{"id":211086,"date":"2023-02-06T00:02:00","date_gmt":"2023-02-05T23:02:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=211086"},"modified":"2023-02-02T21:07:58","modified_gmt":"2023-02-02T20:07:58","slug":"come-eravamo-il-latte-che-portava-panico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2023\/02\/06\/come-eravamo-il-latte-che-portava-panico\/","title":{"rendered":"COME ERAVAMO \/ IL LATTE CHE PORTAVA PANICO"},"content":{"rendered":"\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1488\" height=\"2000\" class=\"wp-image-211087\" style=\"width: 800px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/latte-lecce.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/latte-lecce.jpg 1488w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/latte-lecce-223x300.jpg 223w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/latte-lecce-762x1024.jpg 762w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/latte-lecce-768x1032.jpg 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/latte-lecce-1143x1536.jpg 1143w\" sizes=\"(max-width: 1488px) 100vw, 1488px\" \/><\/p>\n\n\n\n<p>di <strong>Raffaele Polo<\/strong> ______<\/p>\n\n\n\n<p>Abitavo in pieno centro storico, a Lecce. In vico delle Giravolte al numero 50, proprio sulla Corte della Torre dei carretti e all&#8217;angolo di via Quinto Ennio e via dei Figuli (questo elenco di nomi \u00e8 per far comprendere meglio quale sia l&#8217;humus, lo spirito pi\u00f9 nascosto della &#8216;vecchia Lecce&#8217;, se volete posso aggiungere che l\u00ec vicino c&#8217;era Vico del Pittacio che era indicato cos\u00ec all&#8217;inizio del vicolo, e finiva per diventare &#8216;Pittaccio&#8217; con due &#8216;c&#8217; dove finiva, sotto alcune travi che mantenevano, letteralmente, i muri delle due costruzioni che si fronteggiavano. E propri da l\u00ec si sboccava in via Santa Maria del Paradiso, bellissima intestazione per uno scorcio di strada completamente priva di abitazioni ma frequentata in maniera pesante dai cani che la preferivano per le loro deiezioni. <\/p>\n\n\n\n<p>No, a quei tempi, non c&#8217;era l&#8217;uso di raccogliere e pulire, anzi, era una sorta di vanto lasciare vistosi segnali prodotti dai propri animali in bella vista&#8230;). <\/p>\n\n\n\n<p>La mattina, ogni mattina presto, verso le 7, nell&#8217;atrio del portone, rimbombava il grido della lattaia che portava il latte a domicilio ma le scale non le faceva, quelle scale dei palazzotti leccesi, coi gradini larghi e il perenne puzzo di gatti, hai voglia a usare candeggina e altri detersivi, ormai quello era l&#8217;odore e finivi per abituarti. <\/p>\n\n\n\n<p>La lattaia, dunque, gridava; \u201cSignora P\u00e0nico!\u201d e la sua robusta voce rimbombava fino al secondo piano e, anzi, si ampliava in maniera incredibile. Ora, bisogna specificare che la signora in questione, aveva, di cognome, Pan\u00ecco, con l&#8217;accento sulla &#8216;i&#8217;. Anzi, neanche quello era il suo cognome ma c&#8217;era scritto cos\u00ec sullo stinto fogliettino della cassetta delle lettere, la sua era quella centrale, pi\u00f9 grande delle altre che erano tutte di materiale e colore diversi, come si usava a quei tempi. <\/p>\n\n\n\n<p>Ora, nel cognome non c&#8217;era l&#8217;accento, e la lattaia chiamava &#8216;P\u00e0nico&#8217; e nessuno diceva niente&#8230; Le confezioni di latte erano a piramide, definite tetraedro, erano prodotte dalla Centrale del latte di Lecce, erano bianche e azzurre, con lo stemma della lupa leccese in bellavista. <\/p>\n\n\n\n<p>La Centrale del latte, a quel tempo,&nbsp; non sono mai riuscito a capire esattamente dove fosse, so solo che non ha avuta lunga vita, improvvisamente sono scomparse le piramidi di cartoncino e non si \u00e8 pi\u00f9 parlato di latte leccese&#8230; Anche la lattaia non \u00e8 pi\u00f9 passata, la mattina presto. E la signora Pan\u00ecco, che abbiamo incontrato per le scale, ha chiarito che, lei, non si chiamava proprio cos\u00ec, ma come spiegarlo alla lattaia? Anche perch\u00e9 il suo cognome, non era proprio possibile gridarlo nell&#8217;androne della scala, mi ricordo che era &#8216;Disansebastiano&#8217;&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Al mercatino delle vecchie cose abbiamo poi reperito una bottiglia di vetro massiccio e trasparente, con impresso lo stemma della citt\u00e0 di Lecce. &#8216;C&#8217;era la chiusura con la stagnola&#8217; ha detto mio padre. Che ha aggiunto &#8216;Ma \u00e8 durata poco&#8230;&#8217;<\/p>\n\n\n\n<p>Anche quella&#8230; Doveva proprio essere una consuetudine che il latte, a Lecce, dovesse cambiare spesso padrone.&nbsp; De Bellis, quello s\u00ec che \u00e8 durato un po&#8217; di pi\u00f9, lo stabilimento era nei pressi dei Salesiani, forse funziona ancora&#8230;<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2023\/02\/06\/come-eravamo-il-latte-che-portava-panico\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2023\/02\/06\/come-eravamo-il-latte-che-portava-panico\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Raffaele Polo ______ Abitavo in pieno centro storico, a Lecce. 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