{"id":206896,"date":"2022-10-27T16:27:46","date_gmt":"2022-10-27T14:27:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=206896"},"modified":"2022-10-27T17:30:50","modified_gmt":"2022-10-27T15:30:50","slug":"sessanta-anni-fa-il-delitto-perfetto%ef%bf%bc-di-enrico-mattei-mistero-italiano-ancora-irrisolto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2022\/10\/27\/sessanta-anni-fa-il-delitto-perfetto%ef%bf%bc-di-enrico-mattei-mistero-italiano-ancora-irrisolto\/","title":{"rendered":"SESSANTA ANNI FA IL\u00a0\u201ddelitto perfetto\u201d DI ENRICO MATTEI, MISTERO ITALIANO ANCORA IRRISOLTO"},"content":{"rendered":"\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"258\" height=\"196\" class=\"wp-image-206900\" style=\"width: 1200px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/EN.jpg\" alt=\"\"><\/p>\n\n\n\n<p>di<strong> Dario Fiorentino<\/strong> ______&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Sessant&#8217;anni fa moriva Enrico Mattei, il fondatore dell&#8217;ENI.<\/p>\n\n\n\n<p>In un articolo apparso sull\u2019\u00abUnit\u00e0\u00bb il 26 aprile 2006, lo storico Nico Perrone, biografo di Enrico Mattei e autore di numerosi saggi incentrati sulla sua figura, propone un resoconto sintetico e acuto dei lunghi anni di ricerche da un punto di vista tanto provocatorio, quanto interessante ed emblematico, che  si adatta perfettamente alla vicenda della fine di Mattei.<\/p>\n\n\n\n<p>Che cosa \u00e8 il delitto perfetto? Qual \u00e8 il delitto che nemmeno appare come tale, quello di cui non si scopre l\u2019autore, il modo in cui \u00e8 messo in atto? <\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta sicuramente di interrogativi riservati ai cultori di letteratura poliziesca, anche se la morte di Enrico Mattei, il primo mistero della complessa storia d\u2019Italia a partire dal secondo dopoguerra, l\u2019ora \u00abzero\u00bb della nostra storia occulta, come anche\u00e8 stato definito, ci pone innanzi a un caso che presenta tutte le caratteristiche di ci\u00f2 che potremmo definire un delitto perfetto.<\/p>\n\n\n\n<p>La morte di Mattei \u00e8 stata considerata per lungo tempo un incidente, nel cui contesto nulla faceva pensare a una situazione delittuosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure, oggi, secondo il magistrato di Pavia che ha riaperto le indagini su questo oscuro episodio della nostra storia repubblicana, Vincenzo Calia, \u00abl\u2019attentato a Mattei non \u00e8 pi\u00f9 un\u2019opinione\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Solo che non si sa, e forse mai si sapr\u00e0, chi sia stato il responsabile o i responsabili e sotto quali direttive, interne o esterne, abbia o abbiano agito.Troppo tempo \u00e8 passato e non avrebbe potuto essere altrimenti, data la posta in gioco che emerge dalla girandola delle ipotesi avanzate nel tempo su eventuali moventi, mandanti ed esecutori dell\u2019omicidio di Enrico Mattei, del pilota che conduceva il bireattore e del giornalista che viaggiava con loro.<\/p>\n\n\n\n<p>Se certe cose fossero state scoperte prima, i possibili rivolgimenti in campo politico, economico e forse anche nella sfera degli stessi rapporti internazionali sarebbero stati sicuramente incalcolabili. Anche se l\u2019attentato \u00e8 stato scoperto di recente, grazie a un\u2019indagine tecnico-scientifica di altissimo livello, cambia poco circa la funzione che la \u00abperfezione\u00bb del delitto si prefiggeva di svolgere; dopo pi\u00f9 di trent\u2019anni il \u00absalvabile\u00bb \u00e8 stato gi\u00e0 salvato e chi doveva essere protetto o trarre beneficio dalla morte di Mattei aveva gi\u00e0 ottenuto entrambi i propositi, ponendosi al riparo.<\/p>\n\n\n\n<p>Se un complotto c\u2019\u00e8 stato, e probabilmente c\u2019\u00e8 stato davvero, gli autori, a tutti i livelli di coinvolgimento, sono riusciti a raggiungere e concretizzare i propri scopi, salvaguardando gli equilibri politici e diplomatici che il \u00abcorsaro nero\u00bb, come era stato soprannominato Mattei, aveva letteralmente minacciato di ribaltare nel decennio precedente. <\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9, dunque, un delitto perfetto? Tutto sta nel cogliere e nel ricostruire, anche se in via ipotetica e per tentativi, la ragnatela delle complicit\u00e0 che lo ha ordito e reso possibile, invisibile, ma percettibile; una ragnatela sicuramente elevata seppur impossibile da identificare a un grado di plausibilit\u00e0 e certezza sufficiente per ottenere una condanna giudiziaria, oppure per pervenire a una cristallizzazione storica che possa considerarsi definitiva o gi\u00f9 di l\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi un delitto perfetto poich\u00e9 oramai impunito, \u00aborfano\u00bb dei suoi mandanti, dei suoi esecutori e dei suoi fiancheggiatori a cui attribuire un nome e un volto certi: perfetto dal momento in cui certi risultati o benefici politici, economici e diplomatici hanno da tempo ricevuto il crisma della irreversibilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Un delitto perfetto, continua Perrone, anche per ci\u00f2 che riguarda la sua concezione ed esecuzione, cio\u00e8 relativamente all\u2019impiego di strumenti e tecnologie molto evoluti per quei tempi, abbinati a una trappola in vecchio stile come solo in Sicilia se ne possono organizzare, che solo mani abilissime potevano padroneggiare in modo da non lasciare traccia, in grado di far sprofondare la \u00abverit\u00e0\u00bb con tutte le sue proteiformi articolazioni nelle sabbie mobili dell\u2019incomprensione e dell\u2019errore; errore non sempre \u00abcolposo\u00bb, ma quanto basta per occultare un misfatto.<\/p>\n\n\n\n<p>Solo trent\u2019anni dopo, una tecnologia ancora pi\u00f9 evoluta e un magistrato meticoloso avrebbero fatto luce, anche se parzialmente, su elementi e circostanze all\u2019epoca dei fatti di difficile individuazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Ne viene fuori un attentato complesso, coperto da sapienti depistaggi manovrati da eminenze grigie e non, che si snoda attraverso un ventaglio ipotetico dalla portata potenzialmente internazionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Non avendo risposte definitive da fornire, non ci resta che procedere dalle domande che ancora oggi aleggiano inquietanti sul fango di Bascap\u00e9: chi? Perch\u00e9? Come?<\/p>\n\n\n\n<p>Interrogativi che ruotano intorno a personaggi di ogni risma le cui vicende si intrecciano e si sovrappongono in un dipinto fumoso, in chiaroscuro e perennemente incompleto e frammentato.<\/p>\n\n\n\n<p>In un testo intitolato Il caso Mattei, Benito Li Vigni, storico collaboratore del presidente dell\u2019ENI e autore di saggi molto importanti per collocare la figura e l\u2019azione imprenditoriale e politica di Mattei nel contesto geopolitico del primo decennio del secondo Dopoguerra, riunisce una serie di documenti il cui interesse \u00e8 illuminante e sinistro al contempo.<\/p>\n\n\n\n<p>I documenti in questione consistono in alcuni estratti di rapporti top secret che il Foreign Office e l\u2019ambasciata britannica hanno redatto sulla politica energetica di Enrico Mattei, considerata \u00abestremamente pericolosa per il sistema petrolifero mondiale e, soprattutto, per gli interessi inglesi\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019attenzione nei confronti di Mattei che emerge dalla lettura di questi documenti manifesta una crescente preoccupazione per la sua \u00abspregiudicata\u00bb politica internazionale come anche per irisultati che progressivamente riesce a ottenere; i pericoli per le oligarchie finanziarie e petrolifere britanniche \u2013 le cui preoccupazioni saranno condivise anche dalle medesime oligarchie statunitensi \u2013 non sarebbero rappresentati soltanto dagli eventuali danni economici derivanti dalla condotta di Mattei, bens\u00ec anche dalle modificazioni politiche prodotte nello scacchiere mondiale, ed \u00e8 facile percepire il risentimento, se non la vera e propria ostilit\u00e0, nei confronti di un personaggio che viene dipinto a tutti gli effetti come un nemico.<\/p>\n\n\n\n<p>Vale la pena discutere e riportare alcuni stralci degli estratti contenuti nel saggio di Li Vigni. Per esempio, in un rapporto considerato \u00abconfidential \u00bb dell\u2019ambasciatore britannico a Roma del 20 luglio 1960 vengono discussi alcuni punti rilevanti: l\u2019ingresso dell\u2019ENI nel Regno Unito, l\u2019accordo che l\u2019ente italiano \u00e8 in procinto di concludere con il governo tunisino, l\u2019attivit\u00e0 petrolifera svolta in Egitto, a Cuba, i contatti con il governo sovietico per l\u2019acquisto di petrolio a prezzi pi\u00f9 convenienti e, in generale, i rapporti che intercorrono tra ENI e le compagnie petrolifere Shell e Bp.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ambasciatore sostiene che Mattei avrebbe riferito al direttore di Bp la propria intenzione di portare un attacco aperto a tutti i mercati europei e di voler sostenere una vera e propria guerra dei prezzi soprattutto nei confronti di Svizzera, Austria e Germania.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo le direzioni di Shell e Bp la situazione italiana inizia a destare \u00abuna seria preoccupazione \u00bb; le due compagnie inglesi sospettano e temono che Mattei, acquistando quote di greggio dai sovieticia prezzi irrisori, riuscir\u00e0 a ridurre ulteriormente il prezzo della benzina.<\/p>\n\n\n\n<p>A proposito dei punti appena evidenziati, come a volerne sottolineare l\u2019aggravamento, sempre l\u2019ambasciatore britannico a Roma in un rapporto top secret dell\u201911 agosto 1961, dopo aver \u00abstudiato \u00bb Mattei, lo dipinge come \u00abmolto sicuro di s\u00e9\u00bb, tornando a manifestare le preoccupazioni dei dirigenti di Shell e Bp per la vastit\u00e0 dei progetti del presidente dell\u2019ENI e per le ripercussioni che questi inevitabilmente avranno sulle compagnie britanniche.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ambasciatore britannico sollecita allora ulteriori analisi circa i rapporti intercorrenti tra Mattei e il Gruppo Petrolifero Occidentale, in considerazione del fatto che il loro antagonista sembri riuscire nel proprio intento principale: il controllo delle fonti di approvvigionamento di greggio a condizioni favorevoli, come testimonierebbe, all\u2019epoca, l\u2019inizio delle trivellazioni in Iran. Ma a queste preoccupazioni se ne aggiungono altre, come per esempio il fatto che Mattei abbia sviluppato con successo i propri obiettivi oltremare, stabilendo contatti con i governi di Egitto, Sudan, Pakistan, Libia, Marocco e Tunisia, oltre alla conclusione delle trattative con i russi per le forniture di greggio sovietico.<\/p>\n\n\n\n<p>Il rapporto continua affermando che \u00abtutto ci\u00f2 non rappresenta che una parte del problema\u00bb; in riferimento all\u2019incontro con i rappresentanti di Shell e Bp, in cui Mattei annunciava l\u2019intenzione di iniziare una guerra dei prezzi, l\u2019ambasciatore britannico ritiene che tale guerra sia gi\u00e0 iniziata nel momento in cui scrive.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 \u00e8 gravido di conseguenze: \u00abi prezzi che ha imposto alla benzina e agli altri carburanti sono talmente ridotti che se dovesse decidere di applicare un\u2019ulteriore riduzione, le nostre compagnie petrolifere subirebbero dei colpi gravissimi\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel mirino, il modo in cui Mattei porta a termine le sue trattative e gli effetti che ne discendono, come per esempio il caso dell\u2019accordo stipulato con il governo tunisino che lo pone come \u00abun nemico pericoloso nella grande corsa delle compagnie britanniche in campo petrolifero, soprattutto perch\u00e9 il modo con cui Mattei ha condotto i suoi affari in Tunisia sta assumendo carattere monopolistico\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>La chiosa finale non potrebbe essere pi\u00f9 esplicita: \u00e8 inutile nascondersi che egli rappresenta e rappresenter\u00e0 in futuro, e non solo in Tunisia, una vera e propria spina nel fianco per le nostre compagnie petrolifere. Mattei \u00e8 senza dubbio un personaggio molto ambiguo e inaffidabile: se le compagnie inglesi accettassero di accordargli qualche concessione, egli se la intascherebbe e non esiterebbe a chiederne delle altre.<\/p>\n\n\n\n<p>Mattei in questo rapporto segreto viene dunque descritto come un gangster del petrolio, e i suoi metodi vengono equiparati, sempre secondo la penna dell\u2019ambasciatore britannico, a dei veri e propri atti di estorsione. Ma a parte le considerazioni commerciali, si sottolinea inoltre il problema politico che si verrebbe a creare in un eventuale scenario di \u00abguerra\u00bb tra l\u2019ENI e le compagnie petrolifere britanniche, le cui ripercussioni provocherebbero perdite che queste non sono disposte a tollerare.<\/p>\n\n\n\n<p>Se torniamo indietro nel tempo di un anno, leggendo un altro rapporto segreto dell\u2019ambasciata inglese, precisamente quello del 7 settembre 1960, si nota come i timori dell\u2019ambasciatore nei confronti dei rapporti che Mattei sta intrattenendo con il governo sovietico riguardino la possibilit\u00e0 di scatenare un effetto domino in Europa; l\u2019URSS chiede all\u2019Italia la costruzione di navi petroliere in cambio di grano duro e di petrolio greggio, e ci\u00f2 per Londra potrebbe aumentare la capacit\u00e0 sovietica di inserire il proprio petrolio nei mercati occidentali con sicure implicazioni di carattere politico e commerciale.<\/p>\n\n\n\n<p>Londra teme possibili pressioni per l\u2019acquisto di greggio sovietico in cambio di materiale ingegneristico di produzione britannica: \u00abse lo fanno gli italiani, perch\u00e9 non dovremmo farlo noi?\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>In due successivi rapporti, uno dell\u2019ambasciata britannica del 21 ottobre 1960 e l\u2019altro del Foreign Office del 1\u00b0 novembre dello stesso anno, si delinea in maniera pi\u00f9 specifica il \u00abpeccato\u00bb di cui Mattei non solo si sarebbe macchiato, ma che avrebbe continuato a commettere in maniera reiterata: sta sbilanciando gli equilibri della distribuzione dei profitti tra Paesi produttori di petrolio e Paesi consumatori, con grave pregiudizio per le compagnie petrolifere che agiscono nel mezzo.<\/p>\n\n\n\n<p>Mattei \u00e8 accusato, nonostante l\u2019aura di ingenuit\u00e0 che fa percepire di s\u00e9, di non avere scrupoli nel trattare in Italia con le maggiori compagnie petrolifere occidentali, utilizzando il proprio ascendente e il potere politico di cui dispone per indebolire finanziariamente le altre compagnie in vari mercati, specialmente in quelli dei Paesi in via di sviluppo.<\/p>\n\n\n\n<p>Alle compagnie petrolifere britanniche e americane, come anche al governo di Londra, non va a genio che Mattei possa disporre e godere dell\u2019appoggio del governo italiano, anche se si ammette che certe sue attivit\u00e0 siano fonte di imbarazzo per lo stesso governo, mettendo in dubbio \u2013 se non in crisi \u2013 la percezione di lealt\u00e0 nei confronti del patto atlantico.<\/p>\n\n\n\n<p>Shell e Bp si dicono non disposte a concedere facilitazioni all\u2019ENI in cambio di minacce o di richieste improponibili, giacch\u00e9 ritengono che in realt\u00e0 Mattei non abbia nulla da offrire in cambio per poter entrare nei circoli petroliferi che contano.<\/p>\n\n\n\n<p>Tre giorni dopo, un rapporto sempre del Foreign Office di Londra datato 4 novembre 1960, espone le crescenti preoccupazioni delle compagnie petrolifere inglesi, le quali \u00abnon sottovalutano il potere di Mattei, ma non ritengono che rendendogli la vita pi\u00f9 facile possano riuscire a rendere meno difficile la loro\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo poco meno di un anno, la situazione del presidente dell\u2019ENI sembra \u00abaggravarsi\u00bb; un rapporto confidenziale del Foreign Office del 17 febbraio 1961 riguardante l\u2019attivit\u00e0 economica, la ricerca di risorse e gli sviluppi dell\u2019ENI, segnala che le operazioni dell\u2019ente italiano per gli idrocarburi \u00abnon favoriscono le attivit\u00e0 delle compagnie petrolifere inglesi e anglo-olandesi che rappresentano il punto di forza del commercio britannico d\u2019oltremare \u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo l\u2019autorit\u00e0 britannica, l\u2019ENI avrebbe utilizzato principalmente due strumenti per acquisire la posizione di vantaggio di cui gode al momento della stesura del rapporto: il taglio dei prezzi e la pressione politica.<\/p>\n\n\n\n<p>Usufruendo dei prezzi vantaggiosi del greggio sovietico e avvalendosi della posizione di monopolio nazionale sul gas naturale, ENI pu\u00f2 vendere il petrolio in Italia a prezzi estremamente concorrenziali e al ribasso, invadendo tutti i mercati fino a minacciare quello del Regno Unito: le compagnie petrolifere devono assolutamente cercare di contenere la competizione esercitata dall\u2019ENI e controbattere alle false dichiarazioni che Mattei diffonde sul loro conto. Le compagnie inglesi dovrebbero essere tutelate da qualunque maldicenza o pressione esercitata nei diversi circoli ufficiali.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla fine del 1961, sempre il Foreign Office, in un rapporto del 7 dicembre si riporta una conversazione di Fanfani con l\u2019amministratore delegato della Shell, Mr Hoffland; l\u2019intervento del primo ministro italiano mira a ottenere una apertura da parte di Shell per mettere a punto alcune condizioni commerciali che permettano a Mattei di alleggerire la propria posizione e dipendenza dai russi; l\u2019acquisto di petrolio greggio sovietico imbarazza il governo italiano, ma le compagnie petrolifere inglesi pare non vogliano sentire ragioni, argomentando, tramite l\u2019Ufficio esteri inglese che non esistono giustificazioni per cambiare la propria posizione nei riguardi di Mattei.<\/p>\n\n\n\n<p>Questi sta per iniziare l\u2019installazione di settanta stazioni di servizio AGIP nel Regno Unito e gli vengono fatte pressioni affinch\u00e9 non commercializzi petrolio sovietico nel mercato britannico.<\/p>\n\n\n\n<p>Di tenore pi\u00f9 drammatico gli ultimi due estratti presenti nel libro; il 19 luglio 1962, in un rapporto confidenziale il Foreign Office parla del \u00abMatteismo\u00bb: \u00e8 innanzitutto fondamentale distinguere che esistono due aspetti diversi dello stesso problema; prima di tutto la competizione commerciale con l\u2019ENI; e, in secondo luogo, ci\u00f2 che potremmo definire \u00abMatteismo \u00bb. In breve, il primo aspetto, finora, ha causato non pochi problemi agli addetti ai lavori, ma il secondo \u00e8 potenzialmente molto pi\u00f9 pericoloso per tutti, per gli infortuni commerciali in generale, e per la sicurezza delle forniture petrolifere mondiali. Non \u00e8 un\u2019esagerazione asserire che il successo della politica \u00abmatteista\u00bb rappresenta la distruzione del libero sistema petrolifero di tutto il mondo; in questa situazione, le compagnie petrolifere internazionali hanno tutto il diritto di difendersi dai suoi attacchi propagandistici.<\/p>\n\n\n\n<p>Poco dopo la morte di Mattei, il 4 gennaio 1963, un altro rapporto confidenziale del Foreign Office di Londra ripropone al ministro inglese per l\u2019energia alcune questioni che erano gi\u00e0 state discusse prima che il presidente dell\u2019ENI morisse nell\u2019incidente aereo<strong>:<\/strong> riusciremo a neutralizzare la campagna anti-imperialistica che Mattei porta avanti contro le compagnie petrolifere? Si pu\u00f2 fare una distinzione tra le attivit\u00e0 dell\u2019ENI e gli interessi del governo italiano?<\/p>\n\n\n\n<p>Ci si potrebbe aspettare che l\u2019Italia, senza Mattei, sia disponibile a portare la questione del petrolio russo al vaglio dell\u2019Europa dei Sei?<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Sono passati 60 anni!<\/p>\n\n\n\n<p>E con lui non veniva assassinato soltanto un uomo, ma le possibilit\u00e0 del Paese di essere autonomo e di diventare una democrazia compiuta!<\/p>\n\n\n\n<p>Sfid\u00f2 i padroni del mondo! Ottenendo successi in tutti i continenti!<\/p>\n\n\n\n<p>Mor\u00ec povero perch\u00e9, bench\u00e9 fosse l&#8217;uomo pi\u00f9 potente d&#8217;Italia, ogni mese devolveva il suo stipendio ai bisognosi!<\/p>\n\n\n\n<p>Dovettero ucciderlo per bloccarne l&#8217;intelletto e l&#8217;azione!<\/p>\n\n\n\n<p>Ora, \u00e8 difficile che qualcuno abbia pronunciato testualmente le parole: \u00abdobbiamo uccidere Mattei\u00bb. In questi casi vale sempre la teoria dei detti cerchi concentrici espressa molti anni fa da un collaboratore di Aldo Moro, Corrado Guerzoni; \u00e8 sufficiente che in un certo ambiente rilevante per alcuni interessi politici e finanziari si manifesti preoccupazione per mettere in moto una macchina a compartimenti stagni nella quale ogni settore si mobilita sulla base degli input ricevuti dal settore gerarchicamente pi\u00f9 in alto, in modo che ogni anello della catena del comando e della esecuzione di un delitto eccellente appaia disconnesso e impossibile da collegare agli altri, per rendere indimostrabile ogni possibile responsabilit\u00e0 diretta. <\/p>\n\n\n\n<p>Chi deve capire in ogni settore dei centri concentrici capisce e agisce di conseguenza, come nella trama di un romanzo giallo o noir; solo che in questa realt\u00e0, a differenza di quanto accade nella letteratura, non si riesce sempre a scoprire il colpevole e il complotto o il segreto di Stato fanno calare definitivamente il sipario sulle possibili verit\u00e0.<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2022\/10\/27\/sessanta-anni-fa-il-delitto-perfetto%ef%bf%bc-di-enrico-mattei-mistero-italiano-ancora-irrisolto\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2022\/10\/27\/sessanta-anni-fa-il-delitto-perfetto%ef%bf%bc-di-enrico-mattei-mistero-italiano-ancora-irrisolto\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Dario Fiorentino ______&nbsp; Sessant&#8217;anni fa moriva Enrico Mattei, il fondatore dell&#8217;ENI. 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