{"id":206017,"date":"2022-10-17T00:02:00","date_gmt":"2022-10-16T22:02:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=206017"},"modified":"2022-10-08T20:02:39","modified_gmt":"2022-10-08T18:02:39","slug":"da-imp-com-er-lun-17","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2022\/10\/17\/da-imp-com-er-lun-17\/","title":{"rendered":"COME ERAVAMO \/\u00a0L&#8217;AMORE CON I GETTONI DEL TELEFONO"},"content":{"rendered":"\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"300\" height=\"400\" class=\"wp-image-206040\" style=\"width: 1200px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/UI-U.gif\" alt=\"\"><\/p>\n\n\n\n<p>di <strong>Raffaele Polo<\/strong> ______\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Per fare una telefonata, una telefonata ad una ragazza che mi piaceva, c&#8217;erano varie possibilit\u00e0. Anzitutto il telefono a gettoni, con un gettone dal costo di 50 lire, si poteva parlare quanto si voleva, la telefonata urbana poteva durare ore, nessun congegno che ti indicasse di inserire altri gettoni. E anche i telefoni erano particolari, avevano la fessura per introdurre il gettone in alto. Poi componevi il numero (Lecce allora aveva prima quattro e poi cinque numeri) e, quando sentivi, dall&#8217;altra parte, la voce che rispondeva, se decidevi di parlare, premevi il pulsante accanto al gettone, che cadeva all&#8217;interno dell&#8217;apparecchio, stabilendo il contatto.&nbsp; C&#8217;erano due possibilit\u00e0 per le telefonate: o il &#8216;Bar della Borsa&#8217; in Piazza Sant&#8217;Oronzo oppure &#8216;i telefoni&#8217; in via Palmieri, in una stanza c&#8217;erano numerose cabine per le chiamate interurbane, ma una cabina era riservata alle chiamate urbane.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi, c&#8217;erano i telefoni col gettone disseminati un po&#8217; dappertutto: nei bar, nei negozi, in zone riparate sotto i portici&#8230; Insomma, si poteva, a secondo del tenore della telefonata, scegliere un posto pi\u00f9 tranquillo o un telefono dove nessuno venisse a sollecitare il termine della telefonata.&nbsp; Poi, c&#8217;erano i vicini di casa, che avevano il telefono, noi non lo abbiamo installato che molto tardi. &#8216;A che ci serve?&#8217; diceva mio padre. Ma io e mia madre insistevamo che il telefono era necessario. &#8216;E&#8217; una spesa inutile!&#8217;, tuonava mio padre che il telefono ce l&#8217;aveva in ufficio e, a casa, proprio non gli serviva&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Dai vicini, per\u00f2, era sconsigliato effettuare telefonate &#8216;intime&#8217;: c&#8217;era sempre qualcuno pronto a orecchiare, dietro la porta, e la cosa ci metteva in apprensione&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Ma il telefono, per noi adolescenti pieni di fantasia, era anche il mezzo per scherzare e realizzare innocenti burle ai malcapitati che sceglievamo con cura: il pi\u00f9 comune era quello, velocissimo, di chiedere: &#8216;Pronto, casa Vacca?&#8217; e, alla risposta negativa, controbattere con &#8216;Mi scusi, ho sbagliato stalla!&#8217;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Poi, c&#8217;era la telefonata che si faceva spacciandosi per l&#8217;Acquedotto Pugliese e chiedendo se c&#8217;era una regolare erogazione dell&#8217;acqua in casa del destinatario della telefonata. Quando il malcapitato o, pi\u00f9 spesso la malcapitata, rispondeva affermativamente, le risposte erano &#8216;Allora, si faccia il bid\u00e8&#8217; o similari, ingenue burlette.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma se la telefonata era ad una ragazza che sapevamo essere carina ma di cui non conoscevamo nulla, se non il numero di telefono, trovato sull&#8217;elenco col cognome del genitore, allora dovevamo dare fondo a tutta la nostra furbizia.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8216;Ciao, come stai?&#8217; cominciavamo.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8216;Chi sei, chi parla?&#8217; ci rispondeva la ragazza, incuriosita da subito.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8216;Ma come, non mi stai conoscendo? Possibile?&#8217; esclamavamo, con tono convincente.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8216;No, senta, mi dica chi \u00e8 altrimenti chiudo&#8217; faceva lei con tono seccato.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8216;Ma no, dai, ci mancherebbe, una ragazza sensibile e carina come te, non farebbe mai una cosa del genere. Lo sai che ti ho vista ieri, eri proprio elegante&#8230;&#8217; cominciavamo a tessere la nostra tela.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8216;Si? Perch\u00e8, come ero vestita?&#8217; faceva la voce furbetta.<\/p>\n\n\n\n<p>Cominciavamo a bluffare: &#8216;La minigonna ti sta proprio bene, hai delle gambe perfette, dovresti dirlo a Maria, la tua amica, che dice che hai le caviglie grosse&#8230;&#8217;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8216;Maria ha detto questo? E quando?&#8217;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8216;Proprio l&#8217;altro giorno, ha detto: Per\u00f2 che brutte gambe che ha la Leti..&#8217;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8216;Ma quale Leti, io sono Sasa, per gli amici&#8217; confessa enfatica la ragazza.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8216;Dai stavo scherzando, era solo per dirti come sei carina e quanto mi piaci&#8230;&#8217;<\/p>\n\n\n\n<p>Ormai, il ghiaccio era rotto, potevamo procedere tranquillamente.<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2022\/10\/17\/da-imp-com-er-lun-17\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2022\/10\/17\/da-imp-com-er-lun-17\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Raffaele Polo ______\u00a0 Per fare una telefonata, una telefonata ad una ragazza che mi piaceva, c&#8217;erano varie possibilit\u00e0. Anzitutto il telefono a gettoni, con un gettone dal costo di 50 lire, si poteva parlare quanto si voleva, la telefonata urbana poteva durare ore, nessun congegno che ti indicasse di inserire altri gettoni. E anche [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":206040,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/206017"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=206017"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/206017\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":206041,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/206017\/revisions\/206041"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/206040"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=206017"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=206017"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=206017"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}