{"id":226379,"date":"2024-02-10T00:02:00","date_gmt":"2024-02-09T23:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=226379"},"modified":"2024-02-10T08:26:44","modified_gmt":"2024-02-10T07:26:44","slug":"discorso-del-presidente-della-repubblica-per-il-giorno-del-ricordo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2024\/02\/10\/discorso-del-presidente-della-repubblica-per-il-giorno-del-ricordo\/","title":{"rendered":"DISCORSO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PER IL Giorno del Ricordo"},"content":{"rendered":"\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"2560\" height=\"1707\" class=\"wp-image-226380\" style=\"width: 2500px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/66952-scaled.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/66952-scaled.jpg 2560w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/66952-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/66952-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/66952-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/66952-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/66952-2048x1365.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 2560px) 100vw, 2560px\" \/><\/p>\n\n\n\n<p>Si \u00e8 svolta al Palazzo del Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la celebrazione del &#8220;Giorno del Ricordo&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>La cerimonia, condotta dall&#8217;attrice Viola Graziosi, \u00e8 stata aperta dalla proiezione del docufilm dal titolo &#8220;Kevina Jama &#8211; La Foiba Grande&#8221;, cui ha fatto seguito l&#8217;intervista alla protagonista&nbsp; Alessandra Rivaroli.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono intervenuti il professor Giuseppe de Vergottini, Presidente della Federazione delle Associazioni degli Esuli Istriani, Fiumani e Dalmati,&nbsp; lo storico Davide Rossi, professore di Storia e Tecnica delle costituzioni europee presso l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Trieste e il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani.<\/p>\n\n\n\n<p>Viola Graziosi ha, quindi, letto un brano tratto dal libro \u201cChi ha paura dell\u2019uomo nero\u201d di Graziella Fiorentin e due estratti tratti dal libro \u201cBora. Istria, il vento dell\u2019esilio\u201d di Anna Maria Mori e Nelida Milani.<\/p>\n\n\n\n<p>La Sig.ra Egea Haffner, la bambina ritratta nella foto simbolo dell\u2019esodo, ha portato la sua testimonianza.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;orchestra di archi del Conservatorio G. Tartini di Trieste ha eseguito l&#8217;Adagio dal Quartetto in Re maggiore op. 8 n. 1 di Luigi Boccherini e le arie &#8220;Italiana\u201d e \u201cSiciliana\u201d dalla Suite n.3 \u201cAntiche danze e arie\u201d di Ottorino Respighi.<\/p>\n\n\n\n<p>La cerimonia si \u00e8 conclusa con il discorso del Presidente della Repubblica.<\/p>\n\n\n\n<p>Erano presenti alla cerimonia il Presidente del Senato della Repubblica, Ignazio La Russa, il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, il Presidente della Corte Costituzionale, Augusto Barbera, il Vice Presidente della Camera dei deputati, Fabio Rampelli, esponenti del Governo, del Parlamento, autorit\u00e0 civili e appartenenti&nbsp; alle Associazioni degli esuli istriani, fiumani e dalmati.<\/p>\n\n\n\n<p>In precedenza nella Sala degli Specchi, dopo l&#8217;indirizzo di saluto del Ministro dell&#8217;Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, il Presidente Sergio Mattarella, coadiuvato dal Ministro e dal Presidente della FederEsuli, ha\u00a0 premiato le Scuole vincitrici del Concorso\u00a0<em>&#8220;10 febbraio &#8211; Un mondo e un passato. Storie dai luoghi di origine degli esuli giuliano-fiumano-dalmati&#8221;<\/em>.\u00a0______\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><em>Sergio Mattarella<\/em>,\u00a0<em>Palazzo del Quirinale<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Rivolgo un saluto cordiale ai Presidenti del Senato, del Consiglio dei Ministri, della Corte costituzionale, al Vice Presidente della Camera, a tutti i presenti, agli Ambasciatori di Croazia e Slovenia, ai rappresentanti delle comunit\u00e0 italiane in Croazia e Slovenia.<\/p>\n\n\n\n<p>Ringrazio, per il suo intervento, il Ministro Tajani, anche per le considerazioni che ha svolto sull\u2019attualit\u00e0 e le prospettive.<\/p>\n\n\n\n<p>Ringrazio il Presidente De Vergottini per la costante, impegnata, generosa opera che presta su questo fronte.<\/p>\n\n\n\n<p>Ringrazio il Professor Rossi, le Signore Rivaroli e Haffner per le testimonianze commoventi che ci hanno recato. Sono lieto di incontrarle qui, di incontrare nuovamente la Signora Haffner qui al Quirinale.<\/p>\n\n\n\n<p>Ringrazio molto la nostra conduttrice, Viola Graziosi, anche per le letture che ci ha donato e che hanno coinvolto tutti quanti questa mattina.<\/p>\n\n\n\n<p>Ringrazio il brillante complesso dell\u2019Orchestra Tartini.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono passati quasi ottant\u2019anni dai terribili avvenimenti che investirono le zone del confine orientale e venti anni dall\u2019istituzione del Giorno del Ricordo, deliberata dal Parlamento a larghissima maggioranza. Giorno dedicato alla tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell&#8217;esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra.<\/p>\n\n\n\n<p>Lungo tempo \u00e8 trascorso da quegli eventi ma essi sono emotivamente a noi vicini: questo consente \u2013 in una vicenda storica complessa e ancora soggetta a ricerche, dibattiti storiografici e politici \u2013 di stabilire dei punti fermi e di delineare alcune prospettive.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In quelle martoriate ma vivacissime terre di confine, che da secoli ospitavano popoli, lingue, culture, alternando fecondi&nbsp; periodi di convivenza a momenti di contrasto e di scontri, il secolo scorso ha riservato la tragica e peculiare sorte di vedere affiancati, a pochi chilometri di distanza &#8211; in una lugubre geografia dell\u2019orrore &#8211; due simboli della catastrofe dei totalitarismi, del razzismo e del fanatismo ideologico e nazionalista: la Risiera di San Sabba, campo di concentramento e di sterminio nazista, e la Foiba di Basovizza, uno dei luoghi dove si esercit\u00f2 la ferocia titina contro la comunit\u00e0 italiana.<\/p>\n\n\n\n<p>Quel territorio, intriso di storie e di civilt\u00e0, condivise lo stesso tragico destino di molti Paesi dell\u2019Europa centro-orientale, che \u2013 dopo la sconfitta del nazifascismo \u2013 si videro negate le aspirazioni alla libert\u00e0, alla democrazia e all\u2019autodeterminazione a causa dell\u2019instaurazione della dittatura comunista, imposta dall\u2019Unione Sovietica. Milioni di persone, in qui Paesi, si videro allora espulse dalla terra che avevano abitato, costrette a mettersi in cammino alla ricerca di una nuova patria.<\/p>\n\n\n\n<p>Un muro di silenzio e di oblio \u2013 un misto di imbarazzo, di opportunismo politico e talvolta di grave superficialit\u00e0 \u2013 si form\u00f2 intorno alle terribili sofferenze di migliaia di italiani, massacrati nelle foibe o inghiottiti nei campi di concentramento, sospinti in massa ad abbandonare le loro case, i loro averi, i loro ricordi, le loro speranze, le terre dove avevano vissuto, di fronte alla minaccia dell\u2019imprigionamento se non dell\u2019eliminazione fisica.<\/p>\n\n\n\n<p>Il nostro Paese, per responsabilit\u00e0 del fascismo, aveva contribuito a scatenare una guerra mondiale devastante e fratricida; e fu grazie anche al contributo dei civili e dei militari alla lotta di Liberazione e all\u2019autorevolezza della nuova dirigenza democratica, che all\u2019Italia fu risparmiata la sorte dell\u2019alleato tedesco, il cui territorio e la cui popolazione vennero drammaticamente divisi in due. Questo, tuttavia, non evit\u00f2 che le istanze legittime di tutela della popolazione italiana residente nelle zone del confine orientale fossero osteggiate, frustrate e negate.<\/p>\n\n\n\n<p>Il nostro \u201cmuro di Berlino\u201d &#8211; certamente ben minore per dimensioni ma con grande intensit\u00e0 delle sofferenze provocate &#8211; passava per il confine orientale, per la cortina di ferro che separava in due Gorizia, allontanando e smembrando territori, famiglie, affetti, consuetudini, appartenenze.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il nuovo assetto internazionale, venutosi a creare con la divisione in blocchi ideologici contrapposti, secondo la logica di Yalta, fece s\u00ec che passassero in secondo piano le sofferenze degli italiani d\u2019Istria, di Dalmazia e di Fiume.<\/p>\n\n\n\n<p>Furono loro a pagare il prezzo pi\u00f9 alto delle conseguenze seguite alla guerra sciaguratamente scatenata con le condizioni del Trattato di pace che ne deriv\u00f2.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo aver patito le violenze subite all\u2019arrivo del regime di Tito, quei nostri concittadini, dopo aver abbandonato tutto, provarono sulla propria sorte la triste condizione di sentirsi esuli nella propria Patria. Fatti oggetto della diffidenza, se non dell\u2019ostilit\u00e0, di parte dei connazionali.<\/p>\n\n\n\n<p>Le loro sofferenze non furono, per un lungo periodo, riconosciute. Un inaccettabile stravolgimento della verit\u00e0 che spingeva a trasformare tutte le vittime di quelle stragi e i profughi dell\u2019esodo forzato, in colpevoli &#8211; accusati indistintamente di complicit\u00e0 e connivenze con la dittatura &#8211; e a rimuovere, fin quasi a espellerla, la drammatica vicenda di quegli italiani dal tessuto e dalla storia nazionale.<\/p>\n\n\n\n<p>La ferocia che si scaten\u00f2 contro gli italiani in quelle zone non pu\u00f2 essere derubricata sotto la voce di atti, comunque ignobili, di vendetta o sommaria giustizia contro i fascisti occupanti; il cui dominio era stato \u2013 sappiamo &#8211; intollerante e crudele per le popolazioni slave, le cui istanze autonomistiche e di tutela linguistica e culturale erano state per lunghi anni negate e represse.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Le sparizioni nelle foibe o dopo l\u2019internamento nei campi di prigionia, le uccisioni, le torture commesse contro gli italiani in quelle zone, infatti, colpirono funzionari e militari, sacerdoti, intellettuali, impiegati e semplici cittadini che non avevano nulla da spartire con la dittatura di Mussolini. E persino partigiani e antifascisti, la cui unica colpa era quella di essere italiani, di battersi o anche soltanto di aspirare a un futuro di democrazia e di libert\u00e0 per loro e i loro figli, di ostacolare l\u2019annessione di quei territori sotto la dittatura comunista.<\/p>\n\n\n\n<p>Le foibe e l\u2019esodo hanno rappresentato un trauma doloroso per la nascente Repubblica che si trovava ad affrontare l\u2019eredit\u00e0 gravosa di un Paese uscito sconfitto dalla guerra.<\/p>\n\n\n\n<p>Quelle vicende costituiscono una tragedia, che non pu\u00f2 essere dimenticata.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Non si cancellano pagine di storia, tragiche e duramente sofferte.<\/p>\n\n\n\n<p>I tentativi di oblio, di negazione o di minimizzare sono un affronto alle vittime e alle loro famiglie e un danno inestimabile per la coscienza collettiva di un popolo e di una nazione.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019istituzione del giorno del Ricordo &#8211; con tante iniziative da essa scaturite, con ricerche, libri, dibattiti &#8211; ha avuto il merito di riconnettere la memoria collettiva a quel periodo e a quelle sofferenze, dopo anni di rimozione.<\/p>\n\n\n\n<p>Ha reso verit\u00e0 a tante vittime innocenti e al dolore dei loro familiari<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto questo \u00e8 stato importante, doveroso, pur se in ritardo, giusto. Ma non \u00e8 sufficiente.<\/p>\n\n\n\n<p>Il ricordo, la memoria della persecuzione e delle tragedie, deve essere fecondo, deve produrre anticorpi, deve portarci, come hanno sottolineato, con semplicit\u00e0 ed efficacia straordinaria, Lada e Alessandra Rivaroli, e anche la Signora Haffner , &nbsp;a fare in modo che simili lacerazioni crudeli nei confronti della libert\u00e0, del rispetto dei diritti umani, della convivenza appartengano a un passato irripetibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Malgrado queste tragiche esperienze del passato, assistiamo con angoscia anche oggi, non lontano da noi, al risorgere di conflitti sanguinosi, in nome dell\u2019odio, del nazionalismo esasperato, del razzismo.<\/p>\n\n\n\n<p>Dall\u2019Ucraina al Medio Oriente ad altre zone del mondo, la convivenza, la tolleranza, la pace, il rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale sono messi a dura prova.<\/p>\n\n\n\n<p>I soprusi e le violazioni si moltiplicano e chiamano quanti condividono i valori di libert\u00e0 e di convivenza a una nuova azione di contrasto, morale e politica, contro chi minaccia la libert\u00e0, il corretto ordine internazionale e le conquiste democratiche e sociali.<\/p>\n\n\n\n<p>Pagine buie della storia, anche d\u2019Europa, sembrano volersi riproporre.<\/p>\n\n\n\n<p>Disponiamo di un forte antidoto e dobbiamo consolidarlo e svilupparlo sempre di pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>La costruzione dell\u2019Unione Europea, pur con i suoi ritardi e le sue carenze, ha rappresentato \u2013 come ha fatto ben presente il Professor Rossi &#8211;&nbsp; il ripudio della barbarie provocata da tutti i totalitarismi del Novecento e la concreta e valida direzione di marcia per guardare al futuro con fiducia e con speranza.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo quadro nelle splendide terre di cui parliamo, oggi, grazie alla comune appartenenza all\u2019Unione Europea, non vi sono pi\u00f9 barriere o frontiere, ma strade e ponti.<\/p>\n\n\n\n<p>La diversit\u00e0 non genera pi\u00f9 risentimento o sospetto, ma produce amicizia e progresso.<\/p>\n\n\n\n<p>Con Slovenia e Croazia coltiviamo e condividiamo, in Europa e nel mondo, i valori della democrazia, della libert\u00e0, dei diritti. E lavoriamo insieme per la pace, per lo sviluppo, per la prosperit\u00e0 dei nostri popoli, amici e fratelli.<\/p>\n\n\n\n<p>I giovani lo sanno e lo vivono.<\/p>\n\n\n\n<p>Le giovani generazioni lo stanno gi\u00e0 facendo da molto tempo, sviluppando un comune senso di appartenenza a una regione che trova nell\u2019ampio spettro di presenze, etnie, storie, culture, tradizioni, la sua preziosa e feconda peculiarit\u00e0.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Gorizia, la&nbsp;citt\u00e0 simbolo della divisione, \u00e8 oggi associata &#8211; grazie a una generosa intuizione della Slovenia &#8211; a Nova Gorica: due citt\u00e0, due Stati, una sola capitale della cultura europea per il 2025.<\/p>\n\n\n\n<p>Occorre adesso lavorare alacremente, a livello europeo, perch\u00e9 &#8211; come il Ministro Tajani ha poc\u2019anzi ricordato &#8211; anche gli altri Paesi dei Balcani Occidentali candidati all\u2019ingresso nell\u2019Unione possano compiere le procedure di adesione senza ritardi e senza indugi.<\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta anche di una risposta concreta ai pericoli del possibile riaccendersi, nella regione, di sopiti conflitti di natura etnica o religiosa, che rischierebbero di riportare la storia, a tempi che non vogliamo pi\u00f9 rivivere.<\/p>\n\n\n\n<p>Le divisioni, i conflitti, i drammi del passato &#8211; la cui memoria ci ferisce tuttora con forza e sofferenza &#8211; ci ammoniscono.<\/p>\n\n\n\n<p>Onorare le vittime e promuovere la pace, il progresso, la collaborazione, l\u2019integrazione, aiuta a impedire il ripetersi di tragici errori, causati da disumane ideologie e da esasperati nazionalismi; e a non rimanere prigionieri di inimicizie, di rancori, di dannose pretese di rivalsa.<\/p>\n\n\n\n<p>Se non possiamo cambiare il passato, possiamo contribuire a costruire un presente e un futuro migliori.<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019Europa, e al suo modello di democrazia e di sviluppo avanzati, guardano nel mondo milioni di persone.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019unit\u00e0 dei suoi popoli \u00e8 la sua forza e la sua ricchezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Il buon senso e l\u2019insegnamento della storia chiedono di non disperderla ma, al contrario, di potenziarla, nell\u2019interesse delle nazioni europee e del futuro dei nostri giovani.<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2024\/02\/10\/discorso-del-presidente-della-repubblica-per-il-giorno-del-ricordo\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2024\/02\/10\/discorso-del-presidente-della-repubblica-per-il-giorno-del-ricordo\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si \u00e8 svolta al Palazzo del Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la celebrazione del &#8220;Giorno del Ricordo&#8221;. 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