{"id":226064,"date":"2024-01-31T00:03:00","date_gmt":"2024-01-30T23:03:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=226064"},"modified":"2024-01-30T20:55:54","modified_gmt":"2024-01-30T19:55:54","slug":"226064","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2024\/01\/31\/226064\/","title":{"rendered":"IL MIO AMICO CHARLIE BROWN"},"content":{"rendered":"\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"373\" height=\"375\" class=\"wp-image-226065\" style=\"width: 2500px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/snoopy-3.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/snoopy-3.jpg 373w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/snoopy-3-298x300.jpg 298w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/snoopy-3-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/snoopy-3-60x60.jpg 60w\" sizes=\"(max-width: 373px) 100vw, 373px\" \/>di <strong>Raffaele Polo<\/strong> \u00a0______<\/p>\n\n\n\n<p>Il termine &#8216;peanuts&#8217; venne scelto perch\u00e9 indicava nel teatro la sezione con i posti pi\u00f9 economici e a volte usato anche per indicare il pubblico composto da bambini.<\/p>\n\n\n\n<p>E, in realt\u00e0, questa definizione non venne mai accettata dall&#8217;ideatore dei personaggi della striscia, ovvero&nbsp; Charles M. Schulz.&nbsp; Per lui, filosofo esistenziale travestito da vignettista, era troppo riduttiva e controproducente, sminuendo tutto lo sforzo, per nulla indifferente, di colloquiare con i &#8216;grandi&#8217; attraverso il linguaggio e le vicissitudini dei &#8216;piccoli&#8217;.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora, di questa che \u00e8 sicuramente la &#8216;striscia&#8217; pi\u00f9 famosa e pi\u00f9 venduta al mondo, si \u00e8 detto veramente tutto. E le figure dei protagonisti sono universalmente riconosciute e utilizzate, ancora adesso, che sono passati tanti anni e che \u00e8 cambiata, pi\u00f9 volte, la Storia Contemporanea, con i suoi simboli e le sue creazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Di Charlie Brown, delle sue esitazioni e delle sue fobie, del suo intercalare e delle caratteristiche dei suoi amici, si pu\u00f2 parlare a lungo, senza stancarsi mai. E, quel che pi\u00f9 conta, continuiamo a rispecchiarci noi che apparteniamo a quelle generazioni che hanno conosciuto i propri beniamini su &#8216;Linus&#8217; e ne hanno seguito, condividendole, tutte le sventure e le vicisitudini, facendole proprie e condividendole, con una punta accentuata di piacevole masochismo.<\/p>\n\n\n\n<p>Quante volte ci siamo sentiti come Charlie, ignorati e vilipesi da tutti, beffeggiati anche dal cagnetto Snoopy che ha una filosofia molto simile alla nostra, ma in chiaro antagonismo con il &#8216;genere umano&#8217;?<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco, questa \u00e8 sicuramente la &#8216;novit\u00e0&#8217; del mondo di Shulz, una sorprendente introspezione che ci affratella a TUTTI i suoi personaggi, perch\u00e8 c&#8217;\u00e8 una comunanza ed una spesso isterica compartecipazione, ad esempio, al mondo di Lucy, o a quello di Linus che, con la sua coperta, raffigura perfettamente il nostro subcosciente, sempre bisognoso di sostegno e condivisione.<\/p>\n\n\n\n<p>Con pochi tratti, con pochissime parole, racchiudendo una situazione ricchisima di coinvolgente filosofia in quattro vignette, Shulz riesce a farsi spazio nel nostro animo, instillando una sorta di convinzione intimistica su come vanno le cose: che, cio\u00e8, il Mondo sia tutto sommato, contro di noi, soprattutto nelle piccole cose che, per\u00f2, finiscono per diventare grandi, immense, universali,<\/p>\n\n\n\n<p>Allora, ecco la necessit\u00e0 di costruirsi difese, di stendersi sul tetto del canile, come fa Snoopy, oppure di inventarci le figure pi\u00f9 che immaginarie ma simboliche del Barone Rosso e della ragazina dai capelli rossi (\u00e8 il rosso che domina la fantasia delle positivit\u00e0. Al contrario degli scialbi colori inesistenti come i capelli di Charlie Brown, che ci sono ma sono praticamente invisibili. Mentre le note degli accordi di Schroeder emergono, si spandono e giganteggiano, a rappresentare il Sublime dell&#8217;Arte che evochiamo, senza saperlo&#8230;)<\/p>\n\n\n\n<p>Ha una sua ragione di esistenza anche la folla di comprimari, da Pig Pen a Woodstock: rammenta la pletora di dei, semidei e esseri favolosi che ci ha consegnato la Mitologia, dove per ogni figura, anche la pi\u00f9 minuta, vi \u00e8 una storia e una serie di legami che ne giustificano appieno l&#8217;esistenza. Altro che &#8216;Peanuts&#8217;, allora: ha ragione Schulz, a non volerne sapere. Un po&#8217; come avrebbero fatto Melville con il suo &#8216;Moby Dick&#8217; finito in mano ai fanciulli o Swift che avrebbe trovato il suo trattato politico destinato ai giovanissimi&#8230;<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2024\/01\/31\/226064\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2024\/01\/31\/226064\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Raffaele Polo \u00a0______ Il termine &#8216;peanuts&#8217; venne scelto perch\u00e9 indicava nel teatro la sezione con i posti pi\u00f9 economici e a volte usato anche per indicare il pubblico composto da bambini. E, in realt\u00e0, questa definizione non venne mai accettata dall&#8217;ideatore dei personaggi della striscia, ovvero&nbsp; Charles M. 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