{"id":207330,"date":"2022-11-14T00:02:00","date_gmt":"2022-11-13T23:02:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=207330"},"modified":"2022-11-25T11:38:53","modified_gmt":"2022-11-25T10:38:53","slug":"207330","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2022\/11\/14\/207330\/","title":{"rendered":"COME ERAVAMO \/\u00a0CRICELLI, BISANTI E CARDUCCI"},"content":{"rendered":"\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1080\" height=\"1080\" class=\"wp-image-207336\" style=\"width: 1200px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/31170875_1696651540453603_4391695358279811072_n.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/31170875_1696651540453603_4391695358279811072_n.jpg 1080w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/31170875_1696651540453603_4391695358279811072_n-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/31170875_1696651540453603_4391695358279811072_n-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/31170875_1696651540453603_4391695358279811072_n-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/31170875_1696651540453603_4391695358279811072_n-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/31170875_1696651540453603_4391695358279811072_n-60x60.jpg 60w\" sizes=\"(max-width: 1080px) 100vw, 1080px\" \/><\/p>\n\n\n\n<p>di<strong> Raffaele Polo<\/strong> &nbsp;______&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Alcuni nomi, li ricordo ancora. Frequentavo il Liceo Classico Palmieri, a Lecce, e i capi carismatici delle contestazioni e degli scioperi sessantottini (che&nbsp; da noi arrivarono con qualche ritardo) erano Cricelli e Bisanti.&nbsp; Le loro lunghissime, appassionate diatribe, interrotte spesso dagli applausi degli studenti assiepati nell&#8217;Aula Magna occupata dell&#8217;Universit\u00e0, ci appaiono come in sogno, mescolate alle nubi di fumo rappreso, perch\u00e9 fumavano tutti, in quei luoghi e in quei frangenti, soprattutto le ragazze, per darsi un atteggiamento e&nbsp; certificare la patente di rivoluzionaria. <\/p>\n\n\n\n<p>Ora noi, eravamo in tanti a non avere una vera opinione politica, ci facevamo influenzare da amici e trascurabili interessi; un coetaneo, simpatizzante del Msi, mi port\u00f2 a giocare a ping pong nella sede leccese di via Vignes, onestamente non sapevo neanche cosa fosse il Msi, alle mie scelte influ\u00ec moltissimo il professore di italiano, Nicola Carducci.<\/p>\n\n\n\n<p>Lui s\u00ec che aveva le idee chiare, chiarissime: ci apostrofava con tono possente, redarguendoci perch\u00e9 non &#8216;avevamo senso storico&#8217; e non avevamo partecipato all&#8217;ultimo sciopero indetto dalla sinistra. Ci accusava di prediligere il fascismo, io mi difesi dichiarando il mio disinteresse per la politica e fui definito &#8216;qualunquista&#8217;.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo qualche giorno, allo sciopero successivo (in quel periodo c&#8217;era uno sciopero alla settimana, in media) decidemmo di non entrare in aula, sicuri di essere lodati e giudicati &#8216;maturi&#8217; dall&#8217;ottimo Carducci,<\/p>\n\n\n\n<p>Che invece ci rimbrott\u00f2 e ci disse che avevamo confermato la nostra propensione al fascismo perch\u00e9 avevamo partecipato ad uno sciopero studentesco organizzato dal Fuan che, scoprimmo poi, era decisamente di destra.<\/p>\n\n\n\n<p>E cos\u00ec, grazie a questi equivoci, grazie alla inimicizia col professore Carducci, finimmo con i simpatizzanti della destra per parecchio tempo, fino a quando non fummo in grado di decidere senza pressioni&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Ora, la scuola era fondamentale per la nostra vita: ce ne rendiamo conto anche adesso, che ci vengono in mente, all&#8217;improvviso, visioni apocalittiche che vanno dall&#8217;aoristo di &#8216;oida&#8217; alla coniugazione di &#8216;fero&#8217;, passando per le filosofiche &#8216;tappe dei vittorini&#8217; e approdando all&#8217;anidride solforica che era l&#8217;unica formula che avessi mandato a mente&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Ma la scuola era fondamentale anche per i rapporti con l&#8217;altro sesso: le compagne di classe non ci degnavano di nessuna attenzione, erano protese ai ragazzi pi\u00f9 grandi, possibilmente motorizzati. E con le ragazzine del Ginnasio eravamo noi a vergognarci un po&#8217; a frequentarle, io ci ho provato con Lella, faceva il quinto ginnasio in una classe affianco alla mia di secondo liceo, al cambio tra un&#8217;ora e l&#8217;altra, ci guardavamo di sottecchi, tutto l\u00ec&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Poi, dopo gli esami di maturit\u00e0, tanto temuti, \u00e8 scomparso un mondo incredibile, un pezzo della nostra vita che, per\u00f2, continuo a sognare anche adesso, che ho settant&#8217;anni. E rivedo il professore Serra che mi chiede &#8216;gnoseologia ed etica del Bruno&#8217;, un incubo, credetemi, vorrei rispondergli e dirgli che la vita \u00e8 bella, che il mondo sta cambiando, che tante esperienze ci aspettano. Ma no, devo snocciolare la paginetta imparaticcia che vuole sentire proprio come \u00e8 sul libro, senn\u00f2 addio sufficienza.<\/p>\n\n\n\n<p>E mi sveglio, sconvolto ma rassicurato: quegli esami, quelle interrogazioni, sono solo un ricordo.<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2022\/11\/14\/207330\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2022\/11\/14\/207330\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Raffaele Polo &nbsp;______&nbsp; Alcuni nomi, li ricordo ancora. 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