{"id":207328,"date":"2022-11-10T00:02:00","date_gmt":"2022-11-09T23:02:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=207328"},"modified":"2022-11-06T19:03:49","modified_gmt":"2022-11-06T18:03:49","slug":"207328","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2022\/11\/10\/207328\/","title":{"rendered":"COME ERAVAMO \/ LIBRI A META&#8217; PREZZO"},"content":{"rendered":"\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"470\" height=\"342\" class=\"wp-image-207333\" style=\"width: 1200px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/libri.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/libri.jpg 470w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/libri-300x218.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 470px) 100vw, 470px\" \/><\/p>\n\n\n\n<p>di <strong>Raffaele Polo <\/strong>\u00a0______<\/p>\n\n\n\n<p>A\u00a0 Lecce c&#8217;erano due rivenditori di libri usati, anzi tre.<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo era nei pressi dell&#8217;Anfiteatro, vicino alla Banca d&#8217;Italia. L\u00ec c&#8217;era l&#8217;Upim e, proprio di fronte all&#8217;entrata secondaria, sorgeva un&#8217;edicola di legno, dove acquistammo, a met\u00e0 prezzo, un po&#8217; tutti i tascabili che, a quei tempi, al costo di 350 lire, ci offrivano un economico e piacevole excursus nella letteratura mondiale. <\/p>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9 economici di quelli, c&#8217;erano i libretti della BUR, partivano da settanta, poi cento lire e li acquistavamo alla Casa del Libro, in via Federico D&#8217;Aragona, assieme alle buste di francobolli da collezione che erano in uno scatolone, mischiate a vecchi album che contenevano francobolli rari il cui costo oscillava dalle 5 alle 20 lire cadauno. Per i filatelici, c&#8217;era anche il simpatico gestore, gentilissimo ma estremamente pignolo che aveva il suo ordinatissimo negozio vicino all&#8217;Arco di Prato. E sul corso Vittorio Emanuele, faceva bella mostra una minuscola vetrina che esponeva serie coloratissime di francobolli in vendita. <\/p>\n\n\n\n<p>Per tornare ai libri usati, dopo il rivenditore dell&#8217;Upim, sorse, a ridosso delle mura del Castello di Carlo V, proprio vicino all&#8217;ingresso e affianco ad una edicola che vendeva pane, quella che, ancora oggi, \u00e8 la rivendita di &#8216;usato&#8217; pi\u00f9 fornita, spostata vicino alle Poste centrali che non ci sono pi\u00f9, ma il ricordo c&#8217;\u00e8 e rimane.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, imboccata porta Rudiae e procedendo verso il Vescovado, in via Libertini, nei pressi di Guido che vendeva le biciclette, ecco il negozio di Cazzato, che aveva iniziato con un carretto fuori dalla Porta, ma si era poi spostato in quella minuscola sede dove, per anni, ha gestito libri usati e Remainder&#8217;s. A proposito di questi ultimi, un negozio moderno e ben sistemato sorse in una traversa di via Trinchese. Ma non dur\u00f2 molto, non vendeva giornalini e fotoromanzi sexy ed era giocoforza che chiudesse&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Leggevamo tanto, tantissimo. Ma il costo dei libri a prezzo intero, ci faceva evitare l&#8217;acquisto in libreria. Pure, il signor Santoro di &#8216;Mondadori&#8217; ci vedeva spesso, non fosse altro che per scrutare le copertine e le sinossi degli ultimi arrivi. Anche &#8216;Porci con le ali&#8217; che suscit\u00f2 un (ingiustificato) clamore, lo reperimmo sulla bancarella, a met\u00e0 prezzo: bastava aver pazienza e tutto passava, da l\u00ec, per la nostra fame di lettori.<\/p>\n\n\n\n<p>I libri per la scuola erano ricercati, da settembre, soprattutto da Benito, edicola di Porta Rudiae che, negli anni successivi, divent\u00f2 un costante punto di riferimento anche perch\u00e9 i ragazzi esponevano i libri di scuola usati, mettendosi sui marciapiedi di via Manifattura Tabacchi e poi, tutto attorno al mercatino. Che altro? Per gli amanti dei libri antichi, era obbligatoria la sosta da Osvaldo, Osvaldo Lorio, che aveva il suo regno a ridosso delle Giravolte. Ma anche Carla Bertini, nel suo splendido negozio dietro al Duomo, ne aveva di belli. Oggi, quel luogo, ottimamente restaurato, \u00e8 sede della Fondazione Palmieri. Ma, quando vi entriamo, ci sembra ancora di sentire la voce della proprietaria che, dallo studio di destra, al suono del campanello, con inconfondibile accento lucchese, ci chiedeva chi fossimo&#8230;<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2022\/11\/10\/207328\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2022\/11\/10\/207328\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Raffaele Polo \u00a0______ A\u00a0 Lecce c&#8217;erano due rivenditori di libri usati, anzi tre. Il primo era nei pressi dell&#8217;Anfiteatro, vicino alla Banca d&#8217;Italia. 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