{"id":201162,"date":"2022-06-22T01:30:39","date_gmt":"2022-06-21T23:30:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=201162"},"modified":"2022-07-02T12:25:51","modified_gmt":"2022-07-02T10:25:51","slug":"201162","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2022\/06\/22\/201162\/","title":{"rendered":"ABBIAMO VISTO IN PRIMA ASSOLUTA A LECCE \u201cI giorni di Milena\u201d"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-201219\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/marta-trevisi.jpg\" alt=\"\" width=\"1077\" height=\"1786\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/marta-trevisi.jpg 1077w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/marta-trevisi-181x300.jpg 181w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/marta-trevisi-617x1024.jpg 617w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/marta-trevisi-768x1274.jpg 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/marta-trevisi-926x1536.jpg 926w\" sizes=\"(max-width: 1077px) 100vw, 1077px\" \/><\/p>\n<p><strong>SI REGGE SULLA BRAVURA DELL&#8217;UNICA PROTAGONISTA, MARTA TREVISI, MA DELUDE PER IL TESTO, E PER TANTE ALTRE COSE ANCORA. CON &#8216;QUEL 12 NOVEMBRE&#8217; QUARANTACINQUE ANNI DOPO<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>di <strong>Giuseppe Puppo<\/strong>\u00a0_______<\/p>\n<p>Era raccomandata la massima puntualit\u00e0, agli spettatori, sottoposti fra l&#8217;altro a schedatura nominativa ad un posto di blocco all&#8217;ingresso, raccomandazione ribadita in loco, insieme alla francamente insopportabile, insistita, perentoria intimazione a tenere spento il cellulare, e a non fare schiamazzi, come se si trattasse di una scolaresca delle medie in gita premio. Per\u00f2 lo spettacolo \u00e8 iniziato con tre quarti d&#8217;ora di ritardo, una roba inconcepibile.<\/p>\n<p>Un&#8217;altra offesa al pubblico, non pagante, dal momento che l&#8217;ingresso era gratis, ma ugualmente interessato, a vista numeroso, partecipe e qualificato, la spiegazione iniziale.<\/p>\n<p>S\u00ec, Pasolini amava aprire di persona\u00a0 il dibattito, al termine delle rappresentazioni che scriveva , Carmelo Bene, amava intrattenersi, a volte con veemenza, con chi aveva assistito ai suoi lavori, al termine, per\u00f2, alla fine, con quelli rimasti&#8230;Qui invece gli organizzatori hanno fatto lo spiegone di dieci minuti prima, prima che cominciasse tutto, un&#8217;offesa all&#8217;intelligenza dei partecipanti, oltre che, n\u00e9 pi\u00f9,\u00a0n\u00e9 meno, una cosa che a Teatro non sta\u00a0n\u00e9 in cielo, n\u00e9 in terra,\u00a0 amen.<\/p>\n<p>Ma non finisce qui, la saga degli errori da scuola elementare, francamente insopportabili in un autore-regista che ha studiato alla premiata ditta dei Cantieri Koreja, ed egli stesso in seguito docente.<\/p>\n<p>Per dirne un&#8217;altra, non c&#8217;era la scenografia. Attenzione, la scenografia non era minimalista, come, per scelta, o per necessit\u00e0, si usa anche fare, si badi bene, proprio non ce n&#8217;era.<\/p>\n<p>E che dire del fatto che l&#8217;attrice unica protagonista si \u00e8 cambiata d&#8217;abito nel bel mezzo dello spettacolo, dando le spalle al pubblico?<\/p>\n<p>Va beh&#8230;<\/p>\n<p>Veniamo alla sostanza vera e propria- ma a teatro come in tante altre cose la forma \u00e8 anch&#8217;essa sostanza &#8211;\u00a0 di\u00a0<em>\u201c<strong>Heaven-I giorni di Milena<\/strong><\/em>, andato in scena nella serata di marted\u00ec 21 giugno a Lecce al parco Balsamo, &#8211; cito dalla presentazione mandata alla stampa &#8211;\u00a0<em>\u00a0\u201cun\u2019opera teatrale inedita che racconta i movimenti sociali e studenteschi degli anni \u201970 attraverso la storia di una giovane militante salentina dell\u2019epoca, venuta poi a mancare\u00a0in tragiche circostanze, un lavoro fortemente voluto dalla cooperativa sociale\u00a0Arci Lecce Solidariet\u00e0, affidato a Ura Teatro, firmato da\u00a0Fabrizio Pugliese,\u00a0<strong>Fabrizio Saccomanno<\/strong>\u00a0e\u00a0Marta Trevisi, con <strong>Marta Trevisi<\/strong>, regia di Fabrizio Saccomanno e organizzazione di\u00a0Laura Scorrano\u201d.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Poteva essere un&#8217;occasione preziosa, anche perch\u00e9\u00a0basata su documenti di prima mano, il diario personale di Milena, dal momento che, come si diceva all&#8217;epoca,\u00a0\u00a0<em>\u201cil personale \u00e8 politico\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Ma di politica c&#8217;\u00e8 stata solamente una stanca riproposizione di luoghi comuni, di leggende\u00a0 ideologiche, di slogan sbiaditi, senza un minimo di rielaborazione, che sarebbe stata quanto mai opportuna, come preziosa sarebbe stata una riflessione critica su quanto avvenne in quegli anni, &#8216;dati causa e pretesto, e le attuali conclusioni&#8217;, e un minimo di onest\u00e0 intellettuale non avrebbe certo guastato.<\/p>\n<p>Il copione \u00e8 esile, raffazzonato, messo su alla buona, breve e gravemente insufficiente, nella sua durata striminzita di quarantacinque minuti, pause, musiche e letture, tutte quante anch&#8217;esse discutibili, ivi comprese.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si parte con la rievocazione epica di una lotta studentesca al liceo classico &#8216;Palmieri&#8217; che ottenne l&#8217;autorizzazione ad un&#8217;assemblea. Sai che conquista.<\/p>\n<p>All&#8217;epoca al &#8216;Palmieri&#8217; c&#8217;erano da prassi consolidata almeno settimanale, se non quotidiana, nell&#8217;ordine, le assemblee di classe, le assemblee di sezione, le assemblee dei rappresentanti di classe, e le assemblee generali, insomma, se c&#8217;era una cosa che non mancava, ma di cui c&#8217;era invece\u00a0 gran quantit\u00e0, erano appunto le assemblee.<\/p>\n<p>Il preside, dipinto come un bieco reazionario e feroce avversario delle organizzazioni di sinistra. Ora, \u00e8 v ero che fosse burbero e attento alla forma, per\u00f2 era iscritto al Pci, la sera, egli stesso, i professori e gli studenti che poi nel Pci o c&#8217;erano gi\u00e0, o ci sarebbero entrati,\u00a0 in sezione del partito concordavano regolarmente quello che sarebbe avuto a scuola.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Una falsit\u00e0 storica vera e propria, inoltre, sugli incidenti del 12 novembre, come sono passati alla storia della nostra Citt\u00e0. Parliamo del 12 novembre del 1977, scoppiati a detta del copione dello spettacolo in quanto<em> &#8216;i fascisti erano scesi in piazza per commemorare la marcia su Roma&#8217;<\/em>.<\/p>\n<p>Una boutade. I <em>fascisti<\/em> &#8211; parliamo di un centinaio di ragazzi e ragazze, spesso ragazzini e ragazzine, dell&#8217;allora Fronte della Giovent\u00f9, fra l&#8217;altro spesso e volentieri\u00a0 in aperto dissenso non solo col governo, ma pure con i vertici del Movimento Sociale Italiano che a stento li tollerava, &#8211; costretti, come cerc\u00f2 di spiegare gi\u00e0 all&#8217;epoca Pier Paolo Pasolini, a diventare &#8216;fascisti&#8217; DAL &#8216;FASCISMO DEGLI ANTIFASCISTI.<\/p>\n<p>Ecco, quel 12 novembre\u00a0 volevano essi\u00a0 semplicemente tenere una mostra di grafica in piazza Sant&#8217;Oronzo per far conoscere le loro proposte per la scuola, il lavoro, il tempo libero, i problemi di attualit\u00e0, dalla disoccupazione giovanile, all\u2019abolizione della leva obbligatoria, dall\u2019ecologia al mondo della comunicazione, dalla musica alternativa, alla pittura, per confrontarsi con gli altri giovani,\u00a0altro che commemorazione della Marcia su Roma, dai&#8230;<\/p>\n<p>Invece la manifestazione fu impedita, in quanto da molti giorni prima venne creato apposta un clima di odio, terrore e violenza, per impedire cio\u00e8 con la forza la manifestazione, che poi sfoci\u00f2 per questo negli incidenti per le strade della citt\u00e0..<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ripensare il passato, specie quello prossimo, \u00e8 sempre un esercizio meritorio: per quanto possa scendere un velo di tristezza sui bilanci che non quadrano mai, consente di aguzzare l\u2019ingegno, storicizzare le esperienze, sperimentare la maturit\u00e0 che nel frattempo dovrebbe essere sopravvenuta.<br \/>\nNella fattispecie, poi, mi sembra che gli avvenimenti leccesi rispecchino alla perfezione il senso di quelli nazionali e permettano dunque una chiave di lettura emblematica di un intero fenomeno generazionale.<\/p>\n<p>I sogni \u2013 di alternativa, come si diceva allora \u2013 erano quelli dei ragazzi di quindici-vent\u2019anni, che credevano di poter cambiare il mondo, sia pur da opposti schieramenti e pi\u00f9 o meno direttamente, o indirettamente, coinvolti in un clima di violenza parcellizzata sul territorio, comunque di tensione continua \u2013 il destino in comune condiviso dalla mia generazione \u2013 perch\u00e9 portati, direi costretti quasi a scannarsi, dal \u201csistema\u201d, che ne sfruttava cos\u00ec l\u2019entusiasmo, per sopravvivere a s\u00e9 stesso, rafforzarsi, rigenerarsi e perpetuarsi.<\/p>\n<p>Tutto questo nello spettacolo di\u00a0<em><strong>Heaven-I giorni di Milena <\/strong><\/em>non c&#8217;\u00e8, eppure sarebbe stato fondamentale per farne un testo apprezzabile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Veniamo infine alle note liete, degne cio\u00e8 di originale creativit\u00e0.<\/p>\n<p>Che stanno in primis nella bravura della protagonista Marta Trevisi\u00a0\u00a0(nella foto),\u00a0giustamente sottolineata alla fine dai lunghi applausi del pubblico presente, capace di reggere l&#8217;intera narrazione, espressiva, convinta e convincente, sempre a tono, nella variazione e nei tempi del racconto.<\/p>\n<p>E che stanno poi, ma abbiamo gi\u00e0 finito, in uno spunto, ad un certo punto della rievocazione, quando si racconta di un sindacalista che frequentava le organizzazioni studentesche, di sinistra, ovvio, fidanzato con una ragazza del collettivo femminista, sindacalista, quindi con molto tempo libero, ma, a detta della fidanzata, maschilista, sessista, violento e prevaricatore nel rapporto di coppia, oltre che socialmente impegnato a scoparsi le operaie nelle pause in fabbrica approfittando della propria posizione.<\/p>\n<p>Niente male, da scriverci su un copione a parte, almeno una scena totalmente dedicata, e non da liquidare come \u00e8 stato fatto in scena, in un fugace accenno.<\/p>\n<p>Degno compagno di scuola, compagno di niente dell&#8217;epoca progressista, di quelli che in seguito sono entrati in banca, o hanno costruito la sinistra dalemiana degli affari, o sono diventati fini narratori delle gesta delle famiglie reali, o avvocati difensori delle multinazionali, oppure ancora adesso si dibattono nella melassa radical chic del trasformismo emiliano alla pugliese.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"MiCl6d\"><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2022\/06\/22\/201162\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2022\/06\/22\/201162\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SI REGGE SULLA BRAVURA DELL&#8217;UNICA PROTAGONISTA, MARTA TREVISI, MA DELUDE PER IL TESTO, E PER TANTE ALTRE COSE ANCORA. 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