{"id":206353,"date":"2022-10-24T00:02:00","date_gmt":"2022-10-23T22:02:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=206353"},"modified":"2022-10-24T15:29:42","modified_gmt":"2022-10-24T13:29:42","slug":"come-eravamo-e-la-cantina-buia-dove-noi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2022\/10\/24\/come-eravamo-e-la-cantina-buia-dove-noi\/","title":{"rendered":"COME ERAVAMO \/\u00a0E LA CANTINA BUIA DOVE NOI"},"content":{"rendered":"\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1200\" height=\"798\" class=\"wp-image-206357\" style=\"width: 1800px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/WhatsApp-Image-2020-11-03-at-17.47.36-1200x798-1.jpeg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/WhatsApp-Image-2020-11-03-at-17.47.36-1200x798-1.jpeg 1200w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/WhatsApp-Image-2020-11-03-at-17.47.36-1200x798-1-300x200.jpeg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/WhatsApp-Image-2020-11-03-at-17.47.36-1200x798-1-1024x681.jpeg 1024w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/WhatsApp-Image-2020-11-03-at-17.47.36-1200x798-1-768x511.jpeg 768w\" sizes=\"(max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/>di <strong>Raffaele Polo <\/strong>______&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>E le cantine?<\/p>\n\n\n\n<p>Chi non ricorda l&#8217;emozione di quando ci spostavamo verso San Lazzaro, cercando avidamente dove emergesse, dal sotterraneo, musica e luce soffusa. Era un periodo nel quale ogni gruppo di giovani ambiva ad avere uno spazio proprio, da poter frequentare soprattutto il sabato, la domenica e poi, piano piano, tutti i giorni. E allora si scoprivano le &#8216;cantine&#8217; inutilizzate dei vecchi palazzi leccesi, che avevano i finestroni sulla strada e che, abilmente camuffate con tela di sacco alle pareti, potevano diventare l&#8217;ideale per chi utilizzava quegli spazi per ascoltare musica, ballare e gestire una piccola comunit\u00e0 giovanile con le sue storie e i suoi innamoramenti&#8230;&nbsp;Perch\u00e8, diciamolo subito, l&#8217;obiettivo finale e pi\u00f9 pressante era disporre di un luogo tranquillo nel quale potersi rifugiare con la ragazza per &nbsp;le necessarie effusioni, lontani dai genitori; e poi per poter ballare in tranquillit\u00e0, e senza alcun impedimento.<\/p>\n\n\n\n<p>Le &#8216;cantine&#8217; diventavano cos\u00ec &#8216;riservate&#8217; ai gruppi fondatori, si accedeva solo per invito o conoscenza, in seguito fu necessario anche un piccolo obolo e, comunque, le ragazze non pagavano mai.<\/p>\n\n\n\n<p>La zona delle &#8216;cantine&#8217;, a Lecce, era soprattutto via Orsini del Balzo, dove erano praticamente una affianco all&#8217;altra, in una sorta di concorrenza nell&#8217;arredamento interno e nella programmazione musicale. Ma anche sul Corso e in via Federico D&#8217;Aragona le cantine erano presenti. Le serate venivano pubblicizzate a voce, bastava comunque passare dai luoghi pi\u00f9 conosciuti, per conoscere disponibilit\u00e0 e possibilit\u00e0 di &#8216;infilarsi&#8217;.<\/p>\n\n\n\n<p>In realt\u00e0, la difficolt\u00e0 esisteva per i ragazzi &#8216;single&#8217;, ovvero la maggior parte di noi. Sempre in cerca di un&#8217;anima gemella, ci scontravamo con la presenza principale dei frequentatori delle &#8216;cantine&#8217; che erano soprattutto le coppie gi\u00e0 formate ed affiatate, in cerca di intimit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Se, poi, si riusciva ad accedere alla sospirata cantina, il problema era sempre quello: l\u00e0 sotto, c&#8217;erano pochissime ragazze sole e la concorrenza era massiccia. Non restava che farsi vicini allo stereo e fingersi interessati ai dischi presenti, magari offrendosi di programmarli secondo la disponibilit\u00e0&#8230; E, naturalmente, la nube di fumo delle sigarette degli occupanti, si faceva sempre pi\u00f9 imponente: dalla strada, l&#8217;effluvio dei mozziconi segnalava la presenza degli abitanti del sottosuolo.<\/p>\n\n\n\n<p>I sacchi di iuta con cui si coprivano le pareti divennero ben presto un elemento caratterizzante della varie cantine: e c&#8217;era chi riusciva a procurarsi quelli originali del caff\u00e8 e dei legumi, dando un tocco di originalit\u00e0 al locale sempre poco illuminato ma certamente accogliente. In alternativa ai sacchi, gli speciali contenitori delle uova&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Poi, cos\u00ec come nacquero, le cantine scomparvero: le pi\u00f9 importanti (io ricordo il &#8216;Grunt&#8217;) divennero vere e proprie discoteche, ma il fenomeno, a Lecce e nel Salento, \u00e8 rimasto nel cuore e nella memoria dei teenagers degli anni Sessanta-Settanta.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00a0\u00a0 Ancora adesso, quando, al mercato, vediamo i grossi sacchi che contengono i fagioli messicani, pensiamo subito che sarebbero ottimi per le pareti della cantina, \u00a0\u00a0 Ma ci rendiamo conto che \u00e8 rimasto solo il ricordo di una giovinezza che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9\u2026<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2022\/10\/24\/come-eravamo-e-la-cantina-buia-dove-noi\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2022\/10\/24\/come-eravamo-e-la-cantina-buia-dove-noi\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Raffaele Polo ______&nbsp; E le cantine? Chi non ricorda l&#8217;emozione di quando ci spostavamo verso San Lazzaro, cercando avidamente dove emergesse, dal sotterraneo, musica e luce soffusa. Era un periodo nel quale ogni gruppo di giovani ambiva ad avere uno spazio proprio, da poter frequentare soprattutto il sabato, la domenica e poi, piano piano, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":206358,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1,31],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/206353"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=206353"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/206353\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":206748,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/206353\/revisions\/206748"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/206358"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=206353"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=206353"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=206353"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}