{"id":214262,"date":"2023-04-10T19:32:11","date_gmt":"2023-04-10T17:32:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=214262"},"modified":"2023-04-17T11:48:07","modified_gmt":"2023-04-17T09:48:07","slug":"la-mia-pasquetta-musicale-in-casa-ripensando-ad-un-vecchio-amore-bjork-e-ascoltando-il-nuovo-vera-di-lecce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2023\/04\/10\/la-mia-pasquetta-musicale-in-casa-ripensando-ad-un-vecchio-amore-bjork-e-ascoltando-il-nuovo-vera-di-lecce\/","title":{"rendered":"LA MIA PASQUETTA MUSICALE ALTERNATIVA"},"content":{"rendered":"\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"959\" height=\"499\" class=\"wp-image-214263\" style=\"width: 2100px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/bjork-vera.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/bjork-vera.jpg 959w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/bjork-vera-300x156.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/bjork-vera-768x400.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 959px) 100vw, 959px\" \/><\/p>\n\n\n\n<p><strong>CHIUSO IN CASA, RIPENSANDO AD UN VECCHIO AMORE, BJORK E ASCOLTANDO IL NUOVO, VERA DI LECCE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>di <strong>Roberto Molle<\/strong> ______ <\/p>\n\n\n\n<p>I vecchi amori tornano sempre, oppure siamo noi a tornare da loro\u2026 I nuovi possono solo accettarlo, o morire. Lo so, \u00e8 un assunto un po\u2019 strano, ma \u00e8 riferito alla mia esperienza di melomane. <\/p>\n\n\n\n<p>Questo mi succedeva molto spesso negli anni Ottanta e Novanta, un po\u2019 meno nei Duemila, oggi quasi per niente. <\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 una questione meramente anagrafica, il fatto \u00e8 che tutto o quasi in campo musicale \u00e8 stato gi\u00e0 detto; rimangono le sfumature, i riflussi, le variazioni finto-alternative, i cloni di certi musicisti che, invitando quest\u2019ultimi a suonare nei loro dischi e sfasciando qualche chitarra sul palco, credono (o fanno finta di credere) di essere il nuovo, l\u2019incarnazione del verbo (magari rock) a cavallo del primo ventennio degli anni zero. Un nome su tutti? Maneskin! L\u2019ho detto\u2026 non volevo dirlo, vabb\u00e8 l\u2019ho detto.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Dicevo di certi amori vecchi e nuovi che, o si sovrappongono fondendosi dentro un unico trasporto oppure, il continuo, inevitabile confronto pu\u00f2 arrivare a farsi complicato e doloroso.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa \u00e8 la storia di due musiciste che mi hanno fatto innamorare della loro musica senza farmi pesare il fatto di essere cos\u00ec distanti tra loro nel tempo e nello spazio.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Il vecchio amore si chiama Bj\u00f6rk Gu\u00f0mundsd\u00f3ttir, ma tutti la conoscono semplicemente come <strong>Bj\u00f6rk<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"450\" height=\"446\" class=\"wp-image-214264\" style=\"width: 800px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/BJORK.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/BJORK.jpg 450w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/BJORK-300x297.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/BJORK-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/BJORK-60x60.jpg 60w\" sizes=\"(max-width: 450px) 100vw, 450px\" \/><\/p>\n\n\n\n<p>La prima volta che ho saputo di lei mi guardava dalle pagine di una fanzine in bianco e nero. Era il 1986 e lei era insieme ai musicisti del suo gruppo di allora: gli Sugarcubes.<\/p>\n\n\n\n<p>Folletto, principessa dei ghiacci, elfo, eroina da videogioco. Sono tanti gli appellativi fantasiosi che hanno circondato la carriera di Bj\u00f6rk da Reykjavik, Islanda. Una carriera che l&#8217;ha consacrata star del pop alternativo degli anni Novanta e personaggio tra i pi\u00f9 bizzarri del mondo dello spettacolo.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>In realt\u00e0, il sound di Bjork sfugge alle classificazioni. \u00c8 una miscela di battiti cupi e tastiere elettroniche, campionature e sinfonie d&#8217;archi, su cui si innesta una voce unica, capace di passare da urla sfrenate e rantoli agonizzanti a gorgheggi sensuali stile Broadway. Gi\u00e0 undicenne compone un album di canzoni pop demenziali che in Islanda vende settemila copie, diventando Disco di platino. Dal 1986 al 1992 \u00e8 la voce degli Sugarcubes (alternative-band islandese, come gi\u00e0 detto) che abbandoner\u00e0 in occasione della pubblicazione di \u201cDebut\u201d, suo primo vero album che la far\u00e0 conoscere in tutto il mondo. A oggi, trent\u2019anni e nove dischi dopo, resta il disco che apprezzo di pi\u00f9 nella sua discografia.<\/p>\n\n\n\n<p>Con \u201cDebut\u201d, Bjork conia una nuova formula di pop, in bilico tra techno e avanguardia, capace di appassionare al contempo gli habitu\u00e9 delle discoteche e i cultori dell\u2019indie-rock. Merito di brani sempre potenti e immaginifici, sensuali e ammalianti fin dalle prime note. Ascoltare per credere l&#8217;<em>upbeat<\/em>&nbsp;di &#8220;Crying&#8221; o la ballata sinuosa di &#8220;Big Time Sensuality&#8221;, la filastrocca magica di &#8220;Venus As A Boy&#8221; o le pulsazioni ossessive di &#8220;Violently Happy&#8221; (quasi un manifesto della sua esuberanza incontrollata), la soffice &#8220;Human Behaviour&#8221; o l&#8217;incedere cupo della splendida &#8220;Play Dead&#8221;. Un debutto folgorante, insomma: dodici canzoni unite da arrangiamenti superbi e da una voce gi\u00e0 inconfondibile, capace di improvvise escursioni di registro e rientri delicati prima di inerpicarsi su sentieri tortuosi e inaccessibili ai pi\u00f9.<br>Le sonorit\u00e0 sono prevalentemente elettroniche, fredde e siderali, ma Bjork sfodera anche strumenti acustici a sorpresa, come l&#8217;arpa che accompagna l&#8217;eterea &#8220;Like Someone In Love&#8221; o il sassofono che gioca a ipnotizzare l&#8217;ascoltatore in &#8220;The Anchor Song&#8221;. Il segreto del disco \u00e8 anche nella perfetta miscela tra ritmi e melodie, tra suoni e rumori, tra strutture armoniche semplici e arrangiamenti sempre eccentrici e spiazzanti.<br>Per Bjork \u00e8 l&#8217;inizio di un successo mondiale che sar\u00e0 poi consacrato da premi prestigiosi e da una decina di milioni di dischi venduti in tutto il mondo. Uno di quei casi in cui ai trionfi sul versante commerciale si abbina anche il plauso praticamente unanime della critica.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Il nuovo amore (che poi tanto nuovo non \u00e8) riguarda la musica e la voce di una giovane artista salentina che risponde al nome di <strong>Vera Di Lecce<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1300\" height=\"729\" class=\"wp-image-214266\" style=\"width: 800px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/VERABBUNA.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/VERABBUNA.jpg 1300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/VERABBUNA-300x168.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/VERABBUNA-1024x574.jpg 1024w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/VERABBUNA-768x431.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1300px) 100vw, 1300px\" \/> <\/p>\n\n\n\n<p>Figlia d\u2019arte, il padre Giorgio insieme alla madre (Cristina Ria) sono stati attori di teatro sperimentale e ricercatori nell\u2019ambito della tradizione salentina.<\/p>\n\n\n\n<p>La vidi danzare la prima volta sul palco di un concerto dei Nidi D\u2019Arac; poi dentro un video a fare il controcanto ad Alessandro Coppola (cantante e leader dei Nidi) in \u201cJentu\u201d, un brano delicato e sognante. Ricordo che rimanendo affascinato dalla voce calda e sensuale e dalla sua presenza vagamente androgina, mi riproposi di approfondire. <\/p>\n\n\n\n<p>Scoprii che dopo aver fatto parte dei Nidi D\u2019Arac per un po\u2019 di anni, ha collaborato anche con \u201dArakne Mediterranea\u201d (gruppo folk revival impegnato nella riscoperta e la diffusione di musica e canti della tradizione salentina; fondato tra gli altri, dal padre di Vera, Giorgio Di Lecce n.d.r.). In seguito, oltre a essere una cantante, \u00e8 diventata una producer e performer che, partendo dalle radici della tradizione, ha sviluppato un percorso di ricerca e sperimentazione cantando in inglese e componendo musica elettronica ibrida, inserendo loop di percussioni di respiro world-music, vocalizzi cyber e suoni sintetici graffianti.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 2012 ha pubblicato un extending play (\u201cHeavy Butterflies\u201d) e nel 2015 \u201c29 seconds\u201d, un album al fianco di Martyn Heyne (chitarrista degli \u201cEfterklang\u201d, gruppo indie-rock danese n.d.r.).<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>A conforto del pensiero che Vera, oltre a una bella voce, avesse anche un talento creativo molto interessante, arrivavano le notizie di concerti aperti per musicisti internazionali che stimo e apprezzo tutt\u2019oggi: da Anna Calvi a Lisa Germano, fino al gruppo texano dei Balmorhea e all\u2019alt-band nostrana degli Afterhours, nonch\u00e9 (a conferma della duttilit\u00e0 vocale e artistica di Vera) la collaborazione con uno dei mostri sacri della musica popolare siciliana: il poliedrico musicista, attore e \u2018suonatore\u2019 di tammorra Alfio Antico.<\/p>\n\n\n\n<p>Per un certo periodo, a iniziare dal 2018, entra a far parte della band di Cesare Basile, uno dei musicisti pi\u00f9 interessanti della scena indie degli ultimi trent\u2019anni.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 2020 inizia un percorso di produzione autonoma pubblicando diversi singoli. Le sue esibizioni dal vivo sono caratterizzate oltre che dall\u2019uso di suoni campionati, da pedali multieffetto, synth vocali e da una chitarra elettrica; coreografie di danza marziale completano le sue performance.<\/p>\n\n\n\n<p>I concerti di Vera sono la sintesi della creazione di canzoni visive, vere ambientazioni nate dalla fusione di sonorit\u00e0 tradizionali salentine (e non solo), nord europee e orientali. In estrema sintesi si tratta di salti spazio-temporali tra antico e moderno, tutto attraverso una lingua, l\u2019inglese, spogliata delle radici e resa fluttuante verso un futuro ancestrale.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 del 2021 l\u2019inizio della collaborazione con Manimal Vinyl (giovane e prestigiosa etichetta discografica americana); tre sono i singoli gi\u00e0 pubblicati (\u201cPainfall\u201d, \u201cShelbone\u201d e \u201cTruth\u201d che confluiranno nell\u2019album \u201cAltar Of Love\u201d) oltre alla cover di \u201cHeart And Soul\u201d dei Joy Division. In tutto ci\u00f2 non manca un ritorno al passato, un rafforzare quel filo ombelicale che la tiene sospesa, artista cosmopolita: di recente ha collaborato all\u2019album \u201cRimorso\u201d di \u201cMai Mai Mai\u201d (sigla dietro cui si cela lo straordinario musicista calabrese Toni Cutrone). Vera \u00e8 presente con \u201cFimmine Fimmine\u201d, un classico della tradizione salentina trasfigurato in un ipnotico mantra synth-folk di respiro etno\/industrial.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019ottobre dello scorso anno \u00e8 uscito \u201c<strong>Altar Of Love<\/strong>\u201d, album del nuovo corso di Vera Di Lecce. Pur avendo preso contatti con lei per un\u2019intervista, poi saltata (colpa mia), l\u2019idea di un ascolto non superficiale del suo ultimo disco non si \u00e8 concretizzata prima di un pomeriggio quasi plumbeo (che fosse il luned\u00ec di Pasquetta \u00e8 solo un caso\u2026).<\/p>\n\n\n\n<p>Le fedeli Sennheiser sono pronte, credo che \u201cAltar Of Love\u201d per le caratteristiche con cui \u00e8 stato realizzato meriti unapprofondito ascolto in cuffia.<\/p>\n\n\n\n<p>Il disco si apre con \u201cPainfall\u201d, un brano che parte con vocalizzi direttamente in loop, sopraffatto di l\u00ec a poco da tamburi tribali. Poi cori e una voce asetticamente calda, sfondo naturale per danze davanti a fuochi che non riscaldano. Sullo sfondo una Bj\u00f6rk sorniona sembra sorridere soddisfatta della discepola Vera.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;\u201cShellbone\u201d, un martellante intro e la voce di Vera trasfigurata da qualche infernale vocoder vintage (l\u2019idea corre al Peter Gabriel di \u201cThe Lamb Lies Down On Brodway\u201d) a far da guida prima che il tutto scivoli dentro uno scratching di suoni acciaiosi e parole che si fanno claustrofobiche, perdendosi dentro oscuri scioglilingua. Ritmi voodoo e languori finali fanno collassare il brano dopo poco pi\u00f9 di tre minuti; poi il vuoto del silenzio e l\u2019inizio dell\u2019astinenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Attimi di attesa e arriva \u201cTruth\u201d. Scarne note di synth dove poggia una voce-filastrocca tirata fuori da qualche horror b-movie. Un delicato flip-folp accompagna melodie vocali che evocano pop-song di altri tempi e spleen che non se ne andranno mai.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cJenome\u201d entra in sordina con un incipit che richiama l\u201dUncertain Smile\u201d (di The The) leggermente rallentata ma con lo stesso mood\u2026 solo attimi. La voce \u00e8 assente, tutto si fa pi\u00f9 intimista, sfumato; poi gli incubi continuano a viaggiare sul \u201cTrans Europe Express\u201d dei Kraftwerk in un gioco di citazioni e rimandi che si fa epico.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCantroll\u201d si nutre di Oriente e di sogni senza dolcezza. Disincanto, disperazione e ricerca di un contatto, richiamo amoroso fatto di battiti e respiro. La post-umana Laurie Anderson di \u201cMister Hearthbreak\u201d e il vittoriano Genesis P-Orridge di \u201cDreams Less Sweet\u201d si incontrano nelle sonorit\u00e0 di questo brano probabilmente a insaputa della sua autrice. La musica \u00e8 cos\u00ec, si autoalimenta di suggestioni ed evocazioni, si reinventa mille volte rimanendo uguale e totalmente diversa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSorry\u201d nasce con virtuosismi vocali che sbocciano dentro un groove sospeso al dub ipnotico di un basso che gioca su frequenze bassissime. Ancora un brano con un testo costruito su dichiarazioni d\u2019intenti che si fanno accorate e poetiche.<\/p>\n\n\n\n<p>Il martellante incedere di suoni di \u201cPhoenix\u201d trasporta sui lidi di una techno trasognata, sullo sfondo di echi che battono come martelli alle tempie. Quello che si alza \u00e8 un muro, capace di tagliare in due speranze e paure che possono sciogliersi sulla voce di una nenia dolcissima.<\/p>\n\n\n\n<p>A chiudere \u00e8 la title track, \u201cAltar of love\u201d. \u2018<em>Anche se il mio corpo \u00e8 morto \/ sono abbastanza sicura di poter ballare \/ Anche se il mio corpo \u00e8 morto \/ Sono abbastanza sicura di poter ballare \/ e cantare e suonare attorno a un altare dell&#8217;amore\u2026<\/em>\u2019, cos\u00ec canta Vera nel brano che chiude l\u2019album, a suggello di un viaggio tra incubi e scenari siderali. A ben vedere sono parole di speranza, di non resa; e questo vale su tutto.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ascolto di \u201cAltar Of Love\u201d \u00e8 terminato, e gi\u00e0 mi manca. Un album primordiale e futuristico che mi ha conquistato con i suoi mille rimandi e i suoi special guest stars: Bjork, Peter Gabriel, Pschic-TV, Kraftwerk, Joy Division, Laurie Anderson, Depeche Mode, U2 e ne potrei mettere in fila tanti altri. Poi i luoghi evocati: l\u2019Oriente ottocentesco, La Luna siderale, le foreste amazzoniche e le corti salentine.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci ho trovato tutto questo nella musica di Vera Di Lecce, probabilmente ho scantonato, lei avr\u00e0 avuto tutt\u2019altre motivazioni\u2026 chissenefrega, la musica una volta creata non ti appartiene pi\u00f9, diventa di tutti come un\u2019opera d\u2019arte che ognuno pu\u00f2 ammirare e vederci quello che gli passa per la mente.<\/p>\n\n\n\n<p>Ascolti:<\/p>\n\n\n\n<p>Bjork<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Bj\u00f6rk - Human Behaviour\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/36zpy3kQsh8?list=PL_PD_RD4vvcimUYPFPt8c5AgMqZMnnvbt\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p>Vera DI Lecce<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Vera Di Lecce - Altar of Love\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/NKBebZBNEI0?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2023\/04\/10\/la-mia-pasquetta-musicale-in-casa-ripensando-ad-un-vecchio-amore-bjork-e-ascoltando-il-nuovo-vera-di-lecce\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2023\/04\/10\/la-mia-pasquetta-musicale-in-casa-ripensando-ad-un-vecchio-amore-bjork-e-ascoltando-il-nuovo-vera-di-lecce\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CHIUSO IN CASA, RIPENSANDO AD UN VECCHIO AMORE, BJORK E ASCOLTANDO IL NUOVO, VERA DI LECCE di Roberto Molle ______ I vecchi amori tornano sempre, oppure siamo noi a tornare da loro\u2026 I nuovi possono solo accettarlo, o morire. 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