{"id":225621,"date":"2024-01-19T15:44:00","date_gmt":"2024-01-19T14:44:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=225621"},"modified":"2024-01-24T18:36:59","modified_gmt":"2024-01-24T17:36:59","slug":"resilienza-degli-ulivi-e-rigenerazione-del-territorio-ecco-il-documento-sottoscritto-da-quarantasette-associazioni-salentine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2024\/01\/19\/resilienza-degli-ulivi-e-rigenerazione-del-territorio-ecco-il-documento-sottoscritto-da-quarantasette-associazioni-salentine\/","title":{"rendered":"RESILIENZA DEGLI ULIVI E RIGENERAZIONE DEL TERRITORIO"},"content":{"rendered":"\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"600\" height=\"531\" class=\"wp-image-225625\" style=\"width: 2500px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/420045204_10232525137981011_680237187244251884_n.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/420045204_10232525137981011_680237187244251884_n.jpg 600w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/420045204_10232525137981011_680237187244251884_n-300x266.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/p>\n\n\n\n<p><strong>ECCO IL DOCUMENTO SOTTOSCRITTO DA QUARANTASETTE ASSOCIAZIONI SALENTINE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Riceviamo e volentieri pubblichiamo. Marcello D\u2019Acquarica ci manda&nbsp;per conto delle Associazioni che lo  hanno sottoscritto il seguente documento:<\/p>\n\n\n\n<p><em>Mai come in questo periodo storico, il nostro territorio rischia la desertificazione, causata in maniera traumatica dal fenomeno del disseccamento degli ulivi, patrimonio identitario della nostra bellissima terra.<\/em><br><\/p>\n\n\n\n<p>Giovanni Secl\u00ec &#8211; di Forum Ambiente e Salute<br>Crocifisso Aloisi -di- Associazione Cambiamenti Galatone<br>Marcello D&#8217;Acquarica &#8211; di &#8211; NoiAmbiente&nbsp;e Beni&nbsp;culturali di Noha&nbsp;e Galatina<\/p>\n\n\n\n<p>(nella foto di copertina, Oreste Caroppo, Suggestioni paesaggistiche l\u00e0 dove sorge il fiume Asso tra Cutrofiano e Collepasso)<\/p>\n\n\n\n<p>  ______&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>RESILIENZA DEGLI ULIVI RIGENERAZIONE DEL TERRITORIO<\/p>\n\n\n\n<p>documento di associazioni salentine<\/p>\n\n\n\n<p>all\u2019attenzione dei Rappresentanti di Istituzioni ed Enti di ricerca nazionali e regionali<\/p>\n\n\n\n<p>A quindici anni dalla segnalazione dei primi disseccamenti degli ulivi nel Salento; a 10 dalla<\/p>\n\n\n\n<p>individuazione del complesso CoDi.R.O e della xylella, batterio da quarantena, \u00e8 doveroso un checkup dell\u2019associazionismo salentino sullo stato attuale della fitopatia e della sua dinamica<\/p>\n\n\n\n<p>epidemiologica, modificatasi soprattutto negli ultimi tre anni : regressione della virulenza e del ritmo<\/p>\n\n\n\n<p>di diffusione, rivegetazione e resilienza. La finalit\u00e0 \u00e8 focalizzare l\u2019attenzione dei decisori politici su<\/p>\n\n\n\n<p>tale nuovo scenario positivo, ma accompagnato anche da dinamiche negative perduranti e pi\u00f9<\/p>\n\n\n\n<p>accentuate: abbattimento di ulivi, perfino monumentali e non, disseccati e non, a favore di impianti<\/p>\n\n\n\n<p>anche superintensivi e campi fotovoltaici, ripetuti incendi, abbandono dei campi, criticit\u00e0 ambientali<\/p>\n\n\n\n<p>e connesse ai nuovi impianti il tutto in assenza di una reale ed efficace pianificazione agricola e<\/p>\n\n\n\n<p>paesaggistica. Pertanto si impone la revisione delle strategie in atto per promuovere una gestione pi\u00f9<\/p>\n\n\n\n<p>articolata e virtuosa della fitopatia, finalizzata alla rigenerazione agroecologica del territorio, con una<\/p>\n\n\n\n<p>visione lungimirante e sistemica, facendo altres\u00ec tesoro di analisi, criticit\u00e0 e limiti pregressi.<\/p>\n\n\n\n<p>1- La rivegetazione perdurante negli ultimi tre anni, da molti a lungo imprevista ed esclusa, il<\/p>\n\n\n\n<p>rallentamento della diffusione del contagio e la minore virulenza del patogeno sono acclarati dal CNR<\/p>\n\n\n\n<p>-ISP di Bari e Crea nazionale (cfr. audizioni parlamentari 6.06.2023); l\u2019insegnamento conseguente<\/p>\n\n\n\n<p>(permanendo tale scenario) \u00e8 che le dinamiche fitopatologiche e naturali non sono del tutto<\/p>\n\n\n\n<p>pronosticabili e spesso comportano una regressione della virulenza nel corso degli anni (es. il cancro<\/p>\n\n\n\n<p>corticale del castagno ha presentato l\u2019adattamento del sistema endofitico al patogeno, con ripresa<\/p>\n\n\n\n<p>produttiva, cos\u00ec l\u2019alereocanthus spinifer degli agrumi, etc). Test recenti nell\u2019area del primo focolaio<\/p>\n\n\n\n<p>hanno riscontrato elevata presenza di xylella in ulivi tuttora vegeti e produttivi.<\/p>\n\n\n\n<p>Pertanto si impongono, ancor pi\u00f9 in tale fase, interventi non invasivi e irreversibili: quindi vanno<\/p>\n\n\n\n<p>bloccati gli espianti di massa ( quelli generalizzati, liberi ma incentivati dal 2017 nella vasta area<\/p>\n\n\n\n<p>infetta , oltre gli altri obbligatori dal 2013, ad epidemia da anni ormai conclamata , ora previsti nelle<\/p>\n\n\n\n<p>aree cuscinetto e contenimento ) anche di ulivi -monumentali , compresi gli asintomatici e in stato<\/p>\n\n\n\n<p>vegetativo. E\u2019 insostenibile e ingiustificabile la reiterata opzione politica regionale di finanziare con<\/p>\n\n\n\n<p>500 milioni di euro l\u2019espianto totale degli ulivi nel Salento; \u00e8 invece doveroso il sostegno alla gestione<\/p>\n\n\n\n<p>virtuosa dei milioni di ulivi che presentano resilienza e rivegetazione.<\/p>\n\n\n\n<p>2- I dati sulla situazione attuale degli ulivi salentini dovrebbero essere puntuali e veritieri, per<\/p>\n\n\n\n<p>costituire un elemento utile per corrette ed efficaci scelte politico-agronomiche: 21-22 milioni sono<\/p>\n\n\n\n<p>gli ulivi dichiarati \u201cmorti\u201d da media e dalle superficiali affermazioni politiche della narrazione<\/p>\n\n\n\n<p>prevalente. Al 2015 si stimavano ufficialmente 21,5 milioni di piante presenti nelle tre province<\/p>\n\n\n\n<p>salentine. Almeno 3 milioni sono leccine tolleranti; ancora vegete e produttive sono le cultivar<\/p>\n\n\n\n<p>tradizionali ( circa al 10% nel leccese, 60% nel brindisino 75% nel tarantino). Di conseguenza il<\/p>\n\n\n\n<p>numero di piante considerate morte \u00e8 un grossolano e forse strumentale errore non solo matematico,<\/p>\n\n\n\n<p>utile per richiedere interventi economici maggiori, ma fuorviante. I dati del Consorzio Italia Olivicola<\/p>\n\n\n\n<p>(incrociando nel 2019 quelli Istat, Ismea e Sian) stimavano in 4 milioni le piante morte-disseccateimproduttive; quelli delle immagini satellitari (Sentinel 2 e Modis) erano di 6,5 milioni; nei tre anni<\/p>\n\n\n\n<p>successivi solo un incremento di pochissimi milioni. I 21-22 milioni di piante \u201c morte\u201d sono quindi<\/p>\n\n\n\n<p>smentiti anche semplicemente dall&#8217;aritmetica: la falsit\u00e0 su tali dati legittima le riserve anche<\/p>\n\n\n\n<p>sull\u2019attendibilit\u00e0 di altri relativi alla gestione della fitopatia. Ancora: i decreti Martina richiedevano 2<\/p>\n\n\n\n<p>esami per ogni albero da monitorare; non risulta siano stati eseguiti 44 milioni di test; ma si \u00e8 ricorso<\/p>\n\n\n\n<p>in gran parte a superficiali esami visivi, che hanno prodotto una visione distorta, non oggettiva,<\/p>\n\n\n\n<p>gravida di valutazioni enfatizzate e discutibili. Ad oggi sono state effettuate, nell\u2019arco di 10 anni,<\/p>\n\n\n\n<p>1.200.000 analisi, da cui risultano 14.000 alberi infetti, con un tasso medio dell\u20191,18%, con picchi al<\/p>\n\n\n\n<p>2016 del 4,5%, ridottisi allo 0,15% nel 2023 (nel 2018 su 450 ulivi espiantati per TAP in zona infetta<\/p>\n\n\n\n<p>solo 3 erano risultati infetti agli esami di laboratorio). Nel frattempo, oltre i probabili falsi negativi,<\/p>\n\n\n\n<p>quanti sono stati i falsi positivi -poi derubricati solo talvolta come tali- che hanno causato espianti<\/p>\n\n\n\n<p>massivi circostanti nelle province di Lecce Brindisi Taranto fino al territorio barese? Vi \u00e8 stata finora<\/p>\n\n\n\n<p>rigorosit\u00e0 nel monitoraggio e nell\u2019elaborazione dei dati? Ne sono derivate sempre misure necessarie<\/p>\n\n\n\n<p>o discutibili? E\u2019 doveroso che enti e istituzioni pubbliche forniscano dati fondati, incontrovertibili e<\/p>\n\n\n\n<p>circostanziati, per promuovere interventi opportuni, a tutela dell\u2019ambiente e della loro stessa<\/p>\n\n\n\n<p>credibilit\u00e0 .<\/p>\n\n\n\n<p>3- Vengono dichiarati alberi morti tutti quelli disseccati nella parte aerea (rami e foglie), quindi<\/p>\n\n\n\n<p>improduttiva; ma la rivegetazione da tre anni persiste grazie all\u2019apparato radicale vivo che \u00e8 parte<\/p>\n\n\n\n<p>fondamentale della pianta. Solo il 15\/20% dei non espiantati sono morti, non presentando alcuna<\/p>\n\n\n\n<p>rivegetazione. Tale distinzione \u00e8 fondamentale in quanto il danno derivato dal Co.Di.R.O non \u00e8 solo<\/p>\n\n\n\n<p>economico e produttivo, ma anche ecosistemico. Gli apparati radicali vivi e rivegetanti contrastano<\/p>\n\n\n\n<p>le criticit\u00e0 della desertificazione , del ciclo meteo-idrogeologico, dell\u2019erosione e dell\u2019assenza di<\/p>\n\n\n\n<p>sostanza organica nel suolo. Quindi non vanno incentivati gli espianti generalizzati (imposti per<\/p>\n\n\n\n<p>accedere a misure di finanziamento) anche su ceppaie vitali e in primis sugli alberi in rivegetazione.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 doveroso assecondarla , accudirla e studiarla, accompagnarla con misure di sostegno a pratiche<\/p>\n\n\n\n<p>virtuose (trattamenti opportuni che stanno ormai dando ottimi risultati riconosciuti da pi\u00f9 parti, tutela<\/p>\n\n\n\n<p>dei bioritmi).<\/p>\n\n\n\n<p>4- Finora la ricerca ha messo sotto accusa solo Xylella, rimuovendo l\u2019iniziale imputazione al<\/p>\n\n\n\n<p>complesso Co.Di.R.O. (xylella, funghi, rodilegno). Fino al 2013 (scoperta della xylella) i<\/p>\n\n\n\n<p>disseccamenti erano addebitati solo ai funghi patogeni gi\u00e0 da tempo riscontrati: se tale diagnosi era<\/p>\n\n\n\n<p>da tutti considerata veritiera perch\u00e9 \u00e8 stata poi derubricata mirando solo a xylella? Ricercatori<\/p>\n\n\n\n<p>dell\u2019univ. di Foggia e del CREA, fitopatologi del disseccamento dell\u2019inizio XX sec, recenti ricerche<\/p>\n\n\n\n<p>denunciano la estrema contagiosit\u00e0 aerea delle spore funginee, la loro atavica presenza nel Salento,<\/p>\n\n\n\n<p>la virulenza tale da provocare da sole il disseccamento degli ulivi (audit Sanco 2014). Perch\u00e9<\/p>\n\n\n\n<p>disseccavano la maggior parte degli alberi, se nel 2013 solo il 2% dei testati nel gallipolino -quasi<\/p>\n\n\n\n<p>tutti sintomatici- era positiva a xylella? Come spiegare il disseccamento in piante negative a xylella?<\/p>\n\n\n\n<p>Va approfondita la indiscussa patogeneicit\u00e0 dei funghi, all\u2019interno di un approccio multifattoriale al<\/p>\n\n\n\n<p>disseccamento finora carente, per evitare che, inseguendo solo xylella, se ne ignorino e non<\/p>\n\n\n\n<p>contrastino altre cause. La priorit\u00e0 data dall\u2019UE all\u2019eradicazione ( da tutti i ricercatori considerata<\/p>\n\n\n\n<p>impossibile) di Xylella non pu\u00f2 rendere insignificante e subordinata l\u2019esigenza fondamentale del<\/p>\n\n\n\n<p>territorio di contrastare il disseccamento individuandone la complessit\u00e0 eziologica. Oltre a monitorare<\/p>\n\n\n\n<p>e contrastare i fattori batterici e funginei, occorre considerare le variabili agronomiche, la<\/p>\n\n\n\n<p>monocultura, lo stato del suolo, le condizioni di biodiversit\u00e0 a livello di cenosi vegetali e di microbiota<\/p>\n\n\n\n<p>delle piante. La stessa commissione dell\u2019Accademia dei Lincei stigmatizz\u00f2 la strana \u201c mancanza di<\/p>\n\n\n\n<p>semplici esperimenti agronomici, (come invece fatto in USA negli ultimi 40 anni) non condotti n\u00e9<\/p>\n\n\n\n<p>programmati, utili per favorire misure applicative per il contenimento dell\u2019infezione e contribuire a<\/p>\n\n\n\n<p>salvare gli ulivi monumentali\u201d (2016) . Le fitopatie non vanno indagate solo nella sterilit\u00e0 del<\/p>\n\n\n\n<p>laboratorio (pur fondamentale) ma all\u2019interno di un contesto vitale multifattoriale e sinergico, con un<\/p>\n\n\n\n<p>approccio epidemiologico.<\/p>\n\n\n\n<p>5- I dati del laboratorio infatti talvolta non coincidono con quelli dei campi: la coratina per i primi era<\/p>\n\n\n\n<p>la pi\u00f9 resistente a xylella (anche rispetto a favolosa e leccino), negli uliveti salentini presentava invece<\/p>\n\n\n\n<p>disseccamenti (non assenti anche nelle altre due cultivar): errori di laboratorio oppure altre cause<\/p>\n\n\n\n<p>patogene non testate ? Inspiegabilmente tale cultivar \u00e8 stata esclusa dalle variet\u00e0 tolleranti e<\/p>\n\n\n\n<p>autorizzate al reimpianto. L\u2019Efsa, interpellata in merito, ha dato risposta evasiva. Serve un\u2019 indagine<\/p>\n\n\n\n<p>fitopatologica ad ampio spettro per chiarire la corrispondenza tra esperimenti scientifici ed esperienza<\/p>\n\n\n\n<p>reale, anche in relazione ad altre stridenti anomalie nel monitoraggio e nelle decisioni politicoamministrative conseguenti, nonch\u00e9 per comprendere l\u2019attuale resilienza .<\/p>\n\n\n\n<p>6- La dinamica della diffusione della fitopatia stride rispetto alla versione reiterata. Si afferma che da<\/p>\n\n\n\n<p>Gallipoli \u00e8 avanzata fino ai confini del barese nell\u2019arco di circa quindici anni: quindi meno dei 20<\/p>\n\n\n\n<p>km\/anno declamati. Un solo focolaio iniziale o invece di pi\u00f9 se nel 2014-15 si presentavano uliveti<\/p>\n\n\n\n<p>sintomatici gi\u00e0 a Veglie, Trepuzzi e Oria , mentre stranamente vaste aree intermedie e viciniore al<\/p>\n\n\n\n<p>gallipolino erano ancora senza sintomi? Diffusione a macchia d\u2019olio o di leopardo? Perch\u00e9 poi in tanti<\/p>\n\n\n\n<p>anni il disseccamento non ha raggiunto la costa otrantina (distante appena 30 km dal primo focolaio),<\/p>\n\n\n\n<p>dove gli ulivi, anche delle cultivar suscettibili di contagio, sono stati molto di pi\u00f9 vegeti e produttivi<\/p>\n\n\n\n<p>? Sarebbe doveroso approfondire la problematicit\u00e0 di tali aspetti finora ignorati, per capire e gestire<\/p>\n\n\n\n<p>meglio la fitopatia.<\/p>\n\n\n\n<p>7- Stasi, rallentamento, regressione della diffusione e della virulenza del Co.Di.R.O. e della<\/p>\n\n\n\n<p>sintomatologia dei disseccamenti si manifestano gi\u00e0 da tre anni, dopo i 15 dai primi sintomi segnalati<\/p>\n\n\n\n<p>dagli agricoltori, spesso senza i riscontri doverosi e necessari. Arco temporale analogo a quello delle<\/p>\n\n\n\n<p>due principali e ampiamente documentate epidemie storiche di disseccamento degli uliveti salentini,<\/p>\n\n\n\n<p>fine XVIII (cfr. Presta e Moschettini) e inizio XX secolo (cfr. L. Petri, G. Cuboni ed altri),<\/p>\n\n\n\n<p>denominate Brusca, imputate prima al clima poi a virosi funginee. L. Petri nel 1910 chiuse il suo<\/p>\n\n\n\n<p>Osservatorio sulla fitopatia degli ulivi nel Salento (operante da un decennio e voluto dal governo<\/p>\n\n\n\n<p>Giolitti) in quanto dopo circa 15 anni il disseccamento si era imprevedibilmente fermato! A tale<\/p>\n\n\n\n<p>analogia tra le tre epidemie tipiche del Salento si unisce anche quella, non meno singolare, delle<\/p>\n\n\n\n<p>cultivar di ulivo e delle specie vegetali in esse coinvolte oppure esenti dalla fitopatia del<\/p>\n\n\n\n<p>disseccamento.; .<\/p>\n\n\n\n<p>8- L\u2019endemizzazione pluridecennale e forse plurisecolare di xylella nel Salento \u00e8 prospettata come<\/p>\n\n\n\n<p>plausibile da A. Purcell (Il Foglio luglio 2015): lo studioso afferma che potremmo aver convissuto<\/p>\n\n\n\n<p>fin dal XVII sec., con alternanza di fasi di virulenza e lunghi periodi di latenza. (Insieme alla fillossera<\/p>\n\n\n\n<p>chi pu\u00f2 escludere l\u2019importazione dagli USA di Xylella fine XIX sec. con conseguente disseccamento<\/p>\n\n\n\n<p>degli ulivi?). Perch\u00e9 non provare a fare carotaggi negli ulivi plurisecolari, per verificare eventuali<\/p>\n\n\n\n<p>antiche tracce di xylella? (si interroga il prof. A. Basset docente di ecologia nell\u2019 Unisalento). Purcell<\/p>\n\n\n\n<p>riconosce che anche gli espianti tempestivi non sempre sono efficaci nel contrasto della diffusione<\/p>\n\n\n\n<p>dell\u2019epidemia (utili negli agrumi del Brasile ma non nei vigneti californiani). Il suo allarme su Xylella<\/p>\n\n\n\n<p>in Europa risale al 1997; nel 1998 quella riscontrata su vigneti del vicino Kosovo era testata nei<\/p>\n\n\n\n<p>laboratori USA; altre segnalazioni in Francia prima del 2013. Tali ed altre vicende pregresse , anche<\/p>\n\n\n\n<p>relative alla gestione dell\u2019attuale Co.Di.R.O. (con i loro insegnamenti, anomalie, inazioni e<\/p>\n\n\n\n<p>dinamiche) non possono essere rimosse o ignorate; anzi sono utili per comprendere meglio l\u2019attuale<\/p>\n\n\n\n<p>disseccamento.<\/p>\n\n\n\n<p>9- E\u2019 acclarata la disponibilit\u00e0 di strategie di contenimento -vagliate, pubblicate e sperimentate ormai<\/p>\n\n\n\n<p>da anni- per il contrasto anche della fitopatia di Xylella, sia a livello sintomatico che per la carica<\/p>\n\n\n\n<p>batterica, riducendola a quella delle cultivar tolleranti e favorendo la ripresa vegetativa e la<\/p>\n\n\n\n<p>produzione. Essi si uniscono alla resilienza autonomamente manifestata dalle piante (soprattutto<\/p>\n\n\n\n<p>cellina) determinando la convivenza con la fitopatia batterica , impossibile da eradicare, come accade<\/p>\n\n\n\n<p>anche con altre funginee. Eppure latita la sperimentazione di prodotti , alcuni anche presenti sul<\/p>\n\n\n\n<p>mercato: batteriofagi Xyfi.Pd di C. Gonzales, quelli adoperati con successo sui vitigni da D.L.<\/p>\n\n\n\n<p>Hopkins , Acetilcisteina , Cellule mutanti di S.E. Lindow, l\u2019Octonus vulgatus dell\u2019Univ. di<\/p>\n\n\n\n<p>Montpellier antagonista della sputacchina, i microbioti antagonisti come Parabrkolderia<\/p>\n\n\n\n<p>phytofirmans, il recente studio Argirium SUNc, applicato su xylella con successo dall\u2019universit\u00e0 di<\/p>\n\n\n\n<p>Pescara. Vengono snobbati o ignorati protocolli efficaci (alcuni validati da pubblicazioni scientifiche<\/p>\n\n\n\n<p>) e anche pratiche empiriche che stanno consentendo il recupero o la resistenza al disseccamento di<\/p>\n\n\n\n<p>oliveti autoctoni. Soprattutto dai decisori e da diverse associazioni di categoria si declama solo il de<\/p>\n\n\n\n<p>profundis degli ulivi, negando l\u2019evidenza dell\u2019attuale resilienza, tacendo su strategie di contrastoconvivenza, ma continuando a prospettare solo ingiustificati espianti di massa.<\/p>\n\n\n\n<p>10- Va pianificato un nuovo e pi\u00f9 strutturato meeting (dopo quello del 2018 nell\u2019Universit\u00e0 del<\/p>\n\n\n\n<p>Salento) per focalizzare e censire la pluralit\u00e0 di strategie -messe in campo o studiate nei laboratoridi contrasto e convivenza con il batterio e gli altri patogeni. Vanno approntati ulteriori progetti pilota<\/p>\n\n\n\n<p>sul territorio per monitorare non solo la resistenza-tolleranza di cultivar a xylella-Co.Di.R.O. ma<\/p>\n\n\n\n<p>anche la resilienza, attraverso buone pratiche, trattamenti, o per semplice naturale evoluzione della<\/p>\n\n\n\n<p>fitopatia, grazie all\u2019adattamento delle piante ai patogeni. L\u2019indagine scientifica in merito deve essere<\/p>\n\n\n\n<p>improntata al massimo pluralismo e coinvolgimento dei diversi esperti e delle diverse esperienze<\/p>\n\n\n\n<p>finora maturate, sia a livello locale che internazionale;<\/p>\n\n\n\n<p>11- La rigenerazione agroecologica del Salento non pu\u00f2 essere sinonimo di espianti e reimpianti,<\/p>\n\n\n\n<p>senza pianificazione, visione d\u2019insieme e di lungo periodo, senza controlli. Dei nuovi impianti \u00e8<\/p>\n\n\n\n<p>incerto il futuro mentre \u00e8 gi\u00e0 precario il presente con il 30% circa disseccati o abbandonati, in<\/p>\n\n\n\n<p>particolare quelli in intensivo e superintensivo . Si vanificano cos\u00ec investimenti e obiettivi (denuncia<\/p>\n\n\n\n<p>L. Catalano, nel convegno Ordine agronomi Lecce 2023) per non parlare poi del potenziale sperpero<\/p>\n\n\n\n<p>di risorse pubbliche. Tali nuovi impianti richiedono apporti idrici insostenibili, per lo stato critico<\/p>\n\n\n\n<p>della falda, depauperata, salinificata (3g\/l) a causa dell\u2019emungimento incontrollato e la ridotta<\/p>\n\n\n\n<p>piovosita.<\/p>\n\n\n\n<p>Negli ultimi due anni la crisi idrica in Spagna ha inferto un durissimo colpo al superintensivo, finora<\/p>\n\n\n\n<p>sbandierato come prospettiva ottimale. Ulteriore criticit\u00e0 di tali impianti \u00e8 l\u2019uso notevole di<\/p>\n\n\n\n<p>fitofarmaci indispensabili per tale gestione ulivicola: veleni per la salute, il terreno, la falda e la fauna,<\/p>\n\n\n\n<p>in un territorio che ne riscontra l\u2019uso tra i pi\u00f9 alti in Italia. Il Ministero della transizione ecologica ha<\/p>\n\n\n\n<p>inoltre classificato come SAD (sussidio ambientalmente dannoso) quello a favore del reimpianto di<\/p>\n\n\n\n<p>leccina e favolosa (cui si unir\u00e0 la S. Agostino?), per il rischio di favorire la riduzione di biodiverit\u00e0 e<\/p>\n\n\n\n<p>quindi anche eventuali future epidemie vegetali. In tema di reimpianti la Regione Puglia dovrebbe<\/p>\n\n\n\n<p>riconsiderare la scelta unidirezionale a favore dell\u2019espianto-reimpianto (in primis ma non solo delle<\/p>\n\n\n\n<p>cultivar resistenti\/tolleranti), anche alla luce della generale e spontanea ripresa vegetativa delle<\/p>\n\n\n\n<p>cultivar autoctone, e finanziare non oltre il semintensivo ( secondo indagine dai costi di gestione e<\/p>\n\n\n\n<p>dalla resa migliori) proposto come il pi\u00f9 adeguato per il contesto agronomico del Salento da eminenti<\/p>\n\n\n\n<p>ricercatori e il reimpianto all\u2019interno degli uliveti tradizionali non disseccat da preservare i, senza<\/p>\n\n\n\n<p>incentivarne l\u2019espianto, per ridurre le predette criticit\u00e0 e tutelare l\u2019ecosistema e il paesaggio.<\/p>\n\n\n\n<p>12- La rigenerazione del territorio salentino pu\u00f2 avvenire solo con un approccio ecosistemico. Per<\/p>\n\n\n\n<p>questo tutti i proprietari di uliveti devono essere resi protagonisti, all\u2019interno di una pianificazione<\/p>\n\n\n\n<p>generale e locale. Vanno promosse, e sostenute adeguatamente con incentivi pubblici, pratiche di<\/p>\n\n\n\n<p>bioeconomia alternativa, sostenibile e multifunzionale, di rigenerazione del suolo, di tutela idrica,<\/p>\n\n\n\n<p>coinvolgendo universit\u00e0, istituti scolastici, comuni, attivando cooperative giovanili. Il DM<\/p>\n\n\n\n<p>70574\/2021 dichiara gli \u201culiveti ad alto valore ambientale e a rischio abbandono \u201c allarme lanciato<\/p>\n\n\n\n<p>per la prima volta in relazione all\u2019olivicoltura (considerata dal Piano ulivicolo nazionale del 2016 \u201cin<\/p>\n\n\n\n<p>condizione di precariet\u00e0\u201d) soprattutto per motivi orografici e la parcellizzazione fondiaria. Opportuna<\/p>\n\n\n\n<p>risulta la delibera della regione Toscana del 29 nov, 2023 per promuovere interventi a favore di tutti<\/p>\n\n\n\n<p>i proprietari che si impegnano a mantenere la gestione degli uliveti in aree a forte pendenza collinare<\/p>\n\n\n\n<p>e rocciosi, per la loro valenza ambientale e paesaggistica.<\/p>\n\n\n\n<p>Una strategia da attuare in Puglia , con incentivi generalizzati per accudire gli uliveti in rivegetazione,<\/p>\n\n\n\n<p>a partire da quelli secolari e in aree collinari o rocciose, e poi anche agli altri a rischio abbandono:<\/p>\n\n\n\n<p>con conseguente ricaduta sulla tutela dell\u2019ambiente e del paesaggio, nonch\u00e9 degli aspetti tipici del<\/p>\n\n\n\n<p>territorio!<\/p>\n\n\n\n<p>Prioritario \u00e8 anche il censimento di tutti gli areali olivetati delle cultivar tradizionali ancora vegeti,<\/p>\n\n\n\n<p>per tutelarli , studiarli, sostenerli con interventi pubblici; come pure delle aree incendiate (previsto<\/p>\n\n\n\n<p>dalle norme ma inattuato da quasi tutti i comuni); infine dei campi abbandonati da affidare in<\/p>\n\n\n\n<p>comodato d\u2019uso a cooperative giovanili da incentivare anche questi con opportuni interventi pubblici.<\/p>\n\n\n\n<p>Primaria attenzione va riservata alla pianificazione pubblica di imboschimenti in biodiversit\u00e0 (da<\/p>\n\n\n\n<p>sostenere nel tempo per il mancato reddito conseguente)o, anche produttivi, nonch\u00e9 l\u2019aridocoltura di<\/p>\n\n\n\n<p>specie arboree, soprattutto nelle aree marginali e in quelle demaniali , superando il gap che vede il<\/p>\n\n\n\n<p>Salento ultimo per la presenza di boschi.<\/p>\n\n\n\n<p>Tali interventi presuppongono un assiduo e strutturato monitoraggio del territorio, innanzitutto in<\/p>\n\n\n\n<p>termini di prevenzione e controllo. Il proliferare degli incendi spesso dolosi, la speculazione sui prezzi<\/p>\n\n\n\n<p>dei terreni , la loro devastazione chimica o meccanica con la macinazione e lo spianamento di aree<\/p>\n\n\n\n<p>rocciose, la distruzione della architettura rurale spontanea, richiedono una strategia pianificata.<\/p>\n\n\n\n<p>Occorre promuovere la rigenerazione della sostanza organica dei terreni, che ne sono gravemente<\/p>\n\n\n\n<p>privi, anche attraverso l\u2019uso del compost derivato dalla Forsu e delle acque reflue, ricche di sali<\/p>\n\n\n\n<p>minerali, ancora quasi totalmente sversate a mare.<\/p>\n\n\n\n<p>13-Tutela dei monumentali su tutto il territorio: la Regione ha stabilito nel luglio 2022 la opportuna<\/p>\n\n\n\n<p>deroga all\u2019espianto dei monumentali contagiati nella Piana del brindisino-barese (anche in base<\/p>\n\n\n\n<p>all\u2019art.33 dell\u2019atto di governo 209-2016, che prevede deroghe per l\u2019abbattimento delle piante<\/p>\n\n\n\n<p>monumentali), ricorrendo alle potature e alla discutibile pratica dell&#8217;incappucciamento degli olivi e<\/p>\n\n\n\n<p>degli innesti anche se gli abbattimenti selvaggi continuano nel raggio di 50 mt.<\/p>\n\n\n\n<p>Deroga dunque di fatto violata da diktat incontrollati di espianti e quindi azzerata . Ma perch\u00e9 imporre<\/p>\n\n\n\n<p>nella zona infetta, invece, senza alcuna ratio agronomica, l\u2019espianto anche dei monumentali<\/p>\n\n\n\n<p>(disseccati o talvolta anche in rivegetazione ), per poter beneficiare dei ristori per i reimpianti? La<\/p>\n\n\n\n<p>legge regionale del 2007 di tutela dei monumentali \u00e8 ancora in vigore e non pu\u00f2 essere vanificata e<\/p>\n\n\n\n<p>di fatto violata da irrazionali disposizioni regionali di rango inferiore. Paradossalmente non si \u00e8<\/p>\n\n\n\n<p>proceduto con analoga determinazione a esigere l\u2019espianto di decine di altre specie vegetali<\/p>\n\n\n\n<p>suscettibili e quindi fonte di contagio sempre nelle stesse zone dove invece si procedeva all\u2019espianto<\/p>\n\n\n\n<p>soltanto degli oliveti.<\/p>\n\n\n\n<p>Vanno azzerati questi come altri perduranti diktat assurdi, violenti , ingiustificabili sul piano<\/p>\n\n\n\n<p>fitosanitario, che offendono la sensibilit\u00e0 dell\u2019opinione pubblica verso i \u201cpatriarchi\u201d : essi causano<\/p>\n\n\n\n<p>discredito delle istituzioni e vulnus alla cultura del territorio.<\/p>\n\n\n\n<p>14-il paesaggio salentino \u00e8 figlio di diverse pratiche agroecologiche correlate alle matrici del<\/p>\n\n\n\n<p>territorio; \u00e8 frutto di un \u201cpopolo di formiche\u201d , di relazioni di comunit\u00e0, di legami affettivi e<\/p>\n\n\n\n<p>generazionali diffusi; anche questa \u00e8 cultura da tutelare. Per questo la rigenerazione deve coinvolgere<\/p>\n\n\n\n<p>tutti i soggetti presenti sul territorio, partendo dai singoli comuni, dalle istituzioni culturali, attivando<\/p>\n\n\n\n<p>cooperative giovanili. Il Progetto integrato di Paesaggio nelle aree compromesse da Xylella e<\/p>\n\n\n\n<p>nell\u2019area interna Sud Salento, elaborato in collaborazione con le universit\u00e0 pugliesi, va discusso e<\/p>\n\n\n\n<p>socializzato per essere attuato con il coinvolgimento delle comunit\u00e0. Esso deve intrecciarsi con il<\/p>\n\n\n\n<p>PPTR, emarginando le nefaste e miopi richieste del suo azzeramento a favore di una libera,<\/p>\n\n\n\n<p>indiscriminata e spesso miope iniziativa privata.<\/p>\n\n\n\n<p>I tempi e le dinamiche della natura sono differenti da quelle burocratiche e talvolta imposte dall\u2019alto<\/p>\n\n\n\n<p>in modo affrettato e con risvolti assai gravi e irreversibili.<\/p>\n\n\n\n<p>Pertanto si impone e si chiede una strategia nuova, conseguenziale a quanto evidenziato, che superi<\/p>\n\n\n\n<p>l\u2019unica finora perseguita, discutibile e devastante dell\u2019espianto generalizzato, incentivato e finalizzato<\/p>\n\n\n\n<p>al reimpianto: urgono azioni di sostegno pubblico a favore di tutti i gestori di uliveti resilienti , per<\/p>\n\n\n\n<p>accompagnarli e accudirli in questa fase di tolleranza e rivegetazione, foriera di prospettive positive<\/p>\n\n\n\n<p>sul piano ambientale, economico, paesaggistico e culturale del territorio; tale fase \u201cfa intravvedere la<\/p>\n\n\n\n<p>possibilit\u00e0 di mantenere in vita gli ulivi di affezione o valore paesaggistico\u201d (CNR XIII commiss.<\/p>\n\n\n\n<p>Parlamentare). Va quindi pianificato un censimento generalizzato degli uliveti vegeti e resilienti,<\/p>\n\n\n\n<p>utilizzando anche la collaudata fotogrammetria aerea.<\/p>\n\n\n\n<p>Urge una visione d\u2019insieme , multifattoriale, prospettica verso il passato e il futuro, lungimirante;<\/p>\n\n\n\n<p>occorre rivedere strategie e opzioni, in base all\u2019esperienza maturata nei laboratori e soprattutto sui<\/p>\n\n\n\n<p>campi e non riproporre rigidamente protocolli e schemi non condivisibili n\u00e9 incontestabili, nocivi<\/p>\n\n\n\n<p>soprattutto se dagli effetti irreversibili. La partecipazione plurima del territorio, senza esclusioni e<\/p>\n\n\n\n<p>pregiudizi e ostracismi ingiustificati, pu\u00f2 favorire scelte efficaci e condivise, non parziali, superate e laceranti.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo \u00e8 il documento presentato pubblicamente a Galatone il 13.11.2023 e sottoscritto dalle seguenti<\/p>\n\n\n\n<p>Associazioni:<\/p>\n\n\n\n<p>ACQUA BENE COMUNE, Alezio, Marta Innocente<\/p>\n\n\n\n<p>ADOC Lecce Alessandro Presicce<\/p>\n\n\n\n<p>AIAB ass. regionale agricoltura biologica, Bari , Patrizia Masiello<\/p>\n\n\n\n<p>AMANTI DELLA NATURA APS, Acquarica Presicce, Silvia Cino<\/p>\n\n\n\n<p>ARCI PROVINCIALE, Lecce, Cosimo Botrugno<\/p>\n\n\n\n<p>ARCO CULTURA TERRITORIO AMBIENTE, Cavallino, Francesco Quarta<\/p>\n\n\n\n<p>ADIPA Lecce M. Luisa Quintab\u00e0<\/p>\n\n\n\n<p>AMBIENTE SANO Veglie Dario Ciccarese<\/p>\n\n\n\n<p>AUSAPIETI , San Cesario, Antonio Basci\u00e0<\/p>\n\n\n\n<p>CAMBIAMENTI Galatone Crocefisso Aloisi<\/p>\n\n\n\n<p>CASA DELLE AGRICOLTURE , Castiglione \u2013 Andrano, Luigi Coppola<\/p>\n\n\n\n<p>CENTRO STUDI GUIDETTI SERRA, Bologna \u2013 Tiggiano, Donato Cardigiano<\/p>\n\n\n\n<p>CLARISSE , suore, Lecce suor Celeste<\/p>\n\n\n\n<p>COORDINAMENTO ALBERI E VERDE PUBBLICO Lecce, Maria Cucurachi<\/p>\n\n\n\n<p>COORDINAMENTO CIVICO AMBIENTE E SALUTE prov. Lecce, Galatina, Alessandra<\/p>\n\n\n\n<p>Caragiuli<\/p>\n\n\n\n<p>COPPULA TISA, Tricase, Geni De Giuseppe<\/p>\n\n\n\n<p>CULTURA DEL LEGNO D\u2019ULIVO, Salento, Giovanni Secl\u00ec<\/p>\n\n\n\n<p>DIRITTI A SUD , Nardo Rosa Vaglio<\/p>\n\n\n\n<p>ECOSCIENZE Lecce Fabio Palma<\/p>\n\n\n\n<p>FATTIZZE Bosco didattico Nard\u00f2 Cosimo Rolli<\/p>\n\n\n\n<p>FORUM AMBIENTE E SALUTE Lecce, Innocenzo Graziuso<\/p>\n\n\n\n<p>FRIDAY FOR FUTURE Lecce Marco Elia<\/p>\n\n\n\n<p>GALATONE BENE COMUNE, Sebastiano Zenobini<\/p>\n\n\n\n<p>ISDE Medici per l\u2019ambiente, Salento, Sergio Mangia<\/p>\n\n\n\n<p>KRIFO progetto ambientalista Galatone, Tommaso Filieri<\/p>\n\n\n\n<p>La FINESTRA Galatone, Francesco Mandoi<\/p>\n\n\n\n<p>LAUDATO SII, Lecce, Cristina De Pascalis<\/p>\n\n\n\n<p>LECCE CITTADINANZA E\u2019-VIVA, Alberto Siculella<\/p>\n\n\n\n<p>LIDA Lega diritti animali Nard\u00f2 Massimo Vaglio<\/p>\n\n\n\n<p>MARINA SERRA ETS Tricase, Angelo Chiuri<\/p>\n\n\n\n<p>MANU MANU RIFORESTA, Miggiano Vito Lisi<\/p>\n\n\n\n<p>MEDICINA DEMOCRATICA Brindisi, Maurizio Portaluri<\/p>\n\n\n\n<p>MISSIONARI COMBONIANI Lecce, padre Piercarlo<\/p>\n\n\n\n<p>NOI AMBIENTE, Noha e Galatina, Marcello D\u2019Acquarica<\/p>\n\n\n\n<p>NUOVA MESSAPIA, Soleto, Francesco Manni<\/p>\n\n\n\n<p>OLTRE MERCATO SALENTO, Virginia Meo<\/p>\n\n\n\n<p>RITORNO ALLA TERRA, Zollino, Giovanni Pellegrino<\/p>\n\n\n\n<p>SALENTO KM ZERO , Zollino, Francesca Casaluci<\/p>\n\n\n\n<p>SALENTO SOSTENIBILE, Acquarica-Presicce, Roberto Polo<\/p>\n\n\n\n<p>SALVIAMO GLI ULIVI DEL SALENTO, Sannicola Chiara Idrusa Scrimieri<\/p>\n\n\n\n<p>SISPED Puglia, Lecce, Giovanni De Filippis<\/p>\n\n\n\n<p>SPAZI POPOLARI, Sannicola, Ivano Gioffreda<\/p>\n\n\n\n<p>TANDEM Leverano, Walter Tramacere<\/p>\n\n\n\n<p>TURISMO VERDE , Roma -Tricase, Giulio Sparascio<\/p>\n\n\n\n<p>UDICON LECCE, Biagio Malorgio<\/p>\n\n\n\n<p>VERDSALIS Nard\u00f2, Ivano Manca<\/p>\n\n\n\n<p>WWF Salento Vittorio De Vitis<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2024\/01\/19\/resilienza-degli-ulivi-e-rigenerazione-del-territorio-ecco-il-documento-sottoscritto-da-quarantasette-associazioni-salentine\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2024\/01\/19\/resilienza-degli-ulivi-e-rigenerazione-del-territorio-ecco-il-documento-sottoscritto-da-quarantasette-associazioni-salentine\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ECCO IL DOCUMENTO SOTTOSCRITTO DA QUARANTASETTE ASSOCIAZIONI SALENTINE Riceviamo e volentieri pubblichiamo. 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