{"id":221225,"date":"2023-09-25T20:33:57","date_gmt":"2023-09-25T18:33:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=221225"},"modified":"2023-09-25T20:39:46","modified_gmt":"2023-09-25T18:39:46","slug":"resoconto-del-workshop-di-links","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2023\/09\/25\/resoconto-del-workshop-di-links\/","title":{"rendered":"RESOCONTO DEL WORKSHOP DI LINKS"},"content":{"rendered":"\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1600\" height=\"1200\" class=\"wp-image-221226\" style=\"width: 1500px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Perrone.jpeg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Perrone.jpeg 1600w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Perrone-300x225.jpeg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Perrone-1024x768.jpeg 1024w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Perrone-768x576.jpeg 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Perrone-1536x1152.jpeg 1536w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Perrone-400x300.jpeg 400w\" sizes=\"(max-width: 1600px) 100vw, 1600px\" \/><\/p>\n\n\n\n<p>LINKS: tutelare le aziende italiane attive nella transizione digitale. Serve politica industriale che valorizzi la filiera.<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre il 67% della spesa pubblica in digitale \u00e8 in mano a 50 fornitori, il 31% ai primi 5. Impatto su crescita operatori nazionali del settore e attrazione talenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 2022 52mila richieste per professionisti Ict in Italia. In Puglia si stimano oltre 7mila assunzioni entro il 2025.<\/p>\n\n\n\n<p>A Lecce workshop organizzato da Links, con istituzioni e aziende, sul futuro del digitale in Italia.<\/p>\n\n\n\n<p><a target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><em>Lecce, 25 settembre 2023&nbsp;<\/em><\/a>\u2013 Come tutelare e valorizzare la filiera delle aziende italiane, attive nel settore della trasformazione digitale, strategico per il tessuto produttivo nazionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo il tema al centro del workshop tenutosI oggi\u00a0a Lecce, organizzato da Links Management and Technology, azienda di consulenza specializzata in digital business transformation e servizi IT per imprese, PA, banche e istituti finanziari.<\/p>\n\n\n\n<p>Ai lavori, oltre a&nbsp;<strong>Paolo Perrone<\/strong>&nbsp;e a&nbsp;<strong>Giancarlo Negro<\/strong>, rispettivamente Presidente e CEO di Links, hanno preso parte anche il Ministro degli Affari europei, politiche di coesione e PNRR&nbsp;<strong>Raffaele Fitto<\/strong>, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all\u2019Innovazione Tecnologica,&nbsp;<strong>Alessio Butti<\/strong>, l\u2019Assessore allo Sviluppo Economico della Regione Puglia&nbsp;<strong>Alessandro Delli Noci<\/strong>, il Sindaco di Lecce&nbsp;<strong>Carlo Salvemini<\/strong>, oltre alle aziende, come Poste Italiane, con il Responsabile mercato imprese e PA,&nbsp;<strong>Guido Crozzoli,<\/strong>&nbsp;Leonardo, con il CDO&nbsp;<strong>Carlo Cavazzoni<\/strong>, e Banca Generali con il COO&amp;Innovation&nbsp;<strong>Riccardo Renna.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il 31% della spesa pubblica in digitale \u00e8 concentrata nelle mani dei primi cinque operatori<\/strong>, quasi tutti a capitale straniero, il 67% nei primi 50.<\/p>\n\n\n\n<p>Alle aziende italiane vengono cos\u00ec affidati&nbsp;<strong>contratti di subfornitura, su attivit\u00e0 marginali, con condizioni economiche pi\u00f9 sfavorevoli dal 20% al 60%, con pagamenti ritardati di oltre 120 giorni.<\/strong><a target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Tutto questo rappresenta un&nbsp;<strong>limite alla loro crescita, agli investimenti in Ricerca e Sviluppo e all\u2019attrattivit\u00e0 di capitale umano.<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Per questo, nell\u2019ambito dell\u2019evento, si \u00e8 parlato con i relatori delle opportunit\u00e0 offerte dal PNRR, di ipotesi per nuovi modelli di procurement e delle sfide che imprese e istituzioni saranno chiamati ad affrontare per valorizzare le risorse a disposizione del Paese e tutelare le aziende italiane del settore.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cLa questione posta dalle aziende italiane \u00e8 molto importante. Il Pnrr ha dedicato alla digitalizzazione un importo notevolissimo, il pi\u00f9 alto in assoluto a livello europeo, pari a 48 miliardi di euro. Quindi \u00e8 giusto che si faccia una valutazione e si trovi un metodo di lavoro che guardi a questo aspetto. Questo incontro rappresenta un utile confronto che potr\u00e0 dare degli spunti per l\u2019azione del governo\u201d,&nbsp;<\/em>ha dichiarato il Ministro per gli affari europei, le politiche di coesione e il Pnrr,&nbsp;<strong>Raffaele Fitto<\/strong>.&nbsp;<em>\u201cIl gap Nord-Sud sulla digitalizzazione si pu\u00f2 e si deve colmare anche per la gran quantit\u00e0 di risorse messe a disposizione, che devono andare a beneficio dei cittadini, del sistema imprenditoriale e del funzionamento dei servizi del Paese\u201d,&nbsp;<\/em>ha concluso.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cIl digitale \u00e8 uno dei settori strategici del Paese, che rientra nella normativa golden power. Per questo, occorre una riflessione su come tutelare e valorizzare le nostre aziende. Le condizioni di mercato attuali, che vedono una spesa pubblicata concentrata essenzialmente sulle grandi societ\u00e0, quasi tutte a capitale straniero, rappresentano un limite per le nostre aziende in termini di crescita, investimenti e attrattivit\u00e0 di risorse\u201d&nbsp;<\/em>ha dichiarato&nbsp;<strong>Giancarlo Negro<\/strong>, CEO di Links.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cOggi <em>l<\/em>\u2019Italia ha zero player nella classifica delle top aziende impegnate nel settore AI, con fatturato di almeno 1 miliardo, a differenza del Regno Unito che ne conta 33, della Germania con 8 e della Francia con 7. Una dinamica<\/em>\u00a0\u2013 ha osservato Negro &#8211;\u00a0<em>che si riflette anche sull\u2019occupazione, basti pensare alla grandissima offerta di lavoro, in Italia come in Puglia, a fronte di una carenza di laureati in competenze digitali, a danno del Paese intero. Per questo, occorre definire una politica industriale che tuteli e valorizzi la filiera ICT delle aziende italiane, implementare nuovi modelli di procurement per la trasformazione digitale e potenziare i programmi di sviluppo di competenze digitali\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cLa presenza del Ministro Fitto e del Sottosegretario Butti, che ringrazio, ha dimostrato l\u2019attenzione posta dal Governo su questo tema. La riflessione che poniamo \u00e8 di interesse nazionale, ci auguriamo ci siano spazi di intervento, come fatto da altri Paesi, ad esempio la Francia, intervenuti per tutelare le imprese e la filiera italiana. \u00c8 importante investire e potenziare i programmi per lo sviluppo di competenze digitali, perch\u00e9 il capitale umano rappresenta un asset strategico del Paese. La numerosa partecipazione di studenti&nbsp;<a href=\"javascript:mails_addtocal(1,&quot;oggi&quot;);\">oggi<\/a>&nbsp;\u00e8 un segnale importante e che ci auguriamo possa avere un seguito<\/em>\u201d, ha commentato&nbsp;<strong>Paolo Perrone<\/strong>, Presidente di Links.<em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cSe non agevoliamo il dialogo sull\u2019innovazione perdiamo il confronto con il territorio, le imprese e l\u2019universit\u00e0. Il Governo ha le idee chiare su questo. Nella PA prima di digitalizzare dobbiamo semplificare. La burocrazia tradizionale non deve trasformarsi semplicemente in burocrazia digitale e questo va di pari passo con la dematerializzazione\u201d, ha dichiarato&nbsp;<\/em><strong>Alessio Butti,<\/strong>&nbsp;Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, con delega all\u2019innovazione tecnologica.<em>&nbsp;\u201cStiamo lavorando alla semplificazione del Codice dell\u2019amministrazione digitale che porter\u00e0 entro fine anno ad un position paper, che sottoporremo al Governo. Le grandi imprese italiane si sono allineate a quelle internazionali, a differenza delle pmi. Non possiamo rischiare che l\u2019ossatura del tessuto economico nazionale rimanga indietro\u201d.&nbsp;<\/em>Sul tema delle competenze, occorre<em>&nbsp;\u201crimpatriare i cervelli under 40 in fuga. La voglia di tornare c\u2019\u00e8, bisogner\u00e0 pagarli meglio e assegnarli alle aziende che si occupano di tecnologia\u201d.&nbsp;<\/em>Il Governo<em>&nbsp;\u201cha l\u2019obiettivo di creare 3000 centri fisici in tutta Italia, per formare 2 milioni di persone al digitale.&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href=\"javascript:mails_addtocal(1,&quot;Oggi&quot;);\">Oggi<\/a>&nbsp;sono emerse molte idee, suggestioni e suggerimenti\u201d,<\/em>&nbsp;ha concluso Butti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La digitalizzazione del Paese<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Durante la mattinata il prof.&nbsp;<strong>Luca Gastaldi<\/strong>, Direttore dell\u2019Osservatorio Agenda Digitale del Politecnico di Milano, ha illustrato lo stato di digitalizzazione del Paese.<\/p>\n\n\n\n<p>La necessit\u00e0 di applicare nuovi strumenti e tecnologie che facilitino e rendano pi\u00f9 efficienti le operazioni di business \u00e8&nbsp;<a href=\"javascript:mails_addtocal(1,&quot;oggi&quot;);\">oggi<\/a>&nbsp;una consapevolezza diffusa nelle aziende di tutti i settori, e ha determinato un aumento dei fondi per la digitalizzazione, in particolare post-pandemia. Secondo i dati Assinform,&nbsp;<strong>il digitale vale il 4% del PIL nazionale<\/strong>, la spesa nel settore per il 2022 \u00e8 stata pari a 78 miliardi di euro, con previsioni di crescita del 5% per il 2025.<\/p>\n\n\n\n<p>Ciononostante, secondo il Digital Economy and Society Index del 2022,&nbsp;<strong>l\u2019Italia \u00e8 18esima sui 27 Stati UE per digitalizzazione<\/strong>, salendo di due posizioni rispetto al 2021 ma comunque lontana da Paesi come Spagna, Germania e Francia.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono per\u00f2 anche segnali positivi nel settore privato, classificandoci in ottava posizione per digitalizzazione delle imprese grazie agli alti livelli di diffusione di cloud e fatturazione elettronica, con necessit\u00e0 di miglioramento su ecommerce e big data.<\/p>\n\n\n\n<p>I dati dell\u2019Osservatorio del Politecnico di Milano evidenziano anche come permanga un preoccupante&nbsp;<strong>divario tra Nord e Sud<\/strong>.&nbsp; Le dimensioni in cui l\u2019Italia \u00e8 in maggiore difficolt\u00e0 sono anche quelle che presentano i divari regionali maggiori, a indicare che solo agendo sulle disuguaglianze interne e lavorando per stabilire condizioni di partenza che non premino grandi aziende a capitale straniero a scapito delle PMI l\u2019Italia riuscir\u00e0 a colmare il gap con gli altri Paesi.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo il DESI inoltre permangono criticit\u00e0 nelle&nbsp;<strong>categorie PA \u2013 dove l\u2019Italia \u00e8 19esima per digitalizzazione<\/strong>&nbsp;&#8211; e&nbsp;<strong>capitale umano, dove siamo 25esimi<\/strong>&nbsp;per diffusione delle competenze digitali: solo il 46% degli italiani tra i 16 e 74 anni le possiede, ma l\u2019obiettivo \u00e8 di arrivare al 70% entro il 2026. Il gap parte dalla formazione, infatti solo l\u20191,4% dei laureati \u00e8 in ambito ITC, mentre la media europea \u00e8 del 3,9%.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Le difficolta nel cercare talenti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In questo scenario si inserisce la difficolt\u00e0 da parte delle aziende \u2013 grandi e piccole \u2013 di attrarre talenti, risultato di un profondo mismatch tra domanda e offerta di competenze specializzate,&nbsp;<a href=\"javascript:mails_addtocal(1,&quot;oggi&quot;);\">oggi<\/a>&nbsp;endemico delle professioni STEM.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Nel 2022 le richieste di professionisti ICT erano 52mila<\/strong>, a fronte di un\u2019offerta di circa 5mila laureati in materie informatiche e un tempo medio di ricerca di circa 5 mesi.<\/p>\n\n\n\n<p>Il fenomeno \u00e8 ancor pi\u00f9 accentuato in Puglia, viste le numerose aziende che offrono lavoro:&nbsp;<a target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">si calcolano&nbsp;<strong>2mila posti di lavoro<\/strong>&nbsp;ancora scoperti e&nbsp;<strong>oltre 15mila assunzioni entro il 2025<\/strong>. Una difficolt\u00e0 elevata, visto che nell\u2019ultimo anno i laureati magistrali in Puglia sono stati 100, quelli triennali 600 e i diplomati in ITS 200.<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Per questo, per rilanciare un settore strategico che ha profondo impatto sull\u2019innovazione e la competitivit\u00e0 del Paese, \u00e8 necessario innescare un nuovo corso di partecipazione cooperativa ed ecosistemica tra attori pubblici e privati, che dia nuovo focus a temi di rilevanza strategica come AI, blockchain, Internet Of Things.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><a target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong><em>Links Management and Technology<\/em><\/strong><\/a><em>, nata a Lecce nel 1999, \u00e8 una societ\u00e0 di consulenza specializzata in digital business transformation e servizi IT per banche e istituti finanziari, pubbliche amministrazioni e imprese.<\/em><\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2023\/09\/25\/resoconto-del-workshop-di-links\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2023\/09\/25\/resoconto-del-workshop-di-links\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LINKS: tutelare le aziende italiane attive nella transizione digitale. 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