{"id":226172,"date":"2024-02-02T15:35:21","date_gmt":"2024-02-02T14:35:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=226172"},"modified":"2024-02-02T18:00:36","modified_gmt":"2024-02-02T17:00:36","slug":"il-caso-salis-tra-tolleranza-e-diritto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2024\/02\/02\/il-caso-salis-tra-tolleranza-e-diritto\/","title":{"rendered":"L\u2019APPROFONDIMENTO\u00a0\/\u00a0IL CASO SALIS TRA TOLLERANZA E DIRITTO"},"content":{"rendered":"\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1270\" height=\"2192\" class=\"wp-image-226181\" style=\"width: 900px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/antifascista-violenza.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/antifascista-violenza.jpg 1270w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/antifascista-violenza-174x300.jpg 174w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/antifascista-violenza-593x1024.jpg 593w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/antifascista-violenza-768x1326.jpg 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/antifascista-violenza-890x1536.jpg 890w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/antifascista-violenza-1187x2048.jpg 1187w\" sizes=\"(max-width: 1270px) 100vw, 1270px\" \/>di <strong>Giovanni Gemma<\/strong> _______<\/p>\n\n\n\n<p>Il caso di Ilaria Salis sta in tutte le trasmissioni, a pranzo e a cena. Per capirlo bisogna dargli un po\u2019&nbsp;di contesto in pi\u00f9, altrimenti rischia di diventare la polemica quotidiana con cui abbuffarsi nel dopolavoro.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTag der Ehre\u201d \u00e8 il nome tedesco, di fatto il nome ufficiale, del \u201cGiorno dell\u2019onore\u201d, una ricorrenza&nbsp;celebrata ogni anno a inizio febbraio negli ambienti nazisti. Nazisti non per scherzo o scherno: i manifestanti commemorano i caduti&nbsp;dell\u2019Asse&nbsp;nell\u2019Assedio di Budapest (inverno 1944-45), cio\u00e8 la&nbsp;dura battaglia della Seconda guerra mondiale tra l\u2019Armata rossa da una parte e le truppe del Terzo Reich e ungheresi dall\u2019altra. Naturalmente, \u00e8 a Budapest che si tiene la manifestazione, con tanto di&nbsp;pellegrinaggio&nbsp;fra i monti in cui i soldati di Hitler e dell\u2019ammiraglio-dittatore magiaro Horthy tentavano la fuga.&nbsp;<em>A ognuno la propria commemorazione<\/em>, si potrebbe dire.&nbsp;<em>Dimmi chi commemori e ti dir\u00f2 chi sei<\/em>, si potrebbe aggiungere.<\/p>\n\n\n\n<p>Dei gusti non si deve discutere, dell\u2019opportunit\u00e0 di un raduno apertamente nazi in piena Europa&nbsp;magari s\u00ec. Le autorit\u00e0 ungheresi hanno sempre autorizzato questa parata, cos\u00ec la capitale si riempie annualmente di nostalgici e sedicenti SS in costume. Occhialini neri, qualche svastica tatuata, giubbe pesanti&nbsp;o \u201cuniformi\u201d tirate a lucido, bandiere delle nazioni dell\u2019Asse \u2013&nbsp;ma per il resto hanno la loro&nbsp;vita regolare, agenti Smith pronti a cambiare sembianze all\u2019occorrenza. Nel 2022 le autorit\u00e0 negano&nbsp;i permessi, cos\u00ec bisogna ripiegare su ritrovi informali e a piccoli gruppi.<\/p>\n\n\n\n<p>Forse nei grandi palazzi si sono accorti che far sfilare annualmente bande di nazisti non \u00e8 cos\u00ec opportuno? Forse&nbsp;\u2013&nbsp;almeno l\u00ec&nbsp;\u2013&nbsp;hanno smesso di credere alla favoletta raccontata dagli organizzatori di questi raduni a braccio teso, secondo i quali sono solo commemorazioni storiche senza \u201cscopo politico\u201d?&nbsp;Tranquilli, nessun funzionario del governo conservatore di Orban si permetterebbe di farlo.&nbsp;Infatti, la motivazione \u00e8 banalmente che ci potrebbero essere \u201cproblemi di ordine pubblico.\u201d Come&nbsp;far uscire il settore ospiti di uno stadio qualche minuto dopo per evitare scontri coi tifosi di casa.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 2023 il Giorno dell\u2019onore&nbsp;viene permesso. Tra il 9 e il 12 febbraio si tengono raduni e pellegrinaggi&nbsp;\u2013&nbsp;ma a Budapest non ci sono solo i nazisti.&nbsp;Dinanzi l\u2019inazione delle autorit\u00e0, gruppi e&nbsp;associazioni antifasciste si danno&nbsp;anche quest\u2019anno&nbsp;appuntamento per organizzare contromanifestazioni. A volte pacifiche, a volte no; gli scontri avvengono. \u00c8 in questo clima che la Polizia magiara, su ordine diretto della Procura, arresta tre militanti antifa: un tedesco, una tedesca e&nbsp;un\u2019italiana. Il nome dell\u2019italiana ormai lo riconosciamo: Ilaria Salis, 39 anni, docente elementare.<\/p>\n\n\n\n<p>La Procura di Budapest accusa i tre di due episodi di aggressione in gruppo con altri, con le aggravanti di pericolo di letalit\u00e0 per gli strumenti usati (bastone telescopico e martello di gomma) e associazione a delinquere. Il tedesco si dichiara colpevole e patteggia subito, la sua concittadina \u00e8 in Germania ma ai domiciliari. Salis, invece, rinchiusa in cella da un anno, nega le accuse. Peraltro, gi\u00e0 nel 2017 in Italia era stata accusata di aver attaccato un gazebo della Lega, ma il processo aveva stabilito la sua&nbsp;estraneit\u00e0 ai fatti. (Quest\u2019ultimo passo lo sceriffo di Pontida Salvini lo ha dimenticato e ora rischia la querela per diffamazione da parte della famiglia Salis. L\u2019uomo sbagliato al posto sbagliato.)<\/p>\n\n\n\n<p>Per completare i fatti, ora si riportano le contromosse della difesa. In primo luogo, Salis non faceva parte di nessuna associazione del tipo&nbsp;\u2013&nbsp;neppure della&nbsp;<em>Hammerbande<\/em>, nome dato dalla stampa&nbsp;(\u201cGruppo del martello\u201d, tradotto) ad un\u2019organizzazione tedesca di militanti antifascisti, legata ad altri<\/p>\n\n\n\n<p>accusati e su cui ritorneremo. Inoltre, i bollettini medici delle tre vittime sono poco adatti alle pesanti condanne chieste dagli inquirenti ungheresi: le guarigioni risultano tutte in un arco di tempo tra i 5 e&nbsp;gli 8 giorni. Perci\u00f2, il procuratore parla di strumenti \u201cpotenzialmente letali\u201d e di \u201crealistica possibilit\u00e0\u201d, ma non di atto effettivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Naturalmente, bisogna ricordare che la prima udienza (24 gennaio 2024) \u00e8 servita solo ad allungare le misure cautelari in un carcere di massima sicurezza a Budapest, e qualsiasi altro pronunciamento \u00e8 rimandato a maggio.&nbsp;Tuttavia, la difesa lamenta alcune condizioni che degradano l\u2019imputata (ancora&nbsp;neppure processata!) e delle quali erano state informate anche le autorit\u00e0 italiane: verbali fatti firmare senza relativa traduzione italiana n\u00e9 in altra lingua compresa da Salis, trattamenti fisicamente debilitanti, celle con ratti e pasti non sempre consegnati, impossibilit\u00e0 di vedere la famiglia per mesi,&nbsp;colloqui con l\u2019avvocato solo in presenza di un poliziotto, servizi igienici inadeguati e cos\u00ec via.&nbsp;Le immagini di Salis tenuta in aula con le catene a mani e piedi hanno solo contribuito a peggiorare&nbsp;l\u2019immagine dei magistrati magiari.<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 solo una questione di difesa processuale, che sarebbe comunque rilevante. Lo Stato ungherese era stato gi\u00e0 condannato diverse volte dalle autorit\u00e0 europee per il proprio sistema poliziesco- giudiziario che non garantisce diritti agli accusati e li tiene in condizioni squallide. Nel 2015, ad esempio, la condanna era arrivata direttamente dalla Corte europea per i diritti umani, e la&nbsp;Commissione europea pi\u00f9 di recente ha diverse volte congelato fondi UE per l\u2019inazione del governo di Orban.<\/p>\n\n\n\n<p>Tant\u2019\u00e8 che un 23enne italiano accusato degli stessi reati non era stato estradato in Ungheria perch\u00e9 la&nbsp;Procura di Milano rilevava pericoli nel trattamento che avrebbe ricevuto l\u00ec e per via di una&nbsp;\u201cmotivazione politica\u201d intrinseca alle formule dei procuratori ungheresi. Tuttavia, nessuna accusa al governo di Budapest \u00e8 servita per mettere in moto i ministeri di Roma: davvero scarne sono le parole usate dai nostri governanti. E peraltro tardive, dato che gi\u00e0 ad ottobre 2023 erano note le responsabilit\u00e0 delle autorit\u00e0 ungheresi ma il governo italiano ha preferito lasciar correre fino allo scoppio della bomba mediatica di turno.<\/p>\n\n\n\n<p>Per chi si lamenta e gi\u00e0 d\u00e0 per colpevole: \u00e8 solo imputata. Per chi si lamenta in ogni caso: giustizia non \u00e8 vendetta. Una reminiscenza della punizione-spettacolo che Michel Foucault (<em>Sorvegliare e punire<\/em>) riteneva propria di regimi pre-carcerari, quando il bivio era libert\u00e0 assoluta o supplizio capitale. Lo spettacolo doveva servire come esempio e come vendetta sovrana di ultima istanza; il carcere nasce come detenzione per riabilitazione o, nel peggiore dei casi, isolamento dal resto della societ\u00e0. Pi\u00f9 che battaglia tra garantisti e giustizialisti (due categorie che spesso dicono tutto per non&nbsp;dire nulla), qui la questione \u00e8 tra la visione vendicativa a priori verso l\u2019imputato \u2013&nbsp;il suo corpo, mentre la sua persona scompare&nbsp;\u2013&nbsp;e lo Stato di diritto, ormai comunemente accettato.<\/p>\n\n\n\n<p>Il tutto, per concludere, si fa pi\u00f9 interessante con l\u2019Hammerbande. L\u2019organizzazione \u00e8&nbsp;ufficialmente anonima, nata nel 2017 a Lipsia. Nel febbraio 2020 una delle sue fondatrici, Lina Engel, \u00e8 stata arrestata dalle autorit\u00e0 tedesche, accusata di cinque azioni contro noti esponenti di movimenti nazisti e loro propriet\u00e0 in Germania. Il processo a Engel ha avuto un seguito di pubblico vasto, ma ancor pi\u00f9 interessante \u00e8 la sentenza, del tutto diversa dalla narrazione che&nbsp;\u2013&nbsp;peraltro non i presenza di condanna definitiva&nbsp;\u2013&nbsp;sentiamo in Italia.<\/p>\n\n\n\n<p>Il giudice Hans Schl\u00fcter-Staats&nbsp;ha dichiarato che \u201copporsi agli estremisti di destra \u00e8 un motivo rispettabile\u201d e, nello svolgimento delle indagini contro i nazisti, sono comparse \u201cdeplorevoli carenze.\u201d&nbsp;Ci\u00f2 detto, Engel \u00e8 colpevole perch\u00e9&nbsp;\u2013&nbsp;altro passo notevole&nbsp;\u2013 \u201c<em>il monopolio dell\u2019uso legittimo della&nbsp;<\/em><em>forza appartiene allo Stato e non ai privati<\/em>.\u201d Insomma, condannata non per aver fatto qualcosa di&nbsp;socialmente dannoso in assoluto, ma di averlo fatto al posto (e in modi meno consoni) delle autorit\u00e0 legittimamente preposte.<\/p>\n\n\n\n<p>Sia la letteratura liberaldemocratica (Karl Popper,&nbsp;<em>La societ\u00e0 aperta e i suoi nemici<\/em>) che quella filomarxista (Herbert Marcuse,&nbsp;<em>Critica della tolleranza pura<\/em>) ammettono il principio-base della societ\u00e0 tollerante che vuole mantenersi tale: la societ\u00e0 deve essere intollerante verso chi pratica e teorizza intolleranza. Un paradosso logico, non politico: solo cos\u00ec si pu\u00f2 conservare la libert\u00e0 e la dialettica. Non serve un Ministero della Verit\u00e0: sar\u00e0 la discussione pubblica, ripulita da quanti pi\u00f9 vincoli, necessit\u00e0 e obblighi possibili, ad autoassolvere in compito di salvaguardarsi. In tal senso,&nbsp;l\u2019uso di mezzi&nbsp;violenti contro chi usa o minaccia violenza sistematica, inquinando la societ\u00e0 e&nbsp;impedendo una tolleranza di fatto, \u00e8 legittimo. La \u201ctolleranza pura\u201d, ammettendo anche i gruppi nazisti come tollerabili, finirebbe in quest\u2019ottica per suicidarsi. Visto il clima che si respira in certe&nbsp;parti d\u2019Europa, e specie dopo la questione AFD in Germania, sembra che questi autori avessero&nbsp;ragione.<\/p>\n\n\n\n<p>Rimane per\u00f2 un problema: questa violenza legittima&nbsp;<em>quando&nbsp;<\/em>si pu\u00f2 esercitare? Le aggressioni che la Procura di Budapest accusa sono avvenute al di fuori dei raduni nazisti, quando gli aggrediti erano in altre faccende (regolari) affaccendati. Gli aggressori sono incappucciati; unici indizi per ora contro Salis \u00e8 la giacca, identificata come sua, e la testimonianza oculare della parte offesa. Se non si \u00e8&nbsp;d\u2019accordo con la societ\u00e0 tollerante che deve difendersi, rimane sempre la questione del trattamento di&nbsp;una concittadina&nbsp;\u2013&nbsp;di una persona umana&nbsp;\u2013&nbsp;in condizioni di allevamento intensivo. Senza sentenza.<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2024\/02\/02\/il-caso-salis-tra-tolleranza-e-diritto\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2024\/02\/02\/il-caso-salis-tra-tolleranza-e-diritto\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Giovanni Gemma _______ Il caso di Ilaria Salis sta in tutte le trasmissioni, a pranzo e a cena. 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