{"id":218034,"date":"2023-07-03T00:03:00","date_gmt":"2023-07-02T22:03:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=218034"},"modified":"2023-07-12T12:08:14","modified_gmt":"2023-07-12T10:08:14","slug":"tanto-e-importante-la-parola-quanto-il-modo-in-cui-la-si-pronuncia-e-altrettanto-importanti-sono-i-gesti-che-laccompagnano-in-un-intervista-esclusiva-a-leccecronaca-it-an","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2023\/07\/03\/tanto-e-importante-la-parola-quanto-il-modo-in-cui-la-si-pronuncia-e-altrettanto-importanti-sono-i-gesti-che-laccompagnano-in-un-intervista-esclusiva-a-leccecronaca-it-an\/","title":{"rendered":"\u201cTanto \u00e8 importante la parola, quanto il modo in cui la si pronuncia"},"content":{"rendered":"\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1600\" height=\"719\" class=\"wp-image-218035\" style=\"width: 2100px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/AC.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/AC.jpg 1600w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/AC-300x135.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/AC-1024x460.jpg 1024w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/AC-768x345.jpg 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/AC-1536x690.jpg 1536w\" sizes=\"(max-width: 1600px) 100vw, 1600px\" \/><\/p>\n\n\n\n<p><strong>e altrettanto importanti sono i gesti che l\u2019accompagnano\u201c. IN UN&#8217; INTERVISTA ESCLUSIVA A leccecronaca.it ANNA CUCULO, RACCONTANDO DI SE&#8217;, CI PARLA DELLA  CULTURA ITALIANA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>di <strong>Francesco Rodolfo Russo <\/strong>&nbsp;______<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Calliope, Melpomene, Thalia, Tersicore. Penso che queste cinque muse possano sintetizzare il percorso di vita e professionale di Anna Cuculo, danzatrice, coreografa, attrice, regista, scrittrice. Infatti, in lei c\u2019\u00e8 la melodia della <em>Voce<\/em>, la capacit\u00e0 di indossare le maschere della <em>Tragedia<\/em> e della <em>Commedia<\/em> e di \u201cessere\u201d sorridente e <em>danzante<\/em>. Proprio da l\u00ec \u00e8 partita debuttando a otto anni come danzatrice nell\u2019<em>Aida<\/em> di Verdi.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Che cosa ha significato per una bimba esordire in un\u2019opera lirica cos\u00ec famosa e successivamente lavorare con importanti ballerine quali Carla Fracci e Loredana Furno?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Grazie, Francesco; troppo buono ad aver citato le muse per una mia intervista.<\/p>\n\n\n\n<p>Rispondo alla tua prima domanda. Per me \u00e8 stato del tutto naturale. Frequentavo la Scuola di Danza Classica del Maestro Enrico Cecchetti a Torino, contemporaneamente alla scuola di canto corale, alle quali ho potuto accedere gratuitamente grazie alla \u00abAlleanza Cooperativa Torinese\u00bb, cui sar\u00f2 grata per sempre. In quegli anni, \u201959\/\u201960, l\u2019Opera Lirica a Torino veniva rappresentata al Teatro Nuovo, poich\u00e9 il Teatro Regio era ancora chiuso dall\u2019incendio del \u201936. Nell\u2019Aida \u00e8 previsto un intervento danzato dei \u201cmoretti\u201d, i piccoli mori schiavi, che molto spesso vengono interpretati da tersicoree piccole di statura o in altri strampalati modi. Noi invece eravamo proprio bambine, con una calzamaglia color cioccolato, la faccia dipinta e una parrucchetta riccia\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Da l\u00ec in avanti ho danzato in molti Teatri Lirici italiani, appassionandomi all\u2019Opera Lirica e alla musica classica. Ho avuto un\u2019altra brava insegnante, Loredana Furno appunto, con la quale ho lavorato, oltre che nella Lirica, anche nella sua Compagnia di danza e, con un gruppo ristretto per brevi periodi, anche sulle navi da crociera.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra i ricordi pi\u00f9 belli c\u2019\u00e8 l\u2019Arena di Verona, qualche anno dopo, con \u00e9toile Carla Fracci. L\u2019Arena \u00e8 un\u2019esperienza indimenticabile, meravigliosa: ancora <em>Aida<\/em> con i cavalli in scena ad annunciare la marcia trionfale, e <em>Un ballo in maschera<\/em> con un giovane Luciano Pavarotti.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quanto sono state utili le basi della danza classica quando decidesti di dedicarti alla danza moderna e contemporanea?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Molto. La prima audizione per un programma televisivo comprendeva anche le basi classiche, le punte, e l\u2019ho superata.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tra i coreografi con cui hai lavorato chi ti ha maggiormente ispirata e, in generale, c<\/strong><strong>he cosa ti hanno trasmesso questi grandi uomini di spettacolo<\/strong><strong> quando a tua volta hai intrapreso la loro stessa carriera?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Penso innanzitutto a Loredana Furno, che \u00e8 stata la mia Maestra per lungo tempo e che mi ha trasmesso (come d\u2019altra parte anche il Maestro Cecchetti) grande rigore e disciplina. Ma anche a Sara Acquarone, Alberto Testa, Zarko Prebil, Ria Teresa Legnani, Luciana Novaro, Renato Greco, Tony Ventura, Flora Torrigiani, Franco Estil, Don Lurio. Un particolare ricordo mi lega a Enrico Sportiello, per la sua bravura e la grande capacit\u00e0 di vedere \u201coltre\u201d la danza nel creare coreografie. Ognuno di loro \u00e8 stato fondamentale per il mio percorso artistico. Ogni coreografo\/a per \u201cmontare un balletto\u201d (come si dice in gergo) si esprime a modo suo: c\u2019\u00e8 chi mostra ai ballerini i passi della coreografia, chi li accenna appena, chi definisce semplicemente a voce le posizioni e i passi\u2026 occorre essere preparati per afferrare al volo! Tutto \u00e8 stato utile come esperienza.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Nel 1975 debuttasti come <\/strong><strong>attrice al <\/strong><strong>Teatro Stabile di Torino con Aldo Trionfo, uno dei fondatori del \u00abTeatro della Tosse\u00bb; per quale motivo intraprendesti anche la strada del teatro di parola?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Avevo studiato nel frattempo anche musica e recitazione, ma l\u2019occasione si \u00e8 presentata quando un regista e autore torinese, Michele Ghislieri, ha avuto l\u2019esigenza di inserire in una sua pi\u00e8ce teatrale una giovane attrice che sapesse anche danzare. Amici comuni ci hanno messi in contatto, ho ottenuto il ruolo e lo spettacolo, decisamente di \u201cavanguardia\u201d per i tempi, and\u00f2 molto bene. Aldo Trionfo, regista e allora Direttore Artistico del Teatro Stabile di Torino, venne a vederlo e propose ad alcuni di noi attori di partecipare al debutto del <em>Bel-Ami e il suo doppio<\/em>, testo di Luciano Codignola, di cui appunto curava la regia per il TST. Soprattutto danzavamo, ma io avevo anche qualche breve \u201cbattuta\u201d. Da quel momento ho lavorato parallelamente come danzatrice, in particolare per programmi televisivi, e come attrice teatrale, cominciando a occuparmi anche di coreografia.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Cinema \u00e8 arrivato molto pi\u00f9 avanti, e anche quello casualmente. Per me \u00e8 stata una sorpresa: credevo che fosse pi\u00f9 \u201cnoioso\u201d e meno professionale recitare in un film. Invece \u00e8 molto impegnativo.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tra gli altri hai lavorato con l\u2019attore Tino Buazzelli, il regista Mario Missiroli, il poliedrico Dario Fo, Franco Passatore, autore e regista, con il quale collaborasti come docente alla scuola del Teatro Stabile di Torino. Potresti definire ognuno di loro con un aggettivo?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Essendo stati gli artisti di cui parli, oltre che molto bravi, tutti decisamente poliedrici, \u00e8 difficile definirli con un solo aggettivo. Ci provo.<\/p>\n\n\n\n<p>Buazzelli: paziente.<\/p>\n\n\n\n<p>Missiroli: colto.<\/p>\n\n\n\n<p>Fo: bizzarro.<\/p>\n\n\n\n<p>Passatore: visionario.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Considerata la tua attivit\u00e0 di ballerina, coreografa e attrice, quanto \u00e8 importante per te comunicare con il gesto e con la parola?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 fondamentale: tanto \u00e8 importante la parola, quanto il modo in cui la si pronuncia e altrettanto importanti sono i gesti che l\u2019accompagnano. Credo che gli attori siano favoriti nella comune vita di tutti i giorni, perch\u00e9 possono superare alcune difficolt\u00e0, o adeguarsi in qualche modo a esse, avendo acquisito un controllo sulle proprie ansie e apprensioni; possono addirittura permettersi di fingere ostentando credibilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ti sei occupata dei mitomodernisti Stefano Zecchi e Giuseppe Conte; del primo hai curato l\u2019adattamento e la messa in scena del romanzo <em>Sensualit\u00e0<\/em>, del secondo la messa in scena del testo <em>Re Art\u00f9 e il senza tetto<\/em> e <em>Canti d\u2019oriente e d\u2019occidente<\/em><\/strong><strong>. <\/strong><strong>Sei stata<\/strong><strong> i<\/strong><strong>nterprete del monologo di Guido Davico Bonino dedicato alla pittrice surrealista Unica Z\u00fcrn <em>Oscura primavera\u2026<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tra gli autori mi piace ricordare anche i comuni amici Manlio Bichiri e Giuseppe Puppo. Come scegli i testi da mettere in scena?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Comincio dal fondo. Negli ultimi anni ho pensato di dare rilievo a personaggi, o semplicemente persone, che hanno sub\u00ecto ingiuste persecuzioni, se non addirittura la morte, poich\u00e9 il loro pensiero e\/o le loro azioni non hanno corrisposto a regole imposte o dogmi: con l\u2019Associazione Culturale ACG di cui sono presidente abbiamo messo in scena le peripezie di Giordano Bruno (ispirandoci al bel testo di Gabriele La Porta, oltre che agli scritti di Frances Yates), di Galileo Galilei, dello stesso Carmelo Bene (mettendo in scena il testo dell\u2019autore Giuseppe Puppo) e stiamo proseguendo in questa direzione.<\/p>\n\n\n\n<p>Del caro amico Manlio Bichiri anni fa abbiamo rappresentato l\u2019opera poetica esoterica <em>Pietre scisse<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>La grande stima per il filosofo Stefano Zecchi, per il poeta Giuseppe Conte, per il drammaturgo Tomaso Kemeny, tutti e tre anche rinomati scrittori, fondatori del Mitomodernismo, mi ha spinta a mettere in scena alcune loro opere, come ricordi nella domanda. Le tematiche trattate nei tre libri che hai citato mi sono molto care. Essendo trascorsi alcuni anni dalla loro pubblicazione, invito chi non li avesse mai letti a prenderne visione.<\/p>\n\n\n\n<p>Una nota curiosa: Stefano Zecchi non aveva intitolato il suo romanzo <em>Sensualit\u00e0<\/em>, che \u00e8 stata una scelta dell\u2019Editore, bens\u00ec <em>Le rose di Calcutta<\/em>, cos\u00ec ho scelto questo titolo per il mio spettacolo.<\/p>\n\n\n\n<p>In quanto a Guido Davico Bonino, uno tra i migliori Docenti, Critici letterari, Scrittori della Citt\u00e0 di Torino, sono fiera di aver messo in scena la sua biografia di Unica Z\u00fcrn e soprattutto di essere stata da lui diretta in una pi\u00e8ce molto particolare, <em>Una strana confessione<\/em> di Herculine Barbin: la triste autobiografia di una bambina nata a Saint Jean d\u2019Ang\u00e9ly nel 1838 alla quale, per una variazione dei genitali in et\u00e0 puberale (primo caso riconosciuto di intersex in Francia), fu imposto dal tribunale di assumere sesso e nome maschili e che si suicid\u00f2 all\u2019et\u00e0 di trent\u2019anni non riuscendo ad accettare il peso della situazione che si era creata sia nella sua psiche, sia intorno a lei\/lui.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Per una quindicina d\u2019anni hai curato l\u2019aspetto teatrale dei convegni internazionali dell\u2019Associazione Culturale \u00abPoesia Attiva\u00bb. Che cosa ha significato lavorare con i poeti e con quel \u201cvisionario praticissimo\u201d (scusa l\u2019ossimoro) di Emilio Gay?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 stato per me un privilegio e una crescita culturale. Le intenzioni espresse dal Presidente Emilio Gay e dai suoi collaboratori, di cui anche tu e io facevamo parte, \u00e8 stata illuminante: restituire alla Poesia un posto d\u2019onore. Visionario sicuramente, visto che in quegli anni l\u2019Arte poetica era relegata in una sorta di second\u2019ordine (oggi assistiamo invece a molti concorsi di poesia); insomma: un\u2019idea meravigliosa, accompagnata da parte di Emilio, come dici tu, da un grande senso pratico. Abbiamo infatti coinvolto numerosi poeti e poetesse di cui alcuni talenti poco conosciuti, abbiamo cercato di dar loro voce.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho sempre amato la Poesia in quanto sintesi di concetti filosofici e spirituali.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Nel 2021 hai interpretato in teatro, <em>Blu<\/em>, adattamento dal romanzo <em>Bleu<\/em> di Maurizio Zaccaro. Come ti sei calata nei panni di un\u2019anziana attrice di prosa che si confronta con le avvisaglie dell\u2019Alzheimer?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ho il terrore di cadere in una situazione simile: di non ricordare pi\u00f9 nulla, di non sapere pi\u00f9 chi sono io, chi sono gli altri e dove siamo. Forse non \u00e8 cos\u00ec importante, ma per me attrice e persona curiosa di cultura e di storia, pensare di non sapere pi\u00f9 nulla del passato e dovermi relazionare in una presenza\/assenza \u00e8 una gran brutta cosa. Dunque da un lato l\u2019ho fatto per scaramanzia, dall\u2019altro perch\u00e9 purtroppo ho avuto vicino a me importanti amici con questo problema, difficile da affrontare non solo per le persone che ne soffrono, ma anche per i loro cari. Lo scopo dello spettacolo \u00e8 di diffondere l\u2019argomento e raccogliere fondi per le Associazioni Alzheimer Piemonte.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Mi pare che il nuovo governo nazionale punti molto sulla cultura; qual \u00e8 il tuo pensiero?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 ancora presto per dirlo. Spero che sia vero, che le persone giuste occupino i posti giusti: dal Ministro per la Cultura a ogni addetto ai lavori.<\/p>\n\n\n\n<p>La Cultura \u00e8 come il cibo; senza cibo il corpo muore, senza Cultura muore lo Spirito.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2023\/07\/03\/tanto-e-importante-la-parola-quanto-il-modo-in-cui-la-si-pronuncia-e-altrettanto-importanti-sono-i-gesti-che-laccompagnano-in-un-intervista-esclusiva-a-leccecronaca-it-an\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2023\/07\/03\/tanto-e-importante-la-parola-quanto-il-modo-in-cui-la-si-pronuncia-e-altrettanto-importanti-sono-i-gesti-che-laccompagnano-in-un-intervista-esclusiva-a-leccecronaca-it-an\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>e altrettanto importanti sono i gesti che l\u2019accompagnano\u201c. 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