{"id":22936,"date":"2013-12-24T18:57:05","date_gmt":"2013-12-24T18:57:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=22936"},"modified":"2013-12-24T18:57:05","modified_gmt":"2013-12-24T18:57:05","slug":"il-nuovo-ordine-mondiale-ora-passa-per-damasco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2013\/12\/24\/il-nuovo-ordine-mondiale-ora-passa-per-damasco\/","title":{"rendered":"IL NUOVO ORDINE MONDIALE ORA PASSA PER DAMASCO"},"content":{"rendered":"<div dir=\"ltr\"><em>Nelle sua rubrica ITALIA SOTTOCCHIO, MONDO COL CANNOCCHIALE in cui ci segnala i contributi di contro &#8211; informazione che diligentemente pesca per noi nel mare magnum del web, Bepi Anguilla ci manda questo articolo di don Curzio Nitoglia sugli attuali scenari geopolitici.<\/em><br \/>\n<em>Lo pubblichiamo integralmente, malgrado la lunghezza e lo affidiamo alla pazienza e alla sapienza dei nostri lettori.<\/em><br \/>\n<em>Le tesi esposte sono forti, ma documentate, anche con opportuni excursus storici e, fra gli altri, si avvolgono del contributo del magistrato Ferdinando Imposimato.<\/em><br \/>\n<em>Insomma, fra storia contemporanea, attualit\u00e0 e scenari futuristici, un sano esercizio di documentazione e di riflessione, fedeli allo spirito anticonformista, ma sempre intelligentemente provocatorio, della nostro giornale, amzi, della community dei nostri lettori.\u00a0<\/em><\/div>\n<div>\n<p>http:\/\/www.effedieffe.com\/images\/stories\/foto2009\/pearl_harbor_damasco_550.jpg<\/p>\n<p>Il mondialismo americano da Pearl Harbor a Damasco<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.effedieffe.com\/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=14214:don-curzio-nitoglia&amp;catid=38&amp;Itemid=100015\"><strong>Don Curzio Nitoglia<\/strong><\/a>19 Dicembre 2013<\/p>\n<p>\u00abIl Nuovo Ordine Mondiale ora passa anche per Damasco\u00bb<strong><br \/>\n<\/strong>(Andr\u00e9 Glucksmann,\u00a0Il Corriere della Sera,<em>\u00a0<\/em>19 dicembre 2012)<strong><br \/>\n<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong>Prologo<\/p>\n<p>Nei due articoli sulle cause delle due guerre mondiali (1), pubblicati recentemente nel sito\u00a0<a href=\"http:\/\/www.doncurzionitoglia.com\/%E2%80%8E\">doncurzionitoglia.com<\/a>, ho parlato delle occasioni create dagli Usa per entrare in guerra ed estendere il suo dominio sull\u2019Europa (2).<\/p>\n<p>Nel presente articolo cerco di far un po\u2019 di luce sulle vicende vicino e medio orientali, che dall\u2019Afghanistan (2001), all\u2019Iraq (2003), alla Libia, alla Tunisia e Siria (2011-2013) ci stanno portando sull\u2019orlo di una guerra mondiale, in cui la posta in palio \u00e8 il dominio della quasi totalit\u00e0 del globo che l\u2019imperialismo americano e israeliano (3) vogliono estendere anche sul mondo arabo (\u00abNuovo Ordine Mondiale\u00bb) e di l\u00ec arrivare alla Russia di Putin (gi\u00e0 intaccata dalle rivoluzioni arancioni del Novanta, pilotate dalla Cia, e riscoppiate proprio in questi giorni in Ucraina (4)) e ad arrestare l\u2019avanzata economica della Cina (5), la quale nel 2004 ha firmato un contratto di scambi economici, concernenti il petrolio ed i gas naturali, di 120 miliardi di dollari con Teheran. Ecco uno dei motivi per cui la Cina si opporrebbe ad un cambio di regime in Siria, che significherebbe la rovina dell\u2019Iran e una grave crisi economica cinese. Si noti che milioni di musulmani qaidisti vivono in Russia ed in Cina.<\/p>\n<p>Basta guardare una cartina geografica e si vede che a partire dal Libano &#8211; andando verso l\u2019est &#8211; si giunge in Siria, da questa all\u2019Iraq, e quindi all\u2019Iran al nord-est del quale si giunge in Russia, la quale a sua volta confina ad est con la Cina e a sud-est con l\u2019Afghanistan. Quindi la caduta della Siria comporterebbe un terremoto nei Paesi confinanti: il Libano ad ovest (vicino oriente), l\u2019Iraq e l\u2019Iran ad est (medio oriente) ed infine la Russia e la Cina (estremo oriente). Dopo di che il \u00abNuovo Ordine Mondiale\u00bb sarebbe concluso e perfetto dall\u2019Atlantico al vicino, medio ed estremo oriente, ossia \u00aba mari usque ad mare\u00bb.<\/p>\n<p>http:\/\/www.effedieffe.com\/images\/stories\/foto2009\/pearl_harbor_damasco_2.jpg<\/p>\n<p>http:\/\/www.effedieffe.com\/images\/stories\/foto2009\/pearl_harbor_damasco.jpg<\/p>\n<p>L\u2019ultima occasione sfruttata dall\u2019America, come abbiamo visto, \u00e8 stata quella della base navale e aerea di \u2018Pearl Harbor\u2019 nel dicembre del 1941. Dopo la fine della seconda guerra mondiale gli Usa e l\u2019Urss si impadronirono a Yalta (1945\/46) del mondo dividendolo in due blocchi: quello occidentale\/atlantico e quello orientale\/bolscevico.<\/p>\n<p>Il crollo dell\u2019Urss (1989-1991)<\/p>\n<p>Con il crollo dell\u2019Impero sovietico, dopo la caduta del \u00abmuro di Berlino\u00bb e la sconfitta dei sovietici in Afghanistan (1989-1991), la parte orientale del globo si trovava senza un padrone, in preda ad un terremoto geopolitico, con ricadute probabilissime anche sul mondo arabo. Essa poteva essere occupata dagli Usa, che erano restati l\u2019unica superpotenza mondiale, la quale dispone tutt\u2019ora nel medio oriente di due alleati di ferro: Israele e l\u2019Arabia Saudita (6), accomunati dall\u2019odio verso il nazionalismo-sociale arabo e l\u2019Iran (7). Ma per entrare in guerra la Costituzione americana esige che gli Usa siano attaccati o si trovino sotto un grave pericolo imminente. Quindi doveva presentarsi all\u2019orizzonte americano \u00abuna nuova Pearl Harbor\u00bb.<\/p>\n<p>L\u201911 settembre o la nuova \u2018Pearl Harbor\u2019<\/p>\n<p>L\u201911 settembre del 2001, con l\u2019attacco alle Due Torri Gemelle (8), l\u2019America ha avuto la sua \u2018nuova Pearl Harbor\u2019, ha invaso l\u2019Afghanistan (7 ottobre 2001) (9) e poi l\u2019Iraq (20 marzo 2003) (10), quindi nel 2011 son scoppiate le rivoluzioni \u00abprimaverili\u00bb arabe che le hanno dato la possibilit\u00e0 di estendere il suo dominio in Egitto, Libia, Tunisia, ma si \u00e8 impantanata in Siria, la quale \u00e8 stata aiutata dall\u2019Iran, dal Libano, dalla Russia di Putin e dalla Cina (11).<\/p>\n<p>Gli Usa stanno cercando di erigere il \u2018Nuovo Ordine Mondiale\u2019 nel vicino e medio oriente, i quali negli anni Novanta non gravitavano pi\u00f9 sotto l\u2019impero sovietico e che solo con la Russia di Putin hanno ritrovato un potente alleato in quest\u2019ultima diecina di anni. Israele (appoggiato dai neocon americani, Kristol, Perle, Wolfowitz, Rumsfeld, Kagan, Pipes, Bennett, Bolton e Leeden (12)) ha elaborato un piano analogo. Nel febbraio del 1982 il giornalista israeliano Oded Yion ha scritto per il ministero degli Esteri di Tel Aviv un interessante articolo pubblicato sulla rivista israeliana \u00abKivunim\u00bb su\u00a0La strategia d\u2019Israele negli anni Ottanta del Novecento<em>\u00a0<\/em>(13).<em>\u00a0<\/em>Tale piano prevedeva gi\u00e0 nel 1982 la \u00abdissoluzione della Siria, dell\u2019Iraq e del Libano\u00bb (14). Si tratta di una \u00abinstabilit\u00e0 costruttiva\u00bb, la quale si basa su tre pilastri: 1\u00b0) creare e gestire conflitti inter-etnici in medio oriente; 2\u00b0) favorire lo spezzettamento geopolitico del mondo arabo; 3\u00b0) favorire il settarismo salafita, wahabita, qaidista, jihaidista e della \u2018Fratellanza Musulmana\u2019.<\/p>\n<p>La frammentazione del mondo arabo\u00a0voluta dal Mondialismo<strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Il mondo arabo attuale \u00e8 stato messo assieme da Francia e Inghilterra alla fine della prima guerra mondiale, con la caduta dell\u2019impero ottomano nel 1917-18 alleato con la Germania e l\u2019Austria-Ungheria, al solo scopo di controllare le zone ricche di petroli e gas naturali (15).<\/p>\n<p>L\u2019impero ottomano fu diviso allora in 19 Stati, formati da gruppi etnici e confessioni islamiche non omogenee, in modo tale che vivesse in perpetua instabilit\u00e0 e in un possibile conflitto interno e perci\u00f2 debole ed incapace di sussistere senza l\u2019apporto delle potenze vincitrici del primo conflitto mondiale (Inghilterra, Francia e Usa) (16).<\/p>\n<p>L\u2019Inghilterra il 2 novembre del 1917 aveva promesso all\u2019ebraismo internazionale \u00abun focolare nazionale\u00bb (Dichiarazione Balfour) (17), creando cos\u00ec gi\u00e0 i primi attriti con il pur variegato mondo arabo (18), che hanno destabilizzato, in gran parte, il vicino e medio oriente ed hanno portato alla situazione attuale.<\/p>\n<p>Nel 1920 la Siria cerc\u00f2 di rendersi indipendente dal protettorato francese, ma la Francia invase Damasco il 25 luglio del 1920 e pose fine al disegno \u00abpanarabo\u00bb siriano di raccogliere attorno a Damasco alcune delle neo-Nazioni arabe, che prima del 1918 facevano parte del grande impero ottomano (19).<\/p>\n<p>\u00c8 importante sapere che gi\u00e0 nel 1957 i servizi segreti inglesi e americani avevano stilato un documento congiunto intitolato\u00a0A Collision Course for Intervention,<em>\u00a0<\/em>il quale \u00e8 stato riesumato nel 2003 dal giornalista Ben Fenton (Macmillan Backed Syria Assassination Plot,<em>\u00a0<\/em>in \u00abThe Guardian\u00bb, 27 settembre 2003). Il documento in questione stabiliva per la Siria il seguente progetto: \u00aboccorre dispiegare uno sforzo per eliminare alcuni individui-chiave (20), destabilizzare zone interne in Siria. La \u2018Cia\u2019 \u00e8 pronta, e il \u2018Sis\u2019 (oggi \u2018MI6\u2019) tenter\u00e0 di montare sabotaggi minori e degli incidenti all\u2019interno della Siria. Gli scontri alle frontiere forniranno un pretesto all\u2019intervento\u00bb (21).<\/p>\n<p>Dopo la fine della seconda guerra mondiale nel vicino oriente frammentato si troveranno fianco a fianco lo Stato d\u2019Israele (1948), gli Stati nazionalisti e autoritari (Siria, Iraq, Libia e Tunisia), la monarchia ultra islamista ma filo-occidentale (Arabia Saudita (22)) e le sue galassie (Giordania, Egitto e Marocco) (23).<\/p>\n<p>I Saud e il wahabismo<\/p>\n<p>Per capire quel che succede nel mondo arabo a partire dal 1948 (fondazione dello Stato d\u2019Israele in Palestina) sino ad oggi, \u00e8 necessario distinguere nell\u2019islam i suoi due rami principali e ufficiali (sunnismo e sciismo) dalle sette scismatiche ed ereticali, che sono specialmente il wahabismo, il salafismo ed hanno come braccio armato al-qa\u2019ida, i \u2018Fratelli Musulmani\u2019 e i jaidisti foraggiati dai sauditi. Queste sette odiano l\u2019islam laico, sociale, nazionalista e pronto a collaborare con le altre confessioni religiose per il bene della Nazione (Iraq, Siria, Libia, Tunisia) e lo combattono per distruggerlo, finanziate da Usa e Israele. La guerra in Siria non \u00e8 una guerra civile, come dicono i media, ma un\u2019aggressione dei wahabiti e sauditi con l\u2019appoggio di Usa, Gb e Israele. Perci\u00f2 il destino della Siria riguarda,\u00a0nell\u2019immediato, anche quello dei due milioni di cristiani che abitano in essa ed attorno ad essa e,\u00a0nel futuro, quello del globo intero poich\u00e9 a partire dalla distruzione della Siria si vuol costruire un \u00abNuovo Ordine Mondiale\u00bb diretto dal giudaismo, dalla massoneria, dal calvinismo americanista e dal liberismo selvaggio dei neocon, che si servono del qaidismo come testa d\u2019ariete. Perci\u00f2, la questione che tratto \u00e8 di capitale importanza non solo per ogni uomo ma per i cristiani, che sarebbero i primi a rimetterci in caso di vittoria dei wahabiti qaidisti.<\/p>\n<p>Infatti dall\u2019Arabia Saudita, nata nel 1932 con il placet dell\u2019Inghilterra, la famiglia regnante al-Sa\u2018ud di confessione wahabita, ha finito per destabilizzare il gi\u00e0 fragile equilibrio interno al mondo arabo (24). Infatti i Sauditi sono i paladini all\u2019interno del mondo arabo dell\u2019islam combattente (25), ma nello stesso tempo all\u2019estero sono legati all\u2019occidente anglo\/americano e allo Stato d\u2019Israele. Essi, perci\u00f2, lanciano l\u2019islamismo radicale wahabita-salafita (26) contro i regimi nazionalistici arabi (sia sciiti che sunniti (27) non-wahabiti), a tutto favore del sionismo (28) e dell\u2019americanismo, mentre all\u2019interno professano un feroce estremismo farisaico\/calvinista (29) di stampo petrolifero\/islamista, come vedremo meglio innanzi. Giustamente Paolo Sensini ha scritto: \u00abgli Stati del Golfo e l\u2019Arabia Saudita sono\u00a0fragili contenitori che racchiudono solo petrolio\u00bb (30).<\/p>\n<p>Wahabismo salafita contro nazionalismo arabo<strong><\/p>\n<p><\/strong>Si badi bene che il wahabismo e il salafismo cercano di nascondersi dietro il sunnismo e si presentano come avversari dello sciismo, ma in realt\u00e0 non hanno nulla a che vedere neppure con il sunnismo. Infatti il wahabismo \u00e8 un\u2019eresia e una setta islamica, scissa sia dal ramo sunnita che da quello sciita, fondata da Muhammad ibn \u2018Abd al-Wahhab (\u2020 1792) e gi\u00e0 allora ostile ai sunniti, inoltre Muhammad ibn \u2018Abd al-Wahhab, \u00e8 ritenuto dagli storici dell\u2019islam comunemente un \u00abmarrano\u00bb (in arabo \u00abma \u2018min\u00bb e in turco \u00abdonme\u00bb) ossia un cripto-ebreo (cfr. W. Madsen,\u00a0The Donme,<em>\u00a0<\/em>in \u00abStrategic Culture Foundation\u00bb, 26 ottobre 2011; M. D. Baer,The Donme: Jewish Converts,<em>\u00a0<\/em>Stanford, Stanford University Press, 2010).<\/p>\n<p>Quanto all\u2019ideologia salafita il suo fondatore \u00e8 Jamal al-Din al-Afghani, che nel 1878 fu\u00a0ammesso nella loggia massonica del Cairo di rito scozzese\u00a0e nel 1883 fond\u00f2 la\u00a0salafiyyah<em>\u00a0<\/em>(cfr. S. Amghar,\u00a0Le Salafisme d\u2019aujourd\u2019hui.<em>\u00a0<\/em>Mouvements sectaires en Occident,<em>\u00a0<\/em>Parigi, Michalon, 2011; B. Rougier,\u00a0Qu\u2019est-ce que le Salafisme?,<em>\u00a0<\/em>Parigi, PUF, 2008).<em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Nel 1924 quando i wahabiti conquistarono la Mecca massacrarono i sunniti che vi abitavano. Ora l\u2019islam si \u00e8 definitivamente diviso nel 680, quasi subito dopo la morte di Maometto (632), in due rami principali: il sunnismo (che comprende circa l\u201980% dei musulmani, cio\u00e8 680 milioni di persone) e lo sciismo (che ne comprende circa il 16 %, vale a dire 130 milioni), mentre il wahabismo rimonta al 1700 e il salafismo al 1800, cio\u00e8 circa 900\/1000 anni dopo la morte di Maometto e la divisione in due rami dell\u2019islam. I \u2018Fratelli Musulmani\u2019 addirittura risalgono al 1928. I media ci presentano il wahabismo come la vera tradizione islamica, invece esso\u00a0si presenta e si considera\u00a0come sunnita, ma\u00a0in realt\u00e0\u00a0\u00e8 considerato dagli storici delle religioni una setta scismatica dell\u2019islam, che \u00absi pone agli antipodi della tradizione islamica. Si tratta di un settarismo che, grazie alle enormi disponibilit\u00e0 finanziarie dei Saud, si fa passare per \u2018islam sunnita\u2019, ma che non lo \u00e8 affatto e si attribuisce da s\u00e9 la qualifica di \u2018autentico islam\u2019 in contrasto con ogni altro ramo dell\u2019islamismo\u00bb (La storica visita del presidente iraniano al Cairo: Ahmadinejad piange sulle tombe dei pii musulmani,<em>\u00a0<\/em>in \u00abEuropean Phoenix\u00bb, 6 febbraio 2013 (31)).<\/p>\n<p>Una probabile terza guerra mondiale?<\/p>\n<p>Il giudice Ferdinando Imposimato ha scritto un interessantissimo libro (La grande menzogna. Il ruolo del Mossad, l\u2019enigma del Niger-gate, la minaccia atomica dell\u2019Iran, Roma, Koin\u00e8 Nuove Edizioni, 2006). In esso, con documenti alla mano, spiega la genesi degli attentati dell\u201911 settembre 2001, la guerra all\u2019Iraq del 20 marzo 2003 e la probabilmente futura guerra (nucleare) all\u2019Iran, che scatener\u00e0 una catena di ritorsioni nucleari, capaci di sconvolgere la faccia della Terra.<\/p>\n<p>Il magistrato parte da un recente attacco verbale contro l\u2019Onu (Firenze, 12 novembre 2005) da parte di Michael Ledeen (personaggio legato alla Loggia massonica P2 e al Sismi) e Richard Perle, entrambi neoconservatori americani, che dietro<em>\u00a0<\/em>imput\u00a0di Cheney e Rumsfeld,vogliono lanciare l\u2019attacco atomico contro l\u2019Iran, mettendo prima a tacere le resistenze delle Nazioni Unite. Richard Perle \u00e8 \u00abun ebreo legato al Likud, partito di estrema destra israeliana\u00bb (p. 20) e specialmente con Benjamin Netanyahu ha scavalcato a destra anche Ariel Sharon, troppo moderato verso i palestinesi. Assieme a Michael Ledeen, egli dirige\u00a0l\u2019American Enterprise Institute\u00a0\u00abnoto anche in Italia per i contatti con la P2 e i servizi segreti italiani\u00bb (p. 22).<\/p>\n<p>Imposimato, citando Albert Einstein, si chiede: \u00abesiste il rischio di un conflitto nucleare di portata apocalittica, che porterebbe alla fine 2\/3 dell\u2019umanit\u00e0?\u00bb (p. 25). Egli risponde affermativamente, asserendo inoltre che l\u2019Iran e la Siria sono i prossimi obiettivi dell\u2019America. Quanto alla 2a guerra contro l\u2019Iraq, essa non fu la conseguenza dell\u201911 settembre 2001, ma \u00abfu decisa molto tempo prima dell\u2019attacco alle Torri gemelle\u00bb (p. 26), verso il 1999\/2000. Tale guerra fu fatta \u00abper conquistare le risorse petrolifere del medio oriente ed allargare il dominio degli Usa, offrendo protezione ad Israele, esposta al rischio di un nuovo olocausto\u00bb (p. 27). Inoltre, prosegue Imposimato, \u00e8 falso che \u00abtutto sia cominciato con l\u201911 settembre 2001\u00bb. Infatti gi\u00e0 nel febbraio del 1993 \u00abun camioncino con 700 chili di semtex esplose nel parcheggio del WTC\u00bb (p. 99). Il 7 agosto 1998 \u00abalcuni camion di esplosivo con kamikaze devastarono le ambasciate americane di Nairobi in Kenia e Dar Es Salam in Tanzania\u00bb (p. 100). Infine ci fu l\u2019informazione ricevuta dall\u2019Fbi nell\u2019agosto 2001 di \u00abattacchi terroristici imminenti, su larga scala, contro obiettivi altamente visibili\u00bb (p. 103). Dunque, conclude il giudice, si conosceva, e si era gi\u00e0 costatato sin dal 1993, la capacit\u00e0 operativa del terrorismo anche in terra americana; ma si \u00e8 voluto lasciar fare, per attaccare guerra in medio oriente, come a Pearl Halbour nel XX secolo contro il Giappone, e sulle coste di Cuba nel XIX secolo contro la Spagna. Secondo Imposimato (che dimostra sempre quel che scrive), \u00abun governo mondiale invisibile muove le fila dei governi nazionali (\u2026). Tutto ci\u00f2 con l\u2019avallo dell\u2019estrema destra ebraica, il Likud\u2026, dietro gli eventi del terzo millennio vi \u00e8 un gigantesco complotto ordito per giustificare la guerra all\u2019Iraq e preparare quella all\u2019Iran\u00bb (p. 27). Dopo lo smacco subito in Iraq, l\u2019America penserebbe di impiegare \u00abarmi nucleari di tipo nuovo, piccole bombe atomiche ad effetto territoriale limitato\u00bb (p. 32). George W. Bush \u00absi avvale di consiglieri preziosi, come Karl Rove, ebreo legato al Likud, e come Dick Cheney, che ha al suo fianco Lewis Libby, anche lui ebreo vicino a Bibi Netanyahu, capo del Likud. A decidere non \u00e8 solo Bush, ma lui e il suo staff, che serve anche altri padroni (\u2026). Bush, manovrato da Cheney e Rove, pedine di Netanyahu, intende dominare il mondo con la forza e a furia di guerre preventive pu\u00f2 coinvolgere anche l\u2019Europa, a partire all\u2019Iran\u00bb (p. 35).<\/p>\n<p>Imposimato scrive che \u00abBin Laden e al-Qa\u2019ida avevano preparato e organizzato\u2026, la sfida militare agli Usa\u00bb (p.40). Ma ammette anche che \u00abdel piano sapevano in molti, e primo tra tutti il Mossad, con infiltrati ovunque, e non fecero nulla per impedire l\u2019evento\u2026 Dall\u201911 settembre, il sostegno dell\u2019America a Israele fu automatico\u00bb (p. 40). Inoltre lo scandalo dell\u2019uranio che Saddam avrebbe voluto comprare in Niger, per prepararsi la bomba atomica, risulta essere un falso, preparato nel 2000, da un ex agente dei servizi segreti italiani e poi rilanciato dall\u2019Inghilterra. Esso ha costituito la famosa \u00abcanna fumante\u00bb per scatenare la guerra all\u2019Iraq che non poteva esser tirato dentro l\u201911 settembre, poich\u00e9 estraneo alla mentalit\u00e0 di al-Qa\u2019ida (cfr. pp. 41-54).Tuttavia, questa volta, la forza militare e nucleare iraniana \u00e8 reale e \u00abnon pu\u00f2 essere sottovalutata\u00bb (p. 82). Infatti \u00abil potenziale militare dell\u2019Iran \u00e8 notevole. Teheran \u00e8 in possesso di pi\u00f9 di 500 missili balistici Sheab-1 e Sheab-2 con una gittata da 300 a 500 km; e di un numero indeterminato di Sheab-3 che hanno una portata di 3000 km ed una carica esplosiva di 700 kg e sono in grado di raggiungere le citt\u00e0 e le basi israeliane\u00bb (pp. 152-153).<\/p>\n<p>\u00abManca la certezza della vittoria\u00bb (p. 83) ed \u00e8 solo per questo che non \u00e8 ancora stata ingaggiata guerra. Inoltre, con Ahmadinajead al potere in Iran, la vittoria di Hamas in Palestina, gli Hezbollah in Libano diretti dalla Siria, si corre verso uno scontro frontale con Israele, alimentato da sionisti, neoconservatori americani e per contrapposizione da al-Qa\u2019ida e Bin Laden. Penso &#8211; data anche l\u2019attuale situazione creatasi in Siria, Libano e Turchia &#8211; che sia certa la guerra, resta incerto solo chi attaccher\u00e0 per primo: il blocco arabo anti-israeliano oppure il sionismo-americanista? Purtroppo, uno dei due lo far\u00e0 sicuramente, scatenando la reazione dell\u2019altro, che porter\u00e0 alla catastrofe nucleare mondiale. Imposimato ci ricorda che \u00abl\u2019Italia, secondo le dichiarazioni del generale James Jones alNew York Times, sarebbe immediatamente coinvolta nel conflitto nucleare pi\u00f9 di altri Paesi. Essa, infatti, ospita da Aviano e Ghedi, per conto della Nato, 90 armi atomiche di cui 50 in dotazione di aerei statunitensi e 40 di aerei italiani\u2026 L\u2019Italia rappresenta, dunque, un obiettivo nucleare dei nemici dell\u2019America\u00bb (p. 135).<\/p>\n<p>Il magistrato conclude cos\u00ec il suo libro: \u00abE\u2019 prevedibile una serie di reazioni a catena dopo l\u2019attacco all\u2019Iran\u2026 Sarebbe l\u2019apocalisse pi\u00f9 volte evocata da Einstein\u00bb (p. 151).<\/p>\n<p>L\u2019alawismo siriano e il wahabismo<strong><\/p>\n<p><\/strong>Ritornando alla Siria, essa non \u00e8 anti-sunnita, come scrive comunemente la stampa politicamente corretta, ma anti-wahabita. In Siria i sunniti godono di piena libert\u00e0 religiosa e il presidente siriano Bashar al-Assad partecipa regolarmente alle celebrazioni sunnite. Invece in Arabia Saudita \u00e8 proibito insegnare la teologia sunnita tradizionale. Bashar al-Assad \u00e8nusayrita\u00a0o\u00a0alawita. Muhammad ibn Nusayr, il fondatore del nusayrismo o alawismo, nell\u2019872 si separ\u00f2 dallo sciismo e assieme ai suoi seguaci emigr\u00f2 in Siria dall\u2019Iraq. I nusayriti o alawiti sono una corrente dello sciismo di circa 1 milione di persone che vivono in Siria e nelle valli del Libano. \u00ab\u00c8 grottesco che la pretesa di difendere i sunniti siriani venga proprio dall\u2019Arabia Saudita, un regime diretto da una setta ignorante e fanatica, che ha perseguitato e assassinato i sunniti per oltre 200 anni\u00bb (32). I nusayriti si distinguono per la loro dottrina del giusto mezzo tra lo zelo esagerato (\u00abgul\u00f9w\u00bb) e la negligenza (\u00abgaf\u00e0\u00bb) nell\u2019osservanza dell\u2019islam. Essi sono stati accusati dai movimenti estremisti di miscredenza (\u00abkufr\u00bb) peggiore di quella degli ebrei e dei cristiani. Gli alawiti trasferitisi in Siria adottarono ivi degli elementi cristiani, si aprirono ad una certa accettazione della SS. Trinit\u00e0 (ma\u2018n\u00e0, ism, b\u00e0b), festeggiano l\u2019Epifania e la Pentecoste, hanno numerose cerimonie simili alla Messa cattolica (cfr. Mircea Eliade,\u00a0Enciclopedia delle Religioni: l\u2019Islam,Milano, Jaca Book, pp. 17-18).<\/p>\n<p>Il movimento wahabita-salafita predica l\u2019odio e la guerra civile inevitabile tra i rami dell\u2019islam, favorendo la politica anglo\/americana e israeliana deldivide et impera.<em>\u00a0<\/em>Il wahabismo-salafita ha vari bracci armati, i \u2018Fratelli Musulmani\u2019 (33), i qaedisti, i talebani, che lanciano una guerra santa non contro l\u2019occidente, ma contro i regimi nazionalisti arabi sia sciiti che sunniti.<\/p>\n<p>Si noti che il wahabismo \u00e8 stato fondato da Muhammad ibn \u2018Abd al-Wahhab (\u2020 1792), ritenuto comunemente un \u00abmarrano\u00bb, ossia un cripto-ebreo, che ha fatto finta esteriormente e pubblicamente di essere musulmano mentre in privato era rimasto ebreo, cos\u00ec come pure il primo re saudita \u2018Abd al-\u2018Aziz ibn Sa\u2018ud (1902-1969) (34). Non deve perci\u00f2 stupire pi\u00f9 di tanto l\u2019alleanza tra il wahabismo e il sionismo. Infatti il wahabismo \u00e8 religiosamente zelota, fanatico, farisaico e marrano; politicamente collaborazionista dell\u2019occidente e del sionismo; socialmente liberista (35), economicamente calvinista (36) e affamatore dei poveri. Quindi esso \u00e8 capace di fornire all\u2019America e a Israele una massa di sudditi consenzienti, sottomessi e quiescenti nella lotta contro il nazionalismo sociale arabo moderatamente islamico.<\/p>\n<p>Certamente all\u2019interno dell\u2019Arabia Saudita la monarchia Saud ha creato un\u2019enorme povert\u00e0 di massa, ma ha saputo dirottare verso l\u2019esterno (nazionalismo arabo) il malcontento dei suoi sudditi, totalmente sottomessi ai Saud, e senza saperlo agli Usa e a Israele (37).<\/p>\n<p>St\u00e9phane Lacroix ha ben capito e descritto il ruolo del wahabismo saudita: \u00abesso 1\u00b0) conferisce una forte identit\u00e0 ad una massa di individui alienati e impoveriti; 2\u00b0) una visione del mondo certa e assoluta, sino al manicheismo, diviso in bene e male assoluti; 3\u00b0) fornisce un surrogato di protesta contro l\u2019ordine stabilito in Arabia Saudita, trasferendolo altrove; 4\u00b0) garantisce un rifugio spirituale e ideologico ad una massa altrimenti incerta e diseredata; 5\u00b0) promette una vita migliore anche su questa terra redenta dall\u2019islam wahabita e jiaidista\u00bb (Les Islamistes Saoudiens,<em>\u00a0<\/em>Parigi, PUF, 2010; Id.\u00a0Islam in Revolution,<em>\u00a0<\/em>New York, Syracuse University Press, 1995, p. 49).<\/p>\n<p>Il salafismo-wahabita predicando la necessit\u00e0 della\u00a0jahd\u00a0tra i diversi rami dell\u2019islam ritiene come al-Qa\u2018ida e Osama bin Laden (38) che ogni vero musulmano (wahabita) ha il dovere di uccidere gli infedeli, compresi i sunniti e gli sciiti. Inoltre dopo la cacciata dei sovietici dall\u2019Afghanistan i media americani hanno tramutato i qaidisti da ex eroi anticomunisti in acerrimi nemici dell\u2019occidente durante l\u2019invasione americana dell\u2019Afghanistan (2011), riempiendo il vuoto lasciato dal crollo dell\u2019Urss e fornendo una giustificazione lungo gli anni Novanta al riarmo degli Usa e all\u2019occupazione di enormi aree strategiche per ripresentarli poi nel 2011 come i neo-patrioti contro il dittatore siriano. Di fatto molte formazioni terroristiche, violente, ramificate e ben organizzate sono marionette di alcune superpotenze che tramite i loro servizi segreti (Cia, MI6, Mossad) le riforniscono di armi, le addestrano e le supportano (39).<\/p>\n<p>Giovanni Filoramo spiega che il wahabismo ha suscitato una certa diffidenza i sunniti, dato il suo zelo eccessivo, esaltato, che risultava intollerabile alla mentalit\u00e0 sunnita tradizionale. Esso ha potuto sussistere solo grazie all\u2019alleanza, stipulata nel 1744, con lo sceicco Ibn Sa\u2018ud della casa reale Saudita e alle sue ingenti ricchezze. La polemica dei sunniti contro il wahabismo si fonda soprattutto sull\u2019atteggiamento manicheo e farisaico dei wahabiti, i quali disprezzano tutti gli altri islamici (sunniti e sciiti) come non veri musulmani e ritengono solo se stessi l\u2019unico vero islam (come il fariseo che sale al Tempio a pregare Dio disprezzando in cuor suo il pubblicano e tutti gli altri uomini). I teologi sunniti e sciiti ritengono che il wahabismo sia un\u2019eresia scismatica islamica, fondata su un settarismo intemperante e fanatico, pronto a scomunicare e uccidere tutti quelli che non condividono le loro idee, in quanto ritenuti infedeli e politeisti e quindi degni di morte (cfr. G. Filoramo,\u00a0Islam. Storia, dottrina, tradizioni,\u00a0Bari, Laterza, 2005, pp. 260-261).\u00a0Mircea Eliade sottolinea il carattere di alleanza tra wahabismo e sauditi fondato sulla divisione dei compiti: la dottrina ai wahabiti e la politica ai Saud per cui ne \u00e8 nata una setta con due facce: l\u2019una ferocemente integralista in religione (wahabismo) e l\u2019altra pragmatica e pronta al compromesso politico (Saud); cfr.\u00a0Enciclopedie delle Religioni: l\u2019Islam,<em>\u00a0<\/em>Milano, Jaca Book, pp. 684-685.<\/p>\n<p>Importanza teologico\/escatologica della Siria nell\u2019islam<\/p>\n<p>Paolo Sensini (Divide et impera,<em>\u00a0<\/em>cit., p. 265) scrive che per i salafiti e i wahabiti la Siria come \u00e8 oggi non esiste: essa sarebbe solo un\u2019espressione geografica ed anzi una creazione degli infedeli, come l\u2019Iraq. Infatti secondo il salafismo il nazionalismo, anche arabo e musulmano, che si consacra alla prosperit\u00e0 del proprio Paese, commette un peccato di \u00abassociazionismo\u00bb (in arabo \u00abshirk\u00bb), ossia associa all\u2019unico vero Dio, Allah, una miriade di false divinit\u00e0 o idoli, come la Nazione, la Patria, il Popolo. I nazionalisti arabi violano il dogma religioso dell\u2019Unicit\u00e0 divina (in arabo \u00abtawhid\u00bb) e quindi meritano la morte. Per i salafiti l\u2019unica azione lecita pro Patria \u00e8 la\u00a0jihad\u00a0o guerra santa per conquistare all\u2019islam il medio e vicino oriente e poi il mondo intero. Il panarabismo nazionalista musulmano moderato laico e sociale \u00e8, sempre per il salafismo, un sacrilegio in quanto distrugge il dogma della madre patria musulmana in tutto l\u2019orbe (in arabo \u00abumma\u00bb) (40).<\/p>\n<p>Inoltre la Siria per l\u2019escatologia jiadista islamica rappresenta l\u2019ultimo campo di battaglia, ossia la terra della resurrezione e del giorno del giudizio divino. Damasco, storicamente, ha un valore enorme per l\u2019islam jihadista poich\u00e9 sino al 750 fu la capitale del primo califfato, quello omayyade (41), che secondo il salafismo deve essere esteso a tutto il mondo, mediante la \u00abguerra santa\u00bb, ed oltrepassare le singole Nazioni ed anche l\u2019Arabia intera (42).<\/p>\n<p>In questa divisione dell\u2019impero ottomano a macchia di leopardo sono stati creati ad arte alcuni piccoli Stati opulenti (Arabia Saudita, Emirati, Kuwait), che concentrano in s\u00e9 la quasi totalit\u00e0 della ricchezza disponibile, mentre un\u2019enorme massa di diseredati vive nella pi\u00f9 completa indigenza per mantenere l\u2019intera regione araba in uno stato di continua agitazione e perpetua strisciante guerra clandestina che la indebolisca e la renda facile preda degli interessi israeliani e statunitensi (P. Sensini,\u00a0Divide et impera,cit., p. 39).<\/p>\n<p>La Siria \u00e8 considerata comunemente il cuore del nazionalismo arabo o \u00abpanarabismo\u00bb, fondato sull\u2019islam non religiosamente integralista, ma politicamente antisionista ed antiamericanista, analogamente ai regimi autoritari come l\u2019Iraq e diametralmente contrapposta al wahabismo saudita. Perci\u00f2 la \u00abprimavera araba\u00bb \u00e8 stata un colpo di Stato dell\u2019islamismo wahabita e al-Qa\u2018idista estremista contro i popoli e le Nazioni dei Paesi arabi non soggetti a Israele e agli Usa (43). Come si vede il salafismo qaidista e jiaidista \u00e8 radicalmente anti-nazionalista ed anti-panarabo. Di qui la guerra dei musulmani radicali contro la Siria, la Libia, il Libano, l\u2019Iraq e la Palestina e l\u2019estrema ferocia con cui si combatte da parte salafita il regime di Bashar al-Assad, con il sostegno del calvinismo massonico americanista e del fariseismo zelota sionista (44).<\/p>\n<p>Nell\u2019ottica salafita il governante non \u00e8 l\u2019autorit\u00e0 in quanto legittimamente eletto, ma esso \u00e8 l\u2019autorit\u00e0 legittima in quanto \u00abgiusto\u00bb o santo, ossia integralmente salafita. Se il governante non \u00e8 \u00abgiusto\u00bb o santo, cio\u00e8 colui che governa secondo gli stretti dettami della legge divina, non \u00e8 l\u2019autorit\u00e0 legittima (45).<\/p>\n<p>Non deve, quindi, destare meraviglia se il nemico principale della Siria \u00e8 l\u2019Arabia Saudita (assieme allo Yemen, all\u2019Oman e al Qatar (46)), mentre suoi alleati sono il Libano, la Palestina, l\u2019Iraq e l\u2019Iran.<\/p>\n<p>Anzi proprio per disintegrare l\u2019asse dell\u2019islamismo religiosamente moderato, ma politicamente nazionalista, che impediva la creazione, nel secondo dopoguerra mondiale, del \u00abNuovo Medio Oriente\u00bb (47) da inglobarsi nel \u00abNuovo Ordine Mondiale\u00bb, gli Usa e Israele si son serviti del wahabismo saudita e della jihad afgano\/qaidista per abbattere &#8211; con una \u00abguerra santa\u00bb &#8211; la Libia, la Tunisia e poi la Siria, la quale resiste ancora, anche in quanto appoggiata da Libano (Hezbollah), Palestina (Hamas), Iran, e specialmente Russia e Cina. Vedremo pi\u00f9 avanti perch\u00e9.<\/p>\n<p>Inoltre la Siria \u00e8 il tallone d\u2019Achille o il punto debole dell\u2019alleanza che va dal Libano all\u2019Iran. Quindi si cerca di abbatterla per poi colpire il Libano e l\u2019Iran. Infine il piano destabilizzante riguardo il medio oriente non prevede, come scrive il generale Fabio Mini, \u00abuna Siria senza al-Assad, ma nessuna Siria\u00bb (48).<\/p>\n<p>Paolo Sensini, nel suo interessantissimo libro 1\u00b0) si chiede come mai l\u2019antagonismo occidente\/islam radicale \u00e8 riuscito nel 2011 a far fronte comune per difendere la democrazia contro i governi autoritari e nazionalisti del mondo arabo 2\u00b0) osserva che l\u2019islamismo wahabita radicale filo-occidentale \u00e8 una sorta di ossimoro perch\u00e9 rappresenta un fronte comune assai eterogeneo in quanto comprende l\u2019interventismo mondiale statunitense, il neo-colonialismo franco\/britannico, il fariseismo settario e \u2018petrol\/dollifero\u2019 del wahabismo; 3\u00b0) si domanda come mai gli emirati si sentono minacciati dall\u2019Iran e non da Israele, che pur essendosi auto-definito come \u00abl\u2019unica democrazia del vicino oriente\u00bb si \u00e8 alleato con l\u2019Arabia Saudita e gli emirati arabi, che sono monarchie dispotiche e tiranniche 4\u00b0) si chiede infine come mai i cristiani viventi in Siria si sentono minacciati dall\u2019esportazione della democrazia americana ed europea tramite i sauditi mentre si sentono protetti dal dittatore siriano al-Assad? (Divide et impera,<em>\u00a0<\/em>cit., p. 37-38). Sensini abbozza una prima e breve risposta: non si tratta di esportare la democrazia, ma di impadronirsi del petrolio e del medio oriente per costruire il Mondialismo globalizzante.<\/p>\n<p>Per far ci\u00f2 occorre mascherare un fine cos\u00ec materiale (il petrolio e la terra) dietro un ideale umanitario, ossia l\u2019esportazione della democrazia nel mondo arabo autoritario nazional\/sociale moderatamente islamico, che rappresenta il nuovo impero del male dopo il crollo dell\u2019Urss e che \u00e8 esportatore per sua natura di uno \u00abscontro di civilt\u00e0\u00bb tra islamo\/fascismo e giudeo-\u00abcristianesimo\/calvinista\u00bb in cui la lotta contro l\u2019imperialismo sionista e americano non ha nulla a che vedere.<\/p>\n<p>Bernard Lewis lancia lo<strong>\u00a0<\/strong>\u00abscontro di civilt\u00e0\u00bb<strong>\u00a0<\/strong>nel 1976<\/p>\n<p>Di questo \u00abscontro di civilt\u00e0\u00bb ne ha parlato per primo lo storico dell\u2019universit\u00e0 di Princeton, nonch\u00e9 membro del \u2018Bilderberg club\u2019 ed ex ufficiale dei servizi segreti britannici, Bernard Lewis (The Return of Islam,in \u00abCommentary\u00bb, gennaio 1976, pp. 39-49) che ha ripreso il tema di quest\u2019articolo nel 1979 durante la Conferenza del \u2018Bilderberg club\u2019 ed ha lanciato il piano di una strategia anglo\/americana in alleanza col movimento wahabita e coi Fratelli Musulmani (49) per promuovere una balcanizzazione o \u00ablibanizzazione\u00bb dell\u2019intero mondo arabo, basandosi sulle rivalit\u00e0 etniche e religiose, intrinseche alla sua riedificazione, scientemente volute dall\u2019imperialismo ottocentesco dell\u2019Inghilterra e della Francia dopo il crollo dell\u2019impero ottomano, ed analogamente &#8211; nel Novecento\/Duemila &#8211; dal neo imperialismo degli Usa e d\u2019Israele, che stanno ridisegnando il nuovo medio oriente in maniera ancor pi\u00f9 frammentata ed esplosiva al suo interno in vista della costruzione del \u00abNuovo Ordine Mondiale\u00bb.<\/p>\n<p>Successivamente Bernard Lewis, che era divenuto &#8211; con l\u2019amministrazione Reagan, Bush padre e figlio &#8211; un pezzo grosso del Dipartimento della Difesa americano, scrisse nel 1992 un memoriale per la rivista \u00abForeign Affairs\u00bb del \u2018Cfr\u2019 titolato\u00a0Rethinking the Middle East(Ripensare il medio oriente). In quest\u2019articolo Lewis prospettava una politica nuova verso il medio e vicino oriente: finita la guerra fredda con l\u2019Urss, egli individuava nel fondamentalismo qaidista e wahabita, nemico del nazionalismo arabo e dell\u2019islam moderato e laico, un elemento destabilizzatore e frantumatore dell\u2019unit\u00e0 geopolitica del medio oriente per poterlo \u00ablibanizzare\u00bb o balcanizzare, ossia governarlo grazie alla divisione tra le trib\u00f9 e le etnie che lo compongono messe in guerra permanente l\u2019una contro l\u2019altra.<\/p>\n<p>L\u2019analista politico e storico statunitense Webster Tarpley scrive che \u00abdal 1945 gli Usa e i satelliti della Nato si sono sistematicamente contrapposti all\u2019alternativa ragionevole del nazionalismo laico e sociale negli Stati arabi moderatamente islamici (chiamato dai neocon \u00abislamo\/fascismo\u00bb), mentre hanno favorito immancabilmente le alternative fondamentaliste, preferendo quelle pi\u00f9 retrive e farisaiche per disgregare il medio oriente. Non si tratta di errore, ma di una ben precisa scelta politica imperialista\u00bb (50), che seminando la divisione nel mondo arabo lo governa secondo l\u2019adagio degli antichi Romani: \u00abd\u00ecvide et \u00ecmpera\u00bb.<\/p>\n<p>Paolo Sensini commenta che appena gli Usa hanno cominciato ad esercitare la loro egemonia sul medio oriente, i \u2018Fratelli Musulmani\u2019 erano gi\u00e0 presenti quali umili servitori degli Usa per seminare l\u2019odio tra sunniti e sciiti, sposando l\u2019ideologia settaria wahabita e salafita (51).<\/p>\n<p>Il medio oriente \u00e8 strategicamente di capitale importanza per il mondialismo e la globalizzazione. Infatti esso \u00e8 confinante con l\u2019Urss, contiene i \u00be del petrolio mondiale, ed \u00e8 gi\u00e0 in conflitto costante con uno degli Stati pi\u00f9 potenti del mondo, Israele. Si capisce che entrare pienamente nel medio oriente equivale a iniziare a mettere i piedi nella Russia, a bloccare l\u2019avanzata economico\/finanziaria cinese e a governare quasi tutto il mondo. \u00c8 per questo che la Russia di Putin e la Cina sono intervenute con le loro flotte per impedire l\u2019attacco dell\u2019America e d\u2019Israele contro Siria e Libano.<\/p>\n<p>Il delirio d\u2019onnipotenza ebraico foriero di catastrofi<\/p>\n<p>Ma sino a quando gli Usa riusciranno a temperare gli ardori del fanatismo zelota di Israele e Netanyahu? Solo Dio lo sa! Infatti il giudaismo \u00e8 vittima di un\u00a0delirio di onnipotenza, poich\u00e9 si ritiene ancora l\u2019eletto, il superiore e il prediletto tra tutti i popoli. Martin Buber scrive: \u00abl\u2019umanit\u00e0 ha bisogno del giudaismo, perch\u00e9 esso \u00e8 l\u2019incarnazione delle pi\u00f9 alte aspirazioni dello spirito\u00bb (52), ed Emmanuel L\u00e9vinas continua: \u00abL\u2019ebraismo \u00e8 necessario all\u2019avvenire dell\u2019umanit\u00e0 (\u2026), esso \u00e8 come una scala vivente che raggiunge il cielo\u00bb (53). Pierre L\u00e9vy spiega che \u00abgli ebrei possono essere di destra o di sinistra, liberali, marxisti o ortodossi, credenti o atei, ma non possono non essere partigiani dell\u2019Impero globale d\u2019Israele\u00bb (54). Questa \u00e8 l\u2019unit\u00e0 del giudaismo rabbinico, apparentemente differenziato ma sostanzialmente uniforme; essa \u00e8 una \u00abutopia di cui l\u2019ebraismo vive\u00bb (55) e tale scopo sta per essere raggiunto con il mondialismo, la globalizzazione e il \u00abNuovo Ordine Mondiale\u00bb, che hanno avuto il loroexploit\u00a0con le due guerre del Golfo persico (1991, 2003), ma che hanno segnato anche l\u2019inizio della decadenza degli Usa e probabilmente &#8211; nell\u2019immediato &#8211; anche di quella d\u2019Israele, che si appresta ad affrontare militarmente Iran, Libano, Siria e Palestina.<\/p>\n<p>Anche perch\u00e9 la cruda verit\u00e0, come scrive il generale Fabio Mini, \u00e8 che gli americani giocano con l\u2019immagine falsata di un\u2019autorit\u00e0 che non hanno su Israele: \u00abquando dicono di concedere un sostegno politico a Israele in realt\u00e0 si tratta di sottomissione alla potente lobby ebraica\u00bb (Mediterraneo in guerra,<em>\u00a0<\/em>cit., p. 174 (56)).<\/p>\n<p>Hungtinton rilancia lo<strong>\u00a0<\/strong>\u00abscontro di civilt\u00e0\u00bb<strong>\u00a0<\/strong>nel 1993<strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Quest\u2019idea dello \u00abscontro di civilt\u00e0\u00bb \u00e8 stata ripresa recentemente da Samuel Huntington prima (nell\u2019estate del 1993) in un articolo su \u00abForeign Affairs\u00bb, la rivista del \u2018Cfr\u2019, intitolato\u00a0The Clash of Civilizations?<em>\u00a0<\/em>e poi elaborato nel 1996 in un libro noto a tutti:\u00a0Lo scontro delle civilt\u00e0 e il nuovo ordine mondiale, tr. it., Milano, Garzanti, 1997.<\/p>\n<p>Lewis riteneva di dover mettere l\u2019estremismo wahabita e qaidista musulmano contro l\u2019Urss per impedire ad essa di esercitare un forte influsso nell\u2019area del mondo arabo, visto che gli estremisti musulmani avrebbero diffidato dell\u2019Urss atea pi\u00f9 ancora che degli Usa solamente agnostici, i quali avrebbero potuto godere delle lotte tra islam radicale e Urss e, come si sa, \u00abtra i due litiganti il terzo gode\u00bb.<\/p>\n<p>La dottrina Lewis (57) (1976\/79, 1992) ha fatto scuola tra i servizi segreti americani, britannici, i neocon (58), l\u2019amministrazione Reagan (1980) e poi \u00e8 stata rivista da Huntington (1993\/1996) con l\u2019amministrazione Bush (1990-2002) e non ha cessato di farsi sentire in pratica (anche se non sbandierata in teoria) con l\u2019amministrazione Barac Obama, che nel vicino e medio oriente prosegue praticamente la politica di Reagan e Bush, mentre se ne distanzia solo a parole.<\/p>\n<p>Trozkismo e neoconsevatorismo<\/p>\n<p>Paolo Sensini scandaglia la comune radice trozkista (59) dei neoconservatori o \u00absion-con\u00bb americani (quasi tutti di origine ebraica (60)). L\u2019idea di Trotskij della rivoluzione comunista permanente e universale \u00e8 stata mutuata dai neocon ed applicata al vicino e medio oriente come esportazione della democrazia americana nel mondo intero quale fattore di lotta permanente e destabilizzatrice delle Nazioni che si vogliono dominare dopo averle sprofondate nel caos (Divide et impera,cit., p. 48). Quest\u2019idea ha influenzato e quasi determinato la decisone di Bush padre e figlio d\u2019invadere l\u2019Afghanistan (7 ottobre 2001) e l\u2019Iraq (20 marzo 2003) e puntare poi sulla Libia, Tunisia, Egitto per giungere alla Siria, all\u2019Iran, alla Russia e ridimensionare l\u2019emergere del potere economico cinese.<\/p>\n<p>I neocon vogliono fondare una politica estera di tipo trozkista, che esporti la rivoluzione e il caos permanente e una politica interna agli Usa di tipo psico-poliziesco \u00abstaliniano\u00bb condito dalla concezione affaristica del liberismo selvaggio di Milton Friedmann (61), che soffochi le persone con uno stato di \u00abpsico-polizia\u00bb per prevenire un nuovo 11 settembre e per gettare nella povert\u00e0 la piccola e media classe con i mutui senza condizioni, che portino all\u2019indebitamento i cittadini ai quali le banche toglieranno ed esproprieranno i mezzi di sussistenza privata.<\/p>\n<p>La trappola dell\u2019Afghanistan:<strong>\u00a0<\/strong>\u00abil cimitero degli eserciti\u00bb<\/p>\n<p>Zbnigniew Brezinski, consigliere per la sicurezza degli Usa, ha ammesso in un\u2019intervista (V. Jauvert,\u00a0Les r\u00e9velations d\u2019un ancien conseiller de Carter:<em>\u00a0<\/em>\u00abOui, la Cia est entr\u00e9e en Afghanistan avant le Russes\u00bb,<em>\u00a0<\/em>in \u00abLe Nouvel Observateur\u00bb, n. 1732, 15-21 gennaio 1998, p. 76) che il presidente americano Jimmy Carter il 3 luglio 1979 firm\u00f2 la prima direttiva per fornire appoggio militare, tramite la Cia, ai\u00a0mujahidin\u00a0afagani oppositori del regime filosovietico di Kabul. Questo passo, racconta Brezinski, spinse fortemente l\u2019Urss ad invadere l\u2019Afghanistan (considerato dagli strateghi \u00abil cimitero degli eserciti nemici\u00bb) il 24 dicembre 1979 e a cadere nella trappola di una guerra durata circa 10 anni da cui l\u2019Urss usc\u00ec nel 1989 con le reni spezzate e che segn\u00f2 il declino dell\u2019impero sovietico. Il crollo dell\u2019Urss valeva l\u2019appoggio ai talebani. Si capisce perch\u00e9 la Russia di Putin ora sostenga la Siria con tanta fermezza e quale sia l\u2019importanza dell\u2019esito dell\u2019aggressione alla Siria: il \u2018Nuovo Ordine Mondiale\u2019 sotto l\u2019egida di Israele, degli Usa e del fondamentalismo wahabita. La questione della Siria ci riguarda non solo come uomini sociali o politici, ma anche e soprattutto come cattolici romani, che nulla hanno a che spartire con i \u00abcristianisti\u00bb americano\/calvinisti o \u00abteo\/sion\/conservatori\u00bb.<\/p>\n<p>Circa agli inizi del 1992 l\u2019America inizi\u00f2 a formulare una nuova fase della sua politica estera, che \u00e8 arrivata al suo pieno svolgimento dopo l\u201911 settembre del 2001. Infatti nel 1992 Dick Cheney (il segretario alla Difesa degli Usa) diede incarico a Paul Wolfowitz (il numero tre del Pentagono) di redigere il\u00a0Defense Planning Guidance<em>\u00a0<\/em>(Guida al piano di difesa), chiamato anche \u00abpiano per governare il mondo\u00bb (Plan for Global Dominance). Questo documento del 1993, che in seguito \u00e8 stato comunemente chiamato \u00abla Dottrina Wolfowitz\u00bb (riprendeva il pensiero di Bernard Lewis, 1976 e Samuel Huntington, 1993), \u00e8 comparso quasi subito dopo il crollo dell\u2019Urss a causa della disfatta in Afghanistan; esso fondeva inseparabilmente e sempre pi\u00f9 strettamente gli interessi americani e quelli sionisti servendosi del wahabismo per evitare che sorgesse un nuovo rivale a rimpiazzare l\u2019Urss in medio oriente.<\/p>\n<p>Gli Usa erano oramai convinti di essere soli al vertice del potere mondiale: militarmente, economicamente, tecnologicamente e \u00abculturalmente\u00bb. Perci\u00f2 bisognava cavalcare l\u2019onda della lotta culturale tra occidente giudaico\/calvinista contro il mondo arabo, servendosi dell\u2019integralismo wahabita-salafita contro i regimi nazionalistici (\u00abislamo\/fascismo\u00bb) e autoritari del vicino e medio oriente. Infatti Hungtinton come Lewis pensava che le lotte del XXI secolo non sarebbero state determinate soprattutto da interessi economici o sociali, ma soprattutto \u00abculturali\u00bb, ammesso che si possa parlare di una \u00abcultura\u00bb americana e non piuttosto di una \u00abtecnica\u00bb o \u00abpratica\u00bb.<\/p>\n<p>La domanda di Lewis, Hungtinton, Wolfowitz era la seguente: come dividere il mondo, e specialmente quello arabo, dopo il crollo dell\u2019Urss per governarlo e dominarlo totalmente? La risposta consisteva nell\u2019asserzione di dover destrutturare le sovranit\u00e0 nazionali, anche in medio oriente (la vecchia Europa le aveva gi\u00e0 perse nel 1945(62)) e ricomporre il tutto in un mosaico di etnie, religioni e staterelli in perpetuo conflitto tra loro per esercitare la leadership americana, come scrisse senza troppa ipocrisia il \u00abThe San Francisco Chronicle\u00bb del 26 settembre 2001. In effetti, commenta Paolo Sensini (cit., p. 65), ovunque si trova al- Qa \u2018ida, seguono a ruota l\u2019esercito statunitense e le grandi imprese economico\/finanziarie. In breve gli Usa volevano promuovere un \u00abNuovo Ordine Mondiale\u00bb dal caos del medio oriente, secondo il motto della massoneria \u00abab caoh ordo\u00bb (63).<\/p>\n<p>Tuttavia l\u2019idealistico e \u00abculturale\u00bb (o meglio \u00abprammatico\u00bb) scontro di civilt\u00e0 fungeva da paravento per nascondere interessi molto pi\u00f9 prosaici, ossia il dominio della terra che contiene i grandi giacimenti petroliferi ed i gas naturali mediante una barbarica dissociazione delle societ\u00e0 civili.<\/p>\n<p>don Curzio Nitoglia<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n1) \u201cLa fonte ed il fine delle due guerre mondiali\u201d; \u201cTre occasioni create dagli usa per entrare in guerra\u201d.<\/p>\n<p>2) Cfr. S. Romano,\u00a0Anatomia del terrore,<em>\u00a0<\/em>Milano, RizzoliCS, 2004.<\/p>\n<p>3) Cfr. P. Serra,\u00a0Americanismo senza America,<em>\u00a0<\/em>Bari, Dedalo, 2002; O. Foppiani,\u00a0La nascita dell\u2019imperialismo americano,<em>\u00a0<\/em>Roma, Settimo Sigillo, 1998; A. Jennings,\u00a0La creazione dell\u2019America,<em>\u00a0<\/em>Torino, Einaudi, 2003; M. Molinari,\u00a0George W. Bush e la missione americana,<em>\u00a0<\/em>Bari, Laterza, 2004G. Alivi,\u00a0Il secolo americano,<em>\u00a0<\/em>Milano, Adelphi, 1996 G. Batault,\u00a0Judaisme et Puritanisme,<em>\u00a0<\/em>rit., Waterloo, Javelot, 1994; A. Donno,\u00a0Gli Stati Uniti, il sionismo e Israele,<em>\u00a0<\/em>Roma, Bonacci, 1932; .<\/p>\n<p>4) Cfr. M. Blondet,\u00a0Stare con Putin,<em>\u00a0<\/em>Milano-Viterbo, EFFEDIEFFE, 2004.\u00a0In Russia vi sono jihaiddisti ceceni che osteggiano fortemente Putin e che sono entrati in Siria per combattere al-Assad; cfr. M. AdomanisChechen Volunteers in Syria,<em>\u00a0<\/em>in \u201cForbes\u201d, 24 luglio 2012. Il venerd\u00ec 12 ottobre 2012 lo sceicco al-Qaradawi, che nel febbraio 2011 aveva lanciato una fatwa condannando a morte Gheddafi, ha gridato dallo schermo della TV qatarina Aljazeera: \u201cLa Russia \u00e8 il nemico numero uno dell\u2019islam\u201d ed ha incitato i musulmani alla lotta contro russi, cinesi e iraniani perch\u00e9 sostengono la Siria. (Cfr. \u201cAl Madanar\u201d, 13 ottobre 2012).<\/p>\n<p>5) In questo articolo mi baso sull\u2019ottimo libro di Paolo Sensini,\u00a0Divide et impera. Strategie del caos per il XXI secolo nel vicino e Medio Oriente,Milano, Mimesis, 2013 (mimesis@mimesisedizioni.it) e lo integro qua e l\u00e0, invitando il lettore a studiare attentamente quest\u2019opera, la quale getta una luce abbastanza forte sulle vicende attuali nel medio oriente, che potrebbero portare a un \u2018Nuovo Ordine Mondiale\u2019 sotto l\u2019egida di Israele e Usa con il wahabismo saudita quale vassallo.<\/p>\n<p>6) Cfr. Madawi al-Rasheed,\u00a0Storia dell\u2019Arabia Saudita,<em>\u00a0<\/em>Milano, Bompiani, 2004.<\/p>\n<p>7) S. Ritter,\u00a0Obiettivo Iran: perch\u00e9 la Casa Bianca vuole una nuova guerra in Medio Oriente,<em>\u00a0<\/em>Roma, Fazi, 2007.<\/p>\n<p>8) G. Chiesa, Zero<sup>2<\/sup>.\u00a0Le pistole fumanti che dimostrano che la versione ufficiale sull\u201911\/9 \u00e8 un falso,<em>\u00a0<\/em>Milano, Piemme, 2011; M. Blondet,\u00a011 settembre 2001: colpo di Stato in Usa,<em>\u00a0<\/em>Milano-Viterbo, Effedieffe, 2002.<\/p>\n<p>9) Si calcolano circa 4 milioni e mezzo di morti afaghani nella guerra mossa dagli Usa all\u2019Afghanistan il 7 ottobre 2011. Cfr. G. Polya,\u00a04, 5 Millions Dead in Afghan Genocide,<em>\u00a0<\/em>in \u201cAfghan Holocaust\u201d, 2 gennaio 2010.<\/p>\n<p>10) Si contano circa 3 milioni e mezzo di morti iracheni nell\u2019invasioni americane dell\u2019Iraq del 17 gennaio 1991 e 20 marzo 2003. Cfr. S. Ross,Us-Uk Genocide Against Iraq 1990-2012 Killed 3, 3 Millions,<em>\u00a0<\/em>in \u201cUruknet.info\u201d, 4 dicembre 2012.<\/p>\n<p>11) P. Sensini,\u00a0Libia 2011,<em>\u00a0<\/em>Milano, Jaca Book, 2011.<\/p>\n<p>12) Cfr. J. Petras,\u00a0Usa: padroni o servi del sionismo?,<em>\u00a0<\/em>Francoforte sul Meno, Zambon, 2007.<\/p>\n<p>13) Quest\u2019articolo \u00e8 stato tradotto in inglese da Israel Shahak con il titoloThe Zionist Plan for the Middle East,<em>\u00a0<\/em>Belmont, Association of Arab-American University Graduates, 1982.<\/p>\n<p>14) Ibidem, p. 78.<\/p>\n<p>15) P. Sella,\u00a0Prima d\u2019Israele,<em>\u00a0<\/em>Milano, Edizioni Uomo Libero, 2006.<\/p>\n<p>16) E. Goldstein,\u00a0Gli accordi di pace dopo la Grande guerra,<em>\u00a0<\/em>Bologna, Il Mulino, 2005; Z. Brzezinski,\u00a0La Grande Scacchiera,<em>\u00a0<\/em>Milano, Longanesi, 1998.<\/p>\n<p>17) J. Hamilton,\u00a0Il Dio in armi. La Gran Bretagna e la nascita dello Stato d\u2019Israele,<em>\u00a0<\/em>Milano, Corbaccio, 2006.<\/p>\n<p>18) S. Thion,\u00a0Sul terrorismo israeliano,<em>\u00a0<\/em>Genova, Graphos, 2004; E. Nolte,\u00a0Il terzo radicalismo, islam e occidente nel XXI secolo,<em>\u00a0<\/em>Roma, Liberal Edizioni, 2012; M. Mlecin,\u00a0Perch\u00e9 Stalin cre\u00f2 Israele,<em>\u00a0<\/em>Roma, Teti, 2010; A. Mariantoni,\u00a0Gli occhi bendati sul Golfo,<em>\u00a0<\/em>Milano, Jaca Book, 1991; C. Nitoglia,\u00a0Sionismo e Fondamentalismo,<em>\u00a0<\/em>Napoli, Controcorrente, 2000.<\/p>\n<p>19) M. Galletti,\u00a0Storia della Siria contemporanea,<em>\u00a0<\/em>Milano, Bompiani, 2006; F. Mini,\u00a0Mediterraneo in guerra,<em>\u00a0<\/em>Torino, Einaudi, 2012.<\/p>\n<p>20) Si pensi a Saddam Hussein, Yasser Arafat, Muhammad Gheddafi, Ben Al\u00ec ed in parte Hosni Mubarak.<\/p>\n<p>21) Durante la guerra alla Siria il giornalista John Pilger ha rispolverato questo documento nel quotidiano francese \u201cLe Grand Soir\u201d, 9 settembre 2012, in un articolo intitolato\u00a0La mani\u00e8re lib\u00e9rale de diriger le monde.<\/p>\n<p>22) Madawi al-Rasheed,\u00a0Storia dell\u2019Arabia Saudita,<em>\u00a0<\/em>Milano, Bompiani, 2004.<\/p>\n<p>23) G. Corm,\u00a0Il mondo arabo in conflitto,<em>\u00a0<\/em>Milano, Jaca Book, 2005; M. Mamdani,\u00a0Musulmani buoni e cattivi, La guerra fredda e le origini del terrorismo,<em>\u00a0<\/em>Bari, Laterza, 2005.<\/p>\n<p>24) G. Corm,\u00a0Il Vicino Oriente. Un montaggio irrisolvibile,<em>\u00a0<\/em>Milano, Jaca Book, 2004.<\/p>\n<p>25) Cfr. S. K. Samir,\u00a0Cento domande sull\u2019islam,<em>\u00a0<\/em>Genova, Marietti, 2002.<\/p>\n<p>26) La\u00a0Salafiyyah\u00a0\u00e8 un movimento moderno islamico nato nella met\u00e0 dell\u2019Ottocento, come il wahabismo, che si rif\u00e0 agli \u201cantenati\u201d in arabo \u201csalaf\u201d. Il capo dell\u2019ideologia salafita \u00e8 Jamal al-Din al-Afghani, che nel 1878 fu ammesso nella loggia massonica del Cairo di rito scozzese e nel 1883 fond\u00f2 la\u00a0salafiyyah, essa ha avuto l\u2019appoggio della Gran Bretagna e pian piano ha radicalizzato, specialmente nel Novecento, in maniera farisaica e calvinista la sua ideologia (che inizialmente era modernizzante) sotto l\u2019influsso della setta wahabita dei Saud. L\u2019erede principale di queste due scuole di pensiero sono i Fratelli Musulmani nati nel 1928 sotto la direzione di Hasan al-Banna. Oggi i \u2018Fratelli Musulmani\u2019 sono il braccio politico e armato del movimento wahabita e salafita (cfr. M. Campanini,Islam e politica,<em>\u00a0<\/em>Bologna, Il Mulino, 2003). I salafiti sono stati resi giuridicamente pubblici ed ufficiali a partire dalla fondazione del Regno dell\u2019Arabia Saudita nel 1924-1932, mentre teologicamente sono diffusi anche al di fuori della Penisola arabica (cfr. S. Amghar,\u00a0Le Salafisme d\u2019aujourd\u2019hui.<em>\u00a0<\/em>Mouvements sectaires en Occident,<em>\u00a0<\/em>Parigi, Michalon, 2011; B. Rougier,\u00a0Qu\u2019est-ce que le Salafisme?,<em>\u00a0<\/em>Parigi, PUF, 2008). Quando nel 1924 \u02bfAbd Al-\u02bfAz\u012bz Ibn Sa\u02bf\u016ad prese il potere in Arabia,<em>\u00a0<\/em>e lo consolid\u00f2 nel 1932, il nuovo Stato adott\u00f2 il wahabismo come dottrina ufficiale e trasse la sua legittimit\u00e0 dal possesso di due fra i tre grandi luoghi santi dell&#8217;Islam, la Mecca e Medina. Ma la sua influenza non sarebbe stata cos\u00ec importante se il suo territorio non avesse custodito, insieme alla Mecca e alla Medina, una straordinaria ricchezza petrolifera.<em>\u00a0<\/em>\u00c8 questa la ragione per cui il Regno della Famiglia\u00a0Saud, costituzionalmente legittimato dal wahabismo nella sua missione spirituale tipicamente \u201cfarisaica\u201d negli affari interni e prodigiosamente arricchito dal petrolio, giuoca un ruolo molto importante nella politica Medio Orientale, alleato &#8211; laicisticamente &#8211; e modernisticamente, con gli Usa negli\u00a0affari esteri. I wahabiti sauditi sono\u00a0religiosamente\u00a0moralisti\/ipocriti e\u00a0politicamentesono alleati degli Usa, come i farisei dei tempi di Ges\u00f9 erano alleati di Roma. Questa mentalit\u00e0 farisaica all\u2019interno e libertaria all\u2019esterno propria del wahabismo lo accomuna all\u2019americanismo<em>\u00a0<\/em>e al teoconservatorismo, che si sono costituiti su tre principali realt\u00e0: il giudaismo post-biblico, il calvinismo supercapitalistico ed il massonismo imperialistico mondialista. La\u00a0monarchia saudita si \u00e8 sempre sentita legittimata a proporre un regime di tipo tradizionale, teocratico e fondamentalista quanto ad assetti politici interni e a costumi (rigida separazione dei sessi). Tuttavia la Famiglia reale saudita, in politica estera, ha mantenuto un costante orientamento filo-occidentale. Per questo \u00e8 tacciata di rigorismo morale \u2018farisaico\u2019 interno e di doppiezza politica \u2018machiavellica\u2019<em>\u00a0<\/em>esterna: si rigetta\u00a0all\u2019interno del Paese\u00a0farisaicamente ogni costume non-musulmano, ma si \u00e8 alleati inpolitica estera\u00a0con l\u2019occidente americanista teoconservatore, il quale \u00e8 il maggior esportatore dei costumi corrotti, che il\u00a0wahabismo\u00a0dice di voler combattere all\u2019interno, mentre in realt\u00e0 si serve e vive di essi, anche economicamente e militarmente, in\u00a0politica estera. L&#8217;influenza del wahabismo \u00e8 molto forte sui movimenti militanti contemporanei arabi e islamici, che si propongono di disegnare\u00a0nuovi\u00a0equilibri geo-strategici planetari in funzione dell&#8217;eccellenza del modello islamico nel medio oriente, ma con l\u2019aiuto degli Usa. Ecco come si spiega il ruolo svolto dall\u2019Arabia Saudita nell\u2019invasione &#8211; sotto l\u2019egida di Usa, Israele ed Ue -della Tunisia, Libia, Egitto e Siria. Inoltre il pensiero wahabita riesce ad affrontare positivamente lo spinoso problema del rapporto fra modernit\u00e0 occidentale ossia americanista e islam: rifiuto puramente teorico ed \u2018in casa propria\u2019, ma cooperazione pratica e reale nella \u2018politica estera\u2019. Il salafismo jihadista qaidista, di carattere rivoluzionario, propugna la guerra santa armata e non ascetica-personale. La Siria \u00e8 il \u201cbanco di prova\u201d a partire dal quale il futuro prossimo del globo pu\u00f2 prendere una direzione oppure un\u2019altra. Infatti in Siria si fronteggiano gli Usa ed Israele, che si servono come di bassa manovalanza dei salafiti e wahabiti qaidisti\u00a0trans- nazionalisti<em>\u00a0<\/em>o\u00a0mondialisti\u00a0&#8211; da una parte &#8211; contro l\u2019Iran, la Russia di Putin e la Cina dall\u2019altra, che si ritrovano a fianco di un Regime autoritario locale\u00a0nazionalista\u00a0e baathista.<\/p>\n<p>27) A. Vanzan,\u00a0Gli sciiti,<em>\u00a0<\/em>Bologna, Il Mulino, 2008.<\/p>\n<p>28) Cfr. C. Nitoglia,\u00a0Per padre il diavolo. Introduzione al problema ebraico,<em>\u00a0<\/em>Milano Cusanino, Edizioni Barbarossa, 2002, cap. XXIV, \u201cIl sionismo, un magnifico sogno o un terribile scacco?\u201d, pp. 313-346.<\/p>\n<p>29) Cfr. T. Bonazzi,\u00a0Il sacro esperimento. Teologia e politica nell\u2019America puritana,<em>\u00a0<\/em>Bologna, Il Mulino, 1970; T. Iurlano,\u00a0Sion in America,<em>\u00a0<\/em>Firenze, Le Lettere, 2004; A. Hertzeberg,\u00a0Gli ebrei in America,Milano, Bompiani, 1993; S. Bercovitch,\u00a0America puritana,<em>\u00a0<\/em>Roma, Editori Riuniti, 1992; G. Giussani,\u00a0Teologia protestante americana,<em>\u00a0<\/em>Genova-Milano, Marietti-1820, 2003 .<\/p>\n<p>30) P. Sensini,\u00a0Divide et impera,<em>\u00a0<\/em>Milano, Mimesis, 2013, p. 30.<\/p>\n<p>31) Cfr. F. Imposimato,\u00a0Terrorismo internazionale,<em>\u00a0<\/em>Roma, Koin\u00e8, 2002; P. Di Pasquale,\u00a0Hezbollah,<em>\u00a0<\/em>Roma, Koin\u00e8, 2003.<\/p>\n<p>32) Cfr. Mohamed Omar,\u00a0I sunniti sono oppressi in Arabia Saudita, non in Siria,<em>\u00a0<\/em>in \u201cEurasia\u201d, 13 agosto 2012.<\/p>\n<p>33) M. Campanini,\u00a0I Fratelli Musulmani nel mondo contemporaneo,Torino, Utet, 2010.<\/p>\n<p>34) Cfr. W. Madsen,\u00a0The Donme,<em>\u00a0<\/em>in \u201cStrategic Culture Foundation\u201d, 26 ottobre 2011; M. D. Baer,\u00a0The Donme: Jewish Converts,<em>\u00a0<\/em>Stanford, Stanford University Press, 2010.<\/p>\n<p>35) Cfr. L. Binder,\u00a0Islamic Liberalism,<em>\u00a0<\/em>Chicago, University of Chicago Press, 1988.<\/p>\n<p>36) Cfr. F. Bugart,\u00a0L\u2019Islamisme en face,<em>\u00a0<\/em>Parigi, La D\u00e9couverte, 2007.<\/p>\n<p>37) Cfr. P. M\u00e9noret,\u00a0Sull\u2019orlo del vulcano. Il caso Arabia Saudita,Milano, Feltrinelli, 2004.<\/p>\n<p>38) Cfr. M. Blondet,\u00a0Osama bin Laden,<em>\u00a0<\/em>Milano-Viterbo, EFFEDIEFFE, 2003.<\/p>\n<p>39) A. G. Marshall,\u00a0The Imperial Anatomy of al-Qaida,<em>\u00a0<\/em>in \u201cGlobal Research\u201d, 5 settembre 2010.<\/p>\n<p>40) Cfr. Bathar Kimyongur,\u00a0Le terrorisme anti-syrien et ses connexions internationales,<em>\u00a0<\/em>in \u00abInternationalnews\u00bb, 16 aprile 2012; Id.,\u00a0Syriana, la conquete continue,<em>\u00a0<\/em>Bruxelles, Couler Livres et Investig\u2019action, 2011.<\/p>\n<p>41) Cfr. B. E. Selwan Khoury,\u00a0Bilad al-Sam, ritorno al Califfato,<em>\u00a0<\/em>in \u201cLimes\u201d, n. 2, marzo 2013, p. 125.<\/p>\n<p>42) Cfr. Tariq Ramadan,\u00a0Il riformismo islamico,<em>\u00a0<\/em>Troina, Citt\u00e0 aperta, 2004.<\/p>\n<p>43) Negli anni Ottanta durante il conflitto dell\u2019Urss contro i talebani\u00a0qa \u2018idisti\u00a0Hollywood rappresentava i\u00a0mujahidin\u00a0come eroi, combattenti per la libert\u00e0. In realt\u00e0 essi hanno rappresentato allora le \u201cbrigate islamiche\u201d della Cia, che li ha addestrati anche in America assieme al loro capo Osama bin Laden mentre a partire dall\u201911 settembre (le \u2018Due Torri Gemelle\u2019) e dal 7 ottobre 2001 (invasione americana dell\u2019Afghanistan) sono diventati il male assoluto e poi con le primavere arabe nel 2011 son tornati ad essere i patrioti della democrazia. In realt\u00e0 i talebani sono stati sempre controllati dalla famiglia Sudary, che rappresenta il clan pi\u00f9 filoamericano e filoisraeliano della famiglia reale saudita Saud; cfr. R. Baer,\u00a0La disfatta della Cia,<em>\u00a0<\/em>Casale Monferrato, Piemme, 2003; F. Heisbourg,\u00a0Dopo al Qaida. La nuova generazione del terrorismo,Roma, Armando, 2013; W. G. Tarpley,\u00a0La fabbrica del terrore made in Usa,<em>\u00a0<\/em>Bologna, Arianna, 2007; S. Zunes,\u00a0La scatola esplosiva. La politica americana in Medio Oriente e le radici del terrorismo,<em>\u00a0<\/em>Milano, Jaca Book, 2003.<\/p>\n<p>44) Cfr. E. Sivan,\u00a0Radical Islam,<em>\u00a0<\/em>New Haven &amp; London, Yale University Press, 1991; M. Campanini,\u00a0L\u2019alternativa islamica.<em>\u00a0<\/em>Aperture e chiusure del radicalismo,<em>\u00a0<\/em>Milano, Bruno Mondadori, 2012; AA. VV.,\u00a0Islam e occidente. Il caso del fondamentalismo islamico,<em>\u00a0<\/em>Macerata, Liberilibri, 2005.<\/p>\n<p>45) Cfr. B. Etienne,\u00a0L\u2019islamisme radical,<em>\u00a0<\/em>Parigi, Hachette, 1987.<\/p>\n<p>46) Il Qatar \u00e8 uno Stato dell\u2019Asia, retto da una monarchia assoluta ereditaria, proteso sulla costa occidentale del golfo Persico, confinante ad oriente con l\u2019Arabia Saudita e a sud con gli Emirati arabi. Il suo territorio consiste in una striscia di 160 km di lunghezza e di 50\/80 di larghezza. La sua popolazione (circa 600 mila persone) si \u00e8 quintuplicata negli anni Settanta con la scoperta del petrolio nel suo sottosuolo e per i 4\/5 \u00e8 costituita da immigrati dal Pakistan e dell\u2019India. In esso vi sono enormi disuguaglianze sociali. La religione di Stato \u00e8 il wahabismo. Il Qatar si \u00e8 costituito in sceiccato nel settecento e sino al 1914 ha fatto parte dell\u2019impero ottomano, poi \u00e8 divenuto uno sceiccato sotto il protettorato britannico ed infine nel 1971 ha ottenuto l\u2019indipendenza e si \u00e8 legato strettamente all\u2019Arabia Saudita. La sua capitale \u00e8 Doha. Assieme all\u2019Oman e allo Yemen subisce attualmente una certa influenza dell\u2019Arabia Saudita e notevoli infiltrazioni di qaidisti.<\/p>\n<p>47) Il termine \u201cNuovo Medio Oriente\u201d \u00e8 stato coniato da Condoleezza Rice, l\u2019ex segretario di Stato americano dell\u2019amministrazione Bush, nel giugno del 2006 a Tel Aviv in contrapposizione e sostituzione al vecchio concetto di \u201cGrande Medio Oriente\u201d; cfr. A. Macchi,\u00a0Rivoluzioni SpA. Chi c\u2019\u00e8 dietro la Primavera Araba,<em>\u00a0<\/em>Lecco, Alpine Studio, 2012.<\/p>\n<p>48)\u00a0Due anni dopo e un giorno prima,<em>\u00a0<\/em>in \u201cLimes\u201d, n. 2, marzo 2013, p. 40.<\/p>\n<p>49) Cfr. M. Campanini,\u00a0I Fratelli Musulmani nel mondo contemporaneo,<em>\u00a0<\/em>Torino, Utet, 2010.<\/p>\n<p>50) W. Tarpley,\u00a0La fabbrica del terrore made in Usa,<em>\u00a0<\/em>cit., p. 529.<\/p>\n<p>51) M. Eliade (a cura di),\u00a0Enciclopedia delle religioni: L\u2019islam,<em>\u00a0<\/em>Milano, Jaca Book, 2004; G. Filoramo (diretta da),\u00a0La storia delle religioni: l\u2019Islam,<em>\u00a0<\/em>Bari, Laterza, 2005.<\/p>\n<p>52) M. Buber,\u00a0Judaisme,<em>\u00a0<\/em>Parigi, Verdier, 1982, p 31.<\/p>\n<p>53) E. L\u00e9vinas,\u00a0Difficile libert\u00e9,<em>\u00a0<\/em>Parigi, Albin Michel, 1995, 3<sup>a<\/sup>\u00a0ed., p. 326.<\/p>\n<p>54) P. L\u00e9vy,\u00a0World philosophie,<em>\u00a0<\/em>Odile Jacob, 2000, p. 12.<\/p>\n<p>55) A. Memmi,\u00a0La Lib\u00e9ration du Juif. Portrait d\u2019un Juif,<em>\u00a0<\/em>vol. II,<em>\u00a0<\/em>Parigi, Gallimard, 1966, p. 127.<\/p>\n<p>56) Cfr. J. Petras,\u00a0Usa: padroni o servi del sionismo?,<em>\u00a0<\/em>cit., p. 42.<\/p>\n<p>57) Sulla dottrina di B. Lewis vedi Edward W. Said,\u00a0Covering Islam. Come i media e gli esperti determinano la nostra visione del resto del mondo,<em>\u00a0<\/em>Massa, Transeuropa, 2012.<\/p>\n<p>58) G. Borgognone,\u00a0La destra americana: dall\u2019isolazionismo ai neocon,Bari, Laterza, 2004; C. Nitoglia,\u00a0Dal giudaismo rabbinico al giudeo americanismo,<em>\u00a0<\/em>Genova, Effep\u00ec, 2008; J. Mearshemeir \u2013 S. M. Walt,\u00a0La Israel lobby e la politica estera americana,<em>\u00a0<\/em>Milano, Mondadori, 2007.<\/p>\n<p>59) Cfr. A. Frament,\u00a0Connaissance \u00e9l\u00e9mentaire du Trotskisme,<em>\u00a0<\/em>Parigi, AFS, 2001.<\/p>\n<p>60) Secondo uno dei massimi esponenti del neoconservatorismo americano, Max Boot \u201cappoggiare Israele \u00e8 un principio cardine del neoconservatorismo\u201d (What the Heck is a neocon?,<em>\u00a0<\/em>in \u201cThe Wall Street Journal\u201d, 30 dicembre 2002).<\/p>\n<p>61) Innanzitutto occorre sapere che Milton Friedman \u00e8 stato il fondatore della\u00a0Mont Pelerin Society,<em>\u00a0<\/em>che \u00e8 una \u201clobby\u201d molto potente composta da economisti, filosofi ed uomini politici molto influenti, riuniti in un \u201cclub\u201d, o meglio una \u2018Super-Loggia\u2019, per influenzare la politica interna ed estera degli Usa e Gb, promuovere un mercato ed una finanza \u201cassolutamente liberi\u201d da ogni ingerenza dello Stato e dell\u2019etica. La suddetta\u00a0Society\u00a0\u00e8 nata in Svizzera, presso le terme di\u00a0Mont Pelerin,\u00a0da cui ha preso il nome, il 10 aprile del 1947 da 36 grandi-fratelli fondatori. La\u00a0Mont Pelerin Society\u00a0ha sempre cercato di passare agli occhi dell\u2019opinione pubblica come un\u2019innocua accademia di studiosi e non unthink-tank\u00a0(\u201cserbatoio di cervelli pensanti\u201d capaci di cambiare il mondo) politico\/finanziario di tendenza anti cattolico-romana, fortemente democraticista, liberale, liberista e libertaria, quale realmente \u00e8. Uno dei suoi obiettivi \u00e8 la\u00a0creazione di un<em>\u00a0<\/em>\u201cOrdine Internazionale<em>\u00a0<\/em>o\u00a0Mondiale\u201d, che salvaguardi la Libert\u00e0 (intesa come un assoluto ed un fine e non come un mezzo per raggiungere il Fine ultimo), la Pace (americana) e le Relazioni Economiche Internazionali, ossia il potere dell\u2019alta finanza mondiale, delle Banche, dei<em>\u00a0<\/em>bankster\u00a0e la globalizzazione mondialista anglo\/americana. Tra i suoi membri, oltre a Milton Friedman, figurano anche Friedrich August von Hayek, Ludwig von Mises, Karl Popper, Walter Lippman, e per l\u2019Italia Luigi Einaudi, Sergio Ricossa, Antonio Martino, Bruno Leoni. Tra i 76 consiglieri economici del Presidente statunitense Ronald Reagan ben 22 erano della\u00a0Mont Pelerin Society. Dalla\u00a0Mont Pelerin Society\u00a0\u00e8 nato il pensiero\u00a0neocon, che ha influenzato la politica estera e la finanza americana dagli anni Ottanta sino all\u2019Amministrazione Bush jr (2008) e continua in maniera strisciante ancor oggi ad influenzare il Presidente statunitense Barac Obama, con le relative guerre\u00a0geopolitiche\u00a0di esportazione della democrazia contro l\u2019Iraq e ildefault\u00a0o fallimento della\u00a0finanza mondiale\u00a0grazie ai mutui ad alto rischio, concessi da Alan Greenspan Presidente della\u00a0Federal Reserve\u00a0(Banca Centrale) americana, che non potevano essere pagati dai \u201cbeneficiari\u201d, i quali perdevano i risparmi e la casa. Questo\u00a0default\u00a0o fallimento \u00e8 arrivato sino all\u2019Europa, che ne \u00e8 stata infettata e si trova in una crisi finanziaria mai vista prima, neppure nel 1929. Friedman ha influenzato a partire dagli anni Ottanta sino ad oggi (a sette anni dalla sua scomparsa), potentemente e\u00a0trasversalmente, la politica (sia democratica che repubblicana) del Presidente statunitense Ronald Reagan, poi di Bill Clinton, di Bush padre e figlio e persino di Barac Obama nell\u2019attuale congiuntura siriana; inoltre ha influenzato anche la politica europea dei Primi Ministri britannici Margaret Thatcher, Tony Blair e David Cameron rifacendosi al\u00a0pensiero filosofico\u00a0di Edmund Burke, Karl Raimund Popper, Russel Kirk ed anche la\u00a0pratica finanziaria\u00a0della \u201cBanca Centrale Americana\u201d, alla luce del pensiero degli economisti della \u201cScuola di Vienna\u201d Von Mises e Von Hayeck. Infatti da questi ultimi assieme a Friedman sono nati i\u00a0Chicago boy\u2019s\u00a0e i dirigenti neoconservatori dell\u2019Amministrazione Bush (Paul Wolfowitz, Richard Perle, David Roomsfeld, Dick Cheney, eccetera), che analogamente alla \u201cScuola di Francoforte\u201d (1922-1979) di Adorno &amp; Marcuse son riusciti ad unire (da una posizione di \u201cdestra\u201d liberal-conservatrice) il marxismo di Trotskij e il liberismo \u201cmini-archista\u201d (che vuole concedere il minimo spazio al potere dello Stato) se non francamente anarchico\/conservatore. Adorno &amp; Marcuse, invece, avevano sposato (da una posizione di \u201csinistra\u201d anarchico-rivoluzionaria) il Trozkismo con la psicanalisi freudiana. Si pu\u00f2 dire, perci\u00f2, che mentreAdorno &amp; Marcuse univano sinistra e libertarismo per la conquista psicologica delle menti di tutti gli uomini\u00a0(la \u201cRivoluzione intellettuale\u201d del 1968),\u00a0i neoconservatori sposano il libertarismo liberal-democratico con la \u201cdestra\u201d conservatrice angloamericana per la conquista militare e geopolitica del globo<em>\u00a0<\/em>(il \u201cNuovo Ordine Mondiale\u201d dal 2001 al 2013). In realt\u00e0 il neoconservatorismo, ispirato da Friedman, ha spinto gli Usa (come braccio armato a favore d\u2019Israele) in una guerra totale contro l\u2019Iraq, l\u2019Afghanistan, il Pakistan dalla quale sta uscendo con le ossa rotte, come pure Israele ha sub\u00ecto una umiliante \u201cvittoria di Pirro\u201d in Libano nel 2006 nonostante che avesse sganciato \u201coltre 1 milione di bombe a grappolo\u201d(61) ed a Gaza nel 2008-2009 abbia gettato \u201cbombe al fosforo bianco\u201d nella famigerata \u201coperazione piombo fuso\u201d. Sembrerebbe che questi ultimi avvenimenti (assieme alle \u201cRivoluzioni primaverili\u201d in Tunisia, Libia, Egitto e all\u2019imminente guerra contro la Siria nella quale il pensiero di Friedman si fa ancora sentire anche nell\u2019Amministrazione democratica di Barac Obama) potrebbero segnare\u00a0l\u2019inizio della fine della supremazia israelo\/americana,<em>\u00a0<\/em>la quale nell\u2019agosto del 2013 si straccia le vesti (come Anna e Caifa nel 33) per l\u2019uso dei gas tossici in Siria (pur non sapendo con certezza da parte di chi), mentre i caporioni di essa hanno sganciato le bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki, le bombe al fosforo su Dresda, le bombe all\u2019uranio impoverito sul Kosovo, le bombe a grappolo in Libano ed al fosforo bianco su Gaza. La crisi economico\/finanziaria, che ha portato nel 2011\/2013 gli Usa e l\u2019Europa sull\u2019orlo del fallimento \u00e8 iniziata nel 2005\/2008, con \u201cla pi\u00f9 grande frode finanziaria della storia mondiale\u201d operata dall\u2019operatore di Borsa Bernard Lawrence Madoff e portata avanti dal Presidente della \u2018Federal Reserve\u2019 o \u2018Banca Centrale\u2019 degli Usa Alan Greenspan, che &#8211; ispirato dalle teorie finanziarie di Friedman &#8211; ha iniziato con un grandioso\u00a0boom\u00a0economico per finire con un miserabile\u00a0crack, facendo \u201carricchire\u201d gli americani incitandoli a \u2018spendere e spandere\u2019, pur non avendo denaro sufficiente, senza paura di pignoramento, comprando e vendendo case, mediante mutui senza garanzie e coperture, che &#8211; si badi bene &#8211; non avrebbero potuto essere pagati ed avrebbero condotto infine alla miseria l\u2019incauto compratore il quale si era accollato mutui ipotecari ad alto rischio (subprime),scientificamente studiati ed immessi &#8211; a mo\u2019 di liberismo selvaggio &#8211; sul mercato da Greenspan, le cui prodezze stiamo ancora pagando e non si sa se riusciremo ad estinguere il prestito ipotecario o a finire ipotecati ed espropriati. Il crack della \u201cMonte Paschi di Siena\u201d in Italia nel 2013 \u00e8 una delle conseguenze collaterali dell\u2019imbroglio iniziato nel 2005 da Greenspan. L\u2019economia mondiale \u00e8 sembrata avanzare sino al 2008, mentre era gi\u00e0 malata da almeno tre anni ed \u00e8 entrata in crisi nel 2009 per arrivare al quasi fallimento o al crack (o\u00a0default, come lo si chiama adesso in maniera pi\u00f9\u00a0soft) nel 2012. I lavoratori americani, i quali non erano in grado, come previsto, di rendere il denaro, che in realt\u00e0 non avevano mai posseduto,\u00a0a causa dell\u2019aumento del petrolio e dei tassi d\u2019interesse non son riusciti pi\u00f9 a pagare i mutui.\u00a0Quindi in brevissimo tempo milioni di case son rientrate in possesso delle banche\u00a0dalle quali erano uscite solo apparentemente (\u201csopra la banca la casa campa, sotto la banca la casa crepa!\u201d). Di conseguenza i poveri degli Usa si son ritrovati pi\u00f9 poveri di prima. Questo \u00e8 il risultato della teoria usuraia legalizzata, e promossa con il massonico \u2018Premio Nobel\u2019, di Milton Friedman e fratelli. Si pu\u00f2 concludere che\u00a0come Wolfowitz ha rovinato l\u2019esercito americanotrascinandolo in guerra contro l\u2019Iraq nel 2003,\u00a0cos\u00ec Greenspan, ispirato da Friedman, ha disastrato la finanza degli americani\u00a0trascinandoli nella bancarotta dei mutui ad alto rischio.<\/p>\n<p>62) Si noti che ora in Europa a Bruxelles oltre il parlamento europeo vi \u00e8 anche quello israeliano; v.\u00a0First Ever European Jewish Parliament inaugurated in Brusels,<em>\u00a0<\/em>in \u201cEJU News\u201d, 16 febbraio 2012.<\/p>\n<p>63) Cfr. A. Joxe,\u00a0L\u2019impero del caos. Guerra e pace nel nuovo disordine mondiale,<em>\u00a0<\/em>Milano, Sansoni, 2002.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2013\/12\/24\/il-nuovo-ordine-mondiale-ora-passa-per-damasco\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2013\/12\/24\/il-nuovo-ordine-mondiale-ora-passa-per-damasco\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nelle sua rubrica ITALIA SOTTOCCHIO, MONDO COL CANNOCCHIALE in cui ci segnala i contributi di contro &#8211; informazione che diligentemente pesca per noi nel mare magnum del web, Bepi Anguilla ci manda questo articolo di don Curzio Nitoglia sugli attuali scenari geopolitici. 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