{"id":206524,"date":"2022-10-31T00:02:00","date_gmt":"2022-10-30T23:02:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=206524"},"modified":"2022-10-20T16:50:05","modified_gmt":"2022-10-20T14:50:05","slug":"come-eravamo-graffiti-di-bollicine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2022\/10\/31\/come-eravamo-graffiti-di-bollicine\/","title":{"rendered":"COME ERAVAMO \/ GRAFFITI DI BOLLICINE"},"content":{"rendered":"\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"450\" height=\"577\" class=\"wp-image-206525\" style=\"width: 1800px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/222e8bbc942250910392a788df9b448e-childhood-memories-italia.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/222e8bbc942250910392a788df9b448e-childhood-memories-italia.jpg 450w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/222e8bbc942250910392a788df9b448e-childhood-memories-italia-234x300.jpg 234w\" sizes=\"(max-width: 450px) 100vw, 450px\" \/><\/p>\n\n\n\n<p>di <strong>Raffaele Polo<\/strong> ______\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Specifichiamo subito che noi amavamo e compravamo la &#8216;gazzosa&#8217;. Ci ripugnava il termine &#8216;gassosa&#8217;, lo consideravamo un modo di raddrizzare il termine vero, locale, genuino del prodotto. Un po&#8217; come la birra che ci ostinavamo a chiamare &#8216;peroncino&#8217; oppure &#8216;drecher&#8217; che era la dizione con cui veniva richiesta nelle &#8216;putee&#8217;.\u00a0 Perch\u00e8, tanto tempo fa, i bar erano trascurati, a vantaggio delle &#8216;putee&#8217; ovvero della mescite di vino popolari e fornite, fornitissime di gazzose, peroncini, aranciate e, naturalmente, ghiaccio.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi mandavano a comprare 10 lire di ghiaccio, tornavo con il prezioso refrigerante che veniva subito inserito nella &#8216;ghiacciaia&#8217;, mobile in legno foderato di zinco, che sarebbe stato presto sostituito dai primi, monumentali frigoriferi. La gazzosa costava 20 lire, e ci impegnavamo a riportare la bottiglia oppure la consumavamo l\u00ec, sul bancone. La bottiglia, lunga e stretta, aveva il tappo a pressione, la rondella di gomma fermata dalla incasellatura di ferro e che veniva applicata anche alle bottiglie da litro che ci servivano per &#8216;fare&#8217; l&#8217;acqua frizzante: con due tipi di polverine ( acqua Idriz o Idrolitina) oppure con una sola bustina (si chiamava Frizzina) e bisognava essere veloci a tappare la bottiglia, senn\u00f2 addio benefici del &#8216;frizzante&#8217;. Per un certo periodo, le bottiglie di gazzosa ebbero una pallina all&#8217;interno: era ricercatissima, quella biglia. Ma bisognava rompere la bottiglia per conquistarla&#8230;.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi c&#8217;era l&#8217;aranciata San Pellegrino, nella sua bottiglia caratteristica con il vetro rugoso ad imitare l&#8217;arancia. Famose e ricercate anche la Lemonsoda e la cedrata Tassoni; a casa, si realizzava il tamarindo che, spesso, veniva mescolato all&#8217;orzata. Lo si faceva comprando le bustine da Mele, in viale Lo Re, dove venivano acquistate anche &#8216;le essenze&#8217; per fare i liquori a casa. Nomi strani, stranissimi, ma che ci piaceva pronunciare: Doppio Kummel, Curacao, Maraschino, Crema Cacao, Alkermes&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Il vino era rigorosamente acquistato dall&#8217;osteria, un litro alla volta. Oppure si andava a Monteroni, a Carmiano da produttori conoscenti e si riempivano le damigiane oppure le taniche che venivano poi travasate nei fiaschi, proprio quelli con la paglia attorno, ricercatissimi e sempre presenti nelle dispense dei tempi andati.\u00a0 <\/p>\n\n\n\n<p>C&#8217;era, poi, l&#8217;usanza di ordinare le bevande dal grossista. Che le inviava tramite un dipendente che recapitava la cassetta con le bottiglie a casa, in cambio dei vuoti a rendere, contati accuratamente e sempre motivo di discussione. L&#8217;acqua minerale pi\u00f9 commercializzata era la &#8216;Claudia&#8217;, poi\u00a0 sostituita da altre marche, compresa la &#8216;Cutolo&#8217; che divenne famosa perch\u00e8 era &#8216;l&#8217;acqua di Padre Pio&#8217;. In tempi pi\u00f9 recenti ci fu il boom delle acque locali, ovvero Eureka e Paravita&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, irruppe la Coca Cola, che cancell\u00f2, di colpo, tutta la concorrenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Per noi ragazzi, resistette il Chinotto per la sua indubbia capacit\u00e0 di far digerire rumorosamente. Indispensabile per le frequenti&nbsp; esibizioni in gare di bassissima lega, a base di rumori prodotti con la bocca&#8230;<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2022\/10\/31\/come-eravamo-graffiti-di-bollicine\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2022\/10\/31\/come-eravamo-graffiti-di-bollicine\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Raffaele Polo ______\u00a0 Specifichiamo subito che noi amavamo e compravamo la &#8216;gazzosa&#8217;. Ci ripugnava il termine &#8216;gassosa&#8217;, lo consideravamo un modo di raddrizzare il termine vero, locale, genuino del prodotto. 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