{"id":226902,"date":"2024-02-27T00:02:00","date_gmt":"2024-02-26T23:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=226902"},"modified":"2024-03-06T17:04:15","modified_gmt":"2024-03-06T16:04:15","slug":"ci-si-separa-dai-libri-con-la-stessa-sofferenza-con-cui-ci-separa-dalle-persone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2024\/02\/27\/ci-si-separa-dai-libri-con-la-stessa-sofferenza-con-cui-ci-separa-dalle-persone\/","title":{"rendered":"\u201cCi si separa dai libri con la stessa sofferenza con cui ci separa dalle persone\u201d"},"content":{"rendered":"\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"2560\" height=\"1920\" class=\"wp-image-226903\" style=\"width: 2500px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/masenka-scaled.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/masenka-scaled.jpg 2560w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/masenka-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/masenka-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/masenka-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/masenka-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/masenka-2048x1536.jpg 2048w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/masenka-400x300.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 2560px) 100vw, 2560px\" \/><\/p>\n\n\n\n<p>di&nbsp;<strong>Teresa Ciulli<\/strong>&nbsp;&nbsp;______&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Centouno anni dopo che Vladimir scrisse Masenka, ho potuto accomodarmi alla sua tavola imbandita.<\/p>\n\n\n\n<p>Pochi giorni ho impiegato per leggere il breve romanzo, poco pi\u00f9 di cento pagine nell\u2019edizione Adelphi, pubblicata nel 2022. Eppure in tutti questi anni trascorsi nulla si \u00e8 mosso sulla tavola che Vladimir ha apparecchiato per noi, per me! centouno anni fa. Tutto \u00e8 rimasto uguale.<\/p>\n\n\n\n<p>La tovaglia, pulita, bianca, stirata. I piatti di fattura inglese, porcellane con disegni di grandi rose blu cobalto, le posate pesanti, opache. I cibi, semplici, salati al mio palato. Quattro portate, \u00e8 domenica, c\u2019\u00e8 il dolce.<\/p>\n\n\n\n<p>Chiudo il libro, sazia. Soprattutto, cambiata.<\/p>\n\n\n\n<p>Non ho pi\u00f9 le stesse sembianze. Ho tante mani, una ventina, disuguali. Ho toccato cose, sfiorato, ascoltato, osservato a lungo persone assai diverse. E anche i piedi, quanti, maschili femminili e porto scarpe di ogni foggia, e sporcizia. Sono mostruosa sono un\u2019extraterrestre!<\/p>\n\n\n\n<p>No, sono una lettrice seriale di Vladimir.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono il cielo dove sono accadute tempeste, accaduti pomeriggi quieti e lunghi, estivi; sono una pagina dove qualcuno ha scritto sopra una storia e poi l\u2019ho letta. Sono centocinquanta pagine. E io le ho lette tutte. Vladimir ha scritto sul mio corpo. Ha scritto centouno anni fa una cosa che io ho terminato di leggere, oggi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma che perfetta macchina del tempo \u00e8 l\u2019invenzione, scrittore\/lettore!<\/p>\n\n\n\n<p>Masenka \u00e8 il suo primo romanzo, fu pubblicato in Germania nel 1925, una casa editrice che si occupava di letteratura russa; numerosa era la comunit\u00e0 che aveva trovato rifugio a Berlino dopo la rivoluzione bolscevica. Una comunit\u00e0 di gente che aveva perso la Patria. Un lutto dalle proporzioni inimmaginabili: le radici robuste e nobiliari, la citt\u00e0 di San Pietroburgo e i boschi la campagna il fiume i laghi intorno a Vyra dove la famiglia passava l\u2019estate quando non era in vacanza in Costa Azzurra o in Istria. Alla fine del 1917 quando Lenin prese violentemente il potere dopo alcuni anni di incerto governo alle prese con la scrittura di una costituzione, fra i redattori anche il padre di Vladimir, la famiglia si separ\u00f2 da ogni suo bene, pi\u00f9 piccolo legame, e ripar\u00f2 in Crimea, a Yalta. Qualche mese dopo, in Germania.<\/p>\n\n\n\n<p>Leggo Masenka dopo aver divorato il libro autobiografico, Parla, memoria. Da un paio di mesi me la faccio con Vladimir, ho leggiucchiato Lezioni di Letteratura, ho scritto di Lolita, ho letto l\u2019autobiografia. Infine ho preso in prestito, dalla Biblioteca Comunale Ognibene, quest\u2019ultimo che poi \u00e8 il suo primo. Riconosco i protagonisti e i luoghi del romanzo, qui li ritrovo con nomi diversi, cosa che molto mi affascina.<\/p>\n\n\n\n<p>La trasformazione da persona reale a personaggio \u00e8 avvenuta sotto i miei occhi in una piccola unit\u00e0 di tempo, meno di un mese. Per restare nel mondo di Nabokov, come assistere alla metamorfosi da Bruco a Farfalla. Un salto ontologico. Come dire, dalla Fisica alla Metafisica. Averlo visto accadere in una manciata di giorni mi procura una grande commozione. Vladimir scrive di ogni cosa, organica e inorganica, minerale e animale, artefatto o fatto, con la stessa identica partecipazione emotiva. La stessa furia descrittiva. Curiosit\u00e0. Stupore. Lacerazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Dalle cose, dai luoghi che abbiamo amato, dai libri! Ci si separa con la stessa sofferenza con cui ci separiamo dalle persone. Non sembra esserci proporzione fra questi aspetti dell\u2019esperienza e invece c\u2019\u00e8 un minimo comune denominatore. Che ero per intero in quel momento, la mia vita perfettamente sintonizzata a quell\u2019albero quel bosco quel fiume quella farfalla, perfettamente sintonizzata a quel sorriso di pap\u00e0 a quelle mani di mamma sul mio capo; all\u2019istante in cui mia sorella cadde dalla bicicletta e si frattur\u00f2 la gamba. Perfettamente sintonizzata alla voce di un uomo che centouno anni fa si sintonizz\u00f2 con la sua libert\u00e0 il suo desiderio la sua giovane ma gi\u00e0 adulta esperienza umana, e scrisse una storia in cui si andava ad accomiatare dalla sua infanzia, per sempre. Quel per sempre era vero per lui ma lo \u00e8 ancora.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella tavola \u00e8 ancora imbandita. Io ho mangiato tutto quello che mi ha servito. Ho chiuso il libro. Lo tengo fra le mani. Cos\u00ec, chiuso, sembra non esserci passato nessuno. E\u2019 il miracolo dello scrittore.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto deve ancora accadere per la Prima Volta. La cena, non \u00e8 stata ancora servita. Mi aspettano.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;______&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>(Teresa Ciulli, Lecce, 26 febbraio 2024, testo e illustrazione per leccecronaca.it)&nbsp;<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2024\/02\/27\/ci-si-separa-dai-libri-con-la-stessa-sofferenza-con-cui-ci-separa-dalle-persone\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2024\/02\/27\/ci-si-separa-dai-libri-con-la-stessa-sofferenza-con-cui-ci-separa-dalle-persone\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di&nbsp;Teresa Ciulli&nbsp;&nbsp;______&nbsp; Centouno anni dopo che Vladimir scrisse Masenka, ho potuto accomodarmi alla sua tavola imbandita. Pochi giorni ho impiegato per leggere il breve romanzo, poco pi\u00f9 di cento pagine nell\u2019edizione Adelphi, pubblicata nel 2022. Eppure in tutti questi anni trascorsi nulla si \u00e8 mosso sulla tavola che Vladimir ha apparecchiato per noi, per me! [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":226903,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1,31],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/226902"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=226902"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/226902\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":227058,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/226902\/revisions\/227058"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/226903"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=226902"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=226902"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=226902"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}