{"id":234972,"date":"2024-10-16T14:11:45","date_gmt":"2024-10-16T12:11:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=234972"},"modified":"2024-10-16T14:42:45","modified_gmt":"2024-10-16T12:42:45","slug":"la-realta-attuale-richiede-pragmatismo-a-leccecronaca-it-parla-il-leader-dei-giovani-universitari-di-destra-mattia-gallotta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2024\/10\/16\/la-realta-attuale-richiede-pragmatismo-a-leccecronaca-it-parla-il-leader-dei-giovani-universitari-di-destra-mattia-gallotta\/","title":{"rendered":"&#8220;La realt\u00e0 attuale richiede pragmatismo&#8221;. A leccecronaca.it PARLA IL LEADER DEI GIOVANI UNIVERSITARI DI DESTRA MATTIA GALLOTTA. PRAGMATICAMENTE APPUNTO"},"content":{"rendered":"\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"225\" height=\"225\" class=\"wp-image-234973\" style=\"width: 2500px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/images-1.jpeg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/images-1.jpeg 225w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/images-1-150x150.jpeg 150w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/images-1-60x60.jpeg 60w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/p>\n\n\n\n<p>di Giovanni Gemma ______ <em>\u00abLa realt\u00e0 geopolitica attuale richiede pragmatismo\u00bb <\/em>&#8211; sostiene Mattia Gallotta, ventenne presidente di Azione Universitaria Lecce e dirigente provinciale di Giovent\u00f9 Nazionale, l&#8217;organizzazione giovanile di Fratelli d&#8217;Italia. Gli abbiamo fatto delle domande un po\u2019 variegate \u2013 dall\u2019energia all\u2019universit\u00e0 \u2013 in virt\u00f9 del suo doppio ruolo, rappresentante degli studenti e membro della giovanile del partito di maggioranza di governo.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Abbiamo sentito tanto parlare di Piano Mattei \u2013 ed essendo nel tacco d\u2019Italia ci interesserebbe sapere se porter\u00e0 a qualcosa di concreto. Innanzitutto: il Piano Mattei esiste o \u00e8 solo una promessa con una cabina di regia?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il Piano Mattei esiste ed \u00e8 un progetto concreto che mira a rilanciare il ruolo dell\u2019Italia nel Mediterraneo e nell\u2019Africa, in continuit\u00e0 con la politica estera basata sull\u2019indipendenza energetica e sul rafforzamento delle relazioni con i partner strategici. La cabina di regia \u00e8 solo una delle prime fasi di attuazione di un piano che prevede investimenti concreti.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Come impatter\u00e0 una futura implementazione del Piano Mattei sul mercato energetico italiano?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019implementazione del Piano Mattei porter\u00e0 all\u2019Italia una maggiore sicurezza energetica, riducendo la dipendenza dai fornitori esterni, in particolare quelli pi\u00f9 instabili politicamente. Rafforzer\u00e0 la posizione dell\u2019Italia come hub energetico europeo e mediterraneo, favorendo l\u2019importazione di energia a costi pi\u00f9 competitivi e la diversificazione delle fonti.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Meloni \u00e8 andata in Cina da Xi Jinping per riprendere i contatti commerciali tranciati dall\u2019iniziale rifiuto della Nuova via della seta. Con questa mossa ha per\u00f2 smentito se stessa, dopo aver passato anni a criticare le intese tra Pechino e Roma.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La visita di Giorgia Meloni in Cina pu\u00f2 essere vista come una mossa pragmatica e strategica, non contraddittoria. Il rifiuto iniziale della &#8220;Nuova Via della Seta&#8221; era basato su una giusta valutazione dei rischi legati all&#8217;influenza cinese sulle infrastrutture critiche italiane e sul nostro tessuto produttivo. Tuttavia, ci\u00f2 non significa chiudere le porte a un dialogo commerciale, ma piuttosto ridefinire i termini delle relazioni con Pechino su basi pi\u00f9 eque e vantaggiose per l\u2019Italia. La sovranit\u00e0 e l\u2019interesse nazionale restano al centro dell&#8217;azione del governo Meloni, e riaprire i contatti con la Cina non significa sottomettersi a essa, ma piuttosto negoziare da una posizione di forza, salvaguardando l&#8217;indipendenza economica del nostro Paese.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Sostituire il gas russo con quello algerino non significa, dopotutto, sostituire come fornitore uno Stato autoritario con un altro uguale?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La realt\u00e0 geopolitica attuale richiede pragmatismo: l&#8217;Algeria \u00e8 un partner strategico dell\u2019Italia e l\u2019importanza di diversificare le fonti di approvvigionamento \u00e8 cruciale. A differenza della Russia, con cui vi \u00e8 stata una rottura a causa dell\u2019aggressione in Ucraina, l\u2019Algeria \u00e8 un partner pi\u00f9 stabile per noi, e con una maggiore prossimit\u00e0 geografica. Paragonare le due situazioni sulla base di diverse concezioni di &#8220;democrazia&#8221; e &#8220;autoritarismo&#8221; \u00e8 abbastanza strumentale.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Nella manovra di bilancio, il ministro dell\u2019Economia Giorgetti ha deciso di equiparare le tasse sul diesel a quelle sulla benzina, con un rialzo del costo del primo. Eppure c\u2019era chi prometteva tagli delle accise.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il rialzo del diesel \u00e8 una misura necessaria per rispettare gli impegni di bilancio e sostenere le finanze pubbliche. Le promesse sui tagli delle accise rimangono un obiettivo, ma vanno realizzate in modo graduale, tenendo conto del contesto economico globale e delle necessit\u00e0 di copertura finanziaria. Questo governo ha ereditato una situazione complicata.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha dichiarato recentemente che il passaggio all\u2019automotive elettrico va ritardato rispetto ai termini attuali. Non si rischia invece cos\u00ec che l\u2019Europa si trovi in condizione di forte svantaggio rispetto alla sviluppate industria delle auto elettriche cinese e alla nascente statunitense?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il ritardo nella transizione elettrica \u00e8 necessario per tutelare la nostra industria automobilistica e i posti di lavoro. Non possiamo permetterci di compromettere la nostra economia per seguire scadenze imposte dall\u2019esterno, specialmente se ci\u00f2 ci rende dipendenti dalla tecnologia cinese. \u00c8 fondamentale sviluppare un piano realistico che consideri le capacit\u00e0 del nostro tessuto industriale.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il decreto del Ministero dell\u2019Universit\u00e0 prevede un taglio di 173 milioni al Fondo di finanziamento ordinario per gli atenei.<\/strong>..<\/p>\n\n\n\n<p>La decisione di ridurre di 173 milioni il Fondo di finanziamento ordinario per gli atenei deve essere contestualizzata nel quadro pi\u00f9 ampio delle esigenze di bilancio nazionale. \u00c8 evidente che i tagli non sono mai popolari, ma in momenti di difficolt\u00e0 economica \u00e8 necessario ottimizzare le risorse e tagliare gli sprechi, piuttosto che aumentare indiscriminatamente i finanziamenti senza un\u2019effettiva razionalizzazione delle spese.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Come ha dichiarato il rettore dell\u2019Universit\u00e0 di Trieste, l\u2019unica soluzione che hanno le amministrazioni universitarie \u00e8 alzare le tasse. Questa politica di <em>austerity<\/em> non compromette la gi\u00e0 spesso precaria situazione didattica, lavorativa e abitativa degli studenti?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Parlare di \u201causterity\u201d in questo contesto \u00e8 assurdo. L\u2019obiettivo del governo non \u00e8 comprimere l\u2019istruzione, ma renderla pi\u00f9 efficiente. L\u2019idea \u00e8 quella di premiare gli atenei che dimostrano di saper utilizzare bene i fondi e razionalizzare le spese, piuttosto che distribuire denaro a pioggia.<\/p>\n\n\n\n<p>Sostenere che l\u2019unica soluzione sia l\u2019aumento delle tasse \u00e8 un&#8217;argomentazione pretestuosa e semplicistica. Gli atenei potrebbero, per esempio, ridurre le spese non essenziali e investire in partnership con il settore privato, migliorare la loro capacit\u00e0 di attrarre finanziamenti europei o internazionali e valorizzare il patrimonio immobiliare inutilizzato.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, \u00e8 importante sottolineare che il governo \u00e8 consapevole delle difficolt\u00e0 degli studenti, specialmente in termini di alloggio e costo della vita. Per questo motivo, parallelamente ai tagli al Fondo di finanziamento ordinario, sono stati previsti programmi di sostegno per le categorie pi\u00f9 deboli, attraverso borse di studio e agevolazioni mirate. Le difficolt\u00e0 esistono, ma il governo si sta impegnando a gestirle nel miglior modo possibile senza compromettere l&#8217;equilibrio complessivo dei conti pubblici.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Mentre a Gaza l\u2019esercito israeliano commette atrocit\u00e0 senza sanzioni, ENI collabora con il governo di Tel Aviv per l\u2019estrazione del gas sottomarino al largo delle coste della Striscia, in violazione della sovranit\u00e0 palestinese. Intanto, in Italia, guardiamo le pubblicit\u00e0 di Eni Plenitude: non \u00e8 una forma di <em>greenwashing<\/em> in complicit\u00e0 con i crimini israeliani di cui si sta occupando la Corte penale internazionale?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Italia \u00e8 un Paese sovrano e le nostre aziende, come ENI, hanno il diritto di fare affari con partner strategici come Israele. Da un punto di vista economico e meramente logistico, non si pu\u00f2 negare che Israele sia un alleato fondamentale delle aziende italiane in Medio Oriente. La collaborazione energetica serve non solo all\u2019Italia ma anche alla stabilit\u00e0 regionale. Le questioni politiche e giudiziarie internazionali, sicuramente fondamentali e su cui occorrono profonde riflessioni soprattutto alla luce degli attacchi alle basi Unifil dell&#8217;ultimo periodo, devono essere affrontate separatamente. Pensare che tali aziende possano boicottare i rapporti con Israele e compromettere cos\u00ec in maniera decisiva la stabilit\u00e0 economica nazionale \u00e8 fantascientifico oltre che assolutamente distopico. Certo \u00e8, ovviamente, che se l&#8217;escalation del conflitto dovesse andare a discapito dell&#8217;Italia bisogner\u00e0 fare altri tipi di riflessioni.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Nella Sua esperienza con Azione Universitaria in UniSalento, quanta consapevolezza diffusa sulla questione della transizione energetica hai notato tra gli studenti?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La consapevolezza sulla transizione energetica tra gli studenti sta crescendo, ma c\u2019\u00e8 ancora molto lavoro da fare. \u00c8 importante informare i giovani sui benefici di una transizione che tuteli l\u2019ambiente ma anche i posti di lavoro e l\u2019economia nazionale. Serve un equilibrio tra ecologia e sviluppo industriale. Sicuramente la disinformazione di chi si schiera per partito preso non serve, se non ad allontanare ulteriormente una giovent\u00f9 gi\u00e0 parecchio confusa sul tema.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019Ateneo si sta attrezzando adeguatamente sui temi ecologici?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Molti Atenei, inclusa l&#8217;UniSalento, stanno facendo progressi, ma c\u2019\u00e8 ancora strada da percorrere. Tuttavia, non bisogna correre troppo: la transizione ecologica deve essere graduale e sostenibile economicamente. Non possiamo permetterci misure avventate che penalizzino l\u2019istruzione o che aumentino i costi per le famiglie.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Nella campagna elettorale per le amministrative di Lecce, mentre dalle altre parti si parlava e si agiva verso l\u2019agrivoltaico e le comunit\u00e0 energetiche, a destra si mandava avanti il mantra \u2013 in parte realizzato \u2013 del no alle piste ciclabili. Ma davvero l\u2019obiettivo \u00e8 smantellare la ancora nascente rete ciclabile urbana?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Non si tratta di smantellare la rete ciclabile, ma di dare priorit\u00e0 alle infrastrutture che servono realmente ai cittadini. Le piste ciclabili possono essere utili, ma devono essere ben progettate e non devono intralciare la viabilit\u00e0 urbana o danneggiare le attivit\u00e0 economiche locali. Si tratta di un uso razionale dello spazio urbano. Aggiungo che una &#8220;pista ciclabile&#8221; dovrebbe consistere in un percorso sensato che inizia in un punto e finisce in quel punto, o comunque che percorra un certo tragitto. A Lecce vediamo micro-piste che raggiungono anche pochi metri di lunghezza. In piazza Ariosto, ad esempio, vi \u00e8 una rotonda con diverse uscite in mezzo alle quali sono state piazzate delle piste che non hanno alcuna utilit\u00e0 se non togliere spazio ai commercianti e mettere in pericolo la vita dei ciclisti stessi (non vi \u00e8, in alcuni casi, alcun segnale di STOP per le macchine). Un conto \u00e8 dire che la rete urbana \u00e8 &#8220;ancora nascente&#8221;, un conto \u00e8 dire che \u00e8 fatta senza alcun criterio logico ed \u00e8 assolutamente dannosa.<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2024\/10\/16\/la-realta-attuale-richiede-pragmatismo-a-leccecronaca-it-parla-il-leader-dei-giovani-universitari-di-destra-mattia-gallotta\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2024\/10\/16\/la-realta-attuale-richiede-pragmatismo-a-leccecronaca-it-parla-il-leader-dei-giovani-universitari-di-destra-mattia-gallotta\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Giovanni Gemma ______ \u00abLa realt\u00e0 geopolitica attuale richiede pragmatismo\u00bb &#8211; sostiene Mattia Gallotta, ventenne presidente di Azione Universitaria Lecce e dirigente provinciale di Giovent\u00f9 Nazionale, l&#8217;organizzazione giovanile di Fratelli d&#8217;Italia. 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