e l\u2019aumento dei prezzi. L\u2019economista Keynes illustr\u00f2 questa idea con uno schemino grafico. All\u2019estrema destra, cio\u00e8 quando l\u2019inflazione diventa catastrofica, si realizza anche la stagflazione: l\u2019economia si deprime perch\u00e9 gli imprenditori sono scoraggiati a produrre, in quanto i guadagni in denaro vengono immediatamente bruciati dalla diminuzione galoppante del valore del denaro stesso.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2012\/06\/14\/ora-provo-a-spiegare-io-che-cosa-e-davvero-linflazione\/inflazione-2-2\/\" rel=\"attachment wp-att-2006\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/Inflazione-21.png\" title=\"Immagine 2\" width=\"516\" height=\"304\" class=\"wp-image-2006 alignnone\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/Inflazione-21.png 860w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/Inflazione-21-300x176.png 300w\" sizes=\"(max-width: 516px) 100vw, 516px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A riguardo di questa rappresentazione grafica e quindi di questa idea dell\u2019inflazione, si pu\u00f2 affermare senza timore che \u00e8 completamente sbagliata. Innanzitutto, per provare che questa legge \u00e8 sbagliata, basta fare un paio di considerazioni. La prima \u00e8 che, secondo la retta di Keynes, diminuendo il denaro circolante ad libitum, i prezzi continuerebbero a calare, mantenendo la situazione in equilibrio. Se paradossalmente fosse disponibile un solo euro in tutta Italia, i prezzi calerebbero a milionesimi e miliardesimi di euro e tutto continuerebbe a funzionare come prima, il che \u00e8 ingenuamente utopistico, (come se nessuno avesse mai visto fallire un\u2019impresa per mancanza di soldi!). La seconda osservazione che smentisce questo grafico, sono le emissioni di grosse quantit\u00e0 di moneta, che pi\u00f9 volte si sono verificate senza produrre i picchi di inflazione prevista. Anche nella storia recente, tra il 2008 e il 2012, le grandi produzioni di denaro da parte della FED e della BCE (si parla di migliaia di miliardi di dollari e di euro) non hanno causato nessun improvviso aumento dei prezzi, come dovrebbe attendersi chi crede alla legge di proporzionalit\u00e0 diretta tra aumento del denaro circolante e aumento dei prezzi. E questo, oltre tutto, nonostante non siano aumentate n\u00e9 la produzione n\u00e9 l\u2019occupazione, cio\u00e8, tornando al nostro esempio, sono arrivati pi\u00f9 soldi in paese, la signora Rosa non ha fatto un maggior numero di caff\u00e8, non sono stati aperti nuovi bar, ma il prezzo della tazzina di caff\u00e8 non \u00e8 aumentato. Posto dunque che il meccanismo classico con cui si descrive l\u2019inflazione \u00e8 sbagliato, occorre fare delle osservazioni e delle riflessioni per trovare le spiegazioni giuste. Un passo importante l\u2019ha compiuto Antonio Miclavez nel suo libricino intitolatoEuflazione. Questo autore si \u00e8 accorto che a seconda del soggetto a cui si d\u00e0 il denaro, cambiano gli effetti sui prezzi. Dunque l\u2019inflazione non \u00e8 solo questione di quanto denaro si immetta in circolazione, ma \u00e8 questione di come lo si usa. Riporto in sequenza i quattro esempi di Miclavez (sempre a base di caff\u00e8 della signora Rosa), perfezionandoli leggermente, per mettere in evidenza il ruolo economico che di volta in volta \u00e8 stato svolto dalla protagonista. 1) Viene costruita una funivia che aumenta l\u2019afflusso di turisti nel paesino. Notando che la richiesta di caff\u00e8 \u00e8 aumentata e che, complessivamente, c\u2019\u00e8 pi\u00f9 denaro disponibile per acquistarlo, la signora Rosa, in qualit\u00e0 di venditrice, prova ad alzare il prezzo della tazzina, confidando di vendere egualmente tutti i suoi caff\u00e8. In questo caso si realizza la previsione di Keynes: circola pi\u00f9 denaro e il prezzo aumenta. 2) La signora Rosa, dopo qualche giorno di buoni affari, si ritrova in cassa qualche soldo in pi\u00f9 del solito. Allora, in qualit\u00e0 di ufficio acquisti comincia a pagare la merce in contanti, spuntando prezzi migliori dai fornitori e risparmiando gli interessi sugli anticipi della banca. Dato che il caff\u00e8 le costa meno, pu\u00f2 ridurre il prezzo della tazzina. In questo caso circolano pi\u00f9 soldi e il prezzo diminuisce, contrariamente alle previsioni classiche. 3) Notando che \u00e8 aumentato il numero di clienti, la signora Rosa, in qualit\u00e0 diimprenditrice, decide di comprare una macchina automatica per fare il caff\u00e8 che le consenta di raddoppiare il numero di tazzine giornaliero, con un costo a tazzina molto inferiore a quello di prima. Anche in questo caso, la signora pu\u00f2 abbassare il costo della tazzina, proprio perch\u00e9 ci sono pi\u00f9 soldi a disposizione. 4) Un brutto giorno, la signora Rosa si vede recapitare una cartella delle tassemolto salata. L\u2019esborso \u00e8 importante e, per far fronte alle sue necessit\u00e0, \u00e8 costretta ad aumentare il prezzo del caff\u00e8. In questo caso sono stati tolti dei soldi dalla circolazione (tramite le tasse) e i prezzi, anzich\u00e9 scendere, come vorrebbe Keynes, sono aumentati. Secondo questi esempi, in ben tre casi su quattro le previsioni classiche sono smentite. Pertanto Miclavez propone di sostituire la retta di Keynes con la sua curva, che io mi permetto di correggere nella parte destra.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2012\/06\/14\/ora-provo-a-spiegare-io-che-cosa-e-davvero-linflazione\/inflazione-3\/\" rel=\"attachment wp-att-2007\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/Inflazione-3.png\" title=\"Inflazione 3\" width=\"516\" height=\"310\" class=\"alignleft  wp-image-2007\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/Inflazione-3.png 860w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/Inflazione-3-300x180.png 300w\" sizes=\"(max-width: 516px) 100vw, 516px\" \/><\/a><\/p>\n<p>A sinistra del punto di equilibrio (che per\u00f2 non \u00e8 determinabile a priori), dove si indica che progressivamente viene a diminuire il denaro disponibile, in un primo momento le aziende e i commercianti abbassano i prezzi per continuare a vendere e a servire i clienti. Poi arriva il momento in cui non riescono pi\u00f9 ad abbassarli, per via dei costi fissi che non riescono ad abbattere e si ritrovano a dover alzare i prezzi per pareggiare le spese. Da questo momento in poi, diminuire il denaro in circolazione significa privare le aziende della clientela e quindi avviare i fallimenti e i licenziamenti, che, a loro volta, innescano un circolo vizioso: pi\u00f9 disoccupati equivalgono a meno denaro da spendere, e meno denaro provoca altri fallimenti e licenziamenti. In questa situazione si realizza la stagflazione, cio\u00e8 la depressione dell\u2019economia con una contemporanea salita dei prezzi. A destra del punto ideale di equilibrio, cio\u00e8 quando i soldi in circolazione superano il valore dei beni acquistabili, per un poco i prezzi scendono, perch\u00e9 le aziende, sicure della clientela, ottimizzano i processi produttivi e anche perch\u00e9 la gente mette da parte qualche risparmio. A un certo punto i prezzi ricominciano a salire e, da l\u00ec in poi, ogni aumento di liquidit\u00e0 comincia a diventare dannoso. La tendenza si impenna vertiginosamente, quando la gente comincia a perdere fiducia nella possibilit\u00e0 di un assestamento dei prezzi, e si arriva anche alla stagflazione prevista da Keynes. Gli estremi si toccano e il troppo stroppia, in entrambi i casi. Una definizione pi\u00f9 congrua dell\u2019inflazione, talora presente nei testi di studio e utilizzata anche da Giacinto Auriti, consiste nel dire che si ha inflazione quando la velocit\u00e0 di immissione di denaro sul mercato \u00e8 superiore alla velocit\u00e0 con cui nuovi beni e servizi vengono messi in vendita. In altre parole, se si aumenta la disponibilit\u00e0 di moneta, cresce anche la domanda di acquisto, e se gli imprenditori non fanno in tempo ad aumentare la produzione dei beni richiesti, questi diventano pi\u00f9 rari e ambiti e il loro prezzo salir\u00e0. Per una volta mi permetto di dissentire dal maestro Auriti, perch\u00e9 le realt\u00e0 umane non evolvono in modo automatico, quindi non \u00e8 solo questione di tempo, di velocit\u00e0, ma una questione di scelte e di libere iniziative. Insomma l\u2019aumento del denaro disponibile pu\u00f2 sia far alzare i prezzi, sia farli abbassare, quello che conta \u00e8 a chi lo si d\u00e0 e come viene usato. Per comprendere meglio questo concetto, stilo una piccola classifica del collocamento dei soldi: dalle situazioni migliori, che possono mantenere i prezzi stabili o, addirittura, farli abbassare, a quelle peggiori, che provocano solo inflazione. Soldi usati bene 1) Il finanziamento dell\u2019attivit\u00e0 produttiva. Esso, ragionevolmente, non pu\u00f2 provocare inflazione, in quanto al nuovo capitale in denaro corrisponder\u00e0 la nuova produzione di beni. Questo investimento ha risposte molto rapide, (cio\u00e8 i cambiamenti prodotti dagli investimenti si vedono in fretta), tende a creare nuovi posti di lavoro e, con essi, ad alimentare la domanda proveniente dai nuovi assunti. Ha dei rischi da tenere sotto controllo e sono che si produca pi\u00f9 del dovuto, o, peggio, che si producano oggetti inutili o volutamente deperibili per costringere l\u2019utente ad un ricambio frequente. 2) La sovvenzione dei poveri. Queste persone spenderanno subito i loro soldi perch\u00e9 hanno bisogni primari da soddisfare. Tale spesa andr\u00e0 a sostegno delle aziende in attivit\u00e0, perch\u00e9 accrescer\u00e0 la domanda di una quota che, altrimenti, sarebbe stata assente (il povero, senza soldi, non avrebbe potuto comprare niente). Quindi, in misura confacente al contesto, un piccolo stipendio ai nullatenenti non indebolisce il valore del denaro, ma lo rafforza, ravvivando la circolazione; inoltre, sostenendo le aziende produttrici, crea i presupposti per nuove assunzioni. 3) La ricerca \u00e8 un investimento importante, che d\u00e0 un ritorno economico in tempi lunghi Anche i soldi investiti nella ricerca tendono a non produrre inflazione, sia perch\u00e9 il personale impegnato \u00e8 poco numeroso, sia perch\u00e9 le spese in attrezzature stimolano le produzioni ad alta tecnologia, importanti per il progresso industriale e per l\u2019indotto. 4) L\u2019investimento in infrastrutture \u00e8 un altra attivit\u00e0 che si ammortizza in tempi medio lunghi. Normalmente il ritorno non si misura in attivi prodotti, ma in risparmi, resi possibili dalle nuove grandi opere. Oltre alle strade e alle ferrovie, bisognerebbe ricordarsi che nella categoria possono rientrare i sistemi di distribuzione dell\u2019energia, il teleriscaldamento, le opere di risparmio energetico (quali gli interventi di isolamento termico) e le bonifiche ambientali. Questi quattro, sono esempi virtuosi di destinazione del denaro immesso in circolazione, che non creano inflazione. Al contrario esistono degli esempi viziosi di destinazione del denaro, che, non producendo niente, sembrano fatti apposta per creare inflazione. Soldi usati male 1) L\u2019allungamento della filiera. Aumentare il numero di intermediari in un\u2019attivit\u00e0 equivale a introdurre dei parassiti, che ne aumentano i costi senza apportare nessun beneficio. Se il piccolo commerciante, che compra dal distributore all\u2019ingrosso e rivende al pubblico, adempie almeno alla funzione di avvicinare il prodotto al cittadino, ulteriori acquisti e rivendite speculativi, possono, invece, aggiungere ai prodotti trattati solo un costo maggiore. 2) L\u2019economia virtuale. Fare denaro col denaro \u00e8 una sciocchezza che non serve a niente: al denaro \u00abguadagnato\u00bb non corrisponde nessuna crescita dei beni reali e il risultato pu\u00f2 solo essere l\u2019inflazione. Un caso particolarmente pernicioso \u00e8 quello del trattamento speculativo delle materie prime, che si ha quando queste vengono \u00abcomprate e rivendute\u00bb per finta, solo sulla carta o dentro un computer. In questo caso, oltre a far denaro col denaro, si allunga la filiera che deve potare i beni dal produttore al consumatore, sommando sfruttamento a parassitismo.Tra l\u2019altro non ci si rende conto che, essendo il denaro misura del valore, fare denaro col denaro significa accrescere le misure, senza alcun costrutto. Immaginiamo che la signora Rosa abbia commissionato a un architetto l\u2019edificazione di una veranda per il suo bar. L\u2019architetto si fa dare un anticipo e comincia a lavorare indefessamente. Dopo due giorni comunica che le cose procedono bene perch\u00e9 \u00e8 passato dal centimetro al decimetro; dopo qualche altro giorno trasmette una relazione che attesta che con le sue fatiche ha conquistato il metro. La signora Rosa comincia ad allarmarsi, ma pazienta. Dopo due settimane l\u2019architetto si ripresenta trionfante perch\u00e9 adesso ha il duo-decametro e contestualmente a questo avanzamento dei lavori chiede un altro anticipo. La signora Rosa, che non vede n\u00e9 la sua veranda, n\u00e9 un operaio per montarla e neppure il pi\u00f9 piccolo materiale necessario all\u2019opera, licenzia l\u2019architetto, accomiatandolo con una solenne pedata nel sedere. L\u2019esempio appare ovvio. Ma quando si fa la stessa cosa col denaro, la gente continua a cascarci e paga commissioni a gestori finanziari che non costruiscono nulla. 3) Dare denaro ai ricchi. Essi non hanno nessun bisogno di spenderlo perci\u00f2 saranno tentati di tesaurizzarlo, togliendolo dalla circolazione. In alternativa tenderanno a investirlo in titoli speculativi (quindi nei due modi negativi sopra citati) perch\u00e9 \u00e8 pi\u00f9 comodo e meno rischioso che investirlo in attivit\u00e0 reali. Non \u00e8 una regola assoluta, perch\u00e9 ovviamente potrebbe esserci il ricco imprenditore che espande la propria attivit\u00e0, ma i ricchi sono la causa pi\u00f9 frequente di concentrazione finanziaria, cio\u00e8 di un capitale in denaro, che si sottrae dalla circolazione (1). Per comprendere il reale significato dell\u2019inflazione occorre introdurre ancora alcune osservazioni. Utilizzando il solito esempio, propongo il quarto caso, di cui Miclavez non parla. 4) Un giorno la signora Rosa va a fare la spesa ma non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 miscela di caff\u00e8, resta solo una bustina bastante per un\u2019unica tazzina. In questo caso il prezzo del caff\u00e8 aumenterebbe di cento volte, non per maggior o minor flusso di denaro, ma per mancanza del bene richiesto. Il mercato si autoregola, la legge della domanda e dell\u2019offerta lavora e adegua il prezzo, i conti sono in ordine, ma novantanove persone restano senza caff\u00e8. La domanda che bisogna porsi \u00e8: il fine dell\u2019economia \u00e8 quello di creare un giochino aritmetico per il sollazzo degli economisti o \u00e8 quello di fare in modo che la gente abbia il necessario (e pure il caff\u00e8) per vivere? Poniamo che il sindaco del paesino dove si svolgono i fatti decida che il caff\u00e8 \u00e8 un bene strategico e riesca a far impiantare una piccola coltivazione in serra del caff\u00e8, a spese del comune, sufficiente per il fabbisogno locale. L\u2019intervento diretto dello Stato ha violato il libero mercato (anche se si tratta di un caso lampante di sussidiariet\u00e0), forse peggioreranno i costi, ma le tazzine sono di nuovo servite, al bancone e al tavolino. Morale: abbasso il libero mercato e viva il caff\u00e8! Immaginiamo, invece, che uno sprovveduto avventore andasse a lamentarsi che il prezzo del caff\u00e8 \u00e8 centuplicato, non dal sindaco, ma da un banchiere centrale, dal Draghi di turno. Questi proporrebbe subito di togliere 99 euro dalla circolazione, in modo da costringere la signora Rosa a cedere il caff\u00e8 al prezzo dell\u2019unico euro rimasto. Cos\u00ec, non solo la gente resterebbe senza caff\u00e8, ma il bar della signora Rosa fallirebbe immediatamente. Con questo esempio ho spiegato che il problema dell\u2019inflazione non \u00e8 prioritario, come spesso ci vogliono far credere, prioritaria \u00e8 la distribuzione di beni e servizi. Perch\u00e9 i conti vanno impostati e adeguati al servizio delle persone e non si deve cadere nell\u2019abominio di perseguitare e affamare le persone per il bene dei conti (questo \u00e8 un principio generale che vale per tutti gli aspetti dell\u2019economia, non solo per l\u2019inflazione). Basti pensare cosa sarebbe successo se al paesino, al posto di mancare il caff\u00e8, fossero mancati la luce elettrica, il pane, l\u2019acqua potabile&#8230; E poi un pochino di inflazione ha dei vantaggi: se circola pi\u00f9 denaro di quello bastante per comprare tutto ci\u00f2 che \u00e8 in vendita, si ha la garanzia che, pi\u00f9 o meno, tutti i beni verranno venduti. Meglio cos\u00ec piuttosto che il contrario: essere affamati, vedere gli alimentari nel negozio e lasciarli ammuffire sugli scaffali perch\u00e9 manca qualche foglietto di carta (il denaro quello \u00e8) con cui concludere l\u2019acquisto. Quindi una sana economia deve temere piuttosto la deflazione (diminuzione dei soldi in circolazione) che l\u2019inflazione. A chi davvero l\u2019inflazione non piace, sono coloro che vivono di rendita. Infatti se il denaro, inflazionandosi, perde costantemente di valore, quando gli interessi maturano, il potere d\u2019acquisto dei loro soldi \u00e8 diminuito. Ma anche a questo proposito occorre porsi alcune domande: per la prosperit\u00e0 di un paese \u00e8 bene premiare le rendite o premiare il lavoro? Gli architetti devono fare decametri o verande? Vivere di rendita apporta dei vantaggi alla comunit\u00e0? \u00c8 possibile che tutti vivano di rendita? La vita delle persone \u00e8 reale e ha bisogno dei beni reali prodotti dal lavoro dell\u2019uomo; pertanto \u00e8 il lavoro che va premiato. Quando negli anni Settanta in Italia esisteva il meccanismo della \u00abscala mobile\u00bb, il potere d\u2019acquisto degli stipendi era costante. L\u2019inflazione c\u2019era, e non di poco conto, ma essendo situata in busta paga, si riduceva a un fatto nominale: le cose costavano di pi\u00f9, ma la gente aveva pi\u00f9 soldi e le comprava lo stesso. Il risultato \u00e8 che l\u2019economia interna era florida. Le rendite, raggiungevano a stento il pareggio con la perdita di valore data dall\u2019inflazione e questo fatto costringeva i detentori di capitali (in denaro) a investirli nelle imprese, nel lavoro reale. Ma i banchieri e i finanzieri, dovendo investire nella realt\u00e0, erano costretti ad affrontare dei rischi, come tutti i comuni mortali, pertanto hanno fatto pressione per ottenere un sistema che premiasse le rendite e rendesse pi\u00f9 comodo e sicuro il loro lavoro. Ecco perch\u00e9 hanno intonato la litania dei pericoli dell\u2019inflazione e continuano a cantarla tuttora, per quanto siamo palesemente nella situazione opposta, cio\u00e8 di troppi pochi soldi che circolano. Queste ultime osservazioni ci portano a una riflessione conclusiva: non solo l\u2019inflazione non dipende da puri fattori monetari, non solo pu\u00f2 aumentare o diminuire a parit\u00e0 di soldi immessi nel mercato, ma addirittura la stessa inflazione pu\u00f2 essere un male o un bene, a seconda di come si produce e del contesto economico in cui si verifica. Ben diverso \u00e8 il caso di pi\u00f9 soldi in Borsa, che vengono usati per acquistare le materie prime in offerta (facendone salire i prezzi, a unico beneficio degli intermediari) o pi\u00f9 soldi ai produttori di quelle stesse materie prime, che verranno usati per aumentare le produzioni, per migliorarne la qualit\u00e0 e persino, scandalo degli scandali, per aumentare lo stipendio ai dipendenti! Viene da chiedersi come mai tante riflessioni, basate solo sul buon senso, siano abitualmente trascurate dai monetaristi, dai banchieri, dai ministri e, forse, persino dagli accademici. La risposta \u00e8 che la cosiddetta \u00abscienza\u00bb economica, si \u00e8 concentrata sul mercato, cio\u00e8 sulle transazioni, senza occuparsi di tutto il resto. Ma l\u2019atto d\u2019acquisto \u00e8 solo un piccolo momento del processo economico. Quando noi prendiamo un oggetto da uno scaffale e lo paghiamo alla cassa, non conosciamo la storia che c\u2019\u00e8 dietro, non sappiamo se \u00e8 frutto di un lavoro amato, intelligente, in costante miglioramento, o di un lavoro odiato e malpagato, fatto il peggio possibile. Non sappiamo se il prezzo che stiamo corrispondendo porter\u00e0 benessere o strozzer\u00e0 i produttori, non sappiamo se ha una quota di costo sociale oppure ha una quota importante di interessi. Non sappiamo se il denaro che stiamo spendendo verr\u00e0 distribuito o concentrato. Perch\u00e9 la compravendita \u00e8 solo la superficie dell\u2019economia, che non permette coglierne la profondit\u00e0. Comprendere l\u2019economia basandosi sul mercato \u00e8 come pretendere di studiare l\u2019iceberg osservandone solo la punta che affiora. Certamente \u00e8 pi\u00f9 comodo ridurre il discorso in cifre, utilizzando l\u2019unit\u00e0 di misura del valore, cio\u00e8 il denaro, e provare a misurare e calcolare le dimensioni e gli sviluppi della realt\u00e0 economica. Ma se ci si limita alle misure, ad esempio i metri cubi, allora il Duomo di Milano e il capannone dell\u2019Ansaldo possono essere identici. Andrea Cavalleri<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>1) Si pu\u00f2 notare, a proposito di denaro mal collocato, che il rifinanziamento a lungo termine promosso da Draghi, cio\u00e8 i mille miliardi di euro che la BCE ha dato alle banche (all\u2019interesse dell\u20191% annuo) riesce a sommare tutte e tre le caratteristiche negative: sono soldi affidati ad intermediari (allungamento della filiera), che li re-imprestano alzando gli interessi, sono un investimento virtuale e, infine, sono dati a chi i soldi gi\u00e0 li detiene. Questo rifinanziamento non ha minimamente frenato la recessione e se, in presenza di una offerta stabile o anche in calo, tutto quel denaro creato di botto non ha prodotto un impennata dei prezzi \u00e8 solo perch\u00e9 quei soldi non sono mai arrivati all\u2019economia reale, ma sono rimasti nel circuito della finanza, che ormai vive in un mondo parallelo, senza contatti con la realt\u00e0.<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2012\/06\/14\/ora-provo-a-spiegare-io-che-cosa-e-davvero-linflazione\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2012\/06\/14\/ora-provo-a-spiegare-io-che-cosa-e-davvero-linflazione\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CAPIRE L&#8217;INFLAZIONE Andrea Cavalleri10 Giugno 2012 Nello scrivere questo articolo, il mio principale desiderio \u00e8 quello che possa essere compreso dal maggior numero possibile di persone. 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