{"id":224905,"date":"2023-12-27T00:02:00","date_gmt":"2023-12-26T23:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=224905"},"modified":"2024-01-08T15:42:32","modified_gmt":"2024-01-08T14:42:32","slug":"mondo-e-antimondo-di-umberto-maria-giardini-un-album-stupendo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2023\/12\/27\/mondo-e-antimondo-di-umberto-maria-giardini-un-album-stupendo\/","title":{"rendered":"\u201cMondo e antimondo\u201d DI UMBERTO MARIA GIARDINI, UN ALBUM STUPENDO"},"content":{"rendered":"\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1440\" height=\"1150\" class=\"wp-image-224927\" style=\"width: 3000px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/396676522_1046955796528421_7538855415818990867_n.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/396676522_1046955796528421_7538855415818990867_n.jpg 1440w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/396676522_1046955796528421_7538855415818990867_n-300x240.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/396676522_1046955796528421_7538855415818990867_n-1024x818.jpg 1024w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/396676522_1046955796528421_7538855415818990867_n-768x613.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1440px) 100vw, 1440px\" \/><\/p>\n\n\n\n<p>di <strong>Roberto Molle<\/strong> &nbsp;______&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono musicisti che per scelta o per destino si trovano a percorrere strade laterali rispetto a quelle del successo a tutti i costi, e c\u2019\u00e8 un mondo a parte nel panorama musicale italiano, popolato da artisti che, tassello dopo tassello, con le loro discografie hanno realizzato (e continuano a farlo) mosaici di bellezza e resilienza.<\/p>\n\n\n\n<p>Qualche nome? Potrei iniziare da Vasco Brondi, Fabrizio Tavernelli, Edda, Giancarlo Onorato, e proseguire con Andrea Chimenti, Marco Parente, Umberto Palazzo, Jacopo Incani, Daniela Pes\u2026 e potrei continuare.<\/p>\n\n\n\n<p>A pieno titolo, tra la lista di cui sopra, merita un posto speciale <strong>Umberto Maria Giardini<\/strong>. Poco pi\u00f9 di una dozzina di album all\u2019attivo, divisi tra la sua prima vita artistica con lo pseudonimo di <strong>Moltheni <\/strong>e l\u2019attuale, scegliendo di firmarsi con il suo vero nome.<\/p>\n\n\n\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"622\" height=\"640\" class=\"wp-image-224906\" style=\"width: 800px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/MOLTHENI.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/MOLTHENI.jpg 622w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/MOLTHENI-292x300.jpg 292w\" sizes=\"(max-width: 622px) 100vw, 622px\" \/><\/p>\n\n\n\n<p>Da qualche giorno \u00e8 uscito \u201c<strong>Mondo e antimondo<\/strong>\u201d il suo ultimo disco, un lavoro che si lega a un percorso tracciato da tempo e va a rinsaldare certezze e consapevolezze su un artista in crescita costante.<\/p>\n\n\n\n<p>Prima di entrare nello specifico di \u201cMondo e antimondo\u201d facciamo un salto indietro per qualche informazione sul musicista marchigiano. Partiamo dalla met\u00e0 degli anni novanta quando l\u2019incontro con il catanese Francesco Virlinzi, produttore e fondatore della Cyclope Records, gli frutta il primo contratto discografico. Il primo album di Moltheni viene pubblicato nel 1999, si chiama \u201cNatura in replay\u201d ed \u00e8 un pugno dritto allo stomaco del pop dell\u2019epoca. Tredici ballate dalla scrittura inquieta (dal <em>Circuito affascinante<\/em> a <em>In centro all\u2019orgoglio<\/em>, per rendere l\u2019idea), fatta di testi permeati da originali accostamenti linguistici e un approccio fondamentalmente acustico con spruzzate di synth e leggere incursioni di chitarra elettrica. Poi la voce, melodica ed evocativa. Con \u201cNatura in replay\u201d, Moltheni apre nuovi orizzonti, che si staccano dal mainstream liberando spore (andarsi a riascoltare i primi lavori di Brunori Sas e Roberto Angelini) e sbloccando nuovi confini nell\u2019ambito della musica italiana.<\/p>\n\n\n\n<p>Del 2001 \u00e8 il secondo album, si chiama \u201cFiducia nel nulla migliore\u201d e rappresenta decisamente un cambio di rotta. Le atmosfere pop lasciano spazio a sonorit\u00e0 pi\u00f9 rock. Il salto avviene sotto la produzione di Jefferson Holt (dell\u2019entourage dei R.E.M.). Quattordici tracce di oscurit\u00e0 e rabbia liberata hanno la meglio sulla linea melodica che aveva caratterizzato \u201cNatura in replay\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019album esce ancora per la stessa etichetta, ma la scomparsa nel novembre del 2000 di Francesco Virlinzi, porta alla chiusura della Cyclope Records e di conseguenza, a prevedibili cambiamenti nel percorso artistico di Moltheni.<\/p>\n\n\n\n<p>Bisogner\u00e0 aspettare il 2005 per ascoltare un suo nuovo album, nel frattempo firma con l\u2019etichetta <em>Tempesta Dischi <\/em>dei \u201cTre Allegri Ragazzi Morti\u201d che lo accompagner\u00e0 in quasi tutta la produzione futura (anche per gli album pubblicati a nome Umberto Maria Giardini).<\/p>\n\n\n\n<p>Il titolo dell\u2019album \u00e8 \u201cSplendore terrore\u201d e trascina in una nuova, intensa avventura che sconvolge e attira dentro un vortice minimalista giocando con gli estremi di diverse forme di negativit\u00e0. Testi scarni ed esistenziali che scivolano sullo sfondo di sonorit\u00e0 acustiche ancestrali che riportano alla mente le ballads di Nick Drake e i viaggi psichici di Syd Barrett.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 2006 \u00e8 la volta di \u201cToilette memoria\u201d, un album pi\u00f9 di respiro, sempre profondo nei testi ma con un suono pi\u00f9 largo, ricco di poesia intrecciata ad affreschi pop e folk. Ospiti speciali Franco Battiato e i Verdena.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIo non sono come te\u201d del 2007, quinto album di Moltheni (in realt\u00e0 si tratta di un mini cd). Ancora a volo di rondine, su una voce calda e ricca di pathos che canta, in stato di grazia, di temi eterni come l\u2019amore, la morte e la solitudine.<\/p>\n\n\n\n<p>A ruota nel 2008 esce \u201cI Segreti del corallo\u201d, un album che se da un lato conferma le vette del talento di Moltheni, dall\u2019altro si fa elemento divisivo per i fan: chi conosceva bene il suo percorso artistico ne rimane un po\u2019 deluso perch\u00e9 sperava in un ulteriore salto in avanti, all\u2019opposto, per chi scopre in quei frangenti la sua musica se ne innamora incondizionatamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Passano un po\u2019 di anni, nel mezzo varie esperienze e collaborazioni. Un ritorno alla sua vecchia passione per la batteria e l\u2019entrata nel 2011 in organico con i <strong>Pineda<\/strong> (un gruppo post-rock con, tra l\u2019altro, un\u2019indulgenza verso il prog di Emerson, Lake &amp; Palmer). Nel frattempo l\u2019annuncio dell\u2019abbandono dello pseudonimo Moltheni e la volont\u00e0 di l\u00ec in avanti di pubblicare con il suo vero nome: Umberto Maria Giardini.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 2012 \u00e8 l\u2019anno del primo album pubblicato come Umberto Maria Giardini, si chiama \u201cLa dieta dell\u2019imperatrice\u201d. Una rinascita pi\u00f9 umana che artistica, un liberarsi di un passato nel bene e nel male.<\/p>\n\n\n\n<p>Qualche chitarra elettrica in pi\u00f9 e le distanze prese da certo folk acustico dell\u2019ultimo Moltheni, insomma uno sguardo pi\u00f9 deciso verso il post-rock ma senza mai rinnegare l\u2019aspetto melodico (trait d\u2019union della personalit\u00e0 Moltheni-Umberto Maria Giardini).<\/p>\n\n\n\n<p>A seguire, nel 2013 esce l\u2019EP \u201cognuno di noi \u00e8 un po\u2019 anticristo\u201d. La svolta e la presa di distanza rispetto al minimalismo del vecchio corso targato Moltheni. Un respiro pi\u00f9 internazionale, intrecci sonori dinamici e dilatati, chitarre ostentate e taglienti (brani come <em>Omega<\/em>, <em>Oh Giovent\u00f9<\/em> e <em>Tutto \u00e8 anticristo <\/em>rimescolano suoni anni settanta e avanguardia tra pop, cantautorato e psichedelia).<\/p>\n\n\n\n<p>Sempre per l\u2019etichetta <em>La tempesta <\/em>tra il 2015 e il 2023 vedono la luce altri tre album e un EP (rispettivamente \u201cProtestantesima\u201d, \u201cFuturo Proximo\u201d, \u201cForma mentis\u201d e \u201cDomus meus\u201d).<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 2020, estemporaneamente, viene pubblicato \u201cSenza eredit\u00e0\u201d un album di brani rimasti inediti risalenti al periodo Moltheni, Il disco \u00e8 accreditato allo stesso. \u201cSenza eredit\u00e0\u201d \u00e8 un album particolare, con un retrogusto <em>antico <\/em>che gli conferisce una sorta di atemporalit\u00e0. A parte un brano (\u201cLa mia libert\u00e0), gli altri dieci sono riemersi dagli archivi di Francesco Virlinzi (grazie al contributo della madre del produttore prematuramente scomparso).<\/p>\n\n\n\n<p>Ascolto di \u201cMONDO E ANTIMONDO\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMondo e antimondo\u201d sta circolando da pochissimo, leggo un po\u2019 in giro sparute recensioni e attestati di stima incondizionata nei confronti di Umberto. L\u2019impressione che ho \u00e8 che questo suo nuovo disco sia per lui una prova particolarmente importante\u2026 forse quella legata a una delle domande pi\u00f9 radicali che almeno una volta ci spetta nella vita (col beneplacito di Gauguin): \u201cchi sono, da dove vengo, dove andr\u00f2 a finire\u201d?<\/p>\n\n\n\n<p>Mi immergo nell\u2019ascolto dell\u2019album grazie alle fedeli Sennheiser che mi tagliano fuori da una giornata iniziata col sole e diventata livida; pochi attimi e scivolo dentro un mondo schermato da clamori natalizi e ipocrisie urbane. Dieci brani tra rock e canzone d\u2019autore, sostenuti da suoni stratificati, non si riesce a tenere il conto degli strumenti che danno loro vita (pianoforte, chitarre elettriche, acustiche e mille altre diavolerie).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>RE<\/strong> si apre con un suono timido di campane, poi lo squillo di scarne note di chitarra e un attacco di tamburi a tempo di marcia introducono la voce ipnotica di Umberto. Pochi attimi ed \u00e8 poesia, filastrocca, ballata, brandello di reminiscenza rubata alla storia o alla leggenda. Se l\u2019intento di \u201cRe\u201d \u00e8 quello di trascinare dentro un girone dannato di espiazione e piacere, soffrendo e gioendo ad ogni tornante di suono, beh\u2026 con me non ha trovato nessuna resistenza.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>MIRACOLI AD ALTA QUOTA <\/strong>resoconto di un amore che sta iniziando o finendo, o forse di uno mai confessato prima. Parole pesate, asciugate alla brezza di un vento da nord per renderle essenziali. La poetica di Umberto Maria Giardini non smette di incantare, rende inermi di fronte alla sua complessa semplicit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>ANDROMEDA <\/strong>ha un intro che proietta flash di suono rubati a quei \u201990 colorati di grunge e striature melodiche, poi si scioglie in tenera ballad retta dalla voce di Umberto che gioca con l\u2019eleganza di un testo raffinato, arricchito da retaggi di arie mel\u00f2. Testimonianza d\u2019amore, preghiera laica, canto universale di un esteta in stato di grazia: definizioni che non si escludono a vicenda.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>LA NOTTE <\/strong>\u00e8 liricoaffresco di introspezione. Un grido d\u2019aiuto e parole come pietre a esorcizzare scenari notturni che trascinano con s\u00e9 certezze e sentimenti.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>LE TUE MANI <\/strong>Un brano anomalo, quasi a spezzare il livello di pathos cresciuto con quelli che lo hanno preceduto. Piacevole sorpresa: a dare man forte all\u2019autore di \u201cMondo e antimondo\u201d, il cameo di Cristiano Godano (Marlene Kuntz) che canta con la sua voce calda e inconfondibile in questo brano semplice e bellissimo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>VERSUS MINORENNE <\/strong>minimo comun denominatore resta il rock, con i suoi chiaroscuri e le sue infiammate. In un continuum di caleidoscopiche sfumature la stupenda voce di Umberto Maria Giardini continua a disegnare ghirigori poetici e a tagliare e ricucire le pareti del cuore, rilasciandogli dentro frammenti di struggente bellezza.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>NEI TUOI GIARDINI <\/strong>l\u2019atmosfera rarefatta, i toni disillusi, la consapevolezza della fine di una storia. Ancora parole come tessere sbriciolate a tenere vivo un mosaico. Flash-back di istantanee a colori che degradano verso il bianco e nero, mentre la macchina da presa si leva in alto inquadrando una figura che lentamente si allontana.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>MURO CONTRO MURO <\/strong>Un intro di piano e la voce di Umberto che si appoggia sofferente. Ancora un\u2019altra storia d\u2019amore che non accetta di finire. La poetica si fa totale e il suo cantore si eleva come il pi\u00f9 grande dei crooner, incarnandone tutto il dolore.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>FIGLIA DEL CORTEO <\/strong>pennellate eteree di plettro sulle corde di una chitarra e pensieri dolenti come cicatrici<\/p>\n\n\n\n<p>che marchiano i ricordi. Tutto si fa minimale: gli accordi, le parole, l\u2019atmosfera. Guardarsi dentro e riconoscere gli sbagli, vivere sulla propria pelle il tormento come catarsi per un\u2019anima inquieta, effetto di sensibilit\u00e0 eterne che non si inaridiranno mai.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>MONDO E ANTIMONDO <\/strong>stupendo epilogo, per un album stupendo. Un brano che tira le somme e non fa sconti neanche al suo autore che non ha paura di coinvolgersi dentro una sorta di psicodramma fatto di parole, suoni e memorie.<\/p>\n\n\n\n<p>Con \u201cMondo e antimondo\u201d, Umberto Maria Giardini si \u00e8 seduto a un tavolo e ha sacrificato il suo sangue per un\u2019opera che getta uno sguardo impietoso sui tempi che stiamo vivendo. Forse esiste un rovescio della medaglia alla sua visione del mondo e forse chi ha troppa sensibilit\u00e0 \u00e8 destinato a soccombere, ma in questo disco, in queste canzoni, in questo frangente, i suoi tormenti, le sue debolezze e la sua capacit\u00e0 di scendere agli inferi e risalirne in un afflato catartico ci appartengono.<\/p>\n\n\n\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"2560\" height=\"2560\" class=\"wp-image-224907\" style=\"width: 1200px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/MONDO-E-ANTIMONDO.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/MONDO-E-ANTIMONDO.jpg 2560w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/MONDO-E-ANTIMONDO-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/MONDO-E-ANTIMONDO-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/MONDO-E-ANTIMONDO-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/MONDO-E-ANTIMONDO-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/MONDO-E-ANTIMONDO-1536x1536.jpg 1536w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/MONDO-E-ANTIMONDO-2048x2048.jpg 2048w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/MONDO-E-ANTIMONDO-60x60.jpg 60w\" sizes=\"(max-width: 2560px) 100vw, 2560px\" \/><\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2023\/12\/27\/mondo-e-antimondo-di-umberto-maria-giardini-un-album-stupendo\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2023\/12\/27\/mondo-e-antimondo-di-umberto-maria-giardini-un-album-stupendo\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Roberto Molle &nbsp;______&nbsp; Ci sono musicisti che per scelta o per destino si trovano a percorrere strade laterali rispetto a quelle del successo a tutti i costi, e c\u2019\u00e8 un mondo a parte nel panorama musicale italiano, popolato da artisti che, tassello dopo tassello, con le loro discografie hanno realizzato (e continuano a farlo) [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":224927,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[31],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/224905"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=224905"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/224905\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":225237,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/224905\/revisions\/225237"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/224927"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=224905"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=224905"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=224905"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}