{"id":205519,"date":"2022-09-27T12:49:24","date_gmt":"2022-09-27T10:49:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=205519"},"modified":"2022-09-27T12:49:25","modified_gmt":"2022-09-27T10:49:25","slug":"salviamo-le-imprese-salviaamolitalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2022\/09\/27\/salviamo-le-imprese-salviaamolitalia\/","title":{"rendered":"\u201csalviAMO le imprese, SalviaAMOL\u2019ITALIA\u201d"},"content":{"rendered":"\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1440\" height=\"2560\" class=\"wp-image-205520\" style=\"width: 800px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/IMG_6771-scaled.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/IMG_6771-scaled.jpg 1440w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/IMG_6771-scaled-169x300.jpg 169w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/IMG_6771-scaled-576x1024.jpg 576w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/IMG_6771-scaled-768x1365.jpg 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/IMG_6771-scaled-864x1536.jpg 864w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/IMG_6771-scaled-1152x2048.jpg 1152w\" sizes=\"(max-width: 1440px) 100vw, 1440px\" \/><\/p>\n\n\n\n<p>Riceviamo e volntieri pubblichiamo il seguente comunicato di Confimprese Salento (nella foto la presidente Enabuela Paola Vitali)______<\/p>\n\n\n\n<p><strong>CARO BOLLETTE: COSTI INSOSTENIBILI PER LE AZIENDE CHE HANNO BISOGNO DI LIQUIDITA\u2019 NON DI CREDITI IVA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Le aziende salentine sono ormai allo stremo delle forze. I rincari subiti negli ultimi mesi a causa degli aumenti registrati per luce e gas hanno costretto molti imprenditori a buttare la spugna e abbassare le saracinesche e a mandare a casa i dipendenti. <\/p>\n\n\n\n<p>In questi mesi \u00e8 stato un susseguirsi di aumenti delle varie voci di spesa che incidono sul costo finale di prodotti e servizi: dal costo del gas a quello del carburante, dal costo dell\u2019energia elettrica a quello delle materie prime. Chi \u00e8 riuscito ad evitare la chiusura ha dovuto ridurre il numero dei dipendenti e di conseguenza ha dovuto ridurre anche la produzione, con danni incalcolabili per l\u2019azienda. I costi per il fabbisogno energetico sono ormai insostenibili per le imprese che si trovano a dover fare i conti con l\u2019aumento dei debiti che si accumulano con il passare dei mesi. Per evitare il tracollo totale del sistema economico dell\u2019intero Salento, e non solo, \u00e8 opportuno che lo Stato metta in campo azioni concrete per correre ai ripari in tempi utili.<\/p>\n\n\n\n<p>&lt;Oggi quello sostenuto a causa del caro-bollette depaupera tutto il margine di guadagno. Gli importi dei bonus messi a disposizione delle imprese sono ridicoli, l\u2019Iva in bolletta, a causa degli aumenti, \u00e8 diventata un costo insostenibile e i crediti di imposta non servono, perch\u00e9 gli imprenditori non sanno pi\u00f9 con cosa compensarli, cos\u00ec come non servono i crediti Iva. Ora, quel che serve davvero agli imprenditori \u00e8 liquidit\u00e0 immediata. Quello che chiediamo come Confimprese sono interventi concreti sul prezzo alla fonte di luce e gas e di eliminare l\u2019Iva dalle bollette>>.<\/p>\n\n\n\n<p>La crisi economica da diversi mesi sta colpendo tutti i settori, dal manifatturiero all\u2019agroalimentare, e a subire gli effetti della crisi non sono solo le grandi azienda ma anche e soprattutto i piccoli imprenditori, i negozi di vicinato e le imprese a conduzione familiare. &lt;&lt;Le aziende del territorio che hanno chiuso in questi mesi sono tante \u2013 continua la presidente Vitali \u2013 tra loro ci sono panetterie, pasticcerie e bar, macellerie, piccole realt\u00e0 che non ce la fanno pi\u00f9 a sostenere il costo dell\u2019energia perch\u00e9 conti alla mano, e bollette messe a confronto, l\u2019importo delle bollette ricevute a settembre e palesemente raddoppiato rispetto all\u2019importo dell\u2019ultima bolletta ricevuta a luglio&gt;&gt;.<\/p>\n\n\n\n<p>Confimprese ha deciso di avviare una Campagna di mobilitazione\/informazione porta a porta attraverso una petizione sottoscritta da imprenditori e semplici cittadini al fine di trovare la soluzione al \u201cCaro-bollette\u201d da presentare al nuovo Governo e al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. &lt;&lt;Noi di ConfimpreseSalento&nbsp; &#8211; conclude Emanuela Paola Vitali &#8211; abbiamo gi\u00e0 avviato il nostro porta a porta e insieme a ConfimpreseItalia non ci fermeremo&gt;&gt;.<\/p>\n\n\n\n<p>I dati raccolti dal centro studi di ConfimpresItalia sono preoccupanti e fanno riflettere sulla situazione economica catastrofica che il nostro Paese sta vivendo. Una crisi che costringe giorno dopo giorno numerose aziende alla chiusura e ad una situazione debitoria senza precedenti.<\/p>\n\n\n\n<p>I numeri emersi dallo studio ci consegnano la fotografia di un sistema economico italiano in agonia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>E, come riporta una nota di Confimprese nazionale, sono i seguenti:<\/p>\n\n\n\n<p>Chiusure e nuovi disoccupati. 850.000 imprese chiuse. 3,5 milioni di posti di lavoro persi.<\/p>\n\n\n\n<p>I dati elaborati dal nostro centro studi, sebbene siano fatti su un campione ristretto ma significativo, confermano le fosche, ma purtroppo realistiche, previsioni fatte da altre associazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Nei prossimi mesi 850.000 piccole e microimprese chiuderanno a causa dell\u2019insostenibile peso della bolletta energetica sui fatturati delle aziende. Le cifre, a volte stratosferiche, da sole non rendono il senso della gravit\u00e0 della situazione e la prospettiva catastrofica verso la quale siamo diretti. Il dato che certifica la chiusura delle aziende non \u00e8 il pur impressionante dato assoluto, ma \u00e8 la percentuale di fatturato che erode. In alcuni casi arriva al 50%, ma di solito in attivit\u00e0 come Forni, Somministrazione, Ristorazione, si attesta su una media del 22% con tetti che arrivano anche al 35%. \u00c8 evidente che con queste percentuali l\u2019unico approdo per le aziende \u00e8 la chiusura.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>I costi sociali ed economici<\/p>\n\n\n\n<p>850.000 aziende rappresentano oltre il 16,5% delle imprese esistenti nel febbraio 2022 (5,146 milioni), ed i 3,5 milioni di nuovi disoccupati rappresentano il 15,1% degli attuali occupati (23,15 milioni). Questa mole di disoccupati metter\u00e0. Rischio la tenuta sociale del paese con danni inimmaginabili in termine di potenziale destabilizzazione sociale. Questa non \u00e8 la sede per una indagine sociologica, sulla quale saremmo anche disponibili a confrontarci. In questa sede ci preme evidenziare quale \u00e8 il costo che lo stato in generale, l\u2019INPS in particolare dovr\u00e0 sostenere.<\/p>\n\n\n\n<p>I nuovi disoccupati costeranno in due anni 141 miliardi di \u20acuro<\/p>\n\n\n\n<p>Netto in busta<\/p>\n\n\n\n<p>\u20ac 1340,67<\/p>\n\n\n\n<p>Versamento inps ditta e dipendente<\/p>\n\n\n\n<p>\u20ac 602,66<\/p>\n\n\n\n<p>Versamento irpef<\/p>\n\n\n\n<p>\u20ac 237,00<\/p>\n\n\n\n<p>NASPI PER SINGOLO DIPENDENTE<\/p>\n\n\n\n<p>\u20ac 1.053,67<\/p>\n\n\n\n<p>MANCATO VERSAMENTO IRPEF<\/p>\n\n\n\n<p>\u20ac 23,00<\/p>\n\n\n\n<p>MANCATO VERSAMENTO INPS<\/p>\n\n\n\n<p>\u20ac 602,65<\/p>\n\n\n\n<p>TOTALE INTERVENTO PER DIPENDENTE&nbsp; AL MESE<\/p>\n\n\n\n<p>\u20ac 1.679,32<\/p>\n\n\n\n<p>NUMERO SOGGETTI INTERESSATI<\/p>\n\n\n\n<p>3.500.000<\/p>\n\n\n\n<p>PERIODO INTERESSATO IN MESI<\/p>\n\n\n\n<p>24<\/p>\n\n\n\n<p>COSTO COMPLESSIVO PER MESE<\/p>\n\n\n\n<p>\u20ac 5.877.620.000,00<\/p>\n\n\n\n<p>COSTO COMPLESSIVO INTERVENTO<\/p>\n\n\n\n<p>\u20ac 141.062.880.000,00<\/p>\n\n\n\n<p>Per effettuare la nostra stima abbiamo preso a base un lavoratore che abbia un netto in busta di \u20ac 1340,67. In questo caso, tra azienda e lavoratore versano all\u2019INPS 602,66 \u20acuro e 237 \u20acuro di Irpef, non stiamo considerando l\u2019assicurazione INAIL. Dal momento del licenziamento il lavoratore ha diritto a quella che una volta veniva definita \u201cdisoccupazione\u201d che ora \u00e8 la NASPI. Quello che percepir\u00e0, per due anni, a carico dell\u2019INPS, \u00e8 una indennit\u00e0 di \u20ac 1053,67 mensili.<\/p>\n\n\n\n<p>Appare del tutto evidente che lavoratore ed azienda non verseranno pi\u00f9 i contributi INPS provocando una minore entrata per \u20ac 602,65 mensili, mentre i minori introiti da IRPEF saranno di \u20ac 23,00 mensile.<\/p>\n\n\n\n<p>La somma tra mancate entrate e indennit\u00e0 da versare vale \u20ac1679,32 mensile per singolo lavoratore.<\/p>\n\n\n\n<p>Sulla base di questi dati, come evidenziato nella tabella prima esposta, il costo per lo stato depauperer\u00e0, in due anni 140 miliardi di \u20ac.<\/p>\n\n\n\n<p>Le premesse alle proposte<\/p>\n\n\n\n<p>Prima di presentare le nostre proposte riteniamo opportuno fare delle brevi considerazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Riportiamo integralmente una parte della Costituzione. \u201cArt. 2. La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell&#8217;uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalit\u00e0, e richiede l&#8217;adempimento dei doveri inderogabili di solidariet\u00e0 politica, economica e sociale.\u201d. Dalla sua lettura ci chiediamo quale sia l&#8217;adempimento dei doveri inderogabili di solidariet\u00e0 politica, economica e sociale che stanno dando le societ\u00e0 di gestione dei servizi di luce e gas in un momento in cui la mancata fornitura di questi servizi primari lede il diritto al lavoro di milioni di persone.<\/p>\n\n\n\n<p>Vogliamo ricordare a noi stessi che luce e Gas rappresentano sicuramente dei Servizi di Interesse Economico Generale e che per questa tipologia di servizi SIEG, le leggi di mercato posso avere elementi regolatori da parte dello Stato.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo momento su luce e Gas c\u2019\u00e8 una strana considerazione delle leggi di mercato. Un gruppo decide di fissare su una serie di considerazioni pi\u00f9 o meno attendibili di fissare il prezzo di vendita indipendentemente da quello di acquisto. Per fare un confronto che quella che \u00e8 una altra piaga del carovita che non vogliamo affrontare in questa sede, il prezzo della benzina al distributore varia in funzione del prezzo del petrolio al barile. Qui ci troviamo in una condizione che pure se la luce fosse regalata ai distributori si applicherebbe lo stesso prezzo di vendita. A questo esempio potremmo togliere il condizionale. Tutta l\u2019energia prodotta da fonti rinnovabili continua a costare \u20ac 0,15 \u20ac a KW mentre il PUN Prezzo Unico Nazionale (alla faccia della libera concorrenza) fissato dalla GME Gestore Mercati Energetici di propriet\u00e0 del Ministero del Tesoro al prezzo attuale di 0,55 \u20ac KW. Sarebbe interessante comprendere le ragioni di questo sur plus. Ai 0,55 \u20ac fissati dal GSE, le singole societ\u00e0 rivenditrici applicano il loro servizio da qui il l\u2019insostenibile prezzo che devono pagare le aziende. Inoltre, bisogna pensare che le previsioni danno il prezzo del Kw ad 1,00 \u20ac entro dicembre. Chi \u00e8 il beneficiario di questo regalo?<\/p>\n\n\n\n<p>Stesso ragionamento va fatto per il GAS dove il mercato \u00e8 fissato non sul valore reale del prodotto ma sulle previsioni del TTF Gas (Title Transfer Facility). In questa sede ci limitiamo a sottolineare che il gas naturale \u00e8 un bene fungibile uguale indipendentemente dal produttore e che il prezzo medio del Gas (che costa sempre allo stesso prezzo) dopo avere raggiunto un picco di \u20ac 125,42 \u20ac mwh, ad aprile aveva un prezzo medio mensile di 92,80 e mwh contro i 222,33 \u20acmwh di luglio.<\/p>\n\n\n\n<p>Per noi \u00e8 chiaro che bisogna intervenire sui prezzi alla fonte e che ogni aiuto possibile intervenendo sui prezzi di vendita pi\u00f9 che un sostegno alle imprese sar\u00e0 un regalo ai produttori o a chi gestisce le reti.<\/p>\n\n\n\n<p>Su questo tema il punto di vista del Governo, ma anche di tutti i partiti \u00e8 quello di intervenire sul prezzo finale, favorire insostenibili rateizzazioni ed altri provvedimenti che riteniamo inutili e costosi.<\/p>\n\n\n\n<p>Noi pensiamo che il punto che dovrebbe guidare una scelta difficile e ponderata deve individuare altre priorit\u00e0 ed un utilizzo diverso delle informazioni:<\/p>\n\n\n\n<p>\u2022 Parliamo di SIEG (Servizi Interessi Economici Generali) di cui imprese e cittadini non possono fare a meno.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2022 Che ai prezzi attuali la sopravvivenza delle aziende non dipende da capacit\u00e0 proprie ma \u00e8 legata all\u2019insostenibilit\u00e0 di un servizio che lo stato deve garantire:<\/p>\n\n\n\n<p>\u2022 Che la coesione sociale \u00e8 a rischio;<\/p>\n\n\n\n<p>\u2022 Che senza un intervento immediato chiuderanno nel breve periodo almeno 850.000 imprese e che ci saranno 3,5 milioni di nuovi inoccupati;<\/p>\n\n\n\n<p>\u2022 Che oltre al danno sociale, forse irreparabile, c\u2019\u00e8 un danno economico aggiuntivo insostenibile per lo stato di 141 miliardi nei prossimi due anni;<\/p>\n\n\n\n<p>\u2022 Che Comuni, Province, Ospedali rischiano di andare in default;<\/p>\n\n\n\n<p>\u2022 Che, anche se non \u00e8 ufficialmente dichiarato, ci troviamo davanti ad un conflitto militare localizzato ma ad una \u201cstato di guerra\u201d economico-finanziaro di dimensioni mondiali.<\/p>\n\n\n\n<p>Fatte queste premesse, come unica soluzione possibile, noi proponiamo la nazionalizzazione dei servizi di gestione di Luce e Gas.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal punto di vista giuridico i trattati europei lo consentono. Basta ricordare che Macron per bloccare la scalata di ENI su EDF la nazionalizz\u00f2 e che la Germania sta facendo la stessa operazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Con questa scelta si pu\u00f2 ridurre quella forbice tra 0,15 \u20ac del costo dell\u2019energia e lo 0,55 \u20ac del Prezzo Unico Nazionale ed inoltre si pu\u00f2\/deve a prescindere sganciare il prezzo dell\u2019energia da quello del gas.<\/p>\n\n\n\n<p>Precisiamo che noi non siamo favorevoli alle nazionalizzazioni, ma stiamo parlando di servizi dai quali dipende il futuro del nostro Paese ed \u00e8 bene che in qualche modo lo Stato eserciti un potere di controllo e di indirizzo. E su questo tema poniamo una domanda. Probabilmente questo potere lo Stato lo ha, ma non lo applica. Ricordiamo a noi stessi che il PUN il prezzo unico nazionale dell\u2019energia \u00e8 stabilito dalla GME Gestore Mercati Energetici che \u00e8 di propriet\u00e0 del Ministero del Tesoro.<\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo citato l\u2019articolo 2 della Costituzione non per un richiamo generico, ma perch\u00e9 nell\u2019applicazione di questo principio si pu\u00f2 trovare una soluzione alternativa: un patto tra lo Stato e le societ\u00e0 coinvolte nel processo di formazione dei prezzi energetici che ne determini per il periodo necessario, una forte riduzione degli stessi.<\/p>\n\n\n\n<p>Azzeramento dell\u2019IVA su Luce e Gas.<\/p>\n\n\n\n<p>Per le imprese non rappresenta uno sconto, ma una anticipazione che in questo momento non possono sostenere. La riduzione dell\u2019IVA per i privati sarebbe a basso costo in quanto la stragrande maggioranza delle famiglie per pagare le bollette riduce il resto dei consumi. L\u2019IVA che risparmierebbero sulle bollette la pagherebbero facendo altri acquisiti. Valutati i risultati si potrebbe stabilire se rendere definitiva questa misura oppure utilizzarla nella situazione contingente.<\/p>\n\n\n\n<p>Chiederemo alle Massime Autorit\u00e0 Istituzionali dello Stato, al Presidente della Repubblica On. Prof. Sergio Mattarella al Presidente del Consiglio dei ministri Prof. Mario Draghi, cos\u00ec come faremo con il prossimo Presidente de Consiglio, un confronto sulla situazione in cui versano le imprese e sulle condizioni sociali generali del Paese e sul percorso che abbiamo indicato.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Da domani vvieremo la Campagna di mobilitazione\/informazione porta a porta nell\u2019ambito dell\u2019iniziativa \u201csalviAMO le imprese, SalviaAMOL\u2019ITALIA\u201d<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Avvieremo nei vari territori degli incontri con i rappresentanti territoriali del governo, ma anche con le amministrazioni locali con lo scopo di monitorare l\u2019andamento della situazione.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 escluso, se perdurasse l\u2019attuale situazione, la convocazione di una manifestazione nelle modalit\u00e0 che riterremo pi\u00f9 opportune.<br>\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014<\/p>\n\n\n\n<p>Lecce \u2013 Via Domenico Cantatore n. 4 &#8211; Cod. Fis. 93104650754 Tel e Fax 0832726707 \u2013 <a href=\"javascript:message_new('mailto', {mailto:'confimpresesalento@gmail.com', folder:'SU5CT1g=', msgid:'', subject: '', body:'0'})\">confimpresesalento@gmail.com<\/a> &#8211; <a href=\"javascript:message_new('mailto', {mailto:'confimpresesalento@pec.it', folder:'SU5CT1g=', msgid:'', subject: '', body:'0'})\">confimpresesalento@pec.it<\/a><\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2022\/09\/27\/salviamo-le-imprese-salviaamolitalia\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2022\/09\/27\/salviamo-le-imprese-salviaamolitalia\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riceviamo e volntieri pubblichiamo il seguente comunicato di Confimprese Salento (nella foto la presidente Enabuela Paola Vitali)______ CARO BOLLETTE: COSTI INSOSTENIBILI PER LE AZIENDE CHE HANNO BISOGNO DI LIQUIDITA\u2019 NON DI CREDITI IVA Le aziende salentine sono ormai allo stremo delle forze. 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