{"id":234838,"date":"2024-10-17T00:02:00","date_gmt":"2024-10-16T22:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=234838"},"modified":"2024-10-18T20:46:48","modified_gmt":"2024-10-18T18:46:48","slug":"il-mio-teatro-di-poesia-carlotta-paiano-la-dea-trans","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2024\/10\/17\/il-mio-teatro-di-poesia-carlotta-paiano-la-dea-trans\/","title":{"rendered":"IL MIO TEATRO DI POESIA \/ E POI HO INCONTRATO UNA DEA. TRANS"},"content":{"rendered":"\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"960\" height=\"522\" class=\"wp-image-234841\" style=\"width: 2500px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/cover-ldt.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/cover-ldt.jpg 960w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/cover-ldt-300x163.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/cover-ldt-768x418.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/p>\n\n\n\n<p>di <strong>Giuseppe Puppo  <\/strong>______ <\/p>\n\n\n\n<p>Poi, \u00e8 arrivato il \u201csuccesso\u201d. Dirompente.<\/p>\n\n\n\n<p>Uso questo vocabolo in modo timido e riservato, nel senso di consapevolezza. Per quello che facevo. Mi spiego: tutti noi, quando facciamo qualcosa, abbiamo bisogno di apprezzamenti per quello che facciamo, che quello che facciamo sia considerato dagli altri in maniera pi\u00f9 o meno positiva. Tutti e io di pi\u00f9, visto che ho la presunzione di saper valutare da chi arrivino, dando il giusto rilievo a ognuno di essi.<\/p>\n\n\n\n<p>Giornalista di antica \u2013 nel senso di nobile \u2013 scuola, saggista e narratore di fatti e misfatti, avevo gi\u00e0 avuto buoni esiti per i miei articoli e i miei libri.<\/p>\n\n\n\n<p>Per le mie opere teatrali, ancora no.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 arrivato per caso, il &#8216;successo&#8217;, in questo senso: anche qui di coincidenze significative, anche qui senza che l\u2019avessi cercato, anche qui all\u2019improvviso.<\/p>\n\n\n\n<p>Le cose belle, se succedono, succedono cos\u00ec<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Era una mattinata afosa di fine estate, il 30 agosto 2017 per la precisione, quando una telefonata di un amico mi inform\u00f2 che Carlotta era stata trovata senza vita in casa sua, di morte naturale.<\/p>\n\n\n\n<p>Avevo appena acceso il pc, sul sistema di editing del giornale e scrissi di getto, di botto, a caldo ed \u00e8 proprio il caso di dirlo. \u201cLA TRAGICA MORTE A LECCE, NELLA PIU\u2019 DISPERATA SOLITUDINE, DI CARLOTTA PAIANO, LA DEA TRANS\u201d, intitolai.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-leccecronaca-it wp-block-embed-leccecronaca-it\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"YetWJlsye9\"><a href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2017\/08\/30\/addio-carlotta\/\">LA TRAGICA MORTE A LECCE, NELLA PIU&#8217; DISPERATA SOLITUDINE, DI CARLOTTA PAIANO, LA DEA TRANS<\/a><\/blockquote><iframe class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; clip: rect(1px, 1px, 1px, 1px);\" title=\"&#8220;LA TRAGICA MORTE A LECCE, NELLA PIU&#8217; DISPERATA SOLITUDINE, DI CARLOTTA PAIANO, LA DEA TRANS&#8221; &#8212; LecceCronaca.it\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2017\/08\/30\/addio-carlotta\/embed\/#?secret=W08tdBhlQn#?secret=YetWJlsye9\" data-secret=\"YetWJlsye9\" width=\"500\" height=\"282\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p>Senza saperlo, avevo gi\u00e0 pure il titolo del mio nuovo lavoro teatrale, <strong>\u201cLa dea trans\u201d<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Ne avevo pure la ragione principale, la prima tematica: la solitudine.<\/p>\n\n\n\n<p>Subito e soprattutto nei giorni seguenti il \u2018pezzo\u2019 ebbe una straordinaria diffusione, non solo a Lecce citt\u00e0, dove ovviamente in tanti la conoscevano, non solo a Firenze, dove era stata a lungo, ma pi\u00f9 o meno in tutta Italia, ripreso da alcuni quotidiani e ampiamente commentato e condiviso.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo mi fece riflettere, e mi fece decidere che non sarebbe finita l\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Mi affascinava inoltre della vicenda di eros e tanatos di Carlotta una seconda tematica: l\u2019enorme gap fra chi era stata prima tanto desiderata, e invece era stata successivamente dimenticata e abbandonata da tutti, a tal punto da finire i suoi giorni da emarginata.<\/p>\n\n\n\n<p>Un po\u2019 come certe dive di Hollywood, sul viale del tramonto. Un po\u2019 come una dea dell\u2019Olimpo, caduta in disgrazia.<\/p>\n\n\n\n<p>Avevo dunque la sostanza.<\/p>\n\n\n\n<p>Il resto, l\u2019avrei cercato.<\/p>\n\n\n\n<p>Nelle settimane, nei mesi seguenti, mi misi infatti a cercare la documentazione necessaria. Fu un periodo di preparazione alla scrittura vera e propria, come faccio sempre per quello che scrivo, di ricerca, di approfondimento, di documentazione, di comparazione e di verifica delle fonti.<\/p>\n\n\n\n<p>Alcune ore al giorno, feci tante telefonate, parlando di Carlotta, superando l\u2019iniziale diffidenza, o ritrosia, con chi l\u2019aveva conosciuta, sia Lecce, sia a Firenze, ivi comprese le sue amiche intime di giovent\u00f9, rintracciate nei posti pi\u00f9 disparati dove si erano nel frattempo trasferite: tanti ricordi, tante fotografie cui il tempo aveva rubato i contorni, tante emozioni.<\/p>\n\n\n\n<p>A questo proposito, devo dire due cose di sostanza.<\/p>\n\n\n\n<p>Quel lavoro preparatorio mi aveva regalato tanti spunti teatrali e sulla base di essi scrissi il copione, per\u00f2, ecco, tante altre storie a margine, tante altre vicende relative a lei, sono arrivate poi, in seguito alla rappresentazione teatrale, negli anni seguenti e nel copione, che ho deciso di lasciare cos\u00ec come era venuto, senza aggiungere altro, non ci stanno, le ho tenute per me.<\/p>\n\n\n\n<p>Seconda cosa: io Carlotta non l\u2019ho mai conosciuta di persona, o almeno cos\u00ec pensavo, avendo rimosso tanta parte di quegli anni del Liceo, negli aspetti meno importanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi, parlando con un mio compagno di scuola del Palmieri, ho avuto un flash, e l\u2019ho&nbsp; rivista. Dietro sua precisa indicazione \u2013 \u201cCerto che l\u2019hai conosciuta, di sicuro l\u2019hai vista al Grunt\u201d \u2013 ho avuto il flash che mi mancava, di un\u2019immagine, sfuocata, nel buio del locale, eppure nitidissima<\/p>\n\n\n\n<p>Era vero, era proprio cos\u00ec. Il Grunt era uno scantinato adibito a discoteca, che, almeno per quel che ci riguardava, funzionava di mattina per i ragazzi che avevano \u2018nargiato, come si dice a Lecce, cio\u00e8 non erano andati a scuola e qualche volta l\u2019avevamo frequentato anche noi della mia classe, confesso.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Non avevo ancora scritto nulla, per\u00f2. Mi mancavano giusto le cose principali: l\u2019interprete del personaggio, che nella fattispecie era una questione complicata per diverse ragioni, e il regista. Nei mesi successivi li trovai tutti e due, nella stessa persona.<\/p>\n\n\n\n<p>Devo in pratica a Ivan Raganato il successo che ha avuto \u201cLa dea trans\u201d, la rappresentazione teatrale che senza di lui non ci sarebbe mai stata proprio.<\/p>\n\n\n\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"960\" height=\"720\" class=\"wp-image-234843\" style=\"width: 1200px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/trad.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/trad.jpg 960w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/trad-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/trad-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/trad-400x300.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/p>\n\n\n\n<p>Grazie Ivan!<\/p>\n\n\n\n<p>Io non lo conoscevo, ci conoscemmo di persona quando ad un preciso appuntamento gli parlai della mia idea. Lui si disse interessato. Quando, nei giorni appresso, gli mandai la prima scena, non in ordine cronologico, un monologo che gli cucii su misura, gli piacque e sciolse le riserve.<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019estate successiva, finii di scrivere e gli attori della sua compagnia \u201cScena muta\u201d iniziarono le prove.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel frattempo, era scattata l\u2019organizzazione, della serata del debutto, autofinanziata e autoprodotta.<\/p>\n\n\n\n<p>Si era creata una aspettativa notevole, un\u2019attesa incredibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella sera, che, per un\u2019altra coincidenza significativa, coincideva con il compleanno di Carlotta, il cinquantanovesimo, se fosse stata ancora viva, fu per tanti versi memorabile, col teatro Apollo gremito in ogni ordine di posti da oltre settecento spettatori.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-leccecronaca-it wp-block-embed-leccecronaca-it\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"dXtTnd0tQS\"><a href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2018\/12\/05\/la-princesa-del-barocco-commuove-un-teatro-apollo-gremito-carlotta-rinasce-tra-la-sua-gente\/\">LA &#8220;PRINCESA&#8221; DEL BAROCCO COMMUOVE UN TEATRO APOLLO GREMITO, CARLOTTA RINASCE TRA LA SUA GENTE<\/a><\/blockquote><iframe class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; clip: rect(1px, 1px, 1px, 1px);\" title=\"&#8220;LA &#8220;PRINCESA&#8221; DEL BAROCCO COMMUOVE UN TEATRO APOLLO GREMITO, CARLOTTA RINASCE TRA LA SUA GENTE&#8221; &#8212; LecceCronaca.it\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2018\/12\/05\/la-princesa-del-barocco-commuove-un-teatro-apollo-gremito-carlotta-rinasce-tra-la-sua-gente\/embed\/#?secret=IJmIUhozEj#?secret=dXtTnd0tQS\" data-secret=\"dXtTnd0tQS\" width=\"500\" height=\"282\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLa dea trans\u201d \u00e8 stata replicata quattro volte.<\/p>\n\n\n\n<p>Tre a Copertino, nella sede di Scena Muta, il 2 e 3 febbraio e il 29 aprile 2019, e una a Lecce, ai Teatini, il 9 settembre 2020.<\/p>\n\n\n\n<p>Allo studio, attualmente, fra Londra e New York, un adattamento internazionale in lingua inglese del regista, omonimo, non parente, anch\u2019egli salentino di origine, Alessandro Paiano.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Qui di seguito, il copione originale, rimasto invariato, come detto, nonostante il materiale raccolto negli ultimi anni successivamente alle prime cinque rappresentazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 come l\u2019ho scritto io in prima battuta e non comprende quindi le modifiche dell\u2019adattamento teatrale brillantemente realizzato dal regista Ivan Raganato.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni riferimento a fatti realmente accaduti e a persone esistenti \u00e8 da intendersi puramente vero.<\/p>\n\n\n\n<p>Per la precisione, comunque:<\/p>\n\n\n\n<p>quanto raccontato nella scena del bar Poker fra i due fidanzati, esso \u00e8 vero, ma l\u2019episodio accadde in realt\u00e0 alla discoteca Mirage di Novoli, dove lei, vedendo Carlotta di persona per la prima volta, cap\u00ec che lui le aveva raccontato al riguardo un sacco di bugie, e lo pun\u00ec ferocemente; semplicemente ho spostato l\u2019ambientazione al bar Poker, per ricostruire l\u2019atmosfera di quegli anni in cui Carlotta passava tanto tempo l\u00e0 insieme agli amici \u2018del bar Poker\u2019 appunto, rappresentati dai personaggi che animano questa scena;<\/p>\n\n\n\n<p>la relazione importante cui Carlotta accenna nel monologo \u00e8 vera, al momento quando scrivevo il testo non ne avevo compiuta cognizione, ma in seguito, come detto, mi \u00e8 stata raccontata in dettaglio con tutti i riferimenti, anche se, come detto anche questo, ho deciso di tenere per me tutte le rivelazioni ottenute dopo la stesura del copione;<\/p>\n\n\n\n<p>la scena del poliziotto di Firenze, non \u00e8 vera, ma verosimile, dal momento che ho verificato quante personae altolocate ronzassero intorno a lei, come sono veri tutti i riferimenti alla coda di macchine che ogni sera si formava alle Cascine in attesa di vederla e di parlarle;<\/p>\n\n\n\n<p>l\u2019avvocato \u00e8 vero, esiste realmente;<\/p>\n\n\n\n<p>le amiche di Carlotta individuate e sentite telefonicamente per l\u2019occasione, pure;<\/p>\n\n\n\n<p>anche le poesie scritte da Carlotta e ricopiate a mano su un quaderno, esistono, o almeno esistevano, per\u00f2 ne ho ritrovato solo brevissimi frammenti citati da chi aveva potuto leggerle, mentre io, quel quaderno, probabilmente andato perso fra un trasloco e l\u2019altro, non l\u2019ho potuto ritrovare.<\/p>\n\n\n\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"280\" height=\"405\" class=\"wp-image-234842\" style=\"width: 1500px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/cpuno.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/cpuno.jpg 280w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/cpuno-207x300.jpg 207w\" sizes=\"(max-width: 280px) 100vw, 280px\" \/><\/p>\n\n\n\n<p>( 3 \u2013 continua )<\/p>\n\n\n\n<p>______<\/p>\n\n\n\n<p>PROLOGO<\/p>\n\n\n\n<p>PRIMA CHE SI APRA IL SIPARIO. DAVANTI CI SONO STEFANO DONNO E CHIARA EVANGELISTA<\/p>\n\n\n\n<p>SD&nbsp; E allora, le hai trovate queste poesie?<\/p>\n\n\n\n<p>CE No, come facevo?<\/p>\n\n\n\n<p>SD Come facciamo noi \u2018mo? Lo spettacolo sta per cominciare, e dovevamo trovare le poesie scritte da Carlotta, per recitarle in pubblico\u2026 E io che gi\u00e0 pensavo di fare un altro colpo editoriale?!? Perch\u00e9 poi le avrei pubblicate nella mia collana di poesia\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>CE Mannaggia, Stefano, credimi, ho chiesto, ho cercato, in giro, ma niente, tutto quello che sono riuscita a recuperare \u00e8 un frammento citato da internet, che fa cos\u00ec\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Lasciami guardare oltre gli sguardi \/ Oltre quel sorriso senza doppi fondi.\u2026&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>SD Pochissimo. Certo, si intravede un animo nobile, ma ci servivano i versi scritti da lei\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>CE Eh, non li abbiamo\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>SD Dobbiamo inventarci qualcosa&#8230;Pensaci tu, che di poesia ne sai una pi\u00f9 del diavolo \u2026<\/p>\n\n\n\n<p>CE Dai!?!<\/p>\n\n\n\n<p>SD Ma s\u00ec, qualcosa dobbiamo fare&#8230;Io, voglio dire dell\u2019 importanza, del valore, della poesia, della ricerca dell\u2019 equilibrio, e dell\u2019 approdo a nuovi modi e mondi che essa consente&#8230;Poi potresti leggerne direttamente tu qualcuna delle tue, a tema\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>CE Ma no\u2026 dai \u2026 proprio non se ne parla \u2026.<\/p>\n\n\n\n<p>SD Ma s\u00ec&#8230;Ehi, in medias res\u2026.Qua stanno per cominciare\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>CE Andiamo dai, vediamo che fare<\/p>\n\n\n\n<p>SD Andiamo, abbiamo poco tempo\u2026 forza \u2026 forza \u2026 Un\u2019 ora\/ due&#8230;Pochissimo tempo&#8230;che figura&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>CE Ce lo faremo bastare, vedrai&#8230;Contribuiremo anche noi, alla memoria di Carlotta, a ridarle la sua dignit\u00e0&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>SCENA 1<\/p>\n\n\n\n<p>Lecce, bar Poker, interno sera invernale, dicembre 1983<\/p>\n\n\n\n<p>Tre ragazzi seduti.<\/p>\n\n\n\n<p>Parlando fanno i gesti di una partita come ad un tavolo da gioco<\/p>\n\n\n\n<p>RA &#8230;E dammi notizie di pace!<\/p>\n\n\n\n<p>RB &#8230;Sine&#8230;Il banco la d\u00e0&#8230;Dando cista&#8230;Dando cistune&#8230;Dire, ch\u00e9 il banco tira\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>RC &#8230;Ammenu menu nu cistune puru a tie!<\/p>\n\n\n\n<p>RIDONO<\/p>\n\n\n\n<p>MAURO &#8211; ENTRANDO IN CENA CON UNA RAGAZZA, LAURA &#8211;<\/p>\n\n\n\n<p>M &#8230;State facendo il riscaldamento pre partita, prima di entrare in campo?<\/p>\n\n\n\n<p>BARISTA LI GUARDA SENZA DIRE NULLA, TRA L\u2019 ANNOIATO, IL DISGUSTATO E L\u2019 ARRABBIATO, MENTRE STA FACENDO LE PULIZIE DEL LOCALE, POI SBATTE UNA BOTTIGLIETTA DI VETRO DI CAMPARI VUOTA NEL BIDONE DELLE IMMONDIZIE<\/p>\n\n\n\n<p>SORRIDONO<\/p>\n\n\n\n<p>RA Riscaldamento<\/p>\n\n\n\n<p>RB Scaldiamo i motori<\/p>\n\n\n\n<p>RC Ni la scardamu tra te nui<\/p>\n\n\n\n<p>SORRIDONO<\/p>\n\n\n\n<p>LAURA Beh Mauro, ti lascio qui&#8230;Io riprendo il mio accelerino e me ne vado a casa<\/p>\n\n\n\n<p>B BORBOTTA Ehi, a casa, caso mai\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>SBATTE UN\u2019 ALTRA BOTTIGLIA PIU\u2019 FORTE<\/p>\n\n\n\n<p>MAURO Ciao amore, ci vediamo domani. Ti vengo a prendere io, mangiamo qualcosa a pranzo insieme, vero? Sempre insieme, noi\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>L Sempre che per l\u2019 ora di pranzo ti svegli\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>M Lampu!<\/p>\n\n\n\n<p>L Alle quattro di pomeriggio, ti sei presentato oggi!<\/p>\n\n\n\n<p>RA Eh, aveva da recuperare\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>RB E\u2019 stata una notte intensa\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>RC &#8230;Molto intensa, e densa&#8230;Direi&#8230;Molto densa\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>RA Densa, di che?<\/p>\n\n\n\n<p>RB Densa di fatiche\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>RC Molto densa<\/p>\n\n\n\n<p>RIDONO<\/p>\n\n\n\n<p>M RIVOLTO A LORO Non fa ridere\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>M RIVOLTO A LEI Lasciali stare, amore&#8230;Lo sai, come sono&#8230;Devono coglionare sempre tutto e tutti! Anche se non ce n\u2019\u00e8 nessun motivo&#8230;Se non trovano un pretesto, muoiono&#8230;Ma loro sono cos\u00ec&#8230;Ce a fare? Si divertono cos\u00ec&#8230;Sono ragazzi\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>IL BARISTA SBATTE VIOLENTEMENTE UN\u2019 ALTRA BOTTIGLIA NEL SACCO<\/p>\n\n\n\n<p>RA Furmini\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>RB Troni\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>RA Chianu, Ucciu!<\/p>\n\n\n\n<p>RB Eh, ni sta sfracassi le ricchie<\/p>\n\n\n\n<p>B C\u2019\u00e8 una signora e non posso dirvi che cosa mi avete gi\u00e0 sfracassato voi a me\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>RIDONO TUTTI<\/p>\n\n\n\n<p>RA E dove sta questa signora?<\/p>\n\n\n\n<p>RB SI PORTA LA MANO PIEGATA SUGLI OCCHI Non ne sto vedendo, signore\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>RC Signorina&#8230;Bambolina&#8230;Signorina santarellina\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>M E spicciatila\u2026.<\/p>\n\n\n\n<p>RA Bello per\u00f2 il completino di \u2018stasera della signorina&#8230;L\u2019 avete visto Drive in?<\/p>\n\n\n\n<p>RC Drive che?<\/p>\n\n\n\n<p>RA Alla tv. Su Italia 1 lo danno, il marted\u00ec, \u00e8 cominciato da qualche settimana\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>RB Face ridere, osce le comiche&#8230;E poi ci stannu certe bonazze, Le ragazze fast food\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>RA Prendi e consuma! Laura, ma comu ta cunbenata? Potresti andare a Drive In a fare la ragazza Fast Food<\/p>\n\n\n\n<p>RIDONO<\/p>\n\n\n\n<p>L Non mi hanno presa! C\u2019 era gi\u00e0 tua sorella!<\/p>\n\n\n\n<p>RIDONO<\/p>\n\n\n\n<p>RC Ma come? Una bambolina come te? Il mondo \u00e8 pieno di ingiustizie\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>L La vostra presunta ironia scivola sui binari della mia pi\u00f9 completa indifferenza<\/p>\n\n\n\n<p>M Ecco, prendete, incartate e portate a casa!<\/p>\n\n\n\n<p>B Ah s\u00ec a casa, ndeteniti casa? Quandu bun de sciati? Quandu, sta dicu?<\/p>\n\n\n\n<p>RC La scolarizzazione di massa ha prodotto effetti stupefacenti, l\u2019 universit\u00e0 aperta a tutti ha esteso una acculturazione sensazionale&#8230;Ha allargato i confini del sapere\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>RA DISEGNA IN ARIA A GESTI TETTE E CULO Allargato, s\u00ec&#8230;Esteso, s\u00ec\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>RIDONO<\/p>\n\n\n\n<p>L L\u2019unica cosa al mondo che non si potr\u00e0 mai estendere \u00e8 la poca intelligenza tua!<\/p>\n\n\n\n<p>RIDONO<\/p>\n\n\n\n<p>RA Dai, inganniamo l\u2019 attesa sentendo un po\u2019 di musica?!\u2019<\/p>\n\n\n\n<p>RB Duma la radiu, dai!<\/p>\n\n\n\n<p>______<\/p>\n\n\n\n<p>PARTE MUSICA IN SOTTOFONDO MOLTO LEGGERO<\/p>\n\n\n\n<p>(BRANO DA INDIVIDUARE PRIMI ANNI OTTANTA)<\/p>\n\n\n\n<p>B Ecco, la musica ci mancava\u2026.Ogni sira sempre la stessa storia\u2026.Devo chiudereee!<\/p>\n\n\n\n<p>RA E aspetta, Uccio, dai\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>L Che poi, Uccio, quantulia sacciu ce fannu quisti poi tutta la notte\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>B Eh cendsacciu ieu?!? Non conosco!<\/p>\n\n\n\n<p>RA Giochiamo a carte, ce amu fare?<\/p>\n\n\n\n<p>RB Tutto il giorno al bar Poker, ma la notte no\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>RC La notte si gioca a bacar\u00e0, a Natale si gioca a bacar\u00e0, e voil\u00e0, il banco non la d\u00e0!<\/p>\n\n\n\n<p>RA \u2018Stesera dove stiamo?<\/p>\n\n\n\n<p>RB A casa a Ronzino. I suoi non ci sono, sono andati a fare la settimana bianca<\/p>\n\n\n\n<p>RC Che cazzu te friddu&#8230;Va bene che de gustubus disputandum non est, per\u00f2&#8230;E\u2019 tantu beddhu lu mare\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>RA Eh, a Natale lu mare&#8230;T\u2019estate, lu mare\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>RC Mhh\u2026 Cu stu friddu, puru a quai..Mammamia, cu penzu alla nie, alli sci, alli giacconi&#8230;Me ene subito la pelle d\u2019oca\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>RA Ucciu, nin de sta sciuamu&#8230;Sta spettamu la Carlotta, mo carria nin de sciamu<\/p>\n\n\n\n<p>B Atturnata?<\/p>\n\n\n\n<p>RA S\u00ec, sutta a Natale torna sempre, la sai&#8230;Natale e Ferragosto\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>B Ma Lecce citt\u00e0 d\u2019arte se ne fotte te ci ria e te ci parte!<\/p>\n\n\n\n<p>L (A M) E chi sarebbe mo \u2018sta Carlotta? Non mi avevi detto che eravate tutti maschi?!?<\/p>\n\n\n\n<p>M (A L) Eh, tutti maschi siamo\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>RA Sine, Laura, statte tranquilla, \u00e8 vero, tutti maschi siamo\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>RC Tutti uomini senza donne, come nei racconti di Hemingway! E tutti uomini senza l\u2019 amore, dicu, lu Mauru a parte, grazie a tie<\/p>\n\n\n\n<p>RB Ma s\u00ec, quando torna, la Carlotta, se ne viene sempre con noi, i suoi vecchi amici degli anni Settanta<\/p>\n\n\n\n<p>RC La giovent\u00f9 bruciatasi con un decennio di ritardo qui, al bar Poker, vero spartiacque generazionale di Lecce citt\u00e0 e primo crocevia di culture, provenienze e dimensioni economiche e sociali\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>M (A L) Te l\u2019ho detto?!? E\u2019 maschio! E\u2019 sempre stato gay&#8230;Lo conosciamo da quando eravamo ragazzi&#8230;E\u2019 stato adottato dal gruppo, ecco&#8230;Gli vogliamo bene, lui lo sa&#8230;Si chiama Carletto, sai come sono questi qua che sono sempre a coglionare tutto e tutti&#8230;E\u2019 una specie di inclusione, una condivisione, di accettazione pratica&#8230;Ma \u00e8 maschio! Pure brutto, dico&#8230;Solo che \u00e8 un poco gay, ecco, diciamo cos\u00ec, nu picchi ricchione, tutto qui\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>RC Che poi a Lecce citt\u00e0 il termine ricchione viene indistintamente indirizzato a tutti quanti, senza implicazioni sessuali, una specie di affettuosa presa in giro\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>RA Ni piace cu stae cu nui&#8230;Come ai vecchi tempi, anche se sono passati solo pochi anni, sono gi\u00e0 vecchi\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>RB Le cose cangianu, e per fortuna\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>RC Ma non al bar Poker, e per fortuna&#8230;Dove ogni giorno ci sediamo al tavoli di questa cinica, interminabile partita a poker che si ostinano a chiamare vita, e a ogni mano&nbsp; guardiamo trepidi le carte, alla ricerca, forse vana, di un senso, ma certo possibile, di dignit\u00e0 e di grandezza per ognuno di noi<\/p>\n\n\n\n<p>RB Mancu scioca, Ucciu\u2026S\u00ec, ogni tantu face na puNtata, si quota, su questo o su quello, ma la verit\u00e0, che ci sta per stare in compagnia dei suoi vecchi amici\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>B Iati a bui, bundesciati, o no?<\/p>\n\n\n\n<p>L E dove sta adesso, ch\u00e8 non vi vedete pi\u00f9, solo a Natale?<\/p>\n\n\n\n<p>RB Se n\u2019\u00e8 andata a Firenze, da qualche anno\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>RC Dalla Firenze del Sud, alla Firenze del Nord&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>M S\u00ec, si \u00e8 trasferita per lavoro\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>SI GUARDANO, RIPETONO UNA O DUE VOLTE PER LAVORO, RIDONO, RIDONO FORTE<\/p>\n\n\n\n<p>L Che c\u2019\u00e8 da ridere, se uno se ne va da Lecce per lavoro, se se ne va a lavorare al Nord?!?<\/p>\n\n\n\n<p>M Ma niente, dai! Lasciali stare, \u2018sti scemi! Ma non ti stavano aspettando i tuoi per andare a cena a casa alla nonna? Guarda che \u00e8 tardi\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>(GLI ALTRI CONTINUANO A RIPETERE \u201cper lavoro\u201d E CONTINUANO A RIDERE FORTE)<\/p>\n\n\n\n<p>L S\u00ec, mo me ne vado\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>B Paraisu! Almenu una, sen dae\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>L Allora, ragazzi? Sto tranquilla?!? Posso stare tranquilla che l\u2019 amore mio non va con le altre, quando mi dice che passa la notte a giocare a carte con voi?<\/p>\n\n\n\n<p>RA Tranquilla! Ci puoi mettere la mano sul fuoco!<\/p>\n\n\n\n<p>RB Puoi dormire fra due guanciali<\/p>\n\n\n\n<p>RC Pure tre, volendo, pure tre\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>L Avevo pensato di venire pure io, una sera di queste&#8230;Ma non mi sentirei a mio agio. Giocare a carte mi annoia&#8230;Ma poi ecco non mi sentirei all\u2019 altezza delle vostre elevatissime conoscenze culturali\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>RIDONO TUTTI<\/p>\n\n\n\n<p>M (GUARDA L\u2019 OROLOGIO) Beh allora ciao, Laura&#8230;Passo io da casa tua domani a pranzo\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>RA Bacio!<\/p>\n\n\n\n<p>RB Bacio!<\/p>\n\n\n\n<p>RC Bacio!<\/p>\n\n\n\n<p>RA RB RC Ba cio Ba cio Ba cio<\/p>\n\n\n\n<p>L Bene, allora vado!<\/p>\n\n\n\n<p>M Vai pure amore, vai, buonanotte!<\/p>\n\n\n\n<p>B SBATTE FRAGOROSAMENTE IL SACCO DELLE IMMONDIZIE CON LE BOTTIGLIE VUOTE PER TERRA<\/p>\n\n\n\n<p>RA Segnale forte!<\/p>\n\n\n\n<p>RB Segnale perentorio!<\/p>\n\n\n\n<p>RC Segnale ultimativo&#8230;da ultimo avviso\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>M GUARDA NERVOSAMENTE L\u2019 OROLOGIO E GUARDA NERVOSAMENTE LAURA CHE E\u2019 ANCORA DENTRO, MENTRE SI AGGIUSTA GLI ABITI<\/p>\n\n\n\n<p>Beh andiamocene allora, si vede che \u2018stasera Carletto non viene&#8230;E Uccio deve proprio chiudere, ha ragione\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>(A L) Ciao amore, ti accompagno al motorino?<\/p>\n\n\n\n<p>L Ma no, non ce n\u2019\u00e8 bisogno, qua nanti stae&#8230;Un momento che mi sistemo bene il giubbotto\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>RA Sih, Ucciu, nattimu, daveru\u2026 Il tempo che finisce sta canzune, ca me piace\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>ALZA IL VOLUME DELLA RADIO<\/p>\n\n\n\n<p>Jungle RADIORAMA<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cQuesta \u00e8 Radiorama. La numero uno! Buonasera da Max Persano! Ora una delle pi\u00f9 belle di questi giorni! Una di quelle che ci fa sognare&#8230;Ci fa venire in mente il vento del nostro Salento&#8230;I nostri meravigliosi paesaggi&#8230;Oppure un volto&#8230;Un viso a noi caro&#8230;Splendida per voi&#8230;Eyes without a face&#8230;Signori, questo \u00e8 Billy Idol\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\nhttps:\/\/www.youtube.com\/watch?v=_8y_V-uxLXA\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p>(IL PEZZO SARA\u2019 POI REALIZZATO TECNICAMENTE DALLO STESSO MAX PERSIANO, PER L\u2019 AUDIO DA METTERE NELLO SPETTACOLO)<\/p>\n\n\n\n<p>CARLOTTA ENTRA IN SCENA, BACIA TUTTI SALUTANDO GLI AMICI<\/p>\n\n\n\n<p>Signori, alla presenza, buonasera!<\/p>\n\n\n\n<p>Mi stavate aspettando, vero?<\/p>\n\n\n\n<p>Beh, mi avreste aspettato a lungo\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Sono passata un attimo solo per dirvi che ho trovato un passaggio per pi\u00f9 tardi, mi porta poi un mio amico che nel frattempo mi deve dire una cosa, mi sta aspettando qua fuori in macchina, s\u00ec, vi raggiungo io pi\u00f9 tardi, s\u00ec, ma fra poco, direttamente a casa di Ronzino, lo so che mi stavate aspettando, cari, che cari che siete, beh tanto ci vediamo fra poco, ehi, ma che bella musica, lu Max Persano su Radiorama, no? e mo mi fermo un attimo, vi faccio un balletto, no? S\u00ec tanto lui mi aspetta, ma no che non \u00e8 importante, dai, l\u2019ho conosciuto da poco, \u00e8 solo uno che mi piace, come mi piacciono tanti, dai, che ve ne frega? Mo ballo per voi, su questa musica poi&#8230;Eh, se non ci fossi io, che vi alza il morale, eh s\u00ec e non solo il morale\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>BALLA, ALLA FINE LASCIA IL TALLONE DEL PIEDE APPOGGIATO BEN DRITTO SUL BANCONE DEL BAR<\/p>\n\n\n\n<p>POI SI RICOMPONE RIDE SALUTA E SE NE VA<\/p>\n\n\n\n<p>RA SPEGNE LA RADIO<\/p>\n\n\n\n<p>SILENZIO<\/p>\n\n\n\n<p>RA Ecco, \u00e8 proprio \u00e8 arrivato il&nbsp; momento di andarcene, adesso \u00e8 l\u2019 ora&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>RB Cu nindesciamu e te pressa puru<\/p>\n\n\n\n<p>RC E io vi seguo a mia volta a ruota libera con gran velocit\u00e0 velocissimo&#8230;Comun missilo, comun proiettilo&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>RA RB RC SI DEFILANO<\/p>\n\n\n\n<p>LAURA CHE NON DICE NIENTE PARLA CON LE FACCE CHE FA, CON GLI SGUARDI<\/p>\n\n\n\n<p>MAURO CHE FARFUGLIA SPIEGAZIONI TIPO<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; GUARDA NON E\u2019 COME PENSI<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; POSSO SPIEGARTI TUTTO<\/p>\n\n\n\n<p>CERCA DI GUADAGNARE L\u2019 USCITA INDIETREGGIANDO E TENENDO A DEBITA DISTANZA LAURA CHE AVANZA E PRIMA CHE RIESCA A GUADAGNARE L\u2019 USCITA GLI INFILZA LE UNGHIA IN UN BRACCIO E SPINGE FORTE, LUI GRIDA FORTISSIMO DAL DOLORE E LEI SPINGE LE UNGHIA ANCORA DI PIU\u2019<\/p>\n\n\n\n<p>TENENDOGLIELE CONFICCATE MENTRE ESCONO<\/p>\n\n\n\n<p>B SCUOTE LA TESTA LENTAMENTE, E CHIUDE LA PORTA, E DICE AD ALTA VOCE<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Gulp! E l\u2019 ultimo chiuda la parta!<\/p>\n\n\n\n<p>E POI IN SILENZIO SCUOTENDO LA TESTA PIU\u2019 FORTE<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Qua, se non sono pazzi, non li vogliamo&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>SIPARIO<\/p>\n\n\n\n<p>SCENA 2<\/p>\n\n\n\n<p>DAVANTI AL SIPARIO CHIUSO, IN UN COSI\u2019 DETTO \u2018CONFESSIONALE\u2019 TIPO QUELLO DEL GRANDE FRATELLO O ALTRO REALITY SHOW, CHE SERVIRA\u2019 ANCHE PER ALTRE SCENE SIMILI CON ALTRI CONFESSANDI<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\nhttps:\/\/www.youtube.com\/watch?v=8_CsVeg1dhU\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p>(E\u2019 ANCORA DA SCEGLIERE QUALE BRANO)<\/p>\n\n\n\n<p>che introduce<\/p>\n\n\n\n<p>CARLOTTA IN MONOLOGO<\/p>\n\n\n\n<p>Dove vai quando poi resti sola? Sola, sempre sola.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019amletico interrogativo mi si ripropone in tutta la sua drammatica attualit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci pensi. Anche se non hai pi\u00f9 voglia di farti domande, perch\u00e9 le risposte le sai gi\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 sempre un\u2019autostrada a dividerti, una lunga linea grigia indefinita che mette di fretta, senza possibilit\u00e0 di rimedio alcuno,&nbsp; novecento chilometri di distanza geografica\u2026 Gli autogrill, le barriere del pedaggio, in galleria \u00e8 obbligatorio accendere i fari, le auto che ti sorpassano, che sorpassi tu pi\u00f9 avanti e che ti risorpassano ancora, tratto dopo tratto, le citt\u00e0 sono scritte bianche in campo azzurro, dopo le frecce d\u2019uscita, le regioni sul fondo verde, in alto, al confine.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 sempre un treno che parte, posti prenotati, \u00e8 pericoloso spargersi dal finestrino, i ritardi inspiegabili, le parole crociate, i dialetti che si mischiano, stazione dopo stazione, le d\u00e0 fastidio se fumo?<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco, un altro addio, senza speranza, come sono sempre tristi le partenze, come sono sempre disperati gli addii.<\/p>\n\n\n\n<p>Cercherai di sopravvivere. Si sopravvive, si sopravvive sempre. Passer\u00e0, te ne farai&nbsp; una ragione. Passa, passa sempre tutto.<\/p>\n\n\n\n<p>Ti ributterai nelle azioni quotidiane, troverai altri stimoli, altri interessi. Passa, passa: passa sempre.<\/p>\n\n\n\n<p>Intanto, credo di poter rispondere a quella domanda.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando quel tu generico si personalizza, o prima, o poi, nella dimensione<\/p>\n\n\n\n<p>individuale, allora tocca a te.<\/p>\n\n\n\n<p>Avresti voglia di spaccare tutto quello che ti capita attorno, che ne so, di sfogarti in qualche modo, oppure, all\u2019opposto, non hai nemmeno la forza per pensare a una ragione, che, tanto, del resto, non c\u2019\u00e8, e vorresti soltanto sparire e sprofondare. Oppure piangere, soltanto piangere.<\/p>\n\n\n\n<p>Se hai provato la straziante situazione di essere formica solitaria in un formicaio devastato, naufrago sbattuto dagli eventi passati come un uragano, pastore errante in un deserto senza fine, esule aggrappato a una muraglia con in cima cocci aguzzi di bottiglia, reduce sopraffatto dal tormento dell\u2019inquietudine e del vano desiderio, allora, oh, s\u00ec, anche tu piangi.<\/p>\n\n\n\n<p>Magari sopra a un maledetto treno che ti stava portando via, lontano lontano&#8230;In una notte senza requie, sdraiato su lettere strappate perch\u00e9 di parole oramai senza pi\u00f9 senso&#8230;Al telefono, quando hai detto con un filo di voce, quasi supplicando, che non volevi, no, non potevi restare sola\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Quando gli hai chiesto, umiliandoti, supplicandolo, che venisse con te, che condividesse almeno in prova, un periodo, qualche giorno pure appena poteva bastare, una vita insieme&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Piangere libera, purifica, eleva.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla nostalgia, beh, s\u00ec, alla nostalgia ti sar\u00e0 concesso indulgere, ogni tanto, quando ti prende. Quando, magari in un attimo, del tutto all\u2019improvviso, ti sorprendi a pensare che \u00e8 triste che certe cose belle debbano finire; che certe cose non tornano pi\u00f9; quando, ancora per esempio, ti accorgi che non solo non verr\u00e0 con te, ma che forse non lo rivedrai mai pi\u00f9, \u00e8 stato come tutti gli altri, e tu che avevi fatto una scommessa con te stessa, e non chiedevi altro che di perdere, e vedrai, ti eri detta, anche lui far\u00e0 come tutti gli altri, ti user\u00e0 per qualche serata divertente, e poi ti lascer\u00e0 al tuo destino, che chiss\u00e0 se \u00e8 vero che il destino ha pi\u00f9 fantasia di noi, invece spesso \u00e8 banale e banalmente troppo ingiusto, e ti lascia, sola, sempre sola, e a te ti sembra un lutto, una perdita secca e irreparabile, quello che c\u2019era e che adesso non c\u2019\u00e8 pi\u00f9; quando ti ritornano sempre in mente le sue parole, i suoi respiri, gli sguardi, e pure le smorfie del viso&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Tra poco preparer\u00f2 ancora una volta, all\u2019ultimo momento, come al solito, il mio borsone, ci metter\u00f2 dentro, alla rinfusa, le mie quattro cose e andr\u00f2 di nuovo errando verso la meta, l\u2019 amore, che mai io potr\u00f2 raggiungere.<\/p>\n\n\n\n<p>Ancora una volta, tra poco, mi batter\u00e0 forte il cuore, ogni volta uguale esattamente a tutte le altre e anzi incredibilmente peggio.<\/p>\n\n\n\n<p>Ingoier\u00f2 pure il rimpianto per una Lecce cambiata dai tempi che gi\u00e0 non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 e che mai pi\u00f9 potr\u00e0 ritornare, la citt\u00e0 degli anni Settanta, dove tutto grondava di nuove emozioni ed entusiasmo di arrivare ad altre esperienze.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella magica atmosfera, anche se in un altro modo, come a Firenze di questi anni Ottanta, dove tutto pulsa e si trasfigurava come dentro a un film, ma senza che ci sia pi\u00f9 non dico quella magica atmosfera, ma pure un briciolo d\u2019entusiasmo, la voglia di credere in qualcosa. Cos\u00ec come non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 quello che ognuno di noi si porta dentro e non si accorge che ormai altro non \u00e8 che amarissimo rimpianto.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo so, tra poco mi ritorner\u00e0 in mente mia madre\u2026Solo quando mi diceva che non aveva mai capito quel mio vestire cos\u00ec\u2026Ah s\u00ec, e poi quando mi diceva vieni qui, e non farlo mai pi\u00f9, no non farlo mai pi\u00f9&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>In viaggio, straziante, lo so, ritorneranno nella mia mente le mie zie che mi davano di nascosto i vestiti di femmina\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Come sempre, come un incubo, poi, lo so, lo so gi\u00e0, rivedr\u00f2 le Maestre sorelle che mi cacciarono dalla scuola di danza, perch\u00e9 le mamme della Lecce bene si erano lamentate di me, che c\u2019 ero io con le loro bambine, che potevo turbarle, una ferita che non si \u00e8 mai rimarginata, e brucia, oh come brucia, ancora e sempre, nell\u2019 intimo mio pi\u00f9 profondo, da dove mi hanno portato via le cose che amavo di pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>E no, non sar\u00e0 un viaggio, sar\u00e0 un\u2019 altra via crucis.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra poco mi sveglier\u00f2 di colpo, infastidita da sogni confusi e convulsi, mi laver\u00f2 il viso di malavoglia, prender\u00f2 il borsone e scender\u00f2 piano piano per non far rumore.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra poco cercher\u00f2 invano un po\u2019 di sollievo in un particolare insignificante, in un gesto meccanico, in un pensiero rimosso, in un disperso frammento.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra poco, lascer\u00f2 di nuovo Lecce che amavo, ma che non ha mai amato me, lascer\u00f2 il bar Poker che mi dava sicurezza, l\u2019 unica cosa che mi dava sicurezza, e invece, come ripete sempre l\u2019 amico mio, mi sieder\u00f2 di nuovo al tavolo di quella cinica, ininterrotta partita a poker che si ostinano a chiamare vita, e guarder\u00f2 di nuovo le carte in mano, spasmodica, ma senza darlo a vedere, ansiosa, ma di nascosto.<\/p>\n\n\n\n<p>SCENA 3<\/p>\n\n\n\n<p>Il cigno, BALLETTO DI MICHEL FOKINE SU UN PEZZO DI CAMILLE SAINT SAENS<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Carla Fracci: &quot;La morte del cigno&quot;\" width=\"500\" height=\"375\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/DPEQ9pYdoz8?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p>UNA MAESTRA DI DANZA E UNA RAGAZZINA<\/p>\n\n\n\n<p>SULLO SFONDO DELLA SCENA, L\u2019 INSEGNA DELLA SCUOLA<\/p>\n\n\n\n<p>Sei pronta, cara? Dai, ci siamo&#8230;Emozionata? Dai&#8230;Ti avevo detto che sarebbe stata una bella sorpresa&#8230;Tranquilla, ti sei allenata tanto&#8230;Andr\u00e0 tutto bene tranquilla, comunque vada sar\u00e0 un successo\u2026.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2018Stasera farai rivivere un sogno, anzi, lo realizzerai tu\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Il sogno infranto, che aveva una ragazzina come te, quarant\u2019anni fa\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>E le ridarai vita, ora che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo era il brano che preferiva, e che non pot\u00e8 mai ballare in pubblico, perch\u00e9 quarantanni fa la Lecce bene, le mammine delle altre ragazze non poterono sopportare che fra le loro bellissime figlie ci fosse un brutto anatroccolo&#8230;E la fecero cacciare dalla scuola.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma i brutto anatroccolo diventer\u00e0 presto un bellissimo cigno\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Alla ricerca forse vana di un senso, ma certo possibile, per ognuno di noi, di dignit\u00e0 e grandezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Attraverso l\u2019 amicizia, i sentimenti, la solitudine che si fa comunit\u00e0, condivisione, e che annulla qualunque diversit\u00e0\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>ESCE. BRANO MUSICALE E LA BALLERINA DANZA<\/p>\n\n\n\n<p>SCENA 4<\/p>\n\n\n\n<p>AL CONFESSIONALE UN UOMO DI UNA CERTA ETA\u2019 VESTITO &#8230;DA POLIZIOTTO, COME QUEI POLIZIOTTI CHE RICONOSCERESTI LONTANO UN MIGLIO, DA COME SON VESTITI, CHE SON POLIZIOTTI. ALLE SPALLE IL RITRATTO DI SANDRO PERTINI, DAVANTI UN TELEFONO, QUELLO VECCHIO TIPO, FISSO, GRIGIO<\/p>\n\n\n\n<p>SUONA \u2013 RISPONDE-<\/p>\n\n\n\n<p>Buongiorno, signor Questore! (FA COME PER ALZARSI IN PIEDI)<\/p>\n\n\n\n<p>Comandi<\/p>\n\n\n\n<p>Dica certo dica<\/p>\n\n\n\n<p>Capisco<\/p>\n\n\n\n<p>Eh lo so<\/p>\n\n\n\n<p>Lo so lo so<\/p>\n\n\n\n<p>Addirittura? Davvero mannaggia dai addirittura<\/p>\n\n\n\n<p>Non immaginavo una cosa cos\u00ec<\/p>\n\n\n\n<p>Addirittura?<\/p>\n\n\n\n<p>Tutte le notti, eh?<\/p>\n\n\n\n<p>Sua Eminenza?<\/p>\n\n\n\n<p>E che..ehm scusi signor questore&#8230;ma certo, lo tranquillizzo io, vediamo osa possiamo fare, s\u00ec s\u00ec mi faccia chiamare, me ne occupo io, gli dico qualcosa\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>e certo, poi vediamo subito come fare<\/p>\n\n\n\n<p>Il signor Prefetto?<\/p>\n\n\n\n<p>Mannaggia eh va bene dai Ma certo, che ci penso io! Certo certo certo Sar\u00e0 fatto<\/p>\n\n\n\n<p>Stia tranquillo signor Questore risolviamo in un modo o nell\u2019 altro pure con lui, risolviamo tutto<\/p>\n\n\n\n<p>qualcosa faccio, certo<\/p>\n\n\n\n<p>subito s\u00ec subito<\/p>\n\n\n\n<p>agli ordini signor questore<\/p>\n\n\n\n<p>comandi signor questore (FA COME PER ALZARSI IN PIEDI)<\/p>\n\n\n\n<p>CHIUDE<\/p>\n\n\n\n<p>SI ASCIUGA IL SUDORE, CONSULTA ALCUNE CARTE, VA A CERCARE ALCUNI FASCICOLI CHE TENEVA ACCATASTATI<\/p>\n\n\n\n<p>GUARDA LA RUBRICA, FA UN NUMERO<\/p>\n\n\n\n<p>Buongiorno, sono il commissario&#8230;Volevo parlare con Sua Eminenza&#8230;Aspettava una mia chiamata&#8230;S\u00ec, grazie\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Buon giorno Eminenza! S\u00ec s\u00ec s\u00ec<\/p>\n\n\n\n<p>s\u00ec s\u00ec s\u00ec s\u00ec s\u00ec<\/p>\n\n\n\n<p>sono d\u2019accordo sono perfettamente d\u2019 accordo<\/p>\n\n\n\n<p>un\u2019 indecenza, s\u00ec<\/p>\n\n\n\n<p>capisco capisco perfettamente<\/p>\n\n\n\n<p>conosciamo la situazione<\/p>\n\n\n\n<p>un\u2019indecenza s\u00ec<\/p>\n\n\n\n<p>vede, abbiamo un po\u2019 come dire? le mani legate\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Certo sappiamo ogni notte certo<\/p>\n\n\n\n<p>Ma certo<\/p>\n\n\n\n<p>Adesso mi studio la situazione correr\u00f2 ai ripari<\/p>\n\n\n\n<p>vediamo di stroncare subito quest\u2019indecenza s\u00ec<\/p>\n\n\n\n<p>Ossequi Eminenza Le far\u00f2 sapere Eminenza Ossequi Eminenza (FA COME PER ALZARSI IN PIEDI)<\/p>\n\n\n\n<p>CHIUDE<\/p>\n\n\n\n<p>SI ASCIUGA IL SUDORE, IMPRECA SOTTOVOCE<\/p>\n\n\n\n<p>GUARDA LA RUBRICA, FA UN NUMERO<\/p>\n\n\n\n<p>Buongiorno, sono il commissario&#8230;Volevo parlare con il signor Prefetto&#8230;Aspettava una mia chiamata&#8230;S\u00ec, grazie\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Buon giorno signor Prefetto! S\u00ec s\u00ec s\u00ec<\/p>\n\n\n\n<p>s\u00ec s\u00ec s\u00ec s\u00ec s\u00ec<\/p>\n\n\n\n<p>sono d\u2019accordo sono perfettamente d\u2019 accordo<\/p>\n\n\n\n<p>un\u2019 indecenza, s\u00ec<\/p>\n\n\n\n<p>capisco capisco perfettamente<\/p>\n\n\n\n<p>conosciamo la situazione<\/p>\n\n\n\n<p>un\u2019indecenza s\u00ec<\/p>\n\n\n\n<p>vede, abbiamo un po\u2019 come dire? le mani legate\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Certo sappiamo ogni notte certo<\/p>\n\n\n\n<p>Ma certo<\/p>\n\n\n\n<p>Adesso mi studio la situazione correr\u00f2 ai ripari<\/p>\n\n\n\n<p>vediamo di stroncare subito quest\u2019indecenza s\u00ec<\/p>\n\n\n\n<p>Ossequi signor Prefetto! Le far\u00f2 sapere signor Prefetto! Ossequi signor Prefetto<\/p>\n\n\n\n<p>(FA COME PER ALZARSI IN PIEDI)<\/p>\n\n\n\n<p>SI ASCIUGA IL SUDORE, IMPRECA SOTTOVOCE<\/p>\n\n\n\n<p>FA UN NUMERO A MEMORIA<\/p>\n\n\n\n<p>Ciao! Eh male malissimo&#8230;te che ne sai? Sono nei guai! Ma s\u00ec, la storia della trans che d\u00e0 spettacolo tutte le notti&#8230; \u2018stamattina uno dopo l\u2019altro si sono lamentati Questore, Cardinale e Prefetto! Addirittura mezzo chilometro di coda alle \u2018ascine tutti in fila, sapevo di qualche coda notturna<\/p>\n\n\n\n<p>Una moda, \u00e8 diventata..\u2019osa si fa \u2018stasera? Stasera si va a fare il puttantour alle \u2018ascine..Stasera si va a vedere la \u2018arlotta che balla per strada!<\/p>\n\n\n\n<p>Siamo arrivati a mezzo chilometri di coda, tutti in fila per ore, e se non c\u2019\u00e8 aspettano che ritorni&#8230;e fanno ingorgo&#8230;manco una Dea&#8230;pur di vederla, di scambiare qualche parola con lei&#8230;ai pi\u00f9 fortunati, il privilegio di vederla ballare su i\u2019 cofano della loro macchina&#8230;e se un vincano il premio, ritentano la notte dopo \u2026 E che ci posso fare, io? La prostituzione un\u2019\u00e8 reato!<\/p>\n\n\n\n<p>E un\u2019ha protettori, magnaccia, niente, fa tutto da sola\u2026 E che faccio, blocco il traffico, faccio i posti di blocco? Tanto si sposta da un altro lato e tutto ricomincia subito\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Ah e poi tanti arrivano da Pisa, da Livorno, che faccio? Chiudo la superstrada? Da Viareggio, da tutta la Versilia, arrivano, che faccio? Chiudo l\u2019Aurelia? E alcuni pure da Bologna, gli universitari s\u00ec un sacco di volte partono da Bologna, che faccio? Chiudo l\u2019 autostrada? Eh al Comune son contenti sotto sotto m\u2019immagino dai Il puttan tour alla \u2018ascine per vedere la \u2018arlotta \u00e8 diventato la nuova attrazione cittadina\u2026 Ma sai chi ci va? Ci van tutti! E sai chi sono i primi? Te lo dico io, chi ci va, chi se la contende a suon di centomila.. E abbiamo visto le targhe, come no?!\u2019 Guarda, un mi fa\u2019 dire&#8230;La buona nobilt\u00e0..I politici.. Le combriccole, le associazioni\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>I calciatori, che poi \u2018apisci perch\u00e9 la Fiorentina la domenica gioca da cani&#8230;professionisti&#8230;e non mi far dire, dai\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>E che faccio!?! Che devo fare?!? ? \u2018Stanotte mando qualche pattuglia, a fare un po\u2019 di scena co\u2019 le sirene e i lampeggianti&#8230;Domani ne mando una in meno&#8230;Dopodomani ne mando una sola&#8230;E poi fra qualche giorno ritorna la coda di mezzo chilometro&#8230;Non ho uomini, non ho mezzi, invece c\u2019ho i\u2019 mostro che ammazza le coppiette eh i\u2019 mostro c\u2019ho&#8230;e poi c\u2019ho mafiosi, terroristi, rapinatori, spacciatori&#8230;e io dovrei perder tempo con il puttantour delle \u2018ascine? Va vadano a pigliarselo tutti dentro a i \u2018ulo\u2026 Eh e se mi rompono di nuovo i coglioni, ne sbatto qualcuno dentro&#8230;Ah s\u00ec&#8230;ma sai da chi comincio?&#8230;Ne sbatto dentro qualcuno dei politici, cos\u00ec vediamo che faccia fa il Prefetto&#8230;Ne sbatto dentro qualcuno dei professionisti, stimatissimi, buoni padri di famiglia, cos\u00ec vediamo che faccia fa i\u2019 Questore&#8230;Ah e ne ho pure pe\u2019 i\u2019 Cardinale, di sorprese..Oh Madonna sai che sorprese!!! Glielo volevo dire oggi a tutti e tre, menomale che mi so&#8217; trattenuto, ma se mi rompon ancora i coglioni, glielo dico sapete amici cari? Ora risolvo! Ne sbatto dentro qualcuno! Eh ma sapete da chi comincio? E gli fo tutti i nomi\u2026 E che diamine, Madonna bonina! Tutti i nomi gli fo\u2026Uno per uno glieli dico, chi ci va, co questa \u2018arlotta, tutte le notti, al puttantour alle \u2018ascine&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>SCENA 5<\/p>\n\n\n\n<p>(QUI UN ALTRO BRANO MUSICALE DA INDIVIDUARE)<\/p>\n\n\n\n<p>IN SCENA SD<\/p>\n\n\n\n<p>La poesia \u00e8 una delle ultime cose rimaste ancora capace di prendere la mente e far fremere il cuore.<\/p>\n\n\n\n<p>Noi tutti oggi abbiamo poco tempo per pensare, per emozionarci.<\/p>\n\n\n\n<p>Qui ora tutti corrono come schegge impazzite.<\/p>\n\n\n\n<p>Dobbiamo ritrovare il tempo di fermarci, il tempo di poter guardare dentro di noi, e non sulle bacheche degli altri<\/p>\n\n\n\n<p>il tempo di alzare la testa per guardare il cielo.<\/p>\n\n\n\n<p>Vivere significa guardare le stelle delle quali siamo figli<\/p>\n\n\n\n<p>Vivere significa stare in accordo con la natura, dalla quale siamo stati generati, della quale facciamo parte e alla quale ci ricongiungeremo.<\/p>\n\n\n\n<p>ENTRA CE<\/p>\n\n\n\n<p>Il mito dell\u2019 eterno ritorno, s\u00ec\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Dobbiamo riuscire a recuperare il nostro equilibrio&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Yin e yang, dentro fuori, respiro dentro, respiro fuori, caldo e freddo, maschio e femmina, notte e giorno, luce e tenebre&#8230;Il ritmo naturale delle cose, dentro l\u2019 ordine naturale del mondo, ci dar\u00e0 la quiete interiore, la libert\u00e0 della mente, la consapevolezza del raggiungimento dell\u2019 unit\u00e0 di tutto l\u2019 universo&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Solo cos\u00ec potremo sorridere imperturbabili dentro e fuori di noi\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>SD<\/p>\n\n\n\n<p>La poesia \u00e8 un momento prezioso di questo percorso virtuoso, le parole creano universi altri<\/p>\n\n\n\n<p>La poesia \u00e8 un miracolo che si rinnova.<\/p>\n\n\n\n<p>Una rivelazione preziosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Una rivoluzione continua.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho la fortuna di aver scoperto e pubblicato un\u2019 esordiente di talento.<\/p>\n\n\n\n<p>In medias res&#8230;Chiara Evangelista\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Non sono riuscito, finora, a trovare le poesie che Carlotta Paiano scrisse da giovane, rimaste inedite, forse dimenticate e che chiss\u00e0 adesso dove si trovano.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho chiesto a Chiara, giovane e e leccese, di scegliere una sua \u2018vecchia\u2019 poesia, dalla sua prima raccolta, del suo splendido esordio, quelle che pi\u00f9 potessero essere&nbsp; dedicate alla memoria di Carlotta Paiano\u2026 Chiara, dai&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>CE APRE IL SUO LIBRO IN MANI E RECITA UNA POESIA<\/p>\n\n\n\n<p>(L\u2019evidenziatore giallo)<\/p>\n\n\n\n<p>POI, RIVOLGENDOSI A STEFANO<\/p>\n\n\n\n<p>Ah, ne ho scritta pure una nuova\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>SD&nbsp; E sentiamola allora\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>CE<\/p>\n\n\n\n<p>AVRAI UNA DONNA CON LE OCCHIAIE<\/p>\n\n\n\n<p>Avrai una donna con le occhiaie,<\/p>\n\n\n\n<p>autobiografie di battaglie<\/p>\n\n\n\n<p>vissute tra le rime delle palpebre<\/p>\n\n\n\n<p>e profondissime tenebre.<\/p>\n\n\n\n<p>Avrai una donna con le occhiaie,<\/p>\n\n\n\n<p>cronologie delle sue giornate<\/p>\n\n\n\n<p>passate a riemergere da macerie.<\/p>\n\n\n\n<p>Avrai una donna con le occhiaie,<\/p>\n\n\n\n<p>abbazie di forza e bellezza,<\/p>\n\n\n\n<p>brezza in vecchie nebbie. ______<\/p>\n\n\n\n<p>SD<\/p>\n\n\n\n<p>Sarebbe piaciuta a Carlotta&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>CE<\/p>\n\n\n\n<p>Alla sua memoria la dedichiamo&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>SCENA 6<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019 AVVOCATO<\/p>\n\n\n\n<p>(NEL CONFESSIONALE. MONOLOGO LENTO, MOLTO LENTO, QUASI RETICENTE, CON PAUSE E ASSAI SOFFERTO)<\/p>\n\n\n\n<p>Ma non so, non so, perch\u00e9&#8230;E poi, a parte, chi sono io, per giudicare?<\/p>\n\n\n\n<p>Ho provato a difenderla, quando, tornata a Lecce, ebbe non pochi problemi, prima personali, poi legali.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019 ho difesa, anzi, e non \u00e8 stato facile&#8230;Aveva un caratterino&#8230;E doveva sempre dirmi sempre lei, lei a me, come dovevo difenderla\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Mi ricordo il suo piglio, i suoi atteggiamenti ribelli, la sua voce, e quel corpo che cercava di nascondere i segni del tempo, l\u2019 inevitabile decadenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Battagliera e polemica fuori, fragile e provata dentro.<\/p>\n\n\n\n<p>E pallida, pallida oramai senza rimedio, dentro e fuori.<\/p>\n\n\n\n<p>Torn\u00f2 a Lecce, questa citt\u00e0 dove quando ci sei, sogni e speri di andartene presto, per inseguire i tuoi sogni che qui non puoi realizzare, e poi quando sei via, altrove, non smetti un solo giorno di rimpiangerla, e di sperare di ritornarci, prima o poi, e poi ancora, quando, prima o poi, ci sei ritornato, non ti ci ritrovi pi\u00f9, ci vivi come se non fossero passati gli anni, i decenni, rimpiangendo una Lecce che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9, e piangi, piangi per quello che \u00e8 finito e non ricomincia, quando la luce del futuro non cessa un solo istante di ferirti.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec, si sentiva Carlotta.<\/p>\n\n\n\n<p>In pi\u00f9, era provata dalle vicissitudini economiche.<\/p>\n\n\n\n<p>Era stata sempre generosissima con tutti, e tutti erano stati sempre irriconoscenti, scorretti, sleali con lei.<\/p>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9 volte, l\u2019 avevano fregata, l\u2019 ultima con un investimento commerciale.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019 ultima fregatura, fu il colpo di grazia.<\/p>\n\n\n\n<p>Io faccio l\u2019avvocato, non sono un medico, uno psicologo, uno psichiatra.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma non bisogna essere medici, psicologi o psichiatri per capire che quell\u2019 ultima fregatura fu l\u2019inizio della fine.<\/p>\n\n\n\n<p>Per\u00f2, ecco&#8230;Non erano i soldi persi che la facevano star male\u2026.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019 ha finita la solitudine.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019 ha finita questa citt\u00e0 perbenista e bigotta, che esalta a vanvera le presunte pubbliche virt\u00f9, e nasconde a fatica gli indicibili vizi privati.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando ci tornava, pochi giorni, d\u2019 estate, negli anni che furono, bloccava il traffico, anche qui play boy da strapazzo e rispettabili padri di famiglia facevano a gara per cercarla e stare con lei.<\/p>\n\n\n\n<p>Invece adesso, quando ci torn\u00f2 definitivamente, a Lecce non la cercava pi\u00f9 nessuno.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo l\u2019ha finita, esattamente questo.<\/p>\n\n\n\n<p>Soprattutto dopo i problemi che ebbe con la giustizia.<\/p>\n\n\n\n<p>Intendiamoci, niente di grave.<\/p>\n\n\n\n<p>Non dovrei dirlo da avvocato, ma lo dico: cazzate.<\/p>\n\n\n\n<p>Non era pi\u00f9 lei, in preda all\u2019 alcol, o a chiss\u00e0 che, depressa ed esaurita.<\/p>\n\n\n\n<p>Una volta, due, qualche parola di troppo con chi non avrebbe dovuto, qualche banale litigio, che nei rapporti giudiziari si trasformavano in una sfilza di reati penali. Qualche leggerezza ancora, e fin\u00ec addirittura in carcere.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019 andai a trovare, certo, per difenderla, riuscii a farla uscir. Ma insomma: sempre meno battagliera e polemica, sempre pi\u00f9 fragile e provata.<\/p>\n\n\n\n<p>Sola, notte e giorno: troppo passato, poco presente, e niente futuro.<\/p>\n\n\n\n<p>SCENA 7<\/p>\n\n\n\n<p>( BRANI MUSICALE DI SOTTOFONDO )<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Noemi - Vuoto a perdere (Official Video)\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/ixcYhTRRLyY?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"VUOTO A PERDERE - Noemi [piano cover version by &quot;genper2009&quot;]\" width=\"500\" height=\"375\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/KK3f1Mwg4G0?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p>MONOLOGO<\/p>\n\n\n\n<p>Che tristezza. Che desolazione. E\u2019 venuta la morte, e ha avuto gli occhi della solitudine.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLasciami guardare oltre gli sguardi \/ Oltre quel sorriso senza doppi fondi&#8230;.\u201d, aveva scritto in una delle poesie giovanili, piene di sensibilit\u00e0 tipicamente femminile, da signorina d\u2019 altri tempi.<\/p>\n\n\n\n<p>Di quelle che non si fermavano alle apparenze, ma volevano e sapevano guardare nel profondo. E come lei voleva che gli altri facessero con lei. Invano.<\/p>\n\n\n\n<p>La morte ha guardato lei senza piet\u00e0, l\u2019 ha trovata triste e sola.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei, che per averla, per un\u2019 ora d\u2019 amore, gli uomini facevano follie, ed era un lusso che non tutti potevano permettersi, \u00e8 morta in una desolazione disperata e disperante.<\/p>\n\n\n\n<p>Carlotta Paiano era deceduta da giorni, senza che nessuno ne sapesse niente, o si preoccupasse per lei. I vicini di casa hanno chiamato i vigili urbani soltanto perch\u00e9 ormai, con il caldo, c\u2019 era puzza tutto intorno. La macabra scoperta fatta ieri, da un parente, nel suo alloggio al quartiere Stadio.<\/p>\n\n\n\n<p>Aveva 57 anni: Too Old to Rock \u2018n\u2019 Roll, Too Young to Die!<\/p>\n\n\n\n<p>Il medico legale intanto ha accertato che il decesso \u00e8 avvenuto per cause naturali.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 finita nello squallore, una vita alle ricerca della Bellezza fisica, e dell\u2019 Armonia interiore. Un\u2019 emozione non da poco.<\/p>\n\n\n\n<p>Da ragazza, nella Lecce trepida e sapida degli anni Settanta, ancora in un corpo maschile, frequentava gli ambienti del Fronte della Giovent\u00f9, e i luoghi della citt\u00e0 ritrovo dei giovani di destra, come il bar Alvino, o di quelli nipotini dei vitelloni di provincia, del bar Poker.<\/p>\n\n\n\n<p>Senza nascondere la sua natura. Anzi, in maniera simpatica, faceva discretamente la corte ai pi\u00f9 aitanti, fra l\u2019 altro promettendo loro, ogni volta, di far conoscere le sue amiche ballerine, femmine, della scuola del Politeama.<\/p>\n\n\n\n<p>Il suo intervento, al volo, a bordo del mitico \u2018Ciao\u2019 dell\u2019 epoca, fu provvidenziale il 3 giugno del 1977, la sera in cui gli extraparlamentari di sinistra spararono in piazza Sant\u2019 Oronzo, al comizio di Pino Rauti, per salvare, caricandoselo a bordo, prima che lo raggiungessero, un ragazzo di 16 anni rimasto isolato, inseguito dai facinorosi del Movimento Studentesco e di Lotta Continua armati di pistole, chiavi inglesi e bottiglie molotov.<\/p>\n\n\n\n<p>A parte, il ballo, la danza, le discoteche, il Grunt nei sotterranei di Lecce citt\u00e0, il Mirage a Novoli, diventando \u2018grande\u2019.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi, dopo gli anni di piombo, arrivarono gli anni dorati. Carlotta and\u00f2 a Firenze, e, dando liberamente sfogo alla sua natura, divent\u00f2 uno splendore.&nbsp; La sua vocazione naturale di essere donna trov\u00f2 un specie di consacrazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Divenne una stella, apparteneva ormai al jet-set, invitata in case ricche e importanti., ricercata protagonista sulle spiagge della Versilia.<\/p>\n\n\n\n<p>Una diva.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando, d\u2019 estate, scendeva qualche giorno a Lecce, e andava a Otranto, a Gallipoli, a Porto Cesareo, era una celebrit\u00e0, un\u2019 icona dell\u2019 avvenenza femminile, condita con un po\u2019 di ambiguit\u00e0 e un tocco di perversione. Una miscela esplosiva, che ha fatto impazzire gli uomini.<\/p>\n\n\n\n<p>Una dea.<\/p>\n\n\n\n<p>A lungo, per tutti i dorati anni Ottanta, e i seguiti degli anni Novanta, volati via con il ritmo frenetico delle sue discoteche, con gli strani amori, e le follie, dei suoi giorni, e delle sue notti.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma poi, il lento, ma inarrestabile declino fisico.<\/p>\n\n\n\n<p>I primi problemi di relazione, i problemi con la Polizia e i magistrati.<\/p>\n\n\n\n<p>La solitudine. La tristezza. E non c\u2019\u00e8 niente di pi\u00f9 triste che vedersi sfiorire fisicamente e annebbiare mentalmente. E i fantasmi del passato che bucano la mente. Gi\u00e0, proprio come dicevano i versi di una delle sue canzoni degli anni Settanta, dove vai quando poi resti sola? Il ricordo come sai non consola. Anzi, ti consuma senza rimedio, e la solitudine ti uccide, nel caldo d\u2019 agosto afoso, insopportabile fra le mura di un appartamento di uno stabile di periferia, come una periferia di una metropoli globalizzata, problematica, anonima, ipocrita, indifferente, ed emarginata.<\/p>\n\n\n\n<p>SCENA 8<\/p>\n\n\n\n<p>(MONOLOGO, NEL CONFESSIONALE)<\/p>\n\n\n\n<p>(LENTA, MOLTO LENTA, TANTE PAUSE)<\/p>\n\n\n\n<p>Nel villaggio globale, noi ci perdemmo.<\/p>\n\n\n\n<p>Inevitabile.<\/p>\n\n\n\n<p>Ognuna per la sua strada, distinta e distante, senza pi\u00f9 sogni in comune.<\/p>\n\n\n\n<p>Perse con gli occhi, ma non col cuore&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Una fitta dentro, acuta, che fa male, ho provato oggi, quando il tam tam \u00e8 arrivato fino a me, solo oggi, un po\u2019 in ritardo, s\u00ec, attraverso i social, fino a questo albergo, fino a questo lido lontano, di un mare cos\u00ec diverso da quello che allora fu anche il mio.<\/p>\n\n\n\n<p>Con Carlotta, ci volevamo bene, e il pensiero, l\u2019 affetto, son rimasti, intatti, in tutti questi anni, da quando ci disperdemmo, ma pure solo geograficamente lontane, e per\u00f2 sena pi\u00f9 frequentazione alcuna, per quel ricordo dei nostri anni verdi di sogni e di speranze.<\/p>\n\n\n\n<p>Li ho rivisti oggi, dolorosamente, fra questi hotel vuoti, spiagge deserte e il vento freddo che viene da lontano.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 diventato un uragano, oggi, dopo che la fitta dal cuore se n\u2019\u00e8 andata fino in testa.<\/p>\n\n\n\n<p>Come un deja vu, tutto ho rivissuto, per un attimo lungo quanto anni e anzi decenni.<\/p>\n\n\n\n<p>Adesso ve lo racconto, cosa ho (ri) visto.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 strano come a volte ritornino in mente cose che sembravano dimenticate: come dispersi frammenti ritornano, e si compongono in un quadro unitario, un docu-film.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi ho rivisto le mie amiche del cuore, tutte. Eravamo un sodalizio compiuto, un cenacolo, un\u2019 elite spirituale.<\/p>\n\n\n\n<p>Bergerac, si chiamava, la sede, pardon, la location, come si dice ora, nell\u2019 attico sopra l\u2019 abitazione di ognuna di noi, all\u2019 ultimo piano del palazzo del centro moderno di quella Lecce antica.<\/p>\n\n\n\n<p>Bergerac, si chiamava, noi lo chiamavamo cos\u00ec e perch\u00e9 lo chiamavamo cos\u00ec, quel nostro rifugio, beh mo non me lo sto ricordando, eh, non lo so, l\u2019ho dimenticato, ma Bergerac, si chiamava\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Carlotta era sempre con noi, veniva tutti i giorni.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8230;Quanti dolci pensier, quanto disio\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec, quel tempo dei dolci pensier\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Tu, pensavi gi\u00e0 allora di andare via da Lecce, quando ti cacciarono dalla scuola di ballo, quel ballo per cui avevi un talento innato quanto smisurato, e noi a consolarti, vedrai, vedrai, ti dicevamo, vedrai\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>E quando ti abbiamo rivisto, in seguito, anni dopo\u2026 Oh che splendore!<\/p>\n\n\n\n<p>Da donna a donna: bellissima!&#8230;E quella voce, ancora, profonda, sensuale\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Ma purtroppo il problema \u00e8 stato quando non ti abbiamo pi\u00f9 rivisto, quando la trasformazione stava facendo il percorso inverso, e tu non l\u2019 hai retto.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma che credevi? E\u2019 stato cos\u00ec per tutte noi, per ogni donna arriva quel momento, che bisogna accettare, che bisogna capire, che bisogna riempire di affetti, non pi\u00f9 di sogni, ma di solide realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Tu, non le avevi.<\/p>\n\n\n\n<p>E proprio per questo avresti avuto bisogno di tutte noi.<\/p>\n\n\n\n<p>Scusa i mancati giorni; Carlotta, scusaci se ti abbiamo lasciata sola, specie in questi ultimi anni, quando pi\u00f9 ne avresti avuto bisogno, della nostra presenza, della nostra compagnia, scusa se non siamo pi\u00f9 state insieme a te come allora.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 che a mano a mano abbiamo saputo sempre meno di te, poi quasi pi\u00f9 niente, e ce lo siamo fatto bastare, colpevolmente, ce lo siamo fatto bastare.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma a te quello che avevi, poi quello che hai perso e tutto quello che non hai mai trovato, non poteva bastare.<\/p>\n\n\n\n<p>Cercavi l\u2019 amore, quello che esalta e che consola, quello che strappa i capelli e che sprofonda\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Tutte cazzate.<\/p>\n\n\n\n<p>Tu ci hai insegnato che l\u2019 amore \u00e8 stare accanto a una persona da far star bene, con cui condividere quel che resta del giorno, questo, esattamente questo.<\/p>\n\n\n\n<p>E deve essere terribile accorgersi di non averla, proprio quando la bellezza svanita, l\u2019 amore perduto, fanno disperare sul fatto che la si possa ancora trovare.<\/p>\n\n\n\n<p>Tu, cercavi solo un po\u2019 di tenerezza che non avevi mai avuto, un po\u2019 di comprensione che non avevi saputo trovare in questo mondo stupido\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Forse chiamiamo amore solamente quello di cui abbiamo bisogno in un determinato momento, quando, in un determinato momento, lo troviamo.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019 amore che poi dai comunque questo \u00e8: \u00e8 il rimpianto di quello che non hai avuto, e la nostalgia che te ne rimane.<\/p>\n\n\n\n<p>SCENA 9<\/p>\n\n\n\n<p>CARLOTTA CHE APPARE DALL\u2019 OLTRETOMBA COME UNA DEA<\/p>\n\n\n\n<p>Smettila di opprimerci con le tue lacrime\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>La nera porta non s\u2019 apre ad alcuna preghiera, una volta che le anime son passate.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 sorda ad ogni lamento.<\/p>\n\n\n\n<p>Quante volte vi siete chiesti se oltre di essa esista ancora qualcosa&#8230;Se dal paese inesplorato da cui confini nessun viaggiatore ritorna ci giunga ancora qualcosa, o se davvero la morte non sia niente per noi\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>O tanatos uden ep\u00ec emas<\/p>\n\n\n\n<p>Niente<\/p>\n\n\n\n<p>Ma tanto, di qua, dal di fuori c\u2019\u00e8 la vita! Non importa quale vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma tanto, di qua, l\u00e0 dal di fuori, c\u2019\u00e8 la luce. dal di fuori c\u2019\u00e8 la vita! Per sempre. Se ci sar\u00e0 luce, sar\u00e0 bellissimo.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo so, fuori \u00e8 magnifico, fuori \u00e8 magnifico, pure per i miei sogni sbagliati, ma io mi appartengo, mi appartengo. Ancora. Per sempre.<\/p>\n\n\n\n<p>E non \u00e8 tempo di giudicare, adesso. Di giudicare ancora come e dove e quando quella vita si dispieghi. Perch\u00e9, quella vita, l\u00e0 fuori, continua e si sovrappone.<\/p>\n\n\n\n<p>Continua nel ricordo, di chi rimane, l\u00e0 pu\u00f2 trovare dignit\u00e0 e grandezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Scambievolmente affranta, s\u00ec, e misera nella consapevolezza di non trovare pi\u00f9 un solo giorno di sole pieno e luce intensa, pur fra di noi, prigionieri di noi stessi, per\u00f2 continua.<\/p>\n\n\n\n<p>Io, non so pi\u00f9 cosa detestare, se la Notte o il Tempo, se la Rabbia o la Paura. Io non so perch\u00e9 vago ancora. E chi, chi devo maledire?<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 tanto ormai che tento di raggiungere la pi\u00f9 sincera e pi\u00f9 plausibile libert\u00e0. Non ci riesco ovvio. Non ci riesco, ad essere concreta.<\/p>\n\n\n\n<p>Libert\u00e0, pensiero nostalgico. Se non si definisce, \u00e8 davvero ovunque? Sta davvero l\u00ec, nell\u2019ovunque? Perch\u00e9 cercarla se sta sotto il nostro naso, tra i nostri passi, nascosta sotto i nostri gesti, dentro le pupille, sulla punta della lingua. La vestiamo, la viviamo. Eppure, non riusciamo a toccarla.<\/p>\n\n\n\n<p>La mente, l\u2019anima e il corpo non sono fiammelle di poco conto che si accendono per caso e si spengono per destino, no\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Sono spiriti per sempre giovanissimi, sono radici profonde, per sempre.<\/p>\n\n\n\n<p>Non lamentatevi sui crocifissi, non dispiegate avide mani cacciatrici, non inseguite prede amare, per voi di vergogna, ch\u00e9 se pure le ingoierete, poi male vi faranno e anzich\u00e9 saziarvi, dopo il primo momentaneo appagamento, disonore vi daranno, danno vi arrecheranno.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ricordate di astenervi dalle passioni, ricordate di portare sempre con voi la lucida consapevolezza di ogni vostra scelta, o rifiuto, arrivate quanto prima e per tutto a capire la vera natura delle cose che vi circondano, di ogni elemento del mondo in cui vivete.<\/p>\n\n\n\n<p>ENTRA IN SCENA ATTRICE<\/p>\n\n\n\n<p>(FA UNA DI QUESTE COSE, SCELGA QUALE O, MEGLIO, NE OPERI UNA SINTESI\/COMMISTIONE FRA TUTTI A SUO&nbsp; PIACIMENTO<\/p>\n\n\n\n<p>VESTITA DA PREFICA CHIANGIMUERTI)<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"1954 Puglia, Salento - Lamento funebre\" width=\"500\" height=\"375\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/iQKo1mrRpSc?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"1978. Aggiu saputu ca faci v\u00ecsitu. Lamento funebre di Martano nel Salento\" width=\"500\" height=\"375\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/nRsgAeNHJSA?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"1976. PUTTANA LE PERDISTI LE CARIZZE. Martano. Salento folk\" width=\"500\" height=\"375\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/DzH0eLSIuUo?list=PLCv-3G6UeMMUBwGDIuggCyqgLfAhfYpgc\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p>SI ALTERNA SULLA SCENA CON CARLOTTA, CHE RIPRENDE E RIPETE<\/p>\n\n\n\n<p>Smettila di opprimerci con le tue lacrime\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>La nera porta non s\u2019 apre ad alcuna preghiera, una volta che le anime son passate.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 sorda ad ogni lamento.<\/p>\n\n\n\n<p>Quante volte vi siete chiesti se oltre di essa esista ancora qualcosa&#8230;Se dal paese inesplorato da cui confini nessun viaggiatore ritorna ci giunga ancora qualcosa, o se davvero la morte non sia niente per noi\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>O tanatos uden ep\u00ec emas<\/p>\n\n\n\n<p>Niente<\/p>\n\n\n\n<p>DI NUOVO UN PEZZO A PIACERE PER L\u2019ATTRICE<\/p>\n\n\n\n<p>CARLOTTA RIPETE<\/p>\n\n\n\n<p>Ma tanto, di qua, l\u00e0 dal di fuori, c\u2019\u00e8 la luce. dal di fuori c\u2019\u00e8 la vita! Per sempre. Se ci sar\u00e0 luce, sar\u00e0 bellissimo.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo so, fuori \u00e8 magnifico, fuori \u00e8 magnifico, pure per i miei sogni sbagliati, ma io mi appartengo, mi appartengo. Ancora. Per sempre.<\/p>\n\n\n\n<p>E non \u00e8 tempo di giudicare, adesso. Di giudicare ancora come e dove e quando quella vita si dispieghi. Perch\u00e9, quella vita, l\u00ec fuori, continua e si sovrappone.<\/p>\n\n\n\n<p>Fuori \u00e8 bellissimo, fuori \u00e8 bellissimo.<\/p>\n\n\n\n<p>DI NUOVO UN PEZZO A PIACERE DECLAMATO DALL\u2019ATTRICE<\/p>\n\n\n\n<p>RIPRENDE E CONCLUDE CARLOTTA<\/p>\n\n\n\n<p>&#8230;Ma non capite che siamo solo figli di stelle che ci osservano sorridendo, a cui non possiamo arrivare se non pi\u00f9 pi\u00f9 morendo?<\/p>\n\n\n\n<p>Da l\u00ec veniamo, da laddove tutti un giorno ritorneremo.<\/p>\n\n\n\n<p>Io so di non essere mai stata assente, so di non essere mai stata infedele nella forma in cui mi \u00e8 stato detto di essere.<\/p>\n\n\n\n<p>No, anche quando sono assente non lo sono mai. Semplicemente mi fermo. Che piaccia o no, io so amare, anche quando non lo dico.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma&nbsp; a tutti voi, per l\u2019 ultima volta, estremo omaggio al mondo, io, ho voluto gridarlo.<\/p>\n\n\n\n<p>SIPARIO<\/p>\n\n\n\n<p>(FINE)<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2024\/10\/17\/il-mio-teatro-di-poesia-carlotta-paiano-la-dea-trans\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2024\/10\/17\/il-mio-teatro-di-poesia-carlotta-paiano-la-dea-trans\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Giuseppe Puppo ______ Poi, \u00e8 arrivato il \u201csuccesso\u201d. Dirompente. Uso questo vocabolo in modo timido e riservato, nel senso di consapevolezza. Per quello che facevo. 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