{"id":211751,"date":"2023-02-20T00:02:00","date_gmt":"2023-02-19T23:02:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=211751"},"modified":"2023-02-16T13:16:24","modified_gmt":"2023-02-16T12:16:24","slug":"come-eravamo-addio-alle-armi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2023\/02\/20\/come-eravamo-addio-alle-armi\/","title":{"rendered":"COME ERAVAMO \/\u00a0ADDIO ALLE ARMI"},"content":{"rendered":"\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1840\" height=\"2015\" class=\"wp-image-211752\" style=\"width: 1200px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/122002013_2815588622018691_2117445774273005714_n.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/122002013_2815588622018691_2117445774273005714_n.jpg 1840w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/122002013_2815588622018691_2117445774273005714_n-274x300.jpg 274w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/122002013_2815588622018691_2117445774273005714_n-935x1024.jpg 935w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/122002013_2815588622018691_2117445774273005714_n-768x841.jpg 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/122002013_2815588622018691_2117445774273005714_n-1403x1536.jpg 1403w\" sizes=\"(max-width: 1840px) 100vw, 1840px\" \/><\/p>\n\n\n\n<p>di <strong>Raffaele Polo \u00a0<\/strong>______  Ai nostri tempi, poi, non si era proprio uguali uguali, tra maschi e femmine. Che i ragazzi, appena arrivati ai 18 anni, venivano chiamati al &#8216;servizio di leva&#8217;. Che durava un anno e anche pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando mi arriv\u00f2 la cartolina, con tanto di convocazione, mio padre si precipit\u00f2 affannato da un suo amico maresciallo. Allora, come adesso, per noi salentini, c&#8217;era l&#8217;abitudine di rivolgersi ad un &#8216;conoscente&#8217;, quando si aveva bisogno di qualcosa. E, per tutti gli argomenti, c&#8217;era sempre qualcuno che &#8216;era del settore&#8217; e dunque poteva dire la sua.<\/p>\n\n\n\n<p>Il maresciallo, sorridendo, fu lapidario: &#8216;Il ragazzo cosa preferisce: fare il militare a Lecce, fare l&#8217;allievo ufficiale o essere esentato?&#8217;.<\/p>\n\n\n\n<p>Mio padre aveva frequentato il corso allievi ufficiali durante la Seconda Guerra mondiale. Ma non l&#8217;aveva terminato e gli era rimasto dentro il disappunto&#8230; Fu giocoforza che scegliesse (lui per me..) il Corso AUC.&nbsp; Ora, a Lecce c&#8217;era la Scuola Truppe corazzate che poi divent\u00f2 scuola di Cavalleria. E tutti gli allievi ufficiali di questa specialit\u00e0, andavano a Caserta e molti poi venivano destinati proprio a Lecce.<\/p>\n\n\n\n<p>Accettai con entusiasmo di sottopormi ai test per essere ammesso alla scuola allievi ufficiali.\u00a0 Il primo passo furono le visite mediche, a Lecce, alla caserma che sta vicino alla chiesa del Carmine. <\/p>\n\n\n\n<p>Ricordo come fosse ieri, la esperienza incredibile. Sembrava di essere tornati indietro di secoli: ammassati in uno stanzone, sotto l&#8217;arcigna sorveglianza di due carabinieri, fummo sottoposti a tutti i tipi di visita: il pi\u00f9 imbarazzante fu quando un ufficiale, con fare indifferente, tenendo per i testicoli l&#8217;esaminando, ordin\u00f2: &#8216;Tossisca!&#8217; e basta. <\/p>\n\n\n\n<p>Non parliamo poi delle altre visite, occhi, orecchie, torace, sangue..\u00a0 Ci liberarono, dopo tre giorni di noia e urla, tutti o quasi &#8216;abili&#8217;.\u00a0 <\/p>\n\n\n\n<p>A questo punto, c&#8217;era la scelta. Fatta la domanda per AUC, altre visite. Stavolta a Bari. In un vetusto e malandato edificio, mi fu data un&#8217;ampolla, con l&#8217;ordine di &#8216;riempirla&#8217;. Preso alla sprovvista, riuscii comunque alla bisogna e termin\u00f2 il primo esame,&#8230; <\/p>\n\n\n\n<p>Poi, arriv\u00f2 la cartolina di convocazione per Napoli, tre giorni di test e domande su tutti gli argomenti dello scibile umano&#8230; Il primo volume, domande di cultura generale, era addirittura irridente. Domande del tipo &#8216;di che colore era il cavallo bianco di Garibaldi?&#8217; e via dicendo. Ma gli altri due pesanti volumi (matematica e meccanica) erano, almeno per me, di enorme difficolt\u00e0. Per\u00f2, poich\u00e9 vi erano le risposte multiple da A fino a D, privilegiando le prime due lettere e affidandomi al caso, risposi a tutti i quesiti. Di Napoli fu affascinante la conoscenza di una citt\u00e0 veramente unica. Affittammo una stanza perch\u00e9 ci sconsigliarono di rimanere a pernottare in caserma, &#8216;ci sono le pulci&#8217;, ci dissero. <\/p>\n\n\n\n<p>Tornato a casa, dopo qualche tempo, ecco l&#8217;esito: una cartolina rosa con l&#8217;indicazione di presentarsi alle Scuole della Motorizzazione di Roma. Ero stato preso e destinato agli Autieri, sicuramente grazie alle risposte sulla meccanica, di cui non sapevo nulla&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Credo proprio che per tutti i miei coetanei, l&#8217;esperienza militare sia stata simile: il passaggio&nbsp; attraverso il doloroso taglio dei capelli, le iniezioni TABTE, le esercitazioni, le guardie, i sergenti, i nonni, la libera uscita&#8230; Tutto ampliamente pubblicizzato da una letteratura piacevole e di buon impatto. Ma solo dopo, dopo aver terminato la &#8216;naja&#8217;. A Lecce, poi, i nostri rapporti con l&#8217;Esercito si sono limitati ad alcune richieste di documenti al Distretto, dove sonnacchiosi sottufficiali hanno evaso le pratiche richieste.<\/p>\n\n\n\n<p>Adesso, le cose sono sicuramente cambiate.<\/p>\n\n\n\n<p>Speriamo in meglio.<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2023\/02\/20\/come-eravamo-addio-alle-armi\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2023\/02\/20\/come-eravamo-addio-alle-armi\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Raffaele Polo \u00a0______ Ai nostri tempi, poi, non si era proprio uguali uguali, tra maschi e femmine. Che i ragazzi, appena arrivati ai 18 anni, venivano chiamati al &#8216;servizio di leva&#8217;. Che durava un anno e anche pi\u00f9. 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