{"id":226446,"date":"2024-02-13T00:02:00","date_gmt":"2024-02-12T23:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=226446"},"modified":"2024-02-13T15:47:41","modified_gmt":"2024-02-13T14:47:41","slug":"la-sorprendente-scoperta-di-tommaso-fiore-che-parla-di-una-lecce-citta-appassionata-di-arte-e-di-amore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2024\/02\/13\/la-sorprendente-scoperta-di-tommaso-fiore-che-parla-di-una-lecce-citta-appassionata-di-arte-e-di-amore\/","title":{"rendered":"LA SORPRENDENTE SCOPERTA DI TOMMASO FIORE DI UNA LECCE CITTA\u2019 APPASSIONATA DI ARTE E..DI AMORE"},"content":{"rendered":"\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"353\" height=\"458\" class=\"wp-image-226447\" style=\"width: 1500px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Tommso-Fiore.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Tommso-Fiore.jpg 353w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Tommso-Fiore-231x300.jpg 231w\" sizes=\"(max-width: 353px) 100vw, 353px\" \/>di <strong>Raffaele Polo<\/strong> ______&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La mostra <em>\u201cA lezione di Libert\u00e0. Tommaso Fiore, umanista e meridionalista, tra etica e politica<\/em>\u201d, costituisce il risultato di una complessa e lunga attivit\u00e0 di ricerca effettuata dall\u2019Istituto Pugliese per la Storia dell\u2019Antifascismo e dell\u2019Italia Contemporanea (IPSAIC), e realizzata in collaborazione con il Consiglio regionale della Puglia e la sua biblioteca Teca del Mediterraneo.<\/p>\n\n\n\n<p>La mostra \u00e8 stata concepita per essere itinerante, per raggiungere un pubblico pi\u00f9 vasto e far conoscere a tanti cittadini gli importanti insegnamenti che ne derivano.&nbsp; <\/p>\n\n\n\n<p>Dopo essere stata ospitata a Bari, prima nel Palazzo del Consiglio regionale e poi nella Cittadella della Cultura, Biblioteca Nazionale e Archivio di Stato, la mostra \u00e8 giunta a Lecce negli spazi della Biblioteca Bernardini. <\/p>\n\n\n\n<p>Ricca di documenti e fotografie, la mostra ripercorre i temi cari a Tommaso Fiore, nella sua vita politica e letteraria, sempre finalizzata ad esprimere una accorata partecipazione ai sacrifici, alle continue sofferenze cui erano sottoposte le famiglie pi\u00f9 povere, pi\u00f9 sfruttate che abitavano una terra crudele e poco generosa. <\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Tommaso Fiore \u00e8 strettamente legato alle lotte agrarie ma soprattutto alle condizioni dei pi\u00f9 poveri, che, con i suoi scritti, fa emergere in maniera efficace e sintomatica. Basta leggere un brano tratto da una delle cinque lettere che formano il suo &#8216;Un popolo di formiche&#8217;, per rendersene conto.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma, dei numerosi scritti di Fiore, ampliamente documentati nella mostra che si tiene alla Biblioteca Bernardini di Lecce, vogliamo ricordare, in particolare, quanto pubblicato bel 1924, in pieno regime fascista: un sussidiario di cultura regionale, pubblicato in due edizioni a distanza di un anno (<em>Arsa Puglia<\/em>, Palermo 1925; nella seconda mutava il titolo in <em>Puglia laboriosa<\/em>). <\/p>\n\n\n\n<p>Nel volume, che contiene un notevole materiale folclorico (liriche, proverbi, racconti), la rappresentazione della condizione contadina viene ad assumere un taglio esplicitamente letterario, con un&#8217;attenzione alle diverse forme di rappresentazione del mondo proprie del ceto rurale, per certi aspetti simile a quella tendenza emologico-antropologica pienamente delineatasi nelle ricerche di Ernesto De Martino nel secondo dopoguerra.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;acuta, costante analisi dei fenomini politici e sociali della nostra terra, si sublima con Le sue opere pi\u00f9 note: Un popolo di formiche (Laterza 1952, premio Viareggio) e Il Cafone all\u2019inferno (Einaudi 1956).&nbsp; Formiche e formiconi sono simbologie che lo stesso Fiore cos\u00ec spiega:<br><br>\u201cPer tornare a noi formiche noi siamo, formiche ci sentiamo, o poco pi\u00f9 su, formiconi di Puglia. Ma neppure questo termine l\u2019ho inventato io. Un giorno che c\u2019era stato un comizio nella capitale dei contadini, Andria (aveva parlato Peppino Di Vittorio, con quella umanit\u00e0 che lui solo sentiva) dopo, si and\u00f2 alla Camera del lavoro e l\u00ec ridevano i contadini accennando a me: \u2013 \u00c8 quello delle formiche \u2013 E poi additarono l\u2019oratore e gli altri della presidenza: \u2013 Quelli sono i re delle formiche \u2013 diceva uno, e un altro soggiunse: \u2013 Sono formiconi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><br>Chi sono i \u2018formiconi\u2019? \u201cSono gli intellettuali che con coerenza efficace gettarono in Puglia le fondamenta di una societ\u00e0 moderna, aperta a forme di vita democratica. Sono De Viti De Marco, Salvemini, Modugno, Lucarelli, Carano-Donvito, Fraccacreta, che contribuirono attraverso la loro fedelt\u00e0 al rinnovamento del Sud, a mutare la realt\u00e0 circostante\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Una vivace, colorata e ottimistica descrizione di Lecce \u00e8 nella lettera di luglio 1926\u2028, che fa parte della raccolta &#8216;Un popolo di formiche&#8217;:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLecce, cosa singolare per noi meridionali, non ha affatto contadini; la sua gente perci\u00f2 rappresenta il fiore di questa eleganza. Altrove ci saranno storici, musicisti, architetti, poeti, politici uguali o maggiori; vivono isolati, a Bari sconosciuti al pubblico dedito al commercio, a Foggia fin anche a se stessi; nessuna delle nostre citt\u00e0 s\u2019interessa quanto Lecce alle manifestazioni di arte e di cultura, a tutte le forme di vita dello spirito. Qui la Scuola Artistica \u00e8 veramente popolare, qui mostre, esposizioni, conferenze di ogni genere e di ogni colore, ricerche scientifiche o storiche o archeologiche, acquisti di musei e di gabinetti, giornali e stampe di carattere locale, qui, incoraggiamento per i giovani, diffuso mecenatismo, spesso riverenza affettuosa pei vecchi. L\u2019arte, come nelle epoche primitive, nasce ancora dal popolo, e qui sono innumerevoli da due secoli i poeti dialettali, pi\u00f9 o meno culti, pi\u00f9 o meno poeti, ma tutti a contatto della vita delle strade e dele piazze, di cui ritraggono i mille aspetti. L\u2019amore per la musica vi \u00e8 antico di pi\u00f9 che due secoli, nei quali ha dato prove brillanti di s\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p>Le arti della cartapesta e della creta, dei santi e dei pupi, sorte due secoli fa, si volsero spontaneamente, verso il \u201848, ai pupazzetti: caricaturisti furono con tutta naturalezza barbieri \u2013 mastro Patera e don Alfonso \u2013 e giovani passati poi all\u2019arte, quali Bortone, come il Maccagnani, che vi \u00e8 venuto dalla cartapesta direttamente; e mostrarono malizia e signorilit\u00e0, e tutta la vita leccese pass\u00f2 ridendo e burlando attraverso queste forme d\u2019arte, in cui di rado si riesce un individuo, quasi mai un popolo. Il ceto togato, poi, \u00e8 qui veramente eccezionale, e non esistono professionisti, nemmeno graffiacarte, che non discutano, bene o male, di Maccagnani, di Lupiae, del Castello di Carlo V, delle idrie del Museo Provinciale, di Maria d\u2019Enghien, e che non abbiano pretese di buon gusto e di cultura pi\u00f9 che professionale, fino a raggiungere, talvolta, vere qualit\u00e0 letterarie. Qualunque teoria, qualunque idea si pu\u00f2 venire ad esporla quaggi\u00f9, sicuri di trovare un pubblico desideroso d\u2019informarsi, che ascolta sempre con perfetto senso delle convenienze, e discute anche, e come! Cos\u00ec avviene che, da secoli, si aggira rasente piazza S. Oronzo, per via degli Scarpari e alle Quattro Spezierie, dove si tagliano via dei Tribunali e via dei Teatini, una folla sorridente, sicur\u00e0 di s\u00e9, complimentosa, di uomini di studio, di foro e di mondo, in cui \u00e8 diffuso uno spirito ipercritico, in cui ogni individuo si sforza di dominare e di distruggere l\u2019avversario, e una frase spigliata, un motto arguto valgono pi\u00f9 di una bella opera, e chi ha ingegno da vendere lo spende volentieri e si allieta di speranze, e la lotta \u00e8 vivace, ed il fatto stesso che quello spirito vien censurato come indifferentismo verso la sostanza delle cose, come disistima vicendevole e ipocrisia e improntitudine, e lodato come tolleranza e simpatia, \u00e8 prova della sua vitalit\u00e0. <\/p>\n\n\n\n<p>Aggiungono a ci\u00f2 che, dopo quella di muover la lingua, la maggiore, la pi\u00f9 serie occupazione del Leccese \u00e8 di far l\u2019amore, a venti come a sessant\u2019anni, che le donne vi sono belle ed eleganti e le ragazze trovan modo di concordare col loro piacere il cattolicume tradizionale. In realt\u00e0 se il bigottismo, che di natura sua \u00e8 antipolitico, non consentisse la sensualit\u00e0, non si comprende a che cosa questi disgraziati dovrebbero volgersi, n\u00e9 come sciupare le energie in una obbliosa servit\u00f9.\u201d<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2024\/02\/13\/la-sorprendente-scoperta-di-tommaso-fiore-che-parla-di-una-lecce-citta-appassionata-di-arte-e-di-amore\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2024\/02\/13\/la-sorprendente-scoperta-di-tommaso-fiore-che-parla-di-una-lecce-citta-appassionata-di-arte-e-di-amore\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Raffaele Polo ______&nbsp; La mostra \u201cA lezione di Libert\u00e0. 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