{"id":225715,"date":"2024-01-22T14:58:49","date_gmt":"2024-01-22T13:58:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=225715"},"modified":"2024-01-22T15:06:09","modified_gmt":"2024-01-22T14:06:09","slug":"all-universita-di-torino-e-nato-il-centro-di-studi-e-ricerca-sul-cibo-sostenibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2024\/01\/22\/all-universita-di-torino-e-nato-il-centro-di-studi-e-ricerca-sul-cibo-sostenibile\/","title":{"rendered":"ALL&#8217;\u00a0UNIVERSITA&#8217; DI TORINO IL CENTRO DI STUDI E RICERCA SUL CIBO SOSTENIBILE"},"content":{"rendered":"\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"2560\" height=\"1707\" class=\"wp-image-225716\" style=\"width: 1500px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Centro-di-Studi-e-Ricerca-sul-Cibo-Sostenibile-2-scaled.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Centro-di-Studi-e-Ricerca-sul-Cibo-Sostenibile-2-scaled.jpg 2560w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Centro-di-Studi-e-Ricerca-sul-Cibo-Sostenibile-2-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Centro-di-Studi-e-Ricerca-sul-Cibo-Sostenibile-2-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Centro-di-Studi-e-Ricerca-sul-Cibo-Sostenibile-2-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Centro-di-Studi-e-Ricerca-sul-Cibo-Sostenibile-2-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Centro-di-Studi-e-Ricerca-sul-Cibo-Sostenibile-2-2048x1365.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 2560px) 100vw, 2560px\" \/>Dall&#8217;<strong>Universit\u00e0 di Torino<\/strong> riceviamo e volentieri pubblichiamo &nbsp;______<\/p>\n\n\n\n<p><em>Partecipano al Centro l\u2019Universit\u00e0 di Torino, il Politecnico di Torino, l\u2019Universit\u00e0 del Piemonte Orientale e l\u2019Universit\u00e0 di Scienze Gastronomiche, con l\u2019obiettivo di attrarre finanziamenti per linee di ricerca applicata e diventare punto di riferimento internazionale sul tema.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Oggi luned\u00ec 22 gennaio<\/strong>, alle ore&nbsp;<strong>11.00<\/strong>, presso l\u2019<strong>Aula Magna della Cavallerizza Reale&nbsp;<\/strong>(<em>via Verdi 9, Torino<\/em>), \u00e8 stato presentato alla stampa il nuovo&nbsp;<strong>Centro di Studi e Ricerca sul Cibo Sostenibile<\/strong>, realizzato da<strong>&nbsp;Universit\u00e0 di Torino<\/strong>,&nbsp;<strong>Politecnico di Torino<\/strong>,&nbsp;<strong>Universit\u00e0 del Piemonte Orientale<\/strong>&nbsp;e<strong>&nbsp;Universit\u00e0 di Scienze Gastronomiche di Pollenzo<\/strong>.&nbsp;Sono intervenuti&nbsp;<strong>Stefano Geuna<\/strong>, Rettore Universit\u00e0 di Torino,&nbsp;<strong>Guido Saracco<\/strong>, Rettore Politecnico di Torino,&nbsp;<strong>Gian Carlo Avanzi<\/strong>, Rettore Universit\u00e0 del Piemonte Orientale,&nbsp;<strong>Bartolomeo Biolatti<\/strong>, Rettore dell\u2019Universit\u00e0 di Scienze Gastronomiche di Pollenzo&nbsp;e&nbsp;<strong>Cristina Prandi<\/strong>, Vice-Rettrice per la ricerca delle scienze naturali e&nbsp;agrarie dell\u2019<strong>Universit\u00e0 di Torino<\/strong>. Per l&#8217;occasione \u00e8 stato lanciato un appello di&nbsp;<strong>Carlo Petrini<\/strong>&nbsp;per un&nbsp;<strong>nuovo sistema educativo alimentare<\/strong>&nbsp;da sottoscrivere in maniera individuale e collettiva (<a href=\"https:\/\/email.tmg.vrfy.email\/c\/eJxEkM3upCAQxJ8GbxhsEfTAYS--xgSanplOEAww6-4-_ca5_G_9kUpV_aJDDWQHcpNVywZ2MTDQ4Tk92kmR_3HJ5OwcSG9gwyy0OtrLwHhQZB9jpdZG7sPb4arniVZrprCouBkKs4o-ojJBEfplYAcKtJoAJtBGwaitsU8T_GJXFRWA0Kofr_F3ff4dvxGG5N69n03MvwTsAvbrusZP5l4yXbetgJ1zpD_j-T7v-T7cr0ek7jkJ2JM_T0qpyMgSfU1FntQrZ5YF0be7nYyUkpfZN-Tu700i5V6_mtY_kSXJykgVvWyfJJFDka20TpkDJxqq4_wsQqtEiIS1ZI_-pvKD8MHRTdu0bmro7n8AAAD__-ile4o\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>QUI IL TESTO DELL&#8217;APPELLO<\/strong><\/a>).<\/p>\n\n\n\n<p>Il&nbsp;<strong>Centro&nbsp;<\/strong><strong>di Studi e Ricerca sul Cibo Sostenibile<\/strong>, che avr\u00e0 sede a&nbsp;<strong>Pollenzo<\/strong>&nbsp;presso l\u2019Universit\u00e0 di Scienze Gastronomiche e&nbsp;<strong>Carlo Petrini<\/strong>&nbsp;come&nbsp;<strong>Presidente<\/strong>, rappresenter\u00e0 un polo di ricerche e di studi sul<strong>&nbsp;cibo come bene complessivo<\/strong>, connesso all\u2019ecologia, all\u2019agricoltura e al consumo sostenibili, all\u2019educazione sensoriale, agli stili di vita consapevoli, al benessere del vivente, all\u2019economia circolare, alle politiche alimentari, all\u2019innovazione non solo tecnologica ma anche concettuale e di modello, con l\u2019obiettivo di attrarre finanziamenti per linee di ricerca applicata e processi di sviluppo di prototipi, e di diventare un&nbsp;<strong>punto di riferimento internazionale sul tema<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Sistema Universitario Piemontese, per le caratteristiche differenti e complementari dei quattro Atenei, \u00e8 in grado di garantire un solido capitale di conoscenze, competenze, infrastrutture di ricerca avanzate, oltre a una rete di collaborazioni con enti e istituzioni nazionali e internazionali non profit, di ricerca e formazione, e associazioni di cittadini. Il Centro di Studi e Ricerca sul Cibo Sostenibile sar\u00e0 un luogo di incontro e di coordinamento, dove nasceranno e da dove partiranno i progetti collaborativi, implementati e realizzati nei laboratori specialistici di&nbsp;<strong>Unito<\/strong>,&nbsp;<strong>Polito<\/strong>,&nbsp;<strong>UniUPO<\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>UniSG<\/strong>, secondo una logica di laboratorio diffuso che sfrutta e valorizza le infrastrutture di eccellenza gi\u00e0 presenti nelle sedi degli Atenei piemontesi.<\/p>\n\n\n\n<p>Il nuovo centro si occuper\u00e0 anche di formazione e terza missione, con una funzione di supporto alle iniziative culturali e turistiche di promozione del territorio e di promozione di una coscienza individuale e collettiva sul tema del futuro della vita umana sul pianeta. Si svilupper\u00e0, grazie alla rete di ricercatori, studiosi, studenti, istituzioni e stakeholder che ne saranno parte attiva, lungo due assi tematici principali, che saranno approcciati trasversalmente, in un\u2019ottica completamente interdisciplinare: quella della salute e del benessere e quello della societ\u00e0 e della comunit\u00e0. Questo significher\u00e0 non soltanto attivare ricerca e formazione, ma anche promuovere e sostenere incubatori creativi e start-up per studenti o&nbsp;<em>alumni<\/em>&nbsp;delle Universit\u00e0 che intendono sperimentare nuove vie imprenditoriali per il futuro della buona alimentazione del pianeta, cos\u00ec da incentivare la nascita di imprese che abbiano al centro un nuovo modello di produzione, distribuzione e consumo del cibo.<\/p>\n\n\n\n<p>ll&nbsp;<strong>Centro&nbsp;<\/strong><strong>di Studi e Ricerca sul Cibo Sostenibile<\/strong>&nbsp;intende portare avanti un\u2019azione forte di sensibilizzazione delle istituzioni pubbliche affinch\u00e9 l\u2019educazione alimentare e, pi\u00f9 in generale, l\u2019educazione a stili di vita consapevoli e sostenibili, entrino in maniera organica nei curricula della scuola primaria e secondaria. La transizione ecologica non pu\u00f2 prescindere dalla formazione delle generazioni pi\u00f9 giovani fin dai primi anni del proprio percorso formativo. Per realizzare questo obiettivo, oltre che un\u2019azione di advocacy forte nelle sedi istituzionali e decisionali, sar\u00e0 altres\u00ec necessario immaginare strumenti di formazione degli insegnanti e degli operatori dell\u2019educazione primaria, al fine di promuovere un ambiente educativo capace di fronteggiare le enormi sfide della contemporaneit\u00e0. L\u2019approccio olistico e transdisciplinare del Centro sar\u00e0 strumento di innovazione al cuore stesso del sistema scolastico italiano ed europeo.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cIl nuovo Centro di Studi e Ricerca sul Cibo Sostenibile, realizzato in sinergia con tutti gli atenei piemontesi \u2013&nbsp;<\/em>dichiara&nbsp;<strong>Stefano Geuna<\/strong>, Rettore dell\u2019Universit\u00e0 di Torino<em>&nbsp;&#8211; \u00e8 un\u2019importante risorsa multidisciplinare per affrontare le sfide globali che il sistema del cibo pone in questi anni. Aumento della popolazione mondiale, malnutrizione, cambiamento climatico, scarsit\u00e0 d\u2019acqua e desertificazione del suolo sono solo alcune delle principali sfide che l\u2019essere umano dovr\u00e0 affrontare nel prossimo futuro. La sostenibilit\u00e0 si \u00e8 imposta come un obiettivo inderogabile e i moderni sistemi di produzione alimentare devono essere progettati per tenere in considerazione questo aspetto. L\u2019Universit\u00e0 di Torino metter\u00e0 a disposizione del Centro tutte le sue competenze tecnico-scientifiche, socio-politiche e giuridiche utili ad affrontare correttamente la complessit\u00e0 dello scenario attuale, cos\u00ec da promuovere ricerca ed innovazione in ambito alimentare e contribuire alla creazione di un ecosistema territoriale capace di condurre progetti strategici e attrarre finanziamenti pubblici e privati\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cSiamo felici&nbsp;<\/em>\u2013 aggiunge il Rettore del Politecnico,&nbsp;<strong>Guido Saracco<\/strong>&nbsp;&#8211;<em>&nbsp;che questo importante progetto sia giunto a compimento, perch\u00e9 comprende tutti i valori che fondano e guidano la nostra attivit\u00e0 di ricerca. Siamo certi di poter dare un contributo importante e siamo felici di poter collaborare con tutti gli atenei piemontesi per valorizzare le eccellenze del nostro territorio e contribuire a diffondere un\u2019attenzione sempre pi\u00f9 diffusa sul cibo sano e sostenibile\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cL\u2019Universit\u00e0 del Piemonte Orientale&nbsp;<\/em>\u2013 sottolinea&nbsp;<strong>Gian Carlo Avanzi<\/strong>, Rettore dell\u2019Universit\u00e0 del Piemonte Orientale &#8211;<em>&nbsp;dedica da anni un\u2019attenzione multidisciplinare al tema del cibo e dell\u2019alimentazione. La collaborazione con gli altri atenei piemontesi nell\u2019ambito del Centro di Studi e Ricerca sul Cibo Sostenibile \u00e8, in questo senso, lo sbocco naturale di un impegno che coinvolge ricercatrici e ricercatori di tutti i nostri Dipartimenti. Siamo convinti che solo un approccio che tenga conto delle implicazioni storico-culturali, economico-sociali e chimico-fisiche del cibo possa creare valore aggiunto per la ricerca e per la condivisione della conoscenza in questo campo cos\u00ec importante per il sistema Italia, verso una declinazione del concetto di sostenibilit\u00e0 meno astratto e pi\u00f9 aderente alle necessit\u00e0 delle future generazioni\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8220;Il centro di ricerca sul cibo<\/em>&nbsp;&#8211; spiega&nbsp;<strong>Bartolomeo Biolatti<\/strong>, Rettore dell\u2019Universit\u00e0 di Scienze Gastronomiche &#8211;&nbsp;<em>nasce con lo scopo di far convergere e incontrare le diverse competenze promuovendone il confronto e la collaborazione.&nbsp;&nbsp;&nbsp;L\u2019Universit\u00e0 di Scienze Gastronomiche si pone come centro ispirazionale sulle tematiche del cibo sostenibile. Un\u2019universit\u00e0 che ha dimostrato di saper proporre percorsi nuovi per formare i professionisti del futuro, che ha progettato e realizzato nuovi modelli di integrazione dei luoghi del sapere con il sistema produttivo e le comunit\u00e0. Prototipi che possono essere sperimentati, integrati e migliorati in collaborazione con gli altri atenei, definendo soluzioni nuove per la formazione, la ricerca e il trasferimento tecnologico. Un importante contributo alla riduzione dell\u2019impatto del sistema alimentare sull\u2019ambiente e sulla salute unica&#8221;.&nbsp;&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8220;L\u2019attenzione che l\u2019accademia piemontese, attraverso il lancio di questo nuovo Centro di Studi e Ricerca inter-ateneo, sta rivolgendo al mondo del cibo \u00e8 qualcosa di encomiabile e allo stesso tempo di&nbsp;<\/em>indispensabile \u2013 commenta&nbsp;<strong>Carlo Petrini<\/strong>, Presidente del Centro e dell\u2019Universit\u00e0 di Scienze Gastronomiche -.<em>&nbsp;Dico questo in virt\u00f9 dell\u2019importanza che l\u2019alimentazione ricopre da sempre per la vita degli esseri umani. Lo ribadisco soprattutto alla luce della centralit\u00e0 che il cibo ha, e sempre pi\u00f9 dovr\u00e0 avere, nel periodo storico che stiamo attraversando. Se la pandemia e le atroci guerre degli ultimi anni ci hanno ricordato quanto il cibo sia un punto dirimente anche a livello geopolitico, la crisi climatica che attanaglia il nostro Pianeta pone l\u2019accento sulla vulnerabilit\u00e0 degli attuali sistemi alimentari, che in questo senso si pongono come vittima (la produzione di cibo sar\u00e0 interamente da ripensare per via del riscaldamento globale) e carnefice (<a href=\"javascript:mails_addtocal(1,&quot;oggi&quot;);\">oggi<\/a>&nbsp;il cibo \u00e8 la principale causa della produzione di CO2). Per questi motivi la ricerca sul cibo e l\u2019educazione alimentare saranno i punti nevralgici per un avvenire pi\u00f9 sostenibile. Una maggiore attenzione verso il Pianeta \u00e8 ci\u00f2 che le nuove generazioni hanno gi\u00e0 iniziato a chiedere e che davvero necessitano per realizzare nel miglior modo possibile il loro futuro\u201d.&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Misurabilit\u00e0, sostenibilit\u00e0, circolarit\u00e0, qualit\u00e0 e salubrit\u00e0 saranno le parole chiave intorno alle quali il Centro incardiner\u00e0 i propri interventi e le proprie progettualit\u00e0, con lo scopo di perseguire i seguenti obiettivi, tra loro spesso legati:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<ol>\n<li><strong><u>Promuovere stagionalit\u00e0 e localit\u00e0<\/u><\/strong>: la stagionalit\u00e0 comporta la disponibilit\u00e0 di cibi freschi, ci\u00f2 consentendo di godere appieno delle loro caratteristiche organolettiche e nutritive senza intermediazione di cicli frigorigeni, catene di trasporto complesse o uso di conservanti, entrambi causa di consumi energetici (diretti o indiretti) e quindi di emissioni di gas serra. Proprio per questi minori consumi &#8211; energetici o di materiali &#8211; il cibo stagionale ha un riscontro anche nel diritto al sapore e alla sostenibilit\u00e0 economica per il consumatore;<\/li>\n\n\n\n<li><strong><u>Ridurre la plastica all\u2019interno della filiera alimentare<\/u><\/strong>: L\u2019inquinamento da plastiche non biodegradabili ha raggiunto livelli preoccupanti. Se da un lato sono oramai necessarie politiche attive per ripulire il mondo dalle pervasive plastiche, dall\u2019altro \u00e8 urgente sia ridurne al massimo l\u2019utilizzo che aumentarne la riciclabilit\u00e0;<\/li>\n\n\n\n<li><strong><u>Ridurre gli sprechi<\/u><\/strong>: Ogni anno si producono 2,6 Gton (miliardi di tonnellate) di cibo utile, generando contemporaneamente 1,3 Gton di rifiuti organici, per met\u00e0 circa originati nelle mura domestiche, per l\u2019altra met\u00e0 lungo la filiera produttiva. Ridurre gli sprechi alimentari significa produrre meno CO2, disboscare meno foreste per far spazio a produzioni alimentari e, non poco in termini di riduzione delle diseguaglianze, risparmiare;<\/li>\n\n\n\n<li><strong><u>Promuovere un utilizzo rigenerativo dei suoli<\/u><\/strong>: il consumo di suolo continua ad aumentare: In Italia cresce pi\u00f9 il cemento che la popolazione, e ogni secondo si perdono 2 mq di suolo fertile. \u00c8 necessario rafforzare il legame tra agricoltura e ricerca, favorendo il dialogo e la collaborazione tra aziende agricole virtuose dal punto di vista dei servizi ecosistemici e centri di ricerca, con l\u2019obiettivo di iniziare un percorso che porti alla costituzione di un network italiano di lighthouse farms (dimostratori territoriali di buone pratiche, luoghi di formazione e comunicazione) e living labs (luoghi ricerca dove gli stakeholders contribuiscono a sviluppare soluzioni e ad accelerarne l\u2019adozione sui territori), in collaborazione con gli stakeholders attivi nel settore.<\/li>\n\n\n\n<li><strong><u>Rafforzare la biodiversit\u00e0<\/u><\/strong>: La Convenzione ONU sulla Diversit\u00e0 Biologica definisce la biodiversit\u00e0 come la variet\u00e0 e variabilit\u00e0 degli organismi viventi e dei sistemi ecologici in cui essi vivono, includendo la diversit\u00e0 a livello genetico, di specie e di ecosistema. Negli ultimi 10 anni sono scomparse 160 specie animali e 35,000 sono quelle a rischio, anche in conseguenza dei cambiamenti climatici, dell\u2019inquinamento e di un uso scorretto dei suoli. Combattere la perdita di biodiversit\u00e0 non \u00e8 solo una questione etica. Biodiversit\u00e0 significa resilienza e capacit\u00e0 di sopravvivere al cambiamento grazie a un sottile equilibrio che regola le relazioni tra gli esseri viventi, l\u2019uno essendo spesso funzionale all\u2019altro in un ecosistema complesso.<\/li>\n\n\n\n<li><strong><u>Ridurre gli anelli della filiera di produzione e trasporti delle merci<\/u><\/strong>: ogni volta che si tratta una materia prima alimentare se ne compromette in parte le qualit\u00e0 nutritive, si generano scarti, si consuma energia e si contribuisce all\u2019effetto serra. Il trasporto di merci in container a costi bassi ha portato da un lato ad aumentare l\u2019impronta ambientale dei cibi e dall\u2019altro a mettere fuori mercato filiere alimentari autoctone;<\/li>\n\n\n\n<li><strong><u>Aumentare l\u2019apporto proteico da fonti alternative alla carne<\/u><\/strong>: L\u2019allevamento di bovini, anche per la sua estensione, comporta il 4% delle emissioni di gas serra di origine antropica. Questo non \u00e8 legato tanto alla CO2 ma al metano associato alle deiezioni animali, essendo quest\u2019ultimo 21 volte pi\u00f9 efficace del biossido di carbonio nel promuovere il riscaldamento dell\u2019atmosfera. All\u2019insegna del principio \u201cno one left behind\u201d a cui ispirare la transizione ecologica &#8211; per non generare squilibri economici controproducenti- sar\u00e0 necessaria una certa progressione nel disimpegno, almeno parziale, dalla carne come fonte proteica, privilegiando comunque le filiere autoctone di prossimit\u00e0 rispetto a quelle di importazione, su cui pesa l\u2019impronta ambientale aggiuntiva legata al trasporto;<\/li>\n\n\n\n<li><strong><u>Tracciare e qualificare sempre meglio il cibo<\/u><\/strong>: qualificare, certificare e tracciare i cibi prodotti lungo l\u2019intera catena che dal campo passa all\u2019industria di processo, alla tavola dei consumatori fino ad arrivare alla salute di questi ultimi attraverso la blockchain, la rete informatica di nodi che gestisce in modo univoco e sicuro un registro pubblico composto da una serie di dati e informazioni, come le transazioni, in maniera aperta e distribuita, senza che sia necessario un controllo centrale;<\/li>\n\n\n\n<li><strong><u>Promuovere l\u2019educazione alimentare nelle scuole favorendo il dialogo tra scienza e saperi tradizionali<\/u><\/strong>: per raggiungere la massa critica necessaria ad affrontare con successo le enormi sfide della contemporaneit\u00e0, \u00e8 necessario crescere una generazione di cittadini consapevoli che i propri stili di vita e in particolare i propri consumi alimentari impattano fortemente sul sistema alimentare globale;<\/li>\n\n\n\n<li><strong><u>Promuovere la salute attraverso il cambiamento degli stili di vita<\/u><\/strong>. La salute \u00e8 perseguibile attraverso l\u2019adozione di diete sane e sostenibili. In un\u2019ottica di innovazione e di cambiamento del modello sanitario attuale, che dedica una parte cospicua delle proprie risorse al processo di cura, il cibo potrebbe e dovrebbe rappresentare il giro di boa verso un maggiore investimento in piani preventivi, che mirino non solamente all\u2019incremento dell\u2019et\u00e0 media di vita della popolazione, come accaduto negli ultimi decenni, ma con l\u2019obiettivo pi\u00f9 ambizioso di promuovere e sostenere un invecchiamento in salute. Inoltre, l\u2019adozione di pattern dietetici sani e sostenibili, ha il duplice vantaggio di preservare non solo la salute dell\u2019uomo, ma anche quella del Pianeta Terra.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li><strong><u>Supportare e promuovere la costruzione di \u201cpolitiche del cibo\u201d alle diverse scale e in particolare quella regionale e locale<\/u><\/strong>: le politiche del cibo su scala nazionale e regionale hanno un ruolo fondamentale nella territorializzazione delle politiche europee in campo agro-alimentare. Il nuovo Centro potr\u00e0 favorire ulteriormente la collaborazione tra gli atenei piemontesi \u2013 gi\u00e0 avviata con l\u2019Atlante del cibo di Torino metropolitana, il lancio dell\u2019Osservatorio nazionale sulle politiche locali del cibo e le attivit\u00e0 della RUS (Rete delle Universit\u00e0 per lo Sviluppo Sostenibile) e in particolare di RUS Piemonte \u2013 consentendo di giocare un ruolo di riferimento alla scala nazionale e internazionale nel supporto e promozione alla costruzione di food policy place-based che sappiano difendere, promuovere e valorizzare le diversit\u00e0 bio-culturali.<\/li>\n<\/ol>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2024\/01\/22\/all-universita-di-torino-e-nato-il-centro-di-studi-e-ricerca-sul-cibo-sostenibile\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2024\/01\/22\/all-universita-di-torino-e-nato-il-centro-di-studi-e-ricerca-sul-cibo-sostenibile\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dall&#8217;Universit\u00e0 di Torino riceviamo e volentieri pubblichiamo &nbsp;______ Partecipano al Centro l\u2019Universit\u00e0 di Torino, il Politecnico di Torino, l\u2019Universit\u00e0 del Piemonte Orientale e l\u2019Universit\u00e0 di Scienze Gastronomiche, con l\u2019obiettivo di attrarre finanziamenti per linee di ricerca applicata e diventare punto di riferimento internazionale sul tema. 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