{"id":207670,"date":"2022-11-21T00:02:00","date_gmt":"2022-11-20T23:02:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=207670"},"modified":"2022-11-14T16:37:54","modified_gmt":"2022-11-14T15:37:54","slug":"come-eravamo-pennini-e-fogli-protocollo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2022\/11\/21\/come-eravamo-pennini-e-fogli-protocollo\/","title":{"rendered":"COME ERAVAMO \/\u00a0PENNINI E FOGLI PROTOCOLLO"},"content":{"rendered":"\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"272\" height=\"400\" class=\"wp-image-207671\" style=\"width: 1200px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/s-l400.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/s-l400.jpg 272w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/s-l400-204x300.jpg 204w\" sizes=\"(max-width: 272px) 100vw, 272px\" \/><\/p>\n\n\n\n<p>di <strong>Raffaele Polo<\/strong> ______<\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec, i pennini li ricordiamo perfettamente: i nostri preferiti erano quelli a forma di mano, con l&#8217;indice che si assottigliava per scrivere con l&#8217;inchiostro. E poi c&#8217;erano quelli che sembravano la torre Eiffel, serbo ancora, nel palmo della mano destra, una cicatrice causata dal nostro duellare con le asticciole, il pennino rivolto verso l&#8217;interno, per non ferire il compagno&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>E, con i pennini, c&#8217;era il nettapenne, di forme diverse, E la boccettina d&#8217;inchiostro, nero o azzurro, non siamo mai riusciti ad avere quello rosso, ma chi l&#8217;avrebbe usato pi\u00f9 l&#8217;inchiostro rosso, adesso il mondo era stato conquistato dalle penne Biro, conservavamo con cura la penna stilografica &#8216;Montegrappa&#8217; grigia e nera, (mio padre aveva una &#8216;Montblanc&#8217; ma non me la faceva usare) da usare nelle grandi occasioni, era a stantuffo, fu soppiantata dalle stilografiche con le cartucce.\u00a0 <\/p>\n\n\n\n<p>Poi, anche qui, una penna biro soppiant\u00f2 la schiera di pennini, stantuffi, nettapenne e soprattutto quei calamai inseriti nel banco che il bidello non faceva in tempo a riempire d&#8217;inchiostro che gi\u00e0 erano colmati di pezzi di carta assorbente e porcherie di ogni tipo, che tiravamo su con il pennino e macchiavano le pagine bianche. Inutilmente adoperavamo la &#8216;gomma per inchiostro&#8217;, era peggio, si finiva per bucare la carta del quaderno e quanti rimproveri dovevamo subire per la nostra negligenza&#8230; <\/p>\n\n\n\n<p>Piuttosto, matite, pastelli e colori erano un meraviglioso regno che ci entusiasmava soprattutto quando andavamo in una cartoleria e acquistavamo una piccola scatola di pastelli &#8216;FILA&#8217; (scoprimmo che FILA era un acronimo per Fabbrica Italiana Lapis e Affini) che avevano scritto, sul corpo color legno, la specifica del colore: Bianco zinco, azzurro cobalto, giallo limone, verde marcio e via dicendo. <\/p>\n\n\n\n<p>Nella confezioni da sei pastelli, c&#8217;era la figurina delle maschere, un segnalibro con l&#8217;effige di Colombina, Pulcinella, il Dottor Balanzone, Gianduia&#8230; Era una sorpresa graditissima scoprire maschere mai sentite nominare (Peppe Nappa e Giangurgolo, ad esempio) ma la speranza era quella di riuscire a conquistare Arlecchino, segnalibro ambitissimo ma, naturalmente, raro e praticamente introvabile.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi, ci fu il momento delle penne biro a pi\u00f9 colori, stavamo ore a provare i &#8216;clic&#8217; che facevano spuntare le testine rosse, nere o blu, finch\u00e9 il meccanismo non si inceppava.<\/p>\n\n\n\n<p>Il giorno del compito in classe, compravamo la mattina i due fogli protocollo a righe (10 lire) e, magari, la penna biro comunissima, da 50 lire.&nbsp; Pi\u00f9 avanti, fattici scaltri, acquistavamo dall&#8217;Upim le risme di fogli protocollo e la scatola di penne biro, a prezzi contenuti.&nbsp; Ma la cosa non ci procurava nessuna soddisfazione, erano pi\u00f9 belli, pi\u00f9 funzionali i fogli protocollo acquistati dalla cartoleria Miccoli, di fronte alla scuola, c&#8217;era la signora che ce li dava con un sorriso, acquistavamo anche la penna, nuova nuova, ci auguravamo di avere, grazie a lei, un ottimo voto.<\/p>\n\n\n\n<p>Addio pennini, addio inchiostro, il progresso avanzava anche nel nostro angusto mondo di scolari&#8230;<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2022\/11\/21\/come-eravamo-pennini-e-fogli-protocollo\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2022\/11\/21\/come-eravamo-pennini-e-fogli-protocollo\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Raffaele Polo ______ S\u00ec, i pennini li ricordiamo perfettamente: i nostri preferiti erano quelli a forma di mano, con l&#8217;indice che si assottigliava per scrivere con l&#8217;inchiostro. 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