{"id":227539,"date":"2024-03-15T11:11:21","date_gmt":"2024-03-15T10:11:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=227539"},"modified":"2024-03-15T11:11:23","modified_gmt":"2024-03-15T10:11:23","slug":"ti-scrivo-da-una-parete-verticale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2024\/03\/15\/ti-scrivo-da-una-parete-verticale\/","title":{"rendered":"\u201cTi scrivo da una parete verticale\u201c"},"content":{"rendered":"\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1920\" height=\"2560\" class=\"wp-image-227550\" style=\"width: 2500px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/nonna-eva-1-scaled.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/nonna-eva-1-scaled.jpg 1920w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/nonna-eva-1-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/nonna-eva-1-768x1024.jpg 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/nonna-eva-1-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/nonna-eva-1-1536x2048.jpg 1536w\" sizes=\"(max-width: 1920px) 100vw, 1920px\" \/>di\u00a0<strong>Teresa Ciulli\u00a0<\/strong>\u00a0______\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Ho una mamma della pancia, alcune mamme del cuore; donne che mi spronarono a tirare fuori il meglio di me stessa non per professione ma per amicizia, aspetto che cambia completamente la natura del dono ricevuto perch\u00e9 lo rende inviolabile, incorruttibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho anche, \u00e8 il caso di saperlo, una mamma mitocondriale. E quella mamma, Attenzione! E\u2019 la stessa per ciascuno di noi.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando l\u2019ho scoperto sono stata folgorata.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho fatto fatica a crederci. Il patrimonio genetico che riposa nei nostri mitocondri, le minuscole fabbriche di energia che punteggiano il citoplasma, la gelatina che avvolge il nucleo all\u2019interno della cellula, bene, quei filamenti di DNA dentro ogni singolo mitocondrio, numeri metafisici se pensiamo che siamo costituiti da una media di 37.000 miliardi di cellule \u00e8 lo stesso, \u00e8 uguale, per tutti. A prescindere dalla razza.<\/p>\n\n\n\n<p>Ce lo tramandiamo da duecentomila anni. La chiamano, i biologici, questa mamma universale che ce lo ha tramandato, Eva Mitocondriale.<\/p>\n\n\n\n<p>A me batte il cuore all\u2019impazzata a pensarci. Lei \u00e8 davvero la prima donna della nostra vita.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 proprio esistita, ci sono almeno otto miliardi e duecento milioni di prove certe.<\/p>\n\n\n\n<p>Eva \u00e8 vissuta in foreste di cui non sapremo mai. Galleggiava il suo cuore fra una trapunta di stelle, la notte. Di quelle sapremo mai. Immerso il suo orecchio fra centinaia migliaia di suoni enigmatici: terrificanti incantevoli acuti bassi struggenti. Milioni le specie scomparse.<\/p>\n\n\n\n<p>La mia mamma, e la tua, somigliava un tantino a una scimmia. Sapeva salire sugli alberi e da l\u00ec sopra, il suo scrutare si perdeva fra milioni di chiome. Sapeva correre benissimo, svelta coraggiosa, forti le sue gambe, robuste. Aveva qualcosa lei in pi\u00f9 delle altre del suo gruppo, ma non lo sapeva. Nessuno fino a qualche anno fa, lo sapeva. Moltissimi studi hanno dimostrato questa inequivocabile parentela. Siamo tutti, tutti figli della stessa madre.<\/p>\n\n\n\n<p>Riceviamo il patrimonio mitocondriale per discendenza materna. Lo spermatozoo non possiede che il suo corredo genetico e quella lunga coda che gli consente di scivolare velocissimo verso l\u2019ignoto. E\u2019 la sua determinazione: correre fra le pieghe umide della vagina. Correre quando risale il canale cervicale quando si disorienta all\u2019interno dell\u2019utero e quando ha ancora fiato per infilarsi dentro un canale, la tuba, scrollandosi di dosso quegli altri che lo spingono strattonano, addirittura scavalcano. Quando con quella grande testa tocca la membrana, sprofonda. Sembra sciogliersi. Si agita ancora, a rallentatore, fra i mitocondri di Eva e poi ancora urta. Per l\u2019ultima volta.<\/p>\n\n\n\n<p>Bussa. Aprimi, sono io.<\/p>\n\n\n\n<p>Io, chi?<\/p>\n\n\n\n<p>Io, tua figlia. Tuo figlio.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 un dialogo antichissimo che ha riguardato e che ancora riguarda ogni essere vivente sulla terra. In forma rudimentale, mediata dal vento dalle api dalle volpi, dalla cacca, concerne anche il mondo vegetale.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 un dato di fatto, la vita ha selezionato solo forme capaci di riprodursi. Le altre sono scomparse per sempre.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia accade abortire. Qualche volta si inceppa l\u2019incantevole sviluppo embrionale, e qualche volta tocca che lo decido io. A me \u00e8 successo. Ero ragazza. E\u2019 un trauma insuperabile: fare violenza a s\u00e9 stessi \u00e8 il danno pi\u00f9 osceno dell\u2019Universo. Se tocca farlo \u00e8 perch\u00e9 una vergogna pi\u00f9 grande incombe sulla mia esistenza. O che si vive che si interpreta e, o che gli altri ti restituiscono, come tale. La realt\u00e0 \u00e8 una roba complessa non \u00e8 quella in cui \u00e8 vissuta la mia mamma mitocondriale. Duecentomila anni fa, dondolandosi fra i rami.<\/p>\n\n\n\n<p>Che in Francia, abbiano inserito il diritto all\u2019aborto nella Costituzione a me sembra un grande passo avanti nella parit\u00e0 di genere. La vita \u00e8 un dono gratuito. Di Dio, qualunque nome abbia, dei miei genitori. Ma esiste la possibilit\u00e0, esiste, che io non possa farti quel dono. Non posso donarti la vita perch\u00e9 la tua confligge con la mia e con quella delle persone da cui dipendo. Sono senza futuro; sono materia oscura a me stessa, sono un corpo dove confluiscono interessi, appetiti, ambizioni finemente tritati, miei e altrui. La cultura la societ\u00e0 i miei genitori, io stessa, ci siamo fatti derubare di dignit\u00e0. Non sono io a indirizzare la vita \u00e8 la mia debolezza a scrivere la storia. Non possiedo dignit\u00e0, non ho potere. E\u2019 straziante. E\u2019 un suicidio. Un\u2019amputazione della Speranza. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nascere \u00e8 nascere al rispetto. Quello dei tuoi genitori quello del gruppo quello della societ\u00e0 a cui appartieni.<\/p>\n\n\n\n<p>Io credo di essere nata poco tempo fa al rispetto. All\u2019amore per me stessa. Ho sessantatr\u00e9 anni. Ho scalato un Everest di insicurezze, di paura, di malattie. Ti scrivo da una parete verticale.<\/p>\n\n\n\n<p>Appartengo a una cultura che quelle paure si diverte a moltiplicarle, che manipola demagogicamente ogni discorso sulla maternit\u00e0 invece di demolire le barriere di genere, la discriminazione salariale e culturale, l\u2019embargo razziale. Cose che cristallizzano le differenze sociali senza risolvere le vulnerabilit\u00e0 scardinare le diseguaglianze e soprattutto risolvere il problema della dipendenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 sufficiente avere un portafoglio in mano per essere autonome.<\/p>\n\n\n\n<p>Serve accendere luci da stadio su ogni discorso in casa a scuola in tram in televisione, in cui viene fatto a pezzi il rispetto e l\u2019educazione, il guscio sacro che circonda ogni essere vivente. Ogni. Tutti. Senza distinzione di genere. Incluso l\u2019albero il vento la mosca.<\/p>\n\n\n\n<p>Se questo rispetto non siamo in grado di esercitarlo nei confronti dei gi\u00e0 vivi, e della terra e del cosmo, come possiamo pensare, immaginare, desiderare di agire nei confronti dei non ancora nati?<\/p>\n\n\n\n<p>Lo sforzo \u00e8 indignarmi, alzarmi, denunciare la cultura che si fa manipolativa: subdolamente violenta. Quando si identifica in un pensiero che divide, umilia, giudica. Pensiero che semplifica ammucchia, rapina i deboli. I poveri, gli analfabeti, gli anziani. Le donne. La cultura quando assolda la Religione per asservire le coscienze; impaurirle. Consegnarle all\u2019Inferno; sulla Terra per\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>La cultura che fonda le sue certezze sulla verit\u00e0 non \u00e8 evolutiva. E tuttavia se al suo interno esistono gli anticorpi che consentono di guardarmi dall\u2019esterno, di sapere e vedere la gabbia in cui sono chiusa, non \u00e8 tutta da buttare.<\/p>\n\n\n\n<p>La chiave giace sul pavimento, nella cella. A meno di un metro dalla mia mano. &nbsp;Fa paura uscire.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla paura sono stata educata ad ubbidire tutta la mia vita. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ma qualcosa non ha funzionato, vedi, ho partorito la mia voce.<\/p>\n\n\n\n<p>______&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>(Teresa Ciulli, Lecce, 15 marzo 2024, testo e illustrazione per leccecronaca.it)&nbsp;<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2024\/03\/15\/ti-scrivo-da-una-parete-verticale\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2024\/03\/15\/ti-scrivo-da-una-parete-verticale\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di\u00a0Teresa Ciulli\u00a0\u00a0______\u00a0 Ho una mamma della pancia, alcune mamme del cuore; donne che mi spronarono a tirare fuori il meglio di me stessa non per professione ma per amicizia, aspetto che cambia completamente la natura del dono ricevuto perch\u00e9 lo rende inviolabile, incorruttibile. 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