{"id":211093,"date":"2023-02-13T00:02:00","date_gmt":"2023-02-12T23:02:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=211093"},"modified":"2023-02-02T21:25:16","modified_gmt":"2023-02-02T20:25:16","slug":"come-eravamo-golfi-e-costumi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2023\/02\/13\/come-eravamo-golfi-e-costumi\/","title":{"rendered":"COME ERAVAMO \/ &#8216;GOLFI&#8217; E &#8216;COSTUMI&#8217;"},"content":{"rendered":"\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1200\" height=\"800\" class=\"wp-image-211094\" style=\"width: 800px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/IMG_4011.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/IMG_4011.jpg 1200w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/IMG_4011-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/IMG_4011-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/IMG_4011-768x512.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/p>\n\n\n\n<p>di<strong> Raffaele Polo <\/strong>______\u00a0\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>C&#8217;era, poi, l&#8217;appuntamento con il sarto e quello con la magliaia. La nostra aspirazione sarebbe stata quella di acquistare personalmente i vestiti da un negozio di abbigliamento, da Aresta, da Marasco, dove si respirava l&#8217;aria e la soddisfatta vanit\u00e0 di modernit\u00e0 e indipendenza&#8230; macch\u00e9, fino ai 18 anni almeno, per la stragrande maggioranza di noi giovani non particolarmente abbienti, confusi in quella larghissima maggioranza di &#8216;ceto medio&#8217; ma con retaggio alla &#8216;economia&#8217; e al &#8216;risparmio&#8217; che ha sempre caratterizzato il popolo salentino, la costumanza era di convocare il sarto a casa &#8216;per le misure&#8217; e di utilizzare l&#8217;abbigliamento smesso di fratelli maggiori o del capo famiglia.\u00a0 <\/p>\n\n\n\n<p>Anche per le calzature, erano ambitissime le scarpe di pap\u00e0, magari con lo &#8216;scrocchio&#8217; che non andava via nonostante centrassimo tutte le pozzanghere&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Prima del sarto, c&#8217;era la battaglia del tessuto. Ovvero, accompagnati dalla mamma, che avrebbe gestito la bisogna, andavamo &#8216;Alla Bomba Atomica&#8217; ad acquistare la stoffa per il vestito (con due pantaloni, naturalmente) per conciliare qualit\u00e0, prezzo ed estetica&#8230; Dopo lunghe discussioni tra la mamma e l&#8217;anziano commesso, succedeva lo stesso per la contrattazione del prezzo con la titolare del negozio e, infine, col pesante pacco del futuro &#8216;costume&#8217;, tornavamo a casa. Passavamo davanti ai negozi di abbigliamento del centro, che esibivano i manichini con vestiti perfetti e, soprattutto, i cappotti all&#8217;ultima moda, corti e col colletto &#8216;alla Napoleone&#8217;. La mamma fingeva indifferenza, ma mi concedeva, per il futuro vestito da far confezionare al sarto, gli spacchi dietro la giacca e i pantaloni senza &#8216;piences&#8217; che non sapevo neppure cosa fossero.<\/p>\n\n\n\n<p>Dalla magliaia, poi, perdevamo completamente la nostra speranza di essere &#8216;a la page&#8217; con i compagni di classe e &#8216;alla moda&#8217; con le ragazze che ci piacevano. I golfi (si chiamavano cos\u00ec, apprendemmo poi con sorpresa che la denominazione esatta era &#8216;golf&#8217; oppure farsetto, o anche cardigan, insomma tutto, fuorch\u00e9 &#8216;golfo&#8217;) che ci confezionava la magliaia erano &#8216;con le trecce&#8217; e sempre di colori smorti: senape, grigio, azzurro sbiadito.\u00a0 E quelli alla &#8216;dolce vita&#8217; a righe orizzontali. L&#8217;unica variante poteva essere la &#8216;pistagna alta&#8217;, altra locuzione che non capivo cosa fosse&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Il sarto veniva a prendere le misure e la raccomandazione era che il vestito fosse &#8216;a crescenza&#8217;, ovvero pi\u00f9 largo e lungo, dovendo io ancora crescere (secondo gli intendimenti dei familiari pi\u00f9 anziani) e comunque in aperto contrasto con &#8216;la moda&#8217; che voleva invece aderenze e misure perfette. No, un vestito aderente non lo abbiamo mai indossato&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Quando, dopo un lasso notevole di tempo (i sarti erano sempre oberati di lavoro&#8230;) arrivava il momento di inaugurare il vestito appena consegnato, c&#8217;era anche il golfo appena arrivato, lo avevamo voluto a righe bianche e blu, alla dolce vita, la giacca e i pantaloni &#8216;a crescenza&#8217; ci facevano goffi e sicuramente &#8216;fuori moda&#8217;.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8216;Stai benissimo&#8217; diceva soddisfatta mia madre.&nbsp; E noi sudavamo con quel tessuto pesante, il golfo e l&#8217;idea che avremmo subito le maliziose prese in giro dei coetanei, per quel nostro &#8216;costume&#8217; nuovo&#8230;.<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2023\/02\/13\/come-eravamo-golfi-e-costumi\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2023\/02\/13\/come-eravamo-golfi-e-costumi\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Raffaele Polo ______\u00a0\u00a0 C&#8217;era, poi, l&#8217;appuntamento con il sarto e quello con la magliaia. 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