{"id":222118,"date":"2023-10-18T14:16:22","date_gmt":"2023-10-18T12:16:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=222118"},"modified":"2023-10-18T14:20:36","modified_gmt":"2023-10-18T12:20:36","slug":"222118","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2023\/10\/18\/222118\/","title":{"rendered":"NOVITA\u2019 DISCOGRAFICHE \u2044 \u201cThe best of Edo Avi\u201d, SCRIGNO PREZIOSO DI CANZONI"},"content":{"rendered":"\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"350\" height=\"233\" class=\"wp-image-222121\" style=\"width: 1500px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/bbbu.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/bbbu.jpg 350w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/bbbu-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 350px) 100vw, 350px\" \/>di <strong>Roberto Molle<\/strong> ______\u00a0\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Stamattina avrei preferito fosse la giornata plumbea di ieri\u2026 ma niente, un sole ruffiano \u00e8 gi\u00e0 alto a rilasciare un tepore che alla fine, un po\u2019, riesce a smorzare la sensazione di freddo causata da una barbarie che sta inchiodando tutti a riflessioni profonde e inevitabili.<\/p>\n\n\n\n<p>Ieri durante un viaggio, con la pioggia che batteva sui finestrini, ascoltavo un disco uscito da poco. Uno di quei dischi che arriva quando tutte le speranze sembrano perse e un segnale, per quanto piccolo, pu\u00f2 farci ripartire. Il titolo del disco \u00e8 \u201cSpira\u201d e la sua autrice si chiama Daniela Pes (nata in Gallura nel 1992, cantautrice, musicista e compositrice di musica elettronica con formazione jazz); un miracolo di bellezza fatto di salti spazio-temporali guidati da una voce calda e sensuale che riesce a trasmettere vibrazioni attraverso lingue (anche inesistenti) che s\u2019intrecciano tra nenie, elettroniche sincopate e afflati ancestrali.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019esistenza di Daniela Pes aiuta a capire (se ce ne fosse ancora bisogno) che c\u2019\u00e8 un sottobosco di alto livello nello scenario musicale italiano, capace di elevarsi su quel mainstream di bassa lega messo in circolo (direi quasi forzatamente) da un residuale apparato di industria discografica ridotta ormai alla canna del gas, che per sopravvivere non si fa scrupolo di gonfiare qualsiasi tendenza musicale, di fatto spacciando cialtroni come promettenti nuovi artisti.<\/p>\n\n\n\n<p>Su Daniela Pes bisogna tornarci un\u2019altra volta perch\u00e9 merita un articolo a parte, in questa occasione vorrei segnalare l\u2019uscita dell\u2019album di un musicista che mi sta a cuore.<\/p>\n\n\n\n<p>Lui si chiama <strong>Edo(ardo) Avi<\/strong>  (nella foto) e il disco \u201c<strong>The best of Edo Avi<\/strong>\u201d. Di Edo mi ero occupato qualche anno fa (con un articolo qui su leccecronaca.it n.d.r.), lo avevo incontrato a Bolzano (lui \u00e8 di Telves) in occasione di un progetto dedicato ad Alexander Langer.<\/p>\n\n\n\n<p>La sua storia mi incurios\u00ec, e dopo aver ascoltato la sua musica ancora di pi\u00f9. Con tutte le carte in regola per giocarsela a cavallo tra i due secoli, le sue canzoni sono rimaste confinate tra gli apprezzamenti di sparuti addetti ai lavori e un nugolo di fan, tanto da relegarlo a musicista di culto (che di per s\u00e9 \u00e8 sinonimo di qualit\u00e0, ma per certi versi anche di frustrazione).<\/p>\n\n\n\n<p>Il territorio sonoro esplorato da Edo con i suoi dischi, spazia dal respiro tardo-new wave insieme ai <strong>Chain<\/strong> (sua band dell\u2019epoca con all\u2019attivo un bellissimo extended play dal titolo \u201cThe stars are falling down\u201d) alla ricerca di un\u2019identit\u00e0 cantautoriale costruita attraverso linguaggi e scritture che dal rock, mutuando attraverso filigrane pop, danno vita a canzoni che diventano affreschi emozionali. Le canzoni di Edo Avi sono testimonianze prese dai fogli di un taccuino che pi\u00f9 di un diario conserva le coordinate e le traiettorie vitali di un individuo: gioie, dolori, sconfitte, cadute, rinascite, bellezza, amore, nostalgie, rimpianti\u2026 e si potrebbero aggiungere mille altre tessere a quella che \u00e8 l\u2019identit\u00e0 di un mosaico esistenziale.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cThe best of Edo Avi\u201d raccoglie quattordici brani: cinque sono inediti, scritti tra il 2018 e il 2023, i restanti appartengono ai suoi ultimi due album (\u201cDisincanto\u201d del 2014 e \u201cLontano da qui\u201d del 2016).<\/p>\n\n\n\n<p>Alcuni sono di quelli che una volta ascoltati entrano a far parte del tuo mondo e non se ne andranno pi\u00f9, in particolare un paio: \u201cCome un fiume\u201d e \u201cDisincanto\u201d. Per dare una linea di paragone cito casi i cui autori possono aver scritto solo una canzone di successo e nient\u2019altro, ma quella \u201ccanzone\u201d li far\u00e0 ricordare per sempre: John Miles (\u201cMusic\u201d), The Knack (\u201cMy Sharona\u201d), Tanita Takaram (\u201cTwist in My Sobriety\u201d), Tracy Chapman (\u201cTalk about the revolution\u201d)\u2026 e chiunque pu\u00f2 continuare con una playlist personale.<\/p>\n\n\n\n<p>In particolare i brani pi\u00f9 recenti (da \u201cIo non sono qui\u201d a \u201cNon puoi\u201d e a \u201cTi penso ancora\u201d) risentono di una certa freschezza e dell\u2019entusiasmo che sta caratterizzando il periodo positivo del musicista, nonch\u00e9 dell\u2019ottima collaborazione alla produzione di Max Marcolini.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cThe best of Edo Avi\u201d \u00e8 un piccolo scrigno di canzoni buono per depurarsi da tutte le scorie che si accumulano nella testa dopo una giornata frenetica o quando non se ne pu\u00f2 pi\u00f9 di tutto quello che gira intorno e si ha voglia di chiudere il mondo fuori.<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2023\/10\/18\/222118\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2023\/10\/18\/222118\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Roberto Molle ______\u00a0\u00a0 Stamattina avrei preferito fosse la giornata plumbea di ieri\u2026 ma niente, un sole ruffiano \u00e8 gi\u00e0 alto a rilasciare un tepore che alla fine, un po\u2019, riesce a smorzare la sensazione di freddo causata da una barbarie che sta inchiodando tutti a riflessioni profonde e inevitabili. 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