{"id":233436,"date":"2024-09-01T00:05:00","date_gmt":"2024-08-31T22:05:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=233436"},"modified":"2024-09-08T12:41:52","modified_gmt":"2024-09-08T10:41:52","slug":"scenari-post-xylella-favolosa-e-leccino-sono-controproducenti-ogliarola-e-cellina-si-riprendono","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2024\/09\/01\/scenari-post-xylella-favolosa-e-leccino-sono-controproducenti-ogliarola-e-cellina-si-riprendono\/","title":{"rendered":"SCENARI POST XYLELLA: &#8216;FAVOLOSA&#8217; E &#8216;LECCINO&#8217; SONO CONTROPRODUCENTI, &#8216;OGLIAROLA&#8217; E &#8216;CELLINA&#8217; SI RIPRENDONO"},"content":{"rendered":"\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1536\" height=\"691\" class=\"wp-image-233437\" style=\"width: 1500px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/xy.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/xy.jpg 1536w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/xy-300x135.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/xy-1024x461.jpg 1024w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/xy-768x346.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1536px) 100vw, 1536px\" \/><\/p>\n\n\n\n<p>di <strong>Graziano De Tuglie<\/strong> ______<\/p>\n\n\n\n<p>Prosegue il tentativo di alterare la tipologia di produzione olearia nel Salento prendendo origine dall&#8217;infestazione di Xylella che si \u00e8 manifestata negli ultimi quindici anni nelle campagne del Tacco d&#8217;Italia. Periodicamente sorgono iniziative che puntano a sostituire le cultivar tradizionali come Cellina e Ogliarola con Favolosa e Leccino presentate come immuni alla Xylella fastidiosa; in campo ci sono enti pubblici che incentivano questo processo di sostituzione con diverse forme di sostegno ai proprietari terrieri che si adeguano a questo modo di combattere l&#8217;epidemia che ha colpito l&#8217;immenso patrimonio olivicolo del Salento.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Si sono levate, da molto tempo, voci autorevoli (sostenute anche da numerosi casi reali che si infittiscono col trascorrere del tempo) che ritengono queste procedure controproducenti e dannose come sostenevano, fin dall&#8217;inizio, coloro che definivano inutili, inefficaci e dannose le operazioni di abbattimento di piante sane per creare \u201ccordoni sanitari\u201d contro la diffusione dell&#8217;epidemia operazione rivelatasi totalmente inadatta all&#8217;arresto della infestazione. Ma il fenomeno della diffusione della Xylella ha segnato, nel tempo e quasi naturalmente, un consistente rallentamento dell&#8217;espansione fino ad un quasi sostanziale arresto del fenomeno.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Si sono,infatti, manifestati numerosi casi di resilienza di tanti alberi infettati e tantissime reazioni positive di interi oliveti alle cure naturali applicate con un significativo ritorno alla produzione olearia.<\/p>\n\n\n\n<p>In un convegno tenutosi ad Ostuni il 10 settembre 2023 sono state portate un numero elevato di esperienze concrete di risposte positive delle cure che sono state apportate ad oliveti che hanno superato l&#8217;epidemia tornando a produrre senza la necessit\u00e0 di sostituire le cultivar e senza aver proceduto all&#8217;abbattimento indiscriminato di piante secolari, metodo privilegiato dalla politica regionale pugliese.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Effetti positivi e ritorno alla normalit\u00e0 si sono avuti negli agri di Andrano, Galatone (nella foto), Ostuni, Latiano, San Marzano, San Pietro Vernotico. I protocolli adottati sono diversi ma tutti hanno come comun denominatore le seguenti&nbsp; aree d&#8217;intervento: <em>1. disinfezione e nutrimento fogliare 2. buone pratiche agricole (corretta potatura non drastica e rispettosa della pianta; aratura superficiale o trinciatura del manto erboso) 3. interventi di rigenerazione dei terreni e inerbimento soprattutto con leguminose che fissano l&#8217;azoto (concimazioni con sostanza organica e incremento della biodiversit\u00e0).&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>In generale si \u00e8 asserito che, al pari della peronospera della vite, con gli ulivi si deve attuare un approccio di difesa e CONVIVENZA, che possa garantire la sopravvivenza della pianta e la sua produttivit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni intervento \u00e8 stato contestualizzato alle specificit\u00e0 dell\u2019oliveto e, ad esempio, sono stati mostrati anche i risultati di interventi specifici sul batterio Xylella Fastidiosa, ad esempio con metodo Scortichini scientificamente pubblicato e riconosciuto.<em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Anche un documento di numerose associazioni salentine, inoltrato a tutti gli Enti pubblici con un ruolo nella specifica problematica, del gennaio 2024 sollecita ad attuare \u201c<em>Una strategia da attuare in Puglia, con incentivi generalizzati per accudire gli uliveti in rivegetazione, a partire da quelli secolari e in aree collinari o rocciose, e poi anche agli altri a rischio abbandono: con conseguente ricaduta sulla tutela dell\u2019ambiente e del paesaggio, nonch\u00e9 degli aspetti tipici del territorio!&nbsp;&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Prioritario \u00e8 anche il censimento di tutti gli areali olivetati delle cultivar tradizionali ancora vegeti, per tutelarli, studiarli, sostenerli con interventi pubblici; come pure delle aree incendiate (previsto dalle norme ma inattuato da quasi tutti i comuni); infine dei campi abbandonati da affidare in comodato d\u2019uso a cooperative giovanili da incentivare anche questi con opportuni interventi pubblici.Primaria attenzione va riservata alla pianificazione pubblica di imboschimenti in biodiversit\u00e0 (da sostenere nel tempo per il mancato reddito conseguente)o, anche produttivi, nonch\u00e9 l\u2019aridocoltura di specie arboree, soprattutto nelle aree marginali e in quelle demaniali, superando il gap che vede il Salento ultimo per la presenza di boschi<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Alla luce di queste osservazioni di chi nei campi ci vive ed opera risultano inutili le incentivazioni ad introdurre cultivar non tradizionali che richiedono metodi di gestione non usuali e che hanno anche esigenze, territoriali, chimico-fisiche, idriche di non facile soddisfazione nel territorio salentino.<\/p>\n\n\n\n<p>Ulteriori obiezioni vengono elevate nella tipologia del sesto d&#8217;impianto (cio\u00e8 nella disposizione geometrica delle piante da inserire). Molti esperti&nbsp; del settore hanno fatto notare che la Cellina di Nard\u00f2 ha un sesto per impianti di metri 15&#215;15 \u201d(vale a dire 44 piante per ettaro) mentre il Leccino pu\u00f2 essere allevato a cespuglio, a spalliera o a distanza maggiore per la quale sembra prevalere il sesto 7\u00d77 che d\u00e0 204 piante per ettaro. La coltivazione richiede l\u2019irrigazione.<\/p>\n\n\n\n<p>La Favolosa si alleva a spalliera, ordinamento che consente anche la raccolta meccanica con macchine tipo vendemmiatrice. La coltivazione richiede abbondante irrigazione. In questo caso il sesto \u00e8 circa metri 2,5\u00d74 che d\u00e0 1000 piante per ettaro.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;In questo modo i costi di gestione di un oliveto&nbsp; crescono decisamente , anche in presenza di una maggior meccanizzazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Decisamente insostenibile l&#8217;abbondante irrigazione in questo Salento sempre pi\u00f9 siccitoso ed arido per cui gli enti locali che si avventurano in queste incentivazioni dovrebbero avere uno sguardo molto pi\u00f9 lungimirante rispetto ad un miope calcolo di acquisizione di facili consensi immediati che potrebbero trasformarsi in dure critiche nel lungo periodo. ______<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>LA RICERCA nel nostro articolo del 9 luglio scorso<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-leccecronaca-it wp-block-embed-leccecronaca-it\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"01qECbnwRI\"><a href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2024\/07\/09\/xylella-la-fine-dellemergenza-la-dichiarazione-di-francesco-lollobrigida-leccecronaca-it-ha-chiesto-a-margherita-ciervo-di-commentarla\/\">XYLELLA, LA FINE DELL\u2019EMERGENZA. LA DICHIARAZIONE DI FRANCESCO LOLLOBRIGIDA<\/a><\/blockquote><iframe class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; clip: rect(1px, 1px, 1px, 1px);\" title=\"&#8220;XYLELLA, LA FINE DELL\u2019EMERGENZA. 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