{"id":235298,"date":"2024-10-31T00:02:00","date_gmt":"2024-10-30T23:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=235298"},"modified":"2024-12-17T19:52:11","modified_gmt":"2024-12-17T18:52:11","slug":"sono","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2024\/10\/31\/sono\/","title":{"rendered":"IL MIO TEATRO DI POESIA \/&#8221;Sono abbastanza grande adesso per diventarti amico&#8221;: ECCO COME E&#8217; NATO QUESTO SPETTACOLO DI INCONTRI DECISIVI"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"720\" height=\"540\" class=\"wp-image-235470\" style=\"width: 2500px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/cover-buna.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/cover-buna.jpg 720w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/cover-buna-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/cover-buna-400x300.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><\/p>\n\n\n\n<p>di Giuseppe Puppo _______ Io, ecco, questo copione l&#8217;avevo scritto per lui, per Giorgio Albertazzi: cio\u00e8, lui non ne sapeva niente, me l&#8217;ero immaginato da solo, nei panni di Ezra Pound in quanto pensavo, mi immaginavo appunto, che gli avrebbe fatto piacere interpretarlo, ma tutto qui.<\/p>\n\n\n\n<p>Comunque, finito il lungo lavoro di documentazione, di cui dir\u00f2 poi, doverosamente, per svelare da dove vengano tutti i riferimenti, tutti veri e precisi, che sono alla base del testo, e finito di scrivere, feci un bel pacco postale e lo spedii al suo indirizzo, col cuore in gola.<\/p>\n\n\n\n<p>Partivo dalla memorabile intervista televisiva del 1967 fatta a Ezra Pound da Pier Paolo Pasolini, l&#8217;altro dei miei numi ispiratori, vera e propria mia guida intellettuale, un corto circuito che aveva scatenato in me una sequela di suggestioni feconde, e poi sviluppavo tutta una serie di incontri, decisivi, che ebbero per protagonisti in due nel corso degli anni. &#8220;Scene di incontri decisivi&#8221;, avevo intitolato infatti il copione, cui, inutile dirlo, ma lo dico lo stesso, tenevo molto, come \u00e8 facilmente intuibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo spedii, e poi dimenticai completamente di averlo fatto.<\/p>\n\n\n\n<p>Giorgio Albertazzi non aveva nemmeno risposto, come era prevedibile<\/p>\n\n\n\n<p>Alla bene e meglio, allora, insieme a uno o due-tre amici, di volta in volta, organizzai una serie di serate, una dozzina, alla fine, in tutto il Piemonte, in cui questo spettacolo fu raccontato scenicamente, pi\u00f9 che rappresentato veramente, data la limitatezza dei mezzi a disposizione e la mancanza di organizzazione artistica, o comunque l&#8217;inadeguatezza, necessaria per una rappresentazione teatrale tanto prestigiosa, quanto impegnativa.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Bene, passarono cos\u00ec alcuni anni, Adesso non mi ricordo esattamente quanti, forse, due o tre, o quattro,  non ricordo, comunque anni.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi, successe l&#8217;incredibile. Ci facciamo trovare spesso impreparati di fronte agli eventi, anche quelli che pi\u00f9 speriamo che accadano, specie quelli importanti, o, se vogliamo, decisivi.<\/p>\n\n\n\n<p>Come quando successe questo, tragicomico, che ho il piacere di raccontare.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>In quel periodo, in quei giorni, cominci\u00f2 a telefonarmi, sempre alla stessa ora del pomeriggio, evidentemente prima della chiusura, un tal Giacomazzi, della banca in cui avevo il conto, nella filiale vicino casa mia, in piazza Adriano, a Torino. Numero sconosciuto e alla risposta lui che attaccava: &#8220;Sono Giacomazzi, della banca&#8230;&#8221; e via con la di volta in volta sempre pi\u00f9 pressante richiesta, di cui Giacomazzi, il cognome me lo ricordo, in quanto si chiamava cos\u00ec un calciatore del Lecce, si faceva carico a nome del direttore. Era successo che il mio conto era andato in rosso di 70 euro, dico: 70 euro e basta, e il direttore aveva disposto che dovessi rientrare immediatamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora, non era nemmeno per somma, del resto esigua assai, ripeto, parlavamo di 70 euro, mica di altro; era che c&#8217;ero rimasto male, a questa mancanza di fiducia, anzi cattiveria vera e propria, dal momento che avevo l\u00e0 l&#8217;accredito dello stipendio e a capo di pochi giorni il conto sarebbe ritornato a posto; che bisogno c&#8217;era, di farmi andare a parlare dal direttore e di farmi andare a ripianare il debito seduta stante, anche perch\u00e9 per me, che uscivo di casa di mattina assai presto e tornavo a casa di sera assai tardi, era questo il problema?<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi feci per un po&#8217; orecchi di mercante, poi provai un po&#8217; a spiegare, ma niente, Giacomazzi, sempre alla stessa ora, non voleva sentire ragioni e continuava a telefonare col suo numero anonimo della banca. E una volta, e due, e tre e quattro, quando quel pomeriggio mi squill\u00f2,  sempre alla stessa ora, mentre ero sul tram e fra l&#8217;altro non si sentiva bene, il telefonino, e sentii &#8220;Sono Albertazzi&#8230;&#8221;, sbottai una serie di volgarit\u00e0 se non di  parolacce contro di lui, tipo <em>&#8211; beh mo mi avete proprio rotto i coglioni con questi 70 euro di merda.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Quando finii di sproloquiare, sentii il mio anonimo interlocutore ripetere solo: <em><strong>&#8220;Sono Albertazzi&#8230;&#8221;.<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Allora capii e avrei voluto sprofondare sottoterra.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci misi un bel po&#8217; a riprendermi sia dalla vergogna, sia dall&#8217;emozione, e a scusarmi per il terribile equivoco.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Maestro mi disse che aveva letto il copione, sia pur con un del resto comprensibile ritardo e, sia pur dopo qualche anno, mi fece i complimenti: aggiunse che gli era piaciuto e che gli era piaciuto a tal punto che avrebbe voluto metterlo in scena egli stesso.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo quella sua prima, in credibile telefonata, mi telefon\u00f2 altre volte, nei giorni seguenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Sintesi di quei colloqui: ribadiva a di voler mettere in scena il mio testo; questo per\u00f2 e fu chiaro mettendolo in coda ad altre produzioni che si era gi\u00e0 impegnato a realizzare; il mio copione gli era piaciuto, ma aveva bisogno di una riscrittura, sostanzialmente per renderlo meno letterario e pi\u00f9 dinamico, per cui mi forn\u00ec alcuni esempi, di cui io feci diligentemente tesoro per una risistemazione organica; la produzione sarebbe stata del Teatro Stabile di Trieste, sua la regia e il personaggio di Ezra Pound, proprio come avevo sognato; Kim Rossi Stewart avrebbe interpretato Pier Paolo Pasolini, per Maria Callas non aveva ancora deciso, ci avrebbe pensato pi\u00f9 in l\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine mi disse che stava per partire per una tournee all&#8217;estero e che poi doveva metter mano ai lavori gi\u00e0 programmati, per cui mi diede il numero di telefono della sua assistente, affinch\u00e9 nel frattempo io potessi mantenere i contatti.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma qui cominciarono i problemi.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei in seguito, quando la chiamavo, si dimostr\u00f2 poco e punto collaborativa. Percepii &#8211; ma questa \u00e8 solo una mia supposizione di cui non ho prove &#8211;  che fosse poco e punto contenta di questa nuova idea del Maestro, che comunque &#8211; \u00e8 questo \u00e8 un dato di fatto &#8211; era gi\u00e0 di et\u00e0 avanzata e quindi con le energie da dosare e&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>E niente, per farla breve, i contatti si diradarono prima, si allentarono poi e infine si interruppero,  in quei pochi anni che passarono da quel periodo delle telefonate, e la sua morte, avvenuta il 28 maggio 2016.<\/p>\n\n\n\n<p>Certo, mi rimase a lungo il dispiacere per quel sogno che non si era realizzato, per\u00f2 ecco, se c&#8217;\u00e8 una cosa che ho imparato nel Teatro \u00e8 che esso \u00e8 un mondo a s\u00e9, dai tempi e dai modi imponderabili, per\u00f2 sempre capace di magie, come quella di fare dei sogni realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Comunque, ogni sera in cui lo spettacolo \u00e8 stato rappresentato e ogni sera in cui lo sar\u00e0, la dedica \u00e8 a lui, A GIORGIO ALBERTAZZI, IN MEMORIAM.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Il resto della storia \u00e8 recente. I fatti andarono cos\u00ec. E cos\u00ec \u00e8 nato il capolavoro teatrale, a detta di tutti, ma proprio tutti, quelli che lo hanno visto, rimasti entusiasticamente affascinati, e sottolineo che sto parlando dell&#8217;esito teatrale al di l\u00e0 del mio copione.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Per una serie di ragioni che adesso \u00e8 inutile specificare, volevo partecipare in qualche modo alla rassegna  estiva dei Teatini &#8220;Lecce in Scena&#8221; organizzata dall&#8217;amministrazione comunale e pensai di farlo calando quello che ritengo il mio pezzo forte, questo, appunto. <\/p>\n\n\n\n<p>A primavera, misi mano ancora una volta al testo, del resto rimasto praticamente inedito, rimareggiandolo e anche ampliandolo, con un&#8217;ultima scena, il finale, che ben si sposava col clima dell&#8217;epoca rievocato di quell&#8217;anno di grazia 1975.  Giacch\u00e9 c&#8217;ero, cambiai anche il titolo, diventato questo attuale: <em><strong>&#8220;Sono abbastanza grande adesso per diventarti amico&#8221;<\/strong><\/em>, e anche questa fu una mossa vincente, in quanto spiazzava e sfondava, complici i due giovanissimi attori di Scena Muta esordienti scelti per l&#8217;occasione, Marzia Giagnorio e Pier Luigi Quarta,&nbsp;complice anche quella loro bellissima foto davanti i cancelli del Liceo classico Palmieri di Lecce fatta ad hoc dal regista cinematografico Gino Brotto e adoperata per manifesti, locandine e la comunicazione tutta della produzione.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1600\" height=\"900\" class=\"wp-image-235469\" style=\"width: 1500px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/316097810_10225076078202199_8130711905578093137_n.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/316097810_10225076078202199_8130711905578093137_n.jpg 1600w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/316097810_10225076078202199_8130711905578093137_n-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/316097810_10225076078202199_8130711905578093137_n-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/316097810_10225076078202199_8130711905578093137_n-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/316097810_10225076078202199_8130711905578093137_n-1536x864.jpg 1536w\" sizes=\"(max-width: 1600px) 100vw, 1600px\" \/><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Proposi a Maria Antonietta Vacca, attrice e docente della Compagnia Scena Muta di Copertino, di cimentarsi per la prima volta con la regia teatrale, e lei accetto, non senza qualche legittimo timore, quindi nel mesi seguenti si mise all&#8217;opera per affrontare tutta la complessit\u00e0 che una regia teatrale sottende e per essere pronta alla data fissata per il debutto, la sera del 14 agosto 2022.<\/p>\n\n\n\n<p>Due giorni prima, il meteo cambi\u00f2 radicalmente ed era una pessima notizia, per tante ragioni, per chi deve esibirsi all&#8217;aperto, se non altro per i problemi che la piaggia d\u00e0 al service tecnico.<\/p>\n\n\n\n<p>Il giorno prima, diluvi\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>Quel pomeriggio fu valutata quindi anche con l&#8217;allora assessore la possibilit\u00e0 di annullare e\/o  spostare la data, sia temporalmente, sia geograficamente in un&#8217;altra location, ipotesi alla quale io mi opposi fortemente, per tante ragioni del mio punto di vista: alla fine, a sera, fu presa la decisione che comunque la sera dopo saremmo andati in scena, comunque, ed era un notevole azzardo.<\/p>\n\n\n\n<p>A differenza del principe di Cond\u00e8, che, come narra Manzoni, dorm\u00ec&nbsp;profondamente la notte avanti la giornata di Rocroi, quella notte Maria Antonietta credo che abbia dormito poco e male, come le donne di Almodovar anch&#8217;ella sull&#8217;orlo di una crisi di nervi.<\/p>\n\n\n\n<p>Per\u00f2 all&#8217;alba dei giorno fatidico smise di piovere e il tempo mantenne per tutte le ore successive, anzi a sera rischiar\u00f2 addirittura.<\/p>\n\n\n\n<p>Eccoci.<\/p>\n\n\n\n<p>C&#8217;era un pubblico folto, qualificato e partecipe; l&#8217;allestimento preparato dalla regista si dispieg\u00f2 in tutta la sua dirompente bellezza, trovata la quadratura del cerchio come avrebbe voluto fare Giorgio Albertazzi, alla memoria del quale dedicammo la serata; i commenti furono entusiastici e molti di essi di sprone a riproporre presto lo spettacolo in altre sedi. Insomma, un successo senza condizioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Maria Antonietta pass\u00f2 il giorno dopo di Ferragosto seduta nel balcone di casa a riprendersi dalla fatica e dalle emozioni, spossata ma felice.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Dopo il debutto ai Teatini a Lecce, <em><strong>&#8220;Sono abbastanza grande adesso per diventarti amico&#8221;<\/strong><\/em> \u00e8 stato replicato quattro volte, sempre nel 2022 e sempre con lusinghieri riscontri di critica e pubblico:  il 23 settembre a Palazzo Roma di Ostuni; il 25 novembre al Castello di Copertino; il 3 dicembre al Cavallino Bianco di Galatina; il 7 dicembre all&#8217;Auditorium di Gagliano del Capo.<\/p>\n\n\n\n<p>E stato anche oggetto il 21 settembre 2022 a Palazzo Torrisi di Lecce di un incontro col pubblico tenuto dal regista Gino Brotto; pure il 23 marzo 2023 di un seminario di studio a Scena Muta di Copertino tenuto dal Maestro Luca Toracca di Milano.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Infine, le risposte alle domande sullo spettacolo che nessuno mi ha mai fatto, eppure ci tenevo, e la (non) risposta alla domanda che invece in tanti mi han fatto, ripetendomela ogni volta, eppure non ci tenevo affatto.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Tutti gli episodi raccontati in <em><strong>&#8220;Sono abbastanza grande adesso per diventarti amico&#8221;<\/strong><\/em> sono veri, accenni ed aneddoti compresi, tutti, e tutti quanti da me accuratamente ricostruiti, sia con testimonianze dirette  raccolte da persone vicine ai protagonisti, sia con lunghe ricerche bibliografiche.<\/p>\n\n\n\n<p>Per esempio, di Ezra Pound a Venezia e della conoscenza con Patty Pravo ancora bambina mi ha raccontato lei stessa. Gli inediti retroscena del controverso rapporto fra Pier Paolo Pasolini e Maria Callas li ho trovati, comparati e verificati uno a uno, ivi compresi le storia della Diva che telefona all&#8217;amico parigino alle 3 di notte per sparlare del regista, e quella della sua astrologa, alla quale chiese consiglio sul da farsi. Allo stesso modo, gli episodi raccontati in scena della storia d&#8217;amore fra Ezra Pound e Olga Rudge, gran parte dei quali trovati nel libro &nbsp;edito dalla Yale University del Connecticut scritto da Anna Coronar <em>&#8220;What Thou Lovest Well&#8230;&#8221; <\/em>e che io andai a consultare a Genova alla Accademia Linguistica nell&#8217;unica copia esistente in Italia.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Intendo mantenere il riserbo sulla ragazza del Palmieri, alla quale d\u00e0 voce e volto Marzia Giagnorio. <\/p>\n\n\n\n<p>Io, allora &#8216;fascista&#8217; per forza e per reazione, personalmente, ma non politicamente, in quanto impossibile, nel clima dell&#8217;epoca, povero proletario di modeste origini, ero segretamente innamorato di una ragazza della scuola, che giocava a fare la rivoluzionaria extraparlamentare di sinistra, lei, figlia di una famiglia grandeborghese e importante della Lecce &#8211; bene. <\/p>\n\n\n\n<p>Una storia impossibile, appunto, come ben sa chi quel periodo ha vissuto, del resto durata ben poco: e non lo dissi mai a nessuno, nessuno mai lo seppe, solo lei, solo noi, tutto di nascosto, e per\u00f2&#8230; Breve quanto dirompente,  inoltre vero e proprio specchio dei tempi.<\/p>\n\n\n\n<p>E per\u00f2 tanti anni dopo l&#8217;ho raccontato nel testo, solo, ovviamente, tacendo sul suo nome. Ho raccontato quel che mi ricordo, come mi \u00e8 ritornato in mente solo in seguito e da poco tempo,  un giorno, all&#8217;improvviso, per una coincidenza significativa, sia pur parzialmente, perch\u00e9 non ho potuto raccontare quel che devo aver nel frattempo del tutto rimosso, anche perch\u00e9 da allora non l&#8217;ho mai pi\u00f9 rivista e mai pi\u00f9 cercata.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco&#8230; Che poi l&#8217;amore proprio questo \u00e8:<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8220;Non \u00e8 difficile dimenticare quello che non hai avuto, \u00e8 difficile dimenticare la tristezza che te ne rimane&#8221;. <\/em>_______<\/p>\n\n\n\n<p>( 5 \u2013 continua ) ______<\/p>\n\n\n\n<p>p.s.<\/p>\n\n\n\n<p>QUI DI SEGUITO DOVREI ALLEGARE IL TESTO COMPLETO DEL COPIONE, COME LE ALTRE VOLTE.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma ho un problema: non ho trovato il file di word su cui da qualche parte l&#8217;avevo salvato. Il signor Wolf questa volta ha fallito. Ho provato a cercarlo dappertutto, ma niente da fare, l&#8217;ho perso, fra un vecchio computer e quello nuovo, fra messaggi di posta inviati e dischi e dischetti. Pazienza, almeno ho il cartaceo e meno male. Ora mi toccher\u00e0 ricopiarlo, quindi l&#8217;operazione trasferimento slitter\u00e0 per un po&#8217;, fino a quando non avr\u00f2 finito la trascrizione in digitale. Meno male, dai, non avevo niente da fare nei prossimi giorni e cos\u00ec almeno per qualche ora nei prossimi giorni ho trovato qualcosa con cui passare il tempo&#8230; _______<\/p>\n\n\n\n<p>FATTO<\/p>\n\n\n\n<p>ECCO QUA<\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u201cSono abbastanza grande adesso per diventarti amico\u201d_______<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>1.<\/p>\n\n\n\n<p>NARRATORE<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1967 accadde un fatto per tanti versi straordinario, sia per il clima dell\u2019epoca, estremamente ideologizzato, sia per i successivi sviluppi, per quanto ben poco ne resti, in quello che abbiamo imparato a chiamare l\u2019immaginario collettivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta di motivi e personaggi di contenuti memorabili, degni di essere conosciuti, divulgati e opportunamente meditati: insomma, quel che ci proponiamo<em> di fare qui, adesso, insieme a tutti voi, \u2018stasera.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Non saremo soli.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Sono sempre belle queste serate, no? In cui ci si pu\u00f2 fermare un attimo a pensare, un lusso che sempre pi\u00f9 raramente possiamo permetterci. E capita a volte di essere raggiunti dopo settimane, dopo mesi, dopo anni forse, all\u2019improvviso, dall\u2019eco silente, ma corposa, di suggestioni toccate con mente.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Qui ormai tutti vanno avanti e indietro senza nemmeno sapere dove andare, dalla mattina alla sera, come formiche impazzite, inseguendo lavoro e profitto. Per\u00f2 questo possesso \u00e8 soltanto una misera e falsa illusione. Gli esseri umani non sono stati creati per vivere come formiche. Devono avere il tempo per fermarsi a parlare con i loro simili. Devono avere il tempo di sollevare la testa, per guardare il cielo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Vivere significa stare in accordo con la natura, dalla quale siamo stati generati, della quale facciamo parte e alla quale ci ricongiungeremo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Vivere significa sentirsi in pace, in pace con il mondo e in pace con s\u00e9 stessi.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u2026 Dimenticavo\u2026La poesia, la poesia propriamente detta. Poesia, vogliamo fare, poi, insieme a voi, \u2018stasera, attraverso i versi di Pier Paolo Pasolini.<\/p>\n\n\n\n<p>Fedeli alla lezione di quel professore del film che recitava la poesia di Walt Whitman&nbsp; \u201cOh Capitano! Mio capitano!\u201d &#8211; e dunque non la spiegava la poesia: la recitava \u2013 anche noi vogliamo dimostrare che la poesia si sente, se c\u2019\u00e8, <strong>si sente<\/strong>, esattamente questo.<\/p>\n\n\n\n<p>Fedeli, poi, alla nostra tradizione occidentale, in cui la poesia nacque per essere interpretata e raccontata al popolo delle piazze e divent\u00f2 prima opera epica, poi spettacolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Fedeli alla tradizione del teatro di parola, ma soprattutto fedeli alla storia del teatro.<\/p>\n\n\n\n<p>Non occorre essere Eschilo, o Sofocle per essere degni del teatro, ma basta essere innamorati della cultura. Il teatro nasce non dall\u2019opera dei geni, ma dalla passione di tutti coloro i quali vi contribuiscono, gli spettatori stessi, protagonisti dello spettacolo.<\/p>\n\n\n\n<p>A tutti voi che ci onorate della vostra presenza, a voi stessi dunque questa serata \u00e8 dedicata.<\/p>\n\n\n\n<p>Ah la poesia poi, s\u00ec!<\/p>\n\n\n\n<p>Sappiamo che la poesia \u00e8 una delle ultimissime cose rimaste ancora capaci di prendere la mente e far fremere il cuore.<\/p>\n\n\n\n<p>Non la spiegheremo, la reciteremo, la poesia, di questi due autori tanto citati, quanto poco e niente recitati.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Saprete gi\u00e0 \u2013 se siete qui, e di questo vogliamo ringraziarvi tutti, sperando di poter regalarvi un\u2019emozione in pi\u00f9 &#8211; di chi sto parlando.<\/p>\n\n\n\n<p>Forse per\u00f2 non sapete come andarono i fatti.<\/p>\n\n\n\n<p>Ve lo dico io, ora.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">&nbsp;<\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">2.<\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">BANDIERA GIALLA \u2013 GIANNI PETTENATI<\/h2>\n\n\n\n<p>NARRATORE<\/p>\n\n\n\n<p>Avvolto nella bandiera gialla di Gianni Pettenati, vero inno generazionale italiano, correva l\u2019anno 1967.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel mondo, diviso fra i due blocchi, nella perdurante logica di Yalta, c\u2019era sempre la guerra del Vietnam, fra l\u2019altro in preoccupante escalation.<\/p>\n\n\n\n<p>Ce ne fu un\u2019altra, breve, ma violentissima e dalle conseguenze ancora oggi tangibili, nel martoriato Medio &#8211; Oriente: la guerra dei sei giorni, con cui Israele occup\u00f2 la penisola del Sinai, la striscia di Gaza, il settore arabo di Gerusalemme, la Cisgiordania e le alture siriane del Golan.<\/p>\n\n\n\n<p>Per non dire di quella nell\u2019Africa affamata e sfruttata, del Biafra, in Nigeria. Anche questo conflitto di nuovo attuale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>CIAO AMORE CIAO \u2013 LUIGI TENCO &#8211; IN SOTTOFONDO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>NARRATORE<\/p>\n\n\n\n<p>1967\u2026 Papa Paolo VI pubblica l\u2019enciclica \u201cPopulorum progressio\u201d, in cui si evidenzia lo squilibrio sopravvenuto fra civilt\u00e0 tradizionale e civilt\u00e0 contadina e si condannano le sperequazioni sociali, imputate a quello che allora ancora si chiamava colonialismo, o imperialismo.<\/p>\n\n\n\n<p>A Citt\u00e0 del capo, il chirurgo Christiaan Barnard effettua il primo trapianto di cuore.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Muoiono&nbsp; i tre astronauti dell\u2019 Apollo 1.<\/p>\n\n\n\n<p>In Italia, in Parlamento prima, con ben pi\u00f9 virulenza fuori, si comincia a discutere dell\u2019introduzione del divorzio.<\/p>\n\n\n\n<p>Capo del governo \u00e8 Aldo Moro, un nome che, per quello che sarebbe accaduto in seguito, mette i brividi.<\/p>\n\n\n\n<p>Il giro d\u2019Italia lo vinse \u2013 ve lo ricordate? &#8211; Felice Gimondi.<\/p>\n\n\n\n<p>A Sanremo quell\u2019anno successe che il cantautore Luigi Tenco si suicid\u00f2 nella sua camera d\u2019albergo, dopo aver cantato, sul palcoscenico del teatro Ariston, in coppia, come si usava all\u2019ora, con Dalid\u00e0, \u201cCiao amore ciao\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Correva l\u2019anno 1967, quando, per una delle trasmissioni televisive che Pier Paolo Pasolini aveva realizzato, o aveva in programma di realizzare, chiese un\u2019intervista a Ezra Pound.<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019epoca, il primo aveva 45 anni, l\u2019altro 82.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019intellettuale pi\u00f9 famoso, per quanto eretico, del comunismo italiano voleva rendere omaggio all\u2019intellettuale fascista pi\u00f9 famoso, per quanto eretico, nel fervore ideologico del secolo breve.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019uno allora all\u2019apice della gloria della cultura ufficiale; l\u2019altro dalla cultura ufficiale&nbsp; relegato in disparte.<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre a questo, al di l\u00e0 delle etichette di comodo, alcune solide fondamenta ideologiche a unirli: l\u2019uno legato al mito dell\u2019Italia rurale e contadina, l\u2019altro al mito dell\u2019America dei pionieri,&nbsp; con la feroce, conseguente avversione di entrambi alla guerra, all\u2019usura, all\u2019egoismo del capitalismo, nell\u2019amore vivissimo per le espressioni nazionali, popolari e tradizionali, nella convinzione del valore della cultura e del potere dell\u2019educazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Un\u2019intervista che fece bene a entrambi, negli ultimi anni della loro vita: Ezra Pound interruppe cos\u00ec il lungo periodo del \u201ctempus tacendi\u201d che aveva iniziato, nel 1958, al suo rientro in Italia dal manicomio criminale in cui lo avevano internato i suoi compatrioti americani, finita la guerra; Pier&nbsp;&nbsp; Paolo Pasolini inizi\u00f2 la bellissima stagione da lucido e profetico polemista, da corsaro capace di individuare quello che stava avvenendo e delineare quello che sarebbe avvenuto.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel chiedergli l\u2019intervista, Pasolini mand\u00f2 a Pound gli stessi versi che il poeta americano aveva dedicato pi\u00f9 di mezzo secolo prima a Walt Whitman.<\/p>\n\n\n\n<p>Si intitolano \u201cA pact\u201d, \u201cUn patto\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Noi li abbiamo ritrovati.<\/p>\n\n\n\n<p>ATTRICE<\/p>\n\n\n\n<p>ENTRA IN SCENA, COL FASCIO DI LUCE, VERSO IL LEGGIO<\/p>\n\n\n\n<p>MENTRE DECLAMA UNA VOCE FUORI CAMPO FA VERSO PER VERSO LA TRADUZIONE<\/p>\n\n\n\n<p>I make a pact with you.<\/p>\n\n\n\n<p>I have detested you long enough.<\/p>\n\n\n\n<p>I come to you as a grown child<\/p>\n\n\n\n<p>Who has had a pig-headed father.<\/p>\n\n\n\n<p>I am old enough now to make friends.<\/p>\n\n\n\n<p>It was you who broke the new wood,<\/p>\n\n\n\n<p>Now is a time for carving.<\/p>\n\n\n\n<p>We have one sap and one root.<\/p>\n\n\n\n<p>Let there be commerce between us. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Stringo un patto con te.<\/p>\n\n\n\n<p>Ti ho detestato abbastanza a lungo.<\/p>\n\n\n\n<p>Vengo da te come un figlio ormai cresciuto<\/p>\n\n\n\n<p>che ha avuto un padre un po\u2019 carogna.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono abbastanza grande adesso per diventarti&nbsp; amico.<\/p>\n\n\n\n<p>Sei stato tu a tagliare il legno nuovo,<\/p>\n\n\n\n<p>adesso \u00e8 tempo di inciderlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo un solo fusto e una sola radice.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sia dunque dialogo, fra di noi.<\/p>\n\n\n\n<p>NARRATORE<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Bene. Allora, amici! Pax tibi, pax mundi<\/em>\u201d \u2013 fu la risposta che ricevette Pasolini.<\/p>\n\n\n\n<p>Il fotografo Gianfranco Contini cap\u00ec subito che si sarebbe trattato di un evento storico e chiese alla direzione Rai di poterlo filmare: l\u2019incontro avvenne a Venezia il 26 ottobre 1967; lo straordinario documentario and\u00f2 poi in onda l\u2019anno dopo, anche se in un\u2019edizione ridotta di dieci minuti, col titolo \u201cUn\u2019ora con Ezra Pound\u201d, a firma di Vanni Ronsisvalle.<\/p>\n\n\n\n<p>Infatti dialogo ci fu. Ma il termine dialogo \u00e8 riduttivo. Ci fu comunanza d\u2019intenti, profondissima intesa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2018Stasera non vi racconteremo il dialogo, le parole che si dissero i due poeti.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2018Stasera noi vi racconteremo la profondissima intesa, le parole che non furono dette.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2018Stasera noi vi racconteremo i ricordi evocati e messi in disparte, quelli talmente belli, da fare male; le malinconie senza rimedio; le ferite senza cicatrici; i discorsi intasati e momentaneamente sospesi; i sogni infranti e le speranze tradite; le grandi idee capaci di muovere il mondo; le folli passioni e le lucide profezie.<\/p>\n\n\n\n<p>E vi reciteremo altri versi di Pier Paolo Pasolini, tanto citati e letti, quanto poco e niente interpretati, scelti fra quelli che riteniamo pi\u00f9 significativi, a cominciare da questi, del 1956, intitolati \u201cIl pianto dell\u2019escavatrice\u201d.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>ATTRICE<\/p>\n\n\n\n<p><strong>&nbsp;&nbsp; <\/strong>Solo l&#8217;amare, solo il conoscere<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; conta, non l&#8217;aver amato,<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; non l&#8217;aver conosciuto.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp; D\u00e0 angoscia il vivere di un consumato<br>&nbsp; &nbsp;&nbsp;amore. L&#8217;anima non cresce pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p><br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ecco nel calore incantato della notte<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp; che piena quaggi\u00f9<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; tra le curve del fiume e le sopite<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; visioni della citt\u00e0 sparsa di luci,<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; scheggia ancora di mille vite,<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp; disamore, mistero, e miseria<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; dei sensi<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp; mi rendono nemiche<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; le forme del mondo, che fino a ieri<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; erano la mia ragione d&#8217;esistere.<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Annoiato, stanco,<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp; rincaso, per neri piazzali di mercati,<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp; tristi strade intorno al porto fluviale,<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; tra le baracche e i magazzini misti<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; agli ultimi prati.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp; L\u00ec mortale \u00e8 il silenzio:<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp; ma gi\u00f9, a viale Marconi,<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; alla stazione di Trastevere,<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp; appare ancora dolce la sera.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ai loro rioni, alle loro borgate, tornano su motori<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; leggeri, in tuta o coi calzoni di lavoro,<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp; ma spinti da un festivo ardore<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; i giovani, coi compagni sui sellini,<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; ridenti, sporchi.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Gli ultimi avventori<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; chiacchierano in piedi con voci alte nella notte,<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp; qua e l\u00e0, ai tavolini dei locali ancora lucenti e semivuoti.<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Stupenda e misera citt\u00e0,<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; che m&#8217;hai insegnato<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp; ci\u00f2 che allegri e feroci gli uomini imparano bambini,<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; le piccole cose in cui la grandezza<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; della vita in pace si scopre,<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; a difendermi, a offendere, ad avere<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; il mondo davanti agli occhi e non<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; soltanto in cuore,<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp; a capire che pochi conoscono le passioni<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; in cui io sono vissuto:<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; che non mi sono fraterni,<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp; eppure sono fratelli proprio nell&#8217;avere<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; passioni di uomini<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; che allegri, inconsci, interi<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; vivono di esperienze<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; ignote a me.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Piange ci\u00f2 che ha fine e ricomincia.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Piange ci\u00f2 che muta,<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp; anche per farsi migliore.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp; La luce del futuro<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp; non cessa un solo istante di ferirci: \u00e8 qui<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp; che brucia in ogni nostro atto quotidiano,<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp; angoscia anche nella fiducia che ci d\u00e0 vita.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><em>3.<\/em><\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><em>A WHITER SHADE OF PALE \u2013 PROCOL HARUM. <\/em><em>I DUE ATTORI SEDUTI UNO ACCANTO ALL\u2019ALTRO PRONUNCIANO PAROLE A BASSA VOCE PRIMA DEL TUTTO INCOMPRENSIBILI. POI A VOCE SEMPRE PIU\u2019 FORTE RIPETONO ENTRAMBI PIU\u2019 VOLTE LA PAROLA \u2018GUERRA\u2019, L\u2019UNICA A SENTIRSI NITIDAMENTE. INFINE INIZIANO IL DIALOGO, QUANDO SFUMA IL BRANO DI SOTTOFONDO<\/em><\/h2>\n\n\n\n<p>PIER PAOLO PASOLINI<\/p>\n\n\n\n<p>Adesso gli Americani sono all\u2019opera nel Vietnam, per imporre la propria egemonia sul mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>EZRA POUND<\/p>\n\n\n\n<p>Anche l\u2019ultimo conflitto mondiale fa parte fa parte dello scontro millenario fra usuraie contadini: cio\u00e8 fra l\u2019usurocrazia e chiunque fa una giornata di lavoro onesto con le proprie braccia o con il suo intelletto. I miei compatrioti mi hanno fatto fare tredici anni di manicomio criminale, per aver detto queste cose.<\/p>\n\n\n\n<p>P.P.P.<\/p>\n\n\n\n<p>Morte, distruzione, sofferenza, sterminio, ecco che cosa \u00e8 sempre e soltanto la guerra. La guerra non risolve mai niente, crea soltanto dolore estremo.<\/p>\n\n\n\n<p>E.P.<\/p>\n\n\n\n<p>Non ci sono guerre giuste.<\/p>\n\n\n\n<p>P.P.P.<\/p>\n\n\n\n<p>Io conosco soltanto le armi della mia ragione, e nella mia violenza non c\u2019\u00e8 posto neanche per un\u2019ombra di azione. Invece sono gli imperialismi, le avidit\u00e0, di potere e di ricchezza, che mandano gli uomini a morire e fanno vittime innocenti fra i civili.<\/p>\n\n\n\n<p>E.P.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono i mercanti di armi, sono i banchieri, il sistema che crea una guerra dopo l\u2019altra\u2026I politicanti da strapazzo, che soltanto apparentemente detengono il potere, sono in realt\u00e0 i camerieri di banchieri e mercanti di armi.<\/p>\n\n\n\n<p>P.P.P.<\/p>\n\n\n\n<p>Forse \u00e8 ancora troppo presto, ma la parola \u2018guerra\u2019 deve diventare tab\u00f9, deve automaticamente provocare ribrezzo, nella considerazione generale, come oggi suscita repulsione, che so? La parola \u2018schiavit\u00f9\u2019. Sono processi lunghi, ma bisogna pur cominciare.<\/p>\n\n\n\n<p>EP<\/p>\n\n\n\n<p>I tried to educate him.<\/p>\n\n\n\n<p>PPP<\/p>\n\n\n\n<p>Ti riferisci a Mussolini, mi ricordo. Egli ha precise ed oggettive responsabilit\u00e0 storiche in tutto quanto \u00e8 accaduto.<\/p>\n\n\n\n<p>EP<\/p>\n\n\n\n<p>Al duce spiegai cosa significano realmente le mie teorie economiche, il denaro che produce denaro, inventato dal nulla e che d\u00e0 il potere a chi pu\u00f2 stamparlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Non ebbe il tempo di assimilarle, gli eventi ben presto precipitarono.<\/p>\n\n\n\n<p>Nelle mie trasmissioni da Radio Roma a lungo ho esposto tutte le argomentazioni possibili contro la guerra, cercando di spiegare come a volere il conflitto mondiale fossero gli speculatori del denaro e i venditori di cannoni.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1939 invece tornai apposta negli States: volevo incontrare il presidente, pregarlo di fermare la guerra che si stava preparando. Ma Roosevelt nemmeno mi ricevette.<\/p>\n\n\n\n<p>La volta dopo che son tornato in America \u2013 l\u2019America di oggi \u00e8 un Paese di pazzi \u2013 ci son tornato prigioniero. Mi avevano condannato a morte. Si \u00e8 dovuto mettere di mezzo Ernest Hemingway per fermare il boia. Bont\u00e0 loro, poi mi hanno tenuto tredici anni in manicomio criminale, tredici lunghissimi anni prigioniero, per le mie idee. Ma vivaddio\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Se un uomo non \u00e8 disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono niente, o non vale niente lui.<\/p>\n\n\n\n<p>PPP<\/p>\n\n\n\n<p>Io ho perso mio fratello, il mio amatissimo Guido. Lo so, \u00e8 stata imposta la verit\u00e0 ufficiale, di mio fratello ucciso dai Tedeschi. Invece nel 1945 a Porzus, nel nostro Friuli, da partigiano cattolico, fu ucciso da altri partigiani comunisti, in un evento tragico e tremendo che mi ha condizionato per tutta la vita, ancor pi\u00f9 nel silenzio.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma la verit\u00e0 serve forse a ridarmi mio fratello?<\/p>\n\n\n\n<p>Ho pianto a lungo il suo volto.<\/p>\n\n\n\n<p>Come sono amari, solenni, ammonitori, i versi di Eschilo, che nell\u2019 \u2018Agamennone\u2019- come li ho tradotti io \u2013 dice:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTutti li ricordiamo i volti<\/p>\n\n\n\n<p>di coloro che sono partiti.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora ritornano in Patria,<\/p>\n\n\n\n<p>ma sono urne e cenere\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>E io a Guido, che non aveva ancora vent\u2019anni, cio\u00e8 a Ermes, che era poi il suo nome di battaglia, ho scritto versi che sono rimasti intatti in me, cicatrici mai richiuse di una ferita profonda che non si pu\u00f2 rimarginare.<\/p>\n\n\n\n<p>ENTRA IN SCENA ATTRICE<\/p>\n\n\n\n<p>No, Guido, non salire!<\/p>\n\n\n\n<p>Non ricordi pi\u00f9 il tuo nome? Ermes, ritorna indietro,<\/p>\n\n\n\n<p>davanti c&#8217;\u00e8 Porzus contro il cielo<\/p>\n\n\n\n<p>ma voltati, e alle tue spalle<\/p>\n\n\n\n<p>vedrai la pianura tiepida di luci<\/p>\n\n\n\n<p>tua madre lieta, i tuoi libri.<\/p>\n\n\n\n<p>Ah Ermes non salire,<\/p>\n\n\n\n<p>spezza i passi che ti portano in alto,<\/p>\n\n\n\n<p>a Musi \u00e8 la via del ritorno,<\/p>\n\n\n\n<p>a Porzus non c&#8217;\u00e8 che azzurro&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>PPP<\/p>\n\n\n\n<p>Nel mondo esistono un\u2019infinit\u00e0 di problemi e nessuno \u00e8 capace di risolverli, ma senza la risoluzione di questi problemi la pace vera, la pace del poeta, \u00e8 irraggiungibile. C\u2019\u00e8 ancora il colonialismo, lo sfruttamento di uno Stato sugli altri, a opera delle elite politiche ed economiche. C\u2019\u00e8 il capitalismo, lo sfruttamento di un potere economico sui lavoratori e sul popolo,, un neocapitalismo dal volto sempre pi\u00f9 feroce, di un egoismo esasperato, che si estende anno dopo anno su scala planetaria col consumismo da esportazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono le ingiustizie sociali, clamorose, devastanti: i ricchi diventano sempre pi\u00f9 ricchi, i poveri sempre di pi\u00f9 e sempre pi\u00f9 poveri.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 il razzismo, che nasce dall\u2019ignoranza, dall\u2019atavica paura per tutto ci\u00f2 che \u00e8 diverso.<\/p>\n\n\n\n<p>Senza andare tanto lontano, nella tua America, qui in Italia c\u2019\u00e8 l\u2019odio razzistico dei Settentrionali per i Meridionali, oltre allo sfruttamento dell\u2019immigrazione. Credo che presto il razzismo italiano generer\u00e0 mostri politici.<\/p>\n\n\n\n<p>Altri mostri saranno prodotti dalla sedicente cultura di massa, diffusa dalla televisione, in primo luogo e da quello che io chiamerei il mondo dei rotocalchi.<\/p>\n\n\n\n<p>EP<\/p>\n\n\n\n<p>In America questa \u00e8 una realt\u00e0 consolidata.<\/p>\n\n\n\n<p>PPP<\/p>\n\n\n\n<p>La responsabilit\u00e0 della televisione \u00e8 enorme. Non certo in quanto mezzo tecnico, ma in quanto strumento del potere e potere essa stessa. Essa non \u00e8 soltanto un luogo attraverso cui passano i messaggi, ma \u00e8 un centro elaboratore di messaggi. \u00c8 il luogo dove si fa concreta una mentalit\u00e0 che altrimenti non si saprebbe dove collocare. E attraverso lo spirito della televisione che si manifesta in concreto lo spirito del nuovo potere.<\/p>\n\n\n\n<p>Non c\u2019\u00e8 dubbio, lo si vede dai risultati che la televisione sia autoritaria e repressiva come mai nessun mezzo di informazione al mondo. Attraverso la televisione il potere ha scalfito, lacerato, violato, imbruttito per sempre l\u2019anima del popolo italiano.<\/p>\n\n\n\n<p>EP<\/p>\n\n\n\n<p>Mi era venuta voglia di indicare un simbolo delle vittime che hanno gi\u00e0 provocato ed ho pensato a Marilyn Monroe.<\/p>\n\n\n\n<p>PPP<\/p>\n\n\n\n<p>Povera, dolce Marilyn, sorellina ubbidiente, carica della sua bellezza, come di una fatalit\u00e0 che rallegra e uccide!<\/p>\n\n\n\n<p>Aveva preso la strada giusta, ce l\u2019ha insegnata. Il suo bianco, il suo oro, il suo sorriso impudico per gentilezza, passivo per timidezza, per rispetto ai potenti che la volevano cos\u00ec, sono qualcosa che ci invita a placare la rabbia nel pianto, a voltare le spalle a questa realt\u00e0 dannata, alla fatalit\u00e0 del mare.<\/p>\n\n\n\n<p>EP<\/p>\n\n\n\n<p>Io rimpiango l\u2019et\u00e0 dei pionieri della mia America, tu la civilt\u00e0 contadina del tuo Friuli.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho cercato di indicare i modi e i mezzi per costruire qualcosa di utile, I tried to build the city of Dioce whose terraces are the color of stars.<\/p>\n\n\n\n<p>PPP<\/p>\n\n\n\n<p>Tu chiacchieri nel cosmo. Ci\u00f2 che ti ha spinto lass\u00f9 con le tue incantevoli ecolal\u00ece \u00e8 un trauma che ti ha reso perfettamente inadattabile a questo mondo, un trauma consistito nella tua scoperta di un mondo contadino all\u2019interno del mondo industrializzato di molti decenni in anticipo sull\u2019Europa. Tu hai capito, con enorme precocit\u00e0, che il mondo contadino e il mondo industriale sono due realt\u00e0 inconciliabili: l\u2019esistenza dell\u2019uno vuol dire la morte, la scomparsa, dell\u2019altro.<\/p>\n\n\n\n<p>EP<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 la tua stessa nostalgia della campagna, dell\u2019et\u00e0 dell\u2019oro pre-industriale e pre-capitalista.<\/p>\n\n\n\n<p>Forse per questo mi hai cercato.<\/p>\n\n\n\n<p>Tu, comunista immaginario, comunque sempre esponente di punta della sinistra egemone nella cultura italiana, sei stato il solo a ricordarti di me, lasciato solo da tutti gli intellettuali che contano, tristemente dimenticato, in questa Italia che io ho amato tanto, perch\u00e9 fascista.<\/p>\n\n\n\n<p>Non solo: se qualcuno si fosse ricordato di me, automaticamente fascista sarebbe diventato subito anch\u2019egli. Ma tu te ne sei fregato. Tu sei un uomo libero. E un uomo libero se ne infischia delle comodit\u00e0, del conformismo, della paura.<\/p>\n\n\n\n<p>PPP<\/p>\n\n\n\n<p>Il tuo fascismo \u00e8 un modo di mascherare la tua inadattabilit\u00e0 a questo mondo, un alibi per farti credere presente.<\/p>\n\n\n\n<p>EP<\/p>\n\n\n\n<p>Il tuo comunismo \u00e8 un adattamento obbligato alla situazione della cultura italiana, una contraddizione vivente, che diventa ossimoro col tuo cattolicesimo, un\u2019illusione col tuo populismo.<\/p>\n\n\n\n<p>Tu ami il popolo, le minoranze, gli emarginati, gli sfruttati, gli oppressi.<\/p>\n\n\n\n<p>Tu ami le tradizioni nazionali e popolari.<\/p>\n\n\n\n<p>Tu pi\u00f9 di me sei attaccato e rimpiangi la cultura popolare, le radici contadine sane e robuste cui ti stringi come ad un\u2019ancora di salvezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Tu come me disprezzi il potere dell\u2019industria, del commercio e del denaro.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>4.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>DIO. \u00c8 MORTO \u2013 I NOMADI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>NARRATORE<\/p>\n\n\n\n<p>Pochi mesi dopo in Italia successe un fatto davvero \u201cstorico\u201d, che viene comunemente considerato l\u2019inizio della famosa \u201ccontestazione\u201d, al di l\u00e0 dei tanti episodi isolati gi\u00e0 registratisi qua e l\u00e0 in tutta Italia nei mesi precedenti.<\/p>\n\n\n\n<p>A Roma, la facolt\u00e0 di Architettura, a Valle Giulia, dietro villa Borghese, prima del quartiere Flaminio, era stata occupata e subito dopo sgomberata dalla Polizia.<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo di marzo quattromila studenti, fra i quali, tanto per fare qualche nome dei pi\u00f9 famosi oggi \u2013 l\u2019avreste mai detto? &#8211; Paolo Liguori e Giuliano Ferrara &#8211; e in cui la componente comunista era la stragrande maggioranza, si radunano in piazza di Spagna e da l\u00e0 mossero per attaccare l\u2019universit\u00e0 e \u201cliberarla\u201d dai poliziotti.<\/p>\n\n\n\n<p>Per tutta la giornata, ci furono violenti incidenti, passati alla storia col nome, forse un tantino esagerato, ma certo indicativo, di \u201cbattaglia di Valle Giulia\u201d: quasi seicento cinquanta feriti, quattro arrestati, oltre duecento fermati, ingenti danni.<\/p>\n\n\n\n<p>Subito dopo averne avuto notizia, \u201ca caldo\u201d, Pier Paolo Pasolini scrisse una poesia<\/p>\n\n\n\n<p>dedicata, amaramente dedicata, \u201cVi odio, cari studenti\u201d, ai ragazzi con le bandiere rosse.<\/p>\n\n\n\n<p>Sentiamo ora questi versi, perch\u00e9 in molti li hanno poi volutamente dimenticati.<\/p>\n\n\n\n<p>ATTRICE<\/p>\n\n\n\n<p>II PCI ai giovani!<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 triste. La polemica contro<\/p>\n\n\n\n<p>il PCI andava fatta nella prima met\u00e0<\/p>\n\n\n\n<p>del decennio passato. Siete in ritardo, figli.<\/p>\n\n\n\n<p>E non ha nessuna importanza se allora non eravate ancora nati&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Adesso i giornalisti di tutto il mondo (compresi<\/p>\n\n\n\n<p>quelli delle televisioni)<\/p>\n\n\n\n<p>vi leccano (come credo ancora si dica nel linguaggio<\/p>\n\n\n\n<p>delle Universit\u00e0) il culo.<\/p>\n\n\n\n<p>Io no, amici.<\/p>\n\n\n\n<p>Avete facce di figli di pap\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Buona razza non mente.<\/p>\n\n\n\n<p>Avete lo stesso occhio cattivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Siete paurosi, incerti, disperati<\/p>\n\n\n\n<p>(benissimo) ma sapete anche come essere<\/p>\n\n\n\n<p>prepotenti, ricattatori e sicuri:<\/p>\n\n\n\n<p>prerogative piccoloborghesi, amici.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando ieri a Valle Giulia avete fatto a botte<\/p>\n\n\n\n<p>coi poliziotti,<\/p>\n\n\n\n<p>io simpatizzavo coi poliziotti!<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 i poliziotti sono figli di poveri.<\/p>\n\n\n\n<p>Vengono da periferie, contadine o urbane che siano.<\/p>\n\n\n\n<p>Quanto a me, conosco assai bene<\/p>\n\n\n\n<p>il loro modo di esser stati bambini e ragazzi,<\/p>\n\n\n\n<p>le preziose mille lire, il padre rimasto ragazzo anche lui,<\/p>\n\n\n\n<p>a causa della miseria, che non d\u00e0 autorit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>La madre incallita come un facchino, o tenera,<\/p>\n\n\n\n<p>per qualche malattia, come un uccellino;<\/p>\n\n\n\n<p>i tanti fratelli, la casupola<\/p>\n\n\n\n<p>tra gli orti con la salvia rossa (in terreni<\/p>\n\n\n\n<p>altrui, lottizzati); i bassi<\/p>\n\n\n\n<p>sulle cloache; o gli appartamenti nei grandi<\/p>\n\n\n\n<p>caseggiati popolari.<\/p>\n\n\n\n<p>E poi, guardateli come li vestono: come pagliacci,<\/p>\n\n\n\n<p>con quella stoffa ruvida che puzza di rancio<\/p>\n\n\n\n<p>fureria e popolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Peggio di tutto, naturalmente,<\/p>\n\n\n\n<p>\u00e8 lo stato psicologico cui sono ridotti<\/p>\n\n\n\n<p>(per una quarantina di mille lire al mese):<\/p>\n\n\n\n<p>senza pi\u00f9 sorriso,<\/p>\n\n\n\n<p>senza pi\u00f9 amicizia col mondo,<\/p>\n\n\n\n<p>separati, esclusi (in una esclusione che non ha uguali);<\/p>\n\n\n\n<p>umiliati dalla perdita della qualit\u00e0 di uomini<\/p>\n\n\n\n<p>per quella di poliziotti (l\u2019essere odiati fa odiare).<\/p>\n\n\n\n<p>Hanno vent\u2019anni, la vostra et\u00e0, cari e care.<\/p>\n\n\n\n<p>Siamo ovviamente d\u2019accordo contro l\u2019istituzione della polizia.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma prendetevela contro la Magistratura, e vedrete!<\/p>\n\n\n\n<p>I ragazzi poliziotti<\/p>\n\n\n\n<p>che voi per sacro teppismo<\/p>\n\n\n\n<p>(di eletta tradizione risorgimentale)<\/p>\n\n\n\n<p>di figli di pap\u00e0, avete bastonato,<\/p>\n\n\n\n<p>appartengono all\u2019altra classe sociale.<\/p>\n\n\n\n<p>A Valle Giulia, ieri, si \u00e8 cosi avuto un frammento<\/p>\n\n\n\n<p>di lotta di classe: e voi, amici (bench\u00e9 dalla parte<\/p>\n\n\n\n<p>della ragione) eravate i ricchi,<\/p>\n\n\n\n<p>mentre i poliziotti (che erano dalla parte<\/p>\n\n\n\n<p>del torto) erano i poveri.<\/p>\n\n\n\n<p>Bella vittoria, dunque,<\/p>\n\n\n\n<p>la vostra!<\/p>\n\n\n\n<p>In questi casi,<\/p>\n\n\n\n<p>ai poliziotti si danno i fiori, amici.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><em>&nbsp;<\/em><\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><em>&nbsp;<\/em><\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><em>&nbsp;<\/em><\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">&nbsp;<\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">5.<\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">MARIA CALLAS \u2013 AMAMI ALFREDO<\/h2>\n\n\n\n<p>NARRATORE<\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0\u2026 era l\u2019aria \u201cAmami Alfredo\u201d, da \u201cLa Traviata\u201d di Giuseppe Verdi\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Divina! Come la voce che cantava. Unica: potente quanto delicata, sensuale e spirituale al tempo stesso. Una voce che riconosci fra mille: Maria Callas. Divina, s\u00ec, semplicemente, perch\u00e9 la perfezione esiste, se non nel tutto, in qualcosa: quando non c\u2019\u00e8 niente da mettere, n\u00e9 da levare, niente di meglio, ecco, questa \u00e8 la perfezione, pressocch\u00e9 perfetta, pressocch\u00e9 divina, appunto.<\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec, ma &#8211; vi starete chiedendo, come direbbe qualcuno \u2013 che c\u2019azzecca?<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019azzecca, c\u2019azzecca.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9, arrivati a questo punto, adesso vi vogliamo raccontare, oltre a quello fra loro due, altri incontri, altre piccole, ma preziose, perle che abbiamo scoperto e che crediamo meritino di essere conosciute, di Pier Paolo Pasolini: incontri decisivi.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 spesso sono gli incontri che ti cambiano la vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Alcuni possono migliorarla, o rovinarla; distruggerla, o aiutarla, per un periodo pi\u00f9 o meno breve di tempo, per un tratto pi\u00f9 o meno lungo di strada, compiuto insieme, mano nella mano.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma ce ne sono soltanto pochi, pochissimi, rari, rarissimi, che, magari di colpo, trasformano la vita di chi si incontrano, per caso, si direbbe, anche se mai niente avviene per caso, la influenzano profondamente, la cambiano radicalmente, la esaltano e la fissano per sempre, e comunque rimangono l\u00e0, dentro, l\u00e0 stanno, profondi, profondissimi, indelebili, l\u2019istante reso eternit\u00e0, giorno dopo giorno presenti e fecondi, anche quando tutto sembra cambiato, anche quando tutto sembra finito. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco, sono questi gli incontri decisivi.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">MARIA CALLAS \u2013 CASTA DIVA<\/h2>\n\n\n\n<p>NARRATORE<\/p>\n\n\n\n<p>E questa era l\u2019aria \u201cCasta diva\u201d, dalla Norma di Vincenzo Bellini.<\/p>\n\n\n\n<p>Soprano lirico, Maria Anna Sophia Cecilia Kalogher\u00f2poulos, questo il suo vero nome, sebbene fosse nata a New York da umili emigrati, era greca, mediterranea, dalla voce di un\u2019emozione unica; poi, di una bellezza fisica che richiamava in intensit\u00e0, in pienezza, e nelle struggenti espressioni del viso, il fascino degli ideali classici, del sole, del vento, del sorriso e del pianto della sua terra d\u2019origine, o di quella Magna Grecia che aveva nel suo portato genetico; donna di una sensibilit\u00e0 estrema, pericolosa per tutti, e in primo luogo per s\u00e9 stessa.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1968 era all\u2019apice della sua prestigiosa carriera e godeva di una fama artistica&nbsp; unanimemente riconosciuta quale la pi\u00f9 celebre cantante lirica del secolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Sempre nel 1968, all\u2019et\u00e0 di 46 anni, era giunta al capolinea della sua, come dire? Movimentata vita sentimentale, quando l\u2019armatore greco Aristotile Onassis, allora l\u2019uomo pi\u00f9 ricco del mondo, la lasci\u00f2 per Jacqueline Kennedy, la vedova del presidente americano assassinato a Dallas.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2026Altro che gossip! E per tutto questo, purtroppo, non solo per il suo valore artistico, Maria Callas era ogni giorno sui giornali di tutto il mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1968, in seguito all\u2019abbandono di Aristotile Onassis, a Maria Callas il mondo croll\u00f2 addosso; abbandonata la scena, entr\u00f2 in un periodo di depressione severa, come direbbero i medici.<\/p>\n\n\n\n<p>Pasolini aveva sentito la sua voce nei dischi di lirica e ne era rimasto incantato.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019aveva poi voluta a interpretare il suo nuovo film Medea.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo qualche perplessit\u00e0, la Divina accett\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>Nacque cos\u00ec una relazione che leg\u00f2, nell\u2019ammirazione reciproca prima, e nel segno del mito e della tragedia greca, poi, due protagonisti della scena culturale: il \u201cmostro sacro\u201d della lirica internazionale e lo scandaloso intellettuale italiano.<\/p>\n\n\n\n<p>La cantante si innamor\u00f2 perdutamente e segretamente, e soffr\u00ec moltissimo del non essere ricambiata.<\/p>\n\n\n\n<p>Pasolini pure am\u00f2 la Callas: ma questo Maria non poteva saperlo, n\u00e9 poteva spiegarsi i silenzi, le contraddizioni lampanti degli ondivaghi, contrastanti atteggiamenti di lui nei suoi confronti.<\/p>\n\n\n\n<p>Le rimanevano dubbi e tormenti, quando tutti gli altri se ne andavano, al termine delle riprese cinematografiche, degli incontri pubblici e privati, e pure lui che non poteva spiegarsi se ne andava, e lei che non poteva capire, rimaneva sola, sola ancora pi\u00f9 di prima.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">LA MUSICA \u00c8 FINITA \u2013 ORNELLA VANONI &#8211;&nbsp;&nbsp;<\/h2>\n\n\n\n<p>NARRATORE<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon buttare via cos\u00ec la speranza di una vita d\u2019amore\u201d\u2026 E anche soltanto un minuto sembra impossibile da passare senza la persona amata, quando di una vita d\u2019amore non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 neanche la speranza.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec c\u2019\u00e8 la perfezione, per\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 la perfezione esiste, anche in amore.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019amore perfetto \u00e8 quello che non si consuma, che non si inquina, che rimane inespresso, perch\u00e9 impedito, quello che ha trovato tutto il mondo contro, e ha dovuto piegarsi, ma non spezzarsi e, lucido e folle al tempo stesso, pur nel mondo negato, resta cos\u00ec, dentro l\u2019anima, per sempre, pressocch\u00e9 perfetto<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 difficile dimenticare quello che non hai avuto, \u00e8 difficile dimenticare la tristezza che te ne rimane.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>______<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">DOMANI. \u00c8 UN ALTRO GIORNO \u2013 ORNELLA VANONI<\/h2>\n\n\n\n<p>MARIA CALLAS &#8211; ENTRA IN SCENA CON PPP<\/p>\n\n\n\n<p>MC<\/p>\n\n\n\n<p>Stammi vicino! Siediti qui accanto a me! Se c\u2019\u00e8 una cosa che mi d\u00e0 ai nervi \u00e8 quando stai con me eppure mi stai lontano!<\/p>\n\n\n\n<p>PPP<\/p>\n\n\n\n<p>Ma non \u00e8 vero!<\/p>\n\n\n\n<ul>\n<li>S\u00ec invece come se volessi evitarmi!<\/li>\n\n\n\n<li>Mariaaaa\u2026<\/li>\n\n\n\n<li>Scusa. Hai ragione<\/li>\n\n\n\n<li>Ti sono sempre stato vicino, per quello che ho potuto<\/li>\n\n\n\n<li>Ma non capisci il tormento per me di desiderarti?!? Di volerti sentire fisicamente?!? La voglia che avevo di sentirmi tua, ma proprio tua?!? Di essere posseduta! Penetrata! Sbattuta! Come dite in italiano? Scopata!<\/li>\n\n\n\n<li>Mariaaa\u2026<\/li>\n\n\n\n<li>Hai ragione scusa\u2026 Di fare sesso! Di fare l\u2019amore con te!<\/li>\n\n\n\n<li>Adesso non darmi una colpa che non mi merito. Ho gi\u00e0 pagato tanto la condanna della mia natura e so che continuer\u00f2 a pagarla ancora, per tutta la vita, fino alla morte, con la morte stessa.<\/li>\n\n\n\n<li>&nbsp;Io\u2026Io\u2026Avrei voluto passare tutto il resto della mia vita con te. Pensavo fossi tu l\u2019uomo della mia vita\u2026Sai, quella stupida fiaba che raccontano, della mela divisa in due\u2026<\/li>\n\n\n\n<li>Non \u00e8 una fiaba, \u00e8 un mito. Lo racconta per primo Platone, nel \u2018Simposio\u2019, facendo parlare Aristofane, il quale dice appunto che\u2026<\/li>\n\n\n\n<li>\u2026Invece sento che oggi \u00e8 \u2018ultima volta che ti vedo!<\/li>\n\n\n\n<li>Ma non dire cos\u00ec! E perch\u00e9 poi?<\/li>\n\n\n\n<li>Perch\u00e9 non abbiamo pi\u00f9 niente da condividere. Devo prenderne atto. Devo guardare in faccia la realt\u00e0, per quanto amara che sia., Amare significa pure arrendersi,, a volte, anche se dentro c\u2019\u00e8 la forza degli oceani e dei mari in tempesta. Eppure\u2026No, non mi rassegno\u2026A volte ancora mi ribello\u2026 (lo bacia con foga, non ricambiata)<\/li>\n\n\n\n<li>&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>Che c\u2019\u00e8? Ma cosa c\u2019\u00e8?<\/li>\n\n\n\n<li>&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>Perch\u00e9 spegni tu, fuori, quello che mi brucia dentro?<\/li>\n\n\n\n<li>Non sono abbastanza bella forse, eh? E guarda!<\/li>\n\n\n\n<li>Non vado bene io? (accenna a spogliarsi)<\/li>\n\n\n\n<li>&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>Non ti basto io!?!<\/li>\n\n\n\n<li>&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>Non vado bene!?!<\/li>\n\n\n\n<li>Adesso non fare un torto alla tua intelligenza<\/li>\n\n\n\n<li>Non basto io?!? (piange) Non vado bene?!? (singhiozza)<\/li>\n\n\n\n<li>\u2026Andavo bene soltanto per dare un corpo alle tue pulsioni masochiste, a quella voglia che avevi di farti del male, di distruggerti?&#8230;E avrei dovuto essere io la tua carnefice?\u2026Quello che mi chiedevi, io non potevo accettare e non perch\u00e9 mi scandalizzassi, no, ch\u00e9 in confronto a quello che ho visto, e pure fatto, se lo vuoi sapere, nella mia vita, tu sei una mammoletta, mio caro, no, ma perch\u00e9 io ti capivo, proprio perch\u00e9 capivo troppo, capivo tutto, non potevo accettarlo\u2026<\/li>\n\n\n\n<li>(la accarezza) Adesso non fare un torto alla mia intelligenza\u2026Se non \u00e8 un incidente, se \u00e8 una colpa: ma al posto dell\u2019Altro, per me c\u2019\u00e8 un vuoto nel cosmo, un vuoto nel cosmo, e da l\u00e0 tu canti.<\/li>\n\n\n\n<li>&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>(si \u00e8 calmata) Me la ricordo, sai?!? La sua poesia! I versi con cui hai trovato il coraggio di spiegarmi una realt\u00e0 che io non sapevo, che pure avevo intuito, ma che non mi porta conforto, anzi\u2026<\/li>\n\n\n\n<li>Non era coraggio, era sgomento\u2026<\/li>\n\n\n\n<li>\u2026 Ancora adesso non riesco ad accettarla. Non mi rassegno.<\/li>\n\n\n\n<li>Tu donavi, spargevi doni, hai bisogno di donare. Ma il tuo dono te l\u2019ha dato Lui, come tutto, ed \u00e8 Nulla il dono di nessuno. Io fingevo di ricevere. Ma il debole sorriso sfuggente non era timidezza. Era lo sgomento, ben pi\u00f9 terribile, di avere un corpo separato, nei regni dell\u2019essere\u2026<\/li>\n\n\n\n<li>(pausa)<\/li>\n\n\n\n<li>MC \u2013 A cosa pensi?<\/li>\n\n\n\n<li>PPP &#8211; Ai tanti momenti che abbiamo trascorso insieme.&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>Quanto tempo \u00e8 passato, da quando ci siamo conosciuti?<\/li>\n\n\n\n<li>Fra una cosa e l\u2019altra, ormai sono pi\u00f9 di due anni, che ci conosciamo.<\/li>\n\n\n\n<li>&#8211; Che ci amiamo!<\/li>\n\n\n\n<li>Tu, sicuramente. Ma io pure! Io pure ti amo, ma a modo mio, per quello che posso, per come posso io. \u00c8 stata la prima volta che mi \u00e8 successo. Per la prima volta i miei occhi hanno preso in considerazione i lombi immondi di una donna, non fatta a somiglianza di Dio, ma preda del serpente.<\/li>\n\n\n\n<li>Ti era mai piaciuta una donna prima di me?<\/li>\n\n\n\n<li>Le ragazzine della mia infanzia, in Friuli, ma confusamente, quando uscivano per andare a ballare. Se dici di adesso, Silvana Mangano mi piaceva, quando la vedevo, ma poi ho capito: soltanto perch\u00e9 mi ricordava mia madre. Sei stata tu la prima, e l\u2019ultima.<\/li>\n\n\n\n<li>(pausa lunga)\u2026Ero terribilmente gi\u00f9, stavo male, malissimo, rifiutavo tutte le offerte di lavoro e starmene tutto il giorno in casa, a pensare, mi faceva stare ancora pi\u00f9 male. Quando arriv\u00f2 la tua proposta, cos\u00ec strana, almeno per me insolita, invece mi venne voglia di accettarla. Forse perci\u00f2 cos\u00ec sei stato tu a salvarmi!<\/li>\n\n\n\n<li>Io in quel periodo pensavo al suicidio. Mi \u00e8 passata soltanto quando ho visto te. Forse perci\u00f2 cos\u00ec sei stato tu a salvarmi!<\/li>\n\n\n\n<li>(pausa) \u2026Quando ti sei innamorato di me?<\/li>\n\n\n\n<li>Prima ancora di conoscerti, prima ancora di vederti.&nbsp; Mi sono innamorato della tua voce. Non scherzo. Tu hai esperienza di un luogo che non ho mai esplorato: UN VUOTO NEL COSMO. E\u2019 vero che la mia terra \u00e8 piccola, ma ho sempre affabulato sui luoghi inesplorati con una certa lietezza, quasi che non fosse vero. Ma c\u2019eri tu, l\u00ec, in voce. (pausa) E tu?<\/li>\n\n\n\n<li>Io cosa?<\/li>\n\n\n\n<li>Quando ti sei innamorata di me?<\/li>\n\n\n\n<li>&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>Non certo prima di conoscerti! Dopo, dopo: quando ti ho incontrato\u2026&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; (sorride) Mi avevano fatto vedere il tuo film, \u201cIl vangelo secondo Matteo\u201d e faticai ad arrivare alla fine, l\u2019avevo trovato noioso\u2026<\/li>\n\n\n\n<li>Mariaaa\u2026<\/li>\n\n\n\n<li>Hai ragione. Scusa. (pausa, poi sorride di nuovo) Eh, questo \u00e8 niente, in confronto a quando andai poi a vedere \u201cTeorema\u201d\u2026<\/li>\n\n\n\n<li>&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>Roberto Rossellini mi aveva parlato di te, mi esortava ad accettare la sua proposta. Mi diceva dell\u2019importanza per me di interpretare un film, e un film d\u2019autore, indubbiamente d\u2019alto livello artistico, sotto la guida di una personalit\u00e0 ormai indiscussa quale eri tu.<\/li>\n\n\n\n<li>&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>Ero perplessa, non sapevo quasi niente di te.<\/li>\n\n\n\n<li>&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>Cos\u00ec andai a vedere \u201cTeorema\u201d, che in quei giorni davano anche a Parigi. Non ce la feci a resistere, a met\u00e0 del film abbandonai la sala, scandalizzata. Dopo la cena, tornata a casa, non riuscivo a prendere sonno, ancora sconvolta da quello che avevo visto. Mi ricordo che alle tre di notte telefonai al mio amico Jacques Bourgeois.<\/li>\n\n\n\n<li>&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>Alle tre di notte!?!<\/li>\n\n\n\n<li>&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>S\u00ec (sorride)\u2026E cos\u00ec, senza saluti, senza chiedergli come stava, senza niente, gli dissi subito:<\/li>\n\n\n\n<li>&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>\u201cJacques, ho appena visto qualcosa di assolutamente disgustoso! L\u2019 ultimo film di Pasolini, Teorema. Quell\u2019uomo \u00e8 pazzo!\u201d<\/li>\n\n\n\n<li>Pazzo eh?!? (sorride anch\u2019egli)<\/li>\n\n\n\n<li>&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>S\u00ec\u00ec\u00ec\u2026Mi ricordo che gli dissi proprio cos\u00ec:<\/li>\n\n\n\n<li>&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>\u201cQuell\u2019uomo \u00e8 pazzo&#8230;<\/li>\n\n\n\n<li>Allora, s\u00e9ntimi. Un giovane va in campagna a passare un fine settimana con una famiglia. Fa all\u2019amore con la madre, poi fa all\u2019 amore con la figlia, e poi fa all\u2019 amore anche con il figlio! Ma non \u00e8 finita qui. Va a letto anche con il padre, se ho capito bene. E prima era andato anche con la loro serva!<\/li>\n\n\n\n<li>Ma non \u00e8 credibile, via! Anzi, sai che ti dico? \u00c8 una vera e propria buffonata!\u201d<\/li>\n\n\n\n<li>&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>Jacques cerc\u00f2 di spiegarmi che la tua storia era un apologo, quel giovane doveva essere visto simbolicamente, che rappresentava Dio, ma invece di convincermi, mi scandalizzava ancora di pi\u00f9.<\/li>\n\n\n\n<li>&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>\u201cMa come? \u2013 gli dissi \u2013 Dio? Ma come Dio? Peggio ancora! Ma \u00e8 una cosa blasfema! Peggio, peggio! Far vedere Nostro Signore che si cala le mutande! Ma via, via, non \u00e8 serio, no no! \u00c8 una bestemmia! Quel Pasolini bestemmia, vaneggia\u2026Un pazzo, un pazzo!\u201d (ridono tutti e due)<\/li>\n\n\n\n<li>&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>In molti mi sconsigliarono dall\u2019accettare. Mi dicevano tutti di rifiutare, quando sentivano il suo nome<\/li>\n\n\n\n<li>&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>\u00ab Ah! Pasolin\u00ec, l\u2019italien. Il est un communiste, tu sais? Cela peut \u00eatre dangereux,<\/li>\n\n\n\n<li>tr\u00e8s dangereux pour toi, Maria. \u00bb<\/li>\n\n\n\n<li>&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>S\u00ec, continuavano a ripetermi sempre<\/li>\n\n\n\n<li>&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>\u00ab Ah! Pasolin\u00ec, l\u2019italien. Il est un communiste, tu sais? \u00bb<\/li>\n\n\n\n<li>E il mio agente poi, con fare furtivo mi aveva detto di stare attenta, perch\u00e9 eri un omosessuale, come se la cosa fosse un pericolo per me!<\/li>\n\n\n\n<li>E allora perch\u00e9 accettasti?<\/li>\n\n\n\n<li>Lo vuoi proprio sapere? Andai a farmi fare l\u2019oroscopo dall\u2019astrologa che serviva tout Paris, Madame Joelle de Gravelaine.<\/li>\n\n\n\n<li>&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>Per il Sagittario, il mio segno, c\u2019era solo confusione: n\u00e9 bene, n\u00e9 male.<\/li>\n\n\n\n<li>Per\u00f2 Madame vi intravedeva una certa occasione, anche se non chiaramente.<\/li>\n\n\n\n<li>&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>Cos\u00ec dopo qualche tempo mi decisi.<\/li>\n\n\n\n<li>Decisi da sola e decisi per il s\u00ec.<\/li>\n\n\n\n<li>Sentivo il bisogno di uscire dal guado in cui mi trovavo, a qualsiasi costo. Meglio se per una cosa nuova, anzi proprio una cosa nuova, soltanto una cosa nuova, poteva farmi uscire dalle sabbie mobili che ormai da troppo tempo tenevano prigioniera la mia esistenza andata a rotoli.<\/li>\n\n\n\n<li>Anche se, per riuscirci, avrei dovuto lavorare con il signor Pasolin\u00ec e i suoi strani teoremi simbolici! (sorridono tutti e due)<\/li>\n\n\n\n<li>&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>Mi aspettavo di trovare un rozzo barricadiero, un capellone rivoluzionario, un marxista esaltato\u2026<\/li>\n\n\n\n<li>Invece mi trovai di fronte un uomo sensibile, straordinariamente sensibile, dolce, gentile, attraente, col suo fascino particolare, da intellettuale scomodo, un poeta\u2026Ti ricordi la nostra prima cena da soli?<\/li>\n\n\n\n<li>&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>Venni a prenderti al Grand Hotel e invece ti portai in trattoria. Una trattoria alla buona, pure, vicino alla ferrovia. Ci sedemmo sotto una pergola e ogni tanto si sentiva il rumore che facevano i treni quando passavano.<\/li>\n\n\n\n<li>&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>S\u00ec\u2026Mangiammo pasta e ceci! Senza che neppure avessimo ordinato, ci misero davanti un piatto di pasta e ceci cos\u00ec invitante, che io mi misi a mangiare senza pensare neppure un secondo alla mia dieta!<\/li>\n\n\n\n<li>&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>Ci davamo del lei\u2026<\/li>\n\n\n\n<li>&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>S\u00ec\u2026Cercasti di spiegarmi il tuo Teorema\u2026<\/li>\n\n\n\n<li>Vede Maria, in quel film io\u2026\u2013 mi dicevi\u2026 E continuavi \u2013 Vede Maria\u2026 &#8211; cos\u00ec dicevi\u2026<\/li>\n\n\n\n<li>&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>Vede Maria, non \u00e8 forse vero che l\u2019eros \u00e8 divino? Pi\u00f9 o meno ti dissi questo\u2026<\/li>\n\n\n\n<li>Sih\u2026<\/li>\n\n\n\n<li>Vede Maria\u2026L\u2019amore \u00e8 il momento pi\u00f9 trascendentale delle nostre vite, quando per un attimo non siamo pi\u00f9 uomini anche se non siamo ancora dei. Il sesso \u00e8 un\u2019ascesa al sublime, come la poesia. S\u00ec, il sesso \u00e8 un\u2019opera d\u2019arte, che ci fa raggiungere una frammento di felicit\u00e0, in quel troppo breve sussulto di esultanza, un attimo di eternit\u00e0. Il sesso \u00e8 il dono pi\u00f9 prezioso. Tutti, almeno per un istante, possono far parte del sublime, trascendere la loro condizione umana, sfiorare le dita di Dio\u2026<\/li>\n\n\n\n<li>Ecco\u2026 Ecco, mentre tu parlavi, mentre tu mi dicevi quelle cose e il tuo viso diventava di pietra tagliente, smerigliata, d\u2019un fascino dirompente, cos\u00ec, in quei momenti io mi innamorai di te.<\/li>\n\n\n\n<li>Vede Maria\u2026Il sesso \u00e8 anche istinto fondamentale e primordiale, indissolubilmente legato al mistero assoluto della vita. Per questo tutte le istituzioni alte, tutti i poteri forti lo temono, lo avversano, lo ostacolano. Lo sminuiscono, lo mercificano. La sua pericolosit\u00e0 sta proprio nella contaminazione di liquidi vitali, nella sua sacralit\u00e0 creativa\u2026<\/li>\n\n\n\n<li>&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>Poi \u00e8 stato sempre cos\u00ec, in Turchia, a Grado, a Roma, a Parigi, in Grecia, in Africa. Pi\u00f9 di tutto quel giorno in cui mi portasti a casa di tua mamma, all\u2019Eur, a Roma, e c\u2019era pure tua sorella. Mi sentivo perfettamente a mio agio.&nbsp; Amare davvero una persona significa farla stare bene. Tu mi hai aiutato a risollevarmi, mi hai dato fiducia, mi hai fatto ricominciare.<\/li>\n\n\n\n<li>&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>Sono stato bene insieme a te, Maria. Con le altre donne, anche se erano capaci di dare un\u2019impressione di estrema abilit\u00e0 e di discrezione, l\u2019istinto mi ha sempre gridato di non fidarmi di loro in nulla. Soffia dentro di me un vento solitario, alberga sempre la voglia di non esserci, di fuggire. Di te mi sono fidato. Tu sei stata l\u2019unica. Forse perch\u00e9 tu sei una donna semplice, anche se sei diventata regina\u2026S\u00ec, hai ragione, amare davvero una persona significa farla stare bene.<\/li>\n\n\n\n<li>&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>Avrei voluto sposarti.<\/li>\n\n\n\n<li>&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>Lo so.<\/li>\n\n\n\n<li>&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>Quando, finite le riprese del film, a Grado mi regalasti quell\u2019anello antico, bellissimo, quella pietra di calcedonio rosso, incastonata nell\u2019argento, per un attimo ho pensato che lo volessi anche tu, poi, ma ci ho messo settimane, se non mesi,, lentamente ho capito che non era cos\u00ec<\/li>\n\n\n\n<li>&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>Di te mi affascina la violenza dei tuoi sentimenti. Quando provi una passione, non \u00e8 mai mediocre, o parziale, o trattenuta. Quando provi qualcosa, lo provi totalmente e fortissimo, e niente pu\u00f2 trattenerti.<\/li>\n\n\n\n<li>&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>a Tragonissi abbiamo vissuto da soli come marito e moglie, pi\u00f9 di marito e moglie, su quella piccola isola\u2026<\/li>\n\n\n\n<li>&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>Mi ricordo, era agosto, il tuo mare Egeo era splendido\u2026<\/li>\n\n\n\n<li>&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>Quante passeggiate, quante confessioni\u2026<\/li>\n\n\n\n<li>&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>RIPRENDE \u201cDOMANI \u00c8 UN ALTRO GIORNO\u201d<\/li>\n\n\n\n<li>&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;PPP<\/li>\n\n\n\n<li>\u00c8 inutile martoriarsi con i ricordi. Ci abbiamo provato veramente. Tutti e due. Non ci siamo riusciti\u2026Adesso\u2026Adesso \u00e8 vero, s\u00ec, tutti e due abbiamo i nostri impegni, le nostre attivit\u00e0, i nostri pensieri, diversi. Adesso sarebbe tutto inutile\u2026<\/li>\n\n\n\n<li>&nbsp;Ah, ecco, \u00e8 cos\u00ec, e certo, adesso \u00e8 cos\u00ec Vattene allora, vattene, vai via, vaiiiviaa!<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>(PPP si alza, si avvia verso l\u2019uscita, si volta prima di uscire, fa come se volesse dire qualcosa, scuote il capo, esce. Dopo che \u00e8 uscito MC piange, singhiozza, si dispera senza ritegno).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>6.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>(entrano in scena, mano nella mano, Ezra Pound e Patty Pravo da bambina)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>EP<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tu sei figlia di questa citt\u00e0 unica al mondo. Straordinaria, inimitabile, che segna in maniera irreversibile, chiunque ci venga, anche per una volta soltanto: e figurarsi chi, come te, ci nasce e ci vive.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Un miracolo.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Pi\u00f9 che una citt\u00e0, sembra un museo in scala reale che perpetua il prestigio dei palazzi che sembrano uscire dal mare a galleggiarvi per chiss\u00e0 quale sortilegio capace di mettere i brividi.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Chi vi abita, chi vi transita per diletto, assume cos\u00ec irresistibilmente le sembianze di un attore, il Fascino discreto di una maschera, un\u2019altra di quelle false e meschine di cui per\u00f2 ci ricopriamo continuamente, affinch\u00e9 gli altri comprimari dell\u2019esistenza non ci riconoscano e non ci possano dunque far del male pi\u00f9 di tanto.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>PP<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ma come parli bene, tu! Rimango incantata ad ascoltarti\u2026<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>EP<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Perch\u00e9 le parole sono importanti. Le parole hanno un valore enorme e a volte pesano come pietre, pesano come macigni.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>PP<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u2026Per\u00f2 le tue sono difficili, a volte, sai?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>EP<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Non ci sono parole difficili. Ci sono parole che non conosciamo, ma che possiamo conoscere. Bisogna sempre avere voglia di imparare cose nuove. Non smettere mai di studiare e non smettere mai di avere voglia di apprendere. Se qualche parole ti incuriosisce e ti sfugge, tu corri a inseguirla, con curiosit\u00e0.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>PP<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u2026Curiosit\u00e0?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>EP<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>S\u00ec. La curiosit\u00e0 \u00e8 sempre un formidabile strumento di conoscenza. Sarai sempre curiosa, mia cara, di quello che ti piace, o quanto meno ti interessa\u2026<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>PP<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Io \u2026Io\u2026Ecco\u2026Allora\u2026<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>EP<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u2026Ma intanto finiscei il gelato, se no si scioglie tutto\u2026<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>(sorride e le fa una carezza)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>A te cosa piace, piccola mia?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; La musica!<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Oh la musica! La musica\u2026Che cara!<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; S\u00ec, ho fatto domanda al Conservatorio e mi sto preparando\u2026Riuscir\u00f2 ad entrarci, tu che dici?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ci riuscirai se ti impegnerai. Un tale un po\u2019 pazzoide, ma saggio, sai, tanto filosofo, diceva che tutto quello che viene fatto per amore accade sempre; e diceva poi, che alla vittoria si arriva col sacrificio: \u00e8 la quantit\u00e0 di sacrifico compiuto che determina la vittoria. Dunque, parlando chiaramente e semplicemente: ama la musica, studia con impegno, anzi, con accanimento e vedrai che entrerai al Conservatorio. Tutte le porte si apriranno, se andrai a bussare con amore e accanimento.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; A te piace la musica?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Tantissimo. La mia compagna \u00e8 una musicista.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Chi? Quella signora americana che viene qualche volta con te a casa di nonna?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; S\u00ec, Olga.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Olga\u2026Che bella che \u00e8!<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Olga suona il violino, poi \u00e8 una ricercatrice di antichi testi musicali, fra cui Vivaldi, ritorniamo a Venezia, anche se per trovarli noi siamo andati a Siena e a Torino.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Sta sempre con te a Venezia anche lei?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; S\u00ec, insomma\u2026<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Io\u2026Io\u2026A me piace pure cantare!<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; S\u00ec, ma perch\u00e9 lo dici con quel faccino triste?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Perch\u00e9 ho paura di non riuscirci. Sono triste, perch\u00e9 i miei sono soltanto sogni.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Non devi avere paura. I sogni sono importanti, sai? Ci aiutano a crescere a migliorarci. Poi, se ci credi, ma ci credi davvero, a volte diventano realt\u00e0. Per te sar\u00e0 cos\u00ec, vedrai. E canterai dei tuoi sogni e della tua tristezza\u2026<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Mi sento sola\u2026Tu sei l\u2019unico che mi ascolta\u2026So che mi capisci. Con gli altri non ci provo nemmeno: non capirebbero\u2026<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Parler\u00f2 io con tua nonna, che \u00e8 meglio che parlare con i tuoi genitori\u2026And that is every think, my dear\u2026<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Davvero?!? Mi fai felice!<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Promesso. Ma adesso si torna a casa, a studiare!<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; S\u00ec, ma prima mi dici una delle tue poesie? Mi piacciono tanto, anche se le dici in inglese, in americano\u2026Non le capisco, per\u00f2 sono belle!<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Very nice of you. La poesia non c\u2019\u00e8 bisogno di capirla. La poesia si sente. C\u2019\u00e8 se si sente, e basta. Mi hai fatto il pi\u00f9 bel complimento che potessero farmi, sai piccola? <\/strong><strong>Most beautiful words from you, my little friend!<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Allora me la dici?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Uhm\u2026Vediamo\u2026Ma s\u00ec, te ne dico una di quando ero ragazzo, un po\u2019pi\u00f9 grande di te, ma insomma, an cora un ragazzo\u2026Quando arrivai la prima volta a Venezia\u2026<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Dai, s\u00ec\u00ec\u00ec! Tu quando sei arrivato a Venezia.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Tanti anni fa. Oh my God, sar\u00e0 passato mezzo secolo!<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; E ti ricordi ancora?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Certo che mi ricordo. In questa citt\u00e0 succedono fatti che restano sempre impressi nella mente a tutti quelli che il destino ha chiamato a passarci. Now in the mind indistructible\u2026<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; E perch\u00e9 ci sei venuto?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Perch\u00e9 ero triste. Perch\u00e9 ero pieno di sogni. Perch\u00e9 dove stavo io, in America, nessuno capiva i miei sogni e la mia tristezza. Amavo l\u2019Italia che avevo conosciuto attraverso i suoi poeti. Consideravo Venezia una specie di premio, per noi esseri mortali, quasi un dono divino, a compensare quello che avevamo perso, ma pure una colpa imminente, a farci scontare poi tanta delizia! E poi, perch\u00e9 ero solo\u2026Quando arrivai qui la terza volta, non di passaggio, come le prime due, per starci, ero ancora un ragazzino, avevo 23 anni e in tasca un manoscritto di poesie, i fogli scarabocchiati dei miei versi e una banconota da dieci dollari. Un giorno, poco dopo che ero arrivato, mi prese lo sconforto, di non riuscire a combinare nulla. Avrei voluto buttare a mare i fogli delle mie poesie\u2026 (cominciano a camminare con in sottofondo l\u2019inizio del brano che poi continuer\u00e0 in pieno quando avr\u00e0 finito di recitare i versi)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; E lo hai fatto poi davvero? Le hai buttate in mare?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; No, no\u2026Senti\u2026I versi che mi vengono in mente ora, fanno cos\u00ec, te li dico in italiano, sentili\u2026<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>shd\/I chuck the lot into the tide-water?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/strong><strong>Le Bozze &#8220;A Lume Spento&#8221;\/<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/strong><strong>and by the column of Todero<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; shd\/I shift to the other side.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Accanto ai pilastri lisci come sapone dove San Vito<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>incontra il Canal Grande<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>tra Salviati e la casa che fu di don Carlos<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>butter\u00f2 tutto nell\u2019acqua<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>le bozze di A lume spento?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>O Dio delle acqua, quale grande gesto di bont\u00e0\/abbiamo fatto in passato, e dimenticato, \/Che tu ci doni questa meraviglia, \/O Dio delle acque?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>O Dio della notte,<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quale grande dolore<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Viene verso di noi,<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Che tu ce ne compensi cos\u00ec<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Prima del tempo?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>O Dio del silenzio<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Purifiez nos coeurs,<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Purifiez nos coeurs,<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Poich\u00e9 abbiamo visto<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>La gloria dell\u2019ombra della<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Immagine della tua ancella,<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>S\u00ec la gloria dell\u2019ombra<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>della tua Bellezza ha camminato<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Sull\u2019ombra delle acque<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>In questa tua Venezia.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>E dinnanzi alla santit\u00e0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Dell\u2019ombra della tua ancella<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Mi sono coperto gli occhi,<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>O Dio delle acque.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>O Dio del silenzio,<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Purifiez nos coeurs,<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Purifiez nos coeurs,<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>O Dio delle acque,<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>illimpidiscici il cuore<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Poich\u00e9 ho visto<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019ombra di questa tua Venezia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Fluttuare sulle acque,<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>E le tue stelle<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Hanno visto questa cosa, da loro corso remoto<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Hanno visto questa cosa<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>O Dio delle acque,<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Come le tue stelle<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>A noi son mute nella loro corsa remota,<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cos\u00ec il mio cuore<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>in me \u00e8 diventato muto.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>(escono di scena)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u201cRagazzo triste\u201d, Patty Pravo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>PRESENTATORE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Era, l\u2019avrete riconosciuta, \u2018Ragazzo triste\u2019 di Patty Pravo, il brano che le consegn\u00f2 il successo, qualche anno dopo quell\u2019incontro decisivo con Ezra Pound.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Come decisivo fu l\u2019incontro con Ezra Pound di Olga Rudge, che, nonostante la prima moglie Dorothy Shakespeare, \u00e8 la donna della sua vita.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>La magia del teatro, l\u2019istante reso eternit\u00e0, cos\u00ec loro due Olga ed Ezra,, si raccontano.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>7.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>EZRA POUND CON OLGA RUDGE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>EP \u2013 Il bello \u00e8 difficile!<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>OR \u2013 Guarda che io non avevo bisogno di te, quando ti ho incontrato. Non avevo niente da guadagnare a frequentarti. Avevo 27 anni, ero gi\u00e0 pi\u00f9 che una promessa: ero gi\u00e0 una musicista affermata, io, a Parigi, mon cher!<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Era l\u2019autunno del 1922, I remember\u2026<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Mi ricordo, mi ricordo sempre tutto io! Fu ad un ricevimento a casa di Natalie Barney, fra i suoi abituali ospiti bohemien, spie, lesbiche e a vario titolo versatili che a te tanto piacevano. Avevi una giacchetta con su disegnati i dragoni cinesi e io proprio in quel periodo stavo studiando il poeta cinese Li Po, l\u2019immortale Li Po, che dall\u2019ottavo secolo non ha cessato di essere a noi presente col suo fascino; poi, ecco, ero particolarmente interessato alla musicalit\u00e0 del verso, dai tempi del miei saggi sui poeti Trovatori, al rapporto fra musica e poesia\u2026 Beh, presi quei dragoni addosso a una violinista come un doppio segno del destino, addirittura in contemporanea!<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211; Mi piacevano le tue mani\u2026Avevi una testa bellissima e un volto attraente\u2026Presi subito confidenza con te. C\u2019erano tante cose che ci univano, tantissime, tutte forti, ci legavano.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211; \u201cDolcezza mia\u201d, cominciavi i tuoi biglietti, quando mi scrivevi. \u201cTi voglio J want you\u201d, mi ripetevi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211; Ci scrivevamo ogni giorno, anche pi\u00f9 volte al giorno\u2026Abbiamo seguito il nostro destino in ogni dove. Nel 1924 avevo ricevuto una proposta di matrimonio da un ottimo partito, una specie di play boy straniero: invece seguii te a Rapallo\u2026Come te, anche prima, quando tu non c\u2019eri, avevo fatto il tuo stesso percorso: dagli States in Inghilterra e poi a Parigi. Ma c\u2019era l\u2019Italia nel nostro destino!<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211; S\u00ec, nel nostro, nel mio, nel tuo: nel nostro!<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>-\u2026E Venezia! Al conservatorio Benedetto Marcello. S\u00ec, ma prima a Firenze, e poi Siena, con le mie scoperte degli inediti di Vivaldi, fra un concerto a Parigi di nuovo e di nuovo un altro a Londra, e Budapest e Vienna. Poi sempre a Rapallo, dove ti inventasti le rassegne musicali. L tuo, ahim\u00e8 per lunghi tratti il vostro appartamento di via Marsala, ma poi il tuo, per fortuna il nostro, la nostra villetta a Sant\u2019Ambrogio, vicino la Chiesa, di Zoagli, la \u2018Casa 60\u2019\u2026&nbsp; I muri in perfetto stile ligure, le pareti arancione, le porte verdi; le viti,, gli ulivi, i ciliegi e poi i fiori, e l\u2019orto, con la salvia, il basilico e il rosmarino; dentro, il focolare, la libreria, il tavolo, le sedie, e di l\u00e0 il nostro letto\u2026 Tua moglie voleva farti andare con lei in Sicilia, avrebbe voluto mettere quanta pi\u00f9 distanza possibile fra me e te\u2026Ma ormai era troppo tardi! Io volevo un bambino e quel figlio ormai l\u2019avevamo concepito!<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211; Tu non volevi un figlio: non ci avevi mai pensato, anzi solo l\u2019idea ti faceva stizzire, prima. Tu volevi un figlio da me., E\u2019 diverso.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211; \u2018Hai avuto la tua vittoria. Tu sei necessaria per Ezra\u201d, mi scrisse il tuo amico del circolo del tennis di Rapallo Adrian Stokes\u2026Fu una consapevolezza raggiunta, un desiderio fortissimo realizzato. Come avresti voluto chiamarla Mary?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211; Xena, mitologicamente.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211; E poi, oltre a Rapallo, anche a Venezia, dove passare un po\u2019 di TEMPO NOSTRO, insieme alla nostra bambina, per il resto affidata alla tata, Frau Marcler, in Sud Tirolo. I posti dove non c\u2019era e finalmente sempre qualcuno nella stanza accanto! Se penso per esempio ai tanti, ai troppi Natale passati lontano\u2026<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211; Non diventiamo tristi ora! Sei sempre l\u2019amore della mia vita, per me, come prima, pi\u00f9 di prima!&nbsp; Sei sempre tu! E per sempre sar\u00e0 cos\u00ec! Ricordiamoci invece qualcosa di bello\u2026<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211; Il concerto privato per il Duce! Mi aveva invitato a suonare per lui e fu una serata straordinaria. Fu di una gentilezza squisita, impeccabile: i calorosi complimenti alla fine, i magnifici fuori in regalo\u2026<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211; Quando ricevette me, gli parlai delle mie teorie economiche: J tried to educate him\u2026 Poi gli regalai i miei Cantos, quelli che avevo gi\u00e0 finito\u2026\u2019Ma questo \u00e8 divertente\u2019, said the Boss\u2026<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211; Divertente, cio\u00e8 straordinario, suppongo\u2026Divertente\u2026Divertente\u2026 Invece divertente proprio, per esempio, fu quando, in viaggio, verso Capri, in macchina, con la mia amica Lindy Shaw, sui prati del passo della Porretta ci fermammo per un picnic che lasci\u00f2 esterrefatto un ignaro contadino, che, non avendo mai visto una cosa del genere, si chiedeva che cosa diavolo stessimo facendo, e alla fine pens\u00f2 che avessimo improvvisato una vendita estemporanea di generi alimentari!<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211; \u2018Ciao, amore, tante belle cose, auguri e carezze\u201d, direttamente in italiano: io di bello mi ricordo i tuoi biglietti\u2026<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211; Poi, finita la guerra, arrivata la pace, vennero gli Americani e ti portarono via.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211; Una pace senza giustizia non \u00e8 pace, ma semplicemente il preludio a una nuova guerra.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211; They taken the poeta to Zoagli\u2026T\u2019hanno messo in gabbia, old Ezra was a prize exhibit\u2026,T\u2019hanno fatto stare tredici anni in manicomio c riminale a Washington, condannato come traditore per le trasmissioni che avevi&nbsp; fatto a radio Roma.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211; Libert\u00e0 di parola senza libert\u00e0 di parola per radio \u00e8 zero!<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211; Passarono sette anni prima che potessi venire a trovarti, almeno per qualche ora.&nbsp; Tre visite di tre ore l\u2019una. Una conquista, non c\u2019\u00e8 che dire\u2026Tredici anni di solitudine, e poi il silenzio\u2026Il tuo TEMPUS TACENDI. Perch\u00e9, Ezra?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211; L\u2019arciere che manca il centro del bersaglio cerca la causa dell\u2019errore dentro s\u00e9 stesso.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211; Ma c\u2019\u00e8 un senso, my love, a tutto questo? E qual \u00e8 la meta?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211; Bisogna mettersi in ordine le idee. Poi, non pensare pi\u00f9 a niente, lasciarsi trasportare dal \u2018qui e ora\u2019 e vivere la vita cos\u00ec, nella sua immediatezza, nella sua spontaneit\u00e0.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>La conoscenza, poi\u2026E\u2019 proprio questo il grande segreto.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Bisogna iniziare da s\u00e9 stessi. Se conosci, vinci la paura, sublimi te stesso e l&#8217;esistenza. E ridi, come il Buddha. Ridi, perch\u00e9 stai bene, nel corpo, e nell\u2019anima. Stai bene tu, e stai bene col mondo intero.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ridi, perch\u00e9 scopri di non essere nulla e di essere tutto. E sei umile. Se non hai l&#8217;umilt\u00e0 non hai compreso nulla. E ami le cose semplici che trovi nella vita di tutti i giorni. La differenza \u00e8 che ne hai consapevolezza e ricerchi quelle autentiche. In armonia col mondo intero, yin e yang, caldo e freddo, aspirazione e inspirazione, non sei nulla e sei tutto. Questo \u00e8 il senso, questa \u00e8 la meta.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>8.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>NARRATORE<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 unica, unica al mondo, inimitabile, ineguagliabile: la magia della voce. Vive soltanto per te, attivo spettatore, anche tu protagonista.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>LA MIA SOLITUDINE<\/strong><strong> \u2013 IVA ZANICCHI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>NARRATORE<\/p>\n\n\n\n<p>Siamo arrivati alla fine&nbsp; &#8211; o quasi &#8211; di questa nostra rassegna di motivi e personaggi, di pensieri e di parole, di musica e di poesia, di idee, che speriamo abbiano trovato posto dentro di voi, e, magari col tempo, anche a distanza di mesi, se non di anni, speriamo possano tornarvi in mente, ed esservi preziose.<\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo, in maniera provocatoria, certo, come ci si addice, e in maniera originale, come era indispensabile, ridato vita, insieme a voi, a personaggi incredibili, maestosi, lucidi e profetici, della cultura del Novecento, l\u00e0 dove stanno le nostre radici: senza radici non ci pu\u00f2 essere sviluppo e non c\u2019\u00e8 equilibrio, non c\u2019\u00e8 futuro.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma prima di finire, frammenti di un ricordo, dell\u2019autore, diretto, dagli inediti, quanto interessanti risvolti. E in ultimo, attraverso l\u2019interpretazione di due giovani attori, che hanno la stessa et\u00e0, 18 e 16 anni, dell\u2019autore all\u2019epoca e del suo amore, un amore impossibile, vero e proprio specchio dei tempi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ed eccoci al 1975, gi\u00e0, eccoci allo spettatore \u2013 partecipe e protagonista&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Sentiamo prima cosa dice l\u2019autore.<\/p>\n\n\n\n<p>Se di incontri decisivi, quelli che ti segnano la vita, abbiamo parlato, il mio incontro con Pier Paolo Pasolini \u00e8 stato decisivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Io ero \u201cil giovane fascista\u201d di cui parlano i resoconti del tempo, che nello sbigottimento generale, nella contrariet\u00e0 montante, os\u00f2 chiedere a Pier Paolo Pisolini che cosa pensasse della cultura di destra, dando cos\u00ec il via alla sua risposta che lasci\u00f2 tutti senza fiato. Ripeto: quel giovane fascista ero io.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">RIMMEL \u2013 FRANCESCO DE GREGORI<\/h2>\n\n\n\n<p>NARRATORE<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019autunno del 1975 frequentavo l\u2019ultimo anno del liceo classico \u201cPalmieri\u201d di Lecce.<\/p>\n\n\n\n<p>Ospitato dalla mia scuola, in collaborazione con la locale universit\u00e0, si era<\/p>\n\n\n\n<p>tenuto in quelle settimane un corso di abilitazione per professori, o qualcosa del genere: insomma, una specie di tirocinio prima della concessione ministeriale delle nuove cattedre.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Alla fine di ottobre, per i neo docenti, gli organizzatori avevano invitato Pier Paolo Pasolini a tenere una conferenza nell\u2019aula magna dell\u2019istituto, allargata ai rappresentanti degli studenti delle varie classi.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu cos\u00ec che quella mattina potei ascoltare quelle che sarebbero rimaste le ultime parole in pubblico di Pasolini.<\/p>\n\n\n\n<p>Infatti, pochi giorni dopo, rientrato a Roma, sarebbe andato incontro al suo tragico destino.<\/p>\n\n\n\n<p>Ne resta traccia in un sunto, per quanto parziale, che il \u201cCorriere della sera\u201d pubblic\u00f2 qualche settimana dopo in prima pagina, dal momento che qualcuno dei presenti aveva provveduto a registrare la conversazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Pasolini aspett\u00f2 pazientemente che nell\u2019aula, riempitasi al massimo, tutti riuscissero a trovare una qualche sistemazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Il viso scarno, aveva addosso un paio di jeans, una camicia di flanella a quadroni e stivaletti ai piedi. Cominci\u00f2 a parlare convinto e convincente, riprendendo e sviluppando, in una sorta di fresco riepilogo, molti spunti delle sue ultime e pi\u00f9 clamorose polemiche.<\/p>\n\n\n\n<p>Se la prese con Mike Bongiorno e con la televisione, denunciandone l\u2019omologazione e l\u2019asservimento prodotti.<\/p>\n\n\n\n<p>VOCE ESTERNA<\/p>\n\n\n\n<p><em>L\u2019omologazione ha operato una vera e propria distruzione dell\u2019Italia, paragonabile a&nbsp; quella venutasi a creare in seguito alla fine della seconda guerra mondiale.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>La verit\u00e0 va detta a qualunque costo, a qualunque costo io dico che il sorriso di un giovane di dieci anni fa era un riso di felicit\u00e0, mentre oggi \u00e8 di un infelice nevrotico.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Io non so cosa sia la felicit\u00e0: ma se \u00e8 sorridere, cantare e inventare linguisticamente tutti i giorni una battuta, una spiritosaggine, una storia, se la felicit\u00e0 \u00e8 questa, allora prima erano molto pi\u00f9 felici di oggi.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Se la felicit\u00e0 non \u00e8 questa, allora non parlo pi\u00f9.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>NARRATORE<\/p>\n\n\n\n<p>Affront\u00f2 la tematica del linguaggio nazionale, specificatamente la tesi della lingua che ci farebbe eguali, da lui confutata, naturalmente.<\/p>\n\n\n\n<p>E, a seguito della mia domanda, accenn\u00f2 alla \u201ccultura di destra\u201d sostenendo che essa possedeva autori e tematiche che non era possibile continuare a ignorare, o denigrare, mentre, al contrario, bisognava discuterla, analizzarla e accettarne i valori positivi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 appena il caso di ricordare il clima di quegli anni, in cui in una qualunque discussione vinceva chi riusciva per primo a dare del \u201cfascista\u201d al suo interlocutore, con ci\u00f2 annientandolo&#8230;Gli anni delle demonizzazioni, delle persecuzioni, delle violenze&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>VOCE ESTERNA<\/p>\n\n\n\n<p><em>Occorre un confronto operativo con la cultura di destra. Non possiamo insistere nell\u2019ignorarla: dobbiamo discuterne, analizzarne e accettarne i valori positivi, come quelli di Ezra Pound. Altrimenti, se non lo facessimo, sarebbe come se continuassimo a tirarci appresso una palla al piede.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Esiste una destra sublime, che non deve assolutamente diventare monopolio dei fascisti.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>NARRATORE<\/p>\n\n\n\n<p>Soltanto molto dopo sarebbero venute le \u201criscoperte\u201d, le analisi, i confronti e le valorizzazioni. Invece Pasolini aveva il coraggio e l\u2019onest\u00e0 di dirle allora, in pieni \u201canni di piombo\u201dquelle cose.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche in tutto questo, Pier Paolo Pasolini fu lucido polemista e straordinario profeta.<\/p>\n\n\n\n<p>9. \u201cSabato pomeriggio\u201d, CLAUDIO BAGLIONI<\/p>\n\n\n\n<p>CLIC<\/p>\n\n\n\n<p>Pronto? Pronto?!? Chi \u00e8?<\/p>\n\n\n\n<p>Puoi parlare?<\/p>\n\n\n\n<p>Lo sapevo che eri tu, me lo sentivo\u2026C\u2019avevi una faccia oggi davanti la scuola\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Puoi parlare?<\/p>\n\n\n\n<p>Ma non devi telefonare, te l\u2019avevo detto! Ero stata chiara, no?!? Evidentemente non ero stata chiara\u2026NON DEVI CHIAMARMI A CASA!<\/p>\n\n\n\n<p>E dove dovrei chiamarti, al centralino del Palmieri? Scusate, mi potete passare la\u2026la trovate in classe, la\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>I miei mi controllano, non vogliono che stia al telefono e gi\u00e0 hanno da ridire\u2026Poi, ci potrebbe essere chiunque\u2026Ci potrebbero essere altre persone\u2026E poi tu mi metti a disagio\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>A disagio?!?<\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec, sono confusa, non riesco a gestirti\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Beh se ti faccio questo effetto\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Non c\u2019entri niente tu\u2026Sono io che\u2026Non chiamarmi pi\u00f9!<\/p>\n\n\n\n<p>Comunque grazie per l\u2019accoglienza eh? Ero stato a lungo in silenzio, indeciso, dibattuto, poi non ce l\u2019ho fatta, non ho resistito\u2026Ogni squillo del telefono, un tuffo al cuore, silenzio, un altro squillo, un altro tuffo\u2026Finch\u00e9 finalmente hai risposto\u2026E grazie ancora dell\u2019accoglienza\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Ma che volevi dirmi?<\/p>\n\n\n\n<p>Niente.<\/p>\n\n\n\n<p>Come niente?<\/p>\n\n\n\n<p>Niente. Volevo sentire la tua voce\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco, l\u2019hai sentita<\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0, l\u2019ho sentita\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Domani ti scrivo\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco, altri tuffi per il mio cuore\u2026Tanti quanti quelli che disegni tu, che fai le I CON IL CUORE, che scrivi tutte le i, gli articoli i, tutti quanti, ogni vocale i di ogni parola, nessuna esclusa, un testo di poche frasi, o una pagina di quaderno che sia, disegnando un cuoricino al posto del puntino\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>E tu, che cosa devi dirmi, per scrivermi un altro dei tuoi bigliettini colorati chi mi passi di nascosto? Furtivamente\u2026Badando bene che nessuno ti veda\u2026?<\/p>\n\n\n\n<p>Che non possiamo continuare cos\u00ec\u2026Meglio finirla\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>La nostra storia non pu\u00f2 finire\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 non pu\u00f2 finire?<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 non \u00e8 nemmeno mai cominciata\u2026Non pu\u00f2 finire quello che non \u00e8 iniziato\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Che mi fai, un riassunto di filosofia aristotelica?<\/p>\n\n\n\n<p>Me ne guardo bene, tu conosci solo Carlo Marx, ma io non sono all\u2019altezza di cotanto genio\u2026Marx Engels Maotsetung\u2026Come gridi nei cortei\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Stai zitto!<\/p>\n\n\n\n<p>No, parlo. Parlo! Anche se come a scuola ogni volta alle assemblee vi incazzate e vi prende la crisi isterica\u2026Comunque, comunque ecco, la nostra storia\u2026Hai ragione, non possiamo continuare cos\u00ec, quando hai ragione, hai ragione\u2026Dobbiamo trovare qualche altro modo per andare avanti, ecco, qualche altro modo di comunicare\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Magari fra qualche tempo, nel futuro, inventeranno altri modi per comunicare\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0, ma noi chiss\u00e0 dove saremo\u2026Hic et nunc\u2026Come vai in latino?<\/p>\n\n\n\n<p>Hic et nunc ci sono solo bigliettini\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>I bigliettini\u2026I bigliettini sui foglietti colorati con i cuoricini\u2026Non funziona cos\u00ec\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Ah s\u00ec, e come funziona?<\/p>\n\n\n\n<p>Funziona che dobbiamo trovare il modo di conoscerci meglio, e di frequentarci\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Funziona che non \u00e8 colpa mia se tu sei fascista! Ecco\u2026Gi\u00e0 mi immagino che cosa direbbero solo se sapessero che \u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Chi? Direbbero chi?<\/p>\n\n\n\n<p>I miei compagni\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>I tuoi compagni\u2026Buoni quelli\u2026Io comunque non sono fascista\u2026Mi ci chiami tu cos\u00ec, ostentando pubblico disprezzo e democratico disgusto a ogni assemblea\u2026Mi ci avete fatto diventare voi, un fascista\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Stai zitto, ch\u00e9 \u00e8 meglio\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>E parla tu, no? Allora, parla, scrivimi, almeno quello, e dimmi quando ci vedremo\u2026Domani mattina, dimmelo, quando ci vedremo, magari domani stesso, domani \u00e8 sabato, possiamo fare per sabato pomeriggio\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec, cantiamo Baglioni pure?<\/p>\n\n\n\n<p>Che c\u2019hai contro Baglioni?<\/p>\n\n\n\n<p>Insulso e commerciale\u2026Invece di parlare del proletariato, di rivoluzioni, di liberazioni, di pace e di locomotive, di giustizia e di libert\u00e0, lui canta&nbsp; \u2018passerotto non andare via\u2019\u2026.Aha ah ahh \u2018Ti prego passerotto non andare via\u2019 aha ah ahh<\/p>\n\n\n\n<p>Guarda che non fa ridere\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>A me fa ridere\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Ma sentiti gli Inti Illimani allora\u2026Che sono meglio\u2026.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo vedi?&nbsp; La nostra storia, come la chiami tu, non pu\u00f2 continuare\u2026A parte che a me piace la musica classica\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Facciamola iniziare, almeno\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Ma come facciamo?<\/p>\n\n\n\n<p>Ci vediamo di nascosto\u2026Andiamo fuori Lecce, andiamo al mare\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>E come facciamo, ad andare al mare?<\/p>\n\n\n\n<p>Col tuo motorino, io non dispongo di mezzi, il vero proletario sono io, siamo noi, voi siete i figli della Lecce bene, della buona borghesia che tanto a parole disprezzate, salvo poi goderne da buoni figli di pap\u00e0 tutti gli agi e i privilegi\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Lo vedi?&nbsp; La nostra storia, come la chiami tu, non pu\u00f2 continuare\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Pu\u00f2, pu\u00f2\u2026Basta volerlo, basta trovare il modo di\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Non pu\u00f2\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Pu\u00f2\u2026E comunque, se proprio deve finire, facciamola almeno iniziare, cos\u00ec potr\u00e0 finire\u2026Andiamo al mare\u2026Soli, io e te, senza che nessuno ci veda\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Vediamo, dai, vediamo nei prossimi giorni\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Non ce la faccio ad aspettare\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 non ce la fai?<\/p>\n\n\n\n<p>Ho bisogno di guardarti, di vederti tutto il tempo che voglio, e sar\u00e0 tantissimo, senza limitarmi a qualche occhiata furtiva, ho bisogno di accarezzarti i capelli lunghi, prenderli fra le mie mani\u2026Intrecciarli fra le mie dita\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Va bene, vediamo\u2026Ora devo chiudere\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>E poi di prendere le tue mani nelle mie, di stringerle forte\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Devo chiudere\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Voglio sentire il profumo che ti porti come una seconda pelle\u2026.Voglio respirare il tuo&nbsp; Patchouli, voglio drogarmi di Patchouli\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Devo chiudere\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>E poi voglio accarezzare la tua pelle, sentire il contatto con la tua pelle\u2026E poi ancora\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>CLIC<\/p>\n\n\n\n<p> <\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2024\/10\/31\/sono\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2024\/10\/31\/sono\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Giuseppe Puppo _______ Io, ecco, questo copione l&#8217;avevo scritto per lui, per Giorgio Albertazzi: cio\u00e8, lui non ne sapeva niente, me l&#8217;ero immaginato da solo, nei panni di Ezra Pound in quanto pensavo, mi immaginavo appunto, che gli avrebbe fatto piacere interpretarlo, ma tutto qui. Comunque, finito il lungo lavoro di documentazione, di cui [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":235470,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[31],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/235298"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=235298"}],"version-history":[{"count":15,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/235298\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":237514,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/235298\/revisions\/237514"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/235470"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=235298"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=235298"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=235298"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}